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voce: papa


kolkaganjadr Moreau a Dakka, deQuincey Rumi ganja (55) 55- Maometto passelingua arabindi | foto indionesia | audiolibro | blupunti_mani-piedi-sonno.mp4 |  |  |musica musica_bhang-tumhari.mp4
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estasiruserapimenti mistici di contadini russi Klisti (160) 60- Padre Serafim lingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | musica_adriano-ora-giunta.mp4 | canto_russia_padre-serafino.mp4 | prateria167_dodicianni-miracolo.mp4 |musica santodaime_chamar-juramidam.mp4
danpurgatoCommedia di Vita, labirinto intelligenza (166) 66-|Dante nel Purglingua alchemico | foto agrobuti | audiolibro | iboflorida_yolene-congo-doc.mp4 | ../../video2/cheyssial/3.htm | jung_alchimia-simboli-anima.mov |musica fang04-mbiri-arp.mp3
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avocadoAnanas digestiva, con Avocado e Papaya (305) 59.䷺ lume305 |Dilingua lusitano | foto frutteto | audiolibro | frutti_avocado_tipo-a-b.mp4 | frutti_papaya_andalusia.mp4 | frutti_ananas-pineapple-asia.mp4 |musica 93_yage_Rio_Momon02.mp3
bardanaconsolidaEssiac anticancro Ipecacuana cura febbri (339) 01.I -lume339 BAGAlingua latingreco | foto erbefiori | audiolibro | consolida_osteocura+vincaldo-mix.mov | balsamolio-cina-peru.mp4 |  |musica orishas.mp3
maggioranaerba persica seda, spasmi e vertigini (341) 03.III -lume341 |Ilingua arabindi | foto cibospezie | audiolibro | flora_maggiorana_erbapersa.mp4 |  |  |musica 35_daime_luz.mp3
salviaSalvia calma febbri sudore e catarri (342) 04.IV -lume342 |IMlingua latingreco | foto cibospezie | audiolibro | flora_salvia-betonica.mp4 | salvia+limone_canarino-fiorbuoni.mov | flora_salvia-infusofreddo-antisudore.mp4 |musica ngonde2021.m4a
rosmarinoRosmarino digestivo allevia emicrania (343) 05.V -lume343 |PAPlingua latingreco | foto cibospezie | audiolibro | flora_rosmarino-cure.mp4 | flora_rosmarino_antibiotico_dr-bianchi.mp4 | rosmarino+scorzalimone-moka.mp4 |musica ayami2020.m4a
elicrisoElicriso liquirizia astragalo, cura catarro (346) 08.VIII –lume346lingua cinese | foto cibospezie | audiolibro | elicriso_oleolito_benefici.mov | flora_liquirizia_completo.mp4 | flora_astragalo-longevo_drbianchi.mp3 |musica yo-irineu-mensageiro.mp3
akebiaronAkebia rampicante Aronia e Cocco buoni (348) 10.X -lume348 |ROTlingua lusitano | foto frutteto | audiolibro | frutti_akebia-quinata.mp4 | frutti_aronia-melanocarpa.mp4 |  |musica yo-bxa-currupipiagua.mp3
trifoglioTrifolrosso x vampate, Gramigna intestino (349) 11.XI -lume349 |Lalingua latingreco | foto erbefiori | audiolibro | flora_gramigna.mp4 | flora_saeppola-canadese_usi.mp4 | trifoglio_fiorbenefici-e-acetosella.mov |musica gayatri432.mp4

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55:lume055- Maometto passeggia in riva al mare con sua figlia Fatima e Ibn Arabi Alì, come Dervisci riflessi nel respiro, dal mare al cuore. Ascolta il mormorio del fiume: lascia andare preconcetti e paure; la familiarità col Divino nasce dal rispetto e dalla meraviglia. Respira con consapevolezza, poichè ogni respiro porta sapienza e ordine dentro di te. Purifica il cuore, lascia scorrere il Respiro divino senza ostacoli. Muoviti come nella Sema: danza rotante dei dervisci romani/ottomani, ama e unisciti al ritmo dell’universo. Vivi come canale del divino: ogni pensiero e azione diventa luce. Apri il tuo cuore e la tua mente: la conoscenza di sé e del mondo ti guiderà.| Seba con Pamela, guidati da Taras, viaggiano in India, fino a Capo Comorin, dove i tre mari si incontrano, e legge il Ramayana: Hanuman aiuta Rama a liberare Sita dal demone Ravana, vittoria del bene e devozione. A Kolkata in Sivaratri, Shiva medita e Parvati, mutata in seme ganja, guida Ganesa a fare il bhang, bevanda sacra che calma, ispira visioni e riflessioni. Bhang miscelato a latte, spezie e semi, cura febbre dissenteria, stimola appetito e spirito, aiuta gioia e leggerezza: devoti lo offrono a Shiva-lingam per protezione e fertilità. La canapa in India è sacra, con molteplici nomi e forme, da foglie a resina (charas), raccolte con rituale e rispetto; effetti includono euforia, sollievo da dolore, e facilita devozione. Medici come Moreau osservano benefici terapeutici: nausea spasmi e ansia, depressione e indigestioni; dosata, offre lucidità e gioia interiore. Raseno narra miti, di Maometto e angeli in Miraj, incontri celesti con Noè, e simboli di guida, come altri dervisci e sufi, Al-Khidr e Ibn Arabi, cantano al-fokara, su chakra e coscienza, rivelando segreti, dissolvendo pregiudizi, e aprendo gioia memoria. Il bhang tra festa e devozione, tra cura e estasi, è ponte tra divino e umano.# Seba giunge in sud India, al |Capo-Comorin, per incontrar tre mari, legge poema |Ramayana, in centrale bazar, Hanuman dio-scimmia, vince contro Ravana, demone in palazzo, sontuoso di Lanka, avea rapita Sita, amata da Rama, questo in epopea, appunto Ramayana, riceve aiuto grande, da Hanuman re giganti, che su isola arriva, sconfigge il re cattivo, e libera Sita, che Rama infine sposa. Seba in treno arriva, in Kolkata città, antica Calcutta, cuore di Bengàla, Sivaratri festa, qui viene celebrata, ogni anno 13ma notte, dopo luna piena, nel mese Phalguna: il mito narra Shiva, irato scappa in selva, ritira a meditare, tra ombre fresca ganja, lo calma infiorescenza, lui pesta mortaio, aggiunge in vaso latte, bevenda che ama, la usa ogni volta, che abbisogna di calma: cosi trova visione, giusta delle cose, nasce bhang sua sposa, la Parvati-Gayatri, che muta con grazia, sua forma per amore, a raggiungere suo sposo, aiuta situazione; Parvati quella volta, uscì da Fiume Gange, muta in seme ganja, ordina a Ganesa, seminare i campi, fin presso amato Siva, Ganapati poi prepara, fol femmina sen gambo, bevanda Sivaratri, pesta cantando: lena Shankar lena Babulnath! prendi Shankar sii felice, Bululnath bhang, la canapa lavata, macinata con le spezie, semi papavero e zenzero, cannella garofano, bhang servito freddo, 1 bicchiere a testa, prima dei pasti, effetto arriva e resta, fino ad esser sonno, ganja spinge a cantare, cercare in se piacere, meditare e mangiare. |Ganja detta Banga, è locale bevuta, da ospiti bevuta, nella notte santa, estende pensieri, di amicizia amore dio, festa fertilità, avanti a primavera, devoti offron frutti, fiori e foglie datura, al Lingam dio Shiva, digiunano il giorno, a vigilia della notte, Bhang gira intorno: 30 grammi cime fresche, 4 tazze latte caldo, 2 mandorle cucchiai, sminuzza a cardamomo, chiodi garofano e cumino, zenzero cannella, tostati e tritati, miele e acqua conserva; esce yogurt kefir, foglie cime strizzate, pestate in mortaio, fin ridurle a pasta, poi aggiungi a spezie, latte fermentato, tal bevanda prasad, manifesta il sacro, ci dice |Shaugnessy, medico inglese. |Canapa in India, nasce da datura, e da serpenti cobra, entrambe da Siva, |Mansur nella giungla, filava e si vestiva, 1 giorno trova 1 cobra, femmina che si innamora: ogni giorno massaggia, sue mani e suoi piedi, un dì fece con vigore, Mansur soffre e lamenta, cobra femmina pensò, mio Maisur è stanco, come rincuorarlo? si graffia testa ed ebbe, 2 semi gli offre, pianta questi e attendi, piante cresceranno, raccogli foglie in pipa, 1 tabacco fumando, Mansur prese foglie, x errore con acqua, divenne ubriaco, vede e ode se stesso; ma Shiva seminava, orando mantra Banga, suono di guardia, che taglia ignoranza, allinea desideri, e prepara la bevanda, immagina la Devi, offrir dolci mantra; versa su suo Linga, e incubi van via, fuggono i nemici, assieme a malattia, vedi in sogno foglie, usate come cure, segno di fortuna, Lei cura febbre pure. Banga cura febbre, è metodo indiretto, calma Lei gentile, le cause con diletto, fatica si allontana, pur panico e paura, penetra sua mente, dissenteria gli cura. Bhanga assorbe bile, e stimola appetito, lo spirito di Siva, travasa ego Mansur, aiuta attraversare, fame e povertà, e la Devi del vaiolo, cerca di calmar: dea Shitala Devi, è patrona del vaiolo, scongiura malattia, se bhang offron loro, indù fakiri musulmani, venerano Ganja, colei che allunga vita, e confini scalza, in India Afghanistan, segno di fortuna, in sogni e cerimonie, bhang a notte luna. Canapa ha + nomi, in Ottomania e Tartaria, una cura per orecchio, savia rispettata, polvere di sogno, boccone rimembranza, respir del minareto, guida della strada; in sanscrito Bhang, pianta ed ebbrezza, Vighaia risata, Ananda grande gioia, luce degli occhi, di canapa bhanga, son cime fiorite, di verde che incanta. Ganja mille storie, la figlia degli umani, lei emana sua luce, dal palmo delle mani, quando inizia i semi, essuda una materia, di resina e narcosi, respiro di sostanza, stupisce già così, spezia inglese hashish. |CHARAS del Nepal, resina infiorescenze, morbida appiccicosa, raccolta strofinando, piante vive con mani, in pani accumulando, miglior è afghano, marrone scuro fuori, fasciato con lino, firmato con lo stemma, di famiglia azienda, vendute nei bazar, si conserva 2 anni, poi valore cala, forza mensile scende, circa 5 percento; durante mietitura, si alzan spiritelli, salgono alle gambe, fino su ai cervelli, turbinan le membra, scarican orpelli, estatici hashishiya, vivono caroselli. Indù vestiti o nudi, vanno fra coltivi, di Canape fiorite, ed agitan le piante, ricavano churrus, raschiando lor vestito, la resina è venduta, in Kolkata presidio; se in Nepal sono nudi, culies raccoglitori, in Persia si raccoglie, in canapon teloni, churrus grigio scuro, piacevole odore, caldo ed amarogno, tiene acre sapore. Resina o foglie, varia per persona, età pianta e clima, narcotico effetto, euforia e leggerezza, audio-visivo intento: calma nausea e vomito, spasmi e dolori, ansia e glaucoma, allergie e depressioni, su febbre e infezioni, dolori tumorali, |dottor-Moreau a Dakka, usa curar malati, come tutta India, lui testa su se stesso, scrive gioie vita, piacere solitario, Ganja è metà strada, tra alcol ed oppio, se primo riscalda, secondo fredda corpo, ganja si adatta, a persone e pazienti, dissembla ricompone, la mente originale, estingue nevrosi, in pochi minuti, muta percezioni: fantastici panorami, musiche e suoni, penetrano mente, tempo e ritmo fuori, soggetto sa trovare, se stesso in sogno, lucido o confuso, gioia innato gioco; gioia se alterna, feeling depressivi, paura della morte, o nostalgie sorgenti, aumenta pulsare, pressioni del sangue, tremori e vertigo, automazione muscolare; se pazienti loquaci, asciugano saliva, rossore degli occhi, pallore del volto, livor della bocca, e fegato ingrosso, siedono tranquilli, dopo + schiamazzi, e dopo mezzora, inizian loro fatti, i volti degli amici, fanno cambiamento, parole da lontano, arrivano a contempo, ridono pazienti, chiacchieran felici, altri + arrabbiati, lui versa entro narici, goccia olio oliva, a indebolir effetti, oppure offre yogurt, acqua e frutti freschi. Moreau cura pazienti, pure da un abuso, banga ugual pazzia, specie in giovinetti, che viziano per via, antidoto lui dà, succo limone e aceto, Ganja con misura, fa spirito leggero, un ambiente di conforto, nutre fantasia, Ananda ben emerge, al cuore nelle risa. Tsampa tibetano, acqua e burro sale, tiene orzo hordeum, è yogurt del sadhu, 2 cime sgretolate, + cucchiaio olio, sciolto soffritto, sbatte mescia dopo, effetto 6 ore trovo. Raseno narra mito, |MAOMETTO sotto pianta, sdraia nella Mecca, un angelo lo trova, Gabriele cuore leva, lo lava lo ripone, dandogli Al-Borak, cavallo veloce, x andare al cielo, dal Khan suo Signore; insieme Gabriele, Maometto galoppa, fino al cielo blu, e bussa alla porta, Adamo lo accoglie gli da buone parole, Maometto saluta, al secondo cielo muove; qui incontra Noè, terzo cielo Azzael, angel di Morte, che scrive su libro, nuovo nome di bimbi, e cancella passato, poi sale ulteriore, fino sesto piano: incontra Mosè, che piange causa sua, Maometto ha avuto fama, molti + seguaci, Maometto passa oltre, fino ad 1 casa, vede luce Verde, divin color di fata: entra al Mamour, casa di Gabriele, 3 vasi gli son dati, vino latte e miele, Maometto beve latte, Gabriele conforta, se Islam beve vino, smarrisce tale porta. |DeQuincey lo prova, dopo mal di denti, resta affascinato, per 50 anni mangia, poeta scrittore, 80 anni visse, effetti e fantasmi, di sua vita scrisse: tutto Tu conquisti! il povero e ricco, eloquente rovesci, i giudici corrotti, purghi da brutture, di pensieri morti, a corte dei sogni, aiuti miei trionfi, innocente mi rifondi; ho vissuto mille anni, dentro + tombe, nel fango del Gange, e in camere tonde, ucciso ed uccisore, adorato e adorante, sospinto confuso, in tue braccia grande; oppio riattiva, immagini memoria, Penelope che tesse, intreccia rinnova, ricordi e sensazioni, tra loro mescolare, collega eccitazione, mentale a muscolare; chi compiva abuso, pativa molto freddo, pigro ed indolente, gira senza tetto, lascia ogni scopo, entra in ospizi, o muore city strade. Sherazade amava, presso 1 teatro, mille e una notte, ultimo oppio stadio, narcotica ebbrezza, delirio alternato, gioia con feccia, e calma da 1 affanno. |Al-Khidr guru verde, spirito desto, iniziator di Sufi, privi di maestro, viene improvviso, profumo nei paraggi, Salem Alekum! lo appellano i saggi. |Din-Rumi afghano, e poeta di Damasco, |Ibn-Arabi incontra, e fonda sua scuola, Dervisci vorticanti, suo rito tuttora, libera i chakra, a Konya in Anatolia: erranti dervisci, ostili alla scienza, Aziz e bu-Senna, in Numidia e Algeria, insegue e battezza, elargisce samadhi, con suo tamburello, e kaff nelle mani. |Al-Himsi danzava, gridando alte voci, la Verde procura, un bisogno di dolci, dentro a sua scuola, lo vider studenti, col pene orinava, i versi più ardenti: Io sono mendicante, errante compiuto, Vino è inizio, la Verde il rifugio, solletica ano, svilisce il riccone, converte morale, e lombrico in leone; Lei dice segreti, dissecca pre-giudizi, confonde strategie, mostra tutti i vizi, riflette desideri, di un interior padrone, il cobra risveglia, a calor sensazione: le Mille e una Notte, narrano ambiguo, potere che tiene, genio |Aladino, e |Dante e Maometto, descrivono i piani, color verde appare, al fin del |Miraji. Ibn Arab (al-Andalus 1165, Damasco 1240) richiama il ponte culturale e intellettuale unificato tra mondo cristiano, musulmano ed ebraico del Mediterraneo medievale. Se i filosofi greci fossero bizantini e contemporanei di Andronico I, Dante e i sufi di al-Andalus, avremmo un punto di incontro diretto tra filosofia classica, mistica islamica e letteratura cristiana, in metropoli come Costantinopoli e Toledo, hub culturali universali dell'epoca. Andronico I Comneno regnò a Costantinopoli tra il 1183 e il 1185. Dante visse nel 1265–1321, e cita spesso filosofi e conoscenze classiche nella Divina Commedia. I sufi, come Ibn Arabī, scambiano concetti con i filosofi della corte bizantina e persiana come Avicenna. Sefarad è il nome ebraico derivato da al-Andalus, citato nella Bibbia come esilio degli ebrei, in ebraico significa Spagna e diede identità agli ebrei spagnoli come sefarditi. libro_lucrezio-tupini_analisi.m4a
Haydar fondò la scuola Haidariya per liberarsi dall’ego e unirsi al Divino, nel monastero insegnava a osservare la realtà con mente aperta, senza pensieri ordinari. La foglia sacra, se rispettata e cantata, diventa gazzella che salta nei pensieri e svela segreti. Gazzella e farfalla mostrano difetti e potenzialità, insegnando a riflettere senza giudicare. Chi rispetta la natura e canta con gioia scopre armonia e serenità interiore. Haydar incoraggiava condivisione dei segreti, cura del cuore e contemplazione del mondo. Dopo la morte volle essere sepolto tra i poveri, continuando a nutrire spiritualmente i discepoli: il discepolo, ascoltando il fiume, libera preconcetti e riflette su destino, azioni e umanità, così avanza verso il Sufi verde, simbolo della familiarità col Divino, tramite rispetto e meraviglia. Sophía è sapienza divina che illumina l’uomo, Maat è ordine cosmico che armonizza il mondo. Il Respiro/Spiritus è soffio vitale che porta Sophia e Maat dentro di noi. Lo Spirito Santo cristiano unisce sapienza, ordine e respiro in una forza vivente. Ibn ʿArabī insegna che Dio crea col Respiro del Compassionevole e lo Spirito Sottile attraversa il cuore, che deve diventare trasparente, specchio limpido della luce divina, lasciando scorrere il Respiro o canto continuo. La spiritualità trasparente è vivere come canale del divino, unendo respiro, coscienza e sapienza. Il metodo di Ibn Arabī include purificazione, meditazione sul Respiro e riflessione interiore. La Sema dei dervisci, danza rotante, simboleggia amore e unione col divino, aperta anche alle donne. Le opere al-Futūḥāt al-Makkiyya e Fuṣūṣ al-ḥikam mostrano l'unità dell’essere e armonia tra filosofia e mistica. Tutto il percorso insegna che meraviglia, ascolto, pratica e cuore puro conducono alla conoscenza di sé e del divino. Rispettare la vita, osservare con attenzione e lasciare che il Respiro divino attraversi il cuore sono pratiche chiave per la saggezza.# |HAYDAR-Sheik, riscopre foglia sacra, inizia la sua scuola, Haidariya chiamata, segue scioglimento, da ego più ostinato, unione col Divino, persegue rinnovato: nel suo monastero, Haydar consigliava, mangiar asciutta foglia, che si rivelava, un agile |Gazzella, che in mente saltella, eppur si meraviglia, di cose sulla Terra; Dio la ha lodata, astiene dai commenti, emergono segreti, estraniando le menti, assente il pensiero, da schemi ordinari, allontana tristezza, se canti suoi prati; rimani al tuo posto, elimina tuoi sforzi, insegnante svelerà, i segreti nascosti, incoraggiala cantando, mostrale rispetto, dividila con chi, freme al suo cospetto: chiudi le orecchie, a eterni censori, riempi le mani, senza rimandi ulteriori, se desideri postare, altezzosa gazzella, procur che passeggi, su tal foglia bella; su di Te ora si posa, 1 timida farfalla, batte le sue ali, mostra ogni tua falla, indiana danzatrice, che bene intrattiene, dissecca il seminale, e nel cuore viene. Haydar viveva, tra i |monti-Khorasan, in piccole capanne, assieme i compaesan, esorta molti sadhu, dividere il segreto, curar preoccupazioni, aver cuore sereno: canta sua letizia, danza delle piante, a tutti suoi fratelli, mistico + grande, dopo la sua morte, volle esser sepolto, sotto |Al-fukara, a nutrire sottofondo: mi lavo la faccia, schiarisco la voce, vibro di emozione, canto una sua lode, permetti che realtà, io veda delle cose, così che liber sia, da molte vane spose; passo mio tempo, al mormorio di acqua, con i buoni amici, di esperienza adatta, a quel punto inizierò, riflettere su cose, comprendere opinioni, e intenzion riposte, su essere che parla, cose che son dette, Fato e suoi accidenti, cause e cose fatte, vedere con il cuore, con occhio suo scrutar, la propria idea di umano, a gradi separar; svesto preconcetti, sulla mia identità, io scorro col torrente, Fiume a mormorar, cosi natur divina, io riesca avvicinar, fin che il |Sufi-verde, mi appare familiar. Sophía (sapienza divina femminile) è coscienza divina sapiente che illumina l’uomo; nei primi secoli, Sophia viene identificata col Cristo (Logos di Giovanni: In principio era il Verbo), Sapienza divina incarnata in Gesù. Maat egizia è coscienza divina ordinatrice che armonizza il cosmo, diviene ordine (Kosmos) matematico da apprendere, verità (Aletheia), giustizia cosmica (Dikaiosýnē), e Xristos (Via, Verità e Vita rivelata in Cristo, preso a fondamento di giustizia e salvezza). Respiro/Spirito (Pneûma in greco e Spiritus in latino) è soffio vitale, respiro, spirito, Spiritus Sanctus, dove il respiro divino diventa Persona della Trinità: non solo soffio, ma coscienza viva e agente: è il veicolo attraverso cui Sophia e Maat entrano nell’uomo: quando respiri in modo sacro (consapevole, armonico), nutri la tua anima di coscienza cosmica, ogni atto respiratorio è un atto di filosofia e religione incarnata. Nell’Antico Testamento Dio soffia l’alito di vita in Adamo (ruach in ebraico, che significa soffio/spirito), mentre nel Vangelo di Giovanni, Gesù soffia sugli apostoli e dice: Ricevete lo Spirito Santo, eco delle tradizioni greche ed egizie. Respiro è di nuovo Spirito Santo, che scende sugli Apostoli (Pentecoste): Dio soffia dentro la comunità credente. Lo Spirito Santo nel cristianesimo unisce tutti questi archetipi in un’unica forza vivente: la funzione vitale del pneuma, la funzione ordinatrice di Maat e la sapienza di Sophia. In pratica, lo Spirito è respiro vitale, coscienza e sapienza divine, tutte fuse in una presenza vivente. Sophía (Sapienza divina), Maat (cosmos) e Pneûma/Spiritus (Respiro vitale) confluiscono nello Spiritus Sanctus del cristianesimo di sant'Agostino. Il concetto di respiro/sapienza cosmica, o soffio vitale universale, si ritrova in tutte le tradizioni, dal Prāṇa dell'India al Qi della Cina. Ibn ʿArabī (1165–1240): Muḥyī al-Dīn Ibn ʿArabī (tradotto in Muḥyī al-Dīn, Colui che dà vita alla religione, vivificatore della fede. Abū al-ʿAbbās, Padre di ʿAbbās, titolo onorifico. Aḥmad ibn ʿAlī ibn Muḥammad ibn ʿArabī, Ahmad figlio di ʿAlī, figlio di Muhammad, figlio della famiglia/tribù degli ʿArabī, nato a Murcia (Spagna meridionale detta Al-Andalus ٱلْأَنْدَلُس la regione degli Andalusi), cresciuto a Siviglia, viaggiò in tutto il Mediterraneo (Maghreb, Mecca, Anatolia, Damasco), fu un punto nodale del pensiero filosofico mistico universale, dove Oriente e Occidente, Islam e Cristianesimo, filosofia e poesia si incontrano. Opere principali: al-Futūḥāt al-Makkiyya (Le rivelazioni della Mecca), enciclopedia mistica. Fuṣūṣ al-ḥikam (perle della saggezza), sintesi del suo pensiero spirituale con la dottrina centrale dell'unità dell’essere (waḥdat al-wujūd). Tutto l’universo è manifestazione del divino, il quale si riflette in ogni creatura come in uno specchio. Spiritualità trasparente èil cuore umano purificato che diventa specchio limpido della luce divina, senza. Ibn ʿArabī conosceva bene le opere di Avicenna, soprattutto quelle di metafisica e ontologia (concetti su essenza e esistenza, emanazione e realtà dell’essere), che Ibn ʿArabī trasforma in linguaggio mistico, con una forte enfasi sulla conoscenza diretta di Dio (ma‘rifa). Le Illuminazioni della Mecca (Al-Futūḥāt al-Makkiyya) è un opera enciclopedica che contiene insegnamenti su cosmologia, teologia, esegesi del Corano, pratiche sufi, visioni mistiche, e i cui temi chiave sono l'unità dell’essere (wahdat al-wujūd), realtà come manifestazione di Dio, viaggio spirituale dell’anima. I Noccioli della Saggezza (Fuṣūṣ al-Ḥikam) è un testo più sintetico e filosofico, che analizza i saggi precedenti in noccioli essenziali di saggezza divina, espressa attraverso figure profetiche o santi, con l'obiettivo di mostrare la conoscenza universale e l’armonia tra filosofia e mistica. Ibn ʿArabī, ponte tra filosofia greca, islamica e intuizione dantesca, scrive: nel sufismo, Dio crea il mondo con il Nafas al-Raḥmān, cioè il Respiro del Compassionevole. Questo respiro è lo pneûma greco e lo spiritus latino: atto con cui Dio emana l’universo. Tutto ciò che esiste è segno (āya) del Respiro di Dio. Ibn ʿArabī parla poi di al-rūḥ al-laṭīf, cioè lo Spirito Sottile/Trasparente (Latium significa nascondere): non è un corpo denso, né un concetto astratto: è coscienza pura, senza opacità. La chiama trasparente perché, come il vetro limpido, lascia passare la luce divina senza trattenerla. L’uomo, purificandosi, diventa come questo spirito trasparente: un canale diretto della coscienza divina. Dunque respirare non è solo atto biologico, ma un modo di fare spazio al respiro cosmico, lasciando che lo Spirito passi attraverso di noi senza ostacoli; per Ibn Arabī il cuore (qalb) è il luogo dove il Respiro divino si riflette, ma il cuore deve diventare trasparente: non deformare, non trattenere, non oscurare. Allora lo spirito umano si fonde con lo Spirito divino, cioè l’anima individuale diventa specchio limpido del Tutto. Ibn 'Arabī insegna che la spiritualità trasparente è vivere in uno stato in cui il respiro che ci attraversa non è più nostro, ma diventa il respiro stesso di Dio, che si fa chiaro e luminoso nel cuore. Ebbe Influenza su vari autori del tempo, da Dante Alighieri (molti parallelismi tra la Divina Commedia e i viaggi mistici descritti da Ibn ʿArabī, come l’ascensione celeste alle sfere del Paradiso) a Rūmī (detto Mevlana, cioè Jalaluddin Rumi nell'impero Romano bizantino del 1207–1273): filosofo e poeta persiano, fondatore dei Dervisci rotanti (Ibn ʿArabī lo ispira nella visione dell’amore universale come movimento circolare, detto 'Sema', che unisce al divino; la pratica della Sema, o danza meditativa rotante dei dervisci, ammette anche le donne, che seguono gli stessi movimenti e rituali dei loro colleghi uomini, anche se a volte in contesti specifici per donne), fino alle scuole mistiche del Kashmir (Ibn 'Arabī influenzò il sufismo che si diffuse in India e Himalaya, contaminandosi con lo shivaismo del Kashmir e con il bhakti yoga, e partorendo figure sincretiche come Bab’Aziz, figura chiave di leggende e narrazioni sufi, e i maestri del deserto, monaci anacoreti, stiloti, ecc, fino alla figura di santi moderni come Sai Baba di Shirdi, il cui misticismo universale richiama la visione di Ibn ʿArabī.

62:lume062- |Taras il Gitano, viandante curandero. nomade portatore, del conforto di |al-Kidra, lungo le rotte delle piante, gitane, persiane e indiane. Nei racconti tradizionali, oppio è legato a sogno e morte dolce, canto notturno di un pastore errante dell'Asia. Taras, come Dante, i re magi, e gli speziali sulla Via della Seta, porta ambivalenza, espansione mistica e riso (cannabis) e sogno profondo e oblio (oppio), due forze che rappresentano il doppio volto della visione estatica: una ti sveglia all'interno, l'altra ti fa dormire nel profondo per dimenticare i dolori. Fumo che si trasforma in storie. Papavero che diventa un occhio chiuso poi una stella verde che ride. Appare una figura femminile, danza con lui in cerchio, ma svanisce nel fumo. 5) Taras racconta ai bambini del campo una storia muta, fatta solo di gesti, sguardi, musica. Taras insegna che alcuni |viaggi sono fatti per sognare, altri per dimenticare, ma la memoria vera si custodisce nel canto. Non metter |bocca dove non ti tocca| La galanga (Alpinia officinarum), pianta perenne simile allo zenzero, contiene cineolo, cardinene e galangina con effetti antiossidanti, antispasmodici e antinfiammatori. Originaria della Malesia, appartiene alla famiglia dello zenzero ed è usata in cucina come spezia, sostituto di pepe e curry. Ildegarda la consigliava secca per il cuore, sciolta sotto lingua o in vino caldo come rimedio contro dolori. La radice, fresca o in polvere, è utile contro dolori muscolari, debolezza cardiaca, vertigini, angina pectoris, affaticamento, problemi digestivi, crampi mestruali, febbre e infezioni. In farmacia si trova come polvere, tintura o compresse da usare in emergenza. Il medico Hertzka la prescriveva per rinforzare il cuore e prevenire infarto. Nella Papua Nuova Guinea si usa un’altra varietà (Kaempferia galanga), oneirogena, utile anche per guarire ferite e bruciature. Alcuni clan papuani usano la Homalomena agara bollita come bevanda narcotica per indurre sonno e sogni. In Sudafrica la Kanna (Mesembryanthemum tortuosum), pianta desertica, veniva masticata dagli Ottentotti per aumentare forza e concentrazione nella caccia.# GALANGA perenne, |Alpina officinarum, cresce 1 metro di altezza, foglie lunghe 30 cm, strette e in due file, produce fiori bianchi, ha radice come zenzero, cineolo e cardinene, galangina enzima antiossidante, effetto antispasmo, sfiammatorio e antimateria. Galanga di |Malesia, di Zenzero famiglia, trova posto in cucina, sostituto a pepe e curry, condimento a insalata, olio aceto sale. Ildegarda la usa secca, come medicin cinese, per il cuore sotto lingua, sciogli lentamente, o in Vino antidolore, 1 cucchiaino radice, tritata in quarto vino, cuoce 10 minuti, bevi calda a piccin sorsi. Radici sette anni, tagliate a pezzi 10 cm, radice calda in sé, bevi spesso in vino caldo, chi ha dolori a schiena o fianchi, a causa succhi nocivi, il dolor scomparirà; chi ha dolor debole cuore, la mangi sufficiente, e meglio si sentirà; in Polvere o Tintura, Compresse in farmacia, da portare con sè, per emergenza o necessità, prendere 1-2 compresse. 1 punta di coltello, di polvere galanga, in bocca sotto lingua, o a bimbi succo di lampone, Hertzka dottore, decenni di esperienza, galanga rafforza il cuore, aiuta rapida e sicura, contro vertigini e dolore, insufficienza cuore e stomaco, Angina pectoris, infarto prevenzione, esaurimento affaticamento, problemi circolatori, problemi stomaco e intestini, pienezza nausea flatulenza, crampi mestruali, febbre e infezioni influenzali, rinforza sistema immunitario. |PAPUA usano altra pianta, Galanga Kaempferia, con zenzero Maraba, ne mangiano rizoma, oneirogeno effetto, condimento e medicina, accelera guarigione, bruciature e ferite. |AGARA pianta, è aracea Homalomena, famiglia di Magnolia, con foglie Ereriba, nativi clan di Papua, fanno una bevanda, bollendo fol-corteccia, per narcotici effetti, sfruttati la sera, a intossicar cadere, in sonno e sogni avere. |KANNA mesembranthemo, expansum tortuosum, in deserto Kalahari, ha mana di ottomani, Ottentotti radici, masticavan bolo in bocca, acuivano occhi, per cacciare ed esser forti. med_ildegarda03.m4a
Audio med_ildegarda03.m4a esplora dieta, pratiche purificanti e rimedi naturali per il benessere fisico e spirituale. Vengono illustrati il salasso per la viscosità sanguigna, l'uso di finocchio, rosa, violetta e vite per la vista, e il diaspro, l'incenso bianco e l'origano per l'udito, insieme a suggerimenti per influenza e tosse. Sottolineando l'importanza della fede e il cuore come centro di pensieri e salute, viene evidenziato come le emozioni negative e una dieta scorretta possano causare malattie, mentre la galanga, il prezzemolo e il diaspro sono proposti come potenti rimedi cardiaci.

70:lume070 |ROSOLACCIO e Papagno han molti semi buoni, adatti a pani e dolci, ricchi di nutrienti, come la Nigella Damascena, pianta loro cugina. Le fiabe della donna-fiore, tipiche del Liaozhai cinese, narrano di anime e spiriti che amano in modo autentico, sono intime e sentimentali, notturne e malinconiche, e il loro pathos soprannaturale, esalta l'eros desiderio. Da febbraio cogli rosette basali del Papavero rosso, croccanti in insalate, crude senza esagerare, o in acqua sbollentate, o in agro ripassate, ripieno di ravioli, o mix delle minestra. Recidi stelo a giugno, e un lattice reca, che sbianca macchie rosse, di pelle mani e viso, suoi petali e foglie sedano bronchite, e blande scottature, mentre lo sciroppo dei fiori, calma tosse nervosa: 50 grammi di fiori, metti a macerare, mezzora mezzo litro, filtra e spremi i fiori, fai impacchi al viso, mattina e sera, e conserva nel frigo. Infuso di |Papagna, come infuso Rosolaccio, capsule bollite e filtrate, calmano la tosse. Papagno laudano, è il selvatico papavero, che eccita o deprime, induce |sonno dolce, calma tosse e dolore, e rilassa il cervello, oppure scuote tutti nervi, mentre su |Atropa belladonna, ha effetti |antagonisti. dicono gli indiani del Rajastan: umul kia?| Il papavero rosolaccio, dai petali scarlatti, cresce lungo i campi e accompagna da secoli la vita degli uomini. Pianta annuale, lattiginosa, sboccia tra aprile e maggio dove la terra è smossa. Dal papavero sonnifero, o Papagno, si ricava l'oppio: lattice raccolto in gocce, poi seccato in pani scuri. Farmaco e veleno, fu usato da Paracelso nel laudanum, rimedio antidolore. Piccole dosi calmano la tosse, la diarrea, inducono sonno e pace muscolare. Ma dosi alte stordiscono, deprimono il respiro, portano dipendenza e crisi di astinenza. Nella tradizione popolare, qualche goccia di papagna nel latte faceva dormire i bambini inquieti, permettendo alle madri di lavorare. Mantegazza e i medici moderni hanno studiato morfina, codeina e derivati: potenti analgesici, ma anche causa di euforia o delirio. La storia lega l’oppio alle guerre: commerci, divieti, traffici tra imperi e popoli, dalle Indie alla Cina. Eppure resta anche pianta sacra: gli Egizi lo usavano per consolare, i bizantini nella teriaca contro molti mali, i Rajput in India lo bevevano come gioia rituale. In molte leggende è fiore che nasce dal corpo dell'amore, simbolo di sogno, riposo e oblio. Il papavero è così: fragile nel campo, ma capace di donare calma o rovina, a seconda della mano che lo raccoglie.# PAPAVERO Rosolaccio, petali scarlatti, rhoes rusalena, papata rossa paparina, papagno pie di papero, il celtico Pappa, lattice mescolato, a pappa bimbi nanna: erbacea annuale, pelosa lattiginosa, radice bian fittone, fiori april-maggio, cresce su incolti, e su campi cereali, sopra terra smossa, segue lavori umani. Papaver sonnifero, detto |OPPIO-Papagno, col nome di Laudano, lo usava Paracelso, mette oppio thebaicum, in pillole nere, come antidolore, assai in voga divenne. Papavero oppio, è pianta annuale, cresce in molti suoli, lavorati pare, in tutta Italia, da maggio fin estate, Papaveri + alti, son colti a seccare, a riparo umidità. Opium palline, fumigazioni antitosse, ingerite masticate, mesciate a bevande, cura la diarrea, induce sua trance, farmako e veleno, rilassa il muscolare. Papagna sgradevole, con miele a bambini, diluita con latte, 2 gocce succhiotto, zucchero in pezzuola, fa dormire i bimbi, appapagnarsi dico, sazi e sonnolenti, qualche goccia in +, a bimbi + lesti: poche gocce papagna, calman 10 figli, così la mamma può, lavorar continua, nel giorno di bucato, piccoli nel cesto, dormono beati, 1 succhiotto hanno preso. Oppiacei ed oppioidi, Oms cita criteri, papaveri endorfine, alleviano dolori, oppiacei derivati, inducon euforia, impulsi nervosi, modifican biochimica. Mantegazza scrive, se in dosi elevate, stupore depressione, del respiratorio, insensibili al dolore, morfina in medicina, potente analgesico, ferma anche la tosse, inibisce cervello, rimane la CO2, overdose sonno interno: restringe pupilla, capocchia di spillo, si abbassa pressione, e corpo calore, la morte si rischia, paralisi respiro, eroina è morfina, un acetico chimico, provoca dipendenza, svanito effetto, si ha crisi astinenza, tempo irrequieto, insonnia e tremori, dolori addominali, vomito diarrea, inappetenze dimagranti; sintomo si attenua, molto lentamente, scompare in 1 mese: narceina e morfina, con codeina inducon sonno, tebaina e narcotina, han convulso ritorno, impressioni emozioni, rapide al cervello, centri motori e di idee, in modo intermittente, narcotizzano nervi, oppure li eccitan, anestesia e sonnolenza, o delirio assegna. Laudano Paracelso, usato e coltivato, da caste sacerdoti, fiore della gioia, a slavi assiri russi, ottomani mamelucchi, coltivano a Cipro, esportan spezia in giro, presso le corti, con arabi e olandesi, a Cina si avvinghia, farmacista inglese, Friedrich Sertuerner, morfina sola vuole, da oppio indiano in Cina: Compagnia indie, complotta imperatore, che con editto vieta, eccesso di oppio, ma perde terre guerre; cronica diarrea, pus dolori addominali, morfina azion dipende, singolo individuo, chi sente ipnosi, chi prostra in delirio, 1 sonno che calma, il dolor + sentito. Egizia medicina, usa oppio a consolare, sofferenza umana, a dosi piccoline, aiuta digestione, mentre in eccesso, reca febbre calore. Oppio eccitante, su gente assai nervosa, rallenta digestione, cioè assimilazione, oppiofago è scosso, respiro irregolare, disturbi e voluttà, x anni può provare. Teriaca ricetta, oppio con farmaci, impastati con miele, rimedio a + mali, riveduta da Andromaco, |Teriaca-bizantina, x cefalee epilessia, febbre sordità, problemi della vista. Rajput India, dicono |Umul.kya? hai preso tuo oppio? fuma e prendi gioia, emergono da sonno, sudano a sauna. Thailandia museo Oppio, di miti e leggende, esibisce calendari, di etnie montane, comparazion agrari: la pianta tabacco, nasce da seno donna, mentre poppy fiore, nasce da vagina amore, due settimane dopo, di petali caduta, contadin locale, pratica incisioni, orizzontali superficie, capsule verdi, lattice esce, gocce bianche fuori, ossidan lattice, raschiato dopo 2 ore, a farne pani opium, colore marrone, amaro odor pungente, leggero ammoniaca, sciolto acqua verde; 500 mila fiori, fan 10 kili opium pane, in arabo ufiyun, ufeem in indostani, yeeb per i Hmong, o-fu-jung in Cina, oppio e acqua calda, antica medicina. papaveri_rilassante_bianchi.m4a
lume070-Uno studioso malato si trasferì in campagna; nel giardino crescevano peonie e un |Papavero gigante. Ogni notte dal fiore emergeva una donna dai lunghi capelli neri che curava il giovane, preparava medicine e cantava, apriva le finestre alla luce della luna; col passare del tempo l'uomo guarì, ma il fiore iniziò appassire. La donna confessò: Io sono lo spirito del fiore, ho usato la mia vita per salvare la tua. Lo studioso piantò allora migliaia di papaveri rose e peonie attorno alla casa. La primavera seguente il giardino rifiorì, e tra i petali apparve di nuovo la donna-fiore: natura animata, eros e guarigione del sacrificio amoroso. Ovidio e Liaozhai mettono in scena metamorfosi del corpo: natura animata, eros che rompe l'ordine sociale, forza che permea il confine instabile tra umano e non umano, amore tra mortali e creature superiori, sonno e respiro dei giusti dopo la battaglia. La carta ti invita a fermarti: c'è un momento per riposare, lasciar andare il dolore, distendere i pensieri, ma ricorda: il dono che calma può anche schiacciare: non abusare del silenzio che diventa buio, accogli la pace che il papavero porta, ma sappi distinguere il ristoro dalla fuga, il sonno e la fine del viaggio. È il momento di fermarsi e attendere i cambio di vento per poter riprendere la strada, godete di questo attimo di pace e riflessione, la tregua è ristoro, nessuna lotta e malanimo; e sentite in lontananza il profumo del mattino, che arriverà quando la notte si dissolve.

75:lume075- Martin Wirarika, sciamano huichol cantore, di nonno fuoco e madre acqua, come San Francesco, dipinge e tesse fili tra cielo e terra in ogni tepee della NAC in cui è invitato a diriger cerimonia. Cammina la via del peyotl dei cinque colori sacri, le sue piante padroneggiate: il piccolo cactus messaggero, eucarestia della NAC, funghi carne degli Dei, da Maria Sabina offerti, poi la Salvia del veggente, offerta a Emilia per sognare, altri modi a conciliare, infine Martin pure spiega, le ambivalenti forze Toloache, Datura inoxia o solanacee, visionarie pericolosa, da lui usate con cautela. Come oracolo ci insegna, a sussurrar nomi preziosi, a guidar sogni e memorie, come fanno i Wirarika: |Tatewari e |Kauyumari, Hikurì e deserto Wirikuta, dove padre è il silenzio, e la madre è la visione, e dal colle di Leunar, vedi il sole che sorge, come Rosa dell'Est, fior di Dante era Beatrice, che il tuo nome già conosce, e dona al Tocco del Silenzio, la verticale del tuo sogno, che pone forza nel tuo rito, come atto estetico o preghiera, e atto etico che avvera. |Sant'Andrea 30 novembre, o neve o bufera, mentre a veste logorata, poca fede vien prestata.| Il popolo Wirarika, discendente dei Maya e degli antichi nomadi, compie ogni anno un lungo pellegrinaggio da Jalisco e Nayarit al deserto sacro di Wirikuta, per cacciare il Daino Azzurro e raccogliere il peyotl (Hikurì), pianta divina che unisce cielo e terra. La guida spirituale, il marakamè, conduce i pellegrini attraverso prove di digiuno, canto e visione, per ristabilire equilibrio con gli dèi e il cosmo. Durante i riti, il fuoco, il mais, il daino e la rosa rappresentano i quattro elementi della creazione e le forze vitali della natura. I canti e le danze evocano Tamatz Kallaumari, dio-daino del vento, e Tatevari, il Nonno Fuoco. Mangiare il peyote significa partecipare alla morte e rinascita del daino, simbolo del sacrificio divino che mantiene il mondo. Al ritorno da Virikota, il fuoco sacro viene ringraziato e spento: i pellegrini portano fiori, canti e visioni per guarire la comunità. Il mito di Watakame e Mais-Azzurro narra l'origine dell'agricoltura e della Milpa, dove mais, fagioli e zucca convivono come fratelli. I riti ripetono il ciclo di morte e rinascita della natura, rinnovando legami familiari e sociali. Le donne custodiscono il fuoco domestico, gli uomini i campi: la Milpa diventa tempio vivente della reciprocità tra uomo e Terra. Le feste del raccolto e dell'Hikurì chiudono il ciclo con canti, offerte e danze di pioggia: ogni essere torna al suo posto nel grande sogno della creazione.# Popolo Wirarika, gente pellegrina, parton da montagne, Jalisco e Nayarit, giunti a Real Catorce, a |Luis-de-Potosì, in deserto |Nirikuta, cacciano Hikurì. Fan collane cacti, sbucciati pur a fette, pelle radici corna, Daino appar divino, muta in imprevisto, tutti ampliati sensi, mondi fuori tempi, sama va in abissi, uniti cuori e intenti, sopporta ogni prova, insegna gestir rischio, pazzia divien sapieza, in immenso rito. Tamaz grazia alcuni, con canzoni parlanti, narra storie e fatti, origine di rose, terza notte ebbrezza, canti del coyote, ubriaco muta sesso, seduce inter creato, dentro me gran gioia, dovete tollerarmi, grida lanci e dico, suonar violino forte. I fedeli veterani, senton cantar Tamaz, bei fiori a Viricota, diventano muvieri, muvier di Tatevarì, canzoni dei sentieri, maracame propizia, i fior del Caliuey, giunti sani e forti, vantaggio x compagni, che rimasti a casa, potran vedere i fiori. Momento di tornare, invertiamo direzioni, si gira Nonno Fuoco, assieme teste tronchi, verso di ponente, Nonno sia con noi, ci guida ci protegge, ultima notte a Viricota, con violini ed arpe, mangiate quan potete, a mattino caricate, canestri con bisacce, ringraziamo daini, rinnoviam promesse, nuovanno ritornar, se possiamo far. Al falò del venerdi, bruciano cappello, di guida maracame, van obblighi togliendo, brucia loro ruoli, fuoco assegna e toglie, cancella personaggi, assegnati da peyote. Tamaz parla a mezzo, del suo maracamè, guarda le scintille, sprizzan dai muvieri, son fiori Tatevari, narran storie sacre, serbatele nel cuore, a fin di ricordarle: quel che avete udito, visto a Viricota, mi vedi oh marakame? gli chiede Tatevarì, Ti vedo e ti capisco, in ogni tua parola, il segreto qui sentito, accade a Viricota. Kallumari avvisa, abbiam parlato tutti, se manchi di rispetto, Dei sapran punirvi, torno alla dimora, congedo in 5 fischi, Tamaz quinto fischio, ecco luce alba, sveglia pellegrini, immersi a luce santa, aspettano concreto, aiuto ai lor bisogni, salute amor lavoro, raccolto e buoni sogni: chi resta metà strada, percorso marakame, difetta nell'audacia, fiducia poco appare, esperienza con nierika, vien da desiderio, sentire la creazione, mutar in fiore vero. Fiori di ghirlande, cingono il Leunar, diventan daini azzurri, nubi da scrosciar, Martin coi fedeli, a chiudere suo viaggio, fa festa Mais tostato, verso metà maggio, zucca e pannocchia, avviano loro anno. In milpas e chacras, festa di pannocchie, zucche in abbondanza, Martin alla festa, narra fiabe ai bimbi, condotti da cantori, al cortile del ririki, davanti altar pannocchie: zucche e candele, fiori e collane, carne daino e Rose, donne in prima fila, con figli in attesa, tamburo ornato a fiori, suona il marakame, e canta il ballo-viaggio, al Cerro di Leunar; su sedia spalliera, gallette a simular, bastoni muvieri, offre doni a Dei, prende volo e canta, davanti ai bambini, li porta a salutar, madre Tatei Matinieri: proteggili da mali, crescan forti e fieri, in futur visiteranno, tua casa fiorita, Tatei li saluta, li abbraccia uno a uno, poi riprende viaggio, candele a Viricota. Ai colloqui rituali, prima di partenza, maracame chiede, volete fare il viaggio? fino a Viricota, a mezzo nonno Fuoco, ricevere più vita, conoscere di nuovo; chiede se son pronto, sistemo mio coamil, dovete fare bagno, vi assegno nome-ruolo, dite a vostre donne, sciogliere ogni nodo, ogni sera avanti, curare nonno fuoco. Anziano capo-corda, annoda mio percorso, pellegrinaggio 1 mese, la rosa x consorti, ciascuno ne porti, a ritorno al paese; allegria veterani, e piangenti novizi, maracame invita tutti, suonar gioiose arie, su strade a Viricota, andiamo nel suo campo, dove daino nasce, sera attorno a Fuoco, Tewari saggio avo, tutto conosce aiuta, niente noi sappiam, lui manda segni vari, grazie maracame, di averci trasportato, ho conosciuto Tamaz, coltivo sua memoria, fino al ritorno, confesso colpe e vado. Real de Catorce, concession minerarie, don Tonio Carillo, sindaco e marakame, chiede aiuto a tutti, per scempio fermare, ha bastoni comando, scettri piume uccelli, che aprono incanto: qui abita |Tamatz-Kallaumari, bisnonno Coda Daino, deserto Potosì, dove cresce jiculì, qui Dei-antenati, fan gesta creazione, al tempo del sogno, rito svela lezione; invita pellegrini, sul colle bruciato, per riti curativi, e adempiute promesse, Madre bada ai bimbi, donaci pioggia, poi ci salutiamo, torniamo 1 altra volta. Preti maracame, interpretan Pa Sole, lo vedon seduto, su astuccio dei muvieri, 1 dialogo cantato, fa viva cerimonia, cacti daino e mais, triade rinnova: coglitor cacciatori, |Masha daini forze, Tamatz Kallaumari, vide bella storia, e pellegrini invita, cacciare cervo-azzurro, con sue canzoni-mappa, Huichol vuol copione, in ordine sequenza, va ribattezzare: daino chiama cacti, mais fanciulla riso, fuoco muta in nube, pioggia cade fina, campi fecondati, da etere correnti: Resisti e cammina, pensa a mangiar vita, chi viaggia x vedere, chi diventa saman, Tewari insegna tutto, digiuno e fatica, mantieni occhi su lui, accanto tiene vita; fratelli con bisacce, seguite passi miei, presto arriveremo, allegri a Viricota, Tatei a sponda stagno, madre regina mia, soffrendo fame sete, ti visitiam x prima; porto miei fratelli, saluti con candele, acqua sulle teste, ai neofiti matewame, guardate a Viricota, ora abbiam la vista, suonate corni e arpe, dite addio a Tatè, andiamo a Leunar; sotto abero pittura, disegni daini e soli, su volto dipingete, x Viricota incontro, arco e frecce avete. |Daino cinese lù 鹿, deer Tamatz o Tabazi, Kallaumari primo, vive a Viricota, con nonno Fuoco e Vento, rinasce come mais, Signore di animali, Pan Siva Pasupati, Mazatl daino azteco, giunto dai toltechi, Serpente piumato, fuoco e siccità, Izpapalot Farfalla, cactus va mangiar: tutto si compie, da sera a mattina, caccia rituale, rende tutti sazi, dea della terra, nutre cuore daini, viaggio del peyote, ridesta nel coamil, di ogni fedele, Daino fuoco e sole, stella che viene. Marakame e nonno Fuoco, Uomo delle Frecce, guida fila pellegini, segna passo e tiene, tabacco e cerini, assegna ruoli temporani, a persone e cose, con rito soprannomi. Matewame neofiti, seguon strada, al mitico Mautiwaki, apprendista marakame, malconcio uomo-lupo, punito a calci corna, da Kallumari, e confessioni sprona: offensor e offeso, via oltraggi ricevuti, nel magico spazio, saman cura tutti, a mezzo di muvieri, coyote Samuravi canta: daino che vieni, su cima di Leunar, montagna bruciata, teatro cosmo fatto, il vento freddo in cima, agita i muvieri, cura stanchezza, peccati mali e lutto, le offerte nel cratere, attiran luci sfere, Viricota luce, pronta a cerimonia, sciamano su stuoia, pone oggetti culto, piume daino e frecce, ciotole acqua flusso; notti nel deserto, clima di gelata, peyoteros son mutati, in rose ghirlande, mentre nonno Fuoco, inizia narrare: dove ansima Tamaz, vai braccar a destra, tu da sinistra, riprendon marcia fissa, maracame scaglia frecce, imitan novizi, guardate bene il posto, Tamaz ho trafitti; maracam disegna a terra, forma del daino, segui zampe direzione, troverai fiori, assieme pannocchie, cogli e offri doni. Trafitto daino a terra, accendi candele, canta maracame: Wawatzari siam venuti, a conoscere tuo campo, bene ti vogliamo, abbiam portato offerte, scambio facciamo. Martin taglia cacti, fette pone in bocca, dice ai pellegrini, allunga vita corta, tutti mangian corpo, Signor perdona colpe, mangiamo la tua carne, vediam comune sorte. Daino vi perdona, tutti alzan felici, su cima di Leunar, lui lascia indizi, a seguire pista, da alto poi li burla; piange maracame, risponde tu hai virtù! rinasci e torni in vita, sempre torni su, Martin compie e disfa, con aiuto Tamaz, mezzanotte brezza, tutti accanto fuoco, Tamaz ci ha trovato, venuto come vento, dice il maracame, lasciate lui offerta; quan compare sole, girate nel deserto, cala poi la sera, cogliendo a Viricota, tornano al fuoco, carichi e ubriachi, Martin li rivista, gli assenti fa cercar, assorti tra le rocce, li trova contemplar. Fedeli a occhi chiusi, masticano piano, si ungono la pancia, saliva impregnata, del cacti sugo, cerimonia chiude alba, disperdono in cerca, di stelle vegetali, fatica ceste a spalla, vagano in deserto, con occhi cacciatore, o coglitori funghi, cercan Kallumari, fra rocce e cespugli, difficile trovarlo, li aiuta cuor tabacco. Cacti in siccità, contrae radice spasmo, vive suo letargo, fin piogge turgore, a notte canterà, ogni Daino Azzurro, le canzon di cura, in estasi insegnando, i monti parleranno, i fiori fioriranno, inizian ronde magi, attorno cime colli, riempion pellegrini, ceste spine e graffi, a sera sono cervi, e pensano alla prova, che attende loro notte, fuoco loro sprona: cercan + salute, di bimbi e raccolti, rivelazion future, e scelte nomi nuovi, per cariche mestieri, cantori o guaritori, leader o ingegneri. Huichole uomo pensa, alimentare il sole, spirito di festa, è scandalo amore, homo ludens gioca, a recuperar tempo sogno, slancio entusiasmo, scherzi e confessione, alludono creato, gioco divien culto, confine sfumato, a fine 8 mesi, del ciclo del peyote. Viricota viaggio, musa suona incanta, la favola di Orfeo, rapiti in eloquenza, sublime vera scienza; recitare i miti, a ricreare riti, drammatica forza, tempo origine porta, metamorfosi accade, che umano rifonda, Dei appaiono animali, umani e urani siti, attori sacerdoti, pianti strappacuori. Dei percorser terra, e nominaron cose, dai Pini nascon note, e nonno Kallumari, fu primo marakame, da stuoia detta itari, dal mare venner Dei, vestiti come fiori, arrivano a placenta, presso culla Madre, placenta reca nube, da nube vien itari, da itari nasce daino, che si muta in mais, mais muta in nube, piove su ogni milpa, dal mare venne Daino, Azzurro come Mari, suo fratel minore, e molti piccin daini, vider freccia e testa, daino sopra itari. Dei capiron messaggio, freccia muta nube, testa muta in pioggia, e andarono al Coamil, lasciarono offerta, nel seno Ma Urianaka, Dei nascosti in bosco, vider nascer canna: le giovani pannocchie, e le rotonde zucche, il fiore giallo tuki, strofinan nelle mani, con polvere di tuki, 3 strisce sulla faccia, dissero gli Dei: Daino muore a caccia. Cala la sera, esce Tatevar Muvieri, abbraccia e ci racconta, Tamaz Kallumari, parole da bocca, escon tricolori, e ci capiamo tutti, fratelli che ritrovi. Tamaz nostro capo, puoi fare e disfare, jikurì tuo corpo, tuoi ordini obbedisce, io sono loro cibo, entro cuor pensiero, corro in loro vene, arrivo cuore impero; quando mi mangiano, ha torpore tutto corpo, si accorgono così, che sono jikurì, concentro su coloro, che mi amano +, offro vita e dico, quel che devono veder: insegno loro cose, da punte dei muvieri, a Viricota incontro, mangiano spicchi, ogni spicchio in sè, pensieri del mio cuore, ebbrezza da veder, canti dai miei fiori, son mie rivelazioni, mostrano + mondi, che portano mie storie, parla Tatevari, anch'io son metamorfe, muto in più figure, di Tamaz vittorie: son vampa selvaggia, brucio ed incendio, alzo miei muvieris, che escono da fiamme, da corna di Tamaz, sboccian fiori gialli, fumo convogliato, verso partecipanti: vidi + focacce, mangiandole fui perso, ora siamo assieme, a notte dal falò, vediam uscire i fiori, rossi azzurri e bianchi, color di Tatevari.| Hilario al pomeriggio, offre medicina, ognun beve tazza, mezzora cresce nausea, malessere e bronchite, veglie con digiuni, cervello tien paura, teme oscuri fiumi. Io denuda e calma, al primo canto dato, su alberi e su rocce, sale-scende abissi, tutto acquista senso, nel rumor di vento, voci e risate udite, a distanza tempo; abbraccio cosmo cura, terrore scompare, son esser luminoso, divinizzato in Pan, con spasmi e sudore, scombino certezze, il sacro è mistero, lezione mi arrende; cane pure abbaia, da origine del mondo, fin alla sua fine, ogni storia ha ritorno, mondo è illusione, metamorfosi continua, ecco altra lezione, entrare in altra rima; mi trovo a contemplare, attore spettatore, foglie secche arazzi, bellezze del creato, tra ebbri del tempio, e musica di piante, sanAndrè e Catarina, due wirarika lande, assieme sanSebastian, fan pellegrinaggi, diversi x ognuno, narrano i viaggi, attorno a ogni fuoco, ospiti invitati, mangiano il daino, e piangon Tatewari. 1 anziano scorsa notte, morso da scorpione, rimesso ci confida, i segreti maracame, quando canta bene, una bella nube esce, se canta male invece, pioggia si disperde. Martin ebbe febbre, deliri presso fuoco, quan frenesia di danza, prese pellegrini, i caduti ed ubriachi, son presi da custodi, posti sotto quercia, protetti nei riposi; nei viaggi e feste, offerte frecce posi, esprimon desideri, profon pensieri posti, di bimbi o di stregoni, o di ricamatrici, che chiedono bambini. Se freccia stegone, è fatta x offesa, Paritzika insegna, caccia e difesa, compito saman, sognar dove nascosta, distruggere fattura, malattia risolta: se uno è moribondo, offre lui 1 freccia, ciotola e candela, fa diagnosi col canto, sacrifica galletto, irrora altare fatto, se torna la salute, dio appar calmato.| Martin ebbe un sogno, presso Viricota, teatro nel deserto, Tamaz Kallumari, mi offre il jikurì, daino Wawatzari, è con Tatevarì; mangian medicina, pellegrini al fuoco, Daino canta loro, canzone con violino, anche se ho peccati, vengo io a cercarti, strada delle rose, a Viricota passa: uscii dal mare azzurro, Daino Marrayueve, dritto su Itari, a quattro punti cardinali, apparver Daini Azzurri, soffian via tensioni, da gruppi e da figli, a curare i bimbi, faremo offerte caccia, ciotola e candela, e freccia per un daino, per vita dei bambini, 1 daino va morire, Tatevari nonno, ci dice questo in rime: Dei non san mangiare, mangio io per loro, ecco i kakullari, che iniziano a parlare, tutto aperto e visto, in mare e nel coamil, seduto presso fuoco, tutto può apparir: oh Viricota! perchè piangono le rose e volano i fiori al Cerro bruciato? quando nasce Daino, Dei fanno scuola, perchè i monti parlano li a Viricota? nessuno sa capirli, solo freccia a terra, freccia serpe azzurra, conosce loro lingua, sopra itari stuoia, scatena nube pioggia, parlan Dei fra loro, ai 4 cardinali, nel luogo dove nacque, Tamaz Kallumari. Daino Azzurro esce, da fuoco appare in aria, incarna Dio del Vento, canta una sol volta, marakame apprende, a memoria sua canzone, la trasmette a noi, attendo la sua voce: oh Pan divin dei monti, di Africa e Oceania, America Ti vive, da Europa fino ad Asia, sui monti e nelle valli, deserti le foreste, Sei fuoco saturnale, sei acqua di tempeste; Son Cervo di oriente, sono Hikuri verde, accanto la montagna, sole già risplende, sotto albero fiorito, mio cuore si comprende, son Cervo oriente, sono Hikuri verde; a tutti dò mio canto, chi lo canta primo? ora mi alzo in alba, per salutare il Sole, pure mi inginocchio, respiro suo calore, tra ghirlande Fiori, e turbini di Vento, Tu non puoi vedermi, dove vado eterno, la dove nascono le Rose, dove Rosa sboccia, son Cervo oriente, fior di Virikota: quando nebbia sale, Azzurro Cervo sale, quando pioggia scende, Kallaumari scende, respirano le Rose, rugiada soffia pura, ai piedi di Lehunar, è wiri Virikuta! Germoglia il Mais, e la Rosa sboccia, così canta la Rosa: Io sono il Cervo, così canta il Cervo: Io sono la Rosa, solo a Wirikota, tale canto è strofa.| Wirarika Huicholes, tra gole e aridi piani, coltivano la terra, hanno 2 stagioni, una secca e una piovosa, adoran gli elementi, riuniti in una Rosa; derivan loro storia, dai nomadi di caccia, Cervo loro emblema, con Mais assieme Rosa, nel canto del mito, ricordano il passaggio, da nomade lor vita, a stanziale villaggio. Produsse loro clan, un antenato errante, Watakame cacciatore, che vive su montagne, incontra fanciulla, chiamata Mais-Azzurro, dopo un avventura, in luogo sconosciuto: Lei si presenta, con Zucca ricolma, di ottima bevanda, fatta con il mais, bevilo sii sazio, io vivo alla Collina, assiem ai genitori, ti aspetto domattina; indomani Watakami, veste e prende arco, con faretra su spalla, cerca quel passo, ai lati del sentiero, che sale a zig-zag, coltivazion di Mais, distese da osservar. Azzurre rosse e bianche, e altre varietà, in cima una casetta, alfine può avvistar, accolto da due anziani, signori del Mais, gli offrono scodella, di succhi fermentati: vorrei comprare un po, di vostro buono cibo, tengo per pagarvi, le micce del mio fuoco, di Pino resinoso, che uso come torcia, in notti molto buie, mi scaldo alla bisogna. Il vecchio gli rispose, disseta alla sorgente, poi agita lo scettro, di penne di un uccello, da casa esce ragazza, e venne lor incontro, Yowime mais-azzurro, Yumi in mandarino, suo nome rende conto: figlia vuoi seguire, il giovan cacciatore, oh Padre se tu vuoi, allor io vorrò, dunque Watakame, inizia nuova vita, diviene campesino, in Yumi compagnia. Lei insegna preparar, Atole bevanda, tortiglie granoturco, gestire magazzino, si sente Watakame, liber da incertezza, la nomade sua vita, diviene una casetta: taglia piante bosco, incendia ramaglie, usa cenere concime, in buche seminate, Yowime fora il suolo, tramite 1 bastone, e 1 Spirito chiama, quan semi vi depone. Watakame invoca piogge, Sole e vento piano, e durante raccolto, usa cesto Mecapal, fatto con le canne, legato alla bandana, dentro case-tempio, pannocchie accatastava. Passano decenni, e Watakame anziano, perse sua compagna, Mais-azzurro muore, resta lui in campagna, lavora ancora duro, a gesti e con parole, intero ciclo Mais, Yumi amor commuove. Rivivono Huicholes, epopea di Watakame, in campicelli sparsi, sassosi calcare, a Giugno prime piogge, semina van fare, assiem fagioli e zucche, Milpa da rituale: un piccolo cratere, al centro campicello, accoglie falò, e offerte sangue agnello, indio Huatakame, insegna a coltivare, e far pellegrinaggi, su terre di antenate; un giorno dea Nakawe, parla a Watakame, fatti una piroga, gran pioggia piano sale, salva tuoi semi, tra un mese tocca terra, fai milpa e focacce, con indigena nera; mais-cenere acqua, Tashiwa lui la chiama, ti piace impastare, e farmi da mangiare, dammi 2 gemelli, nei campi seminati, possiamo innamorare. Uomini nei campi, e donne a macinar, sopra lastra pietra, dolor da sopportar, tecniche complesse, apprende lo sciamano, che aiuta popol suo, ma vive solitario, senza uno stipendio, vive sacerdozio, sua ragione vita, cantore che raggruppa, Daini nel Tepari. Festa di Pannocchie, Zucche di novembre, ritrovan loro casa, stanze a muri fango, dove vita scorre, quotidian paesaggio, un rito quarantena, serve reintegrazio, e mogli al focolare, piangono commosse, recuperan mariti, mutati da quel viaggio, fan meditazioni, di fronte a Nonno fuoco, i muvieri toccan tutti, rito di ritrovo, ci ha permesso tornare, alle nostre case, tutti qui con te, tornati-andati assieme, donne van cantare, siate tutti benvenuti, la medicin portata, nutra nostri frutti, vien fatto un turbante, di penne di corvo, per la moglie del capo, ora Madre del Mais, nella piazza coi canti, passione religiosa, inizia Festa hikurì, e nonno Fuoco riposa, mille occhi luminosi, osservano la vita, il disordine riporta, a quotidiana sfida, tra effetti medicina, milpa gialle stoppie, dipinte guance scosse, attesa delle piogge, ballan tre ragazze, tenendosi a cintura, invocano la pioggia, acqua in buca Terra, la nutrono per prima, sul monte disboscato, coltivano rapporto, da muvier sacralizzato. | Sikoakame e dea Nakame, tra valli e vulcani, economia sussistenza, da sierra Tarahumara, a Chiapas e Oaxaca, fino al Guatemala: Sikokame nel mito, è figlio di Nakawe, un giorno si ammala, la madre lo abbandona, peripezie via da casa, va presso la zia, che si chiama Yurienaka, vive gira attorno, incontri suoi ci narra; colomba gli porta, semi mais in zucca, poi incontra 2 nonni, gli donan zucca zuppa, lui conosce loro figlie, Mais azzurro e nero, Yohime bianca gialla, e sorelle arcobaleno; vede femmine fagiolo, zucca e altri semi, Sikoame vuol comprare, + semi dai vecchi, li porta a Yurienaka, loro invitano figlie, chi vuol accompagnarlo, mais-nero si decide: ma ci sono 2 norme, dea Yoame non lavori, in sua ciotola viva, sopra altare ririki, fino al tempo semina, Sikoakame solo zappa, tutti semi fan visita, a Yoame nuova casa. Traboccano silos, di mais fagioli zucche, Yurianaka prende mais, lo pesta su macina, x fare focacce, e con Sikoakame ne mangia, mentre Yoame, beve il brodo da sua zucca, Sikoame strappa erbacce, e brucia nel falò, fumo sale a nube, e dio del tuono dice, tu bruci nel coamil, mia pioggia benedice. Cener bagna Yoame, è tempo seminar, abbandona ririki, tutti assieme al coamil, al centro di milpa, Yoame 1 dito a terra, in luogo del falò, zia accende candela. Crebbe la Milpa, nord sud est ed ovest, coamil verdeggiava, grazie a Yoame cuore, tornati al ririki, Yoame accresce capelli, e Sikoakame taglia, i pannocchi + belli; a sud taglia bianca, a est gialla rossa, ponente mix colori, di pannocchie sorelle, nord coglie azzurra, a centro sta la nera, + fagioli con zucca, coglie da terra: semi lui buttava, in sottana di Yoame, di ritorno al ririki, Yoame vuole riposo, Sikoakame col muvieri, offre tazza di cacao, rimani su altare, offerte ti portiamo. Mais dentro ai silos, milpa divien secca, Yurianaka esagerava, da Yoame aiuto cerca, lei aiuta a macinare, sanguinan sue mani, pasta rossa come carne, fugge lei domani. Sikoakame accusa zia, viaggia fin Yoame, chiusa in stanza lei, rifuita di tornare, gli vende 5 chicchi, per la semina futura, baston x seminare, la zia si pente e cura. Festa di Pannocchie, zucche di novembre, ritrovan loro casa, stanze a muri fango, dove vita scorre, ma rito quarantena, serve reintegrazio; mogli al focolare, piangono commosse, recuperan mariti, mutati da quel viaggio, fan meditazioni, di fronte a Nonno fuoco, i muvieri toccan tutti, rito di ritrovo: ci ha permesso tornare, alle nostre case, tutti qui con te, tornati-andati assieme, donne van cantare, tutti benvenuti, la medicin portata, nutra nostri frutti; fatto un turbante, di penne di corvo, per moglie del capo, ora Madre al Mais, nella piazza canti, passione religiosa, inizia Festa hikurì, nonno Fuoco riposa, Carrillo porge focacce, pannocchie fumi odori, si nutron mangiatori, poi dormono nei sacchi, ascoltano le storie: mille occhi luminosi, osservano vita, il disordine riporta, a quotidiana sfida, tra effetti medicina, milpa gialle stoppie, dipinte guance scosse, attesa delle piogge: ballan tre ragazze, tenendosi a cintura, invocano la pioggia, acqua in buca Terra. Milpa crea comunità, nucleo indiana società, piccoli campi ritagliati, nella selva un pò, amaranto e chenopodi, fave zucche e pomodori, fagiolini mais e zucca, Milpa è valor. libro_viaggio-a-viricota_martin.m4a
||Milpa crea comunità, nucleo indiana società, piccoli campi ritagliati, al margine di selva, amaranto e chenopodi, fave zucche e pomodori, fagiolini mais e zucca: mais manca amminoacidi, lisina e triptofano, che corpo richiede, a far proteine e niacina, i fagioli ne hanno, e zucca reca vitamine, Avocado reca grassi, milpa unisce la famiglia, infuso barbe mais, diuretico sfiammante. Dal mare venner Dei, vestiti come fiori, arrivano a placenta, presso culla Madre, placenta reca nube, da nube vien itari, da itari nasce daino, che si muta in mais, mais muta in nube, piove su ogni milpa, dal mare venne Daino, Azzurro come Mari, suo fratel minore, e molti piccin daini, vider freccia e testa, daino sopra itari. Dei capiron messaggio, freccia muta nube, testa muta in pioggia, e andarono al |Coamil, lasciarono offerta, nel seno Ma Urianaka, Dei nascosti in bosco, vider nascer canna: le giovani pannocchie, e le rotonde zucche, il fiore giallo tuki, strofinan nelle mani, con polvere di tuki, 3 strisce sulla faccia, dissero gli Dei: Daino muore a caccia. |Canzoni-mappa de |dainoazzurro, che chiama cacti mais, fanciulla riso e fuoco, che muta nella nube, pioggia cade fina, campi fecondati, da etere correnti: Resisti e cammina, pensa a mangiar vita, chi viaggia x vedere, chi diventa marakamè, Tewari insegna tutto, digiuno e fatica, mantieni occhi su lui, accanto tiene vita; fratelli con bisacce, seguite passi miei, presto arriveremo, allegri a Viricota, Tatei a sponda stagno, madre regina mia, soffrendo fame sete, ti visitiam x prima; porto miei fratelli, saluti con candele, acqua sulle teste, ai neofiti matewame, guardate a Viricota, ora abbiam la vista, suonate corni e arpe, dite addio a Tatè, andiamo a Leunar; sotto abero pittura, disegni daini e soli, su volto dipingete, x Viricota incontro, arco e frecce avete.

78:lume078- Blueberry medicina di corpo e anima. Il regista Jan Kounen propone un ponte tra mondi culturali, guarire è attraversare la soglia: la malattia è distanza dall’origine. I Tarahumara, figli del vento e del mais, resistono al tempo. Jiculí, Sole dalle quattro facce, illumina le loro offerte di cibo e vino, mentre peyotl, colei che trattiene l'acqua, sorge dalle pietre e parla nei sogni. Cervo Blu e Dea del Mais recano la visione che rinnova il mondo; li a Virikuta, il canto apre precipizi e infanzia ritrovata, Il tamburo d'acqua risveglia i cuori e il fuoco purifica la paura. La rosa-cactus mostra la rete invisibile che lega gli esseri. Quanah Parker portò la sua luce ai popoli smarriti nel whiskey. Alce Nero vide l'albero che unisce tutte le radici del mondo. Nel cerchio del tepee, la danza e la medicina sciolgono il confine: radice nella terra, fiore verso il cielo, e tu sei parte del respiro che tutto riconcilia.| I Tarahumara, popolo della Sierra, irrigano solo in siccità: vivono tra rocce e miti, figli del vento e del mais. I coloni li spinsero ai margini, ma l'anima Rarámuri resiste, narrata dal poeta-guerriero Tepóraca. Il loro vino, il tejuno, disseta come comunione e memoria. Onorano Jiculí, padre Sole dalle quattro facce, che riceve offerte di carne e tejuno e veglia sui campi di mais e melanzana. Il peyotl, 'colei che trattiene l'acqua', cresce nascosto tra le pietre; è spirito, radice e stella, pianta che vede e sogna. In lui vivono il Cervo Blu e la Dea del Mais, la visione e la rinascita. Nei deserti di San Luis Potosí e Chihuahua, Tarahumara e Wixarika camminano fino a Wirikuta, tra precipizi e canti, per cogliere la pianta divina che dona conoscenza e infanzia ritrovata. Il roadman guida la cerimonia: tamburo d'acqua, salvia e fuoco. Si canta al cerchio, si vomita la paura, si beve la luce. Il cactus parla in silenzio, mostra la rete segreta tra gli esseri, insegna empatia e umiltà. Dal peyotl nasce la guarigione: medicina del cuore e rito comunitario che riaccende identità. Quanah Parker, capo Comanche, lo portò al Nord per curare i popoli sconfitti dal whiskey e dalla nostalgia. Nel tepee la notte vibra: tamburi, piume, fuoco e preghiera. Il corpo suda, la mente ascolta il cerchio del mondo. Alce Nero vide l'albero universale al centro della Terra: un cerchio dentro il cerchio, dove ogni vita ha spirito e ritorno. Così la danza e la medicina, nate nel deserto, uniscono Lakota e Tarahumara, Apache e Wixarika, tutti figli del Wakan, l'energia che cura e ricompone. Chi canta nel fuoco del tepee cerca equilibrio: radice nella terra e fiore verso il cielo.# TARAHUMARA irrigan terre, solo in siccità, vive e domina Sierra, indio coi suoi miti, vuol uscir da pregiudizi, di coloni e gesuiti, loro vita è cambiata, in segherie città; anima india rinasce, coraggio Raramuri, ci narra Teporaca, loro poeta guerrier, tejuno loro vino, è mais fermentato, messo nelle zucche, come acqua da viaggio; se voglion Korima, la condivisione, mancan visitatori, su Raramuri loro terre, Jiculì padre-Sole, 4 facce vede tutto, riceve loro offerte, di carne e tejuno, e aiuta loro milpa, con Mais e Melanzana. Tarahumara ama peyote, loro dio protettor, che in aria paralizza, frecce invasor, pallottole di Apache, e sorveglia stregon, talismano di caccia, che daini convince, a lasciarsi cacciare, e da orsi difende. Suona cerimonie, con violini e tamburi: Orso dice a Jiculì, fumiamo avanti lotta, ma infine Jiculì, a terra orso porta: se topo ne mangia, proprietar negliegente, se ladro lo ruba, paga interessi, oppur perde sonno, Martin suona e canta, quan consuma pianta. |PEYOTL vuol dire, in lingua Nahuatl, lei trattiene acqua, in deserto sacra terra, Loforfora williamsi, cresce interrata, ciuffo lana esce, famiglia Mamillarie: da mammelle sboccia, giunte a maturità, a costole appiattisce, isolato od in gruppi, in colonie nascoste, da vicini parenti, o rocce interposte; in siccità scompare, fin collo radice, arrivano piogge, capezzoli a turgore, incisione disegni, nel sogno dei Nierika, radici gran profonde, fiori estate invita. Messico Luis Potosi, Zacateca e Durango, Chihuahua e Coahuila, Texas Queretaro, gringo turisti, Tarahumara e Wixarika, pellegrini a Virikota, vedon alberi ballare, camminan precipizi, senza perdere la testa, libido pur scende, tornano bambini, conoscono più specie: il mulatto aiuta corse, acuisce loro sensi, Sunami è Mamillaria, protegge dai ladri, + grande di tutti, è hualula saeliami, grande appetito, protegge piccin cacti, vive volto a terra, x ascoltare i canti. Alta 20 centime, in Italia teme scottature, del sole mezzogiorno, dopo riposo inverno, accestisce con età, sviluppa polloni, in vivai cresce lento, su argil substrate; asciutte le piante, resiste sotto zero, in vivaio irrigate, a solubile concime, basso tenor azoto, eccesso acqua rompe, crea marci o cicatrici, lento poi muore; semi freschi a primavera, polloni laterali, in grotte Rio Bravo, da secoli essicca, occhio cervo Tamaz, ama luogo ventilato, vede sente annusa, gusta e tocca dilatato. Gusto amar pungente, nausea visionario, cerimonie religiose, bagni di vapore, fedele iniziato, mangia intero o tagliato, o acqua mescolato: sedativo e stimolante, usa in mal di denti, dolori parto e petto, febbre asma o nervi, appoggio del gruppo, avanti ingestione, armonizza natura, e rapporti avversione, canti a nostalgie, tempo mitico sogno, cibi luci e suoni, ascolto connessioni, tutte rivelatori. Seba in California, presso Sacramento, Chiesa dei Nativi, riserva dei Navajo, siede nel tepee, fuoco in mezzaluna, 2 aquile con penne, ventagli prega e cura. Tepee di Kayumari, indio conosce forza, lo guida il roadman, uomo della via, che agita sonaglio, bastone liuto grande, con piume a ventaglio, che a nonno fuoco dona, aria e fumo tabacco. Ha tamburo ad acqua, che pentola risuona, con pelle di Daino, suo assistente canta, verso nonno Fuoco, bottoni carne-daino, parla e chiama gli avi, dal fumo nascosto, chi vede daino luce, prepara le offerte, da porre nel luogo, dove vien trovato, ciotole con pietre, diventano altare, auspici mais-acqua, candele accese a dare: seduti alba focacce, offerta di tabacco, ci guida a nascondigli, di nonno Coda Daino, ci fa veder insidi, per caccia buona fare. Martin Carrillo, dissottera cacti rosa, con punta bagnata, prega e tocca guance, assieme polsi e collo, peyote fa strisce, dona a tutti noi, Terra di primizie, già recita al divino: offriteci + vita, siamo a Viricota, presso i fratelli, nascosti fra erba, portiamo le offerte, acqua vino e mais, guidateci alla caccia, a cogliere Nierika. Tu fratel maggiore, quan ti abbiam scoperto, piangi come daino, perdonaci poichè, tu muori in noi rinato. Odo nostri-Padri, cantan nostre-Madri, i monti le colline, cantan fiori amati, cercarti son venuto, vita dei miei cari, oh Figlio di Tatei, oh Tamaz Kallumari! sentieri dei Fiori, sentieri di Rose, passano a Virikota, bianco Oriente sposa, perdonami se impuro, se puro mi vorresti, Perdonami le colpe, così con te io resti; a wirikota venni, in cerca del tuo volto, a meritar la vita, più vita in cuore colmo, ascolta la mia voce, ancor voglio seminare, Tuo spirito blu-Mais, mio cuore alimentare. Peyotl hikurì, Dea Mais e Cervo Blu, Stella del Mattino, rinasce e muore pur, sangue di Kaumari, feconda la sua terra, da cui rinascerà, Mais pianta sua gemella; fior diventan brezze, nubi infine piogge, diventa arcobaleno, radici in mille fogge, noi vediamo il cerchio, poco comprendiamo, tal canti a Viricota, conoscere possiamo: Sei fiore di rosa, nostra Dea mais, ascolta canzoni, x tutti è giunta ora, ribattezzar le cose, canta Tatevarì, segrete sue parole. Quanah Parker capo, del popolo |COMANCHE, dal Messico adottò, buon rito curativo, lui fu guarito, dal cactus messicano, poi rito-liturgia, esporta nel suo stato, combatte alcolismo, di compagni americani, che han crisi identità, e carente spiritualità; più nativi americani, raccolsero sua sfida, guarigion di gruppo, e identità di vita, il peyotl medicina, sa spirito trovare, cura ed allevia, loro crisi esistenziale. Vibran nostre voci, emozion condivisioni, riempiono la tenda, di ritmi suggestioni, al centro del Tepee, acceso grande fuoco, mistero ci unisce, tutti a cerchio d'oro: tutti fummo accolti, sedemmo sul terreno, nel circolo dei canti, indigeni e stranieri, Martin dice a tutti, quel che avea vissuto, poi nel Terabuti, con noi lo ha rivissuto: i canti medicina, ricevono accompagno, da tamburo ad acqua, veloci percussioni, noi tutti ripetiamo, canti a risonanza, a turno ogni sonaglio, offre sua danza; in gruppo arrivan note, spiriti gagliardi, molti senza senso, lavor di ritmi indiani, Peyote benedetto, nel circolo ha girato, con acqua tamburo, a ognuno si è sposato. Acqua nel Tamburo, energia di pelle Cervo, accoglie vocalizzi, graduale rende un eco, ritmo di sonaglio, con piume espira vento, diretto verso Fuoco, mistero in movimento: inizia Medicina, parlare al mio sistema, purga miei bisogni, nel vomito li esterna, Mi sento meglio dopo, torno in attenzione, sparisce ansia e sento, mana attivazione. Cactus medicina, lavor tutta la notte, trova significati, nel cuore della sorte, mi aiuta rintracciar, un senso uno scopo, intuizione empatia, pervadono il luogo: raccogli me tua Rosa, nel cuore dei mani, mangia mia forza, tua sete e fame evadi, allora ti conduco, fin dentro la tua casa, Tu portami qual dono, la mia tribù rinata; ci guida il Road-man, a incontro medicina, lui Uomo del Sentiero, e aiuto di cucina, vedo Uomo-Fuoco, e Uomo del Tamburo, Donna madre Acqua, disseta poi ciascuno. Uomo del sentiero, stuoia avanti stende, allinea oggetti vari, ventagli ci protende, fumiga con Salvia, Tabacco a profusione, ornato suo Tamburo, perline sul bastone; digiuno silenzioso, calma contemplazione, ingerita medicina, seccata o in infusione, vigili restiamo, in attesa di un messaggio, lo spirito nel corpo, scava suo passaggio: ognuno va mangiare, + medicin che vuole, effetti del rituale, risalgon col calore, accresce empatia, al calor peyote-luce, al centro sta Fuoco, condivision comune. Roadman a mezzanotte, esce dal Tepee, soffia flauto osso, ai quattro cardinali, acqua vien portata, adorata e condivisa, versata pure a terra, a dissetar la vita. Suono di fischietto, va in ogni direzione, dentro la mia testa, rimbalza a profusione, nausea preme assieme, angoscia della morte, mi libero a fatica, di tal pensiero forte; ventagli piume Falco, assiem fumo Tabacco, porta miei timori, da nonno Fuoco spazio, fuoco scoppiettante, accompagna a mattino, la gioia dei fedeli, brilla volto antico. Martin nel Tepee, ritrova sua infanzia, rituale è come festa, rigenera esperienza, imprinting duraturo, rinfresca la memoria, disseta suo futuro: la molla che lo spinge, è motivazione, a far iniziazione, prova di ammissione, ricorda danza spettri, del mitico Wovoka, annuncio di un messia, liberazion invoca. Mia mente captò, messaggi in risonanza, mi parlano di Tago, tempio in lontananza, una psiche collettiva, vedo nella danza, canto io stasera, il sogno Wakan tanka. |Martin tra gli APACHE, in sauna suda febbre, uomo/donna medicina, accompagna terapia, assieme a parenti, che assiston la causa, serba erbe a cintura, masticando radici, di Fumaria siliquosa, a curare con salvia. 1 Apache mescalero, andò in Aspromonte, a trovare dei bambini, e nel prato cimitero, da cui si vede mare, la tomba sua cercava, viene da Arizona, e una lezione dona, ai bimbi della scuola: quan sarete grandi, e sentite ripugnar, tornate qui da me, per lezione ricordar, innocenza mai si perde, oblia sol la via, recuperate le parole, wakan ridesta vita. Cavalli di confine sono detti Mustang, presso Hidalgo city, e vissero una gara, nel regno del Marocco, ai tempi di Tartaria, Apache amano il gioco. |LAKOTA di pianure, ricordano Tatanka, ovver Toro Seduto, Bisonte americano, leader degli Hunkpapa, una tribù Lakota, guidò la lunga marcia, mantenne unita gente, con Wovoka danza. Nella loro lingua, we-ka-sa wa-kan tanka, richiama una persona, un medium medicina, che chiama forze cura, come uno sciamano, wasica wakan prete, ha cuor mesmerizzato. è Ton energia, come mana e wakan, 1 qualità interiore, posta da 1 pianta, oppur da 1 animale, un monte o una saetta, veleno pur è wakan, sa uccidere in fretta. Uccelli cose e animali, se fan cose inusuali, sono dette wakan, simili a ubriaco, vin che rende folle, ovvero rende wakan, 1 spirito lo prende: ogni cosa al mondo, ha suo spirito-anima, mai nati e mai morti, son wakan 4 tipi, posson fare molte cose, pregati da umani, Wakan Tanka Kin, sole leader gran Khan, jurgi nagi skankan, aman musica e tamburo, prestano attenzione, al lakota che prega, pur se malfattore, mette in moto sfera. Quel che non comprendi, chiamalo wakan, waka buoni o meno, han piacere fumo pipa, rito del Calumet, donato da fanciulla, moglie al bisonte bianco. Nei feticci ton, intermediari amici, ogni prete ha suo, chiamato Wasicun, borsa-medicina, ricettacolo al wakan, tien erba Salvia, che i wakan malvagi, nel fumo allontana. rimase Alce Nero, cattolico sincretico, unì culto Lakota, assieme Spirito Santo, Alce Nero nome, in realtà è cervo Wapiti, in piedi su montagna, narra sua visione: vede cerchio intero mondo, al centro un grande albero, capì oltre ogni modo, forme di ogni cosa, vide in 1 sol fuoco, intero popol suo, vide 1 cerchio sacro, anello che era parte, di un cerchio + ampio, largo come luce, in geometria frattale, poi dalla terra, vide albero fiorito, alto fin le stelle, riparo a tutti i figli, tale centro mondo, ovunque Tu risiedi, pan spirito giocondo. Tu dissi io dovevo, far Albero fiorire, ma eccolo appassito, vedo ancor soffrire, forse 1 radice, pur piccola ancor vive, la nutro con canti, al fine rinverdire, animali torneranno, al ventre di Terra, in attesa che ego, sciolga riserva, lascio dietro me, ogni dubbio e paura, un popolo ritrovo, se seguo strada pura, la danza degli spiri, e sacra medicina, che svela i falsi miti, e l'anima cura. Pan che qui dimori, accorda bellezza, interiore amicizia, esterna saggezza, permetti condivida, in misura uguale, fortuna materiale, e dono spirituale. sessione_kink-tantra.m4a
|Blueberry film 2004, diretto da Jan Kounen, basato sui fumetti, racconta un viaggio tra mondi visibili e invisibili alla frontiera del West americano. Mike Blueberry (Vincent Cassel), sceriffo di una cittadina di frontiera, è cresciuto e iniziato ai riti sciamanici dalla tribù dei Chiricahua. Quando il killer Wally Blount arriva in cerca di un tesoro indiano, il conflitto tra coloni e nativi si inasprisce. Affiancato dallo sciamano Runi, Blueberry affronta sia una battaglia per la città, sia una lotta interiore: dovrà affrontare i suoi demoni nel cuore di una montagna sacra: nei suoi sogni e visioni, esplora la sua mente e vede connessione, tra mondo fisico e spirituale, una sinergia tra i mescal e i quechua, hikurì e santodaime.

140:lume140-|Lisa parla con Laozu, dell'armonia taoista, e il tocco del Silenzio, amore invisibile che senti, nella diagnosi del polso, del medico Huatuo, Lishizen e Sunsimiao, alchimia del qi nel gesto, e ascolto del respiro, col potere delle mani, che guidano spirali di energia, senza mai imporsi. Lei cura i meridiani e i tre dantian con varie erbe e funghi: Reishi detto Lingzhi, è Ganoderma lucidum, poi usa radice di Ginseng, Schisandra bacche e semi loto, gelsomino fiori e papavero assieme a Chiodi garofano. |Maggio20, piogge di |sanBernardino rubano olio pane e vino, ma noce e fichi secchi ne mangerei parecchi| Ganoderma lucidum (Reishi, Lingzi) è un fungo medicinale molto apprezzato in Cina e Giappone, noto per le sue proprietà adattogene. Lin-zi in Cina è usato per migliorare la vitalità del qi e promuovere la longevità. Il tè preparato con questo fungo è amaro, di colore rosso, e può essere bevuto tre volte al giorno per otto settimane. È considerato un rimedio per numerosi disturbi, inclusi emicrania, ipertensione, diabete, artrite e allergie. Inoltre, aiuta la circolazione, scioglie i trombi, agisce come calmante e analgesico, ed è anche utile per il fegato e i nervi. Il Reishi è spesso associato alla medicina taoista e all'energia vitale. Ling-zi/Reishi ha proprietà immunostimolanti e adattogene, aiuta a combattere infezioni e a proteggere le cellule da mutazioni causate dalle radiazioni; è anche utile a trattare allergie della pelle, stipsi, emorroidi e problemi respiratori. Spesso combinato col Ginseng, è un potente rimedio anti-invecchiamento. Poria cocos è un fungo che cresce in estate e, una volta seccato, è usato come tonico, ha sapore dolce e consistenza morbida, è noto per le proprietà diuretiche e il suo effetto calmante che aiuta a ridurre l'ansia e migliorare il sonno. Inoltre, supporta la funzione renale, rafforza il sistema immunitario, previene calcoli renali, e riduce infiammazione e gonfiore addominale; può anche essere combinato con le bacche di Goji per migliorare la salute generale.# |Ganoderma-lucidum, o |REISHI del Giappone, in Cina è medicina, Lin-zi ha suo nome, sostiene e dà vigore, io ne bevo un tè, quattro ore da bollire: in polvere secca, o tè caldo con miele, aiuta il qi vitale, aggiunto alle minestre, Lisa suggerisce, ber tre volte al giorno, x otto settimane, aumenta qi in ritorno. Color rosso e sapore, amaro alimento, aiuta longevità, come erba Fumaria, parassita del legno, di quercia e castagno, stelo marron lucente, cappello laterale, ha crosta indurita, a forma ventaglio rene, come mensola Versicolor, solchi concentrici, bian-marrone di spore. Fungo taoista, lunga vita imperatore, riordina qi psiche, aiuta circolazione, aiuta sciogliere i trombi, cura 20 patologie, da emicrania a ipertensione, nefrite e diabete, artrite e allergie, adattogeno anticancro, cura fegato e nervi, abbassa stress al cuore, e sangue pressione, analgesico e calmante, su asma e bronchite, catarro tossi insonni, aiuta buon sonno. |Ling-zi immunostimolante, combatte infezioni, cura efficace, più allergie di pelle, stipsi emorroidi, respirazion difformi, le cellule protegge, da radio mutazioni, assieme Jingseng, adattogeno dei russi, radice della vita, calma invecchiamento, ha forza primitiva. |PORIA cocos tartufo, marron bianco interno, morbida dolce, cogli in estate, seccalo in ombra, Lishizen rende polvere, diuretica ricetta, tonico con goji, Wolfiporia extensa: 1 cucchiaino giorno, calma ansie insonni, concentra nuova mente, previene tumori, aiuta reni e immunità, calcoli previene, sfiamma ossidazione, gonfiore addominale. libro_agopuntura3_jinqisen.m4a
Audio da agopuntura3_muccioli: Cinque sostanze vitali note come Wubao: Qi (Energia), Xue (Sangue), Jinye (Liquidi Organici), Jing (Essenza) e Shen (Spirito). Viene spiegato come il Qi ancestrale (Zong Qi), formato dall'unione di Qi respiratorio e alimentare, si accumuli nel torace, influenzando cuore e polmoni per regolare la circolazione e la respirazione. Le funzioni, la circolazione e le interdipendenze tra il Qi nutritivo (Ying Qi) e il Qi difensivo (Wei Qi) sono dettagliate, con enfasi sui loro cicli circadiano e sui loro ruoli nel nutrimento e nella protezione. Infine, viene esplorato il ruolo dello Shen come coscienza e spirito residente nel cuore, e la sua connessione con il Jing (Essenza) nella genesi della vita e nella regolazione delle funzioni corporee e psichiche.

149:lume149- |Kino danza come Pan, fauno Capricorno-Capra, segno di terra pragmatico, orientato ai risultati, per Jung è simbolo Unicorno, domesticato da Maddalena, è Pomba Gira in Candomblè, in enneagramma è Pacificatore, rilassato accomodante: cerca di evitar conflitti, a mantener serenità, pur restando senza meriti, riconosciuti da società. Crescere è imparare, a esprimer proprie opinioni, a volte prender posizione, con più assertività, per dirimere i conflitti. Proverbi: Pioggia a |sanGiacomo porta molte ghiande, a santa Lucia e Natale, il contadino ammazza il maiale. |Gennaio17 santAntonio abate, maschere e serenate, inizia carnevale, fuoco entra nella terra, porta ghiaccio e lo rompe, un occhio alla pentola e un altro alla gatta| Raseno narra la storia di Pan, figlio di Mercurio, descritto come un essere caprino, saggio e allegro, adorato da pastori e contadini per la sua capacità di portare fertilità. Pan è un fauno demiurgo, che suona il flauto e incanta la natura, vivendo in armonia con ninfe e animali: simbolo di libertà e rispetto per la natura, è capace di generare panico se disturbato. Il racconto si intreccia con la figura di Dioniso / Bacco, e Siva Pasupati, vino festa e liberazione. Dioniso è descritto come un dio androgino, che porta frenesia e rinnovamento, e libera le donne da convenzioni, le invita a danzare e celebrar la vita. Musica e danza sono strumenti, di guarigione e connessione, con il divino e la natura. Divinità di boschi e sorgenti, legati a terra e vino, sono forza vitale, che rinnova e trasforma la vita.# Raccontaci Raseno, del figlio di Mercurio, che ha piede caprino, e un dolce sorriso, è ispido e barbuto, precoce di saggezza, allegro indiavolato, padre di ogni ebbrezza. |Ermes o Mercurio, fratello di Ganesha, re magio viaggiatore, pascola sue capre, giunto da Sudzal, a Penelope si unisce, che figlio Pan produce: pastori e contadini, lo adorano con canti, ad aver fertilità, di greggi e di piante, bimbo demiurgo, diletto di Mercurio, preso fra le braccia, gioisce animo puro. Mercurio senza indugi, salì dai re immortali, avvolto avea fanciullo, in pelle Lepre e Tasso, suo figlio presentò, x tutti rallegrare, Dioniso il + lieto, inizia ad acclamare; gli Dei lo chiaman Pan, che tutti incantava, col canto che propizia, nell animo lo amor, con zampogna e launeddas, lui suona ogni sera, flauto che prevede, unire canne e cera. Pan ama + ninfe, pannocchie e cereali, Eco e Saetta, arpa e marranzani, tra le alberate valli, e coste di Crimea, è solito errare, col flauto si masturba, gioia nel danzare. Conialo e Ticone, lo chiamano a Volterra, per zoccoli di capro, che fa vibrare a terra, è Colui che scuote, ogni polvere materia, tramite sua impronta, che in danza si rivela. Pan vecchio-fanciullo, oltre uman saggezza, alterna suoi piedi, pien di leggerezza, Tieni lunga barba, e bastone da passeggia, or Tua faccia rossa, è cielo che rosseggia; rospi rane e ninfe, cantano e fan eco, flauto con tamburo, alternano al silenzio, Signore del suono, natura fà ballare, oh Fauno caprino, coscienza sai sdoppiare: Sei detto Pan Liceo, custode di animali, in India sei chiamato, Shiva Pasupati, grande sciamano, cornuto e saltellante, di piante e animali, medium e garante; Tu insegni rispetto, nel bosco tuo tempio, se sei disturbato, abusato con scempio, intervieni di certo, lanciando un |Pavor, gran panico di urla, terrore e dolor: Tue corna senza fine, dividono 2 a due, natura cellulare, moltiplica creature, androgino tuo grembo, sorgente minerali, flora fauna e umani; una pianta che ti cerca, ti vuol divorare, facendosi da te, divorar per entrare, si inebriano di noi, abitare presso umani. se spirito di |Pan, aleggia nelle piante, Spagyria alchimia, esalta forze attive, Sale Zolfo Mercurio, purifica e congiunge, a quintessenza giunge: calcina in crogiolo, fermenta distillato, riunisce 3 sostanze, in 1 fitocomplesso, nigredo albedo rubedo, con simboli animal, corvo cigno e fenice, serpente alchemical. Acqua dentro frutti, elettrifica i sali, nutre corpo e ossa, con etere piovana, micromagneti rende, in meteorico sciame, unisce cielo e terra. Quan Moire lo concesser, Giove generò, Dio con corna toro, e corona di serpenti, le menadi pertanto, si cingono le chiome, ad imitar la forza, che cura e le rinnova; quan flauto melodioso, mormora di Bacco, scattan le baccanti, muovon piede tacco, col tirso vedi una, percuotere 1 roccia, così ne sgorga fonte, di acqua rugiadosa. |Dioniso è Saturno, profeta itinerante, viene dal deserto, a passo danzante, dopo del tranello, teso dai titani, reca vino in dono, a umani commensali. Dioniso è Siva, vino di ogni Orda, che dinastia ricorda, con forzieri oro, in piramidi di Giza, Cheope la grande, Cristo e Micerino, sorvegliate da sfinge, guardie cherubine. Dioniso dio Shiva, scuote la sua chioma, porta nelle donne, la frenesia rinnova, brandisce scuote ramo, bacchico infuriante, è dio divinatore, se entra delirante: 2 volte nato è, androgino inziale, migra tra i paesi, col ditirambo in mano, con fichi olio latte, miele succo di uva, in essa scorre vino, amor della Natura; nutrito con il miele, da capre in 1 cava, apprende dai suoi boschi, forza della cura, ha origine da mito, il fallo asse del mondo, in utero di grotta, danza e vola in tondo. Donne normali, in famiglie affaccendate, attendono chiamata, stagioni ritornate: Dioniso le scuote, in anime e corpi, si sciolgono vestiti, suonano le trombe, donna che resiste, a Dioniso riunire, ammalata cade, villaggio può soffrire; liberan le donne, da immorali intrighi, la ragion dissolve, e nascon nuovi figli, procession baccanti, traversano città, falli accompagnando, cembali a vibrar, raggiungono selve, fiumi oppure grotte, sotto influssi luna, trance della notte, nel protetto cerchio, sta 1 brocca vino, preparano ogni cosa, x il divino arrivo. Dioniso fuggì, oppressive religioni, in teatro si nascose, tra miti e brocca vino, che veritas protende, e ogni mal disperde; se capro espiatorio, tragedia ha ricamato, dentro al ditirambo, danza il primo fiato, narra dei Titani, dipinti con caolino, smembrano sua fibra, Zagreo agnello primo, con balocchi e incanto, lo mangiano bollito, lascian cuore intatto, da cui lui poi rinasce. Zagreo è agricoltura, Titani mascherati, scortano iniziandi, entrare in altri mondi, fan da psicopompi, tra anime dei morti; se Dioniso è follia, teatro di tragedia, Bacco è primavera, maschere commedia, porta la coscienza, rapita possessione, in estasi di Amore, ci aiuta ricordare, nos intima natura, lingua cosmica diffusa: se Dioniso ci guida, non servono vedette, decade monopolio, di scrivere etichette, forza culturale, sa essere sciamano, dioniso che torna, cura isterismo, Fornisce + modelli, a psiche sentimento, cultur uman rinnova, nel rinascimento. Dioniso bambino, accogli nel tuo grembo, avvertirai urgenza, danzare ditirambo, il mondo divien fiaba, vita prende senso, parli con le piante, ricami loro intento. Bacco suona flauto, a stimolare vita, siringa amata ninfa, lottò contro titani, sua tromba conchiglia, panico scompiglia, miele latte e mosto, Fauno Isoga invita. Pan tu sei attore, fine guaritore, il mondo dei copioni, divori con furore, ogni cosa accade, buia o luminosa, scatena tua risposta, creativa numinosa; ermetico agisci, con messaggi iniziati, rosseggia tua faccia, nel sole tramonto, o con luna bianca, sul petto porti nebris, daino Kayumari: quan suona 7 arie, genera 7 sfere, suoi piedi caprini, batte sulle terre, Dio estasi inizio, ha mille volti, aborigeno egizio, inno Orfeo ricorda. |Fauno dei PICENI, Martin canta incontro, con Pan figlio di Hermes, divinità dei boschi, signore di animali, amante del suono, dei fichi e delle ninfe, che ispira sacre pizie, Forza di natura, che suscita eros sfide. Bonobo di foreste, che veglia sui silenzi, è Pashupati Siva, in Arcadia e Congo, oracola radice, aplu la sua voce, fonte di acque sacre, sirena e delfino. Girando una radura, vede grande Quercia, melodia di uccelli, un amato contrappunto, al flauto Pan che suona, ecco una figura, che spunta dietro al Leccio: danza assai graziosa, 1 metro forse più, era 1 fauno tipo, mento orecchie a punta, zoccoli e cornette, pelle miel trapunta; piccola creatura, mi guarda e si siede, mi disse che viveva, in 1 giardin dorato, Lui abita 1 sfera, ulteriore di esistenza, lavora ad aiutare, la quercia sussistenza: entrai un atmosfera, piano camminando, aria era più densa, formicolii sentivo, nell'arto addormentato, Fauna era al mio fianco, sotto tale stato. Sai chi sono io? mi parla il Grande Pan, sorriso che beffardo, brilla da suoi occhi, Se son vicino a te, non senti repulsione? non vedo la paura, sorgere in tuo cuore: se Panico deriva, timor di mia presenza, demonio di paura, detta fu mia essenza, ebbene eccomi qua, son servo di Natura, Aiuto umanità, sebben la inquini oscura: un tempo mi derise, un atea falsa chiesa, che miei zoccoli e corna, mutarono in offesa, Natura fu peccato, e venne si a oscurare, vita materiale, e gioia di cantare: voci lamentose, aleggiarono sui mari, Pan si disse è morto! iniziano malanni, Fauni con le Ninfe, piangevano scomparsa, con Naiadi e Driadi, divennero una farsa; gli umani poco a volta, emigrano in città, adoran vana gloria, e sfoggio delle idee, Tu divenisti vecchio, tolto da ogni luce, alla fine poi moristi, col Cristo sulla croce: Oh grande Pan! dal tutto fosti niente, deriso e sputacchiato, Tu che sei sorgente, ti aggiunsero lo zolfo, ai fuochi saturnali, tue ninfe furon streghe, e i fauni ciarlatani. Sorto da Arcadia, ridotto a menzogna, da mente umana che, ti nega alla bisogna, in America nativa, riemergi nei convivi, accarezzi la tua barba, riempi cuori vivi. Divino che ogni cosa, riunisci nella vita, in forza delle piante, sprizzi dalle fonti, fai correre la linfa, in alberi di querce, fai germogliare farro, nelle picene terre; rinasci con i cicli, perenni di stagione, nutriente pane e vino, rinascita nazione, Oceano tu attraversi, in direzione inversa, America custode, in Europa ti riversa. Ti chiamano i nativi, grande |Wakan-tanka, Spirito supremo, e anima Tatanka, danzator poeta: Sè Pan e Pan è Me. Intera umanità, nata dal tuo grembo, Tu sei En to Pan, Uno assieme a Tutto, Pan sei penetrante, vulcano primordiale, Lazio di Saturno, ti vide ritornare; Pan oh Dio dei boschi, passeggiami vicino, prestami tuoi occhi, e insegnami tuo fischio, per piogge dare ai campi, far bere tue creature, ninfe fauni ed elfi, fino al Palatino, sul Bosforo Romano, echeggia tuo sospiro, in feste Lupercali, Fauno e Flora mito. |Martin fu guidato, al tempio Terabuti, dopo aver sentito, un canto a Viricota, Daino gli parlava, fluido lui scaldava, al fuoco della sera, sul mare navigava, Martin guarda stelle, e vide analogia, tra i viaggi messicani, e fiabe dei piceni, sogni e sensazioni, comuni di antenati, identiche istruzioni, nei riti funerali: uccidete un gallo, che mi possa guidare, alla morte rassegno, conosco il suo regno, privo di rumore, disturbo o ritegno, lascio e abbandono, ogni terreno impegno; dopo tre giorni, mio corpo sotterrate, il gallo canterà, mio spirito risveglio, poi mi guiderà, al regno di antenati, tutti voi vegliate, arco e arpa suonate, fate nostro ballo, saziate antenati, mangiate e bevete, a ricordo del mio viaggio, alla casa daino fauno. Presso |PICENI, racconti di fate, cavalieri e pastori, frati e mandragore, Umbria e Piceno, labirinti declivi, danze in caverna, sui monti Sibillini; accede al paradiso, monaco eremita, in terra eresia, di primi fraticelli, seguaci di abate, Gioachino da Fiora, che annuncia Spiro Santo, a mezzo sua visione. Come i klysti russi, i bulgari cugini, fratelli e sorelle, del Libero Spirito, con mistico abbandono, autarchia di sufi, Bonifacio papa, combatte loro amori. Frati ordo clisti, riunivano in grotte, Cecco Ascoli il dotto, condannato muore, esclama a Firenze: vivo rido lagrimando, come la fenice, che muor rinasce canto; sotto negro manto, celavan fraticelli, la loro libera luce, e gioia carnale, da Todi |Jacopone, canta con franchezza, che illuminato tiene, candore e laidezza: trova il terzo cielo, ardor de serafino, Jacopon notaio, sposa 1 contessa, quan muore si converte, eremita frate va, sul monte Vettore, ascensione farà. Scomunicato venne, per belle sue laude, oh Donna Paradiso, sibilla con amore, pianto alla Madonna, sua mistica esperienza, consente ogni uomo, innamora vera essenza: lui obbliga divino, manifestar sua gioia, ineffabile giubilo, vibra gioia al cuore, che fa cantar amore, quan riscalda corre, intensità deborda, e difficile nasconde; vergonga e tristezza, scompare se cuore, riempie di giubilo, infiammato di amore, gente lo deride, parol senza misura, calor sente fluire: dolce miel interno, cuore pazzo vivo, conosce cuor ferito, da mistica esperienza, lacerato da fuoco, agogna congiungersi, al suo sposo o amata, fa nozze col cosmo; come Mast e Baul, cantori indiani, ballata amorosa, strofe a rima baciata, in 6 versi settenari, a ritmo concitato: o iubelo del core, che fai cantar amore! quan iubelo scalda, fa omo cantare, la lingua barbaglia, non sa che parlare, quan iubelo acceso, fa omo clamare, stridenno fa gridare, cor senza vergogna, se iubelo ha preso, lo core innamorato, parla smisurato, poichè sente calor, iube dolce gaudio, entri mente e cor; chi non ha costume, ti reputa impazzito, vede esvalianza, come omo desvanito, dentro cor ferito, non sente da fora, è arduo soffrente, che non fa clamora. Dopo inquisizione, altre ne fanno, fino a rogo Sacconi, fraticelli in pianto, implacabile guerra, accusa riti grotte, slavi cristiani, usanze mai morte: su lago di Pilato, alleluia alla Dama, dove si assopisce, grano di mandragola, fa cader un elfa, in bevanda fatata, agevola il rito, cantare la ballata. Grotte in montagna, Santuari negromanti, accanirono messi, sui pellegrini lago, in svizzere alpi, Pilato in copta chiesa, venne fatto santo, in grotta interrato, scompare suo corpo, reliquia pellegrina, sul lago di Pilato, Sibilla apre confini, caverna del Vettore, dove aruspe frate, entra in contatto, con Dama delle piante, simile ai toltechi, del mondo americano. Sibilla celeste, sposa il fraticello, gli dona insegnamento, Dama del tempo, eccesso piacere, o estremo dolore, sui monti Sibillini, tantrico amore, Aglio o serpente, in sublimazione, eros festante, in estasi Picena. Fate in stoffe verdi, amano balletti, vesti fino a terra, lunghe acconciature, ogni piceno dice: siete belle siete fate, ma vi scricchiano piedi, come alle capre; sapevano i pastori, conoscer donne-fata, in cambio del silenzio, ricevono + doni, agresti favori, e celesti annunciazioni, se segreto infranto, perdono ricchezze, con vortice vento, frutti fuor stagione: vivono alte grotte, scendono a ballare, con zoccoli caprini, come fauno Pan, loro piedi adatti, aiutan saltarelli, come in Romania, rituali le fan belle: buonasera matraguna, madre a terra mare, Tu sei regina cielo, e mandi le tempeste, regina di fiori, e radici di feste, ginocchia inchino a terra, ti prego e ti invoco, concedimi coscienza. panliceo_mercurio-piceno.m4a
lume149-Socrate prega Pan, e le divinità del luogo, nel Fedro di Platone: O caro dio Pan, e voi altre divinità di questo luogo, concedetemi di diventare bello dentro; e che tutto ciò che ho di esteriore, sia in accordo con ciò che è dentro. Che io ritenga ricco il sapiente, e che io possieda tanto oro, quanto solo il saggio possa portarne e usarne. Pan bacia Stella sposa, nume di allegria, amica ai naviganti, Pantera di ninfe, lui gira la selva, con arpa di Viggiano, un soffio oracolare, giunto dai tre mondi, a dar grazie divina. |Pan Fauno Bacco e Siva, nel corpo ferma e vibra, emette dal suo piede, un suono primordiale, che in India è detto mantra: om bur buvaha suvah, Tat savitur varenyam, Bhargo devasya dimahi, Diyo yo nah prachodayat. Om namo bhagavate, vasudevaya, Om Nama Shivaja, |shivanandaja, venkate svaraja.

160:lume160- Padre Serafim e Klisty: nelle selve russe, anime oppresse cercavano il divino in danze e salmi, invocando lo Spirito che scendeva come fuoco nei corpi tremanti. Il culto dei Chlisty, tra canti, estasi e visioni, offriva ai contadini una via segreta verso la luce: nello stato Diveevo si torna come bambini, i cuori si fanno più puri, l'amore scalda e la grazia piove come falco celeste. Le Arche sono riunioni che custodiscono il fuoco dell'entusiasmo, dove il peccato redento diventa strumento di salvezza: chi danza per amore brucia senza consumarsi, la voce del cielo si sente nel silenzio del cuore, ma anche nel delirio, Dio parla. |Batyushka-Serafim (Padre Serafino), luce gentile della Russia, prega per chi soffre e per chi spera, e guida chi cerca la via: aiutaci a sopportare tutto con umiltà, a vivere con cuore limpido; dall'opera si conosce il maestro; non c'è miglior specchio dell'amico vecchio. ||Lyubimyy prepodobnyy otche, Amato, russo-IT, Reverendo Padre. Obiteli dukhovnoy kormchiy, dimora del nocchier spirituale.|Zdes vse napominayet o tebe, Tutto qui mi ricorda te.|Tvoyey lyubov'yu vse, il tuo amor riscalda tutto. |Diveyevo my slovno deti, in Diveevo siamo bambini.|Stanovimsya svetleye i dobrey, diventar più luminosi e gentili.|Dozhd blagodatnyy dar nebesnyy, pioggia gentile dono celeste. On Bozhiy promysel chudesnyy, Egli è provvidenza di Dio.|Dlya vsekh kto k pokayaniyu prishel, a tutti coloro giunti al pentimento. Kto khochet idti tol'ko k svetu, Chi vuole andare solo alla luce. Otbrosiv lozhnyye sovety, rifiuti consigli falsi.|Tropinku ko Gospodu nashel, ho trovato una strada verso il Signore.|Pripev-coro: Batyushka Serafim pamalis o detkakh, |PADRE-SERAFINO prega per i bambini.O mame o pape o vsekh blizkikh i rodnykh, della mamma del papà e tutti i parenti.|Pust u nikh budet vse khorosho, che stiano bene. Pust oni budut zdorovy lyubov'yu tvoyey sogrety, possano esser sani riscaldati dal tuo amore. |Batyushka-Serafim pamalis o greshnykh, Padre Serafino prega per i peccatori.|Da poshlet Gospod nam vsem chistoty serdechnoy, il Signore ci mandi la purezza del cuore. Batyushka Serafim pamalis o zdravii, Padre Seraphim prega per la salute.|Pomogi nam zhit v lyubvi pomogi zhit pravedno, aiutaci a vivere in amore e rettamente.|Batyushka Serafim pomolis o detkakh, Padre Seraphim prega per i bambini.|Pomogi perenesti trudnosti i bedy, aiutaci a sopportar difficoltà. Batyushka Serafim day blagosloveniye, Padre Seraphim dai una benedizione. Chtoby vse perenesti s nadezhdoy i smireniyem, a sopportare tutto con speranza e umiltà. Batyushka Serafim radost nasha svetlaya, Padre Seraphim nostra luminosa gioia.|My tebya blagodarim lyuboviyu sogretyye, Ti ringraziamo scaldati dall'amore (3volte).| Il culto dei Chlisty (o Khlysty), nato tra i contadini russi oppressi, offriva una via mistica di liberazione attraverso l’estasi spirituale e la comunione collettiva. I fedeli si riunivano in radure boschive per rituali chiamati *Radenje*, ispirati da antichi culti popolari e cristiani non ortodossi, con canti, danze ripetitive, digiuni e visioni. Indossando tuniche bianche, invocavano lo Spirito Santo affinché discendesse nei corpi, provocando stati di trance, profezie e catarsi. I momenti culminanti potevano includere anche atti sessuali rituali, interpretati come strumenti di purificazione. Considerato eretico, il culto fu spinto nell’illegalità ma sopravvisse in comunità segrete dette Arche, spesso collegate a chiese ortodosse. Figure come Danilo-Filippov e Rasputin ne incarnarono l’eredità spirituale. Il movimento fù una sfida mistica e sociale all'autorità religiosa e politica, cercando la salvezza attraverso l'esperienza diretta del divino, in uno spirito di liberazione interiore e collettiva.# Scuola dei Chlisty, fà culto dei |Radenje, per contadino russo, servo della gleba, suo dolore sfida, a uscire da oppressione, cerca convivio, coltiva entusiasmo, vivo e collettivo. |KHLYSTY culto ispira, amore di Maria, madre a dio Xristòs, nato da Crimea, prima comunità, porta vitalità, a oppressi smierd, carestie guerre var: ha culto analogie, ai riti dei Piceni, fraticelli spiritali, o boemi catari, Radeniye religiosi, si fanno alle selve, secondo usanza slava, radure delle feste. Iniziano riunione, tamburi ed un falò, invocano salmodie, tutti nomi Dio di amor, con tuniche bianche, iniziano danze, in ripetitivo moto, cercano ascension, a scopo di ottenere, offrirsi al divino, ritmi dalla voce, o dal suono flauto, cresce emozione, che rapisce un fiato, + estasi e catarsi, assieme ad oracolo: grotte del |Caucaso, invocan Spiro santo, lo invitano scender, nei corpi di fianco, assemblea contagio, percuotono tra loro, fuscelli di Betulla, qualcun parla intanto, rivivono entusiasmo; consumano un pasto, in fraterna unità, saluti ed abbracci, propria Izba tornar, nei propri paesi, confraternite segrete, Arche chiamate, madre di Dio chiese. Kristo si reincarna, nei fedeli pronti, cammina sulla Terra, come umile paesano, ritrova i fratelli, li unisce da lontano; usano il peccato, a uscire dal peccato, per loro salvezza, peccato è necessario, se porta pentimento, a volte orgia sessuale, acme del rituale: velen cura veleno, omeopatico principio, culto poi illegale, costrinse anonimato, le Arche hanno legami, in chiese ortodosse, costrette a mantenere, segreta loro sorte; continua raduno, invocando e cantando, più nomi divini, assieme a spiro santo, la danza rituale, in camice bianco, amplifica il moto, esplode ansimando, con moti regolari, ordinati dapprima, dopo qualche ora, si accelera a rima, fino al momento, che il moto si spezza, e in corpo tremante, in estasi sferza; frenetici salti, van fuori controllo, esulti in deliri, assalgono il gruppo, lo Spirito è sceso! abbandonano a esso, uomini e donne, dan vita a un consesso, con botte ed abbracci, piangono sfogo, discorsano in lingue, estrane nel luogo, contempla ciascuno, visioni abbaglianti, riflesse tra loro, son esseri urlanti. Lo Spirito Santo, come Falco lucente, è un rapido lampo, da un cielo fulgente, piomba su preda, selvaggio violento, rapisce nel vento; rispettano tutti, Dei gli uni per gli altri, emanan da occhi, gran Soli raggianti, tutti si senton, trasformati in profondo, insensibili al freddo, e fatica di fondo; infine giunge grazia, divina e suprema, lo Spirito Santo, vien giù in assemblea, a bocca di un profeta, parla in vaticino, a terra a volte getta, in stato convulsivo: parla di argomenti, destino che sarà, oracoli sibillini, a intera comunità, sorte di famiglie, e raccolti agresti, presente e futuro, rima nei versi; parla poi a ciascuno, in circolazione, svela segreti, e vizi a profusione, ogni profezia, reca gioia o cura, ponte di amicizia, nel luogo di natura. Dopo agitazione, esausti sono tutti, calmano coi canti, assaggiano frutti, orzo birra e farro, ebbrezza loro sposa, lo spirito di luce, illumina ogni cosa. |Danilo-Filippov, fu primo fondatore, che in Russia imitò, birra Lacandone, Dioniso ritorna, a raggiungere contatto, suo popolo fedele, ovunque sia infranto: richiuder suo boccale, difficile appare, a clero dominante, re o dittatore, Dante pur ricorda, la gnostica esperienza, amor divina essenza. Felice va colui, che visse interne cose, quando rientrerà, all'Ade di erme rose, Dioniso è isteria, al cuore sa parlar, nel contadino russo, che cerca liberare. Gregor |Rasputin, pur monaco errante, entra a corte Zar, a lenire fine grande, onora Parasceva, Panaghia Spalaiotissa, Sibilla di montagna, regina morte e vita. libro_alchimia_maria-selenite.m4a
|Orfeo e le baccanti: Dioniso inizia le moderne Maddalene, maestre di gestione e sublimazione della castità maschile, nata dalla trasmutazione del desiderio che inizia con attrazione → iniziazione → disciplina → rinuncia → accettazione finale, mente il contenitore archetipico moderno è BDSM. Sebbene BDSM non è ancora una religione, è il punto esatto in cui la modernità confessa di averne ancora bisogno, uno spazio simbolico dell'Ombra, dove questa può esser messa in scena ritualmente, a integrar pulsioni di controllo, dipendenza e annullamento dell'Io. La moderna Mistress incarna il Femminile numinoso, insieme nutriente, distruttivo, iniziatico, archetipo del femminile terribile, dove la Dama funziona simbolicamente come Dea iniziatrice, Signora del desiderio, Custode della soglia, Devi Shakti Kali eXuan-Nu, dea taoista del Mistero. Il sacro riemerge dove la coscienza collassa, dove l'Io non regge più, nelle moderne vie parossistiche del Femdom, luoghi in cui la coscienza razionale si spezza, nel tentativo spontaneo e inconscio di ricostruire il sacro in una cultura che ha perso i propri contenitori religiosi tradizionali: il mondo moderno perde Dio ma ritrova il numinoso nella catabasi estrema del BDSM, una discesa nella materia e nella dipendenza che riattiva strutture religiose arcaiche: sacrificio e disciplina, risveglia del sacro, estasi e subspace. Il BDSM Femdom è un luogo liminale in cui il sacro e l'archetipo del sacro Femminile sta riemergendo attraverso corpo e desiderio. La sua attuale forma è una catabasi senza anabasi, una discesa archetipica che, ancor priva di struttura simbolica completa, rischia di trasformare il sub non in uomo rinnovato, ma solo in oggetto rituale. Qui la castità maschile riemerge accanto ad altri elementi archetipici: catabasi dell'Io maschile, ritualità e disciplina, sacrificio del piacere, devozione al numinoso, tuttavia il desiderio manca di uscire dal simbolo, poichè la Femdom moderna possiede e trattiene, mentre nelle scuole iniziatiche antiche, il sub vive un esperienza di discesa, perdita di controllo e morte simbolica dell'identità profana, seguita da una vera rinascita. Dante e Ibn Arabī vedono la Donna come guida che poi svanisce: l'Amata è una soglia e l'amore trasfigura, struttura archetipica ricorrente che riemerge sotto nuove forme.

166:lume166-|Dante nel Purgatorio, attraversa un percorso liberazione, capovolgendo il punto di vista, da cosmico e interiore, la discesa nell'Inferno, culmina in risalita, lungo il corpo di Lucifero: il poeta come un neonato, rinasce uscendo a testa alta, e giunto al Purgatorio, riceve il dono da Virgilio: il libero arbitrio incorrotto, la doppia corona di equilibrio, e autonomia spirituale. Lasciato il suo maestro, Dante si apre all'incontro, con Beatrice amor sapienza, nella selva dell'Eden, dove Dioscuri e Grifone, Aquila e altri simboli, sono la luce di Beatrice, tappe di trasmutazione, a unire la doppia natura, umana e divina assieme. Il Duomo di Barga rivela, San Cristoforo e Adeodato, viaggio interiore cavalleresco, dove Dante diventa uno, imperatore e papa di se stesso, in armonia tra le leggi, interiori e universali. Il suo viaggio culmina, in unione mistica col cosmo, attraversa i cieli a spirale, come un cavatappi, al centro di ogni rotazione, libertà nasce da unione, tra anima corpo e soffio. Dante si vede tramutare, da capretta a pastore, da smarrimento a esser guida, per elevare le coscienze, caprette sono anime in cerca, che diventan carro di fiori, strumenti bellezza e purezza, in luce colori del Grifone, oro bianco e vermiglio. Grifone è il Cristo binario, divino e umano assieme, maschile e femminile riunite dentro lui, la donna in lui è Beatrice, tripartita nei colori, bianco rosso e verde, le tre fasi di alchimia. Dante nel fiume con Beatrice, fanno bagno al chiar di luna, nell'acqua fresca del torrente, tra olivi riflessi nella sera, rito di purga silenzioso. Dante riceve in Purgatorio, un rimprovero d'Amore, Beatrice lo accusa di aver scelto, il dolore sordo a sua missione, far vittimismo è sacrilegio, poiché si volge a sofferenza, tradendo luce innata in Sé. Il Salmo 30 appartiene la cura, canto e danza di redenzione, dove il pianto scioglie il cuore, in un pentimento purgatorio, viaggio interiore che lava, le passioni mal dirette, in traumi e falsi amori.| Purgatorio di Dante (riassunto): il viaggio spirituale è un percorso di purificazione dell’amore, che è il motor immobile di ogni azione e virtù. Virgilio spiega come ogni anima sia naturalmente mossa dall’amore, ma spesso questo è deviato: troppo attaccamento ai beni terreni o amore rivolto al male genera peccati come superbia, invidia e ira. Gli Accidiosi rappresentano chi ha frenato il movimento dell’amore dentro di sé, bloccando la crescita spirituale. Dante incontra figure simboliche come Francesca, Lucia e Matelda, guide dell’iniziazione spirituale, e attraversa visioni allegoriche del Paradiso dove le virtù teologali si manifestano. Nel cammino, la purificazione serve a correggere gli amori mal diretti, per ritrovare il vero bene e la felicità eterna, ottenibili solo attraverso umiltà e pentimento. Nel viaggio con Virgilio, Dante osserva scene scolpite nel marmo che narrano storie sacre, come quella di Traiano, simbolo di giustizia divina. Si immerge in simbolismi che uniscono scienza, filosofia e misticismo, esplorando l’anima come entità eterna capace di soffrire, amare e crescere. Nel Purgatorio, le pene delle anime sono metafore di purificazione: gli invidiosi con gli occhi cuciti e i ladri trasformati per liberarsi dal peccato. Marco Lombardo interviene per affermare la libertà umana contro il determinismo stellare, sottolineando che il vero potere è nell’uomo che sceglie, e chiarisce che il male nel mondo è effetto della libera scelta umana, non di una necessità astrologica, e invita a coltivare il libero arbitrio per elevarsi. Il poema racconta poi l'arrivo di Dante all’Equatore, dove osserva i ladri puniti da serpenti velenosi che li trasformano in cenere e li fanno rinascere, metafora della lotta e della purificazione spirituale. Tra le anime ladre c’è Vanni Fucci, che confessa il suo peccato e profetizza futuri conflitti politici a Pistoia. Il viaggio di Dante continua tra visioni, insegnamenti, simboli e una profonda riflessione sull’anima, l’amore, il peccato e la redenzione. La parte finale del viaggio svela il Quarto Sigillo: lo Spirito, immobile e quieto, dentro l’eterno ESSERE di Dio, mentre l’Anima vive un eterno DIVENIRE, danza perpetua tra forma e sostanza. Oltre le porte d’argento e d’oro, si apre il mistero dell’elevazione spirituale, dove la sofferenza si trasforma in luce e l’anima, attraverso umiltà e carità, si specchia nella Verità eterna. Così il viaggio termina, ma anche ricomincia, perché chi apre la porta con chiavi d’argento e oro, entra in un perpetuo cammino di scoperta, in un cerchio senza fine, dove ogni passo è nuovo, dove ogni ferita è un varco verso la luce, e ogni parola del Poema è un riflesso dell’Anima, che si specchia nel cristallo eterno della Verità.# Virgilio spiega il Purgatorio, relazione amore-anima, in Quarta Cornice ingresso, Dante vede gli Accidiosi, che hanno amato con il freno, Amore con mal tardato remo, motor immobile che tutto muove, è prodotto d'Amore, su cui possiamo agire, ad ogni intensità, o lievemente o forte, secondo forza nostro cuore, comunque è sempre Amore. Accidiosi hanno impedito, scientemente il movimento, hanno incatenato |Eros: né Creatore o alcun creatura, fu mai senza amore, naturale o d'elezione, natura sempre è senza errore, ma l'altro puote errare, per sbagliato mal obietto, o per troppo o poco vigore; finché amore è diretto, verso il primo bene, equilibrato verso gli altri, ovvero i beni terreni, non può cagionar mal diletto, ma quando si indirizza al male, o corre al bene troppo o poco, è allora la Creatura, che opera contro suo Creatore, dunque ben comprendi, che Amore è in voi semente, causa d'ogni virtute, e d'ogni azion che merita pena. Amore e anima bipolare, Amor smarrito o deviato, amor che ha perso la via, unica colpa che contien le altre, dei dannati e dei purganti, così come dei viventi. Virgilio ci ricorda, nostra vita è sol problema Amore, che sol lui ci regala, la virtù oppur l'errore, anche eccesso Amor del Bene, poiché amore mai agisce, contro salvezza proprio soggetto, le creature son sicure, rispetto all'odio di se stesse, poiché nessuna creatura, può esser separata, dal disio di salvezza, è anche impossibile odiare, la propria redenzione. solo amore mal diretto, vuole il male del prossimo, e nasce in tre modi: vi è chi spera primeggiare, calpestando il suo vicino, desiderando ch'esso perda, ecco superbia-Leone; vi è chi teme perdere potere, favore onore e fama, se un altro lo supera, per cui si rattrista, e desidera superarlo, ecco invidia-Lince; e vi è chi sembra adombrarsi, per aver ricevuto un'offesa, allor desidera vendetta, e predispone il male altrui, ecco ira-Lupa. Dante chiama Dio, Intelligenza di Materia, Forza della Natura, uomini agiscono per disio, di salute e salvezza, e ognuno in ter si sente salvo, quando artiglia il suo piacere, nostro amore più è deviato, più salvi ci sentiamo, quando naufraghiamo, dentro piacer poesia, allontanando da sapienza, siamo fragili terreni, dove amar male del prossimo, è nostra misura di SALVEZZA: ho mentito e ho corrotto, ho ricattato per salvarmi, ho eluso e complottato, congiurato e tradito, soltanto per salvarmi!, ho aperto gli arsenali, ho massacrato i civili, ho affamato i bambini, sempre solo per salvarmi! VASO che il SERPENTE ruppe, sol nel tempo storia, lo ascolti al telegiornale che, dice quanta gente si sta salvando, annientando nazioni intere, amore deviato giace al mondo, ingravidandolo di male. Prime tre cornici Purgatorio, chi ha amato il male d'altri, superbi invidiosi e iracondi, in quarta cornice gli accidiosi, che hanno incatenato Eros, in ultime tre cornici, chi ha amato i ben terreni: avar prodighi golosi e lussuriosi. Questo triplice amore, punito in Cornici sottostanti, ciascun confuso un bene apprende, nel qual si queti l'animo e disira, ognuno cerca di raggiungerlo, sconta la giusta pena, dopo il pentimento. Uomini intendano salvezza, lor felicità su terra, ma spesso innamoriamo, di felicità sbagliata, che non radica o da frutto, in mezzo a persone infelici, che credono esser felici, ma ora che sei grande, che hai anima hai conquistato, puoi guardarti attorno, e cercare da solo Dante! presagio a due Corone, di Dux e Sacerdote. |Popè: mbomo a mon vuta, omboma wi re ererya. Dyen ererya o Koto n'ererya; Ombwiri w'adombina, w'a mane ererya IT: quel Pitone si è srotolato, pizio fa paura, esser preso da spavento; quando ombwiri diventa vecchio, non fa più paura. Dante risponde al test, profession sete di Amore, dove si dirige la tua anima? al suo piacere immediato e futuro, Amore mi trova e legge, sempre pronto ad accoglierlo e viverlo, ad ogni grado e intensità che posso, venga Amore in qualsiasi tempo, da vivo e da morto, sempre mi troverà col viso aperto, anima pronta a tutti i suoi colpi, deboli o forti che siano, piacer dell'anima mia! Dante risorge i sensi, acuti prensili e curiosi, guarda i fiori nuovi freschi, iniziazione è femminile, le tre soglie superate, nelle mani di una donna, Francesca Lucia e Matelda, le donne dei tre ingressi, Inferno Purgatorio e Paradiso, Francesca è prima nello Inferno, mentre in soglia Purgatorio, Santa Lucia mutata in aquila, lo porta in volo sopra, mentre in soglia Eden, incontra Matelda a coglier fiori, paragonata a Proserpina, Lei lo bagna in fiume Lete, portandolo a Beatrice. Matelda è suo passato, che da Francesca torna opposto, nobil guardiana della Soglia, assolve compito doloroso, con lacrime agli occhi, soffre per Dante a morire, caddi come corpo cade, a poter proseguire il viaggio, Seconda Morte dei Misteri, alle illusioni del mondo, al nostro sguardo orgoglioso, alle ferree convinzioni, della grande finzione, scopri conquista Vero Amore. Francesca e Matelda, complici in missione, diagonale 43-93, incrocia il centro eternità, svela un'altra risonanza, aquila-Lucia porta Dante, alla soglia Purgatorio, dove umile è costretto, a chieder Angelo Guardiano, permesso poter entrare; poi in canto 93, Dante incontra aquila-Giovanni, che senza l'umiltà, offre il suo testamento, tuo poema amore scritto, per amore degli umani, quattro donne con Maria, che intercede presso Dio, per far Dante immortale, a poter regger sua visione. Torna il passato nello specchio, trasfigurato in Proserpina, che coglie fiori di un amore, non sbocciato tempo prima, storia narrata al contrario, Francesca riprende sua vita, risorge in centesimo canto, Lei che indica la strada, e la missione del poeta, ricercar amore vero, pizzicando quattro corde, a produrre sinfonia, cui Dante va abituarsi, per incontrar Beatrice, sinfonia d'amor risorto, trainato dal Grifone. Cantando come donna innamorata, Matelda continua dicendo: beati coloro i cui peccati, sono coperti dal perdono! e come ninfe in ombre boschi, la donna inizia risalir fiume, costeggiandone la riva, io la seguo e adatto il passo, il fiume svolta verso levante, luogo di iniziazione, la donna tutta a me si torse, ovver si volse e parla a me, fratello mio guarda e ascolta, un baglior percorse la foresta, e diventava più splendente, bianca luce che annuncia, la fase Albedo in cielo Luna, arriva una lunga processione, trionfale corteo di Beatrice, che si ispira a san Giovanni, nel suo libro apocalisse: un carro in su due rote triunfale, al collo d'un grifon tirato venne, sette alberi d'oro candelabri, che camminano da soli, lascian dietro scia infinita, di sette arcobaleni, i sette doni Spirito Santo, sapienza intelletto e consiglio, fortezza scienza e pietà, e il timore di Dio, 24 vegliardi bianvestiti, 24 libri Testamento, coronati a fiordalisi, 4 animali con sei ali, con migliaia occhi pavone, sono i 4 Vangeli, poi 3 ninfe danzanti, una rossa verde e bianca, Tre Virtù teologali, Fede Speranza e Carità, esse ispirano la Pizza, altre 4 ninfe danzanti, vestite rosso porpora: Forza Sapienza e Giustizia, e Temperanza con tre occhi, vede passato presen futuro, poi il Carro ekklesia trionfante, trainato dal Grifone, allegoria del Cristo, Beatrice siede in Carro, 1 vegliardo degli Apostoli, san Luca san Paolo, tiene spada in mano, è riflesso stesso Santo, 4 umili vegliardi, son le lettere di Pietro, Giovanni Giacomo e Giuda, poi 1 vegliardo Apocalisse, retro a tutti un vecchio solo, dorme e chiude il corteo, tutti onorano il Grifone, Gesù Gristo motor carro, che raffigura umanità, su cui siede la Beatrice: colui che chiude il corteo, sei tu caro Lettore, che con estasi vai uscire, dalla linea letterale, verso quarta dimensione. La chiave d'oro dell'ANGELO, guardiano al Purgatorio, si moltiplica a miliardi, e miliardi vite vissute, tutte diverse incluso Dante, che rinasce a nova vita, rinnovato in corpo e spirito, come ri-nascita di Adamo, cioè Umanità tutta, sigillo alfa e omega, qui finisce e qui comincia, Poema giostra rotante, che coinvolge ogni Lettore, nel ritorno al Tutto, canto 99-100-1, son Tre canti in Uno, ovvero Un canto in Tre, son Trinità Creante; così termina il 99: E cominciò santa orazione, nel 100 arriva San Bernardo, con Preghiera alla Vergine, strumento di creazione, 1 Eterno Essere, contiene il 5 Intelligenza, in Eterno Divenir materia. Dante conquista anima intuitiva, cioè lo sguardo che si apre, a intuizione del divino, Zen somiglia apocatastasi, questo progetto d'Amore, a cui non puote fin mai esser mozzo! questo tempo verrà, ma durata attesa è in chi NON VUOLE, poichè il vaso che serpente ruppe, è Umanità sempre salva, nella mente di Dio, ma sol se Uomini Vogliono, concretizzano il progetto, ciascun individuo per se stesso preso, specie se soffron pene Inferno, arrendendosi all'Amore. Dante conduce alla Certezza, perché non puote fin mai esser mozzo, Croce di Loto vien da melma, nell'Inferno Malebolge, e anche qui sta la Certezza, umani schiavi son dal forse, Alighieri ne era cero: la lega e il peso della fede, è ben passata per tue mani, ma dimmi se la possiedi, Sì possiedo tal moneta, così lucida e tonda, che nulla resta incerto a me, e come stella in me scintilla; a Pietro apostolo risponde, tale Fede è il suo Poema, e a Giacomo risponde, che Speranza è il suo Poema, indica strada di salvezza, a Giovanni poi risponde, che Carità è il suo Poema, scritto con Amore per Amore; canto 43 di Lucia, traccia Via di Elevazione, che conduce ad Adamo, canto Testamento segreto, opposto a Candida Rosa; 44 ingresso al Purgatorio, oltre soglia Angel Guardiano, Dante entra in Tempio intaglio, col decreto della pace, che aperse il ciel lungo divieto, dinanzi a noi parea verace, quivi intagliato atto soave, giurato ch'el dicesse Ave! perché vi era imaginata, quella che alto amor volse la chiave, e avea in atto impressa esta favella, Ancilla Dei in cer si suggella; sculture in marmo bianco, ritrae tra Dio e uomo, Gabriele venne in Terra, col decreto della pace, sospirata in tanti anni, aprì il Cielo dopo il divieto, così reale avanti a noi, scolpito in soave silenziosa, avrei giurato dicesse Ave! raffigurata era Maria, che girò chiave per aprire, l'alto amore di Dio, dicendo Ecce ancilla Dei! come figura sulla cera, Cristo annunciato qui è descritto. |Popè: mbomo a mon vuta, omboma wi re ererya. Dyen ererya o Koto n'ererya; Ombwiri w'adombina, w'a mane ererya IT: quel Pitone si è srotolato, pizio fa paura, esser preso da spavento; quando ombwiri diventa vecchio, non fa più paura. Dante risponde al test, profession sete di Amore, dove si dirige la tua anima? al suo piacere immediato e futuro, Amore mi trova e legge, sempre pronto ad accoglierlo e viverlo, ad ogni grado e intensità che posso, venga Amore in qualsiasi tempo, da vivo e da morto, sempre mi troverà col viso aperto, anima pronta a tutti i suoi colpi, deboli o forti che siano, piacer dell'anima mia! Dante risorge i sensi, acuti prensili e curiosi, guarda i fiori nuovi freschi, iniziazione è femminile, le tre soglie superate, nelle mani di una donna, Francesca Lucia e Matelda, le donne dei tre ingressi, Inferno Purgatorio e Paradiso, Francesca è prima nello Inferno, mentre in soglia Purgatorio, Santa Lucia mutata in aquila, lo porta in volo sopra, mentre in soglia Eden, incontra Matelda a coglier fiori, paragonata a Proserpina, Lei lo bagna in fiume Lete, portandolo a Beatrice. Matelda è suo passato, che da Francesca torna opposto, nobil guardiana della Soglia, assolve compito doloroso, con lacrime agli occhi, soffre per Dante a morire, caddi come corpo cade, a poter proseguire il viaggio, Seconda Morte dei Misteri, alle illusioni del mondo, al nostro sguardo orgoglioso, alle ferree convinzioni, della grande finzione, scopri conquista Vero Amore. Francesca e Matelda, complici in missione, diagonale 43-93, incrocia il centro eternità, svela un'altra risonanza, aquila-Lucia porta Dante, alla soglia Purgatorio, dove umile è costretto, a chieder Angelo Guardiano, permesso poter entrare; poi in canto 93, Dante incontra aquila-Giovanni, che senza l'umiltà, offre il suo testamento, tuo poema amore scritto, per amore degli umani, quattro donne con Maria, che intercede presso Dio, per far Dante immortale, a poter regger sua visione. Torna il passato nello specchio, trasfigurato in Proserpina, che coglie fiori di un amore, non sbocciato tempo prima, storia narrata al contrario, Francesca riprende sua vita, risorge in centesimo canto, Lei che indica la strada, e la missione del poeta, ricercar amore vero, pizzicando quattro corde, a produrre sinfonia, cui Dante va abituarsi, per incontrar Beatrice, sinfonia d'amor risorto, trainato dal Grifone. Cantando come donna innamorata, Matelda continua dicendo: beati coloro i cui peccati, sono coperti dal perdono! e come ninfe in ombre boschi, la donna inizia risalir fiume, costeggiandone la riva, io la seguo e adatto il passo, il fiume svolta verso levante, luogo di iniziazione, la donna tutta a me si torse, ovver si volse e parla a me, fratello mio guarda e ascolta, un baglior percorse la foresta, e diventava più splendente, bianca luce che annuncia, la fase Albedo in cielo Luna, arriva una lunga processione, trionfale corteo di Beatrice, che si ispira a san Giovanni, nel suo libro apocalisse: un carro in su due rote triunfale, al collo d'un grifon tirato venne, sette alberi d'oro candelabri, che camminano da soli, lascian dietro scia infinita, di sette arcobaleni, i sette doni Spirito Santo, sapienza intelletto e consiglio, fortezza scienza e pietà, e il timore di Dio, 24 vegliardi bianvestiti, 24 libri Testamento, coronati a fiordalisi, 4 animali con sei ali, con migliaia occhi pavone, sono i 4 Vangeli, poi 3 ninfe danzanti, una rossa verde e bianca, Tre Virtù teologali, Fede Speranza e Carità, esse ispirano la Pizza, altre 4 ninfe danzanti, vestite rosso porpora: Forza Sapienza e Giustizia, e Temperanza con tre occhi, vede passato presen futuro, poi il Carro ekklesia trionfante, trainato dal |Grifone, allegoria del Cristo, Beatrice siede in Carro, 1 vegliardo degli Apostoli, san Luca san Paolo, tiene spada in mano, è riflesso stesso Santo, 4 umili vegliardi, son le lettere di Pietro, Giovanni Giacomo e Giuda, poi 1 vegliardo Apocalisse, retro a tutti un vecchio solo, dorme e chiude il corteo, tutti onorano il Grifone, Gesù Gristo motor carro, che raffigura umanità, su cui siede la Beatrice: colui che chiude il corteo, sei tu caro Lettore, che con estasi vai uscire, dalla linea letterale, verso quarta dimensione. La chiave d'oro dell'ANGELO, guardiano al Purgatorio, si moltiplica a miliardi, e miliardi vite vissute, tutte diverse incluso Dante, che rinasce a nova vita, rinnovato in corpo e spirito, come ri-nascita di Adamo, cioè Umanità tutta, sigillo alfa e omega, qui finisce e qui comincia, Poema giostra rotante, che coinvolge ogni Lettore, nel ritorno al Tutto, canto 99-100-1, son Tre canti in Uno, ovvero Un canto in Tre, son Trinità Creante; così termina il 99: E cominciò santa orazione, nel 100 arriva San Bernardo, con Preghiera alla Vergine, strumento di creazione, 1 Eterno Essere, contiene il 5 Intelligenza, in Eterno Divenir materia. Dante conquista anima intuitiva, cioè lo sguardo che si apre, a intuizione del divino, Zen somiglia apocatastasi, questo progetto d'Amore, a cui non puote fin mai esser mozzo! questo tempo verrà, ma durata attesa è in chi NON VUOLE, poichè il vaso che serpente ruppe, è Umanità sempre salva, nella mente di Dio, ma sol se Uomini Vogliono, concretizzano il progetto, ciascun individuo per se stesso preso, specie se soffron pene Inferno, arrendendosi all'Amore. Dante conduce alla Certezza, perché non puote fin mai esser mozzo, Croce di Loto vien da melma, nell'Inferno Malebolge, e anche qui sta la Certezza, umani schiavi son dal forse, Alighieri ne era cero: la lega e il peso della fede, è ben passata per tue mani, ma dimmi se la possiedi, Sì possiedo tal moneta, così lucida e tonda, che nulla resta incerto a me, e come stella in me scintilla; a Pietro apostolo risponde, tale Fede è il suo Poema, e a Giacomo risponde, che Speranza è il suo Poema, indica strada di salvezza, a Giovanni poi risponde, che Carità è il suo Poema, scritto con Amore per Amore; canto 43 di Lucia, traccia Via di Elevazione, che conduce ad Adamo, canto Testamento segreto, opposto a Candida Rosa; 44 ingresso al Purgatorio, oltre soglia Angel Guardiano, Dante entra in Tempio intaglio, col decreto della pace, che aperse il ciel lungo divieto, dinanzi a noi parea verace, quivi intagliato atto soave, giurato ch'el dicesse Ave! perché vi era imaginata, quella che alto amor volse la chiave, e avea in atto impressa esta favella, Ancilla Dei in cer si suggella; sculture in marmo bianco, ritrae tra Dio e uomo, Gabriele venne in Terra, col decreto della pace, sospirata in tanti anni, aprì il Cielo dopo il divieto, così reale avanti a noi, scolpito in soave silenziosa, avrei giurato dicesse Ave! raffigurata era Maria, che girò chiave per aprire, l'alto amore di Dio, dicendo Ecce ancilla Dei! come figura sulla cera, Cristo annunciato qui è descritto. Virgilio dice a Dante, non guardare solo un punto, allor io mossi sguardo e vidi, a destra scolpita un'altra storia, e mi accostai per vederla, meglio coi miei occhi, era intagliata in marmo stesso, lo carro e buoi trae arca santa, dinanzi è gente tutta quanta, divisa in sette cori, e un mio orecchio nulla ode, mentre l'altro sente e canta, in concerto coi miei occhi, che fan lungimiranza; similemente al fumm incensi, rendea discordi li miei occhi, che credevan fosse vero, e il mio naso annusa nulla. Arca Santa è preceduta, da Davide autor di Salmi, che danzava a veste alzata, era un re di fronte a me, e affacciata a un gran palazzo, Micòl osserva ciò stupita, come una donna indispettita; tal distorsione sensoriale, nelle parole di Maria, nel profumo incenso e canti, generati in quiete marmo, divino irrompe nell'umano, e umano irrompe nel divino, Davide danza seminudo, innocente allegro par giullare, che vale molto più di un re, canta l'Arca della Legge, che lo ha incoronato re. Canta e danza a offrir sua gioia, al suo Signore ma Micòl, lo guarda contrariata, negli sguardi dei censor. Io mi mossi dal punto, per guardare un'altra storia, oltre Micòl bianca nel marmo, è raffigurata un alta gloria, virtù Traiano imperatore, spinse Gregorio a vittoria, una vedova accanto al suo cavallo, in lacrime addolorata, intorno molti cavalieri, e le aquile imperiali, si muovevano al vento, la pover donna sembra dire: Signore rendimi giustizia, per mio figlio ucciso soffro, e lui parea risponder: aspetta finchè sarò tornato, e la vedova addolorata, mio signor se tu non torni?, e Traino rispose chi sarà al mio posto esaudirà tua richiesta, la donna rispose, il ben fatto da un altro che gioverà a te, se dimentichi il tuo dovere? Traiano disse stai tranquilla, faccio il mio dovere avan partire, lo vuol giustizia e pietà qui. Leggenda narra che Traiano, morì prima di dar vedova giustizia, ma sua sete di giustizia, lo fà risorgere da Inferno, per assolvere suo compito, nel Poema brilla insieme a Davide, nell'occhio dell’Aquila, dentro la divin Giustizia, che annuncia incarnazione, nel discendente Cristo, nella tribù di Davide, sua stella è Anello Salomone, sentinella opposta a Giustiniano, nel canto di Sofia: l'ho amata e cercata, ho desiderato farla mia sposa, amante sua bellezza, ho pregato venisse a me, a saper cosa mi mancava, e che cosa fosse accetto a Dio, essa aveva comprensione, e mi avrebbe guidato in mio lavoro, tenuto sotto sua tutela. Campagna viva e vivace, e bosco in cima al Purgatorio, Dante fà il botanico, parte dal seme sparso a terra, dal vento e da tempeste, inumidito dall'acqua, attecchisce e germoglia, cresce come i funghi, erba verde agli animali, a volte dannosa ad agricoltura, piante erbacee infestanti, per Dante exemplum paragone, per personaggio o situazione, come Giunco Gramigna e Loglio, inaspettato beneficio. Spelta grano e Verbena, pianta erbacea a fusto rigido, cita Pier delle Vigne, a spiegar metamorfosi in alberi, di anime dei suicidi. Anima separa dal corpo, è inviata da Minosse, nel settimo cerchio poi germoglia, somigliando a erba indistinta, poi si muta in cespuglio, infine in pianta da bosco, tre stadi vegetativi. Festuca erba da pascolo, quan si tramuta in secco stelo, offre paragone coi dannati, congelati in ghiaccio Cocito. Loglio Lolium temulentum, erba tossica paragonata, ai frati allontanati, dalla regola francescana, ma distinto da Lolium perenne, che è cibo per uccelli. Dante paragona Gramigna, a umiltà di Fabbro Lambertazzi, e Bernardin di Fosco, giunti alte cariche politiche, preservarono umanità, Gramigna pure infestante, ricopre il carro della Chiesa. Trifoglio che contadino estirpa, paragona a falsa opinione, che nobiltà di nascita equivale, a nobiltà di animo, Beatrice paragona a Ortica, che aiuta poeta coscienza, della via traversa intrapresa. Canna e cannuccia di palude, Papiro Edera e Giunco, nel primo canto Purgatorio, vede in scena Catone, iniziazione catara, cinger fianchi col giunco, accostarsi all'acqua e lavarsi il volto, Dante aspirante perfetto, dei catari preparati, a cerimonia consolamentum. Catone assume la funzione, di consolato-maestro, invita Dante a pronunziar adesione, ripetendo parole dell'anziano: vengo a Dio va dunque, a voi e alla Chiesa, e al vostro santo ordine, a ricevere perdono, e misericordia miei peccati, che li lavi il viso, e ogni sudiciume quindi estingue. |Ovidio muta Cadmo e Aretusa, il primo in serpente e l'altro in fonte, lo fà poetando io non lo nvidio, ma fronte a fronte lui mai trasmuta, serpente può diventar Ladro, e ladro diventar Serpente, che a sua volta ritrasmuta. Cadmo usa quarta arma, contro il serpente azzurro, come serpente a sei piedi, controfigura Drago alchemico, rebis del due in uno, daimon tradito abbraccia il dannato, e come Giuda gli morde guance, poi con forza del suo fuoco, si fonde a lui in ibrido mostro, Rebis doma un drago alato, sempre vinto e ma mai ucciso, San Giorgio pur ferisce il drago, battuto e vinto mai ucciso, protende fauci pronte a ghermire, IO material istinto profondo, drago sorveglia il giardin tesori, ha occhi infuocati e non dorme, senza riposo né stanchezza, difende mele d'oro in Esperidi, dove Ercole incontra il Drago, che riconosce ogni iniziato, e scaccia ogni indegno al tesoro, mostrando il volto terrificante, guardian di Soglia, impedisce ad incauto, di bruciar tappe senza inizi, a cui fornisce giuste chiavi, a chiarir passato: se sta in terra terrorizza, se sta in cielo volatilizza, è sia farmaco e veleno, guastatore oppure saggio, combatter lui è contro egoismo, Drago domato mai ucciso, così da proseguir cammino; ciò che è vile è nobilitato, come il piombo elevato a oro, mistero del quaternario, unito al ternario, nei sette cieli pianeti, quattro elementi e tre sostanze, zolfo sale mercurio, natura inferiore unita a superiore. Dante cita Azoth opera aurea, di Basilio Valentino, pellegrino arriva da lontano, caricando ogni linguaggio, con archetipi del mondo, per lambirci alla speranza, lui si è fatto Mercurio, Adamo Ulisse e Cristo, si è fatto ermetico e alchimista, pitagorico e astronomo, per parlarci di Materia: i filosofi mi chiamano Mercurio, mio sposo è l'oro antico, son Drago ovunque in terra, padre madre giovan vecchio, forte gracile morto e risorto, visibile e invisibile, duro e molle scendo in terra, poi riascendo al cielo, grandissimo e piccolissimo, leggerissimo e pesantissimo, in me ordine è Natura, color numero e misura. Dante fattosi Mercurio, purezza alla dialettica, a incontrar sua Venere-Beatrice, dolcezza Filosofia, nell'Eden virginale, sotto il segno della Vergine, noi con lui scesi a terra, e poi saliti al cielo, con sembianze Cristo-Serpente, come dicono i peyotisti, il mercuriale caduceo, che ci insegue e spinge a Stelle, nel cammino sempre intriso, di compassione pietate, Dante riesca ad ammaliarvi, voi-noi che siamo Adamo, e siamo Ulisse costretto, da maggior forza a varcar limite, afflitti e confortati, da dote intelligenza, perché il sublime in vita vive. ETERNO DIVENIRE, in Alighieri Jung ed Hillmann, Anima eterna infinita, che soffre sua missione, incessante trasformazion, ri-creazione di sé, che da Spirito differisce, ETERNO ESSERE compagno. Anima piange e soffre, ride e ama con noi, si diverte e impara insieme, spera e dispera assieme a noi, a volte ci lascia soli, se ne va se la scartiamo, diviene un anima dannata, che ha abbandonato individuo, perché non alimentata, ma resta con noi pure dannata, perché eterna e in ogni cosa, ubiqua e ambigua esiste o meno, doppia natur come Dioscuri, curata e nutrita col suo cibo, anima si ciba di anima, cioè storie fiabe e narrazioni, di dannati purganti e beati, Dante Poema ed Agrobuti, Sapienza di Anima rispecchia, diventa Francesca o Farinata, Beatrice Ovidio oppur Virgilio, e ci trasformiamo in tale rito, lor continuano con noi, senza fine Anima eterna, va costruita ogni giorno, cucendo un pezzo di mantello, come rivela Cacciaguida, con lingua immagini o di sogno, amor per Alighieri, che di immagini ci nutre, dentro gli occhi di Beatrice, fino a farle dire, non sol miei occhi è paradiso, noi formiamo e siam formati, rispecchiati in umiltà, poichè accedere a un racconto, è viver trama salutare, Amore spinge verso il mondo, che in Umiltà rendiamo humus, canto 50 Marco Lombardo, vescovo cataro a Concorezzo, parla di anima e di amore, collegata al Polo Nord, Sigillo del Corpo, non desiderare donna d'altri: la colpa de la Invidia, trae forza e corde dallo amor, è molto dolorosa, cura con canti Amore. Cornice che punisce, il peccato di invidia, Guido conosce colpa, disio di roba di altri, Mosè decimo comandamento, ferita d'amor di anima, è ferita di orgoglio. Francesca custode dell'Inferno, donna uccisa per amor Invidia, AMOR non può aver possesso, sebbene noi lo trasformiamo, come fosse un conto in banca, a difender nostro orgoglio, poichè Eros ci spaventa; noi figli di Caino, che uccide il suo fratello, per INVIDIA D'AMORE, così Pietro prova un poco, quan Cristo è per Giovanni, sempre Invidia d'amor. Virgilio dice a Dante, comprendi parol di Guido, egli conosce il danno, del suo maggior peccato, non ti stupir se gente umana lo rimprovera, perché essa stessa possa, evitar provare quel dolore. Invidia spinge a sospirare, perché i vostri desideri, si concentrano sui beni, il cui possesso diminuisce, quanto più li si possiede, ma se l'amore di Empireo, torcesse in alto vostro disio, non vi sarebbe timor al petto, in quanto più numerosi in Cielo, son coloro che godon bene, tanto maggiore è posseduto, e più carità arde in quel luogo. Amor non sia oggetto, di scambio o di possesso, che si rischia di spartire, così bilancio resta in rosso, ma se ti specchi al Cielo, comprendi Amor valore in sé, più si alimenta e più aumenta, non spartito ma moltiplicato, come detta sua natura. Dante non comprende, come un ben distributo fà più ricchi, che se fosse goduto da pochi, Virgilio gli risponde, tu pensi ancor cose terrene, così ricavi tenebre da luce, ovver procedi a tentoni, ma tema d'anima e d'amore, lo infinito e ineffabil bene, tanto si dà quanto trova ardore, sicchè quan carità di ognun si estende, tanto più cresce in lui l'eterno bene, e quanta più gente lassù s'intende, tanto più bene vi è da amare, e tanto più si ama, l'amor riflette da uno all'altro, come la luce da uno specchio. E se la mia ragion non ti disfama, vedrai Beatrice pienamente, ti torrà questa e ogni altra brama, affrettati dunque a far spente, le altre cinque Piaghe, come hai già fatto con le prime due, che scompaion grazie al tuo pentimento. Dante è preso da visioni, vede Maria indulgente al figlio, scomparso perché si fermò, a parlar coi dottor del Tempio, ma con dolcezza lei lo accoglie, pur con rimprovero leggero, poi vede Pisistrato re, che si rifiuta uccider amico, che baciò in pubblico sua figlia, che faremo a chi ci vuol male, se condanniamo color che ci amano? poi vede Stefano che muore, lapidato da folla inferocita, vedevo lui chinarsi a terra, morente volge occhi al cielo, orando all'alto Sire, nonostante tanta guerra, che perdonasse suoi persecutori, con quell'aspetto che genera pietà. Quando mia anima tornò in sé, e percepì cose reali esterne, riconobbi aver avuto visioni, dal contenuto veritiero, il mio maestro mi vedeva, come un uomo che gradual si sveglia, che cosa hai che non ti reggi in piedi? e hai camminato mezza lega, con occhi velati e gambe impacciate, come chi è gravato dal vino o sonno? Le visioni in Purgatorio, causan estasi a Dante, da cui Virgilio lo scuote, per la prova che li attendeì, nel dominio dei Dioscuri, che inducon conoscenza, mansuetudine che oppone, al fumo d'ira vista prima. Mi vidi giunto altra Cornice, ancor rapito altra visione, vidi in un tempio molte persone, O dolce padre mio, ti dirò ciò che mi apparve, quando le gambe mi furon tolte, ma Virgilio rispose, se tu avessi cento maschere, vedrei comunque tuoi pensieri, ciò che vedesti è necessario, d'aprir lo core a l'acque di pace, che da eterna fonte son diffuse, io ti dimandai per darti forza al piede, così convien frugare i pigri, a camminar quan tornan vigili. Noi andavam per lo vespro, fissando gli occhi al sole basso, ed ecco a gradi farsi avanti, un fumo oscuro come notte, dal qual non puotesi scansarsi, ci tolse occhi e l'aere pura. Dante sosta poco tempo, nella cornice d'Invidiosi, con occhi cuciti a fil di ferro, poiché ho peccato lievemente, volgendoli ad invidia, la mia anima ora teme, la Cornice dei Superbi, il tormento carico macigno, già pesa su mie spalle; se abbiam ferite invidia, cerchiamo di saperlo, al fine alleggerirci, a salir sfera infinita, entriamo dentro tenebre, con questo peso sul cuore, e a tentoni procediamo, in aere sozzo coi Poeti. Marco Lombardo parla a Dante: chi sei tu che nostro fummo fendi, e di noi parli come se tu fossi ancor vivo? Dante si presenta, e inizia conversazione, su anima e libero arbitrio, e aumentan pesi sul cuore, lo mondo è diserto di virtude, e di malizia gravido e coverto, ma priego che m'addite la cagione, sì che la veggia e la mostri altrui, giacchè chi dice influenze astrali, altri comportamenti umani; frate lo mondo è cieco, e tu vieni ben da lui, Voi che vivete dite ogni cagione, vien dal cielo stelle, come se tutto movesse, secondo necessitate, se così fosse in voi fora distrutto, libero arbitrio e giustizia, che per ben reca letizia, e per male reca lutto. Male congiunge a umanità, ingravidandola altro Male, a molti animali si ammoglia, ciechi di anima e di occhi, lo cielo i vostri movimenti inizia, non dico tutti ma poniamo, che distinguiate il bene e male, lume v'è dato a bene e a malizia, e Liber Volere possedete, che se fatica a prime battaglie, con gli influssi ciel astrali, poi vince ogni cosa, purché venga ben nutrito. Voi liberi soggiacete, a maggior forza e miglior natura, che voi chiamate Dio, che crea vostro intelletto, che il cielo astrologia, non tiene in suo potere; però se mondo attual disvia, in voi è la cagione, io te ne darò dimostrazione. Marco astrologo afferma, la stella inclina ma non determina, marchia indole e modo d'essere, ma non genera anima intellettiva, che sol noi conquistiamo, combattendo dura lotta, contro il cielo influsso, e offrendo giusto nutrimento, a tale Forza Dio-Natura, rimarremmo sempre uguali, a ciò che siamo essenza, pur oscillanti da poggia ad orza. Libero arbitrio e libertà, sono due cose diverse, il primo ci fa scegliere, fra inabissamento o elevazione, la seconda si conquista, sol se si sceglie elevazione, si diventa fuoco naturalis, e non più si torna indietro. |Alighieri eletto priore, in campagna elettorale, gestita da imprenditori, che taglian fuori aristocrati, entra in Medici e Speziali, che ha simbolo corporativo, il caduceo mercuriale, due serpenti scendenti, dalle due ali della croce; conobbe Arte trasformazione, di erbe in rimedi alambicchi, suono secco del mestiere, la fatica delle mani, la linfa strade borgo, un maniscalco e un falegname, un rilegatore libri, un vasaio col suo tornio, donne chin sul tombolo, fan bozzetti ricami, gran Commedia della Vita, labirinto intelligenza, del villano e del pastore, che nel rigido febbraio, ha poco foraggio per sue bestie, quan brina in su la terra, sotto stelle dello Acquario, vede bianca sorella neve, si leva e guarda la campagna, a interrogare il clima, a mezzo intelligenza; dove il ponte era franato, s'improvvisa carpentiere, a trovare un buon percorso, lungo macerie del franato, nella salita Dante è spinto, anche da mani di Virgilio, e di spuntone in spuntone, arduo reggersi da soli, tra le dieci Malebolge, unico ponte franato, si cammina su macerie, dentro un nuovo Passaggio. Dante è arrivato all'Equatore, nulla è come prima, il corpo sale a intelligenza, senza fiato nei polmoni, quando fui arrivato in alto, non potevo seguir oltre, mi sedetti e lui mi disse, convien che tu proceda, se vuoi avere fama, onde una voce uscì dal fosso, a formar parol sconnesse, io volto in giù vedevo scuro, allor chiedo al maestro, di raggiungere il margine, a guardar pozzo ripugnante, in cui son dannate anime ladri, vidi un groviglio di serpenti, tutte specie diverse, memoria e sangue ancor mi scipa, Libia non vanti con sua sabbia, anche se produce chelidri, iacule cencri e anfisibene, assieme Arabia ed Etiopia, non ebbe mai tanti pestiferi, tra questa cruda e triste copia, correan genti nude e spaventate, sanza sperar pertugio od Elitropia, pietra che rende invisibili, e cura morsi dei serpenti, avean man legate dietro con serpi, che insinuavan coda e capo, e si annodavano sul ventre: un serpente si avventò, contro un dannato presso noi, e lo morse sulla nuca, dove collo a spalle annoda, quello si accese e bruciò, e diventò cenere a terra, poi cener si raccolse, e tornò alle sue sembianze, come Fenice mor rinasce, dopo cinque secoli di vita, e non mangia semi o erba, ma sol lacrima Incenso e Cardamomo, in suo ultimo nido fatto, di foglie nardo e Mirra, in cima a tremula Palma, come un che cade sen saper causa, per forza di demon che a terra tira, od ostruzione di un meridiano, e quando rialza intorno mira, tutto smarrito in grande angoscia, ch'elli ha sofferta guarda e sospira, tal peccator levato poscia, Oh potenza divina severa! assesti cotai colpi per vendetta! Ovidio arriva in commedia, e porta metamorfosi prodigio, il serpe col morso velenoso, brucia e fà cenere il dannato, che da ceneri rialza, dolorante e intontito, senza aver capito l'accaduto: qui il Drago mercuriale, o Serpente Basilisco, realizza mutazion materia, pria che sia putrefatta, infuocata e incenerita, Fenice è il traguardo, la rinascita dell'uomo, fuoco creatore in alchimia, dissolve tenebre di morte, da natura uman che opprime. Tutti tal ladri irredenti, miman Resurrezione, senza saper mai nulla, opposto al mistero Croce, vendetta perfida e sarcastica, diviene eterna condanna, un dannato morto e risorto, è Vanni Fucci pistoiese: lo duca il domandò chi ello era, ei rispuose io piovvi da Toscana, in questa fossa crudele, volli vita bestial non umana, come il bastardo che fui, son Vanni Fucci detto bestia, e Pistoia mi fu degna tana, Dante lo conobbe in vita, e gli chiese il suo peccato, mi duol più che tu m'hai colto, ne la miseria in cui mi vedi, che de altra vita fui tolto, io non nego quel che chiedi, in giù son messo perchè fui ladro, alla sagrestia arredi sacri, e diedi colpa ad altri, ma ora ascolta mio annunzio: Pistoia in pria guelfi Neri esilia, poi Fiorenza rinnova gente e modi, a liberarsi dei Bianchi, Marte attirerà da Val di Magra, oggi detta Lunigiana, un vapor igneo fulmine, cioè Moroello Malaspina, che sarà avvolto a nere nubi, e con tempesta impetuosa e agra, sovra Campo Picen fia combattuto, nel territorio pistoiese, repente spezzerà ogni guelfo bianco, te lo dico a che doler ti debbia! Ladro di cose sacre, e di libertà innocenti, che fan galera al suo posto, fà un amara confessione, con briciolo dignità, cosciente di sua colpa, si vergogna di esser visto, all'inferno da un vivo, ma rivincita si prende, rivelando fin dei guelfi bianchi, per il piacere di ferire, usando intelligenza, nei modi a fare inganno, ecco i truffator mercati, schiavi al poter danaro, tra i peggior dannati, più di omicidi e traditori, sono i pubblici ladroni, che derubano le genti, vanno in questa Bolgia, che ha rotto i ponti mondo, il più grave dei delitti, aver tradito intelligenza, come strumento CONOSCENZA, donata agli umani, con mediazione del Serpente, tenuto a bada da Maria. Siamo al canto 25, dove dolore Intelligenza, è di esser abbandonata, alla totale incoscienza, della sua potenza, i ladri muoiono e risorgono, nello stato inebetiti, Serpenti identici ai Centauri, son Maestri traditi, e dai Ladri trascinati a inferno, forman loro dannazione, lasciano intatta intelligenza, tranne capire il perché, son condannati a morire, e a risorgere al dolore; il ladro a fin discorso, le mani alzò con foglie fiche, grida a Dio canto 75, dove sta la Croce Cristo, sul diametro equatoriale, da indi a ora mi son serpi amiche, perche una gli s'avvolse al collo, come a dir non vò che dici altro! e un altra legò attorno sue braccia, bloccando ogni movimento. Dante esprime amicizia, per entità dette malvage, amicizia da indi a sempre, come rispetto che provò per Nesso, maestro Centauro che elevò, suo corpo a intelligenza. Vanni Fucci fugge via, poi vidi un centauro pien di rabbia, che dicea dov'è quell'empio? la Maremma ha meno bisce, di quel che lui avea sulla groppa, là dove inizia aspetto umano, sovra sue spalle e dietro coppa, con ali aperte giace un draco, che infiamma chiunque intoppa; Virgilio disse questi è Caco, che sotto rupe di Aventino, di sangue fece spesso lago, non va coi suoi fratel centauri, per furto che frodolente fece, del grande armento a lui vicino, onde cessaron sue opere biece, sotto la mazza di Ercule, che forse gli diede colpi cento, e lui morì avanti al diece. Alighieri presenta Caco, coperto in spire fuoco e serpi, Drago alchemico filosofico, che brucia chiunque incontri, Ercole lo uccide, perchè ha rubato mandrie, nel parco di Bomarzo, dimora di Vicino Orsini, lo squarta spalancando cosce, e i capelli sparsi a fiamme. Ercole è iniziando, in sue dodici fatiche, uomo trasmutato in Cristo, che fa eco al canto 100, Ercole è altra Fenice, ha vinto il fuoco col fuoco, alla fine sua oper vita, è bruciato dai veleni, della camicia di Nesso, innalza pira e accende fuoco, dove si auto-immola vivo, così viene assunto a Olimpo, figura mistica eleusina, risorge dal suo sepolcro, doppia Xristos Cronologia. Canto 25 è dedicato, a cercatori e pionieri, a Intelligenza di Materia, vital scintilla del Creatore, vibrata a materia inerte. Alighieri scava in essa, mentre Virgilio parlava, è Caco se nè andato, tre spiriti venner sotto noi, dei qual nessuno se ne accorse, finchè gridaron chi siete voi? allor smettemmo di parlare, io non li conoscea, mentre uno nomina un altro, Cianfa dove è rimasto? io dissi al duca ascolta attento, apri gli occhi caro lettore, ciò che dirò non ti stupisca, io stesso credo a stento quel che vidi; mentre li guardavo attentamente, un serpente con sei piè aggredì un dannato, con piè di mezzo avvinse sua pancia, e con li anterior prese le braccia, poi addentò una e l'altra guancia, li diretani a le cosce distese, e miseli la coda tra mbedue, e dietro per le ren sù la ritese, Edera Ellera mai si abbarbica così tanto, come fece la orribil fiera, avviticchiato a membra del dannato, poi s'appiccaron come calda cera, a mischiar loro colore, così che nessun dei due, parea quel che era, come una carta che brucia, di color bruno tra nero e bianco, li altri due guardavan gridando, ahimè Agnello come ti muti! vedi che non sei più né due né uno, e le due teste diventan una, e ci apparver due figure miste, in una faccia fuse insieme, e le quattro membra si fan due braccia, cosce gambe ventre e petto, divenner membra fuor mai viste, ivi ogni aspetto ora è casso, due e nessun imago perversa, e tal sen giò con lento passo. Il ladro si taglia fuori, da un percorso di Salvezza, via diritta e di libertà, Serpente daimon tradito, continua a fondere il dannato, in seconda metamorfosi, dopo cenere fenice. Anima serpe divenuta, fugge in bolgia sufflando, l'altro dietro gli parla e sputa, poi volse spalle appen formate, e disse all'altro io vò che corra, carpone a terra come io feci, perché il Serpente è Intelligenza, che arroga a sé la Conoscenza, e non tollera che quella, sia prestata per ladrocinio, inabissamento alla Materia, se non considerata sacra, viene intesa maledetta, un ponte rotto che ha separato, Uomo da Dio nel paradiso, quan scelse strada Conoscenza, ascoltando solo suo Serpente. Così vidi in settima bolgia/zavorra, ladri mutar e trasmutare, coi miei occhi assai confusi, e il mio animo smagato, quei non potea fuggir nascosti, ch'io scorgessi Puccio Sciancato, il solo a non essersi trasformato, in quanto reintegrato. Dante alla Porta |PURGATORIO, mimetizzata da un solco, una ferita della roccia, ci appressammo tre gradini sotto, bianco marmo pulito e terso, ch'io mi specchiai in esso, come un Cristallo di rocca, il secondo è tinto più peperino, riarso dal sole come diaspro, lo terzo di sopra ammassiccia, porfido fiammeggiante, come sangue fuor vena spiccia, sovra questo tenea le piante, l'angelo di Dio, sedendo in su la soglia, mi sembiava pietra diamante. Ora il rito delle due chiavi, divoto mi gittai a santi piedi, misericordia chiesi che mi aprisse, ma tre volte al petto pria mi diedi, Sette P su fronte mi descrisse, col punton de la sua spada, e Fa che lavi quan sei dentro, queste piaghe disse l'angelo, che ha vestito color Cenere, o terra seccata al sole, sotto mantella trasse due chiavi, una d'oro e l'altra argento; pria osò la bianca e poi la gialla, facendo me contento, disse Ogni qual volta una di queste, fallisce a girare in toppa, non s'apre questa porta, quella d'oro è più preziosa, ma l'altra chiede molto ingegno, e arte per aprire, perché quella scioglie il nodo, le ho ricevute da san Pietro, che dissemi ch'è meglio, errare ad aprir porta, piuttosto che tener serrata, purchè la gente ai piè si atterri, ovver sia penitente. Con umiltà ho inginocchiato, chiedendo misericordia, e colpendo il cuore ho svelato, il dolor che lo abitava, entrate per quel che siete, umili e sofferenti, se desiderate una risposta, siate coscienti vostre piaghe, se ne avete volontà, saran chiuse vostre ferite, spariranno mai esistite, il mio vestito del Poema, è color cenere o terra scavata, e comunque la giriate, è sempre uguale a se stessa, accontentatevi di narrazione, ma se scavate trovate altro. Sotto la veste son due chiavi, prima usate quel d'argento, poi quella di oro, se si muovon bene entrambe, la porta si aprirà. Chiave dorata è più preziosa, ma a quella argento serve arte, intelligenza che solleva, il velame de li versi strani, sono un dono di san Pietro, apostolo su cui sta tal poema, pietra di Pace e Conoscenza; se vi presentate in umiltà, anche a costo di sbagliare, SEMPRE aperta sarà porta, del Poema tra le righe, le mie parole col vostro argento, ciop intelletto di mercurio, rispecchierete vostra vita, col vostro oro-spirito-zolfo, e qualcosa sempre troverete, in sincronia al 93, XXVI del Paradiso, canto delle 4 Aquile, dàimon di quel territorio, conversan Dante con Giovanni, di amore e di scrittura, di occhi e santa Lucia, cui Dante fu assai devoto, per guarigione di cataratta, Poeta resta accecato, dalla luce di Giovanni, non può vedere la Beatrice, Giovanni insiste a far dialogo, rimanendo cieco come Omero, o Edipo accecato in Yorosolima, con la pena di cecità, che pur applica Andronico, guardarti dentro per cercare, risposta al quesito Carità, Testamento Spirituale, di Dante il pellegrino: dove s'appunta anima tua? al suo piacere tosto e tardo, mi legge Amore lieve o forte, Chi drizzò arco al tuo bersaglio? Cotale amor che in me fà impronta, quanto più bontade in me comprende, ciò in cui si fonda questa prova; Di tutte sustanze sempiterne, ti farò vedere ogni valore, di qua là giù sovra ogni legge, oltre ogni limite e divieto, Senti altre corde tirarti a lui? ciò che spera ogni fedele, che poi è amore e sempre amore, Lettor vedrai le cose eterne, in cielo e terra e oltre le leggi, regolamenti e catechismi, tremanti avanti allo Infinito, io Dante avrei ancor trasvolato, altre terre lingue e nazioni, usate tutte a urlare a te, che se non bevi l'Assoluto, come puoi dir che vali qualcosa? che dannazione e Inferno, smarrimento e terrore, perdersi e arrancare, cercare e sbagliare, sperare e disperare, ogni cosa è oro all'anima, diamante a sua fatica, quarzi per sue lacrime, diademi al suo piacere, che poi è amore solto amore, sempre amore in tutte corde, la corda speranza a ogni fedele, della mia stessa fede, intrecciata a corda conoscenza, che si acquisisce vivendo, cercando e creando: conoscenza viva del Poema, si fonda in Verità di Amore, unico oggetto di speranza, che capovolge ogni canto, valor semantico in Commedia. Le porte aperte al 43, dove Dante sogna, seguono al 93, dove Dante non vede, fanno scattare chiave d'oro, insegna accedere al divino, perché il divino è ciascun noi, per legge Amore e di Umiltà, spinta benefica fà uscire, fuori da noi estasi è, ci fa muover verso il Mondo, e verso Ordine del Cosmo, Umiltà viene da humus, abilità a render fertile, aisthesis anima disio, realtà nostra che sappiamo, collettiva e individuale, spinta che percepiamo, quando avvolti dalle tenebre, del sogno o da cecità, sguardo alchemico profondo, rivela Via di Elevazione, in 4 vie sapienziali; sacra Dozzina ci rincorre, con 4 Triadi di valzer, Infinito ed Emanazione, Traguardo e Ricreazione, che religione cattolica, traduce in dogma Trinità, ipoteca accesa su Dante: 1 Eterno Padre, 2 il Figlio eterno mediatore, a mezzo di lui tutte le cose, sono state create, 3 lo Spirito Santo, eterno soffio vitale, 4 quattuor ancora una volta 3, Materia che via Spirito, mai cesserà di crearsi, a infinito ritmo del 3. TUTTO ritorna a UNO, visione esacatologica, come le triadi terzinate, dei canti di Dante, infinita catena creante, delle rime in armonia, e che torna sempre a uno; scesi a patti con Eternità, e con Libero Arbitrio, di sceglier farvi parte, di là di contingenze sorte, nessun cambia destino, ma la tua sola Libertà, è condividere eternità, accettare il mito fede, Cristo mediatore eterno, che esiste da sempre, oltre il tempo Storia, accetti allor comprendere, che abitiamo in casa eterna, con occhi a contemplarla, a ogni meridiano e parallelo, in diverse lingue e storie, Sacre Triadi di creazione, di caduta eternità, credere a una Fiaba, come narrata ai bambini, fà rendere alchimisti, in un percorso rovesciato, che raggiunge il punto zero, o punto del Mistero, bellezza è il giusto fine, della fatica umana. Secretum del Poema, rivel che noi possiamo attinger Anima, se possediamo un Corpo, e possiamo attingere allo Spirito, sol se possediamo Intelligenza, cioè esperienza di esistere, ci apre porta all'Infinito, in questo vivere mortificato, mal-trattato e dolorante, si esperisce il sublime, ecco enigma forte e folle, che solve Dante in selva oscura, smarrimento in infinite, deviazioni di nostre anime, ci insegna a fare il 51, rincorre in tenebre sua gioia, come sua unica salvezza, alla cieca inconsapevole, come sappiamo fare. Dante confessa aver distolto, gli occhi da Beatrice, dal suo dàimon personale, custode al suo destino, tradendo se stesso, la più grave deviazione, si perde in false lusinghe, della mondana felicità; se amor deviato a lui è peccato, che riguarda tutti noi, Purgatorio Inferno e Vivi, nel can-can di alienazione, che vieta andar verso se stessi, e produce omologazione, impero alienante e avvilente, che omologa anche i vegetali, e li aliena da loro stessi. Ma nel coraggio singolo individuo, diverso e diversificato, si ripon vera salvezza, ciascun per se stesso preso, come conferma Dante, m'apparecchiavo a sostener guerra, di fatica e compassione, narrata ora senza errori, da anima intellettiva, dalla mente che non erra. se sfera bolla di sapone, è il massimo energia, anche Poema si fà sferico, raggiunge il massimo potenziale, fatelo muovere a universo, come rota igualmente mossa, forse perde i punti cardinali, dalla proiezione piana, ma non perderà mai, sacra coniunctio anima-corpo, come fosser sola cosa, in doppio pinnacolo gotico, simmetrico e compatto, solitario nel molteplice, affogando nostre forze, indebolendo muscoli e ossa, corroborando la visione, di anima intelletto, e percepiamo noi stessi, dal fuoco veniamo e lui torniamo, il raggio angelico ci scova, dentro cieca oscurità, sotto Arco di Fuoco, e nella luce di Empireo, si annida tenebra di selva. IO SOL UNO in corpo immortale, ho contemplato da immortale, la eterna divinità, IO SOL UNO in corpo mortale, sono stato restituito, a terrestrità infernale, fai muover questa sfera, e troverete il moto perenne, si muove 8 rovesciato, infinita schiera di esistenze, in due mappe tolemaiche, 100 e 1 fan caduta, da empireo adamantino, fino al piombo saturnino, che ci consegna a selva oscura, dove triforme amor quaggiù si piange, nel canto 51, blocca i passi di Dante, incarnandosi in tre belve, del canto numer 1. Amor deviato arreca dolore, a noi al mondo e agli altri, Amor deviato ci distrugge, quando invidiamo il mondo, è paradosso della Lince. Amor deviato pur ci annienta, quando disprezziamo il mondo, paradosso del Leone. Amor deviato ci massacra, quando amiamo massacro di altri, è paradosso della |Lupa; ragioniam sulla realtà, in anagogico esempio, alcolizzati o mercenari, che distruggono ogni cosa, branchi Centauri incatenati, ancor ai loro zoccoli, prede dei tre amor deviati, e allora capirete, esistenza è problem d'Amore, nella sera del 51, cioè fatica compiuta, nel risultato raggiunto, risuon con alba dell'1, che è inizio del viaggio, e della fatica da compiere: se canto di usignolo, stride con l'urlo disperato, di chi chiede pietà, miserere di me! e già sol tal risonanza, fà capir |ELEVAZIONE, a contemplare la potenza, della TRASFORMAZIONE, senza tener strozzato, in gozzo un urlo di pietà, così mai viver cominciar! altri invece disinnescan gole, perché quell'urlo non esca, non mutando in usignolo, cacciati fuori con violenza, da un mondo antico-sapienziale, dove Dante visse, a unire il suo interiore: molti nevrotici infelici, cercan successo senza volerlo, reputazione o matrimonio, confini in stretto orizzonte, svuotan lor vita di contenuti, ma se riescono acquistare, una più ampia personalità, loro nevrosi assai scompare, cerca risposte alla tua vita, adeguate e non di altri, ascolta i miti di ogni tempo, e i sogni mondo interiore, per agganciar mondo ancestrale, e sperimentar natura vera, che ben si accorda con se stessi, uomo cominci a guardar se stesso, le sue radici soggettive, a rinnovar spirito eterno, allor seguirà la società, che è somma di uno in trino segno, unicità di ogni destino, dice Alighieri è il sol che conta, giorno che nasci oppure muori, m'apparecchio a sostener guerra, sì del cammino e della pietate, ritrarrà la mente che non erra. Corde d'arpa orchestrate, da Maria Castronuovo, e han vibrato insieme al cuore, e mi considero felice, tutto arriva da lontano, per essere scritto nuovamente, stiam volando Sole e Saturno, stiam vivendo gran risveglio, Alighieri esorta te, alzar gli occhi e guardar stelle! Terza Triade 49-50-51, appare Angelo Misericordia, perpendicolare al miserere, gridato in primo canto, primo passo alla salvezza, chieder pietà a noi e gli altri, fantasmi storici compresi, primo esempio irradiazione, unite ora i due punti, con linea perpendicolare, pizzica in arpa essa irradia, vibrazione Misericordia. Tutte linee del disegno, funzionan come corde arpa, mistero dell'amore, di come aumenti intorno a noi, rispetto amor che provi, Marco Lombardo nel 50, ci racconta che anima dovrà, lottar duo con il cielo, a scoprir meglio di sé, e Virgilio al 51, continuerà parlar di amore, insegna che spiriti Purgatorio, stan pagando lor espiazione, perché lor anima accolse, una forma deviata di amore, che pur sempre amore è, Terzo Sigillo appare anima, territorio di amore; triade 74-75-76, regna Mistero Redenzione, crocefissione del Cristo, e distruzion Gerusalemme, Beatrice cita imperfezione, di anima in 4 elementi, l'uomo invece ha dono eterno, da parte del Creatore, entra ciel Venere in 75, Dante incontra Carlo Martello, parla del Daimon che rappresenta, eternità di tale dono, poi nel canto 76, incontran due beati amanti, una prostituta e un inquisitore, massacratore di albigesi, altro nome per catari; furon salvati poichè, si affidarono a tal dono, Quarto Sigillo appare Spirito, dono immobile e quieto, dentro un eterno ESSERE, il territorio di Dio, mentre l'Anima eterna, vive un eterno DIVENIRE. libro_quintachiave_giorgio-dante.m4a
lume166-Labirinto è una struttura, psichica da abitare, una forma dell'ascolto, come coclea di orecchio interno, qui la psiche si organizza, come un sistema di soglie, che crea immagini ricorrenti, per attraversare intensità, e regolare un tuo contatto. Il primo livello è mezzi trasporto, (auto camion e corriera), strumenti controllo e orientamento, modi d'Io mentali e direzionali, spesso nei sogni questi mezzi, non arrivan mai a destinazione, si bloccano o ribaltano, trovano ostacoli o deviazioni. Segue una fase intermedia: mare spiaggia e onde anomale, qui emerge inconscio come forza, più ampia d'Io controllo, ciò che umano ha costruito, ma è continuamente minacciato, da ciò che è antico e impersonale. Segue poi fase spostamento: il corpo sostituisce i mezzi, il moto diventa cammino, salita piano a carponi, fino a immagine vertigine, di attraversare stati intensi. Sognare il labirinto-coclea, concentra il viaggio interno ascolto, l'orecchio simbolo di soglia: ricezione e vulnerabilità, punto passaggio tra i mondi, psichici e fatati. Sogni e immagini ricorrenti, ponte o salita e labirinto, orecchio oppure onde del mare, descrivono tutte stessa cosa: traversar soglie senza perdersi. In parallelo emergono in corpo, reazioni intense affettive, commozione e regressione, sensazion di indegnità, attivazioni corpo istintive, tra i sistemi di attaccamento, allarme e vitalità; quan qualcosa di buono arriva, può diventare troppo intenso, per esser contenuto, allora sistema nervoso, crea risposta in sequenza: contatto poi apertura, poi vulnerabilità e indegnità, infine una chiusura, in cui il corpo sa trovare, strategie a rallentare, abbassarsi andar carponi, per mantener regolazione. Sia lavoro esperienziale, restare a lungo in sensazione, senza fuggire in spiegazione, aumenta la soglia di tolleranza, a intensità dell'esperienza, ti sia d'aiuto un analista, che faccia da contenitore.

230:sogni19-lume230 CINGERE: significa racchiudere tutto ciò che la vita offre, poichè c'è un centro, esiste qualcosa che lo racchiude. In una Grotta una donna culla un recipiente sacro. |cingere, è ogni volta che siamo circondati da qualcosa, siamo posti accanto al centro per tornare in noi stessi. Perchè fuggire da qualcosa che ti fa concentrare maggiormente su te stesso? Fai parte del vaso della vita, smetti di fuggire e accetta la realtà come ti si presenta, questo è il luogo conosciuto del possibile, arena nel quale vivere. Tuo compito è affrontare tutte quelle cose che vorrebbero allontanarti dal tuo centro. Ti sei impegnato ad essere qui e non altrove? IMG8: Luminarie gravitano attorno al sole (ogni cosa nel cosmo gravita attorno ad un altra: segui ciò verso cui ti senti naturalmente attratto). Il Serpente si avvolge attorno alla sua preda (l'efficacia dei circoli a volte distrugge la libertà: fuggi dai circoli così come entri a farvi parte). Incappucciata: il sognante si cela sotto i veli del suo essere (può aver più valore ciò che è tenuto nascosto di ciò che viene rivelato: dì No agli altri in modo che tu possa dire Si a te stesso). Il sognante reca una bella Borsa (noi viviamo il principio, non la cosa in se stessa: riconsidera la identità riconosciuta agli oggetti, resta col fuoco dell'inizio). |Vagina: un prof spiega l'apparato riproduttivo femminile (traducendolo in azione attribuiamo significato al simbolo: traete energia dai genitali, e procreate, nel corpo p nell'anima). Cavallo corre libero nel suo recinto circolare (la vera libertà consiste nel sapersi imporre delle limitazioni: impegnanti a non sfuggire ciò che stai facendo). Luna piena illumina il paesaggio (l'oscurità racchiude la luce o la luce rivela l'oscurità? Nella tua ricerca della totalità includi sia il lato positivo sia quello negativo). Lo stregone donna indossa una Collana (ciò che sembra manifesto evoca un più grande |mistero: abituati a rivelare agli altri le tue intuizioni). La |pazienza è la virtù di asini e santi| Nel suo viaggio in Thailandia, Sesto visita l'etnia Hmong, legata al buddismo Theravāda e a culti sincretici di spiriti e divinità come Hanuman e Ganesha. Durante il Capodanno Hmong (tra gennaio e febbraio), si offrono cibi agli spiriti e si sospendono i lavori per rispettare il mondo invisibile. A Lopburi, durante una cerimonia di trance, Ganesha si manifesta in un corpo umano, mentre curandere (Mor Tam Yae) e guaritori (Mor Po, Mo Pa) operano con erbe, mantra e riti sciamanici. I tessuti Paj ntaub raccontano la storia degli Hmong/Miao, migrati dalla Cina dopo guerre e persecuzioni. Coltivarono a lungo oppio come medicina e moneta di scambio; oggi molti vivono tra monti del Laos e pianure Sichuan, resistendo alla perdita culturale. Le loro case in bambù, sopraelevate, ospitano uomini e animali, riflettendo un'economia agricola e rituale. I miti narrano di Guanyin (dea della compassione), di Miao Shan, donna tigre salvata dalla decapitazione e trasformata in bodhisattva, e di Chen Jinggu, guaritrice che danza la pioggia e protegge i malati. In queste leggende il femminile incarna potere, cura e mediazione tra spiriti e umani. Gli sciamani Neng mantengono equilibrio fra vivi e avi, curano depressione e perdita d’anima attraverso fili, sonagli e trance. Nei rituali, come il richiamo dell’anima, l’offerta di un pollo ristabilisce il legame vitale. Shi Yi fu primo Neng, unisce canto, danza e simboli in un viaggio estatico verso il mondo degli spiriti, dove ogni malattia è storia e guarigione significa riconciliare anima, corpo e antenati.# |Sesto-in-Tailandia, scopre etnia Hmong, al Wat Ta-Kung-Loa, festa PhraPrang, SamYod cerimonia. Hanuman e Ganesha, festa a Novembre, al tempio |Theravada, invitano selve, Hanuman dio-Scimmia, amico Kande Yaka, vive in sincresi, buddismo theravada. Primo giorno anno, dopo luna nuova, tra 21 gennaio, e 20 febbraio, galline e maiali, carni a capodanno, settimana festa, canti balli offerte, cibi agli spiri, hmong critiche astiene, a lavoro e affari, pausa ad animali, come vuol Kab yeeb. |Guayin fiore papagno, dottora antidolore, aiuta cerimonia, anno in transizione. Mondo umani e spiri, rivelato da Guayin, dea di compassione, i credenti cantan nome, sutra appropriati, a ottenere suoi doni. Lopburi città, nel tempio di scimmie, luogo Tailandia, di guarigion insigne, segnalano stanotte, l'arrivo degli eroi, Spiriti del posto, discendono nei cuori: ho visto in un fedele, gesta di re Rama, col sigaro tabacco, rhum ingurgitava, Rama ha preso corpo, di un imprenditore, suonano dei gong, e arrivano 3 donne, fanno le danze, ornate in kratom foglie. Orchestre percussioni, stimolano trance, accendono candele, più occhi van rotare, un abate scioglie liti, con acqua resa santa, altre ne previene, con preghiere mantra. Ganesha discende, a corpo d'un kathoey, abate poi lo chiama, insegnar la folla, invita guaritori, con balsamo e pugnali, curare mal di schiena, assiem altri mali. |Curandere in Tailandia, dette Mor Tam Yae, levatrici campagna, offron cure di erbe, Mor Po medium capaci, contatti Lersi Loa, Mor Mud dottor villaggi, MoPa soffia ossa. Disegni pai ntaub, su tessuti alla parete, rivelano storia, di popolo |HMONG/MIAO 苗, che giunto nella Cina, ferma migrazione. Durante loro fuga, perser libri annali, in acque Fiume Giallo, rimasero i salmi, che narrano il regno, nella età d'oro, assieme proverbi, c'è sempre 1 monte nuovo. Cina 881, Miao migra in Indocina, colonia poi francese, oppio sconfina, moneta per pagare, tasse al governo, cibi stoffe attrezzi, Sale un anno intero, se coltivano papagno, a scopi medicina, anziano fuma oppio, pace a fine vita. Euforia fa vergogna, ai giovan dipendenti, ricordo di abusi, in colonie prepotenti, Sale necessario, scambiato coi raccolti, di riso e di oppio, in francesi monopoli, prezzo alto produce, contrabbandi rivolte, dopo 881, soppressione e lotte. Hmong lingua musicale, musica è lingua, con cetra e con flauto, cantano poesia, x accogliere ospiti, e nei riti funerari, quando uno muore, anima torni dagli avi, segue ogni luogo, che persona ha vissuto, fin raggiungere casa, di placenta sepoltura, cosi anima riveste, con giacca placenta, sa riunirsi ad avi, oppur va reincarnare, indossa abiti clan, la fa identificare, nel gruppo clan, 3 giorni un funerale, membri di famiglia, sacrifica animale, pollo/anatra li guida, con musica viva. Chiamati Meo o Miao, allevano polli, maiali e cavallo, Riso cibo base, di umani e animali, stimola cultura, di feste e rituali. Oppio coltivato, reddito e medicina, antidolore a mali, contrasto a diarrea, donato agli anziani, in anni del ritiro, o a sfuggire povertà, mitigare destino. Miao dello Hunan, allevan bachi seta, producono mattoni, a guadagnar moneta, loro autogoverno, coltivano in loco, curan nostalgia, resistono a migrare. Paesi non recinti, casa 10x10, 2 metri sopra suolo, supporti con bambù, tetti pareti pavimenti, intrecciati pur, tetto paglia raffredda, durante l'arsur. Una camera da letto, un soggiorno esterno, con camino cucina, animali sotto casa, ma molte famiglie, spostate in pianura, senza status/lavoro, scopron disistima, vita su altopiani, caccia e slash-&-burn, fè autosufficienti, ora braccianti, x altri e non se stessi. I vicini eran di aiuti, ora concorrenti, ha costo reinsediarsi, senza i terreni, serve cibo e casa, lavoro e social reti. |Tartaria-bandiera, drago a nastro d'oro, su bandiera Bhutan, tiene tal ricordo, fortezze forma stella, distrutte bruciate, su mappe resta il nome, Tobolsk capitale. Enciclopedia americana, pubblica 865, Tartaria federale, muraglie cinesi, son Hmong confini, i forti guardan sud, oltre gesuiti. Edimburgo 771, Tartaria impero, cita Marco Polo, e Turandot Puccini, epopea dei Miao, narra vecchia patria, ghiacci neve a nord, siberia luce taiga, in Cina fan guerra, due fazion contrarie, unite a clan Hmong, provincie centrali, Hunan Hubei Henan, loro regno fiorisce, 100 anni e più, ornamenti e danze ricche. Miao re venne ucciso, famil massacrata, il regno distrutto, hmong in ritirata, fuggono montagne, di Yunnan Sichuan, loro discendenti, vivono ancor la. Hmong nel regno Chu, in loro storie scritte, ricordano guerre, tra regno dei Hmong, e conquistatori Han, una leggenda narra: |MiaoShan-donna-tigre, devota ragazza, rifiuta sposarsi, subisce punizioni, decapitan in piazza, scure cade al collo, ma tigre la salva, divien Guayin bodhisattva; esilia su vette, aiuta il sofferente, santuario Monte Lu, guaritrici attente, addestra + sorelle, a usare la spada, forma 1 orda sua, sorellanza guidata, con erbe e talismani, qigong animali, accede in grotta, a mondi sotterranei. |Xi-Wangmu tigre, ha capelli selvaggi, eccelle nel soffio, suoni prolungati, fuoriesce da gola, dei saggi wu-wang, immortali damisti, curandero a icarar. Signora Linshui, sia Dea di Fuzhou, figlia a Guayin, chiamata Chen Jingu, parla appena nata, è serpente bianca, divenne samana, e pioggia causava, richiama + spiri, e demoni disperde, fa cerimonie cura, persone con febbre, bruciatur fratture, paralisi malesser, Jinggu suo clan, dai demoni protesse. Wangmu donna-tigre, Jiang Hupo del sud, ne condivise letto, in visita a Qi Shan, crea unione di 2 scuole, daoismo e tantra. Chen lascia tempio, decide partorire, vaga qua e la, e trova 24 passi infine, trova Serpente bianco, futuro suo sposo, 1 figlio concepisce, comincia il riposo, ritiro permette, accumular sua essenza, la forzano eventi, riprendere sua lotta; 1 forte siccità, causa sofferenze in Min, Re chiama wu daoisti, x pioggia fluir, ma fallimento rischia, rogo punitivo, Jingu fu pregata, di aiutarli alfino, debole seppure, accetta sfida immane, sua ma fa silenzio, durante sua trance; evita parlare, sua forza preservare, Chen ritira camera, inizia a partorire, depone bimbo in cesto, fiume fa fluire, usa 8 trigrammi, incanta vaso in tigre, corda in serpente, danza pioggia infine. Fa danza pioggia, ma sua madre ingannata, feto-verbo vuole, incantesimo rotto, bimbo ingoiato, poema Hong-lou-meng, segue racconto. Un canto Miao racconta, un orfano discriminato, vuol esser un uomo, lavora giorno e notte, con perseveranza, fonda suo villaggio. Dopo transumanza, guida Hmong/Miao, lungo Via di Seta, tra Sichuan e Hunan, cuore orda pezzata, nasce tempio Shaolin, lo fonda Bodhidharma, Damo in mandarin. Damo segue Kumarjiva, un monaco mogul, su richiesta sovrano, di orda pezzata, medita 9 anni, e scrive libro Dao, strada buddismo Chan, nipponico Zen.| Neng van cercando, nel rito del richiamo, dea Guanyin Maria, ricever sue clemenze, indossano costume, bello e colorato, come nelle feste, nuovo Anno capodanno. Ridono i bambini, a madre Dab Pog, balbettano lingua, che Lei riconosce, parlano con Lei, che li porta ai genitori, Guanyin donatrice, guardiana di + doni. Curandera in trance, invoca Guanyin, chiede mostrarle, la Via di Kab yeeb, a condur anime morti, ai paesi antenati, o accogliere bimbi, in cambio doni dati. |Kaying porta/manda, bimbi ai genitori, Neng negozia e offre, un pollo per bambino, ma se i genitori, trattan male i bimbi, Guanyin se li riprende, oltre i confini. Dea Fertilità, vecchio spirito Dab Pog, dentro le fiabe, è bella e spaventosa, vecchia o strega che, aiuta slash-e-burn, ed educa i bambini. Guayin ha una bottiglia, acqua amore cura, per bimbi e malati, fertilità e protezion, diviene in mahayana, bodisattva 观音KuanShi, mentre in theravada, regina coppie spir. Anziani Hmong in Usa, perdono autostima, allora serve rito, a preservar sapienza, |Neng-sciamano spiri, cerca causa malattia, isola o separa, depressione o morte, usa riti cura, richiama anima corpo. Se anime dei vivi, possono ammalarsi, fegato danneggia, è anima perduta, o perdita di casa, o esilio anziani, nostalgia di terra, o loro cultura; quando ciò accade, malato cerca Neng, a eseguire riti, di cura con avi, rimuove sensi colpa, e lenisce sofferenza. Famiglia del malato, oracolo consulta, per causa trovare, cibo o qi erborista, massaggia agopuntore, ossa rotte o canali, ripristina armonia, di anima con gli avi. Thao dai monti Laos, ammala depressione, suo zio è Neng, fa rito guarigione, un anima del nipote, scopre fu smarrita, lavora zio Neng, riunir l'anima invita; durante cerimonia, lega fili ai polsi, l'anima assicura, bene ai loro corpi, lotta la famiglia, bilancia 2 culture, famiglie d'immigrati, vivono tensione, lotte a mantenere, anzian generazioni, alienate da case, vivon depressione. Thao coi suoi riti, cura senza sosta, con velo nero danza, sopra legno apposta, lui freme e canta, in estasi sua trance, traccia la storia, suo clan entro l'Asia, età d'oro Hmong, a moderno suo vissuto, usa un Paj-ntaub, itinerario su tessuto, narra racconto, istruisce e diverte, trasmette credenze. Shi Yi loro avo, primo medium Neng, invoca tutti numi, col suo cavallo alato, a salire al cielo, muta in formica rossa, morde malevol neeb, e diviene primo Neng: armonizza realtà, ogni simbolo e credenza, 1 malattia 1 storia, di anima che muta, salute è baratto, scambio interattivo, offre pollo a spiro. Riti di passaggio, della vita hmong, battesimo rito, dà 1 anima a neonato, rito di nozze, e rito nuovo padre, rito funerale, passaggio finale. Shi Yi guaritore, sciamano precursore, in storie dei Miao, subì un imboscata, lui prova + difese, prima fuggir via, come formica rossa, muta desideri, vola come il vento, storna mali neeb, guarisce i malati, risuscita i morti, con sciabola e gong, su panca di legno, mima cavallo alato, 1 corno bufalo, pur gettato al suolo, a veder sentiero, dove anima è andata, Neng raggiunge trance, maschera usata; nel tempo che salta, su panca-cavallo, lo aiutano assistenti, ben a bilanciare, se uno sciamano cade, prima del ritorno, potrebbe morire, cosi lega fili al polso, corde bianche e rosse, nere/blu in aiuto, a proteggere persona, da spiriti maligni, anello di sonaglio, come arma da guerra, vibra a far sapere, lo spirito che atterra. Altare di Shi Yi, grotta con candele, mitico reame, innesca viaggio trance, oppio può usare, se ha necessità. Neng aiutato, fa ripetitivi moti, tiene velo in viso, sonaglio nella mano, tazza papagno, incenso su altare, la strada per Shi Yi, fa medicin trovare. Inizia a galoppare, Neng sul cavallo, mentre esamina motivi, di cause malattie, canta ad alta voce, a spiri ed avi hmong, apre i negoziati, a trovar anima persa: se lotta con |Yama, getta corna e dadi, vede anima tornata, allor tutti parenti, legan lacci ai polsi, fissan braccialetti, anime ai lor corpi. se lui sente gallo, sa la strada giusta, a trovare antenati, il gallo lo aiuta, se arriva a cielo giusto, suo gallo canta, inizia capodanno, prima luna grassa. Aria attorno Sesto, densa dell'incenso, gong viene suonato, sonaglio tintinnato, sempre + veloce, cavallo neng galoppa, alla grotta di ShiYi, alfine lo porta: io Ti sto chiamando, oh anima di bimbo! ho 1 uovo per te, con riso e pollo invito, Dove sei andato? ogni cosa qui ti aspetta, mediti su un fiore, o partecipi una festa? Sei Tu in Tailandia, Laos o nel cielo, sei andato al Sole, da Luna oppure Stelle? vieni a casa tua, tua madre qui Ti aspetta, vuol crescerti bene, da tal porta tu entra. libro_sunu-fangpishu-jinpingmei.m4a
lume230-Film_The Entity 1981, di Frank De Felitta: un entità senza volto, lascia segni sul corpo, di Doris Bither di Los Angeles, l'amante invisibile, incide la carne e la psiche. Carla Moran nel film, è madre single che subisce, violenze fisiche e sessuali, con fenomeni paranormali, documentati da parapsicologi, l'entità appar forza reale, assieme trauma e presenza, nel conflitto fede e scienza. La donna al centro del dramma, tra credenza e negazione, vive simili esperienze, di religioni afroamericane, con possessioni spirituali, e funzione terapeutica. The Spirit Catches You and You Fall Down, Anne Fadiman scrive nel 1997, storia di Lia Lee, una bambina Hmong in Usa, diagnosticata epilettica, ma presa dallo spirito qaug dab peg, nella cultura Hmong. Come per Doris, sua crisi è chiamata sciamanica, dove malattia e guarigione, sono un processo spirituale, tuttavia emerge contrasto, tra visione medica occidentale, e interpretazione rituale, dove il dolore diventa, esperienza dialogo interiore, con l'invisibile archetipo, che guida il tuo vissuto..# Film, The Entity (1981), tratto dal romanzo di Frank De Felitta del 1978, entrambe ispirati a un caso reale (Doris Bither) dove le aggressioni sono più leggere e di tipo sciamanico: nel film, Carla Moran è madre single con tre figli, una notte viene violentata da un'entità invisibile nel suo bungalow a Los Angeles. Non ci sono segni immediati, ma gli attacchi continuano. La forza invisibile è reale, non è solo suggestione, le aggressioni fisiche e sessuali, gli oggetti che si muovono, i lividi, fenomeni inspiegabili, compaiono sia nel libro che nel film. Doris ha spasmi, aggressioni, ferite, traumi notturni, vivide percezioni simili a ciò che vivono alcune adepte delle religiosi sincretiche afroamericane del Vodunsi o Candomblè. La donna cerca aiuto prima uno psichiatra, poi dai parapsicologi, che fanno esperimenti in ambienti controllati, telecamere di sorveglianza, dispositivi speciali per catturare l'entità (loa, orishà o taranta) invisibile. La tensione cresce, la protagonista è tormentata dalla mancanza di una diagnosi socio-culturale e la comunità attorno riduce tutto a effetti di un trauma invisibile: l'entità diventa metafora del trauma che non si vede o non si crede che esista, ma può ferire profondamente. Scetticismo e fede / realtà e paranoia: il film esplora come le persone intorno alla protagonista vivono un conflitto tra spiegazione psichiatrica e quella paranormale. Anni dopo (1997), l'uscita del libro di Anne Fadiman, The Spirit Catches You and You Fall Down, darà una diagnosi spirituale/sciamanica. Il libro racconta la storia di Lia Lee, bambina Hmong negli Stati Uniti (diagnosticata come epilettica dai medici), considerata qaug dab peg (lo spirito ti prende e tu cadi) dalla comunità Hmong, sullo sfondo di un conflitto e una mancanza di comunicazione tra la comunità medica locale e le credenze culturali/spirituali degli Hmong, che credono alla salute come interazione tra corpo e anima, e una terapia che prevede di parlare con gli spiriti possessori, e un rituale che dia un senso e sostegno a queste esperienze, secondo un modello culturale secondo cui le persone possono essere chiamate a diventare sciamani, e la malattia può essere una crisi con segno e senso spirituale. Casi simili a Doris/Carla, hanno forti analogie sia con casi di chiamata sciamanica o risveglio spontaneo della Kundalini (emergenze spirituali di Stanislav Grof), sia con i riti delle religioni sincretiche afroamericane, e sia col rito Chöd (offerta del corpo, scontri con paure profonde, visioni o percezioni di entità o demoni).auma e presenza, mentre la comunità e i medici riducono tutto a disturbi psichici. Il racconto diventa metafora del trauma invisibile, che ferisce anche se non creduto; conflitto tra fede e scienza, psichiatria e spiritualità, mostrando una donna al centro di un dramma tra credenza e negazione. Esperienze simili appaiono nelle religioni afroamericane (Vodun, Candomblé), dove le possessioni spirituali hanno funzione terapeutica. In parallelo, il libro The Spirit Catches You and You Fall Down (Anne Fadiman, 1997) racconta la storia della bambina Hmong Lia Lee, diagnosticata epilettica in America ma considerata “presa dallo spirito” (qaug dab peg) nella cultura Hmong. Come nel caso di Doris, la crisi è letta come chiamata sciamanica: malattia e guarigione coincidono in un processo spirituale. Entrambi i casi rivelano il contrasto tra visione medica occidentale e interpretazione rituale, in cui il dolore diventa esperienza di trasformazione interiore e di dialogo con l’invisibile.# Film, The Entity (1981), tratto dal romanzo di Frank De Felitta del 1978, entrambe ispirati a un caso reale (Doris Bither) dove le aggressioni sono più leggere e di tipo sciamanico: nel film, Carla Moran è madre single con tre figli, una notte viene violentata da un'entità invisibile nel suo bungalow a Los Angeles. Non ci sono segni immediati, ma gli attacchi continuano. La forza invisibile è reale, non è solo suggestione, le aggressioni fisiche e sessuali, gli oggetti che si muovono, i lividi, fenomeni inspiegabili, compaiono sia nel libro che nel film. Doris ha spasmi, aggressioni, ferite, traumi notturni, vivide percezioni simili a ciò che vivono alcune adepte delle religiosi sincretiche afroamericane del Vodunsi o Candomblè. La donna cerca aiuto prima uno psichiatra, poi dai parapsicologi, che fanno esperimenti in ambienti controllati, telecamere di sorveglianza, dispositivi speciali per catturare l'entità (loa, orishà o taranta) invisibile. La tensione cresce, la protagonista è tormentata dalla mancanza di una diagnosi socio-culturale e la comunità attorno riduce tutto a effetti di un trauma invisibile: l'entità diventa metafora del trauma che non si vede o non si crede che esista, ma può ferire profondamente. Scetticismo e fede / realtà e paranoia: il film esplora come le persone intorno alla protagonista vivono un conflitto tra spiegazione psichiatrica e quella paranormale. Anni dopo (1997), l'uscita del libro di Anne Fadiman, The Spirit Catches You and You Fall Down, darà una diagnosi spirituale/sciamanica. Il libro racconta la storia di Lia Lee, bambina Hmong negli Stati Uniti (diagnosticata come epilettica dai medici), considerata qaug dab peg (lo spirito ti prende e tu cadi) dalla comunità Hmong, sullo sfondo di un conflitto e una mancanza di comunicazione tra la comunità medica locale e le credenze culturali/spirituali degli Hmong, che credono alla salute come interazione tra corpo e anima, e una terapia che prevede di parlare con gli spiriti possessori, e un rituale che dia un senso e sostegno a queste esperienze, secondo un modello culturale secondo cui le persone possono essere chiamate a diventare sciamani, e la malattia può essere una crisi con segno e senso spirituale. Casi simili a Doris/Carla, hanno forti analogie sia con casi di chiamata sciamanica o risveglio spontaneo della Kundalini (emergenze spirituali di Stanislav Grof), sia con i riti delle religioni sincretiche afroamericane, e sia col rito Chöd (offerta del corpo, scontri con paure profonde, visioni o percezioni di entità o demoni).

305:ijing59.䷺ lume305 |Dispersione (渙huàn) il Vento spira sopra l'acqua: liberazione da disperazione, gli antichi sacrificavano pollame al dio supremo e innalzavano templi. Il vento che soffia sulla superficie dell'acqua disperde infinite gocce di vapore, simile al fumo fragrante che sale dagli altari; è la natura delle cose, impulso interiore, messaggio e influenza che si diffonde all'esterno, superamento delle barriere; ciò che si fonda sulle offerte è imperituro, mentre tutto ciò che è costruito sulla roccia viene consumato dal tempo. Dove vuoi porre le tue offerte? Grande successo, la presenza del re consacra il tempio; è propizio attraversare il grande fiume. La perseveranza porta frutti. Definizioni, confini, modelli prestabiliti di vita e pensiero: tutto è illusione, e come tale può essere rivelata e dispersa. Concentrati sulla tua autorità interiore, e lascia fluire le decisioni dalla sorgente suprema ed essenziale che tutto abbraccia. La dissoluzione dei vecchi modelli libera energie da reindirizzare verso nuovi scopi e direzioni. (In che modo potresti ridurre la tua rigidità? Dove indirizzerai l'energia e vitalità liberate da vecchi vincoli?| Ananas comosus è frutto diuretico e digestivo, ricco di zuccheri, vitamine e bromelina, enzima capace di demolire proteine come la pepsina. In Amazzonia e Caraibi, il succo fresco o fermentato serve per digestione, parassiti intestinali, catarro, anemia, febbri e infiammazioni della pelle. Buccia e succo maturo trattano leucorrea, veleno di manioca e insecti; foglie e frutto maturano malinconia e sedano tono cerebrale. Romulo prepara decotti e fermentati, tisane e rimedi locali. Papaya (Carica papaya) è medicina Maya, digestiva e antiparassitaria, contiene papaina, enzima che scinde proteine e chitina, uccidendo ascaridi e altri parassiti. Frutto acerbo e foglie curano fegato, milza, ulcere, orecchie, pelli, rassodano mammelle e ammorbidiscono carni. Semi freschi e lattice estratto purgano intestini e eliminano parassiti sottocutanei; infusi di foglie o radice puliscono pelli e capelli, alleviano otiti e tonsilliti. Entrambi i frutti sono alcaloidi naturali, digestivi e purganti, con proprietà antisettiche, anti-vermi e toniche, efficaci crudi, cotti o fermentati, e complementari tra loro per salute, energia e protezione del corpo.# |ANANAS comosus, frutto diureti digestivo, sugar vitamine, succo fresco ha bromelina, come stomaco pepsina, sa demolire carni, se frutto fermenti, vino ananas ricavi. Amazzonia pianta, Caraibi battezza, erbacea perenne, frutto pigna di acqua, aromi e 1 alcaloide, enzima bromelina, mille volte in peso, digerisce proteina: frutto ha cristalli, ossalato di calcio, senso bruciore, fa bollir succo un po, succo gargarismi, x infette secrezion, sfiamma le pelli, itterizia ipertension. Romulo prepara, buccia frutto maturo, bevan fermentata, a trattar leucorrea, catarro vescica, anemia e febbri bile, 4 tazze al giorno, intestin parassita, chiarisce birra-vino, scioglie chitina; repel cimici-pulci, se buccia strofini, indios applica pianta, un pezzo in 8 ore, su zone di pelle, immatur succo sfiamma, tossico veleno, di frecce-lance caccia; succo ananas matura, ferma veleno di manioca, mentre sue foglie, sostituiscon digitale, frutto seda malinconia, tonico cerebrale, tristezza e depressione, via fa scemare. Carica |PAPAYA, è medicina Maya, che |Montezuma offriva, ai marinai di ciurme, solve indigestioni, abbuffi sen misura, in climi tropicali, dona la sua frutta: palma a fusto vuoto, albero Amazzonia, essudan foglie lese, latte appiccicoso, suo enzima papaina, coagula veloce, scinde aminoaci, e distrugge la chitina, di parassiti enteri, vissuti alla pepsina; fresca oppur cotta, ascaridi uccide, Papaya digestiva, a deboli e dispepti, papaina nei semi, no in maturo frutto, enzima di Ababai, pre-digerisce tutto. Albero medicina, frutto acerbo sacro, |guarisci+tumori, sen toccare corpo, risolvi pus ascessi, fegato sgrossi, orecchie pelli milza, ulcere emorroidi; rassodi mammelle, togli macchie viso, enzima selettivo, Papaia digestore fino, ammorbidisci carni, in acido o alcalino, cresci in alta quota, Arequipa Papayino: germina in 5 settimane, 5 mesi dimora, cogli dopo 1 anno, produce x 20 anni, 1 pianta maschio, ama 15 femmine. Alcaloide amaro, come la digitale, Carpina detto, su esterno frutto, e giovani foglie, se ingerita troppo, calma muscolo cuore, ventricoli deprime, opposto a fumigazione. Fumigazione foglie, ha benefici effetti, sui sintomi di asma, foglie sigarette; succo vince parassiti, o infuso radice, semi freschi 2cucchiai, estrai lattice suo, incidi sui frutti, misti a sal cucina, essicca al sole, evitando i metalli, che restano ossidati, digestivo e purgante, anti vermi vari. Infuso di foglie, come frutto fresco, radice bollita, sgrassa pelli e capelli, in acqua pestata, in orecchi cura otite. |Papaina in gastriti, cresce aci cloridro, birra chiarisce, succo sfiamma tonsille, pezzo papaia verde, o foglia inumidita, estirpa verruche, e calli ammorbidisce, toglie lentiggini, attacca i nidi Pulce, uova sotto pelle, e parassiti sottocute; de-gelatina sfrega semi, per seminarli, passa seme papaya, intestini animali, pur Ananas di Hawaii, sua piccola cugina, un poco le somiglia, con enzima |bromelina. 
||AVOCADO delizioso, cresce dove adatta, ha grassi vegetali, sani per il corpo, frutto americano, x zuppe e insalate, Avocado infuso foglie, benefico appare: grasso di avocado, bene alcalinizza, se mangio alla sera, voglio de-acidificar, frutto crudo in macedonia, con uovo sodo, un piatto squisito, per ogni popolo.

339:tarot01.I -lume339 BAGATTO |ciabattino: Creatività Iniziativa, usa le tue risorse per manifestare ciò che desideri, saggezza per risolvere qualsiasi problema. Alchimista, Mago, Giocoliere, Prestigiatore, Corteggiatore, Artigiano, un giovane uomo con gran cappello e abiti vistosi, regge in mano sinistra un bastone dorato, è in piedi davanti a un tavolo che nasconde la sua cinta in giù, sul tavolo figurano i quattro attrezzi/semi del suo mestiere: coppa (acqua-sapienza), moneta (terra-stabilità), spada (aria-coraggio/parola) e bastone (fuoco-volontà/passione). Bagatto è ciabattino, di abilità o inganno, a secon dove compare, nel gioco diritto o rovescio, relazion carte vicine, o contesto di domanda, richiama nuove imprese, cioè potere personale, di produrre cambiamenti; adattabile trasforma, saper fare o fantasia, volontà e diplomazia, o manipola coi trucchi, espedienti e furberie, pensa in tutte direzioni. Talete raccoglie le materie prime, volontà abilità oratoria (bacchetta), sicurezza in se stesso, tiene in testa un otto rovesciato, evoluzione del cappello, del matto arcano zero. FAUL: Pietro Hispano, incoronato papa a |Viterbo, mago alchemico ermetico, subì il crollo del soffitto, di sua stanza a causa spie, o esplosivo mal riuscito. Hispano amato dal suo popolo,fu sepolto in Cattedrale, citato poi da Dante, pontefice in Paradiso. 22 carte sono tappe, di ricerca nuova via, ecco principio di un percorso, un giovane iniziato, che porta cintura di uroboro, impulso iniziale o scintilla, a una catena di eventi, affine a CINA 1: il Creativo (Chun), la difficoltà iniziale. BOCCACCIO: lascia da parte le illusioni, resta coi piedi a terra, lavoro e amore, segreto della vita. Mercurio secondo cielo. BOSCH: la ricerca della verità deve passare sia via ragione che via emozione. iAFRO: primo uomo Adamo (Adriambahomana in Madagascar), materie prime, iniziativa del Babalao, sacerdote di Ifa che getta l'opele (collana 8 semi-conchiglie) nell'opon-piattomagico, a trovare l'odu-sentiero. |Inverno a metà Maggio riprende breve ingaggio| Bardana (arctium lappa) è biennale con radici lunghe chiamate Gobo, usata in cucina e medicina. Le sue radici, ricche di allantoina, aiutano a cicatrizzare ferite e a purificare la pelle. È utile contro dermatosi, seborrea e per depurare il corpo, stimolando la sudorazione. Viene usata in Decotto Essiac, tisana anti-cancro che aiuta reni e fegato. Bardana ha radici che lavorano come un aratro naturale, migliorando la qualità del terreno. Consolida maggiore è pianta che aiuta a guarire le ossa e a trattare emorroidi ed ulcere: le sue radici, applicate in impiastri, sono efficaci su ferite e lesioni. Ipecacuana (cephaelis ipecacunha) è un arbusto usato a stimolare il vomito e trattare infezioni intestinali, tosse e malattie polmonari. Il suo principio attivo, l'emetina, tossico in dosi elevate. Schinus molle o falso pepe, è usato a curare ferite, ulcere e per alleviare coliche e artriti. Le sue foglie e resina sono impiegate anche in medicina popolare per trattare stomaco e pelle. Myroxylon pereira è una pianta leguminosa, balsamo naturale per la pelle e le infezioni.# BARDANA Arctium lappa, lappola burdock, biennale fusto forte, fiorisce 2 anno, capolini uncini, gran foglie cuore fà, amaro gusto tiene, ha fittone lungo, radice detta Gobo, nippo mangia tutto. Bardana giovan getti, lessati conditi, Emilia le radici, prepara ammorbidite, + varietà bardana, molto saporite, scoprile man mano, Emilia spiega e ride. Bardana espande semi, lavora come aratro, colgo a primavera, quan grano ho seminato, autunno sperimento, ha foglia diserbante, radici sue profonde, lavorano alla grande; mangiare foglie crude, giovani germogli, con capperi e acciughe, poi condisci oli, se vuoi lontan vecchiaia, fatti x amica, radice fatta strisce, bardana cicorina. Colta in autunno, primavera avan fiori, radice foglie infuso, depura sudorife, contro dermatosi, o seborrea sul capo, tutte parti pianta, fresche man mano; foglie e radici, hanno allantoina, che cellule aiuta, a moltiplicarsi, utile in ferite, da cicatrizzare, sfiammare regredire, malattie di cute. |Bardana-Essiac, |formula-anti-cancro, tisana di radice, + acetosa e plantago, + trifoglio rosso, e rabarbaro radice, antidiabete che, aiuta corpo e psiche. Essiac dei nativi, 100 grammi erbe, messe in litro acqua, bollire 2 minuti, con pentola chiusa, e versare decotto, in 1 bottiglia, 6 cucchiai giorno tocco: 2 mattina e meriggio, 2 sera via da pasti, aiuta immunitario, reni cistifellea purga, fegato alleviando, da bile in eccesso, nei casi morbillo, piaghe morsi e ascesso; foglie schiaccia pelle, battericida cute, alleviano dolore, e gonfiore di punture, di ragni e insetti, e piaghe cicatrizza, x uso interno usa, radici autunno spinta. |CONSOLIDA maggiore, Symphytum officinale, perenne Boraginacea, da sempre medicinale, in quasi tutto il mondo, 20 sottospecie e due in Italia, in Sicilia e Toscana, poi vi è la ibrida B14, che rigenera il suolo, con biomassa di sue foglie, e minerali sottosuolo, pacciama alberi da frutto, e fà barriera alla gramigna, in Permacultura e food forest. Consolida maggiore, ricca in vitamina-b12, sfalcio un paio ad anno, e l'orto fertilizza, Pamela bolle foglie, produce 1 macerato, adatto x il suolo, di orto ombreggiato: detta aggiusta-ossa, aiuta schiena e legamenti, erba che guarisce, ulcera emorroidi, radici sue pestate, applica in impiastri, usata su ferite, di guerre e di disastri. Emilia suggerisce, pezzi radice in vaso, dieci parti terra e due concime, a mezzombra fino a 15cm, poi sposta sotto sole, annaffia periodicamente, poi trapianta perenne. Consolida ibrida Bocking 14, rigetta come il Topinambur, secondo anno se la tagli, annaffia e concima, ai piedi della pianta, in autunno e febbraio, ogmi anno uno dei due, così puoi far più sfalci, e propagare la radice, lei chiede acqua e concime. Trapianta ai bordi orto, o sotto alberi da frutto, taglia a inizio fiori, da sopra 15 cm, usa come pacciame, su milpa estiva pomodori, zucchine e alberi da frutto, attira api e bombi; più la tagli più ricresce, radici portan su potassio, impossibile eliminarla, calma stress da siccità, se fai foglie macerato, in acqua 2 settimane, è adatto booster del composto, o concime liquido per orto. Symphuò vuo dire, io unisco e cicatrizzo, mio rizoma rende solido, lo scheletro e i suoi legamenti, ma in tutto il genere Symphytum, sta un tossico per il fegato, sconsigliato l'uso interno, ma qualcuno usa in cucina, sue foglie giovani. Consolida maggiore ama i fossi, poco adatta all'orto, mentre la ibrida non fa semi, ma chiama api e bombi, così è usata sotto alber frutto, accumula nutrienti suol profondo, resiste a ruggine e siccità, è e reca proteine agli animal, come avicoli e maiali. Consolida ibridata, la maggiore con la russa, da Henry Doubleday 800, quacchero figlio di entomologo, cercava colla ai francobolli, della Royal Horticultural Society, in Bocking suo villaggio, ebbe concime e foraggio; dopo secondo anno, puoi tagliare quan fiorisce, coi suoi colori lillà, come i lupini nel sovescio, usa le foglie per pacciame, concime fresco o secco o macerato, nuove foglie cresceranno, fino a far 4 tagli anno, dopo tre anni puoi propagare, dividendo suoi rizomi. Consolida come ortica, tagliate varie volte, elaboran concimi, e aiutan micorrize, funghi simbionti delle piante, ne aiutan resistenza, a carenze di nutrienti, siccità e squilibri suolo. Entrambe amano bordi orto, e lavorano il letame, lo arricchiscon di potassio, grazie a lor profonde. |IPECACUANA corteccia, Cephaelis ipecacunha, altra pianta rubiacea, arbusto spontaneo, della selva Mato Grosso, 1 farmaco nativo, sudore-espettorante, infezioni intestino. Piccolo alberello, coltiva pure in Asia, riprodotto per talee, di steli e di radici, si alza mezzo metro, fiorisce tutto anno, a 3 anni di età, attende uccelli amici: coglitor guidati, da canor richiamo, uccello Poaiero, che ne mangia frutti, e disperdono i semi. Estratte radici, seccate polverizzate, preserva benefici, emetina sua stimola, centro del vomito, irritando la mucosa, gastrica intorno, amebicida pure, ma tossica in eccesso, in modo cumulativo, danneggia digesto. Ipecacuana usata, a stimolar fegato, lenir asma pertosse, coadiuvar malaria, polmoniti e catarro, di bronchi e polmoni, piccoli calcoli, catarro a vie biliari; coadiuva la cura, febbri intermittenti, idrocloruro di emetina, combatte veleni, dato in polvere sciroppo, ogni 10 minuti, stimola nervo vago, svuota pancia contenuti. |SCHINUS molle balsamo, panacea degli Inca, ripreso in Paraguay, da un prete gesuita, che apprese dai Payagui, uso della pianta, falso pepe sempreverde, foglie poni in acqua: bollir 100 grammi foglie, ottieni concentrato, diluire con vino, per lavar ferite, sua resina rimargina, sa ulcere curare, sul corpo calma coliche, flatulenze varie; 2 cucchiai orale, balsamo addolcito, cura dissenteria, e rigurgiti di sangue, fol fresche masticate, rinforza gengive, ingestione eccessiva, causa gastroenterite; foglie in acqua calda, a frizionare crampi, lenire reumatismi, lombaggini ed artriti; Inca usano resina, imbalsamar cadaveri, brucian legno incenso, x stomaci pesant. |MYROXYLON pereira, altro balsamo Perù, pianta leguminosa, usata espettorante, pelle rubefacente, antisettica di scabbia, pure in Indonesia, è panacea provvista. quid_bardana+plantago+consolida.m4a
lume339-Oracolo-fiaba della Consolida, la Pianta che Riunisce, come ortica e topinambur, sue foglie adatte a far pacciame, 5 centimetri sui bancali, aiutan pure resistenza, a peronospora pomodoro. Sepp Holzer permacultore, prepara modella l'orto con argilla, evita legno interrato, in aiuole da verdura, nitrati accumulati in foglia verde, son cancerogene sostanze, usate in insaccati, come conservanti alimentari. Holzer interra legno, solo in fruttetto e fioreto, nell'orto interra canne, palustri e da bambu, pale di opunzia e lupini, consolida e ortiche, al posto tronchi e rami. Sepp è un giovane Bagatto, che cerca unire le radici, da frammenti sparsi ovunque, gli compare la Bardana, radice-aratro che scava, rompe la crosta al suo passaggio. Il Bagatto trema e lascia andare, ottiene il vuoto nel suo petto, la cura segue lo spazio, un vento balsamo del Perù, Ipecacuana e falso pepe, espelle ciò che avvelena, e lenisce senza forzare. Consolida profonda, ora unisce ciò che è rotto, nutre in silenzio la struttura, assieme ai legamenti, come la mazza di Ogun, che batté il suolo e lavora, a espeller tossicità, scavando in profondità, e dà questo consiglio: nutri senza fretta, ciò che è diviso torna intero, come santa Argilla insegna.

341:tarot03.III -lume341 |IMPERATRICE: Coltiva ciò che ami, porta prosperità e crescita. Nutrimento e abbondanza, progetti idee e strategie, attività sul piano astratto, purificazione creativa, parte terrestre della donna, indipendenza libertà pensiero alternativo. Donna in trono e corona in testa, ha in mano scettro col globo, sormontato dalla croce, con mano destra regge scudo, con aquila araldo partorita, due ali aperte sulla schiena. Quanto pensate di esser belli, sembra dire dalla carta, detta pur Madre celeste, Venere Urania fecondità, è imperatrice di Bisanzio, Teodora Comnena, abbondanza e intelligenza, senso pratico e ambizione; rapporto con la madre, sue influenze educative, su morale ed erotismo, che ci portano a indagare, come vivo ed ho vissuto, magnetismo mio sessuale, rivolto al dare o altro uso, e saper avere relazioni, dentro e fuori la famiglia. Carta volontà caparbia, reca vita a tutte cose, anche a riflessione, nei rapporti familiari, influenza positiva, le carte a lei vicine, o una persona che ci è cara, madre forte e comprensiva. Carta rovesciata, può indicare aridità, in sentimenti o vanità, in alchimia è calcinazione. FAUL: giovane |Rosa che sfidò, l'odio dei nemici, come Giovanna d'Arco, ma per questo rifiutata, dalle suore di clausura; dopo la sua morte, papa Alessandro IV, la fè traslar su baldacchino, fin dentro al monastero, che in vita la respinse, realizzando allor suo sogno. BOSCH: La sposa perfetta, come la madre ideale, non è una serva ma una |regina-amazzone, e il suo cuore palpita dei suoi desideri, nno di quelli altrui. CINA 64: Prima del Compimento. AFRO: |Iemanjà per Alice, Dea del mare, amore materno e protezione, Nostra Signora del Mare. Venere quinto cielo. BOCCACCIO: La vita è un camino d'amore senza limiti di età, però chi ricopre cariche pubbliche, mantenga discrezione e moderazione. |Settembre3, chi guarda ad ogni vento non si mette mai in mare| |MAGGIORANA profuma, dolce origano sia, speziato e pungente, Persa erba amica, viene da oriente, origina in deserti, amica di asceti, ispira bontà verde, Persica gentile, in terre soleggiate, |Origano-cugina, radici superficie, spighe rosa-viola: fresca od essiccata, amata in cucina, adatta in gargarismi, persa amica sia; perenni fusti eretti, a inizio fioritura, colgo foglie e cime, essicco in ombra, divido cespi fiorite; aroma funghi salse, legumi e vini erbe, insalate-in-pomodori, + sonno |stimolante, infusa sedativa, |antispasmo e |digestiva, pure bagno-schiuma, antireuma |sudativa: se combatte bene, sincope |vertigini, amica Maggiorana, lascio presso figli, calma nervosismo, vince indigestioni, risolve meteorismo, aiuta sensazioni. 
|Imperatrice è terza carta arcani maggiori, Madre celeste, Venere Urania, La Fecondità universale. Identifica l'imperatrice di Bisanzio, Teodora Comnena, e rappresenta abbondanza e intelligenza insieme, riflessione, erudizione, senso pratico e grande ambizione: colei che con le sue grandi capacità e la caparbia volontà, è in grado di dare vita a tutte le cose. Indica anche. Carta favorevole nei rapporti familiari, influenza in senso positivo le carte vicine. Indica l'azione positiva di una persona che ci è cara: madre autoritaria ma comprensiva. Carta rovesciata: può indicare sterilità, aridità nei sentimenti, sperpero, vuoto anche sentimentale, inutile e infruttuoso spreco, vanità. In I Ching è in analogia con il segno 64, Prima del Compimento.#

342:tarot04.IV -lume342 |IMPERATORE: Assumi il controllo della tua vita e stabilisci delle regole. Realizzazione del capo, coraggio e giovialità, maturità e mascolinità, parte terrestre dell'uomo, padre, figlio; pragmatismo, stabilità e ordine. Empereur è quarta carta: uomo barbuto seduto in trono, di profilo con una mano, regge scettro imperiale, con altra mano scudo-araldo. Federico II o Batu khan, in carte FAUL tiene in mano, moneta d'oro e d'argento, poichè capo di Orda d'oro, in Europa lotta scisma, tra Impero e Papato, e concede a ogni città sana, il diritto batter moneta, con apertura di una zecca, a Firenze sia il Fiorino, a Viterbo il |viterbino. Chiede se abbiam capacità, di viver bene la materia, economia propria e altrui, senza invidie o eccesso lode, come avi nonni e padri, governavan loro vita, con loro pregi e difetti, trasmessi a noi e lor famiglia, e a riflettere ci invita, quando avremo noi il potere, capacità risponder situazione, sarem tiranni o buon regnanti? Potenza attiva entro materia, e intelligenza creativa, in alchimia è purificazio, forza di concretezza, energia maschile attiva, stabilizza situazioni, sotto auspici imperatore, influenza carte vicine, diritto rovescio si rivela, contesto gioco e posizione, arcano a media durata, reca consigli al consultate, in pratica efficacia, ha una carica decisa, chiede volontà e impegno, a prender giusta decisione, per basi solide progetti, di vita o di lavoro. A volte simboleggia, persona maschile paterna, in grado di fornire, guida e supporto materiale, un uomo prestigio mezza età, o unione solida e fedele, un iniziativa di lavoro, di successo o promozione; rovesciata tal potere, diventa schiavo di se stesso, tirannia inflitta o subita, il lato oscuro del potere, deliri onnipotenza, del consultante o ruolo in gioco, un potere senza amore, che manca l'obbiettivo. BOSCH: |l'autorità viene dall'uomo e non dalle vesti, ma l'uomo deve portarle affinchè gli veng riconosciuta. CINA 63: Dopo il Compimento, oCina 18: Emendamento delle Cose guaste. AFRO: |Olorun, dio del cielo e padre degli dei di Nigeria. |Ogum per Alice, ferro tecnologia, protettore dei guerrieri, associato a |SanGiorgio, Marte, secondo cielo. BOCCACCIO: potere di anzianità con ardori giovanili, senza vergogna si ama sempre. Chi fa quell che sà, più non gli è richiesto| Salvia officinale ha fusto quadrato, foglie opposte e profumo usato in cucina. I fiori blu-violetti sbocciano da primavera all’estate. Cresce in terreni leggeri, al sole o in boscaglie, anche in vaso con potature regolari. Si moltiplica per talea o propaggine. Le foglie sono ottime per carni, sughi, formaggi e per condire burro fuso o primi piatti. Fritte o in pastella sono gustose. Contiene canfora e ha proprietà antisettiche: combatte batteri, virus e funghi. Utile per bocca, gola, gengive e ferite. Infusi con ginepro e iperico aiutano contro reumatismi. Sciroppo con vino e zucchero è buono per la tosse. Riduce sudorazione, glicemia, calma faringiti e problemi al fegato. L'olio è potente ma da usare con cautela per la presenza di tujone. Alternare uso: 2 settimane sì, 10 giorni no. Evitare in gravidanza, allattamento, ipertensione o problemi renali. Contiene acido rosmarinico, che regola sudore e temperatura corporea. Aiuta in menopausa, stress e ansia. Stimola la digestione e tonifica l’intestino. La varietà sclarea ha foglie grandi e fiori profumati. Calma tosse, fatica e nausea. I semi aiutano a espellere corpi estranei dagli occhi. Le foglie secche deodorano ascelle e pube. San Diomede la usava per dolori e reumatismi. Un infuso caldo al mattino aiuta digestione, crampi, vampate e tensione nervosa. Foglie amare possono essere masticate per igiene orale.# SALVIA officinale, fusto quadrangolare, ramifica foglie opposte, aroma vivande, fiori blu-violetto, in spiga terminale, da primavera a estate, su viottoli e torrenti, sole o boscaglie, cresce in suoli leggeri, bene pure in vaso, potandola frequente, regola sua crescita, moltiplica propaggine, talea dopo fiore, foglie salvia buone, conservan molte cose: carni arrosti formaggi, minestre e sughi, trasforma burro fuso, a gustoso condimento, foglie fritte a pastella, o in pasta riso, orto con Savia, canfora ha conferito. Foglie fresche antisetti, su batteri funghi virus, infezioni bocca e gola, rimedio su ferite, sfiamma e cicatrizza, gengive ben rassoda, sfregandola sui denti. Ginepro-Salvia-Iperico, una presa foglie mix, secco sminuzzato, in tazza acqua bollente, a digiuno bevi caldo, contro i reumatismi, già sol acqua bollita, agisce purificando. Sciroppo per la tosse, zucchero velo e cime salvia, in mezzo litro vino, cuoce lentamente, finché liquido addensa, filtra e serba al buio. Salvia nelle zuppe, riduce sudorazione, abbassa glicemia, calma faringiti, ed epatica cirrosi, lenisce punture, rafforza guarigione, cicatrizza ferite piaghe. Suo olio concentrato, troppa canfora e tujone, inibisce neurone, chi ne diede agli animali, per lunghi periodi, improvvise convulsioni, alterna 2 settimane, 10 giorni astensione. Infuso tonico di nervi, aiuta la bile, diuresi come Rosmarino, evita la sera, pure in gravidanza, allattamento e ipertensione, o reni insufficienti, alterna 2 settimane, 10 giorni astensione. |Salvia officinalis, influenza sudorazione, con suo acido rosmarinico, è anticolinergica, inibisce acetilcolina, che stimol ghiande sudoripare, e se assunta regolare, regola corpo temperatura, e necessità a sudare. Salvia calma stress e ansia, che aumentano il sudore, poi agendo sugli ormoni, calma sintomi menopausa, come vampate di calore, mentre acido rosmarinico, agisce antiossidante, ferma spasmo istamina, su muscolo Psoas, 1 litro acqua 30 foglie, usa azione amara, su atonìa intestinale. |Sclarea foglie grandi, rossi fiorellini, bianchi rosa/blu, in spighe vischiose, edule muschio profuma, fatica disperde, calma vomito pertosse, buon detergente. Semi usa a eliminar, corpi estranei occhi, applica sotto palpebre, fanno lacrimare, si gonfiano poichè, ricchi mucillagine, 2 cucchiai foglie secche, son deodorante, lava x 3 giorni, pube ed ascelle. San Diomede usava salvia, su |malattie- di-ossa, artrite e reumatismi, 5 foglioline a tazza, un poco ammorbidire, foglia fresca o secca, fai bollire acqua, accompagna con preghiera, spegni copri e lascia, 5 o 10 minuti, filtra e bevi calda a digiuno, se hai |crampi o |vampate, cattiva digestione, tensione nervosa, artrite muscolare. Foglie amare tieni in tasca, da sfregare o |masticare, per infezioni bocca e gola, |gengive ed |alitosi, sue cime igiene denti. salvia_benefici-tisana.m4a
lume342-oracolo della Salvia – Imperatore che disciplina e purifica con saggezza, mette ordine dove c'è eccesso, stabilisce confini, chiarisce, asciuga, riequilibra: riduce sudorazione eccessiva, aiuta nelle vampate e sostiene l’equilibrio ormonale, soprattutto nelle fasi di cambiamento. Ha azione tonica e calmante insieme, alleviando malinconia, stress e stanchezza nervosa, restituendo lucidità e direzione. In infuso, sostiene fegato e digestione, riduce gonfiore, spasmi e coliche. Sul respiro agisce con autorità, scioglie catarro, calma tosse e infiammazioni, liberando il passaggio dell’aria e della parola, facilitando la respirazione. Antisettica naturale, è utile per bocca e gengive, pelle e ferite, favorendo la cicatrizzazione, va usata con misura, evitando eccessi e periodi prolungati. Foglie di Salvia+Fico, calma coliche e spasmo, e dolori mestruali, Salvia con miele e scorza limone, dopo i pasti, aiuta fegato e spasmi; in decotto con Lavanda, cura ferite piaghe. Bruciata o conservata, protegge gli spazi e allontana insetti e impurità sottili: legala a mazzetti con filo cotone, seccala su altare, brucia in incenso sopra carboncino, emana odor assenzio; sue foglie in armadio, repellono le tarme. Salvia calma le vampate in donne, febbri, pance, bocca, parto e piedi, mentre in aceto, elimina la forfora; |ipoglicemizzante, ai primi stadi diabete, riduce eccessi di catarro, in bronchi e sebo sulla pelle, balsamica |espettorante del respiro, aiuta |tubercolosi, nel sudore notturno, ne regola flusso, calma crisi asma, suo infuso toglie |singhiozzo, ma eccesso va evitare. Salvia infuso è |concime.

343:tarot05.V -lume343 |PAPA: Cerca la guida in tradizioni e valori consolidati; mediazione diplomazia e consiglio, teatro, insegnamento, sapere, professore, padre, consigliere, sacerdote, parte spirituale dell'uomo. Ierofante e buon |Pastore: uomo con barba canuta (saggezza) seduto in posizione frontale, col triregno regge un pastorale, a croce con tre traverse, ai suoi piedi sono inginocchiati due persone, un fedele e un cercatore. Pontefice è colui che, mosso da profonda vocazione, appare buon pastore, con discrezione e riservatezza, chiama in causa la fede, inizia i discepoli ai misteri, della vita interiore, li aiuta a superar difficoltà, con certezza e speranza, di esser parte di un disegno, che ci ama e ci ha generato. Rappresenta la lealtà, rispetto di altri e gerarchie, il buon consiglio spassionato, la vocazione in ogni cosa, triplice croce di Malta, di sant'Andrea o dei 3 mondi, a volte indossa i guanti bianchi, seduto tra due pilastri, della vita e della morte, del Tempio di Salomone. Davanti a sé ha due discepoli, uno con sguardo chino, fede che obbedisce, e uno che guarda il papa, in alchimia è un unicorno, colui che vuole imparare, Papa insegna dalle carte, che si smazzano alla stesa. Papa in carta rovesciata, risalta aspetti grotteschi, del Sacro esasperato, falsa morale e bigottismo, fanatismo e intolleranza, maestro che divien falso profeta. FAUL: |AlessandroIV eletto papa, a Viterbo sede Pontificia, nell'epoca trecento, lui fece santa giovan Rosa, avviando il primo trasporto, della torre-baldacchino. BOSCH: |Fede, il giusto non deve aver paura, sopratutto di se stesso. CINA 11: la Pace, o Cina 4: stoltezza giovanile. AFRO: Tsui dio degli stregoni di Namibia. |Oxalà per Alice, pace e ed equilibrio, luce del salvatore, sapienza segreta. BOCCACCIO: |Carisma e sacralità non immune dal peccato, agire con prudenza. La |memoria si perde e la scrittura resta| Rosmarino officinale, detto rugiada di mare, è un arbusto aromatico con fiori celesti e odore intenso. Cresce facilmente al sole, anche in siepi, e si pota per mantenerne la forma. È tonico per nervi, stimola memoria e chiarezza mentale. Le foglie, fresche o secche, si usano in cucina per insaporire carni, minestre e pesce. Favorisce digestione, riduce gas, aiuta il fegato e la cistifellea. È diuretico e va evitato la sera. L'infuso combatte raffreddore, mal di testa, ansia e depressione. L'olio e unguento alleviano dolori muscolari, reumatismi, torcicollo e stanchezza. È utile contro pidocchi, rughe, gengiviti, acne e per la cura della pelle. Fortifica il cuoio capelluto, toglie forfora e aiuta in caso di caduta capelli. Ha proprietà antibatteriche, antifungine, antiossidanti e cicatrizzanti. Si può usare come collirio, tonico, impacco o bagno. In combinazione con Salvia e Timo, migliora digestione, regola sudore e purifica il corpo. È utile anche in stati di frigidità o impotenza. Si usa per frizioni, pediluvi, gargarismi e per detergere animali. Un rametto bruciato profuma l’ambiente e calma la mente. In tasca, porta fiducia e memoria, anche per esami o sfide.# ROSMARINO officinale, rugiada Rosa-marina, celesti fior ramerino, è tonica nervina, diureti-depurativa, usata sulla pelle, cura i reumatismi, odore penetrante, fa casa vivace, sostiene rimembranza. Suo olio dà sollievo, a stomaco spasmi, aiuta circolazione, combatte batter funghi, sfrega su dermatiti, cicatrizza le ferite: 1 cucchiaio aghi secchi, sminuzzati in tazza acqua, bollir 10 minuti, bevi 3 volte al giorno, tratta il raffreddore, mal di testa e depressione, affezioni a cistifellea, dopo pasti è digestivo. |Rosmarino e Timo, aiutano salute, Salvia calma sudore, regolando acetil-ormone, e psiche ansia dolore: acido rosmarinico ha proprietà antiossidanti e sfiammanti, così pure Salvia, che ne contiene, regola sudorazione, e la circolazione, mentre Thymus vulgaris, ha virtù antimicrobiche, migliora igiene personale, e riduce odori corporei. Salvia e Rosmarino, enzimi digestivi, moltiplico i cespi, in autunni primi, siepi a Rosmarino, son facili a potare, acqua-rosmarino, pulisce il mio animale. Cespuglio va potare, in forme desiderate, un rametto bruciato, emana odor incenso, agisce sui nervi, rinfranca memoria, fiducia nei depressi; consigliato a mattino, inizia una giornata, chiarezza mentale, potente diuretica, sconsiglia a sera, evitar alzarsi a notte; migliora digestione, senza gas intestini, Rosmarino aiuta fegato, tampona pure denti, a prime avvisaglie, mastica cima fresca, poni la poltiglia, su gengiva dolente, |Cicatrizza e |disinfetta, ferite e infezioni, in acqua gioventù, Isabella Ungheria, con menta e lavanda, rami alloro-rosmarino, aiuta cuoio |capelluto, forfora toglie, sua acqua distillata, fortifica la vista, antisettico collirio. In tasca aiuta impresa, esami di studenti, calma caduta capelli, metti foglie aceto, sale salvia e crisantemo, shampoo o pezze impacchi, su parte dolorante, foglie fresche o secche, in olio oliva unguento, su pelle strofina, allevia reumatismi, muscolo-scheletro, emicrania e fatica, e anoressia nervosa. Combatte |pidocchi, |impotenza e |frigidità, |rughe e |torcicollo, macerato con ortica, insaporisce pollame, focacce e minestre, e pesce azzurro rende. |Tuareg cosparge, su cordone ombelicale, di cuccioli e bimbi, foglie polvere secche, tonico bagni e |pediluvi, a piedi doloranti, lenisce |emicrania, capelli opachi stanchi. 
lume343-oracolo del Rosmarino, Papa Hierofante che, sulle soglie tra i mondi, accompagna e conforta anime, consola il cuore, sostiene nei passaggi, rinnova forza interiore. Nel silenzio sacro, il tè di rosmarino e salvia è condiviso tra maestro e discepolo, buon aperitivo che |sfiamma |mammelle e |muco-catarrino, olio delle foglie, sfrego corpo tempie, allevia mal di testa, riduce sofferenze, respinge |pulci+zecche, e parassiti vari, sfrega su |vesciche, e sciacqui |collutorio. Rosmarino è fuoco gentile, scalda il cuore, risveglia la mente, rinforza i nervi: dove c’è stanchezza porta vigore; dove c’è confusione, riporta chiarezza. Il suo profumo guida la memoria e protegge il pensiero. Annusalo, la tua mente si illumina, la concentrazione ritorna, il cammino si fa nitido. Olio sulle tempie, sulle mani, sul petto, scioglie tensioni, allevia il dolore, rimette in moto il sangue e la vita. Fior di Rosmarino in vino fanno alito più fresco, contrasta |pestilenze, tosse e inappetenze. Inalando olio essenziale, poche gocce fazzoletto, energizza cervello, rilassa muscoli tesi, stimola sangue in pallide persone con pressione bassa, con mani e piedi freddi, previene mal di testa. Infuso come impacco, allevia distorsione, alterna con ghiaccio 2-3 minuti, Infiorescenze antispasmo, coleretico biliare, aiuta reni e intestini, calma croniche |allergie, |andropausa e senescenza femminile. Rosmarino è memoria viva, che chiarisce la mente, rafforza lo spirito e purifica il corpo: dove c'è disordine, porta disciplina; dove c’è dubbio offre direzione; col suo suo profumo risveglia la coscienza di chi sei, guida, protegge e insegna ciò che già sai, è tempo di apprendere qualcosa, un metodo, una pratica che nutra davvero: respiro, gesto e presenza, segui ciò che è autentico, e rafforza il tuo centro, la tua energia che agisce con mente lucida e cuore saldo.

346:tarot08.VIII –lume346 |La-Giustizia: sii onesto con te stesso e ricerca equilibrio nelle scelte. La Giustizia rappresenta verità, rettitudine e consapevolezza morale, è la bilancia che pesa azioni e intenzioni, la spada che taglia illusioni e menzogne. Chi segue la Legge del Dao o dell'anima non teme punizioni: ogni atto trova il suo contrappeso, ogni torto la sua riparazione. Carta di Osiride e della Legge universale, richiama equità e responsabilità. È protezione per l'uomo giusto e prova per chi mente a sé stesso. Ricorda che giustizia umana e divina coincidono solo in chi agisce con cuore limpido. Nella storia, Raniero Gatti fu esempio di mediatore tra fazioni in guerra, nella Viterbo di FAUL, legata a Federico II, fece da mediatore tra ghibellini e guelfi del neo-papato in Vaticano, così fù Rettore del Comune, ora per gli uni, ora per gli altri, da cui il motto: La giustizia è uguale per tutti, ma non tutti sono uguali per la giustizia. |Shangò, dio del tuono e del coraggio, è simbolo afrobrasiliano di saggezza e fermezza, incarna il fuoco di San Giovanni che purifica e ristabilisce ordine. La carta insegna che non esiste torto eterno né verità nascosta: ogni evento, nel tempo, trova la sua misura. Chi parla semina, chi tace raccoglie. Carta rovesciata: equilibrio e armonia interrotti, ingiustizia trionfa in ogni campo, insofferenza e misantropia, ingratitudine e contestazioni. BOSCH nella sua carta rivela: nel bene e nel male ogni cosa raggiunge il suo destino di Verità. |BOCCACCIO: |Chi-parla-semina, |chi-tace-raccoglie| |ELICRISO italicum, perenne legnosa, gradevole odore, capolini 30 fiori, fiorisce giallo dorato, da maggio a settembre, olio essenziale, pinene e linalolo, furfurolo e nerolo, e colorante elicrisina. Asteracea profumata. |LIQUIRIZIA radici, glycyrrhiza glabra, Gancao cinese, colte in autunno, spezzetta secca al sole, serba in vasi vetro, mastica radice, assieme con menta, sfiamma gastrite; pulisce bocca denti, 2 tazzine the, purga troppo muco, in stomaco e petto, infuso dopo pasti, aiuta digestione, buona lassativa, purgante e sedativa; uso eccesso, gonfia viso e caviglia, infuso e petal secchi, di papagni rossi, alleviano tosse, congestioni raffreddori, buon espettorante, di stomaco e polmoni, emetico antimuco, aiuta respirazioni. |ASTRAGALO membranaceus, huangqi detto in Cina, assieme a Korea, ogi in Giappone, famiglia fabacee, erbacea perenne, foglie triangolari, simile al trifoglio, frutti baccelli, e radici giallo-brune, come liquirizia: epato-protettrice, contro epatite B, radice adattogena, aiuta immunità, contro virus raffreddori, influenze aviaria, tosse e febbre, edema polmonare. Energizzante antivirale, equilibra la fatica, deperimento e inappetenza, immuno-oncogena, lavora bene in sinergia, con Schisandra e Liquirizia, mentre a scendere lo stress, associa a radice Salvia. elicriso_fumiga-sanatori.m4a
||Elicriso Erba respiro, suo infuso due volte al giorno, balsamico asma tosse, e catarro bronchiale, diuretica depurativa, antistaminica usata, a curare allergie; suo decotto lenisce, psoriasi e artrite, tonifica le vene, specie di emorroidi, calma pelli irritate, 3 tazze anticatarro, sfiamma e scioglie muco, e su mani e piedi freddi, riattiva circolazio. Elicriso-oleolito, 100 grammi fiori secchi, in barattolo di vetro, ermetico coperchio, agita 40 giorni, filtrato in vetro scuro, spalma sulla pelle, poni luogo fresco buio: usata come unguento, crema o sapone olio, è utile alla pelle, rigenera sue cellule.

348:tarot10.X -lume348 |ROTA-FORTUNA: Accetta i cambiamenti e le opportunità che la vita presenta, accogli cambiamenti, sarai pilota del tuo destino. La ruota gira, vittorie e sconfitte si alternano. Agisci con fiducia: sei parte del vento del fato.# Samsara, karma o controllo/coscienza del proprio destino, cambiamento viaggio, Tarot, chiusura di un ciclo, fiducia e fedeltà, occasioni da meritare, pilota propria vita, trasloco. Ruota del Fato o fate, è sormontata da una sfinge alata con corona e spada, due esseri ibridi arrampicati ai suoi lati, una figura umana con testa canina ed un serpente: destino e vanità dei beni e conquiste terrene? I simboli dei quattro evangelisti doppiati ai quattro elementi naturali e la scritta |TAROt, anagramma di ROTA (ruota). La carta simboleggia il fato, equilibrio precario e mutevolezza della sorte: tutto evolve e ciò che sta in alto cadrà e viceversa, la carta ci induce a riflettere, ma poi ad agire, creando un movimento di forze con noi al centro, responsabili e attivi, in grado di accettare sconfitte e vittorie, come fossero uguali, poichè una forza invisibile ci guida, come un vento destino. |FAUL: lotta tra Impero e Papato, miniatura dei Carmina Burana, dove |Federico-II, posto al centro della Ruota, rappresenta l'eterna contesa del potere che segnò anche le lotte interne di Viterbo: la rota girò a volte a favore dell'uno o dell'altro, come in una guerra fredda. Le torri poste nella parte superiore della Rota, con i merletti guelfi a nido di rondine, e i ghibellini squadrati, evidenziano l'equilibrio precario dei due poteri. |BOSCH: Il tempo, la saggezza si trova nel non farsi avvolgere dal dolore del mondo, ma anche nel continuare a contemplarli. |CINA 57: Vento penetrante, giusto equilibrio tra involuzione o evoluzione secondo legge del Dao, Cina 25 (wu wang): l'innocenza, Cina 24: la svolta. |AFRO: tempo/stagioni, |Elegua dio dei crocicchi e opportunità, Nigeria. Casualità, fortuna inaspettata. |BOCCACCIO: solidarietà e aiuto reciproco leniscono malasorte, l'egoismo in questioni sessuali non paga. A |mangiare e spettegolare tutto sta nel cominciare, tra i cannoni non vale la ragione, ma la fine dell'ira è principio del pentimento| |AKEBIA quinata, specie a portamento, cinese rampicante, tiene fusto fino, flessibile tappezza, ha foglia palmata, odor fiore vaniglia, primaver avanzata, frutto baccello viola, simile a uovo, edule polpa morbida, tanti semi trovo, matura fin estate, tollera il freddo, fino -20 grade, mezz'ombra fiora meno. |ARONIA melanocarpa, arbusto fitto a est, resiste freddo e caldo, foglia caduca ha, teme suoli asfitti, al sole dà + fiori, ha verdi foglie lance, in autunno rosso scuro, a fine primavera, sboccia rosa-bianco, poi a tarda estate, drupe tonde fà, acidule-dolce. |Palma-di-COCCO, reca olio benefico, acido laurico che, disinfetta amico, per denti e + cose, conserva disidrato, previen infarto e ictus, abero rimato. 
Akebia: diuretica, antinfiammatoria, lassativa, protegge lo stomaco, utile nella menopausa e come galattogogo. Aronia: ricca di antiossidanti, protegge da stress ossidativo. Cocco: acido laurico disinfettante e protettivo vascolare.

349:tarot11.XI -lume349 |La-FORZA: Affronta la vita con pazienza, tenacia e cuore saldo. La vera forza non è nel dominio, ma nell’equilibrio: una donna serena placa il leone, simbolo degli istinti e delle passioni, con fermezza dolce. La Forza è il coraggio di restare, quando tutto spinge a fuggire., è il miracolo di trasformare l’impulso in potere creativo.Come Giulia Farnese (carte Faul), che tra politica e passione seppe portare fortuna, o come Iansã–Santa Barbara, che doma tempeste e protegge nel caos, tu puoi accogliere la sfida con grazia e autorevolezza. Quando smetti di temere il nemico interiore, lo trasformi in alleato. Lascia che il trifoglio ti ricordi: la buona sorte segue chi agisce con forza interiore, non con forza bruta.Meglio assolvere un peccatore che dannare un giusto.# Affronta le sfide con pazienza e determinazione, indipendenza di spirito, controllo dominio della personalità, vigore energia, gestione, parlare, miracolo, conquista, farsi carico, resilienza, autorevolezza: una donna con un ampio cappello in testa chiude le fauci di un leone o accoglie un unicorno in grembo: equilibrio yin-yang. Una donna fortezza, disciplina, forza |interiore, coraggio e sicurezza. Il leone rappresenta gli istinti non domati, la concupiscenza. FAUL: associata a |Giulia-Farnese, figlia del condottiero di Montalto di Castro, e concubina di papa Rodrigo Borgia (Alessandro VI), promessa sposa di suo nipote Orsino Orsini; con la sua pazienza e apertura, sapeva recare buona sorte. BOSCH: Coraggio, quando si smette di arrendersi e di fuggire, il nemico che appariva invincible rivela le sue debolezze. CINA 9: Forza-Domatrice-del piccolo, Cina 26: forza domatrice-del-grande, Cina 21: il Morso che spezza. AFRO: |Iansã per Alice, dea dei venti, tempeste e libertà, |SantaBarbara patrona di fulmini e protettrice contro tempeste. BOCCACCIO: affetto e trasporto dei sensi han potere di contrastare la forza bruta, conciliare i rapporti e smussare gli angoli.| TRIFOGLIO rosso (Trifolium pratense), raccolto da maggio a ottobre, si consuma in insalata o infuso con bardana: disintossica, calma vampate della menopausa, ricco di calcio e fosforo, utile per rachitismo, pertosse e denti fragili. Il tè di trifoglio bianco previene gli orecchioni. Coltivato sui bordi strada, riduce erbe infestanti e favorisce la biodiversità con simbiosi naturali. GRAMIGNA (Cynodon dactylon), perenne e tenace, ha rizomi ricchi di amido e principi antimicotici. Il suo decotto è sfiammante per intestino e apparato urinario, utile contro calcoli renali e stitichezza. Animali malati la cercano spontaneamente. Va sradicata dopo la pioggia, anche con metodi naturali come acqua bollente o sale. SEPPOLA (Erigeron canadensis), detta sorgastrella o scoa-matta, erba di carestia amara e infestante, ma medicinale: infuso di fusti e foglie utile contro emorragie, glicemia alta, infezioni urinarie e intestinali. Foglie ricche di oli essenziali, usate in piccole dosi anche per profumi e caramelle.# TRIFOGLIO Rosso, trifolium pratense, colto maggio-ottobre, mangio insalata, infuso con Bardana, è disintossicante, ranuncole erbe, ferma suo leguminante, trifoglo rosso calma, vampate menopausa. |Trifogliobianco tè, previene orecchioni, tè |Trifogliorosso, ha fosforo e calcio, lenisce pertosse, contrasta rachitismo, aiuta fragil denti, consocialo con riso: sui fossi lungo strade, semino trifoglio, elimino problemi, di erbe che non voglio, se semino + specie, osservo i lor vigori, antiche con moderne, simbiosi ed antibiosi. |GRAMIGNA perenne, piccola e invadente, Cynodon dactylon, rizoma ricco amido, assieme agropirene, essenza antimicoti, gramigna vuole zappa, a estipare fuori. Se suo decotto, efficace sfiammante, di tubo gastroentero, e genito-urinario, infuso rizoma, scompatta intestino, aggiunto a liquirizia, grammo orzolino: cani e gatti malati, cercano gramigna, cosi allevatore, la aggiunge a foraggi, radice di Gramigna, anti calcoli renali, fai bollire e bevi, con mais officinali, o lascia macerare, cucchiaio in mezzo bicchiere, una notte in acqua-fredda, poi filtra scalda appena, a digiuno bevi tiepido, dice |Luz-Maria. Gramigna erbaccia, tiene gran potere, scioglie noduli tumori, cura costipazione, a suoli e intestini, purga compattazione, pur Cicoria e Ortica, e tè di Parietaria, rivel natura suolo, vegetazion spontanea. Gramigna e Asperella, sarchio in estate, con forca a 2 denti, radici a estirpare, cosi Beccagallina, sviluppa ogni stagione, aspetto freddo forte, ramazzo cespo fiore; se piante infestanti, tolgo dopo pioggia, le sradico o zappetto, senza fare sforzo, diserba sale grosso, o bollente di patate, + Rovi invasivi, ma ortiche lascio stare. |SEPPOLA Conyza, sorgastrella spazzador, |Erigero scoa-matta, Erigeron canadese, fa lunghe pannocchie, capolin su fusto, ha resina infiammabi, ma resiste fuoco. Erba da carestia, facile propaga, invadente esclusiva, Erigero amaro, poco mangiano animali, sua polvere secca, respinge + insetti, in Europa omeopatia: fa scender glucosio, ferma emorragie, vermifuga e diuretica, infusi suoi fusti, contro infezioni, urinarie intestinali, foglie trattate, come tabacco fiuto, a chi ha sua allergia, causa dermatiti. Foglie in insalata, cotte o bollite, a dose limitata, per suo gusto amaro, usa in carestie, foglie ricche di oli, aroma in caramelle, profumi analcoli. trifogliorosso_menopausa_drbianchi.m4a
lume349-Tre forze un unico campo, Verde connette e nutre, Blu radica e stabilizza, Giallo muove e trasforma, la forza nasce da equilibrio, coltiva radice e relazione, il movimento torna vivo, dentro e fuori il campo. |TRIFOGLIO rosso pratense, nasce tra campo e strada, come pianta di alleanza, ternario o quaternario, richiama sorte di Afrodite, che condivide prati Pan, tra umano e selvatico. Tutto l'anno è pianta amica, indicatrice nelle vigne, assieme Erba Medica, nutrono insetti in simbiosi, con ortica macerato, Felce ed Equiseto, ravvivano il suolo, fanno ecosistema. |GRAMIGNA Cynodon dactylon, erba che torna sempre, come l'Idra che rinasce, persiste e penetra nel suolo, a ricomporlo strutturare; la ricercano animali, quando han corpo disordinato, e cercan guarigione. |SEPPOLA Erigeron, canadese erba migrante, pianta di viaggi e rotture, delle americhe è soffio, energia di dispersione, porta via ciò che è stagnante, emorragie blocchi eccessi, ma se cresce troppo dice, squilibrio nel tuo campo. Blu respiro in sottosuolo, dove tre piante fanno soglia, tra cura e invasione, reciproca limitazione, Trifoglio nutre relazione, Gramigna radica la terra, Seppola è vento di espulsione, moto improvvisa purificazione; nessun infestante è assoluta, ogni pianta è nel sistema, accoglie giusta proporzione, salute suolo in equilibrio, tra ciò che cresce insieme, ciò che torna e che attraversa, come la FORZA dei tarocchi, lega impulso e regolazione: la leonessa mai sconfitta, come gramigna si comprende, come trifoglio si connette, come seppola si sposta.



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