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galanga Alpinia Ildegarda, aiuta cuore e Papua (62) 62-Galanga aiuta i lingua indocina | foto cibospezie | audiolibro | flora_galanga_simil-zenzero.mp4 | | |musica 16-AllahHe.mp3
zutwasi Kino danza il dolore nel corpo (145) 45-Il corpo accusa lingua juhoansi | foto eurafrica | audiolibro | doc_healing-dance-botswana.mp4 | popoli_namibia-zutwasi_mollison.mp4 | anime_kwe-hazdabo.mp4 |musica 8-numTchaiTrance.mp3
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62:lume062-Galanga aiuta il cuore, secondo Ildegarda. Alpinia officinarum, della famiglia dello zenzero, originaria della Malesia, ha un rizoma profumato, che contiene galangina, cineolo e altri composti, studiati per le loro proprietà, antiossidanti e antispasmodiche, digestive, e antinfiammatorie. In cucina è usata come spezia capace di sostituire pepe e curry. Ildegarda di Bingen consigliava la galanga secca, come rimedio per il cuore: una piccola quantità sciolta lentamente sotto la lingua, o preparata in vino caldo, un antidolore medievale. Per lei il cuore è il centro dell'energia vitale, viriditas che media l'incontro tra corpo e anima. La tradizione erboristica europea ha usato la radice per digestione difficile, debolezza, crampi e stati di affaticamento: la radice fresca o in polvere, calma vertigini e angina pectoris, crampi mestruali e febbre da infezioni. In farmacia si trova in compresse, da usare in emergenza. Il medico Hertzka la prescriveva per rinforzare il cuore (come prezzemolo e diaspro), e consigliava di portarne una boccietta ovunque, come preventivo dell'infarto. Altre culture hanno attribuito qualità particolari a piante simili: in Papua Nuova Guinea alcune specie di galanga vengono usate nella medicina locale e nei rituali del sogno assieme ad altre piante (Kaempferia galanga, Homalomena agara, mesembrantemo, cannabis), per guarigione di ferite e bruciature, concentrazione o stati onirogeni della coscienza; dall'Asia all'Europa emerge una stessa intuizione: alcune radici non nutrono soltanto il corpo, ma accompagnano anche i viaggi interiori dell'essere umano.| La galanga (Alpinia officinarum), pianta perenne simile allo zenzero, contiene cineolo, cardinene e galangina con effetti antiossidanti, antispasmodici e antinfiammatori. Originaria della Malesia, appartiene alla famiglia dello zenzero ed è usata in cucina come spezia, sostituto di pepe e curry. Ildegarda la consigliava secca per il cuore, sciolta sotto lingua o in vino caldo come rimedio contro dolori. La radice, fresca o in polvere, è utile contro dolori muscolari, debolezza cardiaca, vertigini, angina pectoris, affaticamento, problemi digestivi, crampi mestruali, febbre e infezioni. In farmacia si trova come polvere, tintura o compresse da usare in emergenza. Il medico Hertzka la prescriveva per rinforzare il cuore e prevenire infarto. Nella Papua Nuova Guinea si usa un’altra varietà (Kaempferia galanga), oneirogena, utile anche per guarire ferite e bruciature. Alcuni clan papuani usano la Homalomena agara bollita come bevanda narcotica per indurre sonno e sogni. In Sudafrica la Kanna (Mesembryanthemum tortuosum), pianta desertica, veniva masticata dagli Ottentotti per aumentare forza e concentrazione nella caccia.# GALANGA perenne, |Alpina officinarum, cresce 1 metro di altezza, foglie lunghe 30 cm, strette e in due file, produce fiori bianchi, ha radice come zenzero, cineolo e cardinene, galangina enzima antiossidante, effetto antispasmo, sfiammatorio e antimateria. Galanga di |Malesia, di Zenzero famiglia, trova posto in cucina, sostituto a pepe e curry, condimento a insalata, olio aceto sale. Ildegarda la usa secca, come medicin cinese, per il cuore sotto lingua, sciogli lentamente, o in Vino antidolore, 1 cucchiaino radice, tritata in quarto vino, cuoce 10 minuti, bevi calda a piccin sorsi. Radici sette anni, tagliate a pezzi 10 cm, radice calda in sé, bevi spesso in vino caldo, chi ha dolori a schiena o fianchi, a causa succhi nocivi, il dolor scomparirà; chi ha dolor debole cuore, la mangi sufficiente, e meglio si sentirà; in Polvere o Tintura, Compresse in farmacia, da portare con sè, per emergenza o necessità, prendere 1-2 compresse. 1 punta di coltello, di polvere galanga, in bocca sotto lingua, o a bimbi succo di lampone, Hertzka dottore, decenni di esperienza, galanga rafforza il cuore, aiuta rapida e sicura, contro vertigini e dolore, insufficienza cuore e stomaco, Angina pectoris, infarto prevenzione, esaurimento affaticamento, problemi circolatori, problemi stomaco e intestini, pienezza nausea flatulenza, crampi mestruali, febbre e infezioni influenzali, rinforza sistema immunitario. |PAPUA usano altra pianta, Galanga Kaempferia, con zenzero Maraba, ne mangiano rizoma, oneirogeno effetto, condimento e medicina, accelera guarigione, bruciature e ferite. |AGARA pianta, è aracea Homalomena, famiglia di Magnolia, con foglie Ereriba, nativi clan di Papua, fanno una bevanda, bollendo fol-corteccia, per narcotici effetti, sfruttati la sera, a intossicar cadere, in sonno e sogni avere. |KANNA mesembranthemo, expansum tortuosum, in deserto Kalahari, ha mana di ottomani, Ottentotti radici, masticavan bolo in bocca, acuivano occhi, per cacciare ed esser forti. med_ildegarda03.m4a
lume062-Taras il viandante, portava con sé una piccola radice profumata, raccolta lungo le antiche vie delle spezie. Diceva ai bambini: alcune piante non servono solo per guarire il corpo, ma ricordano al cuore che, dentro di noi esiste ancora un fuoco. La galanga cresce nascosta sotto terra: nessuno vede la sua forza finché non viene scavata, spezzata e liberata: così anche il cuore umano custodisce energie invisibili che emergono soltanto nelle prove. Ildegarda insegnava che il cuore è il luogo dove pensieri, emozioni e corpo si incontrano, e una radice calda può diventare simbolo di coraggio quando la vita sembra raffreddarsi; ma ogni dono possiede un'ombra: alcune piante portano sogno, altre oblio. Le vie antiche raccontano il doppio volto del viaggio interiore, ciò che apre gli occhi e ciò che cerca di dimenticare il dolore. Taras sorride e racconta una storia con musica e gesti. Una radice diventa stella, il fumo diventa memoria, il sogno diventa canto. L'oracolo della galanga dice: non cercare sempre la guarigione fuori di te, a volte devi solo ritrovare il fuoco nascosto che hai dimenticato. Proverbio: Non metter bocca dove non ti tocca.
145:lume145-Il corpo accusa il colpo, dice Bessel van der Kolk: il trauma infantile può lasciare emozioni e ricordi sotto la soglia della parola, riemergendo nel corpo come allerta, ansia, ricordi o dissociazione. Per questo la guarigione non passa solo dal racconto: respiro, movimento e pratiche corporee possono accompagnare il ritorno alla regolazione e alla presenza. Una relazione sicura può aiutare a integrare ciò che è accaduto. Anche il trauma può attraversare le generazioni, attraverso comportamenti e linguaggi corporei. Elaborare non significa dimenticare, ma integrare l'esperienza finché il corpo ascoltato torna ad essere alleato di resilienza. Il Num Tchai dei San del Kalahari è una delle molte forme umane di elaborazione del trauma, e mostra una propria memoria culturale del rapporto tra ritmo, corpo e comunità. Richard Katz ha studiato queste pratiche come sistemi nei quali, danza, trance, respirazione, calore e relazione contribuiscono alla trasformazione dell'esperienza, e suggerisce che il Num sia l'equivalente del Qi cinese e del Kundalini indiano e persiano. Risonanze di queste pratiche possiamo vederle in tutto il mondo, nel Qigong, Yoga, danze estatiche o di adorcismo, dove guarire è come sballare un contenuto doloroso e permettere che si auto-imballi in nuova forma, in nuovo simbolo.| Etnie del Botswana e Namibia, come Herero ed Himba, affrontano disagio e oppressione, da parte dei latifondisti, così anche i !Kung Zhutwasi, un popolo del Kalahari, reagiscono a questo, con danze rituali, che esprimono dolore, e la loro cura e cultura. Kinaciau è il vecchio saggio, che danza e canta a scioglier num, per la cura e connessione, con gli avi e spiritual, il num è forza vitale, che aiuta a superar difficoltà. Zhutwasi pregano spesso, per la pioggia e per la caccia, e i loro riti a ripristinar, legami comunitari, nel rinnovo di radici culturali. Le donne giocano ruolo chiave, gestendo il focolare, e insegnando ai bambini, attraverso esempio e gioco, dove danza e canto sono mezzi, a mantenere l'armonia, e affrontare le difficoltà. Num è vita e guarigione, energia che bolle e sale, dal gebesi bassa pancia, lungo la spina dorsale, reca fuoco lancinante, per curar traumi e dolori, e infine getta in stato Kia, stato dantesco a cui fa rima.# Botswana e Namibia, etnie di confine, disagio sociale, le ha molto colpite, padroni latifondi, cacciano Herero, Himba Tswana e altri, dal loro sentiero. ZUTWASI in |Kalahari, popol senza terra, oppressi dalla fame, alcol e dilemma, reagiscon tutto ciò, con danze di cura, potenza di libido, che aiuta cultura: danze estenuanti, in sudori torsioni, riflettono dolori, di varie transizioni, che popolo vive, a snodi del tempo, quando è su orlo, di annientamento. Guarire è affermare, svelare se stessi, incanalare 1 flusso, di viaggi e misteri, dentro una cultura, di spiriti antenati, così che alleanza, rafforzi noi rinati. Kinaciau narra, Dio venne su terra, là in Kalahari, tra noi e gli animali, dormire con la moglie, non sapeva fare, la gente gli insegnò: gravida la donna, gli frutta 2 gemelli, figli Kana e Xoma, antenati molto belli, loro danno nome, a tutto ciò che nasce, inizian loro clan, che cresce + grande; hanno mogli e figli, con sembianze umane, sebbene hanno potere, e forze sovrumane, beffati e impoveriti, son da umana fame, a causa della noia, e passion smodate. Kinaciau parla, che per salvare vita, Dio ci ha dato il num, tramite antenati, uomo cerca num, sapendo che è penoso, per curar la vita, in quotidiano luogo: se narrar fallisce, storia vien distorta, scende in sottosuolo, x var generazioni, poi ripulito il dire, torna a superficie, accessibile a tutti, parla e tutto dice. Blek Dorothea dice, che nativo ama e odia, intensamen leale, assai vendicativo, un bimbo rimane, poco incline a lavoro, amante del gioco, canta danza e disegna, ascolta le storie. Zhutwasi narran miti, e pregano Gao Na, silenti o alta voce, se vi è necessità, ci hai fatto cacciatori, aiutaci a cacciare, dacci la tua pioggia, insegnaci a curare. Dio dà la giraffa, ed 1 fuoco al centro, se nonno fuoco muore, canterai nel buio, Frecce di Gao Na, ci colpiranno in pena, Fuoco ha stesso num, come la tua vena. Gao Na creava i canti, dotandoli di num, li ha dati alle persone, in sogni e visioni, tramite intuizione, o a mezzo imitazione, viaggiano tra i gruppi, num circolazione. Oggi i canti num, son cantati ovunque, più di altra cosa, pure da chiunque, nelle passeggiate, al lavoro o relax, per deliziare i bimbi, e altre cose far: rilascian loro num, solo nelle danze, con i danzatori, scambiano istanze, quando poi una donna, canta và nel kia, rende uomo allegro, suo num lo ravviva; canti num son storie, vicende della vita, a caccia od in miniera, umano si confida, le migrazioni o crisi, nutrirono le danze, interazion tra sessi, è medicin + grande. Cantare batter mani, aiutano a scaldare, il num dei danzatori, sudore del danzare, e i guaritori che, han vinto ogni paura, viaggian alla morte, rinascono x cura: a volte sei nel Kia, pure se non vuoi, num ora ti lancia, presto ti riafferra, adesso se hai paura, o scomodo tu sia, Esci dalla danza, il num poi vola via; se prima volta tu, inizi la maestranza, tu puoi controllarlo, gestisci distanza, riprendi tua danza, e lasciati danzare, Num felice al cuore, giunge a dimorare. Lisa ricorda, che forze esistenza, o sopravvivenza, slittano coscienza, se credi avere num, cuore dei Zutwasi, stato kia ti accade, riaprendoti i canali: flessibile luogo, spazi e coscienza, rinasce nel gruppo, di cura e di festa, per render sicuro, legami in villaggi, mai garantiti, da morte e passaggi. Acqua con Fuoco, con miti e con riti, ripristinan luogo, reinventan radici, è rinnovo rituale, di ruoli e potere, a permetter così, un ri-appartenere. Sorge informale, 1 villaggio di gente, ruoli e potere, presso acqua sorgente, dentro ogni capanna, sta un focolare, gestito da donne, lui aiuta scambiare; ciascuna capanna, giacigli di paglia, e uova di struzzo, con acqua da bere, giocattoli e pelli, cosmetici e frecce, Monili e tabacco, con pentole e selce; uomini e donne, in armonico scambio, decide fra tutti, il leader + saggio, più forti persone, dirimon diatribe, specie le donne, nutrici + amiche: siedono insieme, ai bambini parlando, con essi giocando, pur sgranocchiando, nessuna minaccia, paterna ai bambini, gli insegnano tutto, giocando teatrini; se mal si comporta, 1 bimbo oppur due, interviene un parente, sposta creature, rispetto tra i sessi, è nella danza, restaura armonia, sopra ogni lagnanza; fuoco nella notte, cerchio di conforto, già permette al num, di bollir in porto, gli spiriti di avi, detti son Gauwasi, Dei della natura, e cuore di Zhutwasi. Kinaciau ricorda, num è cuore vivo, fa esser realizzato, estingue il soffrire, le frecce del passato, vive e lancinanti, nude appariranno, qual dardi vorticanti, come archè o idee, che portano scia, di traumi visitati; tormento risentito, potere distruttivo, è spesso un sabotare, nel bambin ferito, Bimbo è incosciente, agisce per istinto, falsa educazione, lo rende triste vinto; cosa ci permette, resistere gli attacchi, sia fisici e mentali, alfin restare sani, se ascolti sen giudizio, nulla soffocando, tutto accoglierai, pur lacrime di pianto: sguardo di 1 affetto, bacio di un amante, la cura ti dice, al mondo Sei importante, 1 rito dà perdono, al bimbo nella cura, libera suo cuore, da ogni legatura; non aver paura, se avrai + fallimenti, poichè vita e morte, son natural processi, nessuno nasce esperto, bensi ricercatore, Thera prima esiste, dentro tua canzone, come un flusso Num, senti sensazione. Posizione in piedi, coppa ombelico, 2 dita sotto appare, Gebesi e Manipura, calore piano sale, se evito forzare, mio corpo sa cullare, sciolgo polsi e mani, esercizi continuare, sento num fermenti, continuo ondeggiare, rilasso fianchi giunti, Num va circolare, faccio movimenti, mani braccia assieme, gusto lentamente, lievita la schiena, unisce corpo e mente, leggero apro e chiudo, vuoto e riempio, mentre arpa vibra, il qi del momento. Kinachau continua, Giraffa danza fasi, in origine bevemmo, ai corpi passammo, il sudore col num, ai giovani donammo: viene detto hxaro, rito dello scambio, si dona cibo oppure, utensili lavoro, toglie disaccordi, tale condivisione, di beni del deserto. |Danza-di-Giraffa, è 1 modo a dialogare, con crisi transizioni, dubbi cui parlare, confronta incertezze, contraddizioni, così che gruppo sani, ostili relazioni. Num Tchai è arte, 1 metodo di cura, dove un cacciatore, diviene guaritore, raccoglitrici donne, sempre di supporto, cantano battendo, le mani e loro corpo: si cura mente e corpo, là nel solco danza, si lotta col dolore, con forza di costanza, spendere una notte, intimo del gruppo, fa ritrovar piacere, alla gente dopotutto; la danza può aver luogo, per 1 malattia, parlare ad antenati, ritorno di 1 parente, caccia ben riuscita, visita importante, affronta depressioni, ravviva esaltante. Fuochi sono sparsi, intorno qua di là, si scherza si conversa, atmosfera intensa, alle ore 23, i passi di Giraffa, son imitati olè: essere alla danza, rende i nostri cuori, Felici ed eccitati, empatici e presenti, fuoco della danza, viene acceso al centro, si siedono le donne, intimo convegno, battono le mani, al ritmo girotondo, innestano le voci, su melodia di gruppo, lunghezza di ogni canto, dipende da umore, tre o 5 minuti, con entusiasmo fiore; senza Kia per aria, danza non decolla, tutto pare smorto, pur se vi è la folla, se num bolle in alto, gridano al cielo, oh padre mio lassu! squarcia questo velo. Num mi sta prendendo, or scaraventando, danza va decisa, tra pianti sfoghi salto, quando kia ci viene, scintille nelle voci, danza prende forza, senza sforzi atroci, brevi movimenti, postura poi inclinata, sopra le ginocchia, Giraffa va imitata, sono piedi alzati, stampati nella sabbia, quattro son i passi, o battiti di danza; tonfi dei var piedi, vivaci decisi, accentuano sonagli, tra gemiti rapiti, canti passi danza, sudando di più, preparano la strada, a ebollir del num. 1 canto Kowhedili, stimola tuo kia, scintille ed emozioni, spazzano la via, stimoli e contagio, scoccano nei corpi, vibrano le carni, dei danzator contorti, che cadono a terra, giacciono sudati, tremano violenti, oppure senza vita, qualcuno li massaggia, con sudore dita: la danza fa bollire, loro n um gebesi, tra cintola e diaframma, area Gebesi trovi, reni fegato milza, sconsiglia in gravidanza, una dieta senza carne, proteica sostanza: se fuoco dentro corpo, scalda bollendo, risale da addome, a ritmo sonaglio, scambia potenza, loro num accumulato, offre ancora senso, a uomo ritornato. Danza di Giraffa, è qi-gong respiro, kundalini coltiva, interior dispositivo, riscalda forza qi, da indirizzare, in zone bisognose, di 1 corpo da curare. Dopo una notte, di canto e danza, num è al Gebesi, in fuoco divampa, circola in giro, risveglia a contagio, rapisce di impatto, o piano adagio. Kia è intenso stato, misto emozionale, attivato dal num, che al Gebesi sale, la mente ha paura, quando ne mangia, sale in dolore, su spina e su pancia: num che ribolle, ascende alla spina, inonda tuo corpo, che vibra e sconfina, esprime in più forme, sempre cangianti, produce empatia, e pensieri oscillanti. Kinaciau suda, tra smorfie di dolore, vibra e barcolla, dice sono in kia! ferma il suo danzare, indossa sonagliere, salta nel cerchio, guida da nocchiere: se ogni canto scalda, energia del num, arriva il potenziale, x passare il kia, danzi ancora danzi, inizi a sudar molto, svesti via impaccio, tremi col mondo. Io desidero guarire, ed essere guarito, Essere più amato, amare in convito, ho bisogno num, il cuore lo cerca, libido fuoco, che brucia e sonnecchia; dentro al mio kia, sta esperienza, se affronto diretto, senza esitare, timor della morte, artificio mentale, che gira la psiche, morire volontario, vince la paura, così irrompi al kia, pronto alla cura: istinto dà sfogo, a un liberare, ti aiutano anziani, a transitare, se cuore si ferma, ora sei morto, pensiero svanito, respiro disciolto, il flusso di vita, con cui tu convivi, a grandi distanze, li vedi li vivi. |Kinaciau è !Kung, nato in Kalahari, amato curandero, da età ventanni, apprese transire, e curare persone, narra sua visione: ogni tecnologia, data dagli avi, porta loro num, bilancia i nuovi nati: se bolle tuo num, dolore è reale! vedi più cose, nei corpi dimorare, vedi ogni cosa, che puoi tirar via, questa è la cura, mentre sei in kia. Molti guaritori, attendon battagliare, demistificare, la mente di compagni, apprendi a curare, tirando strappando, ogni malattia, sudando e ansimando: oh Avo, io amo tal persona, perchè ci fai soffrire? non farmi innervosire, fin essere ostile, canto per reagire, a vostra volontà, di cedervi il malato, proprio non mi và. Esperti guaritori, a volte van da Dio, morte come trance, tramite di un filo, mantengono controllo, pur alla trascesi, per barattare scelte, tra misure e pesi: la guarigione Kia, non è onnipotente, alcune battaglie, vengono pure perse, muoiono persone, tra mani di cura, se gli antenati, pongono mura; anziano Kinaciau, entrato già in kia, vibra trema danza, spasmodico suo corpo, siede e fa 3 giri, al fuoco parla e canta, inizia poi curare, strappando ogni lagnanza: a cadaun presente, mani pone e stende, lo vedi poi curare, di mezzo fra le donne, che cantano canzoni, sparate con fragore, intorno a mezzanotte, vibra convulsione; chi tizzoni ardenti, strofina sotto ascelle, volano scintille, qualcuno ride o scappa, altri in kia bocconi, vengon massaggiati, con sudori unguenti, così van riposati, or + guaritori, in apparenti angosce, uno ad uno in kia, cadono tra loro, parlano animati, con Dei ed antenati, per salvare vite, umane loro mani. Kinaciau intanto, gira per curare, scuote le sue mani, a scaricare il mal, qualcuno sofferente, smette di danzare, num vuol raffreddare, Kia sa rimandare.| Io son Kinaciau, ti insegnerò a danzare, mie mani su di te, poso ad indicare, a spiriti antenati, tu sei mio gemello, abiti il mio cuore, ti chiamino fratello: se metto num in te, danzi e danzerai, vibrando come foglie, amico mio sarai, allora io dirò, che tu hai bevuto num, morte che ci uccide, non temerai mai più. Addome sarà pieno, di frecce di calore, noi poi sfregheremo, sudori sul tuo corpo, le frecce rientreranno, respiri torneranno, emetterai vagito, e gli altri attesteranno: or noi siamo 1 clan, usiamo stesso fuoco, accade che esso scalda, il dolor cosciente, spine sulla nuca, e intorno la tua pancia, su fegato e gebesi, inizian tua danza. Num risiede sappi, a base della spina, nella pancia bassa, piano vien scaldato, ascende fino al capo, spirale zigo-zago, trema nel Gebesi, ronza e uccide in Kia: a volte tua danza, divien selvaggio kia, a causa delle pene, num che bolle in vene, battono tuoi piedi, + forti sul terreno, zoccolano i passi, respiro e cuore fiero. Num ti scuote a volte, forte oltremisura, un altro guaritore, ti aiuta raffreddarlo, quando si raffredda, pronto puoi tirare, dopo aver danzato, inizi poi a curare, Num indifferente, positiva o negativa, esiste in molte cose, vive e inanimate, libido inconscia, isterico arrembaggio, energia del sole, o di morte passaggio; se paura del num, si vede da smorfie, dolor sulla pancia, o lancio di tizzoni, bianca tua faccia, occhi di terrore, Hxobo è raffreddare, calmare tuo calore. Anziani vanno in kia, con + canti fiati, si attivano in presenza, di cronici malati, lor danza si riduce, a passi là sul posto, vi è chi pure suona, seduto solo al suolo: donne coi bambini, dormono abbracciati, ancor qualcun in kia, altri vanno via, chi cammina e cura, chi parla fuma canta, tal varietà di scene, dura fino alba; tutto ora concluso, presa è decisione, colti oggetti panni, di ritorno ai campi, giorno è rallentato, tutto scorre piano, riposano fraterni, in nuovo senso umano. La |scuola-!Kung, inizia da bambini, che giocano far kia, imitazion sottili, a bere il loro num, imparano ben presto, vanno nelle danze, e num avran scoperto; passano i maestri, num agli studenti, scoccano num-tchisi, frecce con il num, schioccano le dita, con dose e quantità, dosandole al novello, alle sue capacità: interno nel gebesi, arrivano le frecce, espandono crescendo, come delle trecce, sfrega insegnante, sudor sullo studente, e rapidi respiri, num fanno ascendente; cresce sete acqua, spine dentro il corpo, sudi al primo giorno, cominci poi vibrare, pizzica osso sacro, num scalda e sale, è maturo il tempo, in kia riesci entrare: se tosto avrai paura, indurirai il gebesi, fermati un pochino, disciogli tutti pesi, quando inizia il kia, potresti cader giù, sdraiato sulla pancia, lasciato sarai tu, calor è regolato, coi canti coi tizzoni, mentre più massaggi, abbassano calori, Num per le donne, è come il sangue ciclo, divieto han di mangiare, un eccitante cibo, a volte queste donne, raccolgon piante che hanno num, in polvere ridotte, e miste con il grasso, dentro le conchiglie, su tizzoni a fumigare, num è senza briglie. Gaise noru noru, radice delle cure, stimola il tuo kia, e sa mitigar paure, giunge sulla schiena, sensazione affondo, senti la tua spina, pulsare come il mondo; poi ti fa sentire, qualcosa che si muove, da stomaco lei sale, petto fino al cuore, inizi tu a tremare, sudare con calore, mosso da una scossa, arrivi a ulteriore. Tu devi lavorare, tuo corpo riadattare, le pene nel gebesi, annunciano arrivare, in un parziale kia, anima è nel corpo, quando divien pieno, viaggi fuori porto. Pentecoste scende, sopra della danza, suo vento poderoso, avvolge ogni sostanza, improvvisa la Colomba, accende 1 visione, con Spiriti Uccelli, inondan di calore, scendon su ciascuno, donano il coraggio, pur in molte lingue, ispiran verbo saggio, è acqua che disgela, penetra ogni dove, Kino ancora gira, calma il num che bolle. Num vien travasato, gestito e regolato, a renderlo adatto, a cura del malato, se una difficoltà, in kia nasce frattanto, lavorano i vicini, sfregandolo ogni tanto; ciascuno sul gebesi, sfrega a raffreddare, dal centro verso lati, respiro a ritornare, ciò fatto bene, riprendi a respirare, urla e piangi bimbo, anima a rientrare. Malattia è sforzo, fatto dai |Gauwasi, che vogliono i malati, presso loro gruppo, lì nella danza, tentano di più, Spiriti assai forti, ma vincerli puoi Tu: + intensa è malattia, + lotta si farà, lotta tra due gruppi, parenti vivi e morti, si vede num salire, negli altri guaritori, si scopre teatrino, di var disturbatori: strappar la malattia, viene detto !Twe, si impongono le mani, offrir sudore che, sale qual vapore, da stomaco bollente, veicolo del num, spalmato sul paziente; resta sulla testa, schiene petti ascelle, sfregato sopra e dentro, corpo ribollente, il num viene scambiato, con la malattia, corpi lì a contatto, scambiano energia. Tramite num-tchai, e canti delle piante, kundalini risveglia, e mostra importante, num di Kinaciau, scalda nel |Gebesi, Circolazion di luce, la chiamano i cinesi. Hxabe vuol dire, felice cibo al cuore, corpo libero sentire, grazie num e canto, se num sveglia veloce, tosto vaporizza, ambizion aspirazioni, scegli con dovizia: rivedo le mie scelte, fatte nella vita, sento emozioni, oscillar tra decisioni, malesseri miei vedo, irreali e immaginari, demoni e pensieri, in scenari artificiali; rabbia e frustrazioni, dan frammentazioni, psiche nel presente, realizza guarigioni, corpo sento scosso, num-frecce guaritore, tutto interconnette, simmetria interiore, protocol di cura, viaggi di argonauti, cure iniziazioni, spontanei flussi dati, fuori mio controllo, ego par smembrato, inizia cambiamento, con 1 guru innato. Kino ci ricorda, da |Kia dobbiam tornare, fuori molto tempo, non possiam restare, esperienza kia, è temporanea scuola, ricevere messaggi, per vita coltivare. libro_boiling-energy_kinaciau.m4a
lume145-Seba entrò nel Kalahari, dove il vento sembrava cancellare e riscrivere ogni cosa. Incontrò Kinaciau, maestro Zhutwasi, che lo guidò in un villaggio della comunità !Kung per apprendere la danza che cura. Le donne tenevano acceso il fuoco e insegnavano ai bambini attraverso canto e racconto. Gli anziani parlavano degli antenati: qui la vita si ricorda danzando, disse Kinaciau. Quella sera il villaggio si riunì in cerchio. Uomini e donne iniziarono la danza del Num: i piedi battevano la terra, il respiro si accorciava, il sudore cadeva come pioggia nel buio. Il Num non si pensa, disse Kinaciau, si attraversa. Seba vide corpi tremare, cadere e rialzarsi, come se il dolore diventasse movimento invece di rimanere ferita. Quando la danza raggiunse il limite, alcuni entrarono nel Kia, stato limite nel quale il corpo sembra spezzarsi e insieme aprirsi. Kinaciau lo chiama soglia della cura. Seba comprese che non era solo trance o guarigione, ma un modo per non restare soli nel dolore. Il ritmo rendeva condivisibile ciò che individualmente sarebbe rimasto senza parole. Il Num scalda il corpo, il corpo attraversa il Num. Se l'eccesso diventa troppo intenso, il guaritore aiuta a raffreddarlo, poi chi ha ricevuto il sostegno può tornare a danzare per gli altri. Kinaciau disse a Seba: battendo i piedi sul terreno il respiro diviene fiero, così Dio, tramite gli antenati, ci ha dato l'arte di raffreddare e calmare le pene del num che bolle nelle vene; l'uomo cerca il num, sapendo che è penoso, per curar la vita quotidiana e ravvivare il cuore che ci fa sentire realizzati, estingue il soffrire e le frecce (traumi) del passato, curando il risentimento del bimbo ferito che agisce per istinto in tutti noi. Ora immagina la scena: indossa il sonagliere su braccia e caviglie e salta nel cerchio della danza, ogni canto scalda il Num e accompagna il movimento che imita la Giraffa (Num-Tchai), allora può accadere che entri in Kia, tu danzi e inizi a sudare e tremare tra smorfie di dolore, vibri e barcolli, e se desideri guarire, dì che sei nel kia! inizieremo a raffreddare. Io ti insegnerà a danzare.
171:lume171-Lucio, nell'Asino d'oro di Apuleio, rappresenta il desiderio umano di conoscere e possedere il mistero. La curiosità, quando diventa appropriazione, lo conduce alla perdita della forma umana; la sua trasformazione in asino rende visibile una condizione di dipendenza, esposizione e umiliazione. La salvezza giunge attraverso Iside, figura materna e cosmica che riunisce aspetti differenti del femminile divino. La rosa, offerta durante il rito isiaco, è il tramite della reintegrazione. Il percorso di Lucio può essere letto come una struttura iniziatica: trasgressione, caduta, prova, invocazione, incontro col sacro, trasformazione e ritorno alla comunità. La stessa dinamica ricompare in Dante: la discesa nell'Inferno e l'ascesa attraverso Purgatorio e Paradiso trasformano progressivamente lo sguardo del pellegrino. La Candida Rosa dell'Empireo rappresenta infine la comunità delle anime unite nella visione divina. Fede, Speranza e Carità diventano le forze che sostengono l'ascesa: la Fede orienta, la Speranza apre al futuro, la Carità unisce. La rosa insegna che la trasformazione autentica consiste nel ritornare alla propria forma più vera. Come il fiore nasce tra le spine, anche la sapienza può nascere dalla prova. La maturazione non elimina ciò che abbiamo vissuto: lo integra in una forma più ampia.| Rosa damascena: fiori e profumi curano corpo e anima; petali astringenti, semi antielmintici, foglie antidiarrea, alleviano dolore e depressione. Roseti e siepi crescono con potatura e compost, mantenendo vigore, forma e colori brillanti. Rosa canina: bacche rosse, diuretiche, lassative e sedative; decotti e tisane calmanti, marmellate nutrienti e curative. Ruscus pungitopo, diuretico e anti-reuma, cura emorroidi e varici; rami e bacche proteggono e purificano. Artiglio del diavolo e Sutherlandia: analgesici, adattogeni, sfiammano articolazioni, antibatterici e antivirali. Rosa nevi e rododendro caucasico: simboli di resistenza e bellezza spirituale. Apuleio e Psiche: l'anima affronta prove, scende nel regno dei morti, ritrova Amore e Grazia, simbolo di rinascita e libertà interiore. Amore divino guida verso libertà e unione col divino, lungo il percorso iniziatico, di catabasi e anabasi. Beatrice e Candida Rosa, conducono il viaggio spirituale, da umano al divino, sotto Sole Luna e stelle, fin nel ventre della Terra. Dante in Paradiso, mostra l'eterno presente, armonia dei cieli e moto, e cicli stagionali a Terra, e accolgono il poeta, tre spirali di Beati, maestri santi e triviali, lo guidan verso la sapienza. San Tommaso e Francesco, Domenico e Bonaventura, incarnano fedeltà, contro a inganno e ipocrisia, mentre Sophia è sentinella, guida e protegge da illusioni, insegna all'anima sapienza, assieme Amore sentimento, che se cresce condiviso, trasforma ogni azioni di ogni sorta, in bontà e bellezza antica, come Amore e Psiche sanno, nei petali dei beati: gloria luce e ardore, da loro ascende fino a Dio, ogni volto in ciò riflette, l'armonia del Dao creatore. libro_asinodoro_vonfranz1.m4a
lume171-Lucio cade nell'eccesso della curiosità erotica: ruba un unguento e, invece di conoscere il mistero, ne diviene prigioniero. Trasformato in asino, attraversa fame, schiavitù, umiliazione, pericolo e privazione, finché la sofferenza lo conduce alla preghiera. Giunto in riva al mare, sogna Iside, che gli appare nelle sue molte forme: Venere, Demetra, Diana e Persefone-Ecate, amore, fecondità, natura, caccia e mondo infero riuniti in una sola Dea. Lucio comprende allora che la forma asinina non era la sua destinazione, ma una fase necessaria del cammino. Durante la processione di Iside riceve la rosa dalle mani di un pastoforo: mangiandola, ritorna uomo e viene accolto nella comunità dei devoti. La rosa diventa così il simbolo di una trasformazione che non cancella la prova, ma la trasfigura. Anche la rosa di Venere nasce dal sangue e dal dolore, mentre la Candida Rosa di Dante raccoglie nell'Empireo le anime illuminate dall'amore. Tra i rovi il fiore insegna che, una ferita può diventare sapienza quando viene attraversata senza negarla. Dante, come Lucio, sale dopo essere passato attraverso la perdita delle proprie sicurezze: la luce non arriva prima del viaggio, ma nasce dal viaggio compiuto. La rosa è allora amore ritrovato, forma restituita, interiorità rifiorita. Il Lume domanda: quale forma di te deve morire perché una forma più vera possa nascere?