
quidf: lume045-Taras, mentre raccoglie le fave del primo maggio, narra la storia di Pitagora, ricordando l'ambivalenza del phármakon: ciò che in una situazione nutre, in un'altra può diventare pericoloso. La Fava è un pianta di soglia che ad alcuni reca crisi del favismo, mentre ad altri aiuta a ridurre la malaria. Secondo luoghi e climi, il corpo decide la sua verità, la vita si rompe e si trasforma nel dono ambiguo di natura: ciò che cura pur ferisce, in caso di necessità. Le Fave, nelle carte dei sogni, rivelano ciò che nutre o spezza il sangue: ciò che nutre può destabilizzare, come prezzo di equilibrio, diceva Pitagora. Nutrire è scomporre vecchie rime, metà si mangia e metà conserva, come la vita che oscilla tra perdita e guadagno, dove il corpo infine si rinnova attraverso ciò che lascia andare. Oracolo: non tutto ciò che ti sostiene è innocuo; non tutto ciò che ti ferisce è nemico. Ciò che perdi ti sta già trasformando. Il cuore, come la terra, porta cicatrici ma sa rigenerarsi: accetta pause e attese, ciò che coltivi ora fiorirà nel futuro.
quidp: lume045-Fave + Patate nei solchi sian vicine, poichè le Patate repellono il tonchio delle Fave, e queste aiutano le patate, con l'azoto delle loro radici. Il maturo uomo e la sua compagna raccolgono fave: una parte nutre il presente, un'altra viene conservata per il futuro. Così insegna la natura: consumare e conservare sono due gesti della stessa saggezza. La fava ricorda che ogni dono ha un limite e che la fragilità può custodire una protezione. La guarigione nasce anche da empatia, silenzio e pazienza, come chi sa avvicinarsi a un essere ferito senza costringerlo. Se ti senti perduto, siediti nella quiete. Dividi i semi dal raccolto: una parte per oggi, l'altra per domani. Ciò che coltivi ora potrà rifiorire nel futuro. Amare significa anche saper rinunciare, per custodire ciò che è più grande. Barbanera dice: pancia troppo piena a brutti sogni mena, ma se ceni leggero, il sogno appar più vero.
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