amore14-lume324-Abbandonati e assapora. Il Ficus carica porta nel suo frutto una storia di relazione, dove la fruttificazione è legata al rapporto fra fico e caprifico e vespa Blastophaga. Il caprifico produce il polline, la vespa entra nei piccoli fiori racchiusi nel siconio e trasporta il polline da un frutto all'altro, la pianta accoglie il fatto, e il suo frutto diventa nutrimento, condiviso o conservato. La dolcezza che arriva alla tavola è risultato di una relazione invisibile agli occhi. Il fico cresce al sole e vive a lungo, propagandosi per seme e talea, polloni o innesto; il suo frutto è consumato fresco o conservato mediante essiccazione. I fichi secchi sono, da sempre, una riserva di nutrimento, specie durante l'inverno, come i datteri delle oasi, che la Palma da dattero porta a memoria nei paesaggi aridi del Sahara, accompagnando viaggiatori e comunità del deserto. Il fico mostra che ciò che appare come un frutto individuale, è il risultato di molte relazioni, che questa Carta esprime così: Quando il frutto è pronto, resta solo da assaporarlo, come una calda storia d'amore, dove il piacere guida verso livelli sempre più alti di estasi; fai qualcosa per te stesso, oggi cerca di essere felice, assapora ogni istante, lascia che qualcosa venga accolto, abbandonati al piacere. Barbanera dice: Anno ficaio, scarso granaio; il fico è buono quando viene e l'uva quando passa; il fico e l'uva hanno ciascuno il proprio tempo maturazione.
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