
quidf: lume354-Un re aveva costruito una torre così alta da poter vedere ogni cosa dall'alto. Credeva che, controllando il territorio, avrebbe potuto impedire ogni sorpresa. Ai piedi della torre cresceva una Ferula, piegata dal vento ma mai spezzata. Un giorno arrivò un temporale, e un fulmine colpì la corona della torre e tutto ciò che il re aveva costruito cominciò a cadere. Per la prima volta il re vide ciò che la torre gli aveva nascosto: la terra, le radici, le persone, il cielo. Rimase in silenzio, poi raccolse una pietra e ne fece un altare invece di un muro: così scoprì che alcune rovine non chiedono di essere ricostruite, ma chiedono di diventare il luogo da cui guardare diversamente. La sibilla di Cirene dice: se ogni essere vivente è abitato da una forza mistica incontrollabile, è saggio o stolto affidarvisi, sapendo che il fulmine distrugge la torre, e poi la ricostruisce dalle sue ceneri?
quidp: tarot16-lume354-LA TORRE. Quando una struttura non può più contenere la vita, il cambiamento apre una strada nuova. La Ferula cresce nei margini e nei luoghi aridi, mentre il Silfio di Cirenaica appartiene alla memoria di una terra in cui vita, desiderio e sopravvivenza erano intrecciati. La biblica torre di Babele era talmente alta che Dio punì gli uomini confondendo il loro linguaggio: monito alla presunzione umana e all'ambizione sfrenata, a cui segue la caduta e la rovina di una situazione che si fondava sull'eccesso di superbia. La Torre insegna che il controllo assoluto è fragile: ciò che crolla può liberare una vista più ampia. Dopo il fulmine resta la terra, e sulla terra può cominciare una costruzione diversa, come fanno le piante ricresciute; non ogni rovina deve essere ricostruita come prima, alcune diventano brecce verso una verità più libera. Barbanera dice: Abbondanza o bisogno, molti rovina.
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