lume080–Emilia prende una zucca matura, ne raccoglie i semi e ricorda che la terra non chiede a tutto ciò che cresce di mostrarsi subito. Nel Vangelo, il grano e la zizzania crescono insieme fino alla mietitura: separare troppo presto può danneggiare anche ciò che si vuole proteggere. Il piccolo seme di senape cresce quasi invisibile e, senza clamore, occupa uno spazio molto più grande di quello da cui era partita. Anche il lievito lavora nascosto: non si vede mentre trasforma la farina, ma il suo effetto appare quando l'impasto è ormai cambiato. Così ciò che è custodito non è necessariamente inattivo: in silenzio può star preparando una forma futura. Emilia conserva i semi migliori per la stagione successiva, sa che non tutti devono essere seminati subito: alcuni diventano cibo, altri seme, altri ancora vengono lasciati alla terra. La sapienza contadina riconosce che cosa deve essere raccolto, che cosa lasciato maturare e che cosa conservato. Anche nella vita, non ogni vuoto deve essere riempito, e non ogni contraddizione deve essere risolta immediatamente, può esserci qualcosa che sta ancora lavorando sotto la superficie. Prova a osservare ciò che oggi sembra piccolo, sterile o incompiuto: forse non chiede una soluzione, ma tempo, terra e custodia. Barbanera ricorda: Luglio poltrone porta zucca e melone; anche la saggezza popolare sa che ogni stagione ha il proprio raccolto. Ciò che custodisci oggi potrebbe essere ciò che domani saprà nutrirti.
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