
quidf: lume122-Un vecchio contadino, prima di seminare, posava il seme sulla lingua e diceva di presentarsi. La saliva era il primo saluto, il gesto con cui l'uomo si faceva riconoscere dalla vita che stava per affidare alla terra. Oggi la biologia racconta che i semi percepiscono umidità, temperatura, luce, sostanze chimiche e segnali provenienti dai microrganismi del suolo. La saliva contiene molecole e microrganismi che possono lasciare qualche traccia sul seme. Nel significato simbolico, ogni nascita comincia con un incontro. Nella foresta di Dambana, Tissagami, capo dei Wanniya (veddhas), raccoglie una piccola foglia verde, la Gotukola (Centella asiatica), la posa sulla mano e dice: Guarda la sua forma, è una ciotola d'acqua, non trattiene la pioggia, la accoglie. Gli anziani raccontano che nella foresta gli animali conoscono piante e sentieri che l'uomo deve ancora imparare a riconoscere: quando il cammino è lungo e la foresta sembra senza sentieri, gli elefanti cercano questa pianta per nutrirsene e ritrovare forza e orientamento nella foresta. Gotukola li aiuta a ricordare, per questo la pianta è simbolo di lucidità, longevità e armonia tra mente, corpo e natura, e nacque la credenza che la Gotukola custodisse la memoria degli elefanti, quella profonda che ricorda il sentiero verso casa. Gotukola, pianta usata nell'alimentazione e nella medicina dello Sri Lanka e di altre regioni asiatiche, venne dunque rivelata dagli elefanti. Tissagami sorride: l'elefante è saggio perché riconosce la strada che appartiene al suo cuore, e così fanno anche i semi accolti nella mano a coppa del contadino, forse anche noi siamo semi, cresciamo bene quando ricordiamo la direzione, senza fretta. La foglia Centella, accogliendo la rugiada nella sua forma a ventaglio, insegna la misura: il poco nutre, il troppo appesantisce. E come gli elefanti seguono la foresta per trovare acqua e cibo, così anche l'essere umano ritrova sé stesso quando ascolta il ritmo dei suoi passi, del respiro e della capacità di ritrovare la via. Un palmo di mano chiuso a coppa compie il gesto d'amore di offrire acqua al bisognoso, a sé stessi o agli altri. La mano offre acqua, la foglia accoglie rugiada, la bocca offre saliva, la terra offre nutrimento, l'elefante offre memoria e gli antenati offrono sogni. Chi conosce la selva conosce il proprio cuore.
quidp: lume122-Seba, guidato da Nimal Sesto, giunge a Dambana, nello Sri Lanka, presso i Wanniya, antichi abitanti della foresta chiamati anche Vedda. Vivono in rapporto profondo con la natura, attraverso caccia, raccolta, miele e coltivazioni, custodendo riti antichi legati agli antenati e agli spiriti della montagna. Il loro capo, Tissagami, celebra la danza del mortaio, rito dedicato a Kande Yaka, spirito della montagna, offrendo latte di cocco, fiori e foglie nel vaso Kiri-Koraha. La danza conduce alla comunione tra corpo, comunità e mondo invisibile. I Wanniya venerano anche Valli Amma, fanciulla che donò la patata dolce (kumara), simbolo di fertilità e unione tra foresta e vita umana. Tra le piante della foresta, la Gotukola, Centella asiatica, appartiene da lungo tempo alla cultura alimentare e medicinale dei Wanniya, dello Sri Lanka e di altre regioni dell'Asia. In questo Lume, la gotukola diventa memoria dell'acqua, metafora della capacità di accogliere, nutrire e ritrovare la via. La sua foglia, simile a una piccola ciotola d’acqua, diventa immagine della vitalità e dell'armonia tra corpo, mente e ambiente.
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