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prataiolo Prataiolo, Piopparello e spugnole (126) 26-Un nativo Senoi lingua latingreco | foto funghi | audiolibro | funghi_prataioli2tipi_e_vesce.mp4 | | |musica 28_Santa_Clara.mp3
ramarro Mutare forma, adattarsi senza perdersi (146) 46-Kino protegge u lingua latingreco | foto rettili | audiolibro | fauna_orbettino_anguis-fragilis.mp4 | fauna_ramarro.mp4 | lucertola-geco-visite.mp4 |musica 39_daime_linha_do_tucum.mp3
avena Concentra qualcosa affinché diventi vita (242) 45.䷬-lume242-La lingua latingreco | foto hanfez | audiolibro | avena_spontanea-utile_ogigia.mp4 | avena-selvatica_dolce.mp4 | |musica janas_fate_sardegna.mp4
fienopaglia Paglia e humus, vangare la libertà (291) 44.䷫-lume291-L'A lingua italico | foto agrobuti | audiolibro | orticoltura_7cose.mp4 | terra_pacciame-fukuoka_giancappello.mp4 | film_prateria87_walnut-grove.mp4 |musica 03_a-lua-e-a-terra.mp3
126:lume126-Un nativo Senoi della Malesia incontra la sua anima in una donna, ne rimane commosso e si rende conto di averla già incontrata brevemente, da adolescente, un primo amore mai concretizzato. Decenni dopo, vorrebbe parlarle e farle domande, ma il silenzio gli permette solo di vedere i suoi occhi, un riflesso della sua anima. Sesto narra al Senoi la metafora del fungo Prataiolo e del suo gemello inchiostro: nel bosco dei pensieri nasce un fungo chiaro, profuma di terra buona, di fiducia ritrovata. Accanto cresce il suo fratello d'inchiostro, bello a vedersi ma amaro nel cuore. Così anche tu, giovane anima, impara a distinguere il vero dal riflesso: non tutto ciò che brilla nutre, non tutto ciò che tace è vuoto; ascolta! il silenzio è maestro, e la pazienza è la chiave. Il fungo Prataiolo ancor chiuso ha lamelle rosa o brune, cappelli più vecchi, carne soda fragile, e odore di buon bosco, al taglio vira al rosa con sapore piccante-dolce; invece il falso prataiolo, Agaricus xanthodermus, è specie tossica che può provocare sindrome gastrointestinale, può ingiallire rapidamente al tocco o al taglio, soprattutto alla base del gambo, e presenta un odore e sapore sgradevole, fenolico, simile all'inchiostro. Se trovi funghi Prataioli buoni, tagliali a fette e cuocili aggiungendo aglio e olio, mentuccia e finocchio, oppure, dopo averli puliti, soffriggi con aglio e un pizzico di peperoncino, prima di trifolare. Barbanera dice: per i morti la neve negli orti.| Prataiolo (Agaricus bisporus) è il fungo più comune e coltivato, noto anche come champignon o agarico campestre. Ha un cappello bianco, globoso che diventa spianato con il tempo, e un gambo bianco con un anello che può virare al giallo o bruno. Cresce in gruppi nelle praterie e nei prati da primavera ad autunno. Viene anche coltivato su pacciame o stabbio, simile alla tecnica cinese di inoculare tronchi con spore. Altri funghi comuni includono il Piopparello, che cresce su ceppi di pioppo, le Spugnole (morchelle), che appaiono in primavera e possono durare fino a maggio, e la Giromitra, una spugnola falsa che va cotta per evitare rischi. I funghi come i porcini e i finferli hanno una pressione cellulare interna che li mantiene turgidi, ma in condizioni di siccità si ritirano e appassiscono. I funghi scompongono foglie e legno, la presenza di acqua nelle loro cellule è essenziale per la loro riproduzione e prosperità, ma la carenza indebolisce micelio e simbiosi con l'ecosistema forestale: il micelio, scambia nutrienti con le piante e produce frutti in condizioni di umidità.# PRATAIOLO fungo, è |Agarico-bisporus, coltivato champignon, o agarico |Campestris, il prataiolo minore, certo il più diffuso, mentre il Xanthoderma, è tossico di inchiostro, tutte agaricacee, greco agarikon è campo, cappello bian globoso, poi convesso spianato, gambo sodo pieno, bianco con anello, alcuni viran giallo, altri al bruno scuro. Agarico campestre, il vero Prataiolo, vive folti gruppi, a primaver lo trovo, fino autunno dura, sui monti inizi Estate, nonna li coltiva, su stabbio e pacciame: fa come i cinesi, balle nelle grotte, sparge miceli e spore, su ceppi e pacciame, balle inoculate, o inocula tronchi, interrati tra rose; clima asciutto caldo, in autunno basta brina, a farli spuntare, giorno dopo vedo, cerchi di streghe, prataioli in mezzo l'erba, al centro pian degrada, sua onda passa poi, un ciclo nuovo è dato. |Piopparello ad aprile, su ceppi di Pioppo, Spugnole apron stagione, lungo file Vite, sotto peschi e olmi, |Morchelle ad aprile, duran fino maggio, poi segue Giromitra, la falsa spugnola, che cuoci senza fifa. Crater Cornucopia, vicin |Trombetta-morto, par buona cosa. Prataioli in equilibrio, come Porcini e Finferli, hanno turgidità, pressione interna cellulare, mantiene loro forma, in condizioni siccità, o di bassa umidità, si ritraggono appassendo, come peni rinsecchiti. Acqua solvente universale, nelle cellule dei Funghi, rende possibile riproduzione, interconnessi a ecosistema, decompositori naturali, nel ciclo dei nutrienti, micelio scompone foglie e legno, secondo acqua presente, ma se acqua cade scarsa, la simbiosi indebolisce, assieme a vita nel bosco. Il micelio scambia cibi, e con piogge reca frutti, e in giornate umidità, funghi aiuta a prosperar. tupini_mondoelfi.m4a
lume126-Un viandante arrivò a una grande casa dove si riunivano persone che non aveva mai stimato molto. Stava per andarsene quando vide uomini e donne giungere da ogni sentiero, ciascuno con un cesto di grandi funghi, ordinati con la cura riservata ai doni. Ognuno portava soltanto ciò che aveva saputo coltivare, nessuno gridava o correva. Il viandante osservò quei volti sereni e pensò che, forse il premio non era il cesto, forse il premio era essere diventati la persona capace di riempirlo. Così rimase in silenzio a guardare, non aveva ancora un cesto, aveva solo due piedi, il caldo del cammino nel mese di luglio, e il desiderio di imparare. Ogni settimana percorse la stessa strada, e poco alla volta smise di cercare i funghi. Imparò invece a riconoscere il terreno, l'ombra degli alberi, il momento della pioggia e il tempo dell'attesa. Un giorno si accorse che le sue mani sapevano già dove posarsi, molto prima che la sua mente trovasse le parole. Fu allora che sorrise. Perché comprese che il bosco aveva insegnato al suo corpo ciò che nessun libro avrebbe potuto raccontare.
146:lume146-Kino protegge una lucertola nella mano e dice: poso le mie mani su di te, per indicare agli spiriti antenati che tu sei mio gemello, abiti il mio cuore e ti chiamino fratello. Se metto num in te, vibri come foglie, e la morte che ci uccide non temerai più. La lucertola insegna che, quando la vita stringe, non sempre occorre resistere: talvolta basta lasciare andare ciò che non può più seguirci. La coda resta al predatore, mentre il corpo trova un'altra via; col tempo, ciò che sembrava perduto può ricrescere. L'Orbettino ricorda che anche la lentezza può essere una strategia: rimanere nascosti, attendere il momento, uscire quando il mondo si fa più quieto. Il Ramarro difende il proprio territorio e porta il verde della vita come una dichiarazione di presenza. Il Geco suggerisce che anche una parete può diventare una strada; non cerca sempre un terreno facile ma aderisce alla superficie che trova e, passo dopo passo, vi costruisce il proprio cammino. Forse non occorre cambiare sempre strada; talvolta basta cambiare il modo in cui vi appoggiamo il piede. Il Camaleonte, cambiando colore senza smettere di essere se stesso, suggerisce che adattarsi non significa necessariamente perdersi. Si può mutare pelle, temperatura, postura e persino aspetto, restando fedeli al proprio luogo interiore. Barbanera dice: Nel giorno di Sant'Agnese la lucertola va nel maggese; affare divulgato è mezzo rovinato.| Le Lucertole si nutrono di insetti e acqua, vivono in tane nascoste e possono perdere la coda per sfuggire ai predatori, rigenerandola in breve tempo; hanno una gola che si gonfia e si sgonfia e usano la lingua biforcuta per annusare l'ambiente. Orbettino è una lucertola che perde la coda per distrarre i predatori, si nutre di lumache e vermi e può vivere fino a 50 anni. Il Ramarro, di colore verde brillante, è un animale territoriale che vive pure vent'anni, si nutre di insetti e bacche e fà letargo nel terreno. Infine il Camaleonte, cambia colore in base all'ambiente e alle emozioni, mentre usa la sua lingua appiccicosa per catturare prede: è un animale mimetico e territoriale, cerca calore al mattino e ha un robusto appetito. Camaleonte è anche un totem, in molti miti e leggende di vari clan, guida gruppi di emigranti e connette vivi ed avi.# |LUCERTOLE in un prato, restano per anni, in tane ben nascoste, da talpe topi e vari, ha riflessi più veloci, di miei movimenti, perde sua coda, ricresce in brevi tempi. Lucertole hanno gola, gonfia poi si sgonfia, si ferma se si accorge, di essere osservata, la lingua biforcuta, nemici e amici annusa, emette feromoni, a trovar la via di casa: calor della mia mano, assorbe si ravviva, la abituo sen paura, mangiare da mia mano, si ciba di zanzare, bruchi ragni mosche, crisalidi farfalle, acqua lecca a gocce; lucertole e Orbettini, preda di serpenti, Anguis fragili, |ORBETTINO è lucertola, può perdere la coda, in caso di pericolo, fin 60 per cento, lunghezza suo corpo, lasciandola al suolo, a distrarre aggressore, e riuscire a fuggire: animale longevo, fino 50 anni, senza denti veleni, o mascelle snodate, si ciba di lumache, insetti vermi e lombrichi, durante le ore calde, resta nella buca, o tronco marcescente, esce a crepuscolo, o la mattina presto; ovoviviparo, partorisce dopo mesi, da Maggio accoppiamento, 6-12 orbettini, che dopo tre anni, son lunghi 25 centime, un proverbio dice: se vipera sentisse, e orbettino vedesse, poca gente al mondo, li disturberebbe. |RAMARRO è verdone, bellissimo colore, Orso bruno è, maestoso signore, Lacerta viridis, può vivere ventanni, il pene è giallo ocra, verde brillante schiena, la femmina più scura, nel periodo amori, la gola maschi è azzurra, la testa fa + grossa, dopo ritual gara, femmina cinquista, accoppia afferra fianco, resta morso cicatrice, a forma di V, su femmine primavera, animal territoriale, ciba insetti e bacche, assieme uova uccello.| ebbi 1 |CAMALEONTE, dentro mio terrario, mutava suo colore, x clima ed emozione, muove molto gli occhi, invischia le prede, fiocca sua lingue, lecca rami ambiente: mimetico si orienta, leccando rami assaggi, fedele al suo cespuglio, difende da compagni, inizia spostamenti, legato a 1 territorio, in caso di minaccia, si fa cader al suolo; cerca al mattino, punto x scaldarsi, sempre stesso luogo, ritmo di suoi passi, muove strisciando, a estremità dei rami, x assorbir da fianco, calor raggi solari; rigonfia fortemente, quando è irritato, o in competizione, disegni avrà mutato, colore giorno notte, modifica in chiarore, la femmina a far uova, vivace avrà colore: robusto appetito, specie avanti cova, inizia cercar cibo, si apposta in agguato, di artropodi e locuste, vermi e millepiedi, la lingua mir precisa, fulminea tu la vedi; cattura molte vespe, le afferra x il capo, recide con il morso, scansa il pungiglione, poi beve rugiada, raccolta sulle foglie, dondola avan dietro, insegna molte cose. Camaleonte guida, gruppi di emigranti, regina madre che, figlia tutti quanti, sacro androgino Vodun, coppia primordiale, ai figli Manu-Lissa, ricorda Ermafrodito, unito con Salmace, che visita ogni luogo, ospite regale.
lume146-Un giorno il giovane Seba entrò in un territorio dove la natura sembrava parlare attraverso forme mutevoli e rapide. Le Lucertole gli apparvero come scintille sul terreno: vivevano in tane nascoste, si nutrivano di insetti e, quando erano in pericolo, potevano lasciare la coda al predatore per salvarsi. Più avanti incontrò l'Orbettino, nascosto tra legno e terra umida. Simile a una lucertola, ma privo di arti visibili, si muoveva lentamente tra lumache e vermi; anche lui poteva sacrificare la coda per distrarre il predatore. Seba comprese che la fragilità apparente può essere una forma di resistenza. Nel prato caldo vide il Ramarro, verde come una lama di luce, territoriale e vigile, attivo nei mesi caldi. La natura talvolta veste di bellezza la propria necessità di affermare presenza e vitalità. Più avanti vide il Geco muoversi sulle superfici verticali, aderendo dove sembrava impossibile trovare appoggio. Lo osservò avanzare lungo una parete, come se per lui non esistesse differenza fra terra e muro. Seba rimase a guardarlo. Infine incontrò il Camaleonte, capace di modificare colore e assetto del corpo in relazione all'ambiente; si esponeva al sole del mattino per regolare il calore e catturava il cibo con una lingua rapidissima. Seba comprese che la natura non separa gli esseri in forti e deboli, ma mostra diverse forme di sopravvivenza: lasciare andare, attendere, affermarsi, aderire, trasformarsi. Forse anche tu puoi chiederti: che cosa posso lasciare andare oggi, perché una parte più viva di me possa continuare il suo cammino?
242:ijing45.䷬-lume242-La Raccolta (萃, Cuì) parla di ciò che si riunisce attorno a un centro e trova nella concentrazione una nuova forza. È un movimento che ricorda l'Avena: il seme raccoglie nella propria forma una riserva destinata a nutrire, mentre la pianta può essere raccolta giovane, essiccata, infusa, macinata e trasformata in alimento. Anche Pigmalione aveva raccolto tutto il proprio desiderio in una sola forma, fino a quando l'amore ha trasformato quel pinocchio immobile in vita. Questo esagramma chiede di riconoscere ciò che merita di essere riunito e orientato verso uno scopo. Il latte, la farina, il chicco, il germoglio appartengono tutti allo stesso gesto: prendere molte possibilità e concentrarle in qualcosa che possa sostenere la vita. Il lago dell'esagramma 45 contiene una grande energia, ma ha bisogno di argini; allo stesso modo una vita piena cresce ma, oltre a moltiplicare possibilità, bisogna scegliere dove farle convergere. Che cosa stai raccogliendo? Quali parti della tua vita chiedono di essere riunite attorno a un centro? Barbanera dice: se non gela di febbraio, poco raccolto di grano.| Avena sativa o Biada, deriva dal sanscrito Avasa, nutrimento, coltivata in due varietà da incroci con selvatiche (Avena fatua, sterilis e barbata). Le radici sono fittonanti, molto più estese dell’orzo. La biada serve principalmente per alimentazione animale, la seconda varietà per farina, spesso unita all’orzo, per il pane sardo. La semina segue quella del grano, richiede acqua e teme i venti, resiste poco al gelo in Europa e Russia.Avena favorisce la digestione, e suoi decotti in acqua sono usati come pasta. Avena rossa byzantina sopporta siccità, ma la sua produttività cala senza umidità; chicchi senza glutine utili ai celiaci, in fiocchi cotti a vapore, sono usati anche in ospedali. La Roveglia dei Piceni e l'Oat inglese producono granella nuda per colazioni: i chicchi possono essere consumati come riso bollito, poveri di carboidrati. Avena cresce bene su terreni scoscesi, spesso associata alla Veccia; un solo chicco può dare fino a 50 steli. Il decotto verde, prima della fioritura, stimola appetito, cura esaurimento nervoso, riduce acido urico e reumatismi, specie con lavanda o ginkgo biloba. In Austria, nel rito di Santo Stefano (Steffeln), i semi di avena gettati sulle ragazze propiziano fertilità.# |AVENA sativa o |Biada, da sanscrito Avasa, vuol dire nutrimento, sativa coltivata, in due varietà, da incroci selvati, Avena fatua e sterilis, e Avena barbata, aiutan digestione, decotte in acqua pasta. Radici fittonanti, 6 volte + di orzo, prima biada di animali, seconda x farina, unita con orzo, forma pane sardo, semina come farro, pure dopo grano, vuol acqua teme i venti, in Rus Europa a Primavera, resiste poco al gelo. |Avenarossa-byzantina, sopporta siccità, granigione ostacolata, da mancanza umidità, fibra aumenta molto, chicchi senza glutine, poco adatti al pane, ma utili ai celiaci, fiocco fresco vapore, x ospedali cibi. |Roveglia dei |Piceni, Oat degli inglesi, granella nuda adatte, a colazion inglesi, granella biada amata, chicchi consumati, come riso bollito, povero in carboidrati, seminan Piceni, capomaggese campo, su scarsi scoscesi, assieme alla Veccia: su adatto suolo, 1 solo chicco Grano, può dar 50 steli, 30 cm diametro, pur Segale e Avena, radice si espande, radice embrionale, accesta radicale. decotto Avena verde, avanti fioritura, cura inappetenza, ed esaurimento nervi, abbassa acido urico, di gotta reumatismi, specie con lavanda, o ginko biloba. Austria ragazzi, Santo Stefano rito, gettan semi avena, sopra le ragazze, |Steffeln di dicembre, propizia fertilità, la ragazza avrà più figli, quanti + semi avena, su sua veste avrà. avena-selvatica_cura_memoria.mp3
lume242-C'era una volta Pigmalione, un giovane artista di Cipro che viveva solo, e passava le sue giornate a scolpire figure nel marmo. Fra tutte, ne creò una così bella da sembrare viva: il volto delicato, il sorriso appena accennato, gli occhi pieni di dolcezza. La chiamò Galatea. Col tempo l'artista finì per innamorarsi della propria creazione, le parlava e le portava fiori, restando ore a contemplarla: ma più la amava più soffriva, perché quella donna perfetta era solo pietra fredda. Una notte, durante la festa dedicata ad Afrodite, il giovane si recò al tempio e pregò con tutto il cuore: non chiese ricchezze né gloria, chiese solo che la donna dei suoi sogni potesse vivere davvero. Afrodite ascoltò la preghiera. Quando Pigmalione tornò nel suo studio e sfiorò la statua, sentì il marmo diventare caldo sotto le dita, il colore salì sulle guance della giovane donna, gli occhi si aprirono, il respiro prese vita. Galatea era viva! La dea dell'amore aveva mutato un ideale in una creatura reale, mostrando come il desiderio possa trasformare un'immagine ideale in una relazione con qualcosa di vivo. E così i due rimasero insieme, sotto la protezione di Afrodite, vivendo per tutta la vita di un amore sincero. Tra i poeti del Mediterraneo antico, Galatea divenne simbolo della bellezza che nutre e consola, così l'Avena divenne il suo cereale, chiaro e dolce che, mescolato al latte, ricorda il candore di Galatea e il nutrimento gentile donato da Afrodite. Nella prima immagine, Pigmalione è nel suo studio e sfiora Galatea appena risvegliata dal marmo per volontà di Afrodite. La figura femminile è cinta da spighe di Avena da cui sgorga latte bianco e luminoso che scorre lungo la statua, simbolo di vita e nutrimento. Nel secondo pannello compare Venere, discesa fra gli uomini e ispirata da un giovane che le offre un anello in gesto d'amore: la dea lo guarda con dolce malinconia, consapevole della fragilità del loro incontro. Intorno a loro crescono alte piante di Avena mosse dal vento: il latte di avena avvolge i personaggi, a indicare che nutrire significa anche raccogliere tempo, energie, attenzioni, persone e desideri che erano dispersi.
291:ijing44.䷫-lume291-L'Accostamento, farsi-incontro (姤 Gòu). Sotto il Cielo soffia il Vento: qualcosa arriva, penetra ovunque e modifica ciò che incontra. L'incontro con la terra è proprio così: non è un oggetto immobile, ma una forza viva che entra nella nostra vita e ci trasforma. La persona nobile non tenta di controllare ogni energia: osserva ciò che si avvicina e decide come accoglierlo. Il vento raggiunge ogni angolo, come l'esperienza che penetra lentamente nelle nostre abitudini. Questo esagramma 44 parla di Incontri significativi, opportunità, influenza e attrazione: anche un incontro apparentemente piccolo può cambiare la direzione di un'intera stagione. Emilia incontra la terra attraverso la zappa. Seba incontra Emilia attraverso il lavoro. Da questi incontri nasce una sapienza che non si trasmette soltanto con le parole, ma attraverso gesti ripetuti. Quale nuova energia sta entrando nella tua vita? In che direzione potrebbe spingerti? Fino a dove lascerai che questo incontro ti trasformi? Barbanera dice: Il Signore quando creò la zappa creò anche il manico; chi è uso alla zappa non pigli la lancia; buona la forza ma meglio lo ingegno.| Orto, Memoria e Terra Viva: Emilia narra la vita nei campi sardi del dopoguerra: lo sfalcio di maggio crea pacciamatura, protegge il suolo, frena l’evaporazione, rigenera. Suoli vivi nutrono le piante, che curano sé stesse se radicate in ecosistemi sani. Il suolo fertile è humus: grumoso, pieno di vita, con radici che respirano. Suoli compattati soffocano, accumulano nitrati, indeboliscono le piante. La terra si risveglia col gesto paziente di vangare, osservare, amare. Coltivare è relazione: la terra si doma solo con cura e ascolto. Con saliva, urina, semi, cenere e memoria, si rigenera il ciclo vitale. La fattoria è cellula pulsante che irradia intento. L’orto diventa luogo sacro, dove spiriti animali, piante e uomini convivono. Seba eredita saperi: un campo diviso in strisce, seguendo geometria e ritmo naturale. Lavorare la terra dà libertà, potere, identità. Humus è riserva d’acqua, energia e resilienza, calamita di elettroni. Emilia crea terrazze, usa pacciame, conserva acqua, coltiva in modo adattivo. La terra è prestito dai figli, non ci appartiene: va onorata e ascoltata.# Emilia narra vita, di primo dopoguerra, nei campi di Sardegna, trova sua memoria, primo SFALCIO a Maggio, di pascolo falciato, aiuta Grano paglia, e frena la gramigna, fà una |PACCIAMATURA, su suoli compattati, preziosa nella estate, a ridurre evaporazio: se in inverno è cappotto, contro gelate, pacciame permanente, è pro etilene piante. DiLiu documentario, Loess plateau in Cina, metodo che cura, foresta terra viva, strati orto-frutteto, + alberi forestali, da arbusti-cespugli, a erbe rizomi vari. Foresta entità, dinamica e vitale, compete x risorse, a volte crudele, ogni forza natura, lavora quan conviene, ma scambio di risorse, alimenta in simbiosi. Pianta in san contesto, sa come curarsi, se resta in ambiente, riesce alimentarsi, se osservi nel terreno, sua grumosità, ampio o stentato, apparato radical: cuore delle piante, se bene si sviluppa, radici miste al suolo, fanno ecosistema, calderon di vita, è humus del pianeta; su suolo compattato, radici sono scure, rigonfie di nitrati, là poco trattati, Microbi son scarsi, pianta assorbe male, azoto accumulato, fa tossico asfissiare, giunge debolezza, che pianta colpirà, frutta fatta di acqua, soltanto darà; se hai terreno morto, lo devi riattivare, con efficace enzimi, e spugna pacciamare. |SEBA amato figlio, ascolta mia canzone, un Acro tu dividi, in 6 strisce sud-nord, numera le strip, da est verso ovest, ad avere numero aiole e banchi fibonacci: a.Cipressi avrai ad est, b.Domus strip pollai, 3.Tempio fin cratere, scende fino al pino, 4.Magazzino bianco, fin quercia e castagno, 5.Filare Frutti a pesco, fino a limonaia, 6.Olivi lungo rete, chiudon terra sacra. Fratelli di orto, non temono artiglio, conoscon giorno e notte, assieme le stagioni, cavoli con capre, mai a contempo, principio esclusione, opposta direzione, natura e civiltà, fan doppia partitura. Innata agricoltura, è contemplazione, conosci il topo e volpe, uccelli insetti e altro, cercan loro conto, rifletti gli equilibri, tra selva e coltivato, uno spazio ha nel creato. Lavora senza indugi, Ortaggi assieme frutti, caccia intrusore, invialo in macchie selva, a sera ti rilassi, ascolta mia canzone: rinasce da sè, sapere naturale, a notte le risposte, giorno ad applicare, gli spiriti animali, insegnano + cose, vedi coi lor occhi, Arvicole e Rose; nel magico luogo, orto emerge in sè, unendo luce e aria, ai minerali sotto, Thera e Cielo sono, uniti dalle Piante, continuo andirivieni, circolan sostanze, Varietà è garante, di Vita rinnovata, scarto di una specie, è cibo x 1 altra; comincia fine Aprile, temperatura segui, con minime annotate, scerba eccesso piante, tu seduci terra, la zappi impasti e semini, Terra ti possiede, sol se la possiedi, domestica la rendi, se semini + volte. Prima due sconosciuti, poi siete amanti, dissodi prima volta, selvatico mistero, attrezzi intermediari, la penetri se vanghi, la terra cura umani, ricorda i loro avi. Saliva urina e feci, otre cenere di ossa, un gioco tra + parti, uman batteri e semi, nascita poi morte, impari a coltivare, esplori la tua sorte, inizi senza nulla, lavori e vedi tutto, crei stabilità, nel ciclo di colture, humus acqua e orto, fiori frutti e grani, alimentano coscienza, con etere frequenza, pensiero fattoria, è una cellula pulsante, che irradia proprio intento, da centro verso esterno. Piante amano rime, con arpa canti e salmi, tonsigen già prepara, frequenza di acqua santa, la vanga dopo interra, messaggio arriva a seme, vita sottoterra. Impari coltivare, se impari a pazientare, prezioso tempo usa, a vangare e seminare, pensare e lavorare, produrre burro nero, giri tra le specie, te stesso vai studiare, vangare è meditare, trovare giusta strada, la polvere ricerca, ner humus suo collante, burro equilibrante, del tufo sottostante. |HUMUS minerali, di terra e qi del plasma, influenza la salute, aiuta la missione, conduce elettricità, con peli sassi e punte, attira nubi esterne; humus vari tipi, regge erosione e dissesti, incendi sboscamenti, vento dilavamenti, ha potere tampone, su anomalie pH, è calamita acqua, affamato di elettroni. |Seba vanga suolo, e ogni anno migliora, contatto con la terra, richiama libertà, che boom in edilizia, porta alla città, lavori redditizi, spopolan villaggi, restano anziani, che onorano fatica, pregano imprevisto, rifuggono la moda, con spensieratezza, vincono la noia, con vita senza fretta. Se umanità moderna, aspetta soluzione, colti e istruiti, siam meno faidate, macchine ed aziende, annullano presenza, sotterrano sapienza, di autosufficenza: se vado nei campi, semino miei ortaggi, rafforza mia persona, libero mia mente, produrre a proprie mani, dà soddisfazione, liber sensazione, da sensi di oppressione. Sardo cur giardino, Viti e olive piante, attorno è terra aperta, a uso dei giganti, spazio comune, a pastori e contadini, mutua condivisione, senza confini. Emilia smuove terra, formando terrazze, a vari prodotti, incluso suo granturco, fà muri a secco, a rallentare acque, rivoli piogge, lavoro che gli piacque: annaffia di estate, orti terrazzati, Verdure ben adatte, Miglio e Fagiolini, attorno le Patate, e i Tuberi preziosi, fan sopravvivenza, negli anni siccitosi. Inizi |anno-agrario, Settembre capodanni, dodici primi giorni, pronostica ogni mese, Marzo campi a debbio, semina cereale, Aprile riso milpa, pupazzi atto rituale, pacciame corteccia, paglia oppur strame; campi arroventati, sotto sole agosto, fan pensare morte, fuoco ambiguo posto, nonno arava suolo, campi detti s'artu, sa Bidda è il paese, e piante frutto chiede. Frutteti vedi spesso, ai margini macchia, zona di confine, con microclima d'acqua, Donne del paese, marciano fra i pozzi, 1 elfo ogni sorgente, abita e protegge. Elfo a una famiglia, concede dialogare, ma abusi inquinamenti, dolore fa pagare, Terra ci vien data, in prestito dai figli, lei non ci appartiene, noi le apparteniamo. popoli_sardi_emilia_contadina.m4a
lume291-Emilia racconta a Seba la vita contadina del primo dopoguerra, quando il campo era insieme lavoro, memoria e misura del tempo. Il primo sfalcio di maggio diventava fieno e paglia: invece di essere scarto, tornava alla terra come pacciamatura. Uno strato organico protegge il suolo dal sole, limita l'evaporazione e, decomponendosi, alimenta l'humus. La terra fertile non è polvere inerte: è grumo, radice, acqua, aria e vita microbica in continuo scambio. Quando il terreno si compatta, le radici respirano male e la pianta perde vigore, allora occorre prima riattivare il suolo. Emilia osserva il campo come un ecosistema: alberi, arbusti, ortaggi, animali e insetti partecipano allo stesso ciclo. Divide le colture, conserva l'acqua, costruisce terrazze e muri a secco per rallentare il deflusso delle piogge. Seba impara che coltivare non significa dominare la terra, ma entrare in relazione con essa. La zappa è un intermediario: rompe la crosta, apre il terreno e permette all'uomo di ascoltare ciò che sta sotto. Il lavoro manuale diventa così una forma di libertà, soprattutto quando la modernizzazione svuota i villaggi e sostituisce la sapienza pratica con macchine e dipendenze. Emilia gli insegna a osservare anche gli animali: arvicole, volpi, uccelli e insetti rivelano gli equilibri del luogo. La fattoria diventa una cellula pulsante, dove lo scarto di una specie può diventare nutrimento per un'altra. La terra ti dice: non sono tua proprietà assoluta, sono un prestito che hai ricevuto dai figli che verranno. Chi la coltiva bene riceve in cambio memoria, pazienza e una forma concreta di libertà.