lume048-La Cucurbita pepo è originaria delle Americhe ed entrò nella tradizione orticola europea secoli fa. Nel Lazio le cucurbitacee appartengono da tempo alla cultura degli orti: la tipologia romanesca, o costata romanesca, è riconoscibile per le costolature marcate, il colore verde chiaro e il grande fiore persistente. Le varietà laziali mantengono più a lungo l'attività delle radici quando il terreno si asciuga, riducendo la superficie fogliare e recuperando rapidamente dopo una bagnata: possono fiorire e fruttificare anche sotto moderato stress idrico. Nell'orto, in condizioni difficili, alcune piante continuano a dare frutto più a lungo di altre, altre rallentano, abortiscono o sembrano fermarsi, per poi ripartire quando l'acqua ritorna. La botanica conosce diverse strategie con cui le cucurbitacee affrontano la scarsità d'acqua: ridurre la crescita, modificare la traspirazione, sfruttare meglio le radici e recuperare dopo la reidratazione. Ma il contadino conserva soprattutto ciò che ha visto: generazione dopo generazione, i semi portano avanti una storia di coltivazione e di scelta. La pianta non deve vincere la siccità: deve attraversarla. E quando torna la pioggia, ciò che è rimasto vivo può ricominciare. Il seme custodisce proprio questa possibilità. Barbanera dice: Ottobre piovoso campo prosperoso; novembre bello o brutto in campagna muore tutto.
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