lume068-Taras spiega la radice, che grida tra terra e morte, nutrice di visioni e ardore, è la |Mandragora Imperadora, pianta oracolare che chiede, purezza d'intento e rispetto, e misura nel suo uso. I suoi frutti afrodisiaci e ambigui, citati in bibba e testi antichi, hanno atropina e scopolamina, come altre Solanacee. In Sicilia le bacche mature, talvolta consumate per amore, mentre gli eccessi san condurre, a smarrimento e visioni. |Dioscoride descrisse un uso più prudente: polpa dolce privata, dei semi tossici e amari, trasformata in marmellate e conserve, in vasetti 50 grammi, consumata con il pane, reca un aroma noce moscata. Taras in audiolibro, narra credenze popolari, della specie Officinarum, e anche l'Autumnalis, in Europa fu temuta e venerata, legata a Ecate che guida, le streghe e la tempeste, e il suo ruolo nei rituali, a placare le tempeste, un tema ricorrente, in statuti comunali, degli stati italiani, a spiegare o placare, il maltempo improvviso. La pianta nei suoi umori, ha natura liminale, è un ponte anche in Asia, tra amor magia e morte, tra desiderio e dissoluzione. I racconti di Pu Songling, tra reale e fantastico, mostrano un mondo filtrato, da oppio e matraguna, tutto è reale e irreale insieme, senza confini tra i due stati, come in questa fiaba: un uomo fallito nella vita, incontra una donna solo di notte, in un tempio abbandonato, che gli insegna le poesie, dei tempi Tang e Song. Lei suona musica antica, e parla come un eco, l'uomo se ne innamora, ma scopre che è uno spettro, una volpe immortale, che invece di distruggerlo, guida la sua melanconia. La donna gli narra miti di Nǚwā e Pangù, e le parole di Zhuangzi: la pace nasce nella dimenticanza di sé, dove ogni cosa ritorna uno. Tiānmìng è il Mandato Celeste, che ordina il mutar di dinastie, nulla resta fermo, tutto si trasforma, come insegna la Matraguna, custode di amori e sogni proibiti, essa crea cerchi di protezione, per chi si perde nell'ardore.
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