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panpiceni Pan Fauno Lepino cuor giubilo di Jacopo (149) 49- |Kino danza co lingua arabindi | foto eurafrica | audiolibro | popoli_italici_plantago-lancia.mp4 | popoli_contadini-valnerina.mp4 | africa_comparata.mp4 |musica 9-Panpipe02.mp3
ricincicuta Ricino purga, Aconito e Digitale no (212) 32-lume212 NEGATIV lingua latingreco | foto ladeki | audiolibro | flora_ricino_fr.mp4 | flora_aconito-napellus.mp4 | |musica 12-voyageDesert.mp3
149:lume149- |Kino danza come Pan, fauno Capricorno-Capra, segno di terra pragmatico, orientato ai risultati, per Jung è simbolo Unicorno, domesticato da Maddalena, è Pomba Gira in Candomblè, in enneagramma è Pacificatore, rilassato accomodante: cerca di evitar conflitti, a mantener serenità, pur restando senza meriti, riconosciuti da società. Crescere è imparare, a esprimer proprie opinioni, a volte prender posizione, con più assertività, per dirimere i conflitti. Proverbi: Pioggia a |sanGiacomo porta molte ghiande, a santa Lucia e Natale, il contadino ammazza il maiale. |Gennaio17 santAntonio abate, maschere e serenate, inizia carnevale, fuoco entra nella terra, porta ghiaccio e lo rompe, un occhio alla pentola e un altro alla gatta| Raseno narra la storia di Pan, figlio di Mercurio, descritto come un essere caprino, saggio e allegro, adorato da pastori e contadini per la sua capacità di portare fertilità. Pan è un fauno demiurgo, che suona il flauto e incanta la natura, vivendo in armonia con ninfe e animali: simbolo di libertà e rispetto per la natura, è capace di generare panico se disturbato. Il racconto si intreccia con la figura di Dioniso / Bacco, e Siva Pasupati, vino festa e liberazione. Dioniso è descritto come un dio androgino, che porta frenesia e rinnovamento, e libera le donne da convenzioni, le invita a danzare e celebrar la vita. Musica e danza sono strumenti, di guarigione e connessione, con il divino e la natura. Divinità di boschi e sorgenti, legati a terra e vino, sono forza vitale, che rinnova e trasforma la vita.# Raccontaci Raseno, del figlio di Mercurio, che ha piede caprino, e un dolce sorriso, è ispido e barbuto, precoce di saggezza, allegro indiavolato, padre di ogni ebbrezza. |Ermes o Mercurio, fratello di Ganesha, re magio viaggiatore, pascola sue capre, giunto da Sudzal, a Penelope si unisce, che figlio Pan produce: pastori e contadini, lo adorano con canti, ad aver fertilità, di greggi e di piante, bimbo demiurgo, diletto di Mercurio, preso fra le braccia, gioisce animo puro. Mercurio senza indugi, salì dai re immortali, avvolto avea fanciullo, in pelle Lepre e Tasso, suo figlio presentò, x tutti rallegrare, Dioniso il + lieto, inizia ad acclamare; gli Dei lo chiaman Pan, che tutti incantava, col canto che propizia, nell animo lo amor, con zampogna e launeddas, lui suona ogni sera, flauto che prevede, unire canne e cera. Pan ama + ninfe, pannocchie e cereali, Eco e Saetta, arpa e marranzani, tra le alberate valli, e coste di Crimea, è solito errare, col flauto si masturba, gioia nel danzare. Conialo e Ticone, lo chiamano a Volterra, per zoccoli di capro, che fa vibrare a terra, è Colui che scuote, ogni polvere materia, tramite sua impronta, che in danza si rivela. Pan vecchio-fanciullo, oltre uman saggezza, alterna suoi piedi, pien di leggerezza, Tieni lunga barba, e bastone da passeggia, or Tua faccia rossa, è cielo che rosseggia; rospi rane e ninfe, cantano e fan eco, flauto con tamburo, alternano al silenzio, Signore del suono, natura fà ballare, oh Fauno caprino, coscienza sai sdoppiare: Sei detto Pan Liceo, custode di animali, in India sei chiamato, Shiva Pasupati, grande sciamano, cornuto e saltellante, di piante e animali, medium e garante; Tu insegni rispetto, nel bosco tuo tempio, se sei disturbato, abusato con scempio, intervieni di certo, lanciando un |Pavor, gran panico di urla, terrore e dolor: Tue corna senza fine, dividono 2 a due, natura cellulare, moltiplica creature, androgino tuo grembo, sorgente minerali, flora fauna e umani; una pianta che ti cerca, ti vuol divorare, facendosi da te, divorar per entrare, si inebriano di noi, abitare presso umani. se spirito di |Pan, aleggia nelle piante, Spagyria alchimia, esalta forze attive, Sale Zolfo Mercurio, purifica e congiunge, a quintessenza giunge: calcina in crogiolo, fermenta distillato, riunisce 3 sostanze, in 1 fitocomplesso, nigredo albedo rubedo, con simboli animal, corvo cigno e fenice, serpente alchemical. Acqua dentro frutti, elettrifica i sali, nutre corpo e ossa, con etere piovana, micromagneti rende, in meteorico sciame, unisce cielo e terra. Quan Moire lo concesser, Giove generò, Dio con corna toro, e corona di serpenti, le menadi pertanto, si cingono le chiome, ad imitar la forza, che cura e le rinnova; quan flauto melodioso, mormora di Bacco, scattan le baccanti, muovon piede tacco, col tirso vedi una, percuotere 1 roccia, così ne sgorga fonte, di acqua rugiadosa. |Dioniso è Saturno, profeta itinerante, viene dal deserto, a passo danzante, dopo del tranello, teso dai titani, reca vino in dono, a umani commensali. Dioniso è Siva, vino di ogni Orda, che dinastia ricorda, con forzieri oro, in piramidi di Giza, Cheope la grande, Cristo e Micerino, sorvegliate da sfinge, guardie cherubine. Dioniso dio Shiva, scuote la sua chioma, porta nelle donne, la frenesia rinnova, brandisce scuote ramo, bacchico infuriante, è dio divinatore, se entra delirante: 2 volte nato è, androgino inziale, migra tra i paesi, col ditirambo in mano, con fichi olio latte, miele succo di uva, in essa scorre vino, amor della Natura; nutrito con il miele, da capre in 1 cava, apprende dai suoi boschi, forza della cura, ha origine da mito, il fallo asse del mondo, in utero di grotta, danza e vola in tondo. Donne normali, in famiglie affaccendate, attendono chiamata, stagioni ritornate: Dioniso le scuote, in anime e corpi, si sciolgono vestiti, suonano le trombe, donna che resiste, a Dioniso riunire, ammalata cade, villaggio può soffrire; liberan le donne, da immorali intrighi, la ragion dissolve, e nascon nuovi figli, procession baccanti, traversano città, falli accompagnando, cembali a vibrar, raggiungono selve, fiumi oppure grotte, sotto influssi luna, trance della notte, nel protetto cerchio, sta 1 brocca vino, preparano ogni cosa, x il divino arrivo. Dioniso fuggì, oppressive religioni, in teatro si nascose, tra miti e brocca vino, che veritas protende, e ogni mal disperde; se capro espiatorio, tragedia ha ricamato, dentro al ditirambo, danza il primo fiato, narra dei Titani, dipinti con caolino, smembrano sua fibra, Zagreo agnello primo, con balocchi e incanto, lo mangiano bollito, lascian cuore intatto, da cui lui poi rinasce. Zagreo è agricoltura, Titani mascherati, scortano iniziandi, entrare in altri mondi, fan da psicopompi, tra anime dei morti; se Dioniso è follia, teatro di tragedia, Bacco è primavera, maschere commedia, porta la coscienza, rapita possessione, in estasi di Amore, ci aiuta ricordare, nos intima natura, lingua cosmica diffusa: se Dioniso ci guida, non servono vedette, decade monopolio, di scrivere etichette, forza culturale, sa essere sciamano, dioniso che torna, cura isterismo, Fornisce + modelli, a psiche sentimento, cultur uman rinnova, nel rinascimento. Dioniso bambino, accogli nel tuo grembo, avvertirai urgenza, danzare ditirambo, il mondo divien fiaba, vita prende senso, parli con le piante, ricami loro intento. Bacco suona flauto, a stimolare vita, siringa amata ninfa, lottò contro titani, sua tromba conchiglia, panico scompiglia, miele latte e mosto, Fauno Isoga invita. Pan tu sei attore, fine guaritore, il mondo dei copioni, divori con furore, ogni cosa accade, buia o luminosa, scatena tua risposta, creativa numinosa; ermetico agisci, con messaggi iniziati, rosseggia tua faccia, nel sole tramonto, o con luna bianca, sul petto porti nebris, daino Kayumari: quan suona 7 arie, genera 7 sfere, suoi piedi caprini, batte sulle terre, Dio estasi inizio, ha mille volti, aborigeno egizio, inno Orfeo ricorda. |Fauno dei PICENI, Martin canta incontro, con Pan figlio di Hermes, divinità dei boschi, signore di animali, amante del suono, dei fichi e delle ninfe, che ispira sacre pizie, Forza di natura, che suscita eros sfide. Bonobo di foreste, che veglia sui silenzi, è Pashupati Siva, in Arcadia e Congo, oracola radice, aplu la sua voce, fonte di acque sacre, sirena e delfino. Girando una radura, vede grande Quercia, melodia di uccelli, un amato contrappunto, al flauto Pan che suona, ecco una figura, che spunta dietro al Leccio: danza assai graziosa, 1 metro forse più, era 1 fauno tipo, mento orecchie a punta, zoccoli e cornette, pelle miel trapunta; piccola creatura, mi guarda e si siede, mi disse che viveva, in 1 giardin dorato, Lui abita 1 sfera, ulteriore di esistenza, lavora ad aiutare, la quercia sussistenza: entrai un atmosfera, piano camminando, aria era più densa, formicolii sentivo, nell'arto addormentato, Fauna era al mio fianco, sotto tale stato. Sai chi sono io? mi parla il Grande Pan, sorriso che beffardo, brilla da suoi occhi, Se son vicino a te, non senti repulsione? non vedo la paura, sorgere in tuo cuore: se Panico deriva, timor di mia presenza, demonio di paura, detta fu mia essenza, ebbene eccomi qua, son servo di Natura, Aiuto umanità, sebben la inquini oscura: un tempo mi derise, un atea falsa chiesa, che miei zoccoli e corna, mutarono in offesa, Natura fu peccato, e venne si a oscurare, vita materiale, e gioia di cantare: voci lamentose, aleggiarono sui mari, Pan si disse è morto! iniziano malanni, Fauni con le Ninfe, piangevano scomparsa, con Naiadi e Driadi, divennero una farsa; gli umani poco a volta, emigrano in città, adoran vana gloria, e sfoggio delle idee, Tu divenisti vecchio, tolto da ogni luce, alla fine poi moristi, col Cristo sulla croce: Oh grande Pan! dal tutto fosti niente, deriso e sputacchiato, Tu che sei sorgente, ti aggiunsero lo zolfo, ai fuochi saturnali, tue ninfe furon streghe, e i fauni ciarlatani. Sorto da Arcadia, ridotto a menzogna, da mente umana che, ti nega alla bisogna, in America nativa, riemergi nei convivi, accarezzi la tua barba, riempi cuori vivi. Divino che ogni cosa, riunisci nella vita, in forza delle piante, sprizzi dalle fonti, fai correre la linfa, in alberi di querce, fai germogliare farro, nelle picene terre; rinasci con i cicli, perenni di stagione, nutriente pane e vino, rinascita nazione, Oceano tu attraversi, in direzione inversa, America custode, in Europa ti riversa. Ti chiamano i nativi, grande |Wakan-tanka, Spirito supremo, e anima Tatanka, danzator poeta: Sè Pan e Pan è Me. Intera umanità, nata dal tuo grembo, Tu sei En to Pan, Uno assieme a Tutto, Pan sei penetrante, vulcano primordiale, Lazio di Saturno, ti vide ritornare; Pan oh Dio dei boschi, passeggiami vicino, prestami tuoi occhi, e insegnami tuo fischio, per piogge dare ai campi, far bere tue creature, ninfe fauni ed elfi, fino al Palatino, sul Bosforo Romano, echeggia tuo sospiro, in feste Lupercali, Fauno e Flora mito. |Martin fu guidato, al tempio Terabuti, dopo aver sentito, un canto a Viricota, Daino gli parlava, fluido lui scaldava, al fuoco della sera, sul mare navigava, Martin guarda stelle, e vide analogia, tra i viaggi messicani, e fiabe dei piceni, sogni e sensazioni, comuni di antenati, identiche istruzioni, nei riti funerali: uccidete un gallo, che mi possa guidare, alla morte rassegno, conosco il suo regno, privo di rumore, disturbo o ritegno, lascio e abbandono, ogni terreno impegno; dopo tre giorni, mio corpo sotterrate, il gallo canterà, mio spirito risveglio, poi mi guiderà, al regno di antenati, tutti voi vegliate, arco e arpa suonate, fate nostro ballo, saziate antenati, mangiate e bevete, a ricordo del mio viaggio, alla casa daino fauno. Presso |PICENI, racconti di fate, cavalieri e pastori, frati e mandragore, Umbria e Piceno, labirinti declivi, danze in caverna, sui monti Sibillini; accede al paradiso, monaco eremita, in terra eresia, di primi fraticelli, seguaci di abate, Gioachino da Fiora, che annuncia Spiro Santo, a mezzo sua visione. Come i klysti russi, i bulgari cugini, fratelli e sorelle, del Libero Spirito, con mistico abbandono, autarchia di sufi, Bonifacio papa, combatte loro amori. Frati ordo clisti, riunivano in grotte, Cecco Ascoli il dotto, condannato muore, esclama a Firenze: vivo rido lagrimando, come la fenice, che muor rinasce canto; sotto negro manto, celavan fraticelli, la loro libera luce, e gioia carnale, da Todi |Jacopone, canta con franchezza, che illuminato tiene, candore e laidezza: trova il terzo cielo, ardor de serafino, Jacopon notaio, sposa 1 contessa, quan muore si converte, eremita frate va, sul monte Vettore, ascensione farà. Scomunicato venne, per belle sue laude, oh Donna Paradiso, sibilla con amore, pianto alla Madonna, sua mistica esperienza, consente ogni uomo, innamora vera essenza: lui obbliga divino, manifestar sua gioia, ineffabile giubilo, vibra gioia al cuore, che fa cantar amore, quan riscalda corre, intensità deborda, e difficile nasconde; vergonga e tristezza, scompare se cuore, riempie di giubilo, infiammato di amore, gente lo deride, parol senza misura, calor sente fluire: dolce miel interno, cuore pazzo vivo, conosce cuor ferito, da mistica esperienza, lacerato da fuoco, agogna congiungersi, al suo sposo o amata, fa nozze col cosmo; come Mast e Baul, cantori indiani, ballata amorosa, strofe a rima baciata, in 6 versi settenari, a ritmo concitato: o iubelo del core, che fai cantar amore! quan iubelo scalda, fa omo cantare, la lingua barbaglia, non sa che parlare, quan iubelo acceso, fa omo clamare, stridenno fa gridare, cor senza vergogna, se iubelo ha preso, lo core innamorato, parla smisurato, poichè sente calor, iube dolce gaudio, entri mente e cor; chi non ha costume, ti reputa impazzito, vede esvalianza, come omo desvanito, dentro cor ferito, non sente da fora, è arduo soffrente, che non fa clamora. Dopo inquisizione, altre ne fanno, fino a rogo Sacconi, fraticelli in pianto, implacabile guerra, accusa riti grotte, slavi cristiani, usanze mai morte: su lago di Pilato, alleluia alla Dama, dove si assopisce, grano di mandragola, fa cader un elfa, in bevanda fatata, agevola il rito, cantare la ballata. Grotte in montagna, Santuari negromanti, accanirono messi, sui pellegrini lago, in svizzere alpi, Pilato in copta chiesa, venne fatto santo, in grotta interrato, scompare suo corpo, reliquia pellegrina, sul lago di Pilato, Sibilla apre confini, caverna del Vettore, dove aruspe frate, entra in contatto, con Dama delle piante, simile ai toltechi, del mondo americano. Sibilla celeste, sposa il fraticello, gli dona insegnamento, Dama del tempo, eccesso piacere, o estremo dolore, sui monti Sibillini, tantrico amore, Aglio o serpente, in sublimazione, eros festante, in estasi Picena. Fate in stoffe verdi, amano balletti, vesti fino a terra, lunghe acconciature, ogni piceno dice: siete belle siete fate, ma vi scricchiano piedi, come alle capre; sapevano i pastori, conoscer donne-fata, in cambio del silenzio, ricevono + doni, agresti favori, e celesti annunciazioni, se segreto infranto, perdono ricchezze, con vortice vento, frutti fuor stagione: vivono alte grotte, scendono a ballare, con zoccoli caprini, come fauno Pan, loro piedi adatti, aiutan saltarelli, come in Romania, rituali le fan belle: buonasera matraguna, madre a terra mare, Tu sei regina cielo, e mandi le tempeste, regina di fiori, e radici di feste, ginocchia inchino a terra, ti prego e ti invoco, concedimi coscienza. panliceo_mercurio-piceno.m4a
lume149-Socrate prega Pan, e le divinità del luogo, nel Fedro di Platone: O caro dio Pan, e voi altre divinità di questo luogo, concedetemi di diventare bello dentro; e che tutto ciò che ho di esteriore, sia in accordo con ciò che è dentro. Che io ritenga ricco il sapiente, e che io possieda tanto oro, quanto solo il saggio possa portarne e usarne. Pan bacia Stella sposa, nume di allegria, amica ai naviganti, Pantera di ninfe, lui gira la selva, con arpa di Viggiano, un soffio oracolare, giunto dai tre mondi, a dar grazie divina. |Pan Fauno Bacco e Siva, nel corpo ferma e vibra, emette dal suo piede, un suono primordiale, che in India è detto mantra: om bur buvaha suvah, Tat savitur varenyam, Bhargo devasya dimahi, Diyo yo nah prachodayat. Om namo bhagavate, vasudevaya, Om Nama Shivaja, |shivanandaja, venkate svaraja.
212:sogni32-lume212 NEGATIVO: è ciò che l'ego aborrisce. Riti segreti stanno per essere celebrati. Piacere significa anche creare avversione. Tutto ciò che è reale deve essere affrontato se vogliamo avere una vita completa ed efficace.l'avversario che vorremmo evitare ci attende dietro il prossimo angolo. Definire qualcosa buono significa identificare qualcos'altro come cattivo. Tuo compito è |preparare-tutte-le-tue-categorie a giudicare le cose più realisticamente. IMG8: il brutto Viso sta fissando (l'imperfezione della vita rende la vita perfetta: sperimenta chiaramente ciò che ti disgusta). Motociclista giace morto sull'asfalto (l'inconsapevolezza causa più cose del fato: corri rischi spirituali consci invece di rischi fisici inconsci). Fumatore consuma dieci sigarette al giorno (il sacrificio consapevole guarisce le tendenze suicide: rinuncia agli impulsi distruttivi e affronta le cose). Dentista ottura il dente (ciò che è necessario vien prima di ciò che desideriamo, difficile medita la differenza le due, così da sciogliere la tendenza a sottrarti alle situazioni dolorose). Fuoco, ciò che è cucinato esplode sul viso del sognante (anticipa ogni possibilità invece di sperare per il meglio). Aborto, embrione strappato dal grembo (la scelta è l'assoluto, prendi decisioni determinanti e affrontare le conseguenze). Cane rabbioso è ucciso con arma da fuoco (usando il potere che ci è stato dato apprendiamo a rispondere: affronta ogni cosa che non vuoi fare e deve essere fatta e falla). Barca abbandonata nel Deserto (sterilità è desiderare ardentemente ciò che non è mai successo: porta tua energia nelle aree dimenticate della tua vita). Il cieco sa ascoltare, il sordo ha vista acuta.| Digitalis purpurea o digitale, un tempo detta plantagina scrofularia, è pianta erbacea tossica ma medicinale. I suoi fiori porpora la fanno confondere con la borragine, ma ingerirla provoca intossicazioni gravi con disorientamento, afasia, delirio e sindromi maniacali: non è commestibile e in dosi errate causa disturbi cardiaci e nervosi. In fitoterapia e omeopatia è usata con dosaggi minimi a curare insufficienza cardiaca, aritmie e dissenteria, grazie ai glicosidi digitalici che aumentano la forza di contrazione del cuore. In medicina è associata ad altri cardiotonici naturali come Strofanto e Mughetto, le cui sostanze agiscono in modo simile. Lo Strofanto, pianta africana e amazzonica, fornisce strofantina, un potente estratto usato come veleno da caccia nelle frecce tribali. Nel complesso, la digitale rappresenta il confine tra veleno e rimedio, simbolo di una botanica ambivalente: tossica se ingerita, ma salvavita se dosata con precisione medica, ancora oggi base di farmaci cardiologici moderni.# |DIGITALIS purpurea, plantagina scrofularia, tossica e medicinale, inedule pianta, sen fiore è confusa, con la Borragine, intossica disorienta, spazio-temporale: afasia con delirio, sindromi maniacali, stupor salicilati, la usano omeopati, cardiaca insufficienza, cura dissenteria, Strofanto e Mughetto, cardiotonici combina; strofanto tropicale, di Africa Amazzonia, veleno in punta frecce, usate nella caccia, strofantina dei semi, cinetica sul cuore, aumenta contrazione, come digitale fiore. |CICUTA 3 specie, Conio maculatum apiacea radice, bianca carnosa, Capra cerca piace, mangia avidamente, senza soffrir danno, Maggiociondolo fiore, ama senza affanno: cresce presso siepi, entro fresco luogo, pianta di Esculapio, odor di urina topo, vicino ai rigagnoli, biennale fusto alto, fin 2 metri cavo, glabro rosa verso basso, macchie rosso-vino, su tutta lunghezza, foglie lunghe fin 50, 40 centime larga, forma triangolare, suddivise foglioline, fiori ugual carota, uniti a ombrelline. Fiori aprile-agosto, uccelli par immune, erbivori la ignora, 2 kil dose letale, mezzo kilo x vacca, 2 etti x la pecora, a umani pochi grammo, veleno gira ancora; agisce indiretto, mangiando un animale, che aveva mangiata, cicuta Socrate beve, paralisi ascendente, graduale suo corpo, bevve 1 mistura, cicuta datura e oppio: cefalea indigestione, ferma polmoni, deliri convulsioni, osserva somiglianza, Cicuta di palude, a Prezzemolo somiglia, perenne e velenosa, in paludi la vedi, Verbasco Valeriana, antidoti sedativi. |ACONITO napello rapa, ranuncola veleni, erba perenne, di alti pascoli montani, endemica strapiombi, ha storia antica, detta strozzalupo, napellina aconitina: usata x caccia, avvelena lupi e volpi, dardi e giavellotti, con punte avvelenate, inizia cresce moto, improvviso ferma, paralizza i nervi, e cuore rallenta; ingestione accidentale, causa disturbi, angoscia e rallenta, cuore e respiro, formicolio ronzio, disturbi di vista, gola contratta, asfissia morte rischia. Aconito ferox, è veleno + attivo, 2 grammi rapa fresca, mortale uomo vivo, penetra la pelle, persino 1 mazzo fiori, a dar dermatiti, ipotensivi psiche voli; mito isola Ceo, anziani inutil visti, venivano soppressi, veleno suoi fusti, fino che 1 anziano, risolse 1 enigma, 3 acque di Maggio, cuor di economia. filosofi_socrate_diotima_dialogo.mp3
lume212-|Digitalis purpurea, RICINO e Aconito napello, son farmaci e soglia, dove la linfa pulsa, come un cuore esterno, che porta aritmia, quando entra nell'uomo, pur 2 semi fatali, a umani e animali. Rosso aspetto vedi, legge ambivalente delle piante, pone limiti a umani, dove una stessa forza, cura o dissolve, tra aritmia e controllo, battito e interruzione, un patto tra vita e morte. Ippolita insegna precisione, unica forma sopravvivenza, nel dosaggio del sapere, la guarigione o dissoluzione, Ricinus communis e Conium maculatum, hanno soglia mortale. Socrate sapeva: la verità può assumer forma di veleno, ogni rimedio è pure un rischio, nel corpo laboratorio, dove il cuore è campo di forze, e la sostanza medicinale, rafforza ritmo o spegne, in negoziazion continua, con propria soglia tolleranza. |Aconito Napello cura punture scorpione, lenisce mal-di-denti, in gocce R70 omeopatia, assieme al Verbasco, in preparati sulla pelle, seda nevralgie e attacchi panico, mal di gola e orecchi, anestesie bulbari. Ricin olio cucchiaio, mini dosi lassativa, per bimbi costipati, o con notturni impacchi: imbevi panno in olio ricino, poni flanella sopra fegato, copri con panno caldo, la sera fai tal cosa, mattina andrai di corpo, purga forte ottieni pure, con infuso zenzero + olio. Ricino analgesico, per dolori artrite, allevia mal di schiena, infuso sua radice, tazzina poco olio, neutralizza tossine, la madre immerge dito, e svezza il bambino. Il blu respiro attraversi, tra espansione e arresto, la misura delle piante, stagioni e sistemi nervosi, pur più piccolo dosaggio, eco di un ordine più grande, in cui veleno e cura, modulan stesso principio, nel saper del curandero.