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Prataiolo, Piopparello e spugnole
126.prataiolo (vedi lume): Prataiolo, Piopparello e spugnole

quidf: lume126-Un viandante arrivò a una grande casa dove si riunivano persone che non aveva mai stimato molto. Stava per andarsene quando vide uomini e donne giungere da ogni sentiero, ciascuno con un cesto di grandi funghi, ordinati con la cura riservata ai doni. Ognuno portava soltanto ciò che aveva saputo coltivare, nessuno gridava o correva. Il viandante osservò quei volti sereni e pensò che, forse il premio non era il cesto, forse il premio era essere diventati la persona capace di riempirlo. Così rimase in silenzio a guardare, non aveva ancora un cesto, aveva solo due piedi, il caldo del cammino nel mese di luglio, e il desiderio di imparare. Ogni settimana percorse la stessa strada, e poco alla volta smise di cercare i funghi. Imparò invece a riconoscere il terreno, l'ombra degli alberi, il momento della pioggia e il tempo dell'attesa. Un giorno si accorse che le sue mani sapevano già dove posarsi, molto prima che la sua mente trovasse le parole. Fu allora che sorrise. Perché comprese che il bosco aveva insegnato al suo corpo ciò che nessun libro avrebbe potuto raccontare.

quidp: lume126-Un nativo Senoi della Malesia incontra la sua anima in una donna, ne rimane commosso e si rende conto di averla già incontrata brevemente, da adolescente, un primo amore mai concretizzato. Decenni dopo, vorrebbe parlarle e farle domande, ma il silenzio gli permette solo di vedere i suoi occhi, un riflesso della sua anima. Sesto narra al Senoi la metafora del fungo Prataiolo e del suo gemello inchiostro: nel bosco dei pensieri nasce un fungo chiaro, profuma di terra buona, di fiducia ritrovata. Accanto cresce il suo fratello d'inchiostro, bello a vedersi ma amaro nel cuore. Così anche tu, giovane anima, impara a distinguere il vero dal riflesso: non tutto ciò che brilla nutre, non tutto ciò che tace è vuoto; ascolta! il silenzio è maestro, e la pazienza è la chiave. Il fungo Prataiolo ancor chiuso ha lamelle rosa o brune, cappelli più vecchi, carne soda fragile, e odore di buon bosco, al taglio vira al rosa con sapore piccante-dolce; invece il falso prataiolo, Agaricus xanthodermus, è specie tossica che può provocare sindrome gastrointestinale, può ingiallire rapidamente al tocco o al taglio, soprattutto alla base del gambo, e presenta un odore e sapore sgradevole, fenolico, simile all'inchiostro. Se trovi funghi Prataioli buoni, tagliali a fette e cuocili aggiungendo aglio e olio, mentuccia e finocchio, oppure, dopo averli puliti, soffriggi con aglio e un pizzico di peperoncino, prima di trifolare. Barbanera dice: per i morti la neve negli orti.

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