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olivolio Olivo, albero che insegna la pazienza (18) 18-Poseidone e Ate lingua latingreco | foto oliveto | audiolibro | olivocoltura-secolare_spagna.mov | olivo_frantoio-tazlida-marocco.mov | olivo-foglie-benefici_patrizia.mp4 |musica 12-SoleMio.mp3
chinino Le medicina amara della malaria (88) 88-Romulo racconta lingua indocina | foto cibospezie | audiolibro | flora_cinchona_chinino_gintonic.mp4 | balsamo-tigre.mp4 | artemisiannua-cura-malaria.mp4 |musica 32_Batalha.mp3
ribeto Custodire ciò che matura (316) 06-lume316-Suono d lingua slavonico | foto limoribeto | audiolibro | frutti_uvaspina.mp4 | frutti_ribes_potatura.mp4 | |musica 91_icaros_medicina_femina.mp4
cuccarina Recuperare il filo perduto (321) 11-lume321 Bagno-d lingua cinese | foto drupociliegio | audiolibro | blu_cobrauomo.mp4 | | |musica 4-ninnaBarberino.mp3
18:lume018-Poseidone e Atena si contendevano il patrocinio della futura città. Zeus stabilì che avrebbe vinto chi avesse offerto il dono più utile agli uomini. Poseidone donò un cavallo guerriero, mentre Atena piantò il primo olivo: gli abitanti lo giudicarono più prezioso perché dava cibo, olio, luce, legno e pace, così la città prese il nome di Atena. L'olivo sacro dell'Acropoli era detto immortale: incendiato durante un'invasione, il giorno dopo emise un nuovo germoglio. Si narra che il ramo portato dalla colomba a Noè provenisse dall'Albero della Vita dell'Eden e che, piantato dopo il Diluvio, avesse dato origine ai primi olivi, unendo il giardino dell'Eden al mondo umano. Eracle raggiunse la terra degli Iperborei e riportò nel Mediterraneo l'olivo come dono per una civiltà rinata. Sul Monte degli Ulivi, nel giardino di Getsemani, Gesù pregò la notte prima dell'arresto. A Dodona il fruscio delle foglie dell'albero di quercia accompagnava l'oracolo, mentre i pellegrini offrivano olio per ottenere protezione e risposte. I Romani usavano rami d'olivo nei riti di cura e di pace e gli ambasciatori li portavano per chiedere tregua; gli alberi più vecchi custodivano gli spiriti degli avi, e abbatterne uno senza necessità, attirava sfortuna sulla vita e sul raccolto. In Sicilia Demetra consacrò olivi, grano e orzo come doni della terra. In Sardegna gli olivastri millenari erano abitati dagli avi del villaggio e dalle fate Janas; l'olio nuovo veniva benedetto e offerto anche ai poveri, come gesto di pace fra vivi e defunti. Nell'Impero romano-bizantino l'olio alimentava le lampade delle chiese e serviva a preparare il crisma per consacrare imperatori e vescovi. Nella spiritualità bizantina e islamica l'olivo divenne simbolo della sapienza divina: una luce che non si spegne.| |Olivo (Olea europaea) è albero millenario, simbolo di pace, saggezza e prosperità, diffuso da Siria e Creta fino al Mar Nero e al delta del Nilo. Fiorisce a maggio-giugno e richiede mesi freddi per fruttificare. La sua storia intreccia miti e tradizioni: Ercole lo porta da Iperborea, Virgilio lo celebra, olio unguento sacro, crisma e simbolo liturgico, usato per battesimi, cresime, sacerdoti e malati. La raccolta avviene a mano tra novembre e dicembre, stendendo le olive su teli e pettinandole dai rami, con pazienza e cura, per poi molarle e separare l'olio dal mosto e dall'acqua vegetativa. Olio crudo è nutriente, ricco di vitamine D ed E, lubrifica intestino, protegge fegato, cuore e ossa, abbassa glicemia e ipertensione, e può essere combinato a limone o tuorlo per benefici biliari. Le olive si conservano in salamoia, sottolio, sottosale, al forno o congelate, con aromi come aglio, alloro, timo, menta e buccia di agrumi. L'infusion delle foglie reca effetti depurativi, antinfiammatori e antimalarici. Olivo ama terreni mediamente sciolti, clima temperato, tollera freddo fino a –10°C e siccità, resiste a malattie se innestato su olivastro. Moraiolo, Canino, Leccino, Frantoio e Pendolino offrono frutti e oli differenti, bilanciando vigore, resistenza e sapore. Gli oliveti storici, curati da generazioni, uniscono lavoro comunitario e tradizione: dai cupellari fenici ai contadini arberesh calabresi, fino ai trappeti moderni, olivo resta simbolo di fertilità, nutrimento e memoria culturale.# Siria patria OLIVO, albero massiccio, fiorisce maggio-giugno, spontaneo millenario, da Creta di Saturno, fin Mar Nero elleno, Elaia Olea latini, sul delta del Nilo, unguento per defunti, vuole mesi inverno, per dare fiori e frutti. Ercole lo porta, dal paese Iperborea, poi Aristeo insegna, a spremer olio frutto, Virgilio lo decanta, poco lavoro e grande resa, è Genesi alleanza, nata dopo diluvio, ULIVO nasce dopo incendi, unge Cristo e i coribanti, Domenica di palme, porta pace e giustizia, saggezza prosperità. Alberi del Khan, si misero in cammino, nel darsi un nuovo Re, proposero Ulivo, questi lor rispose, non posso rinunciare, a produrre olio, al fin di comandare. Anfora di Vulci, mostra la raccolta, con pertiche sui rami, e coglitore a terra, un giovane tra i rami, pettina le olive, canta annunziazione, di arcangel Gabriele, a Maria da Concezione, col giglio di purezza, dopo diluvio sofferenza. Getsemani orto antico, di ulivi di antenati, che parlan lingua Geez, trasmisero frantoio, assieme ai candelabri, cioè alberi di ulivo, che recano felice, unioni coniguali. Unguento divien Crisma, in liturgie cristiane, battesimo e cresima, unzione a sacerdoti, a malati ed anziani, curati e coltivati, da Atena Menerva, nel nuovo patto aiuto, dopo diluvio mare, fatto da Poseidone, simbiosi terra-umani. Puoi mitigare amaro, di olive verdi acerbe, rispetto alle nere, più dolci e oleose, in bacile acqua fredda, senza ammaccature, cambia mattina e sera, due/tre settimane, se tagli aiuti acqua, poi lava aceto bianco, mangia oppur conserva, sotto Sale o al forno. Olive nere al FORNO, in teglia uniforme, 150 gradi 20 min, raggrinzite fuori, adatte aperitivo, pizza o bruschette. |Olive-SOTTOSALE, metti in un secchio, 20 giorni al buio, Sale è conservante, toglie liquidi e amarogno, tu liquido scola, infine lascia olive in acqua, con o senza aceto bianco, metti in vaso pulito, aggiunti vari aromi: aglio ed alloro, origano o peperoncino, buccia limone-arancio, prezzemolo o menta, dispensa ambiente fresco.Olive in |SALAMOIA: 1 kilogrammo olive, sode e saporite, per un anno intero, 80 gr sale a litro, serba nere e verdi, pria ammollo 20 giorni, acqua fredda a 4 gradi, cambia acqua ogni giorno, bolli in pentolino, olive nei vasetti, coperte in salamoia, con aglio ed alloro, fettine di limone, menta timo o rosmarino, a strati tra le olive, tutto in salamoia, barattolo ermetico, in luogo fresco buio, capovolgi ogni tanto, e rimetti il verso giusto. Dopo 10 giorni, assaggia se dolci, in caso contrario, chiudi e ancora serba.Olive |SOTTOLIO, raccogli in scolapasta, ricopri a sale grosso, lascia dieci giorni, pulite e condite, con alloro e aglio, origano o timo, serba in vaso olio. Olive |CONGELATE, mantengono sapore, senza ammaccature, asciuga metti nei sacchetti, di congelamento freezer. Quan serve tira via, in frigo qualche ora, sal temperatura, restando sode buone. |Atena statua olivo, nel tempio di Tago, con lampade e lucerne, delizia i palati, aiuta cuore e corpo, memoria intelligenza, immuno resistenza, e aiuta la pazienza. 60gr foglie infuse, 15 minuti acqua, 3 tazze ogni giorno, abbassa glicemia, rapido osservi, contrasto al diabete, calmi gengiviti, se mastichi foglie: bolli 80 grammi, 20 minuti acqua, 1 giorno riposa, scende malaria febbre, bevi a giornata. Olea usa a crudo, su pomodori e funghi, oppure frigge e cuoce, sopporta 180 gradi, e in periferia rimane. Condisce e conserva, lubrifica intestini, vince stitichezza, prezioso nei bambini, mielizza cervello, aiuta assorbimento, di lipo vitamine, mineralizza ossa, porta vitam D, e vitamina E, rallenta invecchiamento. Olio bicchierino, calma ipertensione, misto a limone, bevi a digiuno, contrae cistifellea, che sblocca la bile, 1 ora coricato, su lato destro corpo, previen tumori colon; se aggiungi tuorlo uova, un poco mentolo, i calcoli biliari, riduce senza dolo; fegato colite, cucchiaio ogni mattina, con parietar bollita, ragadi lenisce, riposa 10 giorni, strizza olio filtra. Decotto corteccia, emorroidi orticaria, per dolori muscolari, macera fiori gelsomino, 120gr in quarto di olio, per due settimane, massaggia ripetuto: mentre per Artrosi, macera fiori camomilla, 100 gr secchi, per tre settimane, in mezzo litro olio, poi filtra e massaggia, o friziona nuca fronte, in casi Emicrania. Balsamo Samaritano, succo olive immature, su colonna vertebrale, lenisce fatica, Olio + vino e chiara di uova, mescola sbattuti, ungi piaghe e ferite, o scottature solari: se con aglio pestato, sfiamma distorsione, con bardana varici, con canfora i reumatismi, massaggia le gambe, di sani e dolenti, muscoli e petti, ungi mani e piedi, emolliente su pelle, estrae spine varie, buon lubrificante, libera orecchie, da otite e cerume, se tiepido scaldi, due gocce versate, chiudi con cotone, |Olio-ferrato, di Marsi e Piceni, contro vipere morsi, foglie sui foruncoli. Toscanella Pian di Mola, su fiume Marta Larthe, recinto in cupellari, abitanti e forestieri, lo lasciano a eredi, come getsemani, pagan canone annuo, o ritorna comunale. Cupellari appezzamenti, yuda sardi etrusci, libera braccianti, che lascia ai figli, recintam cupellari, apicoltori e pastorelli, per avere olivi, legumi grani e uva, portati a Venezia, per essere imbarcati, smerciati dai fenici, che portano ulivo, in America Australia. Aprile anno 813, prefetto obbliga cupellari, a piantare 20 olivi, viti e alberi frutta, acri dei cupellari, ravvivano contrada. Arberesh di Calabria, 5mila abitanti, nel Parco Pollino, alzan case pietra, coltivano olivo, come bulgari pomacchi, scala esterne noti, e vicoli a intrico: gitonie donne slave, colgono le olive, con rosse bandane, con ceste su scale, qualcuna ha salterio, intonano canti, a Giorgio Castriota, eroe dei Balcani, e Bisanzio in rivolta, fuggiti su Appennini, ricordano storia. |ULIVO albero tempio, Catone ci ricorda, in suo libro almanacco, de Agri-cultura, in tufo dimorato, con pala e piccone, zappato e sovesciato, ogni decennio potato; quando alcune olive, iniziano a virare, lasciando il resto verdi, è momento di raccolta, a mano in giorno sole, distendi sulle stuoie, vaglia e pulisci, porta presto al torchio, a novembre-dicembre: pettino 1 a volta, a terra stendo teli, armati delle scale, Seba e Pamela, gran pazienza vera, olive cadon giù, le ore van veloci, passa 1 giornata, tra risa e discorsi, duole corpo a notte, senza addormentare, aiuta una tisana, fiori o passiflora, lenire e passeggiare, 1 settiman fatica, infine ecco raccolto, sui 30 kili media, ogni pianta olivo, al trappeto reco, per olio ricavare. Emilia ci spiega, che trasformar oliva, fu origine importante, trappeto in sottosuolo, calor reca costante, aiuta decantare, mosto separa in olio, e acqua vegetazio. Olio estrae oggi, molando in frangitura, tramite molazza, polpa si frantuma, assieme ai noccioli, a far da drenatori, poi gramolatura, rimescola ulteriori, rompe emulsione, olio misto acqua, Pressatura estrae, nella terza tappa, il torchio a vite preme, fiscoli con pasta, centrifuga separa, olio con acqua. Quan molazza è ferma, manca identita, trappeto a sè raccoglie, intera comunità. Emilia ama oliveto, inerbito e consociato, con asparagi e polli, che mangian mosca olivo, coltivan dopo vigna, orto e saliceto; se trascurato in anni, torni a coltivarlo, presto si rimette, riprende primo posto. OLIVO ama clima, medio temperato, sotto -10, si ammala raffreddato, in suoli a medio impasto, fugge umidità, se innesto su olivastro, resiste a siccità; potami dal legno, e ti arricchisco di olio, al fico ramo pende, a olivo ramo insorge, pota in inverno, avanti a primavera, vedo che innesto, su olivastro impera. Poto rami secchi, sterili intrecciati, lascio i porta frutto, che sole ha puntati, si abbassano i + vecchi, tendono rientrar, cosi perdono sole, e smettono fruttar. Emilia dona forma, a globo o palmetto, salice piangente, ma olivi secolari, liberi tiene, armonia della chioma. Olivo acqua di giugno, par rovini tutto, mentre olio e mosto, pioggia di agosto, oliva quan + pesa, tanto pare rende, terre assai sassose, ama come ambiente. Olivo innestato, su Olivastri Sardanu, reca poco olio, ma resiste al freddo, Olivone Viterbo, Crognolo e Maurino, Canino di Tuscia, Moraiolo e Pendolino.|Canino chioma ricca, e frutto piccino, resiste al distacco, e matura tardivo, adatta al terreno, leggero è Leccino, detto silvestrone, vigoroso antico: chioma espansa e rami, apice arcuati, inclina tutti rami, drupe nero–viola, freddo nebbia venti, tollera Leccino, regge carie rogna, occhio pavone fino. |Frantoio piccante, Pendolino piangente, chioma folta spande, polline per tutti, ha media resistenza, freddo e malattie, in media rende olio, delicate olive. Moraiolo morellino, tollera siccità, drupe tonde nere, resa a 20 arriva, olio amar piccante, fruttato gentile, come Frantoiano, frutto lungo verde, pur con lenticelle, ma troppo freddo teme, precoce nel frutto, matura scalarmente, olio sapido rende. |Ascolano piceno, medio vigoroso, olivo chioma densa, frutto grande ha, polpa tenera latte, ottimo su mensa, regge freddo centrale. Regno Napoli olea, Itrano e Fonnanello, Moschettini Sanlorenzo, Cajetana e di Spagna, Resciola e Urcelluto, selvaggio Gliannata, innestato a sardi forti, fatti con piantoni, oliveto da ceppaia, creata con succhioni, in calcare olivo sale, in argilla scolora. Oliva Majatica, buone olive mangiate, infornate a Ferrandina, fin dal 700, dentro forni a legna, drupe grandi cotte, han retrogusto dolce, e polpa generosa. Erittonio bimbo olivo, nato dalla Terra, Ercole lo porta, come san Cristoforo, su spalle da Iperborea, porta olio di Oliva, ogni mal si porta via, la verità si dice, è luce di olio viva, spalma sul pane, con aglio abbruscato, davanti al focolare. olivo-foglie_amaro-ipotensivo.m4a
lume018-Un giorno gli alberi cercavano un re. Invitarono l'Ulivo, il più antico del bosco, ma lui sorrise: Non posso lasciare il mio dono per comandare, preferisco offrire il mio olio, che porta luce, nutrimento e pace. Nato sulle rive del Mediterraneo, aveva visto passare popoli, viandanti e contadini, imparando che la vera forza cresce lentamente. Ogni primavera si copre di piccoli fiori e, con pazienza, prepara i frutti; a novembre le famiglie si ritrovano sotto la chioma, stendono i teli, pettinano i rami e raccolgono le olive tra canti e sorrisi. Raseno e gli amici del Terabuti raccolgono ancora le olive nel cesto, con gesto lento e rispettoso, accompagnando la raccolta con i proverbi degli antichi lunari: Per San Silvestro ogni oliva nel canestro; Oliva raccolta a mano, olio da sovrano; Chi coglie presto, poco olio ha nel cesto; chi aspetta troppo, il vento fa il resto. I contadini ricordano che l'olivo vuole cinque S: sole, sasso, silenzio, solitudine e siccità. Olivo sia potato da povero e concimato da ricco, perché chi pota l'olivo ne raccoglie l'oro; olivo e vite vogliono il padrone, cioè cura costante. Al frantoio le olive diventano olio prezioso, nutrimento e memoria; anche le foglie offrono il loro aiuto, come ogni parte dell'albero. L'olivo resiste al vento, alla siccità e al tempo, purché riceva rispetto e buona potatura. I vecchi ripetono: Olio nuovo e vino vecchio; l'olio buono nasce da mani pazienti. Pane e olio fanno il figlio gagliardo, con pane e olio si campa da re. L'ulivo cresce lento ma vive contento, poichè è il nonno longevo del podere: insegna la pazienza e ricompensa a lungo. Quanto più l'olivo è carico, tanto più si piega: la vera sapienza non si innalza sopra gli altri, ma si fa umile e generosa. Chi custodisce un oliveto conserva la memoria della propria terra. L'Ulivo insegna che la pazienza fa maturare i frutti migliori, e a Dante mostra che non basta proclamare la fede: contano cuore e intenzione. Non giudicare, perché la salvezza non segue la logica umana: ogni simbolo può diventare rito, scuola di risveglio e via verso la saggezza spontanea.
88:lume088-Romulo racconta la storia dell'indigeno assetato che, secondo una leggenda diffusa sulla Cinchona, bevve acqua presso un albero e vide diminuire la febbre. La storia attribuisce così agli abitanti delle Ande la scoperta delle proprietà della corteccia di contrastare le febbri intermittenti della malaria. Samuel Hahnemann studiò la corteccia di China e, osservando che in una persona sana poteva produrre sintomi simili alla malaria, sviluppò il principio omeopatico similia similibus curantur. Dalla corteccia furono poi estratti chinino e chinina (cloridrato o solfato di chinino, idrossiclorochina), sostanze fondamentali nella storia dei viaggi tropicali e della prima farmacologia antimalarica. Accanto alla Cinchona, nella memoria dei curanderos compaiono altre piante: il Niruri o Chancapiedra, impiegato per fegato e vie urinarie; l'Uncaria tomentosa o Unghia di Gatto, usata in Amazzonia per curare infiammazioni; la Canfora, i cui vapori e oli balsamici calmano dolori, spasmi e affaticamento respiratorio; e l'Artemisia annua, da cui deriva l'artemisinina, fondamentale nella odierna terapia della malaria. Barbanera dice: meglio un prossimo vicino che un lontano cugino; spesso il rimedio più prezioso cresce accanto a noi, impariamo a riconoscerlo.| Albero di China e piante curative, la corteccia di Cinchona (Cinchona rubiacea) cura febbri intermittenti e malaria, ispirando Hahnemann nella nascita dell'omeopatia, dove la similitudine guida la cura e la diluizione armonizza corpo e memoria. Samuel sperimenta dosi per eliminare eccessi di calore e patogeni, temperando con gin e altre erbe. Niruri (Phyllanthus niruri) è chinino dei poveri, cresce nei tropici, trita calcoli renali, allevia diabete, dissenteria, ulcere e pruriti, pulisce sangue e protegge fegato; la linfa e polvere si applicano localmente o in decotti. Uncaria tomentosa, Unghia di Gatto, corteccia e decotti rinforzano immunità, riducono infiammazioni, artriti e infezioni virali, stimolano apoptosi su cellule tumorali. Canfora (Cinnamomum camphora), sempreverde di Indocina, vapori e olio calmano dolori, spasmi e raffreddori; in distillati balsamici unisce analgesia ed eccitazione dei sensi, proteggendo testa e polmoni.# |CINCHONA rubiacea, Albero di China, le febbri intermittenti, della malaria cura, SAMUEL Hahnemann con essa, guadagna fama, come rimedio alla malaria, apprese corteccia della China, da un indios che con febbre, vagava per la selva, del Perù e Bolivia, poi assetato bevve, acqua pozza di Cinchona, e vide passar febbre; così la sua ricetta, fu data alla signora, che da Cina e Spagna, divenne la Cinchona, poi Swepps imprenditore, aggiunge liquor Ginepro, al macerato radice China, che tempera l'amaro, ai soldati britannici, nei tropici del mondo, Acqua Tonica Gyn tonic, or poche tracce di chinino. Samuel fece esperimento, con Cinchona succirubra, corteccia sintomi produce, stesse fasi di malaria, mani e piedi stanchi, sonno ansia tremore, pulsa mal di testa, febbre simulazione, guance rosse e sete, cinchona legge similare, similia similibus, curantur in Lipsia, nasce Omeopatia, sua potenza diluita; malattia morbosa, elimina dal sangue, e memoria riattiva, diluendone tante, Samuel cerca dose, che anima spande, serba informazione, geometrica intenzione, lui chiede eliminare, eccessi di calore, freddo o patogeni, mix di prescrizione, chinina e cinconina, cautela di dosi, se prendi anticoagulanti, fan triste sinergia. |NIRURI Fillanta, amara euforbia annuale, poco ramificata, cura calcoli renal, e Fegato malattie, pianta intera radice, in polvere seccata: linfa fresca ci dice, applicata a parti lese, ai tropici cresce, chiamata keezhanali, chinino dei poveri, chancapiedra in Perù, niruri in India, paraparaimi Paraguay, sanpietro Filipina, in amazzonia peruviana, in umido propaga, via semi e radici; se ruba altre piante, infestante in discariche, lungo le strade, campi incolti e orti, trita-pietre detta, trita calcoli renali, e prostata aiuta, tien sapore amaro, febbrifugo di malaria, allevia diabete, azione ipo-glicemizzante, stuzzica appetito, e dissenteria combatte, anestetica intestino, prurito di fachiri, su cuoio capelluto, e zone genitali anali, cura ulcere e scabbia, si presta collirio, mix sfiamma occhi, linfa e olio di ricino; contrasta virus epatiti, croni ed acute, sa ridurre marker serici, di epatite-b, per 30 giorni fila, in portatori virus, sangue pulisce, 200 mg estratto pianta. |UNCARIA tomentosa, rubiace Unghia Gatto, alberello spiovente, è usata sua corteccia, Wilcacora per Incas, lo usan curandero, nei casi di artrite, su venere infezioni, su cancro polmonare, ferma replica virale, sfiamma radicali, apoptosi sa indurre, su celle tumorali, leucemie linfoma b, è immunostimolante, sedativa ipotensiva, sorelle sue piante, in decotta sua corteccia, per diabete artriti reumatoidi, collutorio gengive, allevia carie dentale. |CANFORA albero Indocina, è Cinnamom camphora, sempreverde lentamente, fin 35 metri, fusto eretto possente, chioma tonda densa, corteccia solcata, profonde fessure, foglie ovali rosse, solcate di verde. Aborigeni di Taiwan, ne tagliuzzano corteccia, da bollire a fuoco lento, ne aspirano vapori, a librar testa polmoni, fomenti saune terme, con olio canforato, su naso fan frizioni. Canfora lauro distillato, da legno triturato, revulsivo e analgesico, tigre-balsamo bianco, buon balsamo cinese, fatto con il cocco, cera apis e mentolo, canfora e cannella, seda dolori acuti, eccita fermi cuori, calma crisi nervi, spasmi e raffreddori. Olio canfora usato, a scacciare insetti, ingerito in quantità, è tossico per tutti, Cinnamom parthenos, simile al Sassafrasso, rischia estinzione, per safrolo estratto, usato in droga sintesi, empatogena |MDMA, detto Mhra Prew Phnom, lauracea drupe nere, amati fiori amore, cosparsi sulla tomba, lega vivi e morti, sui monti di |Cambogia. flora_china-corteccia.mp3
lume088-Romulo, giovane e febbricitante, sognò una donna di nebbia che gli disse: non combattere soltanto il male, cerca l'equilibrio che è andato perduto. Nel sogno vide un albero dalla corteccia amara, proveniente dalle montagne del Sud America: la Cinchona, conosciuta nella tradizione europea anche come China. L'albero gli insegnò che ciò che è amaro può diventare medicina, ma che ogni medicina richiede misura. La sua corteccia, da cui si ricavano gli alcaloidi del chinino, entrò nella storia della cura della malaria e delle febbri intermittenti. Romulo vide allora immense paludi trasformarsi lentamente: dove prima dominavano acqua stagnante e malattie comparvero campi, pinete, strade e città. Ma la palude non era soltanto un nemico, era anche un maestro. Gli insegnava che l'acqua, per nutrire, deve poter scorrere, respirare e rinnovarsi. Come nel Qigong, il corpo può essere immaginato come un paesaggio nel quale acqua, respiro ed energia devono ritrovare il proprio movimento. In molte tradizioni africane e amazzoniche la febbre è stata interpretata come una forza del calore, dell'acqua stagnante o della selva, che entra nel corpo quando un equilibrio viene spezzato. La pianta è memoria della Terra; la febbre è fuoco; il respiro è il ponte tra ciò che accade dentro e ciò che accade fuori. Romulo sorrise: non chiederti soltanto come vincere la malattia. Chiediti che cosa ti costringe ad ascoltare. Oracolo della China: ciò che è amaro può insegnarti la misura.
316:amore06-lume316-Suono di flauti riempie l'aria tra Orfeo e le baccanti: gli occhi brillano d'amore e ogni cosa sembra irradiare bellezza. Una parola gentile può diventare balsamo, uno sguardo può trasmettere dolcezza, una voce seducente può risvegliare energia: è il Gioioso Bagliore di uno Sguardo Amoroso. Il Femminile numinoso è nutriente e distruttivo, come la Dea iniziatrice, Signora del desiderio e custode della soglia: Shakti, Kali, Xuan-Nu, dea taoista del mistero. Se l'amore trasfigura, anche il sacro può riemergere là dove l'Io non riesce più a controllare tutto, oppure, il corpo e il desiderio possono diventare luoghi liminali di disciplina, affidamento e trasformazione. Guardati attorno e scegli qualcosa che vedi: stringilo con lo sguardo e consideralo amore. Poi proietta quella qualità verso l'esterno, come nel qigong: orienta la coscienza e dichiara: Vedo amore, esprimo amore. Sono amore che osserva la bellezza in tutte le cose. Ora prova a irradiare quella bellezza verso il mondo, mentre resti stabile nel centro del tuo corpo.| |Ribes da talea primaverile, teme gelo tardivo e siccità, frutta su rami di un anno e vive in ombra fino a 12 anni. Bacca del solstizio, bianca o rossa, fresca o sciroppata, ricca di vitamine, calcio e potassio. Ribes rosso: bacca solstizio senza spine, cresce su suoli sassosi. Rustica ma teme gelo tardivo. Bacche dolce-acidule, fresche o sciroppate. Ribes nero: antinfiammatorio, diuretico, antiallergico. Gemmoderivati per rinite. Uvaspina: più spinosa, frutti trasparenti, astringente.# Ribeto sotto quercia riduce irrigazione, aiutando geometria, di struttura suolo, riduce la fatica, aiuole fragola-ribeto. |RIBES rosso detto, red-currant uva volpi, siepi orto-frutteto, cresce in suoli sassi, arbusto perenne, alto 1-2 metri, portamento ricadente. Bacca del solstizio, matura fine giugno, ha rami senza spine, con molte lenticelle, rustica nei freddi, ama estati miti, letame assieme ombra, talea ceppaia siti: rincalzo piante madri, accestisce autunno, prelevo a primavera, suoi fusti radicati, teme geli tardi, vento forte e siccità, foglie caduche palme, fior autofertilità. Insetti api bombi, aiuta impollinar, bacche traslucide, colore varietà, polpa dolce-acidula, molti piccin semi, matura in estate, in 3 settimane. Pota rinnovo, ribes abbonda 4 anno, frutta ogni Ribes, sui rami 1 anno, colgo a riprese, restano su piante, in ombra senza danno, mantien 12 anni. Ribes bacche bianche, ricche in vitamine, come frutti selva, calcio aiuta frutti, potassio li colora, fresche in macedonia, rosse surgelate, mantengono sapore, pure sciroppate, conserva x inverno, al forno essiccate, o vini e piatti riso, dolci o insalate. Ribes Nere rinfrescanti, diuresi-depurative, immuno rinforzanti, vascolari protettive, foglia Ribes nero, pur antireuma, liberan corpo da purine, e troppo aci urico, sfiamma processi acuti, cronici a sangue, effetto ipotensivo, antiallergico appare: infusi contro febbri, influenze allergie, stimola surrenali, abbassa glicemie, artrite reumatismi, dermatosi digestion, gola infiammata, corticosteroidi ancor, un poco lassative, bianche e nere son. Pastiglie Ribes nero, pure in farmacie, rimedio a infezioni, di urinarie vie, x minzioni dolorose, bevi succo ribe, 1 2 bicchieri, per batteri inacidire. Gemme fresche ribes nero, contro rinite allergie. |JOSTABERRY ibrido, Ribes nidigrolaria, ribes-nero + uvaspina, nato in Olanda, di ribes ha foglie, eretto sen spine, frutto uva-spina, di forma e fiorire. Vigoroso cespuglio, alto fin 2 metri, dritti fusti lisci, resiste freddi venti, ma teme gelate, quando inizia produzion, Josta innaffia quando, metti nel suol, fin indipendenza, o nella siccità, semplici tu pota, in inverno a diradar, accorcia rami alti, asporta i + vecchi, compost o pacciame, inverno se senti. Josta frutti buoni, sono senza odore, fiorisce precoce, s'incrocia coi ribes, josta immatura, ha gusto uva spina, quando matura, al ribes assomiglia, matura scalare, a luglio completa, secon microclima, cambia altalena. |UVA-SPINA arbusti, Ribes grossularia, detti uva-crispa, uva-marina gooseberry, origini scandinave, sono i ribes spinosi, frutti giugno luglio, mangiati da golosi: alte dosi bacche acerbe, recano fastidi, arbusti di Uvaspina, men vigore del ribes, alti fin 1 metro, han rami branche spine, nuovi getti tu lega, spine da 1 centime, fior piccoli verdi, grappoli o singoli, fiorisce fine marzo, freddo riduce fiori, beve acqua avan fiorire, x dare i frutti, sensibile a zolfo, li fa cascare tutti. Frutti colti estate, rosa viola gialle, buccia trasparente, sapor dolce profuma, foglie frutti e radice, essicca lentamente, serba in vasi chiusi, x forza astringente. Depura digestiva, diureti lassativa, re-mineralizza, duran convalescenza, cura diarrea e sete, e scarso appetito, macera in acqua fredda, canovaccio filtro, macero-decozione, residuo detto feccia, arbutina anti cistite, l'urinario cura, ipertrofi prostatica, urina ritenuta, uvaspina assaggia, trasparente o scura.
lume316-Il piccolo popolo degli elfi custodisce da secoli il segreto del Ribes e dell'Uva Spina, nelle terre di Scozia e Irlanda: viviamo tra i loro rami spinosi e chi spezza la pianta senza motivo perde la fortuna del raccolto. In Finlandia e Svezia il Ribes Nero conserva la forza del sole estivo per affrontare i lunghi inverni, mentre in Russia protegge la casa e la salute della famiglia. In Maremma, sotto le grandi querce, Ribes e Uva Spina amano l'acqua e temono la siccità. Le bacche maturano tra giugno e luglio: vanno colte quando sono ben colorate, profumate e si staccano facilmente dal grappolo. Ribes Nero è particolarmente ricco di vitamina C e antiossidanti; Ribes Rosso e Bianco sono più delicati, ma tutti offrono frutti da mangiare freschi o da conservare. L'Uva Spina fiorisce in primavera e produce bacche dorate, rosate o violacee, protette da spine lunghe. È rifugio per il Piccolo Popolo e ricorda che: ciò che nutre può anche difendersi; i suoi frutti chiedono rispetto e il momento giusto della raccolta. Il consiglio degli elfi è semplice: ogni frutto raccolto al momento giusto vale più di cento raccolti acerbi. Anche nell'amore, proteggere ciò che cresce significa sapere quando avvicinarsi, quando attendere e quando finalmente raccogliere.
321:amore11-lume321 Bagno-di Emozione, rivedersi consola ogni lacrima. Guardando l'acqua, medita e ripeti: Sono bellezza da contemplare, esploro le zone profonde del cuore, e trovo amore a nuovi livelli. Ora il tuo amore è più profondo di quanto avessi mai saputo! Immagina l'oceano d'amore e tuffati nelle sue profondità, vai sempre più a fondo nei tuoi sentimenti, e dichiara: sono profonda e mi addentro in me per esplorare un tesoro da contemplare, la bellezza è dentro di me. Ancora, quando possibile, siediti in riva a uno specchio d'acqua mentre ti prendi il tempo per riflettere su te stesso o te stessa. Barbanera dice: separarsi accora e rivedersi consola.| |CUCCARINA frutto rosso, è Prunus tomentosa, Ciliegio di Nanchino, alberello od arbusto, resiste a forti venti, a -20 gradi e siccità, da Giappone a Himalaya, è amato frangivento, alza fin 3 metri, in cerca del sole, fiorisce grappol rosa, e dona miele delicato, fruttifica a giugno, suolo acido sposa. Bacche appena colte, son molto |dissetanti, dolce-acidulo sapore, vitamine e antiossidanti, reidratanti succhi ai bronchi, astringenti sulla tosse, antibiotici e antigotta, il suo seme come i prunus, ha un poco amigdalina, come mandorle amare, in dosi irrilevanti, ma che stimola il respiro, specie in allergie, e migliora digestione. # Come tutti i ciliegi, può subir afidi attacco, o la mosca del ciliegio, o il corineo fungino, che buca le foglie, o lesiona cortecce, da cui esce sostanza, che con aria indurisce, in gomma trasparente, come pruno e pesco. |AZZERUOLO alberello, bianspino |lazzarolo, ha tronco cespuglioso, 4 metri sinuoso, in macchie boschi, chioma espansa irregolar, coltivato a fiori rosa, frutti profumar; spesso innestato, sopra biancospino, ama sol pendii, per fare frutti grandi, freschi o in confetti, Lazzeruole rosse, meline fresche buone, sapore agrodolce; consumo a volontà, sole o macedonie, serbate nel miele, o vini dissetanti, diureti ipotensive, tonico-ricostituenti, di corpi con menti, ben cura i nervi: astringe intestini, sfiamma digerente, aiuta pelli tristi, antianemica polpa, aiuta pure occhi, suoi fior medicina, bianspino e lazzarolo, cardiotoni regolar, aggiustan ritmo cuore, assieme pressione, sedativi di nevrosi, assiem ipertensione, cardiaca e tachicardi, disturbi menopausa. Giuseppe Arimatea, lo porta in Britannia, dal sangue di Gesù, su isola piantato, nasce biancospino, Natale imbiancato, bacca raccolta, a settembre matura, gustosa su pianta, lenta infusione, tazza mi calma. |BIANCOSPINO frutti, Crataegus oxyacantha, paesi lacustri, preistorico cibo, mantiene longevi, arbusto cresce lento, fitti intrecci, rifugi rami spine, a uccelli e insetti; legno duro resiste, buon combustibile, lucido al tornio, sopravvive aree fredde, delimita campi, corteccia grigia, e rossa da grandi: corteccia rami novi, colta a febbraio, fior bianchi corimbi, a tarda primavera, profumo delicato, e piccin pome rosse, autunno astringenti, lobate le foglie; principi nei fiori, e foglie a narrar, foglia sopra e sotto, diverse tonalità, seda sistem nervoso, cardiotoni a volte, drupe buccia rossa, polpa in agrodolce: colgo fin settembre, matura 3 settimane, diuretica stringente, febbrifuga vale, sedante ipotensiva, cura aritmia cuore, aiuta coronarie, dilata arter tensione; usato su insonnia, ansia menopausa, spasmo di nervi, aci lattico scema, tazza in 3 mesi, norma sangue-cuore, infuso 20 gram, fior secchi sminuzzi, 1 litro bollente, 10 minuti scolati, decotto di frutti, 100 gr essiccati. amare-esseramati_tupini.mp4
lume321-Sogno di Seba: dagli altoparlanti si annuncia un coprifuoco che sospende l'ordine abituale, elicotteri e dischi in cielo evocano incontro con l'estraneo, tra l'umano e l'alieno. Seba recupera allora bacche dimenticate, sebbene il cielo resta ignoto: la Cuccarina dalle bacche dissetanti, ricche di antiossidanti, astringenti per la tosse, antibiotiche e digestive; il Biancospino, arbusto che offre fiori bianchi e piccole drupe autunnali capaci di cura ansia, insonnia e menopausa, pressione e aritmie delle coronarie, con infusi di fiori e frutti; Lazzaruolo, arbusto a frutti agrodolci, tonici e astringenti, amici del cuore, nervi, intestino e utili nella menopausa. Seba recupera anche una connessione smarrita con la propria identità, un cellulare nascosto in auto a pochi passi dal frutteto: l'auto è il Sé in movimento, la direzione della vita, mentre l'Io torna indietro a recuperare orientamento. Prima di affrontare forze inconsce, occorre mantenere un filo col mondo umano quotidiano, come il mangiare i frutti dimenticati, compagni di traversata tra forze inconsce immense, senza esserne travolti. Se tu osservi con prudenza, sostando nel tuo centro corporeo, manterrai aperto il dialogo tra quotidiano e l'immensità, tra il tuo sogno e la realtà.