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voce: panico


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59:lume059-Plantago, la pianta di Biancaneve. Plantago cresce nei luoghi calpestati: lungo strade, sentieri e terreni poveri, dove altre piante faticano a vivere. È una pianta discreta ma resistente, conosciuta nella tradizione popolare come rimedio per piccole ferite, punture, irritazioni della pelle e mucose. Le sue foglie fresche vengono applicate localmente, mentre semi e decotti sono usati per le loro proprietà lenitive. La sua presenza vicino all'uomo mostra un'alleanza, proprio dove il passaggio umano potrebbe distruggerla. Per questo Plantago è considerata una farmacia della strada, una cura semplice disponibile a chi sa osservare. Così Plantago richiama Biancaneve, fiaba raccolta dai Fratelli Grimm nel 1812 e diffusa in molte varianti europee e asiatiche. La principessa, avvelenata dalla mela della matrigna, attraversa una morte simbolica e viene custodita dai sette nani fino alla rinascita. Secondo Jung e von Franz, la fiaba rappresenta un viaggio dell'anima: la matrigna è il lato oscuro del femminile, la mela è conoscenza, eros e trasformazione, i sette nani sono piccole forze istintive che lavorano in profondità. Come Biancaneve viene salvata da custodi semplici nella foresta, così Plantago offre la sua medicina a chi cammina sulla terra. La fiaba e la pianta raccontano una stessa legge: ciò che sembra piccolo e marginale può custodire una forza essenziale.| Plantago è una pianta perenne a rosetta, con foglie lanceolate (lingua d'oca) e fiori ermafroditi in spighe. Ha proprietà vulnerarie, emollienti, antisettiche e antiprurito blande, utile per ferite, punture, acne, scottature, ustioni, infiammazioni e problemi genitali. Le foglie fresche o essiccate si usano in infusi, zuppe, insalate o decotti; i semi (psillio) aiutano a controllare colesterolo e glicemia. Contiene tannini e mucillagini, lenisce pelle, occhi e mucose, favorisce cicatrizzazione e calma tosse, bronchiti e gengiviti. La radice serve per dolori dentali e infusi auricolari. Si impiega anche per raffreddori, stitichezza, epistassi e piaghe, spesso insieme a Camomilla o Romice. Resiste al calpestio, diffondendo semi facilmente; è commestibile, amarognola ma nutriente, gradita ad animali e insetti impollinatori. Curandero e tradizione popolare la considerano panacea da pronto soccorso, efficace contro morsi, ortica, insetti e edera velenosa.# PLANTAGO centonerbe, femmina lanceolata, lingua oca pelosa, major 7-nervi, foglia che pestata, cura piaghe punture, assieme Camomilla, bene disinfetta. Gervasio eremita, riceve la ricetta, con fede a rimediare, le malattie di vista, due parti fol Plantago, e una parte di Romice, cuoci 4 minuti, e applica con garza, su palpebre tieni, pochi minuti. |Plantago ha tannini, depura espettorante, foruncoli infezioni, guarisce pelle grande, ipo-glicemizza, buona cicatrizza, lenisce prurito, di occhi e di glande; perenne a rosetta, basale duratura, picciolata e innervata, fior ermafroditi, in spighe cilindro, fiorisce maggio-sette, Panico rinomato: appetito da uccelli, e canarini gabbia, nettare x apis, in suol ricchi nitrati, in orti e rudereti, e lungo le strade, Piantaggini Euforbie, cosmopolite fate. Plantago pianta piede, resiste calpestio, scarpa la diffonde, ventimila semi spiga, attacca a zampe-piedi, di chi la calpesta, se piove o fà umido, mucillagine intensa; chiamano amerindi, impronta visi pallidi, poiche segue ovunque, la mangiano animali, fol giovani tenere, crude cotte frittate, amarognolo sapore, con aroma funghi grate. |Psillio plantago semi, mediterranea specie, aggiunti ai cereali, riducon colesterolo, controlla glicemia, assorbe metal pesanti, tollera inquinanti: olio-aceto sale, cotta tinge in verde, in cucina foglioline, centrali di rosetta, vita A C adatte, a insalate o bruschetta, con cepa e menta, spicchi arance e Persa, zuppa lingua di oca, su pan brusco versa. |Curandero-in-Tuscia, usa succo fresco, collirio x occhi, faticati da allergia, di polline suo stesso, o puntur insetti, radici grattugiate, per i mal di denti; radici in orecchio, infusi e decotti, foglia calma tosse, secca o raffreddori, immunizza sfiamma, muco nei polmoni, bronchiti e gengiviti, e paradontosi; emostatica antisetti, antistamina è, ricostituente sangue, coagula sistemi, bilanci calcio-fosforo, calmi nervi scossi, muscoli e genitali, e dotti linfati. Plantago |lanceolata, esterna vulneraria, antiprurito su, punture e scottature, acne ferite, emolliente refrigerante, normalizza pelli, secche e disidratate, erba dei soldati, antibiotica a fresco, poltiglia spalmata, di Venere amica, utero sanguinante, foglie entro vagina, antidoto anche, a muscario in eccesso. Se cogli foglie fresche, zuppa insalate tutto anno, essicca per cure, Piantaggine cotta, contrasta diarrea, infusa sciacqua bocca, calma piorrea. Foglie sviluppate, essicca sole estate, evito annerire, conservo incartate, recido + spighe, se iniziano imbrunire, fine agosto in vetro, fuor umide sfide. Decotto radice, a latte collutorio, sfiamma cavo orale, tosse mal di gola, succo-foglie cura, |epistassi e |piaghe, assieme a flebiti, con sale |morsi-cane: 50 grammi foglie, infuse litro acqua, combatte raffreddori, pure stitichezza, mastica radice, a calmare denti gonfi, foglia toglie svelta, pruriti ulteriori; umile pianta, borsa pronto soccorso, farmaco di strada, citato nei trattati, tratta ferite, morsi serpi scorpioni, calma ortica e insetti, piccole ustioni, pur edera velenosa, riduce irritazioni. quid_plantago_punture-pediluvi.m4a
lume059-Plantago guaritrice calpestata. Camminavo sulla strada e non vedevo nulla: sotto i piedi cresceva una piccola foglia verde, silenziosa, schiacciata dal passaggio degli uomini. Nessuno la celebrava, nessuno la cercava, eppure proprio lì, dove il mondo ferisce la terra, Plantago custodiva il suo dono. Dice la pianta: non combattere ogni colpo ricevuto, alcune ferite chiedono solo di essere appoggiate alla terra. La pianta ferita dal mondo diventa la cura delle ferite del mondo, la sua foglia umile raccoglie il dolore e lo trasforma lentamente in sollievo da una puntura d'insetto. Così appare Biancaneve: colpita dalla mela velenosa dell'invidia, cade nel sonno profondo e viene accolta da sette nani, custodi del bosco, esseri semplici che lavorano in silenzio. L'oracolo del lume racconta una legge segreta: ciò che viene calpestato non è sempre sconfitto, a volte la vita nasconde la sua forza proprio nei luoghi dimenticati. Plantago cresce ai margini dei sentieri come un piccolo maestro senza voce. Insegna che la guarigione non sempre arriva dall'attacco al nemico, ma dalla capacità di trasformare il veleno ricevuto in nuova vita. Come Biancaneve si risveglia nella foresta, così la ferita, quando trova pazienza e cura, può diventare una porta verso una coscienza più profonda. Proverbio di Barbanera: dove |primavera è per l'occhio, autunno è per la bocca.

149:lume149-Fauno e Dioniso appartengono al patrimonio rituale mediterraneo, pastorale e contadino, nel quale natura, fertilità, musica e trance possono entrare in relazione. Pan rappresenta una soglia tra natura selvatica e cultura, dove fertilità e panico convivono come espressioni di una stessa forza vitale. Le danze di Fauno e Maja, riproposte a Bassiano nel Lazio, conservano una memoria di questa soglia tra natura, istinto e comunità. Fauno danza come un Capricorno, l'unicorno addomesticato da Maria Maddalena, che nella lettura junghiana può rappresentare un istinto naturale: se accolto, diventa creatività e mediazione; altrimenti resta conflitto. Crescere significa imparare a dare voce alla propria natura senza distruggere quella degli altri: trasformare l'energia in relazione, la paura in presenza, la festa in responsabilità. Anche nel Tarantismo dell'Italia meridionale, ritmo, musica e movimento diventano strumenti rituali attraverso cui una crisi individuale viene riportata nel gruppo. Barbanera dice: Pioggia a san Giacomo porta molte ghiande; a santa Lucia e Natale il contadino ammazza il maiale. A sant'Antonio abate, 17 gennaio, inizia il carnevale, maschere e serenate; un occhio alla pentola e un altro alla gatta.| Raseno narra la storia di Pan, figlio di Mercurio, descritto come un essere caprino, saggio e allegro, adorato da pastori e contadini per la sua capacità di portare fertilità. Pan è un fauno demiurgo, che suona il flauto e incanta la natura, vivendo in armonia con ninfe e animali: simbolo di libertà e rispetto per la natura, è capace di generare panico se disturbato. Il racconto si intreccia con la figura di Dioniso / Bacco, e Siva Pasupati, vino festa e liberazione. Dioniso è descritto come un dio androgino, che porta frenesia e rinnovamento, e libera le donne da convenzioni, le invita a danzare e celebrar la vita. Musica e danza sono strumenti, di guarigione e connessione, con il divino e la natura. Divinità di boschi e sorgenti, legati a terra e vino, sono forza vitale, che rinnova e trasforma la vita.# Raccontaci Raseno, del figlio di Mercurio, che ha piede caprino, e un dolce sorriso, è ispido e barbuto, precoce di saggezza, allegro indiavolato, padre di ogni ebbrezza. |Ermes o Mercurio, fratello di Ganesha, re magio viaggiatore, pascola sue capre, giunto da Sudzal, a Penelope si unisce, che figlio Pan produce: pastori e contadini, lo adorano con canti, ad aver fertilità, di greggi e di piante, bimbo demiurgo, diletto di Mercurio, preso fra le braccia, gioisce animo puro. Mercurio senza indugi, salì dai re immortali, avvolto avea fanciullo, in pelle Lepre e Tasso, suo figlio presentò, x tutti rallegrare, Dioniso il + lieto, inizia ad acclamare; gli Dei lo chiaman Pan, che tutti incantava, col canto che propizia, nell animo lo amor, con zampogna e launeddas, lui suona ogni sera, flauto che prevede, unire canne e cera. Pan ama + ninfe, pannocchie e cereali, Eco e Saetta, arpa e marranzani, tra le alberate valli, e coste di Crimea, è solito errare, col flauto si masturba, gioia nel danzare. Conialo e Ticone, lo chiamano a Volterra, per zoccoli di capro, che fa vibrare a terra, è Colui che scuote, ogni polvere materia, tramite sua impronta, che in danza si rivela. Pan vecchio-fanciullo, oltre uman saggezza, alterna suoi piedi, pien di leggerezza, Tieni lunga barba, e bastone da passeggia, or Tua faccia rossa, è cielo che rosseggia; rospi rane e ninfe, cantano e fan eco, flauto con tamburo, alternano al silenzio, Signore del suono, natura fà ballare, oh Fauno caprino, coscienza sai sdoppiare: Sei detto Pan Liceo, custode di animali, in India sei chiamato, Shiva Pasupati, grande sciamano, cornuto e saltellante, di piante e animali, medium e garante; Tu insegni rispetto, nel bosco tuo tempio, se sei disturbato, abusato con scempio, intervieni di certo, lanciando un |Pavor, gran panico di urla, terrore e dolor: Tue corna senza fine, dividono 2 a due, natura cellulare, moltiplica creature, androgino tuo grembo, sorgente minerali, flora fauna e umani; una pianta che ti cerca, ti vuol divorare, facendosi da te, divorar per entrare, si inebriano di noi, abitare presso umani. se spirito di |Pan, aleggia nelle piante, Spagyria alchimia, esalta forze attive, Sale Zolfo Mercurio, purifica e congiunge, a quintessenza giunge: calcina in crogiolo, fermenta distillato, riunisce 3 sostanze, in 1 fitocomplesso, nigredo albedo rubedo, con simboli animal, corvo cigno e fenice, serpente alchemical. Acqua dentro frutti, elettrifica i sali, nutre corpo e ossa, con etere piovana, micromagneti rende, in meteorico sciame, unisce cielo e terra. Quan Moire lo concesser, Giove generò, Dio con corna toro, e corona di serpenti, le menadi pertanto, si cingono le chiome, ad imitar la forza, che cura e le rinnova; quan flauto melodioso, mormora di Bacco, scattan le baccanti, muovon piede tacco, col tirso vedi una, percuotere 1 roccia, così ne sgorga fonte, di acqua rugiadosa. |Dioniso è Saturno, profeta itinerante, viene dal deserto, a passo danzante, dopo del tranello, teso dai titani, reca vino in dono, a umani commensali. Dioniso è Siva, vino di ogni Orda, che dinastia ricorda, con forzieri oro, in piramidi di Giza, Cheope la grande, Cristo e Micerino, sorvegliate da sfinge, guardie cherubine. Dioniso dio Shiva, scuote la sua chioma, porta nelle donne, la frenesia rinnova, brandisce scuote ramo, bacchico infuriante, è dio divinatore, se entra delirante: 2 volte nato è, androgino inziale, migra tra i paesi, col ditirambo in mano, con fichi olio latte, miele succo di uva, in essa scorre vino, amor della Natura; nutrito con il miele, da capre in 1 cava, apprende dai suoi boschi, forza della cura, ha origine da mito, il fallo asse del mondo, in utero di grotta, danza e vola in tondo. Donne normali, in famiglie affaccendate, attendono chiamata, stagioni ritornate: Dioniso le scuote, in anime e corpi, si sciolgono vestiti, suonano le trombe, donna che resiste, a Dioniso riunire, ammalata cade, villaggio può soffrire; liberan le donne, da immorali intrighi, la ragion dissolve, e nascon nuovi figli, procession baccanti, traversano città, falli accompagnando, cembali a vibrar, raggiungono selve, fiumi oppure grotte, sotto influssi luna, trance della notte, nel protetto cerchio, sta 1 brocca vino, preparano ogni cosa, x il divino arrivo. Dioniso fuggì, oppressive religioni, in teatro si nascose, tra miti e brocca vino, che veritas protende, e ogni mal disperde; se capro espiatorio, tragedia ha ricamato, dentro al ditirambo, danza il primo fiato, narra dei Titani, dipinti con caolino, smembrano sua fibra, Zagreo agnello primo, con balocchi e incanto, lo mangiano bollito, lascian cuore intatto, da cui lui poi rinasce. Zagreo è agricoltura, Titani mascherati, scortano iniziandi, entrare in altri mondi, fan da psicopompi, tra anime dei morti; se Dioniso è follia, teatro di tragedia, Bacco è primavera, maschere commedia, porta la coscienza, rapita possessione, in estasi di Amore, ci aiuta ricordare, nos intima natura, lingua cosmica diffusa: se Dioniso ci guida, non servono vedette, decade monopolio, di scrivere etichette, forza culturale, sa essere sciamano, dioniso che torna, cura isterismo, Fornisce + modelli, a psiche sentimento, cultur uman rinnova, nel rinascimento. Dioniso bambino, accogli nel tuo grembo, avvertirai urgenza, danzare ditirambo, il mondo divien fiaba, vita prende senso, parli con le piante, ricami loro intento. Bacco suona flauto, a stimolare vita, siringa amata ninfa, lottò contro titani, sua tromba conchiglia, panico scompiglia, miele latte e mosto, Fauno Isoga invita. Pan tu sei attore, fine guaritore, il mondo dei copioni, divori con furore, ogni cosa accade, buia o luminosa, scatena tua risposta, creativa numinosa; ermetico agisci, con messaggi iniziati, rosseggia tua faccia, nel sole tramonto, o con luna bianca, sul petto porti nebris, daino Kayumari: quan suona 7 arie, genera 7 sfere, suoi piedi caprini, batte sulle terre, Dio estasi inizio, ha mille volti, aborigeno egizio, inno Orfeo ricorda. |Fauno dei PICENI, Martin canta incontro, con Pan figlio di Hermes, divinità dei boschi, signore di animali, amante del suono, dei fichi e delle ninfe, che ispira sacre pizie, Forza di natura, che suscita eros sfide. Bonobo di foreste, che veglia sui silenzi, è Pashupati Siva, in Arcadia e Congo, oracola radice, aplu la sua voce, fonte di acque sacre, sirena e delfino. Girando una radura, vede grande Quercia, melodia di uccelli, un amato contrappunto, al flauto Pan che suona, ecco una figura, che spunta dietro al Leccio: danza assai graziosa, 1 metro forse più, era 1 fauno tipo, mento orecchie a punta, zoccoli e cornette, pelle miel trapunta; piccola creatura, mi guarda e si siede, mi disse che viveva, in 1 giardin dorato, Lui abita 1 sfera, ulteriore di esistenza, lavora ad aiutare, la quercia sussistenza: entrai un atmosfera, piano camminando, aria era più densa, formicolii sentivo, nell'arto addormentato, Fauna era al mio fianco, sotto tale stato. Sai chi sono io? mi parla il Grande Pan, sorriso che beffardo, brilla da suoi occhi, Se son vicino a te, non senti repulsione? non vedo la paura, sorgere in tuo cuore: se Panico deriva, timor di mia presenza, demonio di paura, detta fu mia essenza, ebbene eccomi qua, son servo di Natura, Aiuto umanità, sebben la inquini oscura: un tempo mi derise, un atea falsa chiesa, che miei zoccoli e corna, mutarono in offesa, Natura fu peccato, e venne si a oscurare, vita materiale, e gioia di cantare: voci lamentose, aleggiarono sui mari, Pan si disse è morto! iniziano malanni, Fauni con le Ninfe, piangevano scomparsa, con Naiadi e Driadi, divennero una farsa; gli umani poco a volta, emigrano in città, adoran vana gloria, e sfoggio delle idee, Tu divenisti vecchio, tolto da ogni luce, alla fine poi moristi, col Cristo sulla croce: Oh grande Pan! dal tutto fosti niente, deriso e sputacchiato, Tu che sei sorgente, ti aggiunsero lo zolfo, ai fuochi saturnali, tue ninfe furon streghe, e i fauni ciarlatani. Sorto da Arcadia, ridotto a menzogna, da mente umana che, ti nega alla bisogna, in America nativa, riemergi nei convivi, accarezzi la tua barba, riempi cuori vivi. Divino che ogni cosa, riunisci nella vita, in forza delle piante, sprizzi dalle fonti, fai correre la linfa, in alberi di querce, fai germogliare farro, nelle picene terre; rinasci con i cicli, perenni di stagione, nutriente pane e vino, rinascita nazione, Oceano tu attraversi, in direzione inversa, America custode, in Europa ti riversa. Ti chiamano i nativi, grande |Wakan-tanka, Spirito supremo, e anima Tatanka, danzator poeta: Sè Pan e Pan è Me. Intera umanità, nata dal tuo grembo, Tu sei En to Pan, Uno assieme a Tutto, Pan sei penetrante, vulcano primordiale, Lazio di Saturno, ti vide ritornare; Pan oh Dio dei boschi, passeggiami vicino, prestami tuoi occhi, e insegnami tuo fischio, per piogge dare ai campi, far bere tue creature, ninfe fauni ed elfi, fino al Palatino, sul Bosforo Romano, echeggia tuo sospiro, in feste Lupercali, Fauno e Flora mito. |Martin fu guidato, al tempio Terabuti, dopo aver sentito, un canto a Viricota, Daino gli parlava, fluido lui scaldava, al fuoco della sera, sul mare navigava, Martin guarda stelle, e vide analogia, tra i viaggi messicani, e fiabe dei piceni, sogni e sensazioni, comuni di antenati, identiche istruzioni, nei riti funerali: uccidete un gallo, che mi possa guidare, alla morte rassegno, conosco il suo regno, privo di rumore, disturbo o ritegno, lascio e abbandono, ogni terreno impegno; dopo tre giorni, mio corpo sotterrate, il gallo canterà, mio spirito risveglio, poi mi guiderà, al regno di antenati, tutti voi vegliate, arco e arpa suonate, fate nostro ballo, saziate antenati, mangiate e bevete, a ricordo del mio viaggio, alla casa daino fauno. Presso |PICENI, racconti di fate, cavalieri e pastori, frati e mandragore, Umbria e Piceno, labirinti declivi, danze in caverna, sui monti Sibillini; accede al paradiso, monaco eremita, in terra eresia, di primi fraticelli, seguaci di abate, Gioachino da Fiora, che annuncia Spiro Santo, a mezzo sua visione. Come i klysti russi, i bulgari cugini, fratelli e sorelle, del Libero Spirito, con mistico abbandono, autarchia di sufi, Bonifacio papa, combatte loro amori. Frati ordo clisti, riunivano in grotte, Cecco Ascoli il dotto, condannato muore, esclama a Firenze: vivo rido lagrimando, come la fenice, che muor rinasce canto; sotto negro manto, celavan fraticelli, la loro libera luce, e gioia carnale, da Todi |Jacopone, canta con franchezza, che illuminato tiene, candore e laidezza: trova il terzo cielo, ardor de serafino, Jacopon notaio, sposa 1 contessa, quan muore si converte, eremita frate va, sul monte Vettore, ascensione farà. Scomunicato venne, per belle sue laude, oh Donna Paradiso, sibilla con amore, pianto alla Madonna, sua mistica esperienza, consente ogni uomo, innamora vera essenza: lui obbliga divino, manifestar sua gioia, ineffabile giubilo, vibra gioia al cuore, che fa cantar amore, quan riscalda corre, intensità deborda, e difficile nasconde; vergonga e tristezza, scompare se cuore, riempie di giubilo, infiammato di amore, gente lo deride, parol senza misura, calor sente fluire: dolce miel interno, cuore pazzo vivo, conosce cuor ferito, da mistica esperienza, lacerato da fuoco, agogna congiungersi, al suo sposo o amata, fa nozze col cosmo; come Mast e Baul, cantori indiani, ballata amorosa, strofe a rima baciata, in 6 versi settenari, a ritmo concitato: o iubelo del core, che fai cantar amore! quan iubelo scalda, fa omo cantare, la lingua barbaglia, non sa che parlare, quan iubelo acceso, fa omo clamare, stridenno fa gridare, cor senza vergogna, se iubelo ha preso, lo core innamorato, parla smisurato, poichè sente calor, iube dolce gaudio, entri mente e cor; chi non ha costume, ti reputa impazzito, vede esvalianza, come omo desvanito, dentro cor ferito, non sente da fora, è arduo soffrente, che non fa clamora. Dopo inquisizione, altre ne fanno, fino a rogo Sacconi, fraticelli in pianto, implacabile guerra, accusa riti grotte, slavi cristiani, usanze mai morte: su lago di Pilato, alleluia alla Dama, dove si assopisce, grano di mandragola, fa cader un elfa, in bevanda fatata, agevola il rito, cantare la ballata. Grotte in montagna, Santuari negromanti, accanirono messi, sui pellegrini lago, in svizzere alpi, Pilato in copta chiesa, venne fatto santo, in grotta interrato, scompare suo corpo, reliquia pellegrina, sul lago di Pilato, Sibilla apre confini, caverna del Vettore, dove aruspe frate, entra in contatto, con Dama delle piante, simile ai toltechi, del mondo americano. Sibilla celeste, sposa il fraticello, gli dona insegnamento, Dama del tempo, eccesso piacere, o estremo dolore, sui monti Sibillini, tantrico amore, Aglio o serpente, in sublimazione, eros festante, in estasi Picena. Fate in stoffe verdi, amano balletti, vesti fino a terra, lunghe acconciature, ogni piceno dice: siete belle siete fate, ma vi scricchiano piedi, come alle capre; sapevano i pastori, conoscer donne-fata, in cambio del silenzio, ricevono + doni, agresti favori, e celesti annunciazioni, se segreto infranto, perdono ricchezze, con vortice vento, frutti fuor stagione: vivono alte grotte, scendono a ballare, con zoccoli caprini, come fauno Pan, loro piedi adatti, aiutan saltarelli, come in Romania, rituali le fan belle: buonasera matraguna, madre a terra mare, Tu sei regina cielo, e mandi le tempeste, regina di fiori, e radici di feste, ginocchia inchino a terra, ti prego e ti invoco, concedimi coscienza. panliceo_mercurio-piceno.m4a
lume149-Il giovane Seba una volta sostò ai margini di un bosco, dove un vecchio pastore intagliava canne per costruire un flauto. Ascolta, disse il vecchio, questa è la voce di Pan, figlio di Mercurio, il fauno dai piedi caprini che conosce il linguaggio degli alberi e suona il flauto che incanta gli uccelli. Tra querce e sorgenti apparve un cervo che, con corna leggere e sorriso antico, sembrò dire: gli uomini mi chiamano Pan, proteggo greggi, boschi e fonti; quando rispettano la natura porto fertilità, ma quando la feriscono nasce il panico, perché ogni bosco violato grida attraverso chi lo abita. Dal flauto giunsero ninfe, capre e cervi. Il ritmo cambiò e sembrò trasformarsi nel passo di Dioniso. Donne e uomini entrarono nella danza, lasciando cadere paure e rancori. La festa, spiegò ancora il vecchio, non serve a fuggire il mondo, ma a ricordare che la vita rinasce quando corpo, musica e terra tornano in armonia. Seba comprese che Pan può essere chiamato Fauno, e che altre tradizioni riconoscono figure affini della natura pastorale: cambiano i nomi ma resta il soffio che attraversa alberi, animali e uomini. Forse il selvatico non chiede di essere domato, ma ascoltato, riconosciuto e trasformato in relazione. Il vento raccolse la melodia del flauto e la disperse tra le foglie, come se tutta la foresta respirasse insieme.

201:sogni23-lume201-FORTE: si lancia all'attacco affiancato dal leone suo guardiano. I forti manifestano la propria potenza con efficacia, poiché spinti a raggiungere i loro scopi da una necessità interiore. In che misura il potere è un imperativo in te? Stai rincorrendo il potere pur privo di quei valori che ne regolano l'uso? O ti stai negando il potere perché non ti sei impegnato ad assumerti del tutto la responsabilità della tua vita? Scegli ora di avere accesso al potere di cui disponi e usalo con efficacia per intensificare i valori tuoi e degli altri in cui credi. Tuo compito è prendere iniziativa usando forza ed efficacia per aggiustare le cose della tua vita, ma ricorda: la forza non è solo spingere, è anche resistere, adattarsi e continuare a nutrire ciò che conta. Immagini oniriche simili: piccolo re siede su un grande trono: agire potentemente crea una base di potere, tuo compito è vivere ciò che ti sostiene. Qualcuno pesta i piedi ad un altro e cammina pesante: non ci sono errori da affrontare, solo cose; accetta qualunque cosa ti stia succedendo, così da poter controllare la tua volontà. Tagliare, stanno abbattendo la foresta: eccessiva forza porta con sé i germi della sua stessa distruzione; che cosa ti spinge a usare il potere? Bimbo estratto dal grembo della madre con parto cesareo: nella realtà non tutto è destinato a sopravvivere, sacrificati per nuovo valore, anche se il rischio è alto. Mani tentano di afferrare un vortice di energia: per ottenere efficacia segui l'energia, non contrastarla. Spingono l'automobile su per la strada: determinazione vuol dire terminare il lavoro nonostante tutte le resistenze; potenzia il possibile. Vulcano erutta: forza significa esprimere piuttosto che controllare; libera nuova energia indebolendo il controllo. Bilancia inclinata: chi è impegnato al massimo può far oscillare la bilancia degli opposti, sia che tu vinca o perda, partecipa con tutto ciò di cui disponi. Barbanera dice: il poco basta e il troppo guasta. Grani e avena, orzo e favino si fan per primo.| Miglio è cereale antico, resistente alla siccità ma sensibile al freddo. Cresce in 90 giorni e si raccoglie scalarmente, conservato in chicchi; viene usato per alimenti, foraggi, pacciamature e tetti di paglia; ha alto valore nutrizionale, facile digestione, ricco in niacina e lecitina: favorisce stomaco, milza e appetito, utile nel recupero post-malattia; ha effetti antibatterici e antinfiammatori su bocca e pelle, e fu cibo base di polenta in Veneto e Lombardia. Sorgo è affine al mais, ama terreni poveri e climi secchi, si semina in primavera e si raccoglie in agosto, utile per polli e biogas; è ricco di amido, base alimentare in Africa e Asia, adatto a celiaci. Grano Saraceno, detto grano nero, è ricco di proteine e minerali, ha ciclo breve e si usa per farina, pasta e pane. Lacrima di Giobbe è una graminacea asiatica edule, nutre famiglie locali ed è usato in Cina e Malesia. Il Sesamo ha semi bianchi e neri, nasce in climi caldi e teme il freddo: è molto oleoso, profumato, e usato per pani e zuppe cantonese.# MIGLIO Panicum miliace, Panicum italicum, rimane un cibo ricco, alto valore nutrizionale, Miglio |Panico Sorgo, Cereal Minori 黍shu, con glutini scarsi, pacciame tetti e stuoie, steli per mangime, crusca ai pesci trote. Miglio regge siccità, sensibile al freddo, coltivato nelle steppe, di Africa Eurasia, in due sicilie è coltivato, da Maggio seminato, su suolo rotto e callato, cresce in 90 giorni, scalare viene colgo, stoccato in forma chicco, e macinato a bisogno; coltura in quattro mesi, buon accestimento, miglio glutinoso, ricresce dopo colto, lasciano stoppie, adatte per foraggio, colto a inizio spigatura, puree becchime da pollaio; piantato con mais, semi maturi gonfi, rilasciano buccia, semplice sfregamento, + piccoli e tondi, estremità appuntite, in Venezia assediata, sopravviver permise. Polenta di miglio, piatto Veneto base, trentino e lombardo, 3 stemmi con miglio, ai comuni di Miagliano, Miglianico Chieti, ricordano fieri, cibo foraggio e bevande. Miglio intero decorticato, facile digestione, ha niacina e lecitina, molto acido silicico, blando inibitore, di enzimi tiroidei, adatto ai sedentari, e convalescenti seri: prepara senza ammollo, avan cottura sciacqui, o crudo in insalate, lessato a crocchette, FONIO è mini miglio, di Etiopia e Sudan, cucinato x nozze, laboriosa sua cottura; le varietà nane frondose, aman caldo e azoto, ricercato dagli uccelli, è minestra in carestie, assieme ceci e fave, dr Bertaldo Ivrea 600, ne canta celebre polenta, di panico latte. Miglio aiuta milza e stomaco, sciogliendo acido gastrico, calmando la diarrea, per milza debolezza, aiuta l'appetito. Può nutrire yin e sangue, recupero postpartum, regola freddo e umido, e la forza del corpo, rafforza cervello e reni. Miglio ricco in vita B2, riduce crescita batteri bocca, antibatterico e sfiammatorio, di bocca e di pelle, previene essudazione, desquamazione della pelle, scroto maschile e perineo donne, a trattare il prurito, la dermatite labiale, curare il beriberi, neurite e psoriasi. |SORGO Saggina, Sorghum vulgare rubens, flavum giallo, nigrum pannocchie scope, saccharatum coltivato, sinistra Garigliano, attorno ai campi mais, a marzo seminato: zappa quando poco, elevato da terra, ama sterili terre, si coglie in Agosto, granella polli porci, e pani emergenza, foraggi foglie secche, kaffir di Nigeria. Sorgo bicolore, kafir corn o Dhurra, in Messico e Usa, in India e Nigeria, resiste climi secchi, granella 70 amido, India pane e birra, piatto base africano. Konso colgon Sorgo, avanti fiume esonda, Canne Zucchero cugina, detta Holcus cafer, culmo alto 2 metri, sorgo semi nutritive, nodi han molte foglie, varietà tardive; sorgo paglia accestisce, granella di meno, ha radici come mais, fascicoli embrionali, radici avventizie, capaci estrarre acqua, germina 14 gradi, mentre mais 12 gradi; obbliga seminar, 15 giorni dopo mais, fin aprile e maggio, adatto a celiaci, sorghi zuccherini, fusto cibo e biogas, halepense o sorghetta, selvatico infestan. |Grano-SARACENO, Manciuria poligonace, cotto in acqua calda, 20 minuti sale, detto grano nero,, glutine + amido, amminoaci proteine, zolfo lipidi sale, coltivan x farina, pasta polenta pane, semina a primavera, e cogli sette-ottobre, poichè ha ciclo breve, come il Miglio sorgo. |Lacrima di Giobbe, Coix lachryma-jobi, Imi in mandarino, la mangi se la trovi, altra pianta granella, che nutre famiglie, graminacea Malesia, che usan mandarini. |SESAMO indicum, giuggiulena in Sicilia, alegria in Spagna, heiZhi-ma in Cina, annuale fittonante, nasce isole Sonda, resiste siccità, clima caldo incontra; teme freddo e sale, fusto ramificato, foglie opposte ha, basali sono larghe, fior bianco punti neri, semi bian-ner, tostati local uso, guarnisce pani ver: seme a marzo-aprile, 8 kili a ettaro, a 20 giorni dirada, scerba piante fila, taglia a fol gialle, poni a seccare, finir maturazione, cogli a seme pane; sesamo nero + oleoso, forti profumi, in zuppa cantonese. riso-miglio_metodo-garlanda.m4a
lume201-In terre dove il sole è forte e la pioggia si fa attendere, crescono due fratelli, il Miglio e il Sorgo, resistenti alla siccità e amici dei terreni poveri. Custodiscono in piccoli chicchi una grande forza di vita. Il Miglio cresce in novanta giorni, silenzioso e paziente, come una musica di Vivaldi: nutriente, gentile e facile da digerire. Il Sorgo ama il caldo e i venti delle pianure; alto e fiero, sfama popoli d'Africa e d'Asia, offrendo i suoi chicchi là dove altri cereali si arrendono. Accanto a loro cresce il Grano Saraceno, la lacrima di Giobbe e il Sesamo, dai semi bianchi e neri, piccoli ma ricchi, simbolo di abbondanza: piccoli chicchi, grandi trasformazioni. Miglio, Sorgo e Sesamo insegnano una stessa legge: non sempre la forza ha bisogno di molto; talvolta ciò che sa vivere con poco diventa più resistente. Il loro insegnamento continua nella fermentazione. In ogni continente l'uomo ha imparato a trasformare l'amido dei cereali in una bevanda condivisa. In Asia il riso si allea con microrganismi ed enzimi; nelle Americhe il mais diventa Chicha attraverso una pre-digestione tradizionale; in Europa l'orzo germinato porta con sé gli enzimi necessari alla birra. In Africa, Miglio e Sorgo diventano bevande rustiche e conviviali. La fermentazione aggiunge così un'altra immagine: la materia non deve essere forzata per trasformarsi. Ha bisogno di tempo, condizioni favorevoli e di una comunità invisibile che lavori al suo interno. Questo Lume appare quando devi scoprire quale forza possiedi davvero, non quella che impone, ma quella che resiste, si adatta e continua a nutrire. La vera forza è sapere trasformare ciò che hai in qualcosa che possa sostenerti e sostenere gli altri.

326:amore16-lume326-L'Actinidia arguta, o kiwi siberiano, è una liana resistente che può arrampicarsi su sostegni e raggiungere diversi metri. Cresce cercando la luce, ma il suo sviluppo dipende anche dalla relazione con ciò che le permette di salire. La pianta non diventa il sostegno e il sostegno non diventa la pianta: la relazione rende possibile un movimento che nessuno dei due potrebbe compiere nello stesso modo da solo. Questa carta parla di amore come convergenza, non come fusione. Barbier porta il desiderio verso il corpo, l'attrazione e il piacere: il rosso che si accende. Ma il desiderio può avere bisogno anche di una soglia di riservatezza, di uno spazio nel quale l'intimità non venga esposta né imposta. Come la liana sale senza perdere la propria forma, così due persone possono sostenersi senza diventare l'una il territorio dell'altra. Il corpo cerca il piacere; la vita cerca anche una casa, una terra, un ritmo, una possibilità di restare fedeli ai propri progetti. Il rosso non deve essere spento: può essere custodito dal bianco. Il desiderio allora non diventa possesso, ma nutrimento reciproco. Barbanera ricorda: cibo caldo e non bollente, ma ben trito sotto il dente.| Kiwi Arguta (actinidia arguta), una liana rampicante che cresce fino a 8 metri, è resistente al freddo e si sviluppa bene sia al sole che all'ombra. Produce frutti piccoli e lisci senza peli, che maturano in autunno, offrendo un gusto dolce e dissetante. È autofertile (varietà Issai) o, in altre varietà, richiede un maschio per l'impollinazione. Ricco di vitamina C, potassio e oligoelementi, il kiwi arguta è diuretico, aiuta a combattere la stipsi e protegge i vasi sanguigni. Acerola (byrsonima crassifolia), arbusto originario del Perù e Nicaragua, è noto per i suoi frutti ricchi di vitamina C, utilizzati in caramelle e come rimedio per la dissenteria e le febbri. Jiaogulan (gynostemma pentaphyllum), pianta rampicante cinese, è un adattogeno che dona energia, riduce lo stress e rallenta l'invecchiamento. Utilizzato in infusi, è benefico per la salute cardiovascolare e per la memoria. Longan (dimocarpus), simile al Litchi, è un frutto proveniente dall'Indocina, ricco di vitamina C, potassio e magnesio. È utile per la pelle, il cuore, e la memoria, e combatte il cancro, migliorando anche il sonno e calmando l'ansia.# |KIWI ARGUTA, 软枣 ruan zao |Actinidia, liana rampicante, chinensis e arguta, assieme kolomita, in Manciuria e Siberia, raggiunge 8 metri, di altezza se impera; regge freddo e vuole, robusto sostegno, cresce da seme, e germina in un mese, accetta pur talee, prese dai polloni, messe a radicare, regge ombra - soli: frutti in pieno sole, lei beve acqua, autofertile Issai, senza impollinanti, buccia sottil rossa, polpa verde dolce, matura come kiwi, 猕猴桃 míhoutao precoce; se + varietà, necessitano 1 maschio, foglie x pacciame, innaffio loro strato, tardo autunno reco, a giovani piante, pollina-cenere, estate accorcio tralci, sebbene sul recinto, sviluppa senza affanni; se lascio 4 foglie, autunno accorcio rami, se ha fruttato, frutto inizia autunno, fino ad ottobre, Arguta sa fruttare, dopo 4 anni, verdi senza peli, poi cambiano colore, rossastri violacei, secondo maturazione, morbide e dolci, digeribi e dissetanti, ha molta vita C, oligoelementi e potassio, diuretica anti-stipsi, depur protegge vasi. |ACEROLA frutto, Byrsonima crassifolia, changunga in Perù, nance in Nicaragua, arbusto coltivato, lenti frutti gialli, decotto corteccia, contro dissenteria, ferite genitali, febbrifugo funghicida, ha molta vita C, sfruttata in caramelle. |JIAOGULAN 角鼓兰 cinese, Gynostemma pentaphyllum, cucurbita perenne, rampicante fusto bianco, fiori e frutticini, luglio-agosto fà, ama ombra piena, e teme siccità; su balcone casa, infuso di foglie, colte giugno agosto, calma organismo, donando energia, seda ansia stress, rallenta vecchiaia, arterie pulisce, calma colesterolo, lenisce dolore, aiuta fegato e memoria, cura depressione. |LONGAN Dimocarpus, detto occhio di drago, viene da Indocina, cugino del Litchi, e frutto Rambutan, tutti sapindacee. Longan scorza liscia, marroncina e ridotta, rispetto i due frutti, aroma men sapore, ma alleato di Pelle, sangue cuore e milza, fegato e memoria, vitamina C, buon antiossidante, assorbe ferro sangue, calma dolore, alza immunitario, combatte forme cancro. Ha potassio e magnesio, fosforo e rame, fibre alimentari, apporta calore, calma e rilassa, in caso palpitazioni, sonno agitato, attacchi di panico, o fame nervosa. Ha semi saponine, usati a lavar panni, evita ogni eccesso; mangia fresco o disidrato, avrà polpa marrone, come uva sultanina, e dattero sapore, aggiungi pure al pane, come dei canditi, o poni in infusione, con passiflora e astragalo, e giuggiole per sonno. 
lume326-Una giovane pianta cominciò a cercare la luce, ma non aveva un tronco abbastanza forte per raggiungerla da sola. Così imparò ad arrampicarsi: trovò un sostegno, vi si affidò e salì lentamente, seguendo ciò che il suo corpo già conosceva. Nessuno le disse dove dovesse arrivare; le bastava sentire dove la luce era più viva. Anche il desiderio cerca sostegno, ma non sempre ciò che ci desidera sa rispettare il nostro spazio. Possiamo desiderare intensamente qualcuno e, nello stesso tempo, aver bisogno di una stanza segreta in cui rimanere noi stessi. Forse l'amore non chiede di diventare il mondo dell'altro, ma di abitare insieme un mondo che entrambi possano riconoscere. Terra, casa, viaggio, lavoro, sogno: due vite possono convergere senza che una debba colonizzare l'altra. Il rosso può ardere dentro il bianco, come una fiamma custodita da uno spazio intimo. A volte basta una piccola immagine per accorgersi che i due colori possono viaggiare insieme: una macchina rossa, una bianca, e poi una rossa con il tetto bianco, forse non devi scegliere tra rosso e bianco; esiste una forma che li lascia viaggiare insieme. Immagina allora di salire verso la luce senza perdere il tuo centro. Chiediti: quale forma di desiderio mi sostiene senza catturarmi? E quale spazio devo custodire perché l'amore possa diventare vita?



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