lume021-Vitis vinifera nasce selvatica con piccoli acini acidi, poi viene addomesticata lungo il Mar Nero. Diffusa dai popoli mediterranei, diventa pianta sacra a Bacco e simbolo di vita, fertilità e convivialità. Le foglie sono usate in cucina, la linfa primaverile favorisce la cicatrizzazione e i vinaccioli producono un olio leggero. Uva fragola (Vitis labrusca), resiste meglio a freddo e malattie: ottimo il suo vino fragolino. La vite predilige sole, terreni asciutti e ricchi di potassio, teme ristagni, gelate tardive e umidità eccessiva. Potatura, orientamento, consociazioni e clima influenzano resa e qualità. Il ciclo vegetativo comprende germogli, pampini, fioritura, allegagione, accumulo di zuccheri, antociani e aromi. Barbanera dice: Luglio soleggiato fà vino assicurato; zappa vigna ad agosto ad aver buon mosto; Settembre inclemente, vino quasi niente; se poti a Luna-calante avrai uva abbondante. La vendemmia è una festa comunitaria: raccolta, pigiatura e fermentazione del mosto uniscono lavoro e socialità. Lieviti, temperatura, travasi e affinamento fanno il vino; tannini e invecchiamento ne modellano struttura e gusto, mentre l'eccesso di ossigeno lo muta in aceto. A San Michele l'uva è come il miele, e a San Martino ogni mosto è vino. Epicuro dice: il vino ha effetto ambivalente; consumato con moderazione accompagna la convivialità, sostiene benessere e buon umore, mentre l'abuso rovina salute e vita sociale. La vite insegna il mistero dell'unità: come il tralcio unito al ceppo porta frutto, così l'uomo, con radice nel divino, fiorisce.
|
🎧 ascolta
|
⏹ ferma