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Ciò che resta vivo può ripartire
48.zucchina (vedi lume): Ciò che resta vivo può ripartire

quidf: lume048-In una tenda tra le forre, Emilia cena con la famiglia: zucchine, cipolle e pane. Il pasto è semplice, ma reca forza per il viaggio. Emilia osserva una zucchina romanesca e racconta che nel Lazio questa varietà appartiene da tempo alla cultura degli orti e della coltivazione locale. Poi guarda quella pianta del suo orto e dice: Quando l'acqua viene meno, non tutte le piante reagiscono allo stesso modo. Alcune continuano a produrre, altre rallentano, alcune perdono foglie, fiori o frutti, sembrano quasi fermarsi; eppure, quando torna la pioggia, qualcuna riprende. Emilia raccoglie i semi delle piante che hanno resistito, non sceglie necessariamente il frutto più grande, conserva quello che, in quell'anno e in quella terra, è riuscito a continuare il proprio ciclo. Forse non dobbiamo salvare tutto, dice. Forse dobbiamo riconoscere ciò che sa aspettare. Attorno al fuoco, la famiglia mangia ciò che l'orto ha saputo offrire, mentre il lume ti domanda: Quale parte di noi conviene salvare nei momenti difficili perché possa tornare a vivere quando arriva la pioggia? Quali capacità e talenti coltivare e valorizzare?

quidp: lume048-La Cucurbita pepo è originaria delle Americhe ed entrò nella tradizione orticola europea secoli fa. Nel Lazio le cucurbitacee appartengono da tempo alla cultura degli orti: la tipologia romanesca, o costata romanesca, è riconoscibile per le costolature marcate, il colore verde chiaro e il grande fiore persistente. Le varietà laziali mantengono più a lungo l'attività delle radici quando il terreno si asciuga, riducendo la superficie fogliare e recuperando rapidamente dopo una bagnata: possono fiorire e fruttificare anche sotto moderato stress idrico. Nell'orto, in condizioni difficili, alcune piante continuano a dare frutto più a lungo di altre, altre rallentano, abortiscono o sembrano fermarsi, per poi ripartire quando l'acqua ritorna. La botanica conosce diverse strategie con cui le cucurbitacee affrontano la scarsità d'acqua: ridurre la crescita, modificare la traspirazione, sfruttare meglio le radici e recuperare dopo la reidratazione. Ma il contadino conserva soprattutto ciò che ha visto: generazione dopo generazione, i semi portano avanti una storia di coltivazione e di scelta. La pianta non deve vincere la siccità: deve attraversarla. E quando torna la pioggia, ciò che è rimasto vivo può ricominciare. Il seme custodisce proprio questa possibilità. Barbanera dice: Ottobre piovoso campo prosperoso; novembre bello o brutto in campagna muore tutto.

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