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(): 4 quid censiti
crotoneem sanguedrago Marsiglia, Yemen e Perù (98) 98- Serpente ingan lingua arabindi | foto arboreto | audiolibro | olioneem-saponepotasso_curagrumi.mp4 | flora_croton-lechleri_sanguedrago.mp4 | flora_azadirachta-neem.mp4 |musica sdaime_trabalho_sao-miguel-1mensage.mp4
lontra cacciatori alle paludi pontine (110) 10- Evanga cita ce lingua popè | foto fauna | audiolibro | fauna_tasso_faina_volpe_gufo.mp4 | seba-grida-savana.mp4 | fauna_istrice-porcospino.mp4 |musica canto_madonnanera.mp4
virgaurea Hsiao cura reni e Verbasco tosse secca (191) 51-lume191 COSCIEN lingua latingreco | foto erbefiori | audiolibro | flora_verbasco-espettorante.mp4 | flora_vergadoro_sanmichele.mp4 | tassobarbasso_capraecavoli.mp4 |musica fang09-arpa-road-birth-e-creation.mp3
volpefaina volpi faine e cani fan macelli pollaio (333) 23-lume333 |Gelosi lingua alchemico | foto fauna | audiolibro | fauna_volpe-fox-pollaio.mp4 | fauna_volpe_e_biacco.mp4 | |musica 62_Ponto_deSao_Jorge.mp3
98:lume098- Serpente inganna, ma chi lo guarda senza paura lo rende muto. Chi è pieno di grazia non ha spazio per il veleno. Micael vince col fuoco della giustizia, Maria con la luce della verità. Ogni ferita chiama un Sangue di Drago: rosso, curativo, potente, il suo lattice guarisce ciò che non osi toccare. Il piede che schiaccia il serpente è anche il piede che danza sulla terra, contro i bruchi della mente e acari dell'anima, serve olio e pazienza. Le cicatrici sono mappe, e saperle leggere è crescere. Il valore non è nell'assenza di veleno, ma nel saperlo trasformare, come recita la carta dei tarocchi 4 di Spade: il guerriero riposa, non è sconfitto. Attendi e poi colpisci con precisione e senza rabbia. San Pancrazio sorride a chi combatte con dolcezza.| CROTON lechleri, noto come Sangue di Drago, è un albero dell’Amazzonia e delle Ande. Il suo lattice rosso, estratto dalla corteccia, è un potente cicatrizzante e antisettico. Contiene l’alcaloide taspina, con proprietà antivirali, antitumorali e astringenti. Usato per curare ferite, ulcere, ustioni, punture di insetti e gengiviti. Per uso interno aiuta contro malaria, anemia, dolori mestruali e problemi respiratori. Le resine rosse del Sangue di Drago si ricavano anche da piante come Dracaena cinnabari (Socotra) e specie di Rattan (Isole della Sonda). Utilizzate per lacche, restauri, inchiostri e incenso, hanno virtù emostatiche, cicatrizzanti e febbrifughe. NEEM (Azadirachta indica), detto "farmacia del villaggio", è un albero del Nepal. L’olio e il decotto di foglie sono antiparassitari naturali per pelle e agricoltura. Spruzzato regolarmente allontana acari e insetti. Favorisce la presenza di uccelli e vespe utili contro parassiti dell’orto.# |CROTON lechleri, sangue Drago rosso, amazzone euforbia, don Romulo mi dice, che lattice viscoso, estratto da corteccia, di Lechleri Croton, è buon cicatrizzante, guarisce le ferite, in Amazzonia e Ande. Lattice corteccia, cura ulcere ferite, alber sempreverde, chioma ampia tonda, foglie forma cuore, acuminate affonda: tiene alcali tropani, alcaloide Taspina, antisetti antitumore, su pelle strofina, addensa divien bianco, circola veloce, guarisce ferite, ustion lacerazione, punture insetto, artriti e cicatrizzi, lattice via orale, diluito a gengiviti, contro tigna e malaria, anemia leucemia, emostatico astringente, aiuta muscolare, antiviral respiro, calma dol mestruale. |SANGUEDRAGO sono, resine rosse, da piante tropicali, Croton Dracaena, essudano da tagli, della corteccia, o incisioni tronco, rami frutti cerca: Dracaena cinnabari, da isola Socotra, in oceano Indiano, tra Yemen e Somalia, dà resine migliori, per via isolano clima, incenso con tinta, lacca-restaura legni, cornici e violini. Panacea a ferite, buon coagulanti, alle Canarie cresce, endemica dracaena, usata come incenso, pulisce da influenze, inchiostro rosso reca, ai sigilli serve, in isole di Sonda, è palma di Rattan, usata a laccare, e decorar rossi fogli, resina raccolta, dai frutti del Rattan, acqua calda separa, in palle di dragan: virtù anticoagulanti, Sangue di Drago, usato esternamente, ferma sanguinamento, internamente dosato, cura ulcere bocca, abbassa la febbre, e la diarrea smorza. |NEEM albero Nepal, |Azadirachta indica, Farmacia villaggio, custodito tramandato, olio di Neem, usan contro parassiti, pustole di pelle, di uomini e animali, anche sulle piante, diluto e irrorato, repelle ogni acaro: spruzzo acqua neem, almeno 4 volte, invito coppia Cince, frutteto nido vuole, vespa depone uova, in larve e bruchi che, danneggiano orto, + larve attir ben. flora_olio-neem_antiparassita.mp3
Il serpente velenoso e il simbolo deterrente. Serpente come archetipo di tentazione, inganno e veleno spirituale, in ambito biblico è la bestia dell’Eden, simbolo del peccato originario. Nella tradizione cristiana, assume il valore di tentatore per eccellenza, associato al diavolo. L'Arcangel Micael è la figura celeste che combatte e vince il drago/serpente, come in Apocalisse, angelo della giustizia armata, difensore della fede. La sua presenza smaschera e sconfigge il potere venefico del serpente, rendendolo innocuo o inutile. In alcune icone orientali e medievali, è Maria (versione femminile di Micael) a schiacciare il serpente con il piede, secondo la profezia della Genesi (3,15). In questa forma, il potere deterrente è materno e redentivo, opposto al veleno della menzogna: Maria è piena di grazia, e colma il vuoto di verità del serpente. |OlioNeem su cocciniglia, cotonosa o farinosa, + sapone di Marsiglia, che scioglie zuccher foglia, spruzza sul limone, una volta a settimana, secondo loro effetto, se infestazione è forte, usa olio minerale. Neem olio entra và dentro foglia, contro larva minatrice, che distrugge foglie, pur prova surrogato, oliolito di Elicriso, Lavanda e Santolina.
110:lume110- Evanga cita cerimonia, in sacra foresta africana, tra radici intrecciate e luce dorata, le nozze di Muyè, sposa celeste come Ayami, in veli bianchi e pastello, ornata con conchiglie, unisce il suo destino, al nganganga che porta ngombi, docente-guaritore: tra canti e silenzi, e avi e spiriti alla danza, un fascio luce unisce bene, visibile e invisibile, nozze alleanza e vocazione. Muyè incarna tal lignaggio, nel suono d'arpa del suo sposo, alle nozze del richiamo, proclama ora il suo ruolo: ascoltare e curare, mediar tra spiriti e comunità, e rispondere a bisogni. Mosuma lontra del fiume, di spiriti in bianco e nero, immerge in acqua e ascolta arpa, del granchio Bitoto, ricevendo conoscenza, di radice di memoria, mentre istrice sonaglio, detto Bopunda, accompagna passaggio, dalla selva al villaggio. Granchio appare Cancro, Coniglio nel cinese, 21giu - 22 lug, maternità e protezione, cura e nutrizione, come Iemanjá del mare. Muyè e Mosuma insegnano, la cura e l'ascolto, guidano il cammino, a chi ha pazienza Provvidenza. |Ngombi-mbembe! soke sanga sa bopunda au nzimbe ye mosuma mwana ye ake Mobogwe: ascolta e lascia che tua azione, porti armonia intorno a te.| Seba osserva la fauna, tra Pontina e Biedano, incontra gatti e cinghiali, cani lontre e donnole, martore e tassi, scoiattoli ghiri e pipistrelli. Tra paludi e boscaglie, ferma a riposare in capanne, osserva uccelli migratori, oche selvatiche e folaghe, starne allodole e tordi, anatre lepri e quaglie. Palude Pontina selvaggina, scoiattoli e ghiro fan provviste, come istrice e marmotta, che vanno in letargo. Seba ascolta uccel notturni, upupe gufi e colombacci, evocan storie di ricordi, lontane in luogo e tempo, come il clan degli Ayandzi, e la tratta degli schiavi, che fuggono alla selva, e incontrano animali, come lontra e rondinella, che indican sentier di vita. Giunto al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, in Gabon dividon clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e altri. Narra mito di Mosuma, lontre gemelle in rio Mososo, scopron radici iboga, mbasoka e nyoke, e tuffatesi nel fiume, ascolta il suono obaka e ngombi, di Granchio Bitoto, che suon con molte dita, e dona agli umani, gli strumenti musicali. Mosuma è Banzioku, che incontra la piroga, condotta da Motembwe e scopre il Mobogwe, il fiume dei ritornati, vestiti in bianco e nero. Il viaggio porta conoscenza: radici strumenti e melodie, connessi alla creazione, dell'Arco di Busenge, a segnare il passaggio, dalla selva al villaggio, da isolamento a comunità. Arco maschio solitario, dialoga con spiriti, mentre Istrice sonaglio chiamalo Bopunda, accompagna le scoperte, e interpretazione segni e sogni.# Seba osserva fauna 动物, tra Pontina e Biedano, mammiferi e pesci, insetti rettili anfibi, il gatto selvatico, detto Felis silvestris, Sus scrofa è cinghiale, Cane e Lontra e altri. Mustela nivalis, donnola martora Martes, Hystrix cristata, Sorex samnitico toporagno, Vulpe vulpes dietro lepre, Lepus corsicanus, tasso Meles meles, topo Apodemus sylvaticus. Sciurus Scoiattolo, Ghiro è Glis glis, Muscardinus avellanarius. Seba incontra in treno, un ingegnere cacciatore, raggiunge al mattino, stazione Fossanova, poi a piedi cammina, fa pause e si riposa, capanne di fortuna, tra anatre lui trova. Lepri in quantità, tra sterpi e boscaglie, indisturbate vanno, tra le paludi langhe, Beccacce e Pavoncelle, costellano palude, quaglie tortore africane, aspetta su dune, stremate dal viaggio, nessuna legge venatoria, arrivano Storni, a nuvole su palude. Folaghe dei laghi, son pure abbondanti, oche anatre selvatiche, grassi volatili, Starne e pernici, Allodola e strigliona, pur Tordi e Ficarola; preda cacciatore, uccelli di passaggio, con cani di supporto, che aman tali terre, un riccio per il sugo, condiva sua polenta. Dopo anni bonifica, di Palude Pontina, rimase ricordo, e scompare selvaggina Seba ancora osserva, uno |SCOIATTOLO antico, che accumula provviste, ghiande semi a guscio, Ghiro e Pipistrello, Istrice e Marmotta, che fanno pur letargo, una sorta ibernazione, metabolismo lento, abbassa lor calore. Seba ancora osserva, un passero che mangia, i fichi più maturi, poi animal notturni, Istrice e Tasso, in trappole di lepri, Averla e colombaccio, Upupa e gufi, Talpa che accumula, frutta nei suoi nidi; affiorano ricordi, di storie da lontano, Ayandzi clan faceva, la tratta degli schiavi, più popoli locali, fuggirono alla selva, incontrarono animali, |LONTRA e rondinella, che gli indican sentiero, a sfuggire pirati, riparo al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, al centro del Gabon: ge-bondje è gran montagna, oggi quasi disabitata, terminato il terrore, si diviser nuovi clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e bianchi, mitici pellegrinaggi, narrati in sequenze ngombi; così un canto repertorio, narra il mito Lontra, sul torrente Mososo, fiume mitico Mobogwe, dove vivon lontre gemelle, una è Mosuma, l'altra e Sombididi. Mosuma un giorno trova, una pianta sulla riva, ne sradica radice, inghiotte pezzi radice, poi si dirige qui, presso cascate d'acqua, dove siamo tutti noi, si siede e sonnecchia: avanti avanti banzi! scendete nel Mobogwe, come vermi in viscere, fin dove i pesciolini, risalgono i fiumi, mangiamo pure noi, ciò che mangiò Mosuma, e da quel giorno cominciò l'usanza di consumar, due varietà radice, mbasoka di mandrillo, e nyoke dell'istrice. Mosuma nel suo viaggio, al fiume di radice, tuffatasi in acqua, sentì il suono obaka, più avanti nel fiume, sentì arco mongòngo, il maschio solitario, che vibra il primo avo, poi vide arpa suonata, dal Granchio Bitoto, con dita fessurate, nelle articolazioni, e mentre ha visioni, sente vibrazioni, che vien da fondo fiume, si immerge poi esclama, cos'è che vibra? scende in profondità, vede il granchio Bitato, beti assai virtuoso, poi sente un fruscìo, è il sonaglio di Bopunda, che crepita all'entrata, dove penetra Disumba, Lontra allor sprofonda, cullata dalla ngombi, e da Istrice sonaglio, poi chiese ed ottenne, i strumenti musicali, e a umani li ha donati. Mosuma è mosema, cioè Banzioku stessa, che incontra la piroga, condotta da Motembwe. |Arco accompagna Povi, discorso in 8 tappe, che canta Ngombi mbembe! nel mito Nzambe kana, evoca tempo anteriore, mondo di cacciator/coglitori, dove Mogongo avo babongo, prega sue reliquie, con melodia ronzante, che stimola bandzi, come il marranzano scacciapensieri siciliano, arco-a-bocca siberiano. Mongongo è avo pigmeo, che dialoga con suoni, a spiriti mikuku, nel folto della selva, con la radice in pancia, e strumenti di Mosema. |Popè: go ndibo go epongo go makungaka ngombi, ye mosuma mwana.. ye ake, Mobogwe. |Mobogwe tseny'edi te mandome, mosuma ya dzuwaka eboge. IT |Mosuma-lontra infante, lascia il fiume per andare, al paese dei mortali, guarda i caduti nel Mobogwe, il fiume dei ritornati. |popè: ngombi mbembe! do disumba mokoko, soke sanga sa bopunda au nzimbe. IT radice di creazione, principio filiazione arco-arpa, dove il viaggio di Mosuma, porta la scoperta, sulle rive del Mobogwe, analogia col viaggio, del banzi entro se stesso, con sonaglioM di |bopunda-ISTRICE, che crepita penetrando, nella stanza nzimbe, mentre Efun |mben-mongongo, è genesi d'arco, che segna il passaggio, dalla selva al villaggio, ARCO di BOSENGE detto Mben tra i Fang, Ngadi dei Kota, mu-ngòngo |lingua-Kikongo, ha più significati, gran nervo e spin dorsale, caverna profonda dove, vivon termiti alate. Mo'ngòngo hai compreso, è maschio solitario, con sua corda unica tesa, mentre arpa è suonata, da molte dita del granchio. lume110_ngombi_lionel.mp4
Muyè sposa spirituale, è un ayami centrale nel lignaggio di antenate che dal Gabon giungono in Camerun e poi in Italia (Nana Nanga, Nana Evissa Tsengue, Nana Ngondo-Dipouma); suo ruolo è guida sacra del tramite tra mondi, chiamata a governare suono, canto, visione, cura e relazione tra il terreno e il divino. Il nganganga assume ruolo di sposo celeste nella cerimonia delle nozze spirituali: compagno e mediatore che aiuta Muyè a incarnare il suo mandato. Le nozze sono un atto cosmico simile al matrimonio dei sufi con Sofia: dichiarano un'alleanza tra il visibile e l'invisibile, tra spirito e comunità. La cerimonia ha tre fasi: richiamo, consacrazione e presa di servizio. Inizia col riconoscimento del lignaggio di Muyè, della sua ascendenza; segue la liturgia del suo ruolo tramite canti, danze, ngombi, presentazione di abiti, stemmi e simboli che identificano la sposa spirituale che instaura il suo equilibrio con lo sposo terreno; infine si proclama la sua funzione operativa: ascoltare richieste, curare, mediare tra spiriti e comunità, rispondere a esigenze materiali e spirituali. Muyè, unita al Nganganga, diventa sorgente di luce, protezione, guida etica. Ella rifiuta la dominazione (imposizione di potere sugli altri) pur affermando autonomia, dignità e responsabilità. Evanga nei suoi racconti narra queste nozze come momento sincretico tra elementi cristiani (sposa, sacrificio, servizio) e nativi (culto degli avi, uso di radice iboga, arpa, reliquie); la cerimonia è festa, ma anche compito, vocazione, impegno. Muyè diviene simbolo di rinascita spirituale: le nozze non sono fine ma inizio di un percorso, in cui il fedele (o la comunità) è trasformato, guarisce, si mette in cammino verso quella unione tra umano, divino, spirito, memoria.
191:sogni51-lume191 COSCIENZA: la luce del sognante gli mostra la strada, coscienza è consapevolezza più l'azione appropriata, per percepire la verità di una cosa, occorre agire su di essa; non basta esser consapevoli o perdersi in regni mistici, serve impegno a dirigere l'immaginazione verso uno scopo; mediante l'integrazione ci apriamo a ciò è rele, oltre ciò che voglimo che sia; il tuo compito è |stabilizzarti nelle aree in cui conosci la vera via. IMG8: Teschio-di-giada (per vedere, cerca l'essenza oltre la superficie delle cose, abituati a dire una cosa profonda ogni giorno). Barca (sta per esser sommersa dall'acqua, metti alla prova nella realtà, i tuoi atteggiamenti e valori). Gnomo (è vivo quando viene aperta la scatola, entra consapevole nel dialogo con le tue parti più intime). Diario (la riflessione dà la conoscenza e l'azione mette alla prova tale conoscenza). Spalare (cose di valore del passato, che conta solo se infonde nuova vita al presente). Lampada (la chiarezza sotto il lampione, consiste nel vederci differenti dalle cose che ci posseggono). Pirobazia (cambia un atteggiamento al giorno se vuoi trasformarti). Libri (la conoscienza viene dal'esperienza, leggi pure molti libri, ma vivi autonomamente). A mangiare e spettegolare tutto sta nel cominciare, tra i cannoni non vale la ragione, ma la fine dell'ira è principio del pentimento| Verbasco (Thapsus), bienne dal fusto solitario e rosetta di foglie lanose, fiorisce giallo a giugno. Usato come torcia e candela, profuma di miele ed entra in liquori e tisane. Decotti e infusi di fiori e radici curano tosse secca, bronchite, tracheite, asma e cistite. Foglie e peli servono per bendaggi di emergenza, stimolano emozioni e possono irritare la gola. Solidago virgaurea, fusto lungo con grappoli gialli, cresce in boschi e dorme in letargo. Riprende vigore dalle foglie basali se il bosco è tagliato, producendo nuovi fiori e steli. Infusi di fiori espellono scorie, favoriscono diuresi e riducono gotta, colesterolo e uricemia. Cura cistiti, uretriti e problemi renali, ostacolando formazione di calcoli. Fiori e foglie hanno effetto blando sedativo ed espettorante. Verbasco e Solidago condividono virtù depurative e protettive per vie respiratorie e urinarie. Foglie, fusti e infusi possono essere impiegati per reumatismi e infiammazioni locali.
Conservazione al buio e essiccazione preservano le proprietà terapeutiche.# VERBASCO thapsus, fior |Tassobarbasso, è come un grosso cero, usato dai romani, come regia candela, in Sicilia è barbaraschio, bienne fusto solitario, rosetta foglie spesse, lana peli bianchi, prolungati a fusto, che porta 1 pannocchia, fior gialli giugno, profumano di miele, usati nei liquori, tisana 4 fiori, filtra in stoffa lino, a eliminare peli, irrita gola digerente. Verbasco 4 specie, bechica emolliente, sulle cicatrici: decotto di radici, in diuresi mal denti, crema emorroidi, fior luglio settembre, essiccati e serbati al buio, cura tosse secca, ascessi e scottature, raucedine prurito, asma colica cistite, polmon tubercolosi, bronchite tracheite; se peli di foglie, bendaggio emergenza, accendere fuoco, stelo torcia insegna, presso amerindi, fumo stimola emozioni, foglie son stoppini, x attizzare forni. |Solidago-VIRGAUREA, è Hsiao pai-lung, lungo fusto ornato, in parti superiori, da grappoli fior gialli, cresce + zone, erba in bosco fitto, in letargo dorme; da foglie basali, se bosco è tagliato, riprende vigore, a produr fusti fiori, Solidago gigante, California e canadese, tutte uguale forza, ferite tosse e rene: cura forme di asma, e sfiamma urinario, verga per vescica, cistiti e uretriti, ostacola formarsi, di calcoli renali, infuso fiori aiuta, uscita di scorie, e reumatismi smuove. Infuso cime fiorite, di Virgaurea hsiaopailung, sono espettoranti, blande sedative, riduce colesterolo, gotta e uricemia, diuresi depurativa, cura asma tosse e rene, sfiammando urinario, |cistiti e uretriti. quid_verbasco-cero_virgaurea.m4a
||VERBASCO è biennale, con radici fittonanti, foglie grandi e spesse, con lanugine peli bianchi, fiori giallo pallidi, in lunghe spighe apicali, regio cero candela, con semi tossici rugosi; ama luoghi assolati, dirupi e anche boschi, fiorisce maggio ottobre, e si semina da maggio. Uso tradizionale, impiega usati fiori e foglie, fior colti in estate, essiccati presto al sole, serbati poi al buio, sono emollienti e detergenti, espettoranti e sfiammanti, cioè anti-catarrali. Le Foglie son raccolte, in agosto-settembre, sol per uso esterno, a sfiammare le mucose, leniscono emorroidi, con cataplasmi fiori secchi, 2-3 volte al giorno, pure ulcere e piaghe, e le pelli irritate, acne e geloni, gonfiori da freddo, alle mani e sui polmoni. Barbarasco vuol dire, pianta pelosa, del segno dei gemelli, reca magica scongiura, contro cattivi presagi, curando vie respiratorie, da malattie raffreddamento, con due tazze tisana al giorno.
333:amore23-lume333 |Gelosia-e-Possessività: sei mio! L'amore è insito in ogni creatura perché è la forza stessa della natura, ma può essere distorto e sbagliato. Tre tipi di amore mal diretto (correlati a tre peccati capitali) possono smarrire o deviare l'anima, e sono simboleggiate da tre fiere (lince, leone, lupa): LEONE è aggressività (superbia), desiderio di primeggiare calpestando gli altri, paranoia di controllo, dominio del potere. LINCE è narcisismo (invidia), paura di perdere onore e desiderio di superare il prossimo, alienazione e nevrosi, shopping compulsivo. LUPA è (ira), desiderio di vendetta per offese subite; furia e odio cieco, distruttività malata, nichilismo. Le quattro virtù cardinali, sono oscurate da egoismo, e perdita spirituale. A redimer resta l'AQUILA, cioè Giustizia Divina, e voce collettiva dei giusti, che rappresenta l'unione, tra anima umana e volontà divina. Tali emozioni latenti, sono venute a galla, lei non ha mai smesso di chiedersi a chi stesse davvero facendo del male, fino a che non è stato troppo tardi. Immagina tutto ciò che volevi controllare, stringi forte i pugni, tienili stretti, ora molla la presa, lascia andare tutto; il vero amore significa lasciare liberi. Dichiara: lascio andare, allento la presa, sono fiduciosa, conosco il mio posto nel mondo. Sviluppa una pratica attiva di consapevolezza, e renditi conto di cosa stai tenendo stretto nella tua vita in modo ingiusto. |Volpe si conosce dalla coda; di minaccia non temere, di promessa non godere| Volpe rossa (Vulpes vulpes) è un animale adattabile, con una coda folta e un muso affilato. Di colore rossiccio, ha il ventre e la coda bianchi. Vive in boschi, cespugli e talvolta in vecchie tane di altri animali. È una cacciatrice solitaria che si nutre di roditori, insetti, uova, bacche e frutta. Può essere un pericolo per il pollame e in alcuni luoghi, come l'Australia, si adatta a prede locali. La volpe è monogama e ulula nel periodo di accoppiamento (gennaio-marzo), con una gestazione di 60 giorni e la nascita dei cuccioli a primavera. La sua vita dura mediamente 12 anni. Il Tasso vive in zone montuose, cacciando ratti e piccoli animali. Si rifugia in tane sotterranee e ha una dieta che include pesci e rane. La Faina, simile alla martora, ha una pelliccia grigia con una macchia bianca sulla gola; è ottima rampicatrice e vive ai margini dei boschi o vicino a coltivi. Si nutre di bacche, frutta, ma in gruppi può diventare pericolosa, facendo stragi nei pollai. La faina è solitaria o vive temporaneamente in gruppo. L'Ermellino è un predatore veloce, mentre la puzzola vive vicino ai laghi, e la donnola si rifugia nei fienili durante l'inverno.# VOLPE rossiccia, Vulpes vulpes vulpo, 狐狸 |alopex greco, e lapsa in Lettonia, gola ventre e coda, han colore bianco, muso lungo fine, orecchie a triangolo: mobili antenne, tra fitti cespugli, tronchi vecchie tane, di Tasso e Conigli, volpi a soffrire, virus rabbia contagia, esche dagli aerei, x vaccino antirabbia; cacciata x pelliccia, coda caldo piumino, volpe bian polare, o Fennec del deserto, pure ambivalente, nel popolar proverbio, scaltra preda topi, o minaccia pollame, anche in Australia, riesce adattare, a prede locali, in furtivo cacciare; volpe rossa preda, roditori e insetti, uova more e fichi, uccelli e lombrichi, rovista nelle city, e caccia solitaria, marca territorio, da cani randagi scappa; marca erba feci-urina, dice rango e scopo, monogama in un posto, harem altri lidi, ulula in amore, e uggiola ai suoi figli, gennaio-marzo accoppia, 60 giorni porta, nasce aprile-maggio, allatta x un mese, poi rigurgita cibi, 12 anni ciclo vita, ricerca bacche rosse, della rosa canina: vvedo ossa con penne, davanti tana Volpe, mentre appar pulita, la tana |TASSO a monte, finiti pesci e rane, Tasso caccia ratti, trasporta sotto mento, uova dei misfatti. |FAINA come Martora, pelliccia tien grigia, con macchia su gola, bianca divisa in due, gran rampicatrice, procede a balzi salti, rifugia in cunicoli, fienil e cavi alberi: vive ai margini di boschi, presso coltivi, riproduce in estate, 260 giorni gestante, piccoli ciechi 30 gg, allatta 8 settiman, conduce vita solitaria, o famil temporanea; ama bacche frutta, ma in fase gregaria, fa tecniche gruppo, su piccoli pollai, diventa sanguinaria, in casi di abbondanza, succhia sangue a prede, strage assicurata: vidi rapido Ermellino, sguscia veloce, una |Puzzola da lago, con Donnola si infratta, Inverno è nel fienile. libro_armi-persuasione_cialdini.m4a
||Dante vede una volpe, che si avventa a fondo carro, digiuna pare da ogni pasto, ma è accusata di gran colpe, ma Beatrice la mia donna, mise quella volpe in fuga, volpi che guastano le vigne, quando sono belle in fiore. |Volpe simbolo di |FRODE, allegoria delle eresie, che tormentano la storia, inganno astuto del raggiro, nella Cornice d'Invidiosi, menzogna usa Guido del Duca, divin Giustizia raggirar, lui duca in Montefeltro, accecato dalla |invidia, come un Vate cieco vede, quel che non si può vedere, io rispondo a sua domanda, sul luogo da cui vengo, nella valle fiume Arno, in cui spazia mezza |Toscana. Volpe animal notturno, diffidente affonda il morso, nelle tenebre del Corpo, nella fame delle notti, aggredendo il carro umano, mutilato nel suo spirito, e che ancor non hanno visto, la |Giustizia di Maria. Beatrice caccia la volpe, dal carro uman tragedie, poi vidi Aguglia tornare, da indi era venuta, la vidi scender giù nell'arca, e lasciarvi alcun sue penne, compatendo il male umano, come cuor che si rammarca, tal voce uscì dal cielo e disse: o navicella come sei mal carca! da quando foste fuori Eden, vi ho contattato direttamente, con la salvezza incarna in Cristo, allora appare il Cristo.