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tarandanza La ferita può diventare ascolto (51) 51-Nel tarantismo lingua juhoansi | foto filosofi | audiolibro | doc_marialionza1_5.mp4 | device_tarantismo2.mp4 | ibofang_dancefest.mp4 |musica brilho-do-sol.mp3
quetzal Maria Sabina e i funghi della rinascita (82) 82-Ghostdance del lingua mescahuatl | foto wiramerica | audiolibro | film_dune_en.mp4 | quetzalcoaltl_story.mp4 | film_mariasabina1979.mp4 |musica canto_mariasabina_sosonana.mp4
psilocybe Dune, il cappello della strega e la visione (83) 83-La Psilocybe se lingua mescahuatl | foto funghi | audiolibro | film_dune-primo.mp4 | funghi_psi-semilancia.mp4 | film_dune-figli2003.mp4 |musica 12_CapitanHarlock.mp3
jurumbanda Afrodite danza tra acqua e fuoco (105) 05-La festa ritual lingua lusitano | foto umanstoria | audiolibro | paesi_haiti_fiesta_vudu_intero.mov | doc_jurema-sagrada-catimbo.m4v | film_quilombo.mp4 |musica mamae_oxum_cachoeira.m4a
kundalini Il soffio brucia, la devozione trasforma (151) 51-La devozione pu lingua alchemico | foto indionesia | audiolibro | device_shaktipat.mp4 | shakti_dorme-ossosacro.mp4 | doc_nityananda_kailash.mp4 |musica nityananda-shivoham.mp3
tungusaman Ayami guida nel bosco estatico (162) 62-Gli Oroqen o El lingua cinese | foto hmongcina | audiolibro | popoli_manchu-mong-saman.mp4 | film_dersu-uzala_siberia.mp4 | doc_oroqen-saman_cina.mp4 |musica canto_mongolo_guttural_capo-cavalli.mp4
ergot Demetra attraversa il buio (163) 63-I Misteri Eleus lingua alchemico | foto funghi | audiolibro | doc_alicudi-ergot.mp4 | doc_alicudi-zagami.mp4 | libro_psichelici_schultes-hofmann.pdf |musica 14-Eleusis.mp3
pentecoste Pentecoste, da Maria al mondo (169) 69-Pentecoste è l lingua mescahuatl | foto agrobuti | audiolibro | doc_santodaime.mp4 | filosofi_dante_bernardo_maria.mp4 | agrobuti.mp4 |musica santodaime_cruzeiro-irineu01-30.mp4
rustataria Crescita e cambiamento di forme (249) 49-lume249-CAMBIAM lingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | storia_giganti_pauli-arbarei_sardegna.mp4 | storiaNC_atene-galich-familmaria.mp4 | storia_tartaria-vecchio-mondo.mp4 |musica canto_padre-serafino_russia.mp3
51:lume051-Nel tarantismo studiato da Ernesto de Martino e Clara Gallini, il morso della taranta diventa il centro di un complesso rituale nel quale musica, danza, colore e partecipazione comunitaria accompagnano la crisi. Il corpo non viene separato dalla comunità: la sofferenza trova una forma pubblica attraverso cui essere attraversata. La tradizione sarda dell'Argia presenta a sua volta figure e rituali legati al morso e alla danza, pur appartenendo a una storia culturale distinta. Questi fenomeni di cura sono sistemi simbolici nei quali corpo, musica, memoria e comunità entrano in relazione. Chirone risuona dalla mitologia greca: ferito da un veleno che non può guarire, diventa maestro e guaritore. Queste tradizioni fanno emergere una risonanza: talvolta ciò che ci ha ferito modifica il modo in cui ascoltiamo la sofferenza degli altri. Barbanera dice: Cuore malato non sente ragioni.| Estasi e viaggi interiori conducono a rapimenti leggeri, ipnotismo del pensiero e amore del Vero. La mente si apre al continuo, tra trance e contemplazione, illuminando cuore e spirito. Beghine e begardi percorrono paesi, mantengono proprietà, insegnano e vivono tra devozione e semplicità; Porete Margherita, beghina mistica, insegna l’amor senza vergogna e la liberazione dell’anima. La musica e i canti rituali, dalla taranta pugliese o le danze amazzoniche di Maria Lionza, guidano corpo e psiche, liberando emozioni e tensioni. Pamela e Dora raccontano esperienze di lavoro e sacrificio, tra filande e campagne, dove il canto e la danza aiutano a superare dolore e umiliazioni. Formiche e ragni simbolici punzecchiano e guidano la trance nel ballo, creando cicli di espiazione e guarigione. Il corpo diventa cassa risonanza, la voce strumento di liberazione e armonia. La partecipazione consapevole ai rituali educa alla resilienza e alla presenza, mutando sofferenza in energia vitale. Tra fede, musica e lavoro quotidiano, le donne custodiscono cultura, rituali e identità. La danza, il canto e l’osservazione dei simboli permettono di affrontare traumi e ricordare la propria forza. Estasi e possessione rivelano l’interconnessione tra corpo, mente e spirito, celebrando la vita nei gesti quotidiani e nei riti ancestrali.# ESTASI e viaggi, uscire fuori mente, beata fede in soliloqui, fuor scherno e calunnia, amore del Vero, al sempre modesto, ineffabile rapimento; modestia pudor forza, andare e venire, avanza e ritorna, iniezione autostima, compiuta creazione, si riposa e gode, contempla cose fatte: estasi leggera, ipnotismo di pensiero, affetto caldo vino, amor delizie di ebbro, diventa sibilante, parla a orecchi umani, etere si espande: inizia a parlare, ritrae tempo-spazio, graduale rinuncia, alla mente acquisita, accede al continuo, letargo stato trance, irrora cuor cervello, simile alle piante; sommo isterismo, vita ascetica digiuno, assorbe pensieri, sentimento uno, reca ipno trance, anestesia catalessi, Dante ascende stelle, sale tutti i cieli, vede gloria amore, estetica bellezza, chiude suo poema, amore muove il sole, e le altre stelle, con preghiera danza. Beghine e begardi, congreghe religiose, sorte senza voti, durante le crociate, percorrono paesi, donne sole o gruppi, spose degli offesi; mantengon proprietà, possono sposarsi, lavorano insegnando, ai figli borghesi, vivono al chiostro, durante noviziato, tornano al paese, aprendo tempio dato. Amsterdam beghine, influenzano città, Porete Margherita, beghina in Francia va, bruciata sul rogo, dopo lungo processo, Specchio Anime Semplici, è suo libro bello: sua trama rispecchia, temi mistici interi, Amor senza vergogna, in paradisi e inferni, anima si specchia, giunge morte guardar, Ragione lascia trono, Cuore a liberar. Beghina affamata, beve mistico vino, ricongiunta a Dio, recita suo libro, e Spirito divino, scende a far convegno. Porete chiede al clero, riconoscimento, anime librare, al femminile tempio, a Dresda fu malata, prega purgatorio, 1 candela in mano, x anime a convito, bambina innocente, si vive nel divino: mio amore cresce, nel cuore nei sensi, in viscere tiene, invisibili affetti, è donna che sente, ed uomo che miri, poetici sconfini; sa donna e uomo, adorare a rapimento, in perenne magnetismo, o rinnovamento, nel fuoco di inizio, amore si nutre, fuoco interno che, a estasi conduce: estasi comincia, ammirando dettagli, dilegua poco a poco, cede ipnotismi, 1 sola sensazione, esalta la clemenza, potenza e bellezza, ecco trascendenza, graduale distacco, rapimento incalza, 1 ammirazione sola, ogni cosa adatta, amare infinito, è specchio divino, oltre uomo forte, oltre donna sospiro: adora forza-grazia, calore naturale, gli arti son freddi, petto suda e sale, pelle cerca acqua, a spegnere curare, 1 sola esaltazione, di affetto trasudare. Bergson scrittore, chiede religione, antidoto al dolore, sua filosofia, riporta sulla terra, amore Slancio Vita. PORSEN etrusca, latina Persona, Maschera vuol dire, coscienza a + livelli, che assume 1 forma, secondo luogo visto, tra micro macro mondi, viaggio interiorizzo; accade fantasia, se partecipi dramma, ciascun sogna mito, natura della psiche, ecciti e contempli, eventi nel dettaglio, mondo reale appare, cento Cammelli a fianco: mille fiabe popolari, divertono a nutrire, condivider riposare, poeta innamorato, sale in estasi ideale, intreccia ghirlande, versi da cantare.| Ruolo delle donne, provvede identità, gruppi bisognosi, pronti ad emigrar, fan pellegrinaggio, tra portuali città: inizi tuo viaggio, madonne e tarante, rivela tanti Sud, semi colonizzati, se i Corpi fanno storia, incontro e identità, ogni possessione, racconta sfida tradizione, lingue e tendenze, che in crisi riemerge. Maria Lionza Venezuela, celebra suo corpo, potere e protezione, di selva Amazzonia, conflitti e resistenze, narran sua storia. Tarante del Salento, studia de Martino, culto di cura, e fertile sospiro, preservato da donne, in disagio sociale, causato dal morso, di ragno ancestrale: morso guariva, con musica antica, pubblico concerto, si lascia ammaliare, da frenetico ritmo, di pizzica lunare. Basilischi gregoriani, a Spinoso paese, terra di spine e serpenti, con saghe e leggende, tartare e ottomane, portate da coloni, rifugiati qui dal mare, immigrazio musicale: voce della madre, al bambin che vuole, apprendere parlare, diretto porta affetto, al sonno della sera, ogni creatura è retta, da 1 orisha di testa; isterica attrice, presta ruol diversi, esegue ogni richiesta, vanifica commenti, santa occasionale, scivola opposto, permette che libido, penetri sul posto; nevrotico ossessivo, ha troppe direzioni, isterico nessuna, fa giro-tonde azioni, nei simboli ora muta, fallo naso e gambe, bocca divien vulva, rossore un erezione, ister irrequietezza, coito convulsione; depression tristezza, umore tono basso, senso del dovere, entusiasmo scarso, dura mesi anni, chiunque può colpire, specie nelle donne, croni sa infierire; cresce disistima, insoddisfatta età, croni malattia, dubbi e sensi colpa, scade appetito, sonno si discosta, tutto pare grigio, esci fai 1 svolta: isterica forza, straripa ogni cosa, con cura francescana, corpo mente esprime, supera tuo io, mondo intero sposa, apri ora la bocca, libera la pancia, voce da ombelico, tramite carezze, sblocchi le tensioni, passaggio da fetale, affiora repressione, arresta tuo respiro, voce calma scioglie, sono quà e di là, tuo sogno identità; tua respirazione, incontra mani e visi, cammina batti ritmo, suona incantamento, carezza capelli, con suoni viscerali, giochi di voce, sussurri di animali, suoni sono intorno, corpo è cassa risonanza, voce della madre, vibra tua sostanza. Persona riflette, suono che emette, contatti potenziale, sblocchi anello orale, assieme quello anale, rilasci emozione, piangi succhi e mordi, il canto muove sale, amore ti ricordi: canta pure nota, in periodo lungo, scopri alterazioni, chimiche nel corpo, liberi endorfine, emisferi sincronizzi, canti stai sicuro, vocali tu enfatizzi; vocali in melodie, liberano num, trasmettono allegria, tono poi scompone, dentro voci umane, porta un emozione, esercita nei suoni, respiro visione: eMM è Madre acqua, liqui consonante, movimenta il fuoco, suono della Vu, crea pancia risonanza; eRRe proietta, voce dentro aria, eSSe la reprime, ovvero concentra, eNNe ninna nanna, fan dormire figli, risonanza al naso, possiede suono NG, vibra la colonna, fugge i mali via. Impara usare voce, in modo risonante, anima riflette, stato emozionale, suono vibra e muove, apre alcune porte, libera il tuo Sè, e cura zone corpo: impeto o fiato, vinci ogni timor, ogni essere tiene, suono in 4 vibrazioni, mio Seba trova il tuo, vinci depressione: musiche tristi, agganciano meglio, interiore realtà, cura in toni bassi, armoni progressione, rilasciano tensione, distraggono paziente, da preoccupazione: ingrandisce Dò, Mì arrotonda, Là scolora rosa, malate celle affonda, la voce tua si basa, su respirazione, ascolta tua emissione, e liberi tensione: 1 pensiero chiuso, gira senza uscita, ogni stress aumenta, poi ragion lo sfida, il mondo è liberato, quan piacere sia, tempo è arrestato, Musica armonia; musa dissonante, accompagna irritazione, musica affianca, al cibo del corpo, attraverso scrittura, canzoni poesie, permetti a interiore, trovar esterne vie. |Pamela ricorda, crisi infanzia e cure, rivive TARANTA, conflitti e delusioni, vede antichi amori, rituali possessioni, sogni con speranze: nata in un paesino, lavora stagional, cerca sussistenza, x vita progettar, cerca ombelico, a crescer radicare, narra sua vicenda, di origini lucane: cerco lavoro a nord, lascio casa genitori, inizio mia strada, 1 giorno incontro Seba, vedo soluzione, negozio di barbiere, felice situazione, ma nonno caporale, ostacoli frappone. Pamela col bambino, fasciato sul torace, lavora come sarta, girando per le case, mentre suo marito, lavora sui binari, arriva fine mese, con sufficien salari, lei prepara pasti, riso oppur piadine, minestre della sera, verza e cipolline. Seba pur lucano, lavoro su Milano, Pamela conobbe, in seguito ha sposato, gira molti posti, al fine lavorar, suda duramente, scuola serale far: studia febbrile, diploma da barbiere, lavoro che gli piace, modellar capelli, clienti contenti. Parenti han nostalgia, lo vogliono vicino, bastone di vecchiaia, gli parlano per mesi, infine lui convinto, chiude suo negozio, ritrova vecchie sfide, minacce emozionali, asfissiano sua psiche, ritorna su Milano, in periferia poi vive. Fabbriche esalanti, stagnano ambiente, disturbi di salute, bloccan loro mente, casa umida fredda, arrivan gravidanze, assieme a + bebè, ma frecce del passato, alimentano zizzanie, difendere famiglia, ha prezzi da pagare, riemergono paure, litigi e pessimismo, Casa và svenduta, Pamela va in filanda, in opificio a Como, tesse suo destino, seta sbozzolando, da baco in acque calde, sente questo canto: passata da Garlate, ho visto filandere, facce da ospedale, sembran prigioniere, Dora la guardiana, mi narra le canzoni, filo sui rocchetti, matasse senza amori; noi siamo forestiere, in vena di cantar, trattate come cani, in catena a lavorar, fastidi se cantiamo, villani se parliamo, là sulle montagne, le nostre case amiamo. Filande 2-3 piani, con ampi finestroni, dormono le donne, dentro due stanzoni, tutte accastellate, straniere e contadine, lavori a turnazioni: alla matin bonora, si sente zoccolare, saran le filandere, che vanno a lavorare, voi giovanotti cari, se vuri far amar, andate da filere, senza fumo guardar. Fochista lancia fischio, 6.30 accende caldaia, 3 volte soffia aria, iniziano scopine, poi tutto va a regime, ciclo sol si ferma, a vitto e x dormire. Là in foresteria, giovan forestiere, prima addormentarsi, cantan loro terre, Casa assai lontana, e speranza ribelle, minestra di polenta, esala loro pelle; comunican coi canti, motivi di protesta, durante lunghe ore, umida aria in testa, sui giacigli a sacco, cantano avventure, vita senza pene, picchia testa al muro, Dora indolenzita, piange suo futuro: mi dolgon mani e piedi, filanda è prigione, di povere villane, che sognano amore. |Argia sarda ama, i contadini maschi, Taranta ragno invece, donne apulie punge, passiva resistenza, a cultura dominante, Chirone sofferente, sciamano ricorrente, scelta o ritrosia, non può diversamente, morso di scorpione, inietta in lui veleno, tosto lo costringe, ballare su terreno. Pamela ricorda, storia di Dora nonna, malata di rimorsi, miseria dura prova, dolore lei mutava, nel morso di taranta, veleno lei diceva: mi spinge fare danza; rinnova crisi e ballo, stagione calori, con molte privazioni, pagava i suonatori, la vita mi fa stanca, domando la taranta, dammi 1 tua grazia, leggera tutta quanta: balla e mi possiede, tutto mi sommuove, le pago sofferenza, a cuore che mi duole, 1 danza porta grazia, dolore esorcizzato, malessere interiore, è riappacificato; avanzo a tentoni, corro in tutti i sensi, in zone immaginarie, lontana dai consensi, x 10 giorni e notti, la musica sentivo, la libido divampa, provoca isterismo, satiri con ninfe, in me io percepivo. Dora condivide, proteste e desideri, dolo si trasmuta, consessi corpi veri, danza assume 1 forma, + immaginazione, formicolio risale, esplode vibrazione. |SARDI di Shardana, conoscono + ragni, una femmina formica, del genere Mutilla, che morde pizzicando, in casi accidentali, dolori pungiglione, sol rari anafilatti, dolore poi svanisce, in 1 ora circa, su pelle resta bolla, rossa pochi giorni, nei bimbi ed anziani, può dare fatica, bassa febbre nausea, legger delir invita: disinfetta puntura, con amaroli o ghiaccio, fino anni 60, con fanghi o letami caldi, veleno termolabi, come acido formico, solubile in acqua, temporan androgino. Narran ritornelli, di musici cantori, Ragni tra le gambe, Scorpi tra coglioni, pizzicano al ballo, con fiati e sonaglio, tamburi e corde tese, aiutano travaglio. Sassari Tartaria, vede Argia variopinta, formica velenosa, creatura di Sardegna, mitica ingegnosa, punge per danzare, piangere e umiliarsi, cantar e travestirsi, ridere e distrarsi: sArgia è molto amata, feste sa creare, odiata ed evitata, travaglio sa recare, femmina formica, che uomini predilige, sopravvissuta ninfa, Salmace variopinta; a incontri si presenta, con corpetto gonna, su isola ricorda, passaggi della donna, se nubile fanciulla, vedova o sposata, sua veste sarà bianca, nera o maculata: a mezzogiorno o notte, alba preferisce, estate di campagna, sargia ti ferisce, ti accorgi essere punto, orini ora intorno, oppure prendi bagno, acqua calma fondo. La vera cura poi, al villaggio si farà, diagnosi di argia, scoprir sua identità, tutto il paesino, la indaga sul posto, ricerca tutto unito, il carattere nascosto: con femminili vesti, malato vien coperto, entro 2-3 giorni, argia è allo scoperto, se sposa o vedovella, o zita è ravvisata, con riti di sue danze, alfine accontentata; i suonatori attorno, san stimolare bene, continuo suono sfonda, spezza le barriere, esplode la coscienza, sofferta e ordinaria, giunge possessione, coscienza straordinaria; in piedi corre salta, distesa su lenzuolo, mima ragno sargia, batte piedi al suolo, fasi a terra e in piedi, sino suo finale, ripete il posseduto, 1 ciclico rituale. Tamburo fila-tesse, i tempi della festa, inizia da esterno, entra nella testa, infine pare ovunque, gira tutto il corpo, eco nella pancia, in testa fa lo scoppio: ecco 1 imprevisto, inceppasi il rituale, sargia ferma e sbanda, danza pure male, perde innato passo, e ritmo del ballare, orchestra perde filo, lo deve ritrovare; così per riparare, a tale distrazione, necessita rifare, un rito di espiazione, i nastrini colorati, gettati alla taranta, lei li straccia e sfoga, tutta la sua rabbia. Pamela pure punta, sentì intenso bruciore, Argia vuol che danza, lei paga con sudore, soffrendo fin che giunge, grazia di amore, dolor divien perdono, di essere interiore: saltava e correva, in tutte direzioni, ogni anno ancora cade, malata del rimorso, ha bisogno danzare, espeller pene addosso, come in un salasso, o scarificazione; se rito non arriva, è dolore da rimorso, ballerina variopinta, causa febbre sogni, sa ripulire bene, le sue emarginazioni, vita agro-pastorale, richiede 1 riposo, a superare angoscia, di esistenziale snodo. libro_sargia-festaterapia_clara.m4a
lume051-Nelle storie raccontate da Clara Gallini, sul tarantismo e sul ballo dell'Argia sarda, il morso diventa il punto d'ingresso di una crisi che coinvolge il corpo, la musica e la comunità. La persona colpita non rimane sola: arrivano parenti, vicini, musicisti; il dolore prende un ritmo e il corpo comincia a danzare. Che il morso sia interpretato come veleno reale o come immagine della crisi, il rito trasforma una sofferenza privata in un'esperienza condivisa. Pamela osserva quella danza e pensa a Chirone, il centauro ferito che porta una ferita che non riesce a cancellare. Proprio perché conosce il dolore, può riconoscerlo negli altri senza pretendere di salvarli. La ferita allora non diventa un titolo di merito, né una condanna: diventa un organo di ascolto. La musica accompagna il corpo finché qualcosa può cambiare ritmo. Forse guarire non significa tornare come prima, ma trovare una forma nuova in cui ciò che ha ferito possa essere ascoltato senza governare più tutta la vita.
82:lume082-Ghostdance del vento. Nel racconto di Michael Stuart Ani, Quetzalcoatl diventa figura narrativa del vento, del viaggio e della rinascita. Affiancato dal fedele Coyotl, attraversa il sottosuolo e affronta il fratello Tezcatlipoca, signore dell'inganno e delle illusioni, per recuperare ciò che resta dell'umanità dopo il grande cataclisma. Le ossa frammentate diventano memoria di clan dispersi; il vaso dei venti, una volta aperto, permette a semi e spore di viaggiare fino alla pioggia e alla terra. La danza rimette così in circolo la vitalità. Nel racconto, il lignaggio delle curandere conserva questo sapere fino a Maria Sabina, che guida le veladas attraverso canto e visione. Gordon Wasson contribuì poi a diffondere nel mondo il suo nome e quello dei funghi mazatechi, trasformando profondamente il rapporto fra la comunità e la propria tradizione. La storia mostra quindi anche l'ambivalenza della divulgazione: ciò che nasce come sapere rituale può diventare spettacolo, curiosità o consumo. Il mistero, alla fine, ritorna nel silenzio interiore. Barbanera dice: fra bocca e stomaco spesso vi è guerra, doglia di testa vuole minestra.| Le civiltà Inca, Maya e Mexica, come la Cina medievale, erano società gerarchiche con nobiltà e funzionari, dedite ad agricoltura e arti sacre. Entrambe veneravano gli antenati e gli spiriti, praticando rituali e sacrifici. Svilupparono scritture simboliche, calendari e tecniche agricole raffinate. Il dio Quetzalcoatl, Serpente Piumato, rappresenta saggezza, rinascita e luce. Fratello del dio oscuro Tezcatlipoca, ne subisce gli inganni e cade nella materia. In molte leggende, Quetzalcoatl insegna agli uomini agricoltura, arti e astronomia, come Prometeo, dona civiltà e si sacrifica per l'umanità, discende negli inferi, raccoglie le ossa dei morti e crea nuovi esseri umani. Il suo culto vive in Kukulcan, dio dei Maya di Chichén Itzá. Con la caduta dei Toltechi e l'arrivo degli Aztechi/mexica, il mito si trasforma, ma nella Sierra Mazateca sopravvive la sapienza antica dei curanderos. Maria Sabina sciamana, cura con funghi sacri e canti in lingua divina: durante le veladas, il fungo Desheto apre visioni e comunica coi morti. Martin ascolta da Stuart Ani la storia della Ghost Dance, danza di guarigione e memoria degli avi, che attraverso fuoco, canto e pioggia, cerca equilibrio tra uomo e natura. Il Serpente Piumato tornerà, per guidare l'umanità oltre l’illusione del progresso.# Le culture dei canati centro e sud America, Inca Maya e Mexica, presentano molte analogie, con la cultura cinese medievale, tutte società gerarchiche e feudali, con funzionari governativi, detti mandarini in Cina Ming, nobiltà e caste americane. Tecnologia a tutte era basata, su tecniche avanzate agricoltura, in Cina manifattura della seta, artigianato ceramico e porcellana, medicina di erbe e agopuntura, mentre nei canati americani, ecco i pulsero curandero, avanzata astronomia e calendari, scrittura e architettura. Tutte venerano gli antenati, culto centrale nei canati, di Cina e americani, con rituali e cerimonie elaborate, a onorare spiriti e antenati, con sacrifici di animali a volte umani, avanti riforma del Xristos. Entrambe continenti culture, han sviluppato sistemi di scrittura, complessi ideogrammi e geroglifi, basati su simboli e yantra disegni, e agricoltura base a riso e mais: Cina irriga i suoi terreni, e inondazione di risaie, mentre i canati americani, han sistemi di terrazzamento, su terreni montuosi, su cui coltivare patate, granturco ed eritrossilo, alberi cacao ed altre erbe. Desheto in Nahuatl, significa prosperità, in agricoltura e società, e Quetzalcoatl è due parole, quetzal uccello piumaggio lungo, verde e prezioso, e coatl è serpente, divinità di ogni Nahuatl. Quetzalcoatl antropomorfo, ha piume quetzal sulla testa, e un corpo di serpente, dio del vento e di saggezza, dell'aurora e Venere mattino. |QUETZALCOATL divino, patrono ai sacerdoti, simbolo rinascita, morte e resurrezione, spesso figurato, Serpente Piumato, dove striscia e vola, nel mondo che ha creato. Culto presso Olmechi, Mixtechi e Toltechi, Aztechi con Maya che chiaman Kukulcan, in maya yucateco, kuk è la piuma, ul è aggettivo, Can è serpente. Kukulkan a Chichén Itza, ebbe culto vivo, nel mito che narra, Dio in forma umana, gravidò sorella, per creare umani, bandito dal cielo, a Chichen Itza insegna, a 7 giovani umani, tutte arti civiltà, divennero guerrieri, sacerdoti e Re, detti tlatoani, simile a troiani. Quetzalcoatl gesta, in molte leggende, varia dettagli, e periodo civiltà, innocente puro e buono, nessun compito scansa, a tutto si adatta, spazza pur sentieri, finché Dèi mandino pioggia, sopra suo creato. Tezcatlipoca suo fratello, dio streghe e inganni, di lampo e guerrieri, e cielo notturno, con lui tiene gioco, coopera creazione, suo piede diventa, albero di vita, cuor della Natura; divenne infuriato, x Quetzal troppa bontà, verso umani progrediti, che saccheggiano Mà, così decise scherzi, fare al fratello, lo muta in furfante, in cerca di piaceri, tramite suo specchio, che genera illusioni. Quetzalcoatl si vede, in specchio fumoso, con volto e corpo umano, e vizi materiali, che affliggono umani, grida inorridito, smette essere re, mio popolo ho tradito! come Kukulcan, chiama a sè Xolotl, coyote amico cane, fedele a sua ombra, Coyotl gli fa un manto, piume verdi rosse e bianche, prese da quetzal, uccello della selva; fa maschera turchesi, copricapo e barba lunga, di piume blu e rosse, dipinse sue labbra, di rosso caolino, la fronte di giallo, e i denti serpentino. Tezcatlipoca ora, fà secondo scherzo, gli dà da bere vino, spacciato per bevanda, che porta saggezza. Quetzal signore, dei venti della pioggia, su granturco base, di civiltà tolteca, che venera sua imago, serpente piumato, re prendono suo nome. Topiltzin re tolteco, promosse le arti, vieta sacrifici umani, ma suo rival stregone, somministra droga, Re ama dea di luna, bella Tlatzoteotl, mangiatrice di sporcizia; Topiltzin torna in sè, rinuncia la corona, fugge a est su costa, su zattera si imbarca, si perse dove il mare, al cielo si unisce, venendo ricordato, come stella del mattino; quan decise morire, ordinò suoi servi, fare cassa pietra, auto-sepolto 4 giorni, infine si rialzò, e fa riempir la cassa, con tutti suoi tesori, infine sigillarla; sul mare si reca, percorre la riva, indossa manto quetzal, e maschera turchesi, come Andronico, scomparve sulle onde, a riva sacro fuoco, rimasero sue ceneri, spore sulla spiaggia, da esse sorgeranno, uccelli di quetzal, che guidano saman. Sole fece lutto, pure 4 giorni, mentre il dio era sceso, in terra morti Mictlan, con fedele cane, per vedere il padre, Mictlan-tecuhtli. Kulcan disse al padre: vengo a prender ossa, di razze precedenti, che rospo custodisce, per popolar la Terra, di esseri umani; il signore dei morti, acconsente dopo prove, 9 peripezie, a riscoprir ghostdance, Quetzal con coyote, prese ossa preziose, torna in terra vivi, spruzzò suo sangue e seme, a ossa dona vita; i morti riconoscenti, divennero Toltechi, primo popolo a cui Dio, insegna molte cose, gli fece trovar mais, custodito da formiche rosse, insegnò a coltivarlo, far tessuti e mosaici, lucidare giada, capire e legger stelle, misurare tempo e clima, e calendario di stagioni: in Maya calendario, Ciclo dei Mondi, siamo in Quinto Mondo, chiude 22 dicembre, dopo i quattro precedenti, terminati e distrutti. Serpente Piumato, porta civiltà, come Prometeo, Gesù Tago o Demetra, primo maestro che, supera il peccato, trascende la materia, bruciando maya Ego. Re alto di statura, pelle chiara lun capelli, con barba fluente, simile a Hernan khan, re Montezuma, lo accolse con onori, splendidi doni, ricca acconciatura, di piume di quetzal. KukulKan ridona tempo, che permette cosmo ciclo, il sole torna in moto; dopo morte ed espiazione, penitenza e carità, strumento redenzione, della umanità. Quetzal muta in Venere, ascende al firmamento, da cui un tempo scese, in forma umana, Cristo re dei re. Serpente Piumato, lascia gli umani, a cavarsela da soli, diviene Kallumari, per alcuni andò a est, seguito da sua gente, si ferma a Cholula, dove erige un tempio, poi sbarca a Veracruz, congeda da suo popolo, promette il ritorno, via mare da Est, a riconquistar potere, usurpato dai nemici, imbarca su Vimana, partì per Tlapollan, terra Rosso e Nero. |Bernardino de Sahagun, scrive che ad Aztechi, uomo e cosmo sono frutto, di caduta dal perfetto, scopo esistenza, è ricongiungersi al cielo, Quetzal abbandona, ma un giorno tornerà, a riordinar suo mondo, Canato in Yucatàn, su territorio Maya, culto Kukulcan, gran centri religiosi, come Chichén Itzà, Mexica a ereditar, sopravvive Quetzal. |MAZATECHI indiani, 26mila persone, nei villaggi di montagna, sparsi in sierra valli, discesi dai Chichimeca, da Tula capitale, città sacra ai Toltechi, giunti sui monti; loro lingua somiglia, dialetto chapanecan, estinto in Nicaragua. Mazatecas vuol dire, popolo dei cervi, dato dai Nahuatl, per i totem Kallamari, loro vero nome, è Shuta Enima, lavorator di montagne, persone umili costume, giunti alla Sierra, divisero terra, in due Regni basso e alto, rovesciati dai Mexica, ovvero gli Aztechi, che regnarono centanni, fino gesuita impresa. Enima poi dispersi, in minuscoli villaggi, su cime Appennini, di sierra mazateca, a causa malattie, introdotte da invasori, persero cultura, con divieti e punizioni. Popolo dei cervi, resiste a disumani, oggi passan funghi, sopra fumo di Copale, in angolo di stanza, scende Spiro-santo, nel corso di seduta, di Maria Sabina. Teonanacatl Messico, cibo degli Dei, in lingua Nahuatl, e nativi dialetti, vulcano Popocatepetl, funghetti dei pendii, a Tenango son detti, signorine che, tra Mixe di Oaxaca, i figli del tuono, giudice e governatore, tra gli Zapotechi, che aiutano a caccia, individuano luoghi, figli della sierra, cugini ad hikurì, nel rito della cura, lascian gambi a terra, coppie di cappelli, scorta della sera. |Michael Ani narra, rito Ghost Dance, nasce in Sierra Mazateca, col nascere di un fungo, chiamato Desheto, lodato dai locali, come frutto conoscenza, x Americhe salvare. Spore diffuse, tenne impronta base, ghost dance cambia forma, da foreste nuvolose, propaga ai Yanomami, in Venezuela selva, e ai Lakota a nord. Narra piante saggezza, ad essi trasferita, da spirito avo, a connetter progenia, toltechi afroindiani, a nord di Oaxaca, 6 ore auto Mexico city. Mazateca alta, e Mazateca bassa, detta Teutitlan, coperte di nubi, umido costante, fin 23 gradi, e ripidi pendii, profondi burroni, dove cresce ska pastora, tra antichi manufatti, insediamen giganti, di epoca Tartaria. |MARIASABINA cura, sfrega braccia e piedi, petto oppure nuca, durante cerimonia, con tabacco e Salvia, a prevenire mali, usa bimbi parlanti, durante velada, a trovare risposta, fino a madrugada, appena avanti alba, effetto sopraggiunge, son spente candele, cerimonia segue al buio, raramente ai prati, curandero narra, fatti a mezzo canti: incanala proposte, vede dentro al buio, se arriva un malato, fuori di stagione, offre Foglia Pastore; se tiene in conto, richieste di paziente, scende in profondo, se accordo consente, poi racconta storie, di anime che incontra, gira gira intorno, la storia va profonda. Sabina veglia notte, con fiori e candele, incenso di Copal, nel buio fan vedere, il piccolo-che-spunta, ispira sua visione, a mezzo di sue mani, curava le persone: folletto fa ballare, e + muri crollare, Maria ci cade sopra, inizia a ricordare, con vomito e sudore, guarisce i malati, vomita x loro, se credono ai suoi fiati. Sabia x guarire, usa lingue infante, purezza del suo corpo, aumenta lor potere, Tago quando arriva, tutto il mondo trema, tutto ciò che vedo, libro caro a Thera: durante le veglie, fischio e batto mani, divento cuor di Dio, cerchio immortali, se inizio cerimonie, avanti immagini sacre, vedo oltre oscurità, mi lascio trasportare; potere dei piccini, mistico linguaggio, acceso e incanalato, dal guaritore saggio, tramite un rituale, lungo e complicato, parla il bimbo blu, pilzintecutli nato. Mura della casa, sembrano dissolte, lo spirito pilzintli, sospeso vola in alto, vedi archi spirali, base di realtà, ora sono il fungo, che sta sperimentar: profeti e guaritori, credon loro fiato, la loro bocca parla, 1 verbo insalivato, il seme del divino, trasmette di per se, Forza-vita e grazia, per popol sostener. Sabina pregava, ai ninos cantava: Io sono donna elfo, rinata dalla Luna, Io sono donna-luna, giorno che affiora, la donna rugiada, nuota sottacqua, lingua dei miti, Io sono Aconcagua: curandera ascolta, parole dei funghi, poi lei trasmette, alta voce per tutti, parola poiesi, orienta il malato, Martin spiega fasi, di rito cominciato: mangiando prima volta, bimbo si presenta, cosi mi chiamo io, poi accadono commedie, senza spaventare, si corre verso il mare, oppur ascende a cielo, o a inferno tale; si trovan malfattori, seconda volta uguale, la terza volta cambia, è piena di vigore, voci può ascoltare, danzano antenati, a mezzo della pioggia, cadono attorno, con versi su ogni foglia; quarta volta vede, Vergine e Gesù, che spiegan cose vere, unite a poema intero: ecco elfo azzurro, entra mio addome, recita 1 sentiero: son Donna-tamburo, di origine antica, succhio nei misteri, ogni malattia, a mezzo di loro, col canto che arriva. Io sposa al maestro, di tutte montagne, donna di acqua, che scorre cantando, donna-bimba sono, di nulla ho paura, piango come loro, fischio partitura: odo figlio al tuono, su rupi cantare, incisioni rupestri, coppelle a ospitare, il corpo del fungo, secca sua pelle, ne mangia Milarepa, assieme ortica verde, emette + infrasuoni, odore urina svenne; Maria Sabina disse: apprendimento lungo, divenni curandera, per scelta sovrimposta, da spiriti bambini, parlan x mia bocca, maschili e femminili, scherzano sen sosta, son spiriti felici, tenuti nel rispetto, compaiono con piogge, famiglia a cospetto, leniscon fame e freddo, parlano diretto, con sentimenti retti, mi aiutano di petto, lavoran nel mio corpo. Maria poi si lamenta, legger non sapeva, poi comprese tutto, dai bimbi di Tlalocan, ricevette Libro, oracolo consulto, durante ogni convito, sincretiche visioni, che ispiran Dune attori; Sabia de los hongo, nasce dalla Thera, stesso libro vedi, in Messico e Siberia. |Ehehotl discese, dio del vento Anemos, fiato primordiale, che vuol creare umani, battaglia col fratello, dio crono |Tezcalipoca, sul modo di gestire quinta creazione storia. La madre degli dèi, invia una lor sorella, a portare grazia e pace, e i semi del desheto, competono i fratelli, ad aver amrita seme, Eolo Eothl ingoia, in sè tal spore stelle: durante la battaglia, dal cielo cade a terra, Tezcalipoca un piede, affonda in bestia inerme, così nasce radice, di albero di vita, Motombi che alimenta, la rete dei viventi. Intanto Dio del vento, x generare umani, necessita morire, viaggiar nel mondo morti, spogliato da ogni carne, da un vento di coltelli, in compagnia di Argo, và in fiore sottoterra. Argo can coyotl, fedele segue Anemos, che giunge dai sovrani, del mondo detto Ade, Eolo ben seduce, regina di quel regno, a scopo di ottenere, accesso a ossa prime, morti riconoscenti, o giganti antichi, così da fecondarle, e dar la vita a umani. Ma il Re va in gelosia, così propone prove, difficili di certo, ma Eolo accetta sfide, dodici fatiche, che originan compagni, inizia da conchiglia, soffiando via letargo, di apis con farfalle, che attivano un ronzio, sciamando per i mondi, avviano migrazioni, con chirotte e colibrì, fan fior fecondazioni; seguono altre prove, fin trappola finale, dentro un precipizio, assieme suo coyotl, sebbene disperato, gratta sul fondale, con lama di ossidiana, accende una scintilla: Nonno fuoco appare, saggio primo avo, consiglia di osservare, candela cresta luce, che inaugura Velada, e ispira far rituale; lui inizia 1 ghostdance, rilascia seme spore, schiena a schiena avverte, presenza re dei morti, commosso dal suo gesto, questo offre via di fuga, arrivano le api, che colano la cera, così può risalire, al lume di candela. Uscito dalla buca, arriva nella stanza, dove ossa dei morti, da un rospo son guardate, Eolo velocità, aiutato da coyotl, sfugge lingua rospo, e prende sacre ossa, però durante fuga, cade col bagaglio, si spezzano le ossa, che quando lui feconda, daràn diverse razze, ovvero varietà; infine vien promosso, con piume di Quetzal, sarà Serpen Piumato, nei miti a ricordar, ora può morire, a mezzo madre terra, per nascere tra i vivi, terra mediterran. Quanto accade sotto, riflette in superficie, arriva uno straniero, in spiaggia Veracruz, curato da una schiava, diventa americano, lui porta dentro sè, le spore di Quetzal, arriva ai templi Tula, poi fugge con la schiava, in terra mazateca, la vuole emancipare, così a formica rossa, lui prende un grano mais, lo pianta nel Coamìl, ottiene prim raccolto, lo porta ai sacerdoti, qual moneta scambio, affranca la sua sposa, chiamata Xochipilli, prezioso Fiore piri; e nacque civiltà, grazie a milpa mais, infine lui ritira, con moglie nella grotta, fino anziana età, fa ultima sua danza, dove rilascia seme, durante la velada, suo spirito consegna, a Serpen Piumato; sua moglie nella grotta, osserva nuovi funghi, nati dalle spore, del seme del marito, accese una candela, e Nonno fuoco parla, mangia funghi a coppie, nel fumo del copàl, lor spirito Desheto, ti porta nel portale, che tra le stelle sale, via lattea la chiamate, bocca di quetzal, a incontrare tuo marito, assieme ancor danzar. Così da quella notte, nacque la ghostdance, candela con copal, purifica desheto, per scopo ricordare, che nicchia di natura, può umani preservare; mentre Fior prezioso, avvia donne curandere, una sorellanza che, a Maria sabina tende, se in epoca di Atzechi, la civiltà degrada, minaccia albero vita, Tezcalipoca arrabbia, a mezzo fumo specchio, espande illusione, nel mito del progresso, nasconde autodistruzione: durante cataclisma, Serpen piumato torna, a salvare almeno un pò, umana sua creazione, e scopre che Dio Pioggia, amico di desheto, è ostaggio falsa scienza, lui cerca liberare, stappa il vaso venti, semi e spor Pandòra, arrivano alle forme, tramite curandere, superstiti sorelle, per attivar velade, ghostdance sopravvivenza, da epica estinzione, Desheto oh mio desheto! bevi la tua Pioggia, mostraci il sentiero, della sopravvivenza. libro_ghostdance-america_stuart.m4a
lume082-Quetzal vive tra cielo e foresta, uccello sacro delle selve mesoamericane e messaggero del Serpente Piumato. Quetzalcoatl, dio del vento e dell'aurora, insegna agricoltura e calendari e, nel mito della creazione, discende nel Mictlan per recuperare ossa antiche e rigenerare l'umanità con sangue e respiro. Il suo ritorno è legato alla stella del mattino e al rinnovamento ciclico dei mondi; presso i Maya è associato a Kukulcán. Il vento, la pioggia, il mais e le piume verdi diventano così immagini di trasformazione e rinascita. Nella Sierra Mazateca, i Mazatechi custodiscono invece tradizioni di cura e conoscenza delle piante. Maria Sabina, curandera mazateca, guidava le veladas attraverso canti, silenzio e visioni associate ai funghi sacri, chiamati Desheto. Le cerimonie, tra copale, candele e parole cantate, costruivano un linguaggio simbolico della cura. La Ghost Dance nordamericana, nata nel XIX secolo e riemersa in forme diverse nella memoria indigena, esprime a sua volta il desiderio di rigenerazione, riconciliazione e ritorno di un ordine perduto. Quetzalcoatl e la Ghost Dance insegnano che: dopo la distruzione, la vita può essere ricomposta attraverso memoria, canto e comunità.
83:lume083-La Psilocybe semilanceata, chiamata anche cappello della strega, cresce nei pascoli umidi delle montagne e presenta un piccolo cappello conico e un gambo sottile. Le leggende alpine raccontavano che questi piccoli funghi potessero aprire la porta verso folletti, spiriti dei boschi e tesori nascosti. In Messico, il Teonanácatl appartiene a una storia rituale simile: presso alcuni popoli nahua e mazatechi i funghi erano associati a canti, guarigione e ricerca di visioni. Maria Sabina divenne una delle figure più note di questa tradizione. Le interpretazioni occidentali vedono l'uso rituale dei funghi anche presso gli Aztechi: Montezuma interrogava i sacerdoti che, attraverso il fungo, cercavano visioni utili a comprendere raccolti, guerre, alleanze e destino del popolo. In Europa, specie diverse del genere Psilocybe sono circondate da racconti di fate, streghe e folletti. Cambiano paesaggio e cultura, ma ritorna la stessa domanda: come guardare oltre l'apparenza senza perdere il senso della realtà? Il vero tesoro della visione non è l'esperienza in sé, ma ciò che una persona riesce a comprenderne, trasformare in memoria, cura e responsabilità nella vita di tutti i giorni. La visione, come nel deserto di Dune, vale solo quando modifica il modo in cui si attraversa il mondo.| Psilocybe semilanceata è un fungo detto anche bruja o strega cappello-punta, tipico delle Alpi svizzere e delle valli italiane come la Val di Fassa. Ha un gambo sottile e cresce spesso vicino alle vacca, in luoghi erbosi. Questo fungo è associato a riti e leggende folkloristiche, come il "Teonanactl" messicano, simbolo di ricerca spirituale. La sua forma a cono è descritta come un "berretto" che, secondo la tradizione, può rivelare tesori nascosti a chi lo trova. In Italia, la psilocibe è legata a storie di folletti e spiriti, come quelli di Sabina e Romagna, ma anche alla figura mitologica del Gnefro. Funghi simili si trovano in varie regioni, da Cyanescens e Moravica in Calabria, Sicilia e Lucania, fino al Cyanescens canadese e l'Azurescens di Hawaii, associati a rituali di purificazione e espansione della coscienza. In Messico lo psilocibe è usato in riti sciamanici e il festeggiamento della Trasfigurazione di Gesù (6 agosto), consumato da etnie come i Chichimechi durante balli e canti; rituali, che coinvolgevano anche il khan Montezuma II, usati a tessere alleanze politiche o celebrare vittorie in guerra o indurre un'esperienza di dimensioni religiosa oltre la realtà.# PSILOCYBE |Semilanceata, bruja que tien pico, strega cappello-punta, presso i castigliani, capel diavolo fungo, popolar Val di Fassa, han gambo sottile, come psilocy messicana; funghetti seguon vacca, detta filo o pitpa, su Alpi svizzere parla, come |Teonanactl, ma psilo semilancia, rito inciso su rocce, italico folklore, berretto a cono fogge: a volte si perde, chi trova berretto, riesce trasalire, scoprir tesor nascosti, la fiaba 3 fagioli, per oca uova d'oro, |Gnefro in Valnerina, o elfo di Petrolo. Folletti di Sabina, o monti di Romagna, succubo e succuba, seduttor di umani, a Gorzano 2500 metri, sui monti della Laga, sta Bohemica serbica, |Cyanescens moravica, in Calabria e Sicilia, Lucania pure cresce, testa tonda su letame, di bovini ed equini; a Cuba è |cubensis, Golden teacher che, mestre messicano, ha cappello da mago, lignicoli funghi, i cyanescens Canada, azurescens Hawaii, scuole Usa Tailandia, tutti parlan festanti, rituali di cura, Maria Sabina e Montezuma. Messico Amatlan, festa Jesu trasfigurato, commemora 6 agosto, fungo immolato, fulvo sapor acre, e gradevole odore, ridere e vedere, oltre maya dimensione; appreser Chichimechi, le erbe-radici, scoprirono alleati, durante loro riti, eccoli riuniti, han bevuto e mangiato, notte e giorno canti, ballo incantato; piangon giorno dopo, lavano con acqua, parlano ai piccini, nati sotto erba, x campi e monti, dicono mi infungo, a feste regali, di re sopraggiunto: signori di province, ne mangiano tutti, han cuore come miele, alla corte adornati, poi vanno a ballo, indetto da chi regna, |Montezuma II, con funghi li rallegra, tra dignitari regionali, sono intrufolati, pur nemici mascherati, scoperti e trattati, con clemenza dal sovrano, partecipan feste, Montezuma avan guerra, oracola in tempeste: ai vecchi preti fa, mangiarne con bevande, veder vittor sconfitta, o tessere alleanze, cosi narra Martin, al paese Yanhuitlan, svolgon ogni anno, rito zucca a illuminar. ||Dune, film di fantascienza del 1984, diretto da David Lynch, romanzo di Frank Herbert: nel lontano passato dell’universo di Dune, l’umanità creò macchine pensanti a sua immagine, ma queste si ribellano, instaurando un dominio oppressivo. Scoppiò la Jihad Butleriana: fuoco, sangue e intere città spente come candele. Gli uomini vinsero, ma a caro prezzo, giurando: mai più daremo alle macchine il cuore e il pensiero. Da allora, l'IA fu bandita, e la civiltà si sviluppò su potenziamento umano: Mentat, Bene Gesserit, naviganti mutati dalla Spezia. La Spezia Melange, prodotta dai vermi giganti del pianeta desertico Arrakis (Dune), dona coscienza, visione e longevità. Chi controlla la Spezia, controlla l’Impero. La famiglia Atreides sfida gli Harkonnen per il dominio di Dune, mentre i Fremen, popolo del deserto, attendono il Mahdi, il liberatore profetico. Paul Atreides diventa Muad’dib (topo del deserto) guida carismatica e mistica. Dopo di lui, il figlio Leto (nel film I Figli di Dune), sacrifica parte della sua umanità per fondersi con la Spezia e guidare l’Impero verso un futuro più saggio. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Allo stesso archetipo si ispirano i miti animati giapponesi: Kyashan (Casshan) e Jeeg, dove l'uomo non distrugge la macchina, ma si fonde con essa per redimerla, ricordando che anche dentro l’acciaio può battere un cuore umano.# La storia si svolge su Arrakis, un pianeta desertico noto come Dune, dove vivono vermi giganti fonte del Melange, una spezia essenziale al viaggio tra i mondi, una sostanza preziosa e fondamentale a molte attività, poiché conferisce capacità psicofisiche potenziate, lunga vita a chi la assume regolarmente, come il popolo dei Freman su Dune. Il film segue la famiglia Atreides mentre assume il controllo di Arrakis, e si scontra con la casa rivale degli Harkonnen. La storia antecedente a Dune, è nota come guerra tra macchine e umani, in un era dove l'umanità ha creato una grande intelligenza artificiale, la Lega delle Macchine, la quale si ribella contro l'umanità, cercando di ottenere potere politico ed economico. Inizia così una guerra brutale, tra la Lega e gli umani, con uso di armi nucleari, e androidi e droni da combattimento. Gli umani, uniti nella Butlerian Jihad, una guerra che durò decadi, fecero una ribellione contro le macchine pensanti, e alla fine prevalsero, ma a un prezzo molto alto, le macchine pensanti furono bandite, innescando divieti su simili tecnologie, e fu data preferenza alle abilità umane come la intuizione; la sconfitta della Lega delle Macchine, segna dunque il divieto di creare intelligenza artificiale, e l'esplorazione di sostanze come la Spezia, capaci di nutrire la capacità intuitive degli umani. Quando l'umanità iniziò a dipendere sempre più da macchine intelligenti, androidi e supercomputer detti Mentat, perse il controllo su molte sfere della vita umana, così la rivolta contro le macchine, guidata da Serena Butler, un'eroina leggendaria che col suo movimento cercò di sradicare ogni dipendenza dai mentat, e fissò lo scopo della Jihad: preservare il pensiero umano sopra ogni macchina artificiale. L'eredità della Butlerian Jihad pervade tutto la saga di Dune, influenzando cultura politica e credenze dei suoi abitanti, anche dopo centinaia di anni, dove sorsero scuole come le Bene Gesserit, un ordine femminile di consigliere e sacerdotesse, legate al potere e alla manipolazione genetica. |I figli di Dune è il terzo libro di Frank Herbert, pubblicato nel 1976 e adattato in miniserie TV, in tre episodi trasmessi nel 2003, diretta da Greg Yaitanes e prodotta da Richard Rubinstein. La trama si svolge anni dopo gli eventi del secondo libro, Paul Atreides, che ha preso il nome di Muad'Dib e ha governato il pianeta Arrakis, è scomparso, lasciando il giovane figlio Leto alla guida dell'Impero. Leto ha una gemella anch'essa nata con la spezia, incoraggiato dallo spirito del padre, cerca di guidare l'umanità verso una nuova era, ma deve affrontare molte sfide, il suo corpo viene alterato dal siero della navigazione, una sostanza molto amara che gli conferisce abilità sovrumane, ma anche rischia di mutarlo in essere mostruoso. Nel frattempo le altre grandi famiglie nobiliari continuano a tramare per il potere, e i vecchi nemici cominciano a risorgere, tra intrighi politici, battaglie epiche e scontri spirituali. Leto deve affrontare la sua stessa umanità, e prendere decisioni difficili per la salute del grande impero di umanità. |I-figli-di-Dune tocca temi di potere, deificazione destino e responsabilità, ed è una delle saghe più amate. Noi siamo |Fremen, dice nomade deserto, sfida aridi venti, di luogo inospitale, dove nasce spezia, ricchezze + grande, benzina per navi, di impero più grande; chi controlla Dune, controlla la Spezia, impero senza spezia, di esistere cessa, Freemen gente silenziosa, attende il suo Mahdi, messia con profezia, che riesca a liberarli. Giunge su Dune, il giovane figlio, del duca Leto il Giusto, che lunga attesa chiude, chiamato |Muad-dib, il Topo del deserto, colui che abbatte o innalza, e le fedi ravviva, con parole osa tutto, trascina o scompiglia, fanteria e cavalleria, o fortezza che difende; suo soffio scalda cuore, discorso tra fratelli, smaschera oratori, senza umiliazioni, estatico chi ascolta, assieme a chi parla., visione e longevità. Chi controlla la Spezia, controlla l’Impero. La famiglia Atreides sfida gli Harkonnen per il dominio di Dune, mentre i Fremen, popolo del deserto, attendono il Mahdi, il liberatore profetico. Paul Atreides diventa Muad’dib (topo del deserto) guida carismatica e mistica. Dopo di lui, il figlio Leto (nel film I Figli di Dune), sacrifica parte della sua umanità per fondersi con la Spezia e guidare l’Impero verso un futuro più saggio. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Allo stesso archetipo si ispirano i miti animati giapponesi: Kyashan (Casshan) e Jeeg, dove l'uomo non distrugge la macchina, ma si fonde con essa per redimerla, ricordando che anche dentro l’acciaio può battere un cuore umano.# La storia si svolge su Arrakis, un pianeta desertico noto come Dune, dove vivono vermi giganti fonte del Melange, una spezia essenziale al viaggio tra i mondi, una sostanza preziosa e fondamentale a molte attività, poiché conferisce capacità psicofisiche potenziate, lunga vita a chi la assume regolarmente, come il popolo dei Freman su Dune. Il film segue la famiglia Atreides mentre assume il controllo di Arrakis, e si scontra con la casa rivale degli Harkonnen. La storia antecedente a Dune, è nota come guerra tra macchine e umani, in un era dove l'umanità ha creato una grande intelligenza artificiale, la Lega delle Macchine, la quale si ribella contro l'umanità, cercando di ottenere potere politico ed economico. Inizia così una guerra brutale, tra la Lega e gli umani, con uso di armi nucleari, e androidi e droni da combattimento. Gli umani, uniti nella Butlerian Jihad, una guerra che durò decadi, fecero una ribellione contro le macchine pensanti, e alla fine prevalsero, ma a un prezzo molto alto, le macchine pensanti furono bandite, innescando divieti su simili tecnologie, e fu data preferenza alle abilità umane come la intuizione; la sconfitta della Lega delle Macchine, segna dunque il divieto di creare intelligenza artificiale, e l'esplorazione di sostanze come la Spezia, capaci di nutrire la capacità intuitive degli umani. Quando l'umanità iniziò a dipendere sempre più da macchine intelligenti, androidi e supercomputer detti Mentat, perse il controllo su molte sfere della vita umana, così la rivolta contro le macchine, guidata da Serena Butler, un'eroina leggendaria che col suo movimento cercò di sradicare ogni dipendenza dai mentat, e fissò lo scopo della Jihad: preservare il pensiero umano sopra ogni macchina artificiale. L'eredità della Butlerian Jihad pervade tutto la saga di Dune, influenzando cultura politica e credenze dei suoi abitanti, anche dopo centinaia di anni, dove sorsero scuole come le Bene Gesserit, un ordine femminile di consigliere e sacerdotesse, legate al potere e alla manipolazione genetica. Noi siamo |Fremen, dice nomade deserto, sfida aridi venti, di luogo inospitale, dove nasce spezia, ricchezze + grande, benzina per navi, di impero più grande; chi controlla Dune, controlla la Spezia, impero senza spezia, di esistere cessa, Freemen gente silenziosa, attende il suo Mahdi, messia con profezia, che riesca a liberarli. Giunge su Dune, il giovane figlio, del duca Leto il Giusto, che lunga attesa chiude, chiamato |Muad-dib, il Topo del deserto, colui che abbatte o innalza, e le fedi ravviva, con parole osa tutto, trascina o scompiglia, fanteria e cavalleria, o fortezza che difende; suo soffio scalda cuore, discorso tra fratelli, smaschera oratori, senza umiliazioni, estatico chi ascolta, assieme a chi parla. quid_mariasabina-funghetti.m4a
lume083-L'uomo costruì una macchina perché ricordasse tutto, ma la macchina dimenticò di sognare. Serena Butler guidò la ribellione contro le macchine pensanti, ricordando che il futuro umano dipende non soltanto dalla tecnica, ma dalla coscienza con cui viene utilizzata. In seguito, su Arrakis, la Spezia blu sostituì la funzione che un tempo apparteneva ai computer: non rende l'uomo più simile alla macchina, ma porta all'estremo intuizione, memoria e capacità di previsione. Paul Atreides diventa Muad'dib, il topo del deserto, e comprende che il vero dominio non consiste nel controllare il deserto, ma nel governare sé stessi. In |Dune, film del 1984 diretto da David Lynch e tratto dal romanzo di Frank Herbert, il deserto diventa così paesaggio della coscienza. Nei |Figli di Dune, Leto e Ghanima raccolgono l'eredità del padre: Leto percorre il Sentiero Dorato, sacrificando parte della propria umanità per preservare il futuro, mentre Ghanima custodisce memoria ed equilibrio. La saga mette in guardia dal dominio tecnologico e ricorda che intuizione, libertà e amore non possono essere sostituiti dalla pura potenza. Anche Casshan e Jeeg, in forme differenti, ripropongono una domanda simile: come orientare la forza della macchina verso la difesa della vita senza perdere il cuore umano?
105:lume105-La festa rituale è spazio di relazione, memoria e coesione. In molte tradizioni afro-brasiliane musica, danza, profumi, colori e cibi costruiscono un linguaggio collettivo nel quale il corpo partecipa alla liturgia. La possessione rituale viene interpretata secondo la cosmologia del gruppo: il devoto può diventare tramite dell'Orisha e la crisi personale viene ricollocata dentro una rappresentazione condivisa. Il ritmo sincopato, la danza, il canto e l'uso rituale degli oggetti producono una forte intensificazione percettiva. In questo senso la festa può diventare teatro della coscienza: ciò che era interno assume una forma visibile e condivisibile. Le tradizioni africane sopravvissero alla colonizzazione e alla persecuzione attraverso comunità, culto degli antenati, musica e danza. Kimpa Vita, profetessa del Kongo, divenne simbolo di resistenza spirituale e politica. La memoria africana attraversò l'Atlantico e contribuì alla formazione delle religioni afro-brasiliane. In esse gli Orishas rappresentano forze cosmiche e relazionali. La festa non è soltanto evasione: è un convito nel quale corpo, comunità e mito sostengono le forze della guarigione.| Il Regno Kongo-Brasiu, con capitale su due sponde, unisce lignaggi africani cristiani e migranti etio-nubiani. Le élite afrodiscendenti conservano riti antichi, che si fondono nei culti afro-brasiliani. Leggende dei Fang e testi in ge'ez narrano migrazioni sacre, con guide pigmee fino alle coste atlantiche. Il cristianesimo copto si sincretizza con culti bantu, creando pantheon di orixás, loa e divinità locali. L'invasione europea e la tratta schiavista rovesciano i regni, ma i quilombo resistono per secoli. Il Candomblé nasce da irmandade, che salvano saperi, lingue e pratiche spirituali. Le malattie sono viste come squilibri interiori, guariti con trance, canti, piante e rituali. Exù, Ogun, Oshossi e altri orixás rappresentano forze archetipiche con ruoli terapeutici. I riti Jurema mescolano catolicismo, spiritismo e sapere indigeno, con bevande visionarie e danze. La possessione rituale è mezzo di cura, contatto con spiriti e rielaborazione del trauma. La pianta jurema è maestra iniziatica, usata nei riti umbanda e catimbó per visioni e guarigioni. Ogni terreiro ha un tronco sacro o altare, centro delle pratiche oracolari e liturgiche. La “mesa de jurema” riunisce simboli, spiriti e strumenti per consultazioni e offerte. I mestre juremeiro, tramite la pianta, guidano i discepoli in mondi spirituali, città invisibili e sogni. I rituali richiedono purificazioni, astinenze e apprendistati che durano anni. La memoria degli schiavi, piantagioni e resistenza sopravvive nei canti, nei mestieri e nei lignaggi sacri.# KONGO-BRASIU regno, San Salvador due sponde, omaggia Salomone, Etiope copta chiesa, i figli di Alessandria, migrano da Egitto, attivano canati, élite Buvanji fabbri. Czar czarina czarna, è casate della Nubia, sul Bosforo si ferma, ed elegge capitale, poi altre migrazioni, sovrani africani, governano province, canati e regni vari. Un libro in lingua geez, di chiese in Lalibela, riporta Fang leggenda, degli avi sud Egitto, migrano in Sudan, poi dentro la foresta, con guide di Pigmei, fin coste al Regno Kongo, e le coste del Brasile, oltre il grande mare, etiopico di Atlante. Gran regno su due coste, ha popoli imparentati, cristiano copto Geez, oggi è Rastafari, antichi re e regine, divengono leggende, Migesi e Mbwiri numi, Vodunsi Loa ed Orixas, in Haiti e san Domingo, Colombia e Venezuela, più santi messi in scena. Antenati di Tartaria, migrarono dovunque, a fondar morisco regni, moorish e messicani, zarati ed in-canati, fin sultanati indiani, tutti rinominati, dai tardi gesuiti, al servizio dei banchieri, senza più memoria. Sovrani in Brasiu-Kongo, son presto battezzati, da Rusi-lusitani, rusofoni portoghesi, dopo guerra Costantino, ambasciate ai regni Kongo, chiaman Salomone, i figli antico mondo: in loro canti e sonate, narrano vicende, di sovrani dignitari, epopee di nostalgia, fado del 500, in vecchie liturgie, bwiti e dama bianca, e Madonna nera di Arco. Rivive età dell'oro, in danze in Salvador, Quetzal vien da Bisanzio, con pace e civiltà, eleva su al divino, Cavazzi e Pietro Brazza, che assieme con De Chaillu, narran cambio elite, predoni anglo-francesi, olandesi e protestanti, spodestano e fan guerra, ai Quilombo Brasi-Kongo, rovescian regno Kongo, e derubando sue rotte, tra Mbanza e Bahia city. Commerci e ambascerie, prese in monopolio, da inglesi e loro servi, che fanno Tratta schiavi, quilombo Dos Palmares, in Salvador Bahia, due secoli resiste, agli attacchi dei pirati. In Salvador Bahia, fu scambio fra etnie, organizzano irmandade, templi del Candomblè, il governo brasiliano, oggi protegge e sovvenziona, nascono spontanei, scuole e nazioni. Candomblè designa riti, stili a profusione, secondo porto imbarco, organizzano banco, lingue avi in riunioni, Kongo Ketu o Yoruba, da Africa centrale, fin Caraibi scuole. Ogni malattia radice, deriva da ignoranza, del tipo relazione, natura o circostanza, e nasce sofferenza, che in corpo somatizza, veleno emozionale, la psiche colonizza; esterna malattia, è spesso 1 correttivo, e di anima rivela, 1 grado di conflitto, se scegli di vedere, tuo interior bambino, vedi senso e scopo, sciogli tuo conflitto: tua anima e la mia, cercano fiorire, se va mancare flora, è debole intestino, crescon parassiti, e ogni etichetta imposta, è malessere cultura, se canti essa trasmuta. |Yolanda narra storie, di danze calundus, insegnate da Afrodite, in Africa culture, le Akpalo cantastorie, son donne esiliate, che gran piantagioni, e aiutan brasiliani, mori-arabi ebrei, a sopportar inquisizione, con credi spirituali; stimate guaritrici, con piume copricapi, agita sonagli, che fan vibrare i tetti, espellono fatture, fan riti e talismani, e con etere Mesmer, cura paralisi e polmoniti, al letto dei malati. Maria Luzia Pinta, processata in 591, criticò chiesa-stato, e disse queste cose: se vescovo ha mitra, e predica da pulpito, io ho copricapo piume, e su cadeira sedia, dirigo le cerimonie. Goncalves cura mali, di sfera sessuale, sterile impotenza, con radici profumate, divenne sacerdote, ovvero mae-dos-santos, in nzimbe dos Palmares. Lucia guida danze oracolari, con angolan vestiari, sulla cadeira sedia, in trance con tremori, oracola ricetta, poi sdraia le pazienti, salta su di esse, + volte a curarle, prescrive foglie selva, a dominar fatture, dà emetiche bevande, e petali di rose, dentro alle mutande. Più volte denunciata, arrestata e torturata, rinchiusa poi a Lisbona, lei prega san Antonio, in difesa disperata, è reclusa per 4 anni, infine esce da stanza, quan Maria Canga danza. Domingo Calundeiro, ospitava riunioni, di african festosi, in casa e rioni, avvia feste Candomblè, immagini su altare, a Salvador Bahia, scopre spiriti africani; reinventa e riformula, in terra Brasile, un culto di ORIXAS, Umbanda e kardecismo, scuola iniziazione, al Cristo salvatore, insegna a incorporare, trovare soluzioni, a problemi da curare; con jogo dos buzios, 12 conchiglie fa cadere, su cestino con collane, e oggetti potere, consulto vien fatto, davanti 1 bicchiere, e 1 candela accesa, acqua mesmerizzata, che sacerdote porta, domande e risposte: dopo lancio conchiglie, conta aperte o chiuse, a dire quale orisha parla, stabilisce a chi sei figlio, qual nume ti partorisce. Yolanda dopo 1 lancio, di sedici buzios, quindici son chiuse, e 1 resta aperta, sapremo che a parlare, è nume 1 Eshù, se aperte sono 2, silenzio parla Ogun; seguito coerente, al numero seguente, confronto risultato, coi 16 orishà. |LEGBA Eshù o Elegga, è uovo cellulare, che sforna vita certa, senza dar suo assenso, nulla viene fatto, potente guaritore, educatore e mago, lo trovi ad incroci, spazi dello svago, custode della soglia, case e ogni invaso, agisce come bimbo, fluido con istinto, gioca con le forze, incapace di giudizio, protegge recinti, detien chiavi San Pedro, ad Haiti è Petro Legba, Kalfu o Carrefour, va maneggiato a estrema cura, perché può dare mal fortuna; quando monta i partecipanti, tutti rispettano il silenzio, a non innervosir suoi aiutanti, lui maestro stregoneria, sebbene molto razionale, Eshù apre barriera, ed è salutato primo. oh Laro-ie-ie Exu, oh mojubare Exu! Lui tiene fallo eretto, monello burlatore, uman raggira o tenta, al fine di aiutarli, a comprender ciclo maya, è ambivalente nume, dispettoso o protettivo, come un folletto allegro, ama galli e tartarughe, giocattoli bambino; ha simbolo collana, perlata a grani misti, rossi e neri che, richiama poli opposti, sua sposa è Pomba-Gira, sessuale seduzione, invocata in soluzione, di problemi amore. Exù cura e protegge, da forti emorragie, protegge pure imprese, con corno cornucopia, posto dietro porta, come Pan dimora, su strade boschi e prati, suo giorno è lunedì, e il terzo giorno mese. |OGUN viene secondo, istinto di conquista, forza primordiale, vagabonda in pista, Ogoun è loa guerriero, di origine Dahomey, militare e diplomatico, monta con violenza, suo nome vuol dire spada, imprese e libertino, fedele a sacrificio, mangia fagioli e vino; se disperato è furia, o coraggio ed ardimento, è libertà + pura, al grido di Oguniè, forza scorre in vene, sostiene nella lotta, frantuma le tue pene. |OSHOSSI è terzo nume, signore di foresta, fratello a Exu e Ogun, fauno Pan a festa, protegge cacciatori, caccia ed animali, insedia nuovi siti, eremi o villaggi; gira senza meta, ambiguo trasgressivo, artista esploratore, insegna usare vino. |OSSAIN è quarto nume, re di medicina, custode Axè energia, verde il suo colore, sguardo indagatore, ama misticismo, medianica coscienza, ciclo di stagione, calmo in apparenza. |OSHUMARE' serpente, Damballah loa in Haiti, padre benevolo che fischia, come un serpente ottimista, sincretizzato con Mosè, gradisce offerte uova, gestisce pioggia e arcobaleno, ripara vapore ciclo acqua, drago sale e ridiscende, 7 suoi colori attivan corpi spenti. e chiama nuovi fedeli al culto. |EUA' sesto nume, è un fine educatore, unito ad Ossain, esplora doppia sponda, mentr sua gemella, Erzulie loa fin Haiti, donna matura a pelle luminosa, ama cose belle e care, gioiel profumi e vesti seta, fiori freschi e buon vino, crea sogni e ispirazioni, monta e fà toilette, e con sue attenzioni, ama uomini e li imbarazza, è sposata con tre loa, e ha tre abiti da sposa, ma flirta con molti altri, è sensibile al mondo umano, e alle sue sofferenze, spesso finisce in lacrime, e la consolano i presenti, con bevande e cibi delicati, Vergine trascendente, suo amor trasporta verso stelle, alte sfere dello Spirito, diversa e opposta a Baron Samdi. |OMOLU' e obaluiè, signor di carestie, che affliggono la terra, paglia in viso-corpo, coperti da vaiolo, mama sua Nanà, non sa accettar suo ruolo, mistero del dolore, catarsi e guarigione, in umido e calura, purifica ed inizia, rinascita interiore. |Ottavo sono i PETRO, come Ghedé in Haiti, sono spiriti defunti, di morte e fertilità, amano rum peperoncino, Baron Samdi è il più importante, uomo bell'aspetto, sguardo diretto e affilato, abiti neri e bombetta, occhiali scuri e croce tomba, è il padrone cimiteri, guida il passaggio vita morte, assieme a sfera erotica: quando monta un bianco, gioca col suo pudore, con situazioni imbarazzanti, frasi e danza miman coito, è un clown divertente, ma dà risposte serie, è protettore di bambini, non ama vederli morire; a lui ci si rivolge, in caso di malattia, ambivalenza sovrumana, magia nera o guarigioni, Baron aiuta putrefazione, impedendo i morti in zombi, sui quali comanda. |OSHUN è nono orisha, Dea della bellezza, maestra del piacere, sessuale gentilezza, orisha di acque dolci, di amor felicità, concepimento parto, rottur di acqua sà. Venere che nasce, da spuma di ogni amore, corteggio esibizione, Eshu le dà 1 embrione, lei ama dolci e frutta, giallo suo colore, teme la vecchiaia, solitudine e dolore. Emerse e vagò, Afrodite dal Caos, Eurinome iniziale, Dea di ogni cosa, lei danza su onde, e separa le acque, dal mare la terra, fa cielo brillante. Eurinome ora incinta, colomba sul mar, vola volteggia, dà forma a creazione, al tempo propizio, uovo Cosmo depone, cova fino schiusa, tra spire di ofione; Ombelico della dea, è mister maternità, egizi del deserto, ovunque ad emigrar, si portano la dea, fin sul fiume Niger, creano impero Ghana, nelle bantu linee: se culto degli Akan, quel popolo formò, Afrodite lunare, divenne dea Ngamè, se le divinità, vanno a emigrare, adattano a contesto, geografico sociale, nascon sincretismi, tra varie religioni. |YANSA' decimo nume, fuoco e tempesta, slancio di passione, vento la sua festa, follia senza contegni, ingenua capricciosa, orgasmi senza intento, idealista coraggiosa; chiamata pure Oyà, estuario fiume Niger, bufalo di acqua, tifone di passaggio, strega pur guardiana, ponte con i morti, in casi malattia, la invocan cambiar sorti; devoti veston rosso, mercoledi suo giorno, quando entra a danza, fa giravolta a spada, fantasmi rende inerti, frenetica a braccia aperte, regina degli Egun, assieme a Obaluiè, guida le anime defunti, guarisci ogni contagio, e i figli abbandonati, accudisci con adagio. |LOGUNEDE' orisha, fil di Oshossi e Oshun, caccia nella selva, pesca lungo fiumi, 6 mesi con suo pà, sei mesi con sua mà, eterno adolescente, riesce innamorar; efebico elegante, doppia sessualità, ambiguo per natura, le scelte teme far, ragione e sentimento, tra gioco e novità, in ogni prima volta, emozion fa sussultar: sei fine cantastorie, burle tu ami fare, mormorio dei boschi, eterno ad aspirare, sei bruco e farfalla, nelle mutazioni, sosti sulla soglia, di mille iniziazioni. |OBA' Signora fiume, dodicesima orishà, signora di Nigeria, in amore con Shangò, alluvioni inondazioni, rancore senza posa, Oshun la sua rivale, comun marito sposa: quando Oshun in gara, in amore ti ingannò, orecchio ti tagliasti, lo offristi come cena, quindi le tue figlie, soffrono a 1 orecchio, ferita o sordità, rancore esce di certo. Obà è gran guerriera, sa essere spietata, Ogun sol la sconfisse, in inganno superata, intuito di successo, e gran sopportazione, perdono assieme chance, sara la guarigione. |tredici è NANA', guardiana di soglia, madre di Omolù, e moglie di Oxalà, temuta e rispettata, in Ecate si muta, Signora di paludi, dimora presso fango, nutrice di vita, sangue chiede in cambio, madre del vaiolo, esperta guaritrice, Nonna che racconta, fiabe guerre sfide. |YEMANJA' nume di mare, madre primordiale, di pesci sue creature, azzurro verde e bianco, sono suoi colori, Yeyè omo ejà! cantiamogli in onore, a smuovere maree, x tutti prosperare, fino ad arrivare, te stessa prosciugare, materna e protettiva, regina riluttante, legame viscerale, inglobi figlio grande; nasce da suo pianto, acqua sal del mare, madre abbandonata, Eshù suoi seni morde, il sabato è suo giorno, luna sole e piroga, salvagente e scialuppe, x figli naufragati; ha lunga veste azzurra, spume serpentine, regge 1 ventaglio, adorno di conchiglie, Madonna di speranza, rincura dopo parto, bimbi tiene intorno, ravviva pensamento, fratelli fa riunire, duran festeggiamento. |SHANGO' è Dio del fuoco, quindicesimo nume, impavido guerriero, e mondano donnaiolo, ha folgore giustizia, emette sentenze, fratello di Omolù, signor di pestilenze; incline comandante, è Giove passionale, roccia con montagne, sabbie e temporale, se monta uno dei figli, pone dure prove, con giravolte salti, toccare fuoco vuole: ode le ingiustizie, compone ogni conflitto, gioca coi destini, fà re l'ultimo afflitto, energici suoi figli, festosi e bugiardi, attributi suoi colori, sono rossi e bianchi. Un tempo tenne impero, di Oyo nel 600, che unificò i Yoruba, violento vendicatore, giustizia i malfattori, è fuoco fulmine e tuono. |OSHALA' sedicesimo, principe di amore, fine del viaggio, saggio redentore, eremita con memorie, autonomo e paziente, scappa e si nasconde; da giovane è guerriero, che vuol curare il mondo, giudica se stesso, con forza duramente, è spirito e denaro, contemporaneamente. |JUREMA in Umbanda, è miscela vino ed erbe, con miele menta e spezie, presenza eter regni o città, distinti in numero di sette, associati a un albero sacro, al centro di Iperborea. 918 nasce rito Maracatu, in città Nazaré da Mata, dove luce branca e calma, dei Santos cattolici africani, è rafforzata dalla preta, per produrre frenesia, di caboclo gutturali, che gettan frecce in alto, verso invisibili bersagli, o possiedono partecipanti, Jurema preta dà calore, adatta al moto di energia, forza caboclo dalla terra, così durante il carnevale, è data jurema preta, a saltare per tre giorni, al posto della branca, che reca invece calma. Jurema branca vino, spremuto con acqua, si conserva in vaso chiuso, vien bevuto nei lavori, di Umbanda e Catimbó. Axè manipolata, da persone capaci, cresce o decresce, va esser controllata, con piante o galline, offerte cerimonie: suoni per Exù, colui che attiva il num, avvia celebrazioni, propizia le grazie, senza suo permesso, nulla va esser fatto, Lui apre le porte, a ogni impresa e trance, che informa economia. Fedele posseduto, in lui tiene latente, angelo vissuto, che segna sua presenza, in sogno o malattia, pure un isteria, che sarà guarita, con cerimonia attiva. Sarà il comportamento, e abiti del rito, a indicare il genio, a origine del mito, la possessione è mezzo, fuga da sofferenza, la grazia di Maria, il disagio porta via. Galeno posseduto, da loa di cerimonia, Congo è Loa + bello, tardo senza noia, Mombu Loa balbetta, ma provoca monsoni, Dambala governa, serpenti e alluvioni, diablesse sono donne, morte verginelle, costrette ad espiare, dentro le foreste. |TORE' pubblica eseguita, nei villaggi Atikum, in occasione di folclore, autorità o cercatori, reca ruolo di coesione, mentre il rito a porte chiuse, nelle case dei villaggi, siedon tutti a terra, attorno a mesa de jurema, altare dove è aribe, la bacinella con bevanda, del vino da jurema, insieme a pezzi sua corteccia, candele tabacco o copal, una croce e varie stole: nel Toré misturados, o chamada del sabato, i caboclo chiamati, cadono in sonnolenza, il juremado reca un canto, al fine di svegliarlo, scalzo e in astinenza, aiuta encanto alla discesa, mentre osserva candele accese, e la corona di San Giorgio, posta sull'altare, sette gocce di candela, diagnosi a verificare, il tipo spirito disceso, se caboclo o juremado, spirito bianco è da evitare; asperge mesa con poca acqua, e inizia a cantare, cattoliche preghiere, poi gli altri partecipanti, si uniscono in coro, e suonano maracas, all'altezza della testa, danza il corpo incurvato, come S'argia o la Taranta, con tronco semi-orizzontale: se qualche caboclo è riluttante, nello scendere alla danza, maracas fanno intense, all'orecchio di persona, poi si esegue fumaçao, con pipa e foglie aromi, rosmarino e incenso, tabacco o la jurema, fumata all'incontrario, a far fumigazione, su testa e poi nei piedi, braccio destro e poi sinistro, da cui entrano entità, benevoli o malevoli, poi ancora testa e piedi. Quando un caboclo scende, reca decubito ventrale, il posseduto allor si appoggia, con due mani batte testa, a sinistra e poi a destra, vicino luce al suolo, si tratta del saluto, cumprimento o saudaçao; altri quando scendono, chiedono del miele, olio o gocce di candela, stendendo propria mano, il presidente versa questo, al posseduto enramado, che lecca goloso il palmo mano. I posseduti a volte sono, in stato semi-coscienza, e vi restano per molto, se lo spirito va altrove, allor viene richiamato, tramite di un fischio. Jurema è insegnante, nel rito di Ouricuri, durante in mesi secchi, Badzé vuol dire padre, del tabacco e del pajé, a sua volta sta per padre, che a inizio dei riti, usa fumo delle pipe. Ouricuri sempre nostro, gente encanta della selva, foresta di spiriti antenati, negli alberi e nell'erbe, chiediamo lor permesso, noi siam custodi terra. Un pajé spiega che, dobbiam lavorare molto, a prepararci alle visioni, Jurema è medicina, per malattie tribù, impara a prepararla, e preparati avanti, altrimenti ti ubriaca. Quando bevi Jurema, devi esser concentrato, per tutte penitenze e cure, sua forza è da tribù, essa rende juremado, cioè insegna i toante, motivi sonori che sanno, renderla efficace, come fumigazioni, e segno della croce, col fumo della pipa, sul liquido aribé: in questa encruzação, jurema si trasforma, come il pane e vino, nel sangue corpo Cristo, assunta la jurema, tutti iniziano a cantare, i toante attirano encanto, danzando attorno aribe, posto sul pavimento, al centro del terreiro; la lascia decantare, il pajé decide dose, bevuta dai fedeli, i bambini bevon poco, poi tutti alzan danzare, movimenti circolari, da destra a sinistra, e arrivano gli encanto, a mezzo incorporações, chi desidera altri sorsi, sotto controllo del pajé, rito dura alcune ore, o anche tutta notte, fino alba d'aurora. Dopo aver bevuto, si alzano a cantare, danzare circolo antiorario, sembra essere in un sogno, colui che ingerisce, percorre luoghi paradiso, come Dante e le sue guide, encantado che giungono, con scopo della cura, tornano a visitare. I Tuxá di Bahia, oltre alla Toré, han cerimonia de mesa, per singole persone, di ogni etnia, con mali fisici e spirituali, stessi elementi del Toré, preghiere canti e incenso, jurema e cachaça. Toré dei Kapinawa, in stato Pernambuco, lavoro ludico appare, in presenza di bambini, jurema servita a inizio rito, tutti bevono a volontà, poi esegue danza in circolare, tutta la comunità, con direzione antioraria, accompagnata da maracas, e dai passi ballerini, bevanda è posta al centro: durante stato visionario, i partecipanti hanno postura, con torso inclinato avanti, sguardo fisso sul terreno, mentre bevanda avanzata, è riversata dentro un foro, scavato là nel suolo. Jurema bevande in Umbanda, son nomi di più vini, con erbe a macerare, come amari in monasteri, una bevanda dei caboclo, in caraffa sta mimosa, infusione dentro al vino, un poco miele d'api, e un effetto visionario, si aggiunge a stato ipnosi, di trance e possessioni, ecco i riti della Umbanda, dove tronco sacro altare, è una mimosa od un acacia, o una Anadenanthera. Jurema in culti afro-brasiliani, tenne rito in tre fasi, primo è Catimbó/Jurema, diffuso in Pernambuco e Paraíba, e Rio Grande do Norte, fino anno 950, con influenze kardeciste, e cattoliche popolari, poi dagli anni 60, entra dentro Umbanda, quando nasce nel 39, la Federazione Umbandista, riconosciuta dal governo, essa si espande nel Brasile, poi a metà di anni 80, entra jurema in Candomblé. |UMBANDA è culto anni 30, sincretizzato a kardecisti, cattolici e Candomblé, divenne un culto universale, aperto a ogni gruppo e colore, diffuse anche in Argentina, paesi latino-americani, a São Paulo ha 50000 centri, culti afro-brasiliani. Umbanda bianca kardecista, è classe media del paese, poi una Umbanda popolare, più vicina al Candomblé, per le classi meno abbienti, campanilismo tra umbandisti, rispecchia il tipo di bevanda, ma Jurema non inganna. Se due linee fan due gruppi, di entità spirituali, presentate dentro ai riti, due lavori pubblici al mese, una Orixá e una Jurema, ecco Umbanda juremizzata, nello Stato di Paraíba, linea jurema ereditaria, dell'antico Catimbó, mescola linea di orixá, che da Candomblé procede. Mestre Karol Babá umbanda, elabora jurema da stanza, un processo iniziatico, che inzia con bagni foglie, purificazioni e fumigazioni, si allestisce mesa consagração, per entità installare, con oggetti simbolici, e un tronco di Jurema, collocato a ogni terreiro, in altri un albero è piantato, poichè in preparazion bevanda, si chiede permesso al mestre, che abita aldilà, in una cidade de jurema, con candele e fumigazio, poi si tagliano radici, lavate e macerate con pestello, esclusivo a questo scopo. La massa messa in bacinella, con acqua limpida or marrone, un sapore amaro astringente, poi si fan fumigazioni, il juremeiro rovescia pipa, soffia il fumo in bacinella, formando croci e il Salomone. Rito Catimbó in Alhandra, tutti i sabati è svolto, dopo aver cantato alcune linee, si beve la jurema, poi giungon possessioni, cioè manifestações. Alhandra è cittadina, sede lignaggi juremeiro, detti anche catimbozeiro, mestre dai nomi religiosi, figure santificate, come Maria do Acais, che si impauriva a guardar, in sale pubbliche del cinema, temendo che la jurema, la possedesse là nel Cinema, smise guardar film, sol si concesse jurema visioni, che finirono in suo catechismo, del culto del Catimbó, dove la pianta di jurema, è una donna sensuale. I juremeiro fan trabalhos, per motivi vari umani, per curar dolori fisici, ottenere un impiego, una conquista amorosa, difesa o attacco magico, allontanar spiro cattivo, od ottenere insegnamento, sui cieli spirituali, come tutti i pellegrini, che chiedon voti ad un santuario. Lavori o mesa da jurema, sono aperte incorporazio, di destra o di sinistra, le prime invitano entità, di molta luce e sabedoria, Caboclo e Indio vari, Mestri e Principesse, mentre la mesa di sinistra, invita qualunque divinità, a presentarsi nei lavori, per riflettere ai nemici, i mali che van facendo. La mesa de consagração, è rituale pubblico in cui, l'iniziato è presentato, alla jurema della Mesa, davanti al mestre e sette fedeli, riceve piccole scarificazioni, come graffi dei rovi, sulla spalla d'iniziato, o beve quel seme in vin jurema, affinchè jurema apra i cammini, come un ayami manciuriana, per far ancanto manifestar. In alcuni culti juremados, si usa inserire un seme, di Mimosa tenuiflora, tra la pelle dei novizi, è implantação da semente, come fosse kambo sapo, una mesa de consagração, poi si cantano odi ai maestri, della jurema sacra, affinchè dopo di un tempo, il seme ingerito riappare, in altra zona della pelle, come forma bolla o altro. Il discente narrerà, ciò che ha visto in sogno, così che il mestre juremado, riconosca o men validità, ai suoi viaggi spirituali, attestando sua juremação. Babá Karol affermava, che sua prima jurema, fu eseguita a 11 anni, con padrino e madrina, che lo seguiron sette anni, poi rifece rituale, a ottenere il diritto, di enjuremar un neofita. Dopo questo rito, neofita deve astenersi, da relazioni sessuali, sette giorni consecutivi, periodo in cui tutte le notti, è alzato in sonno da sue Ayami, per conoscer loro dimore, lor città e villaggi, in Iperborea e luoghi astrali, poichè il mondo spirituale, son regni città e villaggi: dodici villaggi fanno un regno, con 36 Mestre e ayami, mentre la città più antica, è un vecchio enorme albero, che si trova nel terreiro, di Estiva di Alhandra, è una Tenuiflora venerata, contornata da candele. In sale più ristrette, tronchetti jurema collocati, in vasi vetro o terracotta, a simboleggiar città, dei principali Mestre case, mentre i vasi rotondi, son chiamati principesse, e vi son deposti alimenti, o bevande per gli encantado, ciascuna tien la propria, mentre principi son detti, tazze e bicchieri a poter bere. Il tronco di jurema, principesse principi e maracas, pipe e immagini cattoliche, e di spiriti afro-amerindi, son la Mesa de Jurema, un altare oracolare, e per offerte liturgia. Jurema ha frecce per la caccia, con cui protegge e alimenta, i suoi figli terreni, e anche i suoi Cabloco, curano con frecce, i Mestre curano con piante, di orti e loro campi, a ricordo piantagioni, in cui morirono in passato, accanto un albero jurema, come il lignaggio di Alhandra, tutti iniziati ai misteri, e alla scienza di Jurema, estrema unzione li prepara, nel loro viaggio astrale, alle città dei mestre, oggigiorno van tornare, a incorporar nuovi discenti. Mestre maschili usano pipa, mangian crostacei e molluschi, Mestre femmine bevono birra, sidro e vino casareccio, amano pesce alla brace, depositato in loro principesse. Quando sono incorporati, nel corso della trance, i Mestre sembrano ubriachi, sbattendo qua e di la, balbettano parol confuse, tengono il corpo incurvato, leggermente in avanti. Altre entità spirituali, scendon nei juremeiro, Vecchi Neri e Vecchie Nere, spiriti schiavi africani, tocco umbandista sul Jurema, poi Exus e Pomba Gira, servi di Mestre o fuorilegge, oppure dame di postriboli, coinvolte con sessualità, che frena elevazione, ma chi vuole temperare, fà un bagno con le foglie, di basilico aromi, e astinenza sessuale, fumigação di sale grosso, erbe varia natura, rosmarino secco e lavanda, incenso copal e mirra, spicchio d'aglio e scorza arancia. Nel corso dei riti, bevanda circola fra tutti, umani e divini, bevon tutti da una tazza, si mobilita energia, che agglomera persone, nel gruppo del Catimbo. Il presidente a fine rito, coglie ceneri da pipa, le interra o getta in fiume, poi fa cure e consulti. mamae_oxum_cachoeira.mp4
lume105-La Festa dei Caboclos comincia con tamburi, cerchio e danza. Dal Brasile e dal Kongo arrivano gli encantos, mentre bevande, profumi e defumadores preparano lo spazio. Come i coribanti dell'antichità, i danzatori entrano in una condizione estatica nella quale musica, corpo e simbolo possono trasformare la sofferenza. Yolanda entra nella danza come donna indio-olandese del Nordest brasiliano, cresciuta tra Olanda e Ibiza. Dopo una giovinezza segnata dalla dipendenza, riscopre una spiritualità che unisce Gesù Cristo, Jurema e Orishas. Torna così figlia del Brasile profondo, custode delle piante maestre e del canto della liana dei morti. Incontra la forza di Jurema e la natura di Oshun, divinità delle acque dolci, dell'amore, della fertilità e del piacere. Oshun nasce dal caos come Afrodite e dà forma alla relazione. Nei culti afro-brasiliani rappresenta una forza capace di ammorbidire, fluire e ricomporre. Il suo oracolo insegna: ama senza irrigidirti, condividi senza paura. Se nutri la vita con ciò che sei, ciò che offri ritorna come guarigione. Chi dona crea legami, chi trattiene si inaridisce. Lascia dunque che i tuoi doni scorrano.
151:lume151-La devozione può essere vissuta come un fuoco interiore: non una fiamma da possedere, ma un'energia da alimentare con attenzione, disciplina e presenza. Nelle tradizioni tantriche del Kashmir, la kundalini rappresenta una potenza latente che attraversa il corpo e ne trasforma progressivamente l'esperienza. Lalla, poetessa mistica del Kashmir, canta una via nella quale il corpo non è ostacolo allo spirito, ma luogo della sua trasformazione. Respiro, movimento, preghiera e attenzione possono modificare il rapporto tra corpo, mente e desiderio. Le forme sono diverse, ma l'intuizione è la stessa: ciò che ci attraversa può diventare paura, impulso cieco o sofferenza, oppure consapevolezza e relazione. La disciplina non deve spegnere il fuoco, ma insegnare a sostenerlo. Il risveglio non è soltanto estasi: può portare crisi, vertigine e trasformazione, e richiede quindi preparazione, attenzione e discernimento. Lalla strappa il velo attraverso pratica e fede, devozione e immaginazione, corpo e spirito. Nei suoi versi conosce cura e vertigine: chi non cade non sale, chi non brucia non cambia; il cuore in vera devozione arde lungo il viaggio interiore che conosce tappe di crisi e rinascita. Forse il fuoco interiore non serve a diventare qualcun altro, ma ad abitare più pienamente ciò che siamo. Barbanera dice: il fanatismo è paura vestita da fede; Dio ci guardi dall'errore del savio; l'audacia ci scorti, ma solo il buon senso vinca il fanatismo.| Raseno narra antichi canti e danze sciamaniche per risvegliare la kundalini, energia ancestrale che purifica, libera talenti e cura. Questo risveglio richiede preparazione e si manifesta come un dramma interiore, una catarsi tra estasi e dolore che trasforma l’ego. La memoria collettiva, la danza e il canto mantengono vivo il legame con la Terra e l’anima. Lisa, meditatrice, vive la kundalini come un fuoco che percorre la spina dorsale, generando intense sensazioni, dissolvendo blocchi mentali e aprendo i chakra fino alla corona. L’energia sacra brucia ogni ostacolo, liberando emozioni e consapevolezza. La kundalini è un serpente alato che guida il viaggio interiore, simbolo di trasformazione con tappe di crisi e rinascita. Nietzsche e Jung riconoscono il legame tra mito, psiche e corpo, dove l’energia divina conduce alla conoscenza di sé e alla liberazione dall’ego. |Lalla, poetessa tantrica, descrive l’unione sacra di spirito e sessualità come pratica per risvegliare la potenza di Sakti, la Dea che dissolve paure e rivela la vera essenza. Attraverso devozione e pratica, corpo e spirito si fondono in un unico flusso divino. Kundalini è così forza creatrice e distruttrice, medicina e prova, luce e fuoco che purifica e risveglia l’essere verso una nuova coscienza.# |Raseno narra canti, di avi originari, danza sen distanza, lui con cavigliere, danza nella stanza, con ritmi ossessivi, regni di sciamani, e suoni ancestrali, riscalda kundalini, num alla dorsale, fluisce creazione, in corpi erotizzati, legittima talenti, purga ogni sozzura, aiuta i sordo-muti. Necessita cura, gran preparazione, Hermes caduceo, due vipere accoppiate, diagnosi e rimedi, dramma e invocazione, teatro di catarsi. Tramite attore, pubblico rivede, battaglie pantomime, x demoni contenere, esplode aggressione, di 1 ego morente, estasi e agonia, accompagna il nascente. Storie ed eventi, fan senso alla vita, se manca senso, emerge malattia, Natura ha bisogno, nostra ammirazione, alimenta speranze, e inonda colore; se scordo rapporto, perdo posto e scopo, siamo figli a Thera, da un tempo remoto, se muore canto-danza, muore pure mondo, anima diparte, il sogno va errabondo. Thera appare morta, senza 1 sottofondo, nostra psiche crea, storie x suo conto, la rete di + storie, collega gli eventi, dà senso alla vita, fa esistere contenti: reciproco rapporto, noi Le apparteniamo, cosi animo umano, con Lei contrattiamo, se 1 seme risvegliato, vinse duro suolo, una civiltà che muore, và immaginario luogo. Lisa meditava, respira 2 narici, seduta in un asana, osserva vita umana: se bimbo è tenerezza, vecchio è reverenza, pazienza + dolori, battaglie disinganni, a conquistare altezza, se anziano sereno, contempla cose umane, sublime alba-tramonto, da cime sue canute, lunga esperienza, pazienza e perdono, lassù tutto tace, senil silenzi oro: vuoto mia mente, espiro tutti fatti, purifico con acqua, stiro come gatti, graduale mana denso, foggia |palla-luce, kundalini concentra, in moto circolare, fa corpo ripiegato, come feto appare. Piedi spina testa, a ombelico tornando, corrente ascensionale, da perineo risalgo, raggiunge testa e poi, dopo esecuzioni, esplode luminosa, su sommità dei troni. |Serpente alato, ha grossa pancia, vuol portarmi a casa, ogni viaggio 1 tappa, ascesa o discesa, chiede chi son io, inconscio dà strada, chiede coraggio, esister tra le crisi, periodi transizione, dove è necessario, rompere equilibrio, fin prossimo stadio: legno sulla terra, fuoco sul metallo, terra sopra acqua, acqua presso fuoco, metallo sopra legno, chiude tale gioco. |Chiamata interiore, aprirsi al cambiamento, sconosciuto ignoto, sentirsi inadeguato, estraneo al lavoro, rapporto quotidiano, con simboli interiori, viaggio a tappe segue, rapporto madre-bimbo, determina persona, creativa regressione, o forza distruzione: se bimbo vien frustrato, guasta rapporti, con se e circondario, serve sanar danno, tradotto in paziente, ritorno a vita amore, mentre in analista, aumenta vocazione, stabilir rapporto, con inconscio mito. Se drago rapisce, Persefone interiore, coscienza ora vede, sua intera evoluzione, drago emerge piano, androgino sen forma, identità di Thera, inonda di risposte, esonda sua potenza. Dio Tengri è primo saman, scopo iniziazione, riorganizzare psiche, con rivelazione, partecipare al dramma, tutto il mio cantare, danzare far ricerca, risveglia la sapienza, come Inanna scendo, morire sottoterra, arrendere alla morte, ambiguità sposare, mia carne banchetto, a spiriti di fondo, veleno allora muta, in medicina corpo, volente o nolente, ego è spodestato, crisi ricorrente, espandono coscienze, rivelazion bollente.| Lisa in gioventù, stava senza soldi, tutto appare storto, pensa di aver colpa, a Terra posa il corpo, contatta sua radice, chiede assorbire, ciò che la disturba; in pranayam qigong, serpente con smeraldo, sta di fronte a lei, la fissa e la morde, poi le brucia schiena, spina fuoco forte, espande nella schiena, angizia morde fina, giace sulla fronte, a notte si risveglia, kundalini apprendeva, correva sulla spina, a cuore si espandeva, clitoride eccitato, bottiglia si stappava, fumo fuoriusciva, 1 palla di energia, piacevole e violenta, rivela come 1 onda, intera sua coscienza; ripulisce mente, da blocchi sensi colpa, Lisa ha confusione, tempo di avviamento, brucian vecchie idee, ma provoca dolore, inizia legger libri, ricerca spiegazione; inizia meditare, e Kundalini energia, si alza senza intoppo, va in effervescenza, sospende dualità, inizia inondazione, freme sui cuscini, fluisce col respiro, schiena nuca e collo, lenisce dal dolore, vede suoi pensieri, salire fin al cuore. Kundalini serpente, sveglia fuor controllo, emozioni porta fuori, di notte e di mattina, suo canale chiuso, in colonna vertebrale, costringe num salire, su vie secondarie. Accadde che Sakti, andò fin cervello, scassò protezione, esplose sen ritegno, sanguina mio naso, penso di esser morta, frenetica ansimante, apre e chiude porta; durante tale fase, sento entrare-uscire, da stati di coscienza, gioia con soffrire, mi sento senza fame, sete o stanchezza, ansia si espande, diviene stitichezza; corrono pensieri, durante giorni affondo, tutto era diverso, corpo e mondo intorno, dopo pochi mesi, il blocco fu dissolto, testa si protegge, da energie di affondo. Kundali torna a casa, base di spina, ovunque sul corpo, sentivo anestesia, a chiunque vo parlare, ne imito emozione, sento lor kundali, riposo o attivazione. Kundalini |SAKTI, cuor penetres arriva, si sveglia da sola, lumaca o fulminea, inizia far ascesa, 3 nadi e tutti chakra, porte chiuse aperte, devia espande stappa: ghiandol Pineale, luogo del suo film, sogno lucido reca, mi mostra sorgente, di tutti desideri, estingue e ricompone, miei oggetti pensieri. Dea se risvegliata, fuor Susumna nadi, ansia può portare, in esperienze dati, se provo resisterle, produce + disturbi, scardina cervello, se io respingo flussi; se la lascio in pace, lavora senza intoppi, consegue suo ritmo, senza che mi scotti, ardente kundalìni, annida osso sacro, vaso detto Kunda, in sanscrito ritmato: dopo creato mondo, scese giù a dormire, avvolta in Muladhara, attende ripartire, kundalini risveglia, muove mani e braccia, sinuosa sulla faccia. |Kundalini serpente, Argia ballerina, la noti improvvisa, immagine ti arriva, fuochi e roghi vari, o sessuali desideri, purga e destruttura, miei monopol pensieri. A notte mio corpo, se fuor distrazione, contorce strappa spasmi, lacrime bruciore, ogni muscolo risuona, piedi e cima testa, piano stabilisce, coscienza nova assesta; mi resta pressione, al sommo di testa, feconda uovo-cranio, mitiche creature, Lei serpente fuoco, simile a 1 capello, accade che mi parli, sogni insegnamento: sintomi sorveglia, tuo corpo e mente, ruscelli caldi freddi, scorrono su spina, lungo la dorsale, bolle nel gebesi, dolori a varie parti, titilla genitali, pressione di testa, problemi equilibrio, tra sesso e castità, disturbo respiro, cuori soprassalti, crampi vibrazioni, a gambe e altre parti: orgasmi sentivo, fuori dentro corpo, sensibili alla luce, suoni tatto olfatto, ansia persistente, perdita energia. Ciascuno sperimenta, Kundalini a suo modo, insonnia e depressione, se nego tale fuoco, se Num brucia in testa, prendo 1 doccia, acqua calda e fredda, piano la massaggio, cammino a piedi nudi, su battigia mare, faccio sauna erbe, o bagni di mare, bilanciano eccesso, lavoro pure orto, agraria sussistenza, aiuta mia coscienza.| GOPI Krishna siede, solo in stanza buia, suo corpo tiene spasmi, dolori muscolari, cuore suo galoppa, il sangue pure sale, lamenti pianti e urla, 1 nascita normale; ruggiti acuti fischi, cranio par esplode, scoppia una risata, non è una malattia! è risveglio num, uman trasformazione, fenomeno diffuso, presso ogni nazione. Fisiologia del corpo, attiva meccanismo, poi dura per + giorni, mesi oppure anni, portato a compimento, da interiore forza, matura individuo, fuoriesce dalla morsa: suor Avila Teresa, infiamma in malattia, rabbia e disistima, lei sente in empatia, evento infine accetta, senza giudicare, suo vulcan profondo, inizia lei a mutare. Jahwè Israelita, fuoco divorante, Giobbe e Gopi Krishna, braci ventre grande, frecce dalla schiena, fegato han trafitto, sciagur terrori assalti, divorano ego vinto. Es è nome fuoco, lampo che arde sempre, guida pellegrini, distrugge cittadelle, 1 fulmine di Giove, purifica o protegge, irrompe sulla Terra, a dar divina legge. Sakti risveglia, pescando inconscio, intuito e saggezza, fa conscia ogni cosa, fremente energia, rende libero o schiavo, colui che segue Via, o edonista in saio; se kundalini è pronta, appaiono in natura, sogni città in fiamme, malattie o animali, che riflettono moto, della Dea in corpo, che sveglia coscienza, in spontaneo gioco. Vijnanabhairava tantra dice, essenza fremito divino, Tu Sei Quello sempre, ascolta qui-ora, se stai avendo visioni, belle o brutte fiamme, febbre sensazioni, o Circolazion Vascello, a ripristinar salute, sudor vince paura, dissolve fissazioni, mental tensioni corpo, ripulendo porta, la percezion riporta. |JUNG spiega legame, tra soma e psiche, archetipi e istinti, 2 facce medaglia, istinto vedi fuori, 1 fantasia dentro, ogni archetipo lega, a 1 istinto esterno: simboli osserviamo, da interno di noi, antropologia descrive, uomo da esterno, mentre riflessione, osserva da interno, in sogno riallaccia, ponte con eterno; saman in sogno, riceve protocolli, su dieta alimentare, tabù oggetti cure, psichiatra preventivo, catarsi e cuciture, stabilizza isteria, psiconevrosi affini, riduce incidenza, di malattie sociali; sogno abolisce storia, ritrova tempo mito, e volontà rafforza, nel fuoco della fede, Kundalini x Jung, Dea di interiore, traversa 7 centri, come fontana grande, monti sue scaglie, nebbia suo respiro, occhi di fiamme, e ascia a doppio filo, per vincere paure, nate in ego intrigo. Thera incoronata, di Sole e dode stelle, siede sulla Luna, tra fauni e ninfe piante, apre mio cuore, versa fuoco devozione, rinasce dio-bimbo, Tago Pan signore. Alba di creazione, gran dissoluzione, Madre Kali irradia, eterna compassione, archivio di copioni, giace nella psiche, frattale collettiva, moltiplica infinite; è iniziazione, irruzion nel mondo mito, mito invita fare, recitare 1 rito, dentro ogni psiche, essenza ritrovata, dea Kali dimenticata: immagini del mito, proiettano mente, archetipi potenze, che portano corrente, simboli viventi, che quando risvegliati, lavoran da se stessi, in modi sovrumani; crisi temporanea, accompagna evento, rigenera strutture, coscienza identità, lingua del corpo, a volte turbolenta, narra storia intera, della nostra Terra. |Ganesha radice, custode di SAKTA, topo suo carro, giunge inaspettato, brilla negli occhi, forza innocenza, avvisa quan ridesta, emette vibrazioni, ronzio particolare. Terra suo elemento, ghianda surrenale, appare in meditazio, terroso rosso sale, brame con piaceri, genera ogni |chakra, kundalini appoggia, su Muladara casa: abuso o restrizione, di forza sessuale, disturbi intestino, finisce costipare, scalda Muladara, vin pesce e carne rossa, acqua calma e purga, emozional risposta; sopra di esso trovo, chakra Svadisthana, area genitale, sessual legata ad acqua, come semenzaio, incarnazion future, sostien sue fantasie, libido punture. Se chakra Manipura, assiste digestioni, risate ed emozioni, credenze e volizioni, chakra di Anahata, presso centro cuore, se arde in devozione, consuma ogni dolore. Se chakra della gola, Vishuddha mia voce, incanti con canzoni, tua libido e dolore, sale nel Trikuti, occhio interiore, estasi e tragedia, empatica visione: chakra della scienza, ospita coscienza, bisbiglio dei profeti, psiche di essenza, ascende alla Corona, settimo sigillo, oltre spazio-tempo, sta divino figlio: unisono vibrante, Io diviene Noi, Io Sono ecco noi siamo, senza negazioni, negazio è artificiale, inconscio tutto può, è psiche universale; coscienza del finito, produce ogni paura, visione dei misteri, è mistica sua cura, desiderar Fremente, si attiva e sorprende, il divenir si ferma, pensiero si arrende: brucia amato Yogi, arrenditi completo, tuo precedente Io, è cenere coperto, nella unione a Kali, tuo jiva si fa nudo, passato e presente, fondono al futuro. Morte-rinascita, in cicli stagionali, prepara persona, confrontar ombre paure, matrona fa da guida, svezza 1 guaritore, massaggia kundalini, x saman o cantore: sanscrita parola, di sivaismo kashmiro, Sakti nel corpo, energia divin risiede, in forma quiescente, dice Siva Bairava, nel libro fiore oro, poeta Ksemaraja: Sakti come bimbo, cerca canal susumna, ascendere salire, suo moto naturale, purifica ogni cosa, se mostri pazienza, fa suo sposalizio, con uman coscienza, potenza sottile, trascende ogni norma, avvolta intorno a bindu, giace nel sonno, dorme sen ricordo, serpen forma beata, i 14 mondi, risveglia in risonanza; moto a spirale, quan leva kundalini, fuoco di 3 specie, elettrico e solare, centro della gola, crea parol creativa, centro cuore sveglia, colonna risalita, brucia ogni ostacolo, che piano incontra, Sakti trova Siva, e trasfigura un ponte, bellezza corpo irradia, Xristos risorto, emana saktipat, frequenza del perdono: la mente va in agguato, tenta + modi, chiarisci tue idee, rifletti suoi moti, fuori aspettative, medita con arpa, dubbi risolvono, Kali allora placa. |NIETZSCHE scriveva: durante Primavera, Natura risveglia, emana impulsi gioia, svanisce soggettivo, oblio esaltazione, legame si stringe, in riconciliazione; senso del rito, costruito dal gruppo, riafferma e trasmette, cura del lutto, la sacra epilessia, periodica si affaccia, risolve 1 crisi, in periodi di minaccia: se corpo è preparato, a contener la scossa, se uccidi Dio mi uccidi, Nice ci ricorda, sifilica demenza, fan diagnosi di Nice, sua forma di ebbrezza, un Dio proferisce, fu asceta negligente, natura lui voleva, Dioniso imitare, sempre ripeteva. Nice ebbe visioni, prima del satori, canta Zarathustra, ubriaco di interiori, abbraccia 1 cavallo, emotiva intensità, innesca cambiamento, poesia disvelar. Nice a Torino, in piazza san Carlo, vide vetturino, picchiare il cavallo, corre alla piazza, lotta con affanno, fisiologia di eventi, spinse adrenalina, che attiva sua crisi, fisio mutazione, kundalini esonda, in sua resurrezione; il poeta vede sakti, dioniso realizza, nel corpo umano sente, 1 mondo ritrovato, matto dichiarato. Estasi a convegno, mondo ottiene gioia, causa di occhi nuovi, Dioniso rinnova, stagioni e umani cuori, Nice lascia carriera, professor di Basilea, bacia abbraccia tutti, nel viver mito Dea, cosmica realtà, avvisa in mille modi, se siamo noi disposti, contener suoi moti, straripa oltre ego, enorme sua energia, in vetta Zoroastro, scrive disciplina: tutti siamo artisti, poeti artigiani, Re-bis cosa doppia, maschere di umani: se cerco problemi, vuol dire ne ho bisogno, libertà è capire, natura del doppio, amore con poesia, risvegliano il mondo, danza e danzatore, siano stesso gioco. Se un eremita in grotta, respira urin vapori, cosciente del pensiero, senza distrazioni, li vede spettatore, mantra poi li estingue, cresce barba unghie, suo interior dipinge, espande sua mente, riemerge il vero Sè, desiderio vita, appaga dentro Sè, mantiene desiderio, rifugge depressione, durante kia-satori, estingue distinzione: dentro mio cuore, osservo creazione, apprendo a morire, al fine di curare, accetto la morte, ogni paura scompare, nocciolo è lotta, arte del guaritore, viaggio rischioso, che riporta calore; potenze negate, usan nuove maschere, ritornano sul palco, vere forze innate, ego imprigiona, entro 1 solo tempo, vivi esperienza, infrangi tale velo. Tabù della morte, tabù molto forte, cosi un rito inscena, sua intera notte, a scuola di buiti, o ai culti dei fauni, scopro radice, di noi assieme avi: tra corpi vivi e morti, anime migranti, adulti son bimbi, i bimbi fanno grandi, accanto a 1 falò, ritornano istinti, bruciano scritture, parlano gli estinti. Verbo incarnò, nel Fuoco ci parlò, venne a pieno giorno, a notte si immolò, tutta esistenza, discende alla notte, Maya narra miti, di ogni alba e sorte, quan bardo della morte, su me sorgerà, io abbandonerò, miei possessi vanità, mondo intera storia, alfine vedrò, in chiara luce poi, illusione svelerò: tutto è già fatto, dentro la mia mente, tutto è finito, nulla mai accaduto, appare decisivo, stato mio mentale, al momen che avviene, attimo cruciale; morirò serenamente, senza attaccamenti, oggetti materiali, lascio sen commenti, miei abiti mentali, idee e convinzioni, tutte senza senso, e senza condizioni, esplode 1 stella, e fremo di emozioni. |LALLA del Kashmir, scrive poema tantra, fu sposa 12 anni, infelice prese i voti, rinuncia sannyasi, per scuola Bhairava, canto mantra intento, scudo anti paura, di ogni rifiuto, scrive suo poema, realizza unione sacra. Sufi successivi, la seguono in Kashmir, mia mente ripulita, canta rishi Noruddin, specchi impolverati, riconobbi Lei in me, ora dentro me, canta e abita davver: mio corpo sperimenta, ecco mia sadhana, 1 vita sessuale, Siva illuminava, tre Dee diventan 1, natura trika tantra, 4 stati coscienza, in cui Siva guarda: veglia sogno sonno, turya supercoscienza, ogni femme parte, instrada orgon essenza, Sakti infinita, incontri in pienezza, di spirito e sesso, 2 ore e mezzo cerca. Energia si costruisce, accumula gradual, nelle onde della donna, pratica tuo surf, al fine scoprire, te stesso in libertà, riduci ad essenziale, ogni altra attività. Mantieni coraggio, kia realizzerai, prima o poi 1 forza, comincerà fluire, in punti cui la mente, è ferma a percepire: quan debole ti senti, fai ruolo passivo, serba qi nel sangue, orgone va continuo, se num divien selvaggio, evita allarmare, segue sue strade. Se ultimo orgasmo, avviene con la morte, kundalini ricorda, col sesso impari cose, orgasmi senza fine, spontaneo qi risale, onda del pre-orgasmo, Kino va narrare: da genitali parte, al tronco percepisco, corre nelle braccia, ogni muscolo contrae, ma quando sentirò, qi raggiunger testa, so di aver compiuto, 1 pratica intensa. Kali dea sakti, scandaglia desideri, nascosti sotto riva, ego vibra e trema, Kali + selvaggia, strappa velo e vince, Lei libera devoti, da lor paure sfide: ho sempre saputo, mio corpo col Tuo, facevano 1 cosa, Tu sei Me Io son Te, conoscere mi resta, fusione dei corpi, Chi sei tu Chi son io? dicono eremiti, Kali benedetta, in te siamo rapiti. Om Bur Bu Swaha! mantra inonda orgasmo, espande la realtà, fissa la mente, cresce devozione, ai sogni connette, mana spostar potrai, quasi immediatamente, calor diffonderai, su spalle collo nuca, formicolio piacente. Supremo yogi vedo, dentro la corrente, resta tutto il giorno, calma sensazione, respiro parlo e mangio, gusto fin odore, progetto caricato, nel viaggio-relazione, lavora mia mente, e crea la situazione: immagine virtuale, pompa intenzione, creata in precedenza, in sesso ricreazione, entra nei miei sogni, orgasmo sensazione, accresce devozione. Lalla cerca Shiva, la grazie lui le tende, chiamandola madre, lei lo chiama Appa, padre di tutto. Shiva le chiese: cosa cerca o Lalla? afghana principessa, fugge matrimonio, come Hazrat Babajan, cerca lui perchè, vuole amarlo tutto, penso solo a Te: Kali accanto a Siva, divora la realtà, scioglie ogni parola, inizia vorticar, smetti andar venire, scopri la giocosa, Lei divora uomo, sen limiti tua sposa; a lato Nataraja, divien Lalla poetessa, con capelli sciolti, seni dritti fieri, con sabbia linga crea, canta Namasivaya, con 5 lettere mantra, son Sakti micelio, tutto è mia realtà, natura di universo, 1 campo di frequenze, vibra le apparenze, raccolte da coscienze. Lalla sufi scuola, forma Meher Baba, che segue Baul e Mast, pellegrini in India, cantano suoi nomi, x |nirvikalpa amrita, viandanti incantati, anime inebriate. Sadhu spalma cenere, insetti scoraggia, sembrano alienati, a osservatori esterni, chiamati MAST o folli, eccentri poco adatti, a obblighi sociali, figli ebbri di Dio, autentici portali, bardi e cantori, India di colori. Lalla amava i Mast, stanziali o vagabondi, li visita li ascolta, poeti senza insigna, lor ordinaria mente, liber da tormenta, la Dea li ha toccati, nel cuore nella mente, la loro missione, amar cantare sempre. libro_kundalini-orfeo-mandala_jung.m4a
lume151-Seba sognò di camminare lungo la costa tirrenica e incontrare un vecchio sufi a cui pose domande. Ascolta, disse il sufi, il respiro è il soffio con cui il mondo continua a nascere. Seba chiuse gli occhi, il vento entrò nel respiro, il respiro nel corpo, e per un istante gli sembrò che uomini, alberi e mare respirassero insieme. Poco più avanti incontrò Rumi, che ruotava nella danza Sema dei dervisci: Io danzo per ricordare che tutto gira nello stesso Amore. Poi apparve Ildegarda di Bingen, che chiamava viriditas la forza verde capace di far germogliare ogni vivente. Teresa d'Avila gli mostrò invece il castello interiore, dove ogni stanza conduce più profondamente verso la luce. Seba poi risalì verso l'interno, sul Monte Amiata, dove vide Davide Lazzaretti salire verso la solitudine della montagna e ridiscendere verso la propria gente, accompagnato da Giuseppe da Copertino che sembrava liberarsi del peso del corpo a mezzo di levitazione. Infine incontrò Margherita Porete, che coltivava la terra in silenzio e, a una sua domanda, così rispose: l'amore più grande non chiede ricompensa, ma diventa così puro da scomparire in ciò che ama. Otto sentieri, pensò Seba, e un solo vento, uhm.. forse il sacro non è possedere una verità ma lasciarsi attraversare da ciò che unisce; il respiro che attraversa il corpo è lo stesso che muove gli alberi, il mare e le stelle? Al risveglio vide il professor Raseno, seduto a fianco a lui in riva al mare: hai parlato in sogno, disse Raseno, come uno dei Benandanti del Friuli che combattevano nei sogni per difendere i raccolti, ma hai posto una domanda a cui rispondo per mia esperienza: se il cuore è uno specchio, e se paura e orgoglio lo coprono, esso riflette solo quelli, allora segui il suo respiro finché il rumore delle onde entri a purificarlo. Seba provò e vide uomini e donne pregare, in lingue diverse, tutti animati da stesso soffio.
162:lume162-Gli Oroqen o Elunchun, popolo tunguso della Manciuria, vivevano tra le montagne Hinggan e il fiume Amur, di caccia, pesca e relazione con la foresta. La loro tradizione riconosceva uomini, animali, alberi e montagne come parti di una stessa comunità di spiriti. Orso, tigre, lupo, renna e alce potevano diventare antenati, protettori, presenze alleate. Presso diversi popoli tunguso-siberiani. Lo sciamano, Wu 巫 in lingua cinese e coreana, era colui che attraversava il confine tra comunità, antenati e mondo invisibile: in Cina e Corea officiava guarigioni, funerali e riti della pioggia. La chiamata poteva nascere da malattia, lutto o visione: la crisi non era soltanto una disgrazia, ma poteva diventare una soglia. Tamburo, canto e danza accompagnavano il viaggio estatico, mentre lo spirito aiutante guidava l'iniziato. Chuonnasuan, nella memoria degli Oroqen, fu riconosciuto come uno degli ultimi grandi sciamani. Durante le persecuzioni del Novecento molti oggetti rituali scomparvero, ma parte della memoria sopravvisse nella famiglia e nella comunità: suo nonno nascose il suo costume rituale tra le montagne, finché il tempo della censura passasse senza spezzare la memoria. Ayami, la sposa celeste, diventa così la figura guida che cammina appena avanti, senza sostituirsi a chi deve attraversare il bosco. La crisi non viene cancellata, diventa ascolto, ritmo, relazione, e il ritmo ritrovato può tornare alla comunità.| |OROQEN son detti, 鄂伦春族 Elunchun zu, vivon caccia pesca, tra montagne Hinggan, presso fiume Heilong, su mappe detto Amur, assieme agli Ewenki, Goldi e i Dauri pur; discendon dai Shiwei, tende culle a betulla, fuggendo dai zacharian, traversan fiume Amur, dai Qing furono accolti, e divisi in soldati, a cavallo e a piedi, tutti incorporati: in esercito frontiera, oppure cacciatori, di Martora pellicce, x la corte Qing, poi Giappone invase, e impero Qing cade, giovan maschi coscritti, in nipponiche squadre. I restanti forzati, divenire sedentari, agricoltori e operai, fare carri armati, donne date all'oppio, usate per piacere, come altre minoranze, declina loro specie; fine della guerra, sopravvivono in mille, gente di montagna, che ben conosce selva, diventan guardia-boschi, in terre cinesi, vivono in case, prefabbricate, ricordan loro miti, quan nessun li vede. |Oroqen vuol dire, allevator di Renne, fan caccia e pesca, raccolta e qualche orto, orsi tigri e lupi, mai osan menzionare, li chiamano con nomi, rispetto familiare: figli di una renna, Alce ad otto gambe, lei ha creato tutto, assiem Orso khan, Alce e Orsa maggiore, gestiscono anime, di umani ed animali, successo alla caccia, fortune personali; maestro degli orsi, e maestro di tigri, vivon sulla luna, ciascun in sua metà, risiede anima animali, in zona della Tigre, mentre quel di umani, in zona di Orso vive; altra storia tungusa, narra uccelli mari, pesci e buoni scambi, merluzzo e salmone: Salmone sale fiumi, mentre cigno e cornacchia, scambian voce urli, con popoli di taiga; mari e fiumi luogo, di sirene e tritoni, se incontrano un uomo, iniziano a cantare, se uomo accetta, è portato sottacqua, a sposare sirena, inizia nuova strada. Temu signora Mare, è responsabile pesca, scaglie suo corpo, crean pesciolini, così ogni sua scaglia, ripopola suoi mari, i Temu mangian pesce, in brodo a tutti pasti. Temu è maestro, di acqua e di Orca, animale con potere, su tutti pesci mare, Khadau eroe cultura, gira con la moglie, uccide i Soli concorrenti, chiamati pur vimana, e fa vivere le cose.# |TUNGUSI di Manciuria, Ewenki Udege Manchu, con Oroqen e Sibe, tra Ulcha Uiguri Goldi, proverbio Chukchi dice, donna è già samana, fa circolare danza, in fredda siberiana. Sibe di Liaoning, cacciatori pescatori, religion politeista, altaica loro lingua, inviati ai confini, nascente cino-impero, creano loro borghi, tra nomadi a cammello: abito base è vestaglia, kimono di donna, + lunga di uomini, con perle e ricami, durante lavor caccia, indossano cinture, pettorali pelliccia, sotto loro tuniche; usano cappuccio, sopra giacca caccia, in inverno cappotti, pelli daino o cane, viaggian slitte renne, gonne pellicce alce. Ulcha colgono piante, aglio porro e ortica, licheni ghiande frutti, mirtilli e lamponi, ribes nero e funghi, pestan bacche sorbe, x zuppe alghe e pesce, Laminar e salmone; usan piatti legno, corteccia di Betulla, narrano leggende, del fiume Amur gabbiano, con Orso danzatore, Kho-Kho per i bambini, con mezzi sonori, aquiloni e pesciolini. Un personaggio fiabe, Geokato vagabondo, lavor miniere oro, e sposa figlia zar, al festival di orso, fan danza rituale, imitando movimenti, del signore animale: iniziano tamburo, crescono ritmi, si dialoga con Orso, che viaggia aldilà, cresce emozione, mentre accelera danza, culto dei gemelli, chiama |Orso-e-Tigre, nei miti matrimoni, tra spiri umani ed animali. Orso cerimonia, è la + importante, suprema divinità, travestita e nascosta, 2 anni preparazione, è funerale rituale, di orso rimandato, al monte ad abitare: se anima rinasce, per orso visitare, clan fanno doni, di carne e pelliccia, orso cucciolo catturano, da loro allevato, x 1 anno e mezzo, nutrito dal villaggio; con abiti ornamenti, offrono preghiere, a Signor delle Montagne, che animali dona, orso vien portato, fuori di sua casa, ucciso con 2 frecce, a festa propiziata; suo cranio è riempito, oggetti rituali, ossa occhi e pene, in luogo di montagna, poi sacrifican 2 cani, servi-messaggeri, x alleanze gemellaggi, tra clan diversi. Il culto della taiga, narra di Nanai maestro, che trova tigre e orso, due cuccioli totem, Nanai li alleva, per festa fine anno, quando orso viene, ucciso e mangiato. Ulcha saman categorie, secondo loro forza, Khoiraki curan se stessi, Suilme economia, Kasaty guida anime, con spiriti-assistenti, |Ayami in successione, riceve riti eventi: kamlanie cerimonie, attorno palo daru, sama canta richieste, di nozze o funerali, lamenti a tamburello, o conici sonagli, appesi a cintura, metallici campanacci. Nivk di Corea, cugini dei Nanai, migrati da Tartaria, abitan |fiume-Ussuri, e valle di |Amur, i maschi nella taiga, con riti propizi, fatti da famiglie, sfidano perigli. Loro linguaggio ha, natura emotiva, intenso accompagnato, da tamburo tintinnio, mormorio gorgoglia, grido estatico poi, voci spiri melodie, rilasciano cura, da Buni aldilà. Sama donne e uomini, ricevon doni parenti, 1 grave malattia, a volte lunga anni, trasmette loro mezzi, x loro rituali, tamburo ovale e batacchio, ungciukhu gisil, e abiti rituali, giacca e gonna disegnati, spiriti aiutanti, serpi rospi vermi draghi, con uccel dipinti, su strumenti musicali: durante kamlanie, indossa cinta cuoio, pendenti campanacci, rivolti a statuetta, immagine di Ayami, alter ego di sciamano, aiuta capo e mani; gli spiri cielo, han nomi pur manciù, Boa enduri e Boa ama, animali ed elementi, scendono a terra, per rituali scopi: ogni Nanai famiglia, ha grande figura, guardiano della casa, curato e nutrito, o albero preghiera, pietra progenitore, protegge da malanni, e aiuta cacciatore. Avan stagione caccia, ogni cacciatore porta, suoi idoli in taiga, presso albero adatto, scolpisce volto suo nume, lo prega assieme a Nonno fuoco, offre mini sculture. Uomo nasce da Orsa Maggiore, che accetta lamenti, preghiere e incanti, x buona salute, strumenti musicali, narran miti cosmogoni, che il custode fuoco, reca come doni. |Udege sanno imitar, voce animali e uccelli, con giochi sonori, di gola gorgogliante, fiato inspira espira, mentre maestro di cinghiali, chiama drago alato, che 4 zampe ha: a primavera alza testa, e il tuono soffia, ispira storie miti, nella tana di orsa, ripara qui una donna, che orso dopo sposa, per tutto inverno, a primavera ritorna, nutrita ad orso carne, la donna narra mito; Udege credon discendere, da 2 matrimoni, con orso e con tigre, oggi loro totem, poi 2 fratelli Kamdziga, divennero avi, fondaron loro clan, e vissero animali; se ogni accadimento, classifica universo, Anima è nei pesci, piante e ogni oggetto, viaggia ogni mondo, dal defunto ai vivi, oppure viceversa, nei sogni o nei riti. Kamui divinità, punisce avvisa a volontà, ogni creatur vivente, quando gira il mondo, portar carne e pellicce, Orso capo Montagna, travestito reca doni. |ITELMEN kamchadali, rivela nome stesso, parlano chuki-kamchiadalo, e vivono tra clan, in 22 comunità, allevator di renne, pescano i fiumi, caccia e raccolta, piante con funghi, loro base di dieta, son salmoni da fiumi; ogni comunità, ha 1 territorio pesca, sfruttato april-novembre, reti comunitar, donne curan casa, un igloo rettangolar, scavato fissato, con legna e material; credono a spiri, acqua fuoco aria terra, protettor di pesca, incarnati a statuette, poi offrono cibo, ai vulcani di Kamchatka, donne recitan storie, di eroe corvo-uomo, che crea loro terra: Kutkh è suo nome, creator di |Kamchatka, tiene 2 nipoti, 1 maschio e 1 femmina, loro sono gli avi, delle Itelmen tribù, come Coriachi e Chukchi, vicini di laggiù; volpe ama kutkh, mentre lui confligge, con famiglia topi, ovvero altri clan, risolve matrimoni, allea clan del topo, sue figlie dà in spose, ai clan lupi e orso. Itelmen melodie, son canzoni polifoniche, testo improvvisato, teatri smorfie mime, energici movimenti, a imitare animali, balena lupo orso, renna e cuccioli vari; accoppiamenti balene, accompagnano urla, gioie di astanti, a grida alkhalalai! dopo caccia buona, nutron fuoco e canti, espiri sibili di gola, e suoni inalanti. Muchamor consumatori, fanno 1 dono a Dio, mangian-muoiono con lui, in comune rito, lo avevano cercato, raccolto poi mangiato, invocato tra di loro, Divin manifestato: sette giorni e 7 notti, mangiano funghi, cibo e medicina, kamciaki koriachi ciukci, jakuti detti sakha, tungusi ed etrusci, e russi del mar Nero. Raccolta del muscario, in modo rituale, riduce suo danno, fatica può evitare, se fungo è maltrattato, bisogna rimediar, riattivar suo effetto, suoi nomi cantar: 1 canto Peana, chiama Pan Apollo, contrasta un potere, nocivo del fungo, se 1 erotico gioco, allieta quel fungo, allora intimità, lo eccita al gioco. Fungo sacro culto, chiave dei misteri, di abissi sotterranei, e fonti oracolari, lamenti evocazioni, al suo spirito aldilà, chiedono iniziati, portar sapienza qua. |Teleuti ai monti ALTAI, lascian rune attorno, a valle Yenisei, e in valle di Orkhon, loro sciamanismo, associa i culti cielo, di fuoco e focolare, a ritrovo del sentiero; ritengono Teleuki, che ogni sciamano, ha sposa celeste, come spiro protettore, Eliade narra il fatto, Golde vede in sogno, una piccola donna, che gli parla accanto: sono la tua Ayami, discendo dai tuoi avi, ti insegno loro arte, a curar malati, per prosperare clan, diventerai sciamano, accetta di sposarmi, se tu rifiuterai, altri non ci sono, tu sei designato, non esser riluttante, ti donerò un cavallo, per viaggio liminale, tra crisi e malattie, saman ti farò, fino a Samarcanda, con te cavalcherò. Ti amo e tu sarai, mio sposo sin da oggi, + spiriti avrai, che aiutano a curare, assieme gemme quarzo, ma tu dovrai obbedire, a regole tabù, richieste per viaggiare, confine tra due mondi, altrimenti impedirò, tu abbia altro lavor. Ayami aiuta poi, iniziatiche prove, insegna impossessarsi, di magici tesori: talvolta suo invito, è accettato malvolente, come un uomo Buriate, che da giovane avversava, quando si ammalò, come Giona entro Balena, nessun potè guarirlo, allor cantò sua Ayami, la malattia scomparve, riceve conoscenze, per altri da curare, suo compito accettare. Mito universale, tunguso e tolteco, narra perso legame, tra umani e Albero-vita, saman lo ripara, usando lingua twist, e rito ghostdance: uomo torna intero, se apre sua porta, ego monarca, lascia trono capo, costretto a doloroso, confronto con Dei, forze di psiche, frenate fino a ieri; contatto siderale, chiede sopportare, crisi e tensioni, accettar idea di morte, rinascer cavaliere, salvare umana nicchia; arrendersi a inconscio, smembramento corpo, sentito o immaginato, esperienza vuoto, simile a travaglio, condotto fino in fondo, di psiche e identità, denuda dogmi corpo: se ego è un etichetta, serve in gestazione, al termine dissecca, sboccia compassione, unire paradossi, trascendere conflitti, dopo la battaglia, emozione sa curare, cresce guarigione, donne van cantare, assistono sciamani, i corpi lacerati, riempiti di cristalli, cuciti sistemati, pronti per danzare. Rito vuole attore, vocazione o crisi, attore in te risponde, a vita immaginaria, accresci tolleranza, scompare timidezza, lor canto ricorrente, sposta tua coscienza. Ingaggio dai reami, accade giornalmente, viaggiano eroi, a mitica sorgente, raggiunto sfinimento, Dioniso ti accoglie, cura è conoscenza, di mitico legame, tenebra cade, cessa ogni tormento: se peccato è, smettere di amarsi, perdere autostima, cioè non perdonarsi, mito allora invita, ricoprire 1 ruolo, x salvare vita, o innalzare uomo. Allievo si raffina, rinuncia garanzie, emerge guarigione, 3 stadi di alchimia, spesso lunghi anni, futur samano torna, impara entrare uscire, con sua volontà, ogni viaggio chiede, porto di ritorno, accede in se stesso, latente altro mondo: recita individuo, nel viaggio eroe, infinite variazioni, ci parlano fiabe, mappe da seguire, oltre mia psiche. |Psiche dramma antico, mi vuole attore, Tu attore-guaritore, fai ponte col rito, connetti con Thera, rispolveri tuo mito, danzi nel cerchio, segui una pista, ritrovi le storie, che corpo drammatizza. Dioniso presente, ha maschera sul viso, natura della mente, illusioni del rapito, sua pubblica seduta, crea tensione culto, nella comunità, in trance posseduta. Lavoro di ricerca, pathos doloroso, gioco a nascondino, di ego laborioso, essere nasconde, nei regni immaginari, vado sua ricerca, con spiri legionari; rinnovo del mondo, riflette noi stessi, dipende creazione, da teatrali spazi, dove irruzione, del sacro può accadere, a sostenere vivi, in tempi decadenze. Se recito copione, mio ego scompare, con entità interiori, sviluppo legame, esse legano storie, ai mali umanità, crean significati, al fine di curar. Civiltà moribonda, travisa ogni cosa, isterico o introverso, etichetta ogni saman, sua trance sale o scende, cerca soluzione, al degrado corrente, trova anima smarrita, la ripone in corpo, smarrimento risolto. Culture caccia e raccolta, coltivano modi, di estasi sedute, primo dramma rituale, fase preparatoria, invoca ausiliari, viaggio e congedo, da spiriti aiutanti, chiusura di seduta, poi sveste costume, accessori e tambure; attiva espedienti, a impressionar paziente, imita animali, scherza con amore, ama suo lavoro, oltre i protocolli, caccia virus spiri, a mezzo dei suoni; in sedute notturne, cavalca danza canta, in casa di malato, compenso sopravanza, se saman chiede troppo, o chiede nulla, può cader malato, di abuso fattura. Comunità prega osserva, lui trance posseduto, da spiriti ausili, supplica e blandisce, minaccie o duella, e musica rivolge, x spiriti incantare, sciogliere o legare: ogni canto è personale, num di sua Ayami, contatta alterità, nasconde suo volto, temporaneo scudo, ai colpi energia, in viaggio aldilà, istruito da entità, vaso consacrato, suscettibile integrato, litanie aprono varco, entrando nei sogni, con ritmo musicale, collega suo bioritmo, affettive risonanze, x ritmo efficace. Messia riluttante, fugge un copione, a motivo e spavento, aprire delle porte, paura della morte; illusione di ego, svanisce nel copione, individuo sperimenta, gioia e fusione, esorcizza ogni paura, ecco iniziazione, risveglia energie, paziente-spettatore. |INUIT guaritore, cura con passione, usa cio che ha, sua disposizione, se eskimo manca piante, sfrutta isteria, tecniche transe, estasi nei poli, fenomeno spontaneo: 1 angakoq lo sfrutta, risolve quotidiano, monoton percussioni, fumo legna e carne, artica isteria, è freddo e privazioni, Volva norvegesi, Vyedma sama russe, greche Melisse, turche donne Kam. Tungusi di Manciuria, fatica professione, tornano sciamani, dopo molte storie, cambiamenti umore, romitaggi in boschi, ricerca solitaria, motorie agitazioni, crisi sogni e canti, infine la visione. |Eliade narra 1 Golde, sciaman 42 anni, sen figli e moglie, forte mal di testa, cercano guarirlo, nessuno vi riusciva, egli alfine prova, tradizonale via: divenni sciamano, primao di me stesso, e dopo 3 anni, curavo pure gli altri, se vocazione appare, sol dopo malattia, iniziazion sia, cura pro-attiva. Tutti hanno spiro, riconoscano o meno, ognuno sue emozioni, sa infierire attorno, pur senza saperlo, ferisce pian verbale, piano fisico e poi, piano spirituale. Najagneg saman, cerca buio silenzio, in solitaria quiete, diventa un angakoq, privazion sofferenza, apre interna mente, visioni sogni incontri, consci ed inconsci, spiega e analizza, emerge intuizione, durante ogni lezione, vola ulteriore. Tema ricorrente, in sciamaniche culture, perduta connessione, al mondo mito primo, donne sciamane, in Cina dette 巫 Wu, esagramma 58, nel libro di IJing, ideogramma Wu, inglese woman-male, saman medicina, Wu nei nomi luogo, leggendar monte Meru, Yi è curandero, Xi è maschio wu. Chiamano pioggia, a mezzo di danza, donne possedute, da Shen spirito-radice, viaggiano ai cieli, su serpente |Xi-Wangmu, insegnano arte, al khan di Shun: consiglian 2 sorelle, togliti vestiti, indossa abiti Uccello, fai lavoro drago, e Shun ebbe successo; nei 9 canti Chu, in estasi rapito, corpo del medium, erotico danza, richiama Kama sutra, diversi feticismi. |Uzume urla e danza, regina giapponese, in corte primordiale, selvaggia su alture, danza e si denuda, tintinna genitali, a ritmo dei suoi piedi, attira Dei sovrani: in grotta Amaterasu, sente tal schiamazzo, curiosa apre porta, vede sullo spiazzo, gli Dei mettono specchi, vede sua bellezza, non riesce contener, orgasmo con ebbrezza. Sciamano è guaritore, come i curandero, mentre i curandero, non son tutti sciamani, i maghi son riflessi, nelle culture urbane, ma solo lo sciamano, proietta estasi varie. Estasi e trance, allude stessa cosa, entrata ed uscita, da crisi esistenziale, in genti cinesi, son crisi ambivalenti, pericolo e occasioni, di psiche correnti. Wu donne di stato, publi cerimonie, estromesse a fin impero, fondano scuole, Cina dittatura, declassa lor lavoro, possibile minaccia, patriarcale gioco. Solo in siccità, danzano daoiste, Wang uomini disabili, uniti con le Wu, quan rito non riusciva, Wu furono punite, ma gente comune, vuol wu-wang x guarire. 9 Canti sciamani, del paese di Chu, descrivon cerimonie, corpi braccia su, strappano vesti, movimenti velo in mano, corpi avanti dietro, esibiscon deredano, con abiti uccelli, rito pioggia o funerario: esibizione rituale, del corpo femminile, seduce spiri irati, e pioggia fa fluire, poemi in allusioni, di erotiche nozze, wu usano giada, per spiriti consorte. Ling danza serpenti, ha copricapo piume, viso come tigre, wu-samana in trance, colpisce sua pancia, tamburo membrana, creatura del vento, apre ali e chiama. Saman maschi cinesi, chiamati NanWu 男巫, travestiti da donne, pur kathoy del Siam, ossa oracolari, ci riportano ideogrammi, wu che guarda sole, piogge attira grandi, in simpatica magia, donna è Acqua Wu, espone corpo al sole, o fuoco di falò, digiuno e vigilanza, con forte intenzione, a volte gocce sangue, donate a mezzo lame, o cespugli rovi, come in rito Chod. In regno Shanshung, durante Orda d'Oro, emergon sacerdoti, bon-po rituali, in religione Bon, nomadi tibetani, propiziano monarca, lo incensan contro mali; funzionari addestrati, reggon malumori, guidan rito |CHOD, con tamburo e onori, tra culti della Morte, smashan sadhana, testi bon e jaina, shaktiti e sramana. Medita impermanenza, ceneri su corpo, pratiche estreme, sadhu aghori fuoco, usano Damaru, tamburello doppio, con pelli animali, chopa visualizza, cottura smembramento, offerta di suo corpo, parte di banchetto, a spiriti del luogo, sazia lor tormento. Chopa travestito, usa ossa di avi, femore trombetta, detta kangling, soffiando spiri chiama, invitandoli a festa, o funeral monarca: se divien divinità, cadavere e salma, il cranio recide, riduce corpo a pezzi, cuoce carne sangue, crani fuochi lenti, sepoltur celeste, sopra torri alte, dove corpo smembrato, consuman avvoltoi. Ospiti appagati, chopa infine avverte, tutti i desideri, cerimonia acconsente. Chopa cura lebbra, allontana tempeste, cura tubercolosi, calma ninfe adirate, dopo rito officio, studia chod mahamudra, 1 trasferimento, di coscienza in vita. |SAMAN ䷘ detto Wu 巫, vive 4 tappe, lungo fiume Amur, trova nume aiutante, chiamata e sacre nozze, con Ayami fate, smembramen discesa, doni e ritorno, poi in ogni cura, viaggia il ricordo. Sama cerca parlare, con abito rituale, tambur cinta sonagli, gonna e collane, a stabilir contatti, con inconsci malati, incarna eroe paziente, con ipnotiche campane; penetra corpo, minacciato da malattia, guida battaglione, di spiriti guida, a poter liberare, anima prigione, suo lavoro produce, credenza salute; stabilito canale, potenze lui media, parole del paziente, in bocca di analista, presunti sentimenti, e latenti intenzioni, recitano attori, travagli interiori. Anima è psiche uomo, ideale di donna, prodotta da inconscio, improvvisa visione, sovrasta ogni cosa, nei mistici accade, reca sentimento, compensa la ragione; sposa celeste, assistente interiore, presagisce ogni cosa, su incognita terra, animale psicopompo, porta eroe aldilà, sama copre volto, frangia aiuta concetrar. |Ayami insegna lingua, innato genio interno, recupera copioni, oniriche visioni, anche apocalisse, esprime iniziazione, mito crea futuro, storia e passato, Ayami di Siberia, è anima che guida, come Beatrice, nel dialogo di Dante: io sono Ayami, Tu sarai mio sposo, assisto tuoi riti, ti insegno saliscendi, ritorna tuo paese, inizierai curare, obiettivi poni, che guidano viaggio, perdonati le colpe, usando tuoi doni; unisci psiche maschio, a femme sensazione, subisci digestione, ovvero gestazione. Buddha sotto pianta, sente re serpente, mentre tempesta, alza corrente, spiriti enzimi, parlano con lingue, frattale ritmo rito, a raggiungere miti, intrecciano copioni, a unire neuroni, morte e rinascita, son gioco posizioni. Saman vede cose, gira attorno a esse, a scopo di evitare, lo spirito che tesse, cosi può vedere, possibili insidie, e meglio negoziare, per le anime rapite. Se ascolto cuore inconscio, Io sta fuori trono, tensione fra 2 poli, irrompe a coscienza, dialogar essenza, aiuta a fiorire, partecipa cosciente, libido che vive. Se ostacoli forte, la bella si arresta, indietro regredisce, incontra ricordi, tosto li attiva, e crisi sconfina; se libido cerca, simboli medium, memoria si riattiva, ritorna vocazione, lei offre messaggi, a volte desiderio, tornar grembo sorgente, in sogni o malattie, baratto e confronto: se rito anima simboli, causa cambiamenti, Jung dimostra che, simbolo trasporta, libido energia, riesce indirizzar, obiettivi realizzar. Van Gennep descrive, riti di passaggio, algoritmi cerimonie, che regolan mutazio, mistica unione, di singoli e gruppi, a definire vita, ordinaria e straordinaria, spontanea malattia, reca seconda vista, ngosè modello a stadi, fa bimbo eroe ed avo, affronta la prova, vince dipendenza, di madre o disistima, prosegue cammino, dolor divien risorsa, in psiche successiva. |CHUONNASUAN è Oroqen, sciamano che percuote, grida col tamburo, sua danza notturna, un rito di cura, per 1 membro malato, della sua cultura. Chuonnasuan ebbe nome, donato da sua mà, quando era infante, e gli uccelli imitava, sensibile suo animo, segue lungo apprendistato, tra crisi e malattie, per divenir sciamano. Sua prima malattia, scatta a sedici anni, perse nel 43, fratellino e sorellina, trauma doloroso, lo porta vagabondare, solitario nelle selva, dolore trasmutare; sua mamma preoccupata, consulta curatori, ma dopo fallimenti, trova Wuliyen donna, Wu Oroqen sciamana, accetta sua cura, lo guida nel sentiero, di rituale cultura: su rive fiume Huma, 3 giorni di lavoro, 30 persone in yurta, uomini ad un lato, donne altro lato, oca e pesce in dono, mentre Wuliyen danza, percuote suo tamburo, con canti di bukàn, presenta il ragazzo, a 50 suoi bukàn, il giovane è adottato, un a uno ogni bukan, gli mostrano sentiero; lui danza loro forma, spontaneo su terra, i presenti pian piano, seguono sua danza, Wuliyen canta nomi, il ragazzo li sentiva, scendere dal bwa, berye e buni mondi: bwa-berye-buni, tre cieli cosmologia, di + gruppi tungusi, Shirokogorof riporta, come ruolo Jardalani, spirito assistente, erede degli alani. Dopo Wuliyen cura, Chuonnosuan guarito, torna da famiglia, che prepara costume, jardalani assistente, sitter di sciamani, soccorre lo sciamano, nei critici stadi; a fare tale ruolo, serve solo osservare, onesto in relazione, acuto saper leggere, andamento esibizioni, +di saman che serve, capire suoni e moti, ai presenti traduce, la venuta del bakan, indovina da indizi, ciò che dice saman. Seconda malattia, arriva a 19 anni, innescata da crisi, trapasso di sua moglie, solitario soffre, non mangia ne dorme, siede in silenzio, sotto albero a sentire, canti degli spiri, scopre bukàn del nonno: passeggia al fiume Huma, perde conoscenza, lo affidano i parenti, allo zio Minchisuan, maestro rispettato, lo fa danzare molto, fino a guarigione; ritorna salute, quan pace è dentro lui, nuovi spiriti trova, accanto ai precedenti, al top sua carriera, ne conta 90, amici e ausiliari. Terza crisi arriva, dopo morte di suo zio, Minchisuan nel 47, dopo rito solitario, Chuonnasuan ha 20 anni, incosciente 3 giorni, 2 mesi confusione, famiglia cerca saman, trova Zhao-li-ben, che gli chiede divenire, saman di cura, suo stesso jardalan, Mengjifu impara, mima suo maestro, questi poi comprese, suo talento innato, un giorno gli fu detto, rivolgiti ai bukàn, a divenir samano, loro possono accettarti; presso fiume Huma, confine russo-cina, radura manciuriana, performa cerimonia, lo aiuta assistente, gira su se stesso, e sciarpa protende, aquila lanciata, in volo circolare, specchi bronzi tiene, appesi al costume, fronte schiena petto, con cimbali sonori, moglie passa copricapo, fa trasformazioni: frange e corna cervo, coperte di bronzo, lui batte il tamburo, agli spiriti canta, muovendo testa e corpo, x lasciarli andare, inviarli al mondo sopra, indietro poi cade, moglie lo sorregge, gli spiriti nel corpo, lo spingono in trance. Meng-jin-fu chiamato, in lingua cinese, dopo sopravvissuto, a rivoluzione culturale, rimase sciamano, fino estate 52, quan quadri partito, gli pagan treno aereo, esplorare città Cina, propaganda seduttiva, del governo comunista, che cambia loro vita. Zhao-Li comunista, convinse altri oroqen, abbandonar sciamanesimo, lui venne rieducato, tuttavia alcune notti, salta dal letto, ha istinto a danzare, con spirito consorte. Da nomadi a stanziali, in Bayinna e Shibazhan, fan rito di addio, commiato dai bakàn, popolo Oroqen, fa rito in ogni casa, sama e jardalani, smisero carriera, distrutti col fuoco, oggetti medicina, mentre il nonno lesto, costume nascose, per stirpe discendente, in futuro apparirà, in sogno a suo nipote, che mostra crisi segni, e sa leggere nei sogni, ritroverà costume, nascosto sui monti; Chuonnasu in yurta buia, sta su pelle animale, entra in buni mondo, vede aquila a 2 teste, dono di suo zio, guida cura animista, trapassa nel 2000, culto vive in sua figlia. libro_sciamano-jung.m4a
lume162-Chuonnasuan era ancora ragazzo quando il mondo cominciò a parlargli in una lingua che nessuno attorno comprendeva; arrivarono malattie, lutti, silenzi. Camminava nella foresta senza sapere cosa cercasse, eppure continuava a tornarci; ogni volta lasciava qualcosa, ogni volta riportava indietro un frammento di sé. Gli anziani non cercarono di guarirlo dal suo smarrimento, lo accompagnarono ad ascoltarlo, dicevano che: quando una ferita non si chiude, a volte sta aprendo una porta. Nei sogni comparve Ayami, l'antica compagna degli sciamani del suo popolo. Ayami non imponeva una strada: camminava poco più avanti, voltandosi appena, attendendo il passo di chi la seguiva. Gli insegnò il ritmo del tamburo, il tempo del silenzio, il linguaggio degli alberi e degli antenati. Chuonnasuan comprese che non doveva dominare gli spiriti, ma entrare in relazione con ciò che aveva imparato a temere. Quando tornò tra la sua gente, disegnò ciò che aveva visto e sognato, poi cominciò a danzare: ogni gesto ricuciva il dolore di una persona al respiro della foresta degli avi. Curare non è cancellare la ferita, ma restituirle un posto nel racconto della vita.
163:lume163-I Misteri Eleusini venivano celebrati ad Eleusi in onore di Demetra e Persefone. Al centro del mito stava il ritorno della figlia: discesa, separazione, ricongiungimento, nuova stagione. Il ciceone, ricordato nell'Inno omerico a Demetra, era una bevanda rituale preparata con acqua, orzo e aromi; mentre Platone cita la punizione di Alcibiade, che avendo rubato il ciceone dal tempio, per farne svago in un party privato con ospiti, è condannato a pagare una multa, poichè a nessuno era consentito profanare la bevanda dei misteri. Il culto venne chiuso sotto Teodosio e i santuari devastati, con roghi di libri in Alessandria, e molti fedei e sacerdoti che si rifugiano nei deserti per preservare i misteri dell'epopteia, dove morte e vita apparivano come movimenti di un medesimo ciclo. La memoria di Demetra non scomparve: attraversò racconti, colture e feste, dal Mar Nero al Mediterraneo, dalla Sicilia alle Eolie, dove sfilate su carri in festa ricordano le nozze tra Ade (Dioniso) e Persefone (Core) e la loro luna di miele. Nell'isola di Alicudi, il Pane Matto diventa un nuovo ponte simbolico tra il vecchio ciceone e la moderna psichedelia. Stanislav Grof lavorò con l'LSD, sintetizzato da Albert Hofmann a partire dall'Ergot, un fungo che infetta e origina il pane matto. In questa genealogia simbolica, da Eleusi ad Alicudi, Barbanera dice: Luna e piogge fanno dei funghi la fortuna; dalla terra umida nascono nuovi mondi.| Raseno cita il modello di Eleusi nell'Inno di Demetra–Persefone–Ade, archetipo di vita–morte–rinascita e fondamento dei Misteri. Demetra a Eleusi (pozzo Callicoro), dolore consolato da Iambè; il vino mutato in kikeon apre la visione di Kore e degli antenati. La Dea istituisce tempio e iniziazione mentre lancia siccità finché Zeus negozia: 6 mesi con Ade, 6 con la madre, nascono le stagioni. Persefone opera nel buio invernale; in primavera svela i misteri e, tramite Trittolemo, insegna agricoltura dei cereali. Veglie, digiuni canti e danze sono il rito nel Telesterion, dove si beve kikeon, buio totale, epifania di Persefone (madre col bambino). Processione e prove: pellegrinaggio, ponte liminale, insulti osceni alla maniera di Iambè; musiche, luci e tuoni dal Plutonio. Accesso anche a donne e fanciulli, voto di segretezza ed esclusione dei rei. Tradizione diffusa da Egitto a Bisanzio e in tutto il Mediterraneo e Mar Nero. Platone ammonisce Alcibiade che profana il ciceone: la sostanza va usata solo in contesto rituale. Scala a 7 gradi: Piccoli/Grandi Misteri, Epopteia (vedere a occhi chiusi), Corona, Sacerdote/Dux, Ierofante, Suprema. La Commedia di Dante è riletta come itinerario eleusino: morti simboliche, sette P, muro di fuoco, Epopteia/Medusa, coronazione etica. Pedagogia: leggere è agire; il vero si apre con Grazia, occhi esterni chiusi e intuizione accesa. Declino storico (Teodosio/Alarico, roghi e chiusure) ma continuità in anacoreti, sufi e filoni sapienziali. Etica del messaggio: pace, amore, conoscenza viva che trasmuta il dolore in libertà. Ipotesi enteogena: kikeon/pane matto legati all'ergot su orzo/segale; ergotismo e visioni (Alicudi, leggende locali). Sant'Antonio e gli Antoniani curano l'ignis sacer con unguenti, reliquie e farmacopea popolare. Dall’ergot a Hofmann: LSD e terapia psichedelica (Pahnke, Grof), Huxley e passaggi di morte; ombre di MKUltra. Mito poetico finale: 7 chicchi di melograno, riconciliazione con Ade/Dioniso, nozze sacre e rifiorire del mondo—matrice di ogni rinascita.# Raseno narra in versi, inno di Demetra, ciclo vita-morte, di Persefone e Ade, canto fondatore, e base dei rituali: Demetra vagabonda, come mito tolteco, a Eleusi si riposa, al pozzo Callicoro, seduta silenziosa, con velo sul viso, ospite di figlie, cordiali di re Clio, assorta in dolore, distratta da Iambè, che erotica con scherzi, mostra suo seder, come Uzume fece, nel mito giapponese. Iambè porge vino, Dea lo muta in Kikeon, bevanda che permette, veder la figlia Core, dal regno dei morti, ognun vede mistero, rivede antenati, mai morti davvero. Demetra ringrazia, rivela sua natura, suo viaggio continua, olimpo ancor la indigna, a Eleusi lascia tempio, memoria della figlia, sia da iniziazione, ai misteri della vita. Demetra poi scatena, su terra siccità, minaccia estinzione, intera umanità, fra Dei di olimpo, rifiuta tornare, Zeus la soluzione, va escogiate: 6 mesi inverno, Core sia con Ade, poi nel resto anno, Persefone riappar, fiorisce a primavera, al mondo vegetal, Demetra soddisfatta, a olimpo va tornar. Core scende sottomondo, arriva inverno, opera nel buio, prepara nuovo ciclo, durante primavera, rivela suoi misteri, che a Trittolemo svela: insegna a coltivare, in mese Antesterione, Orzo Cereale, da Febbraio-Marzo, cominciano iniziandi, a far preparativi, per divenire banzi; i loro mistagoghi, insegnan tutti riti, per prepararli bene, a conseguire miti, veglie e digiuni, canti e danze sacre, le gesta di Demetra, Persefone con Ade. Rivivono nel tempio, origine di tutto, vedon la Regina, suo ventre Gesù frutto, in Eleusi gli iniziandi, bevon kikeone, discesa sottosuolo, purga e morte sono: scopo è stimolare, beatifiche visioni, per anima curare, da false divisioni, vedono nel buio, natura e compassione, bellezza e tragedia, di ogni stagione; se giovane uomo, fa sua trasformazione, attua vita e morte, poi resurrezione, il giovane Cabiro, fa celebrazione, diviene un adulto, attore e spettatore. Eleusi circolare, due piani edificio, mercati e processioni, son sotto magistrati, guida un sacerdote, la purificazione, per tutti iniziandi, segue confessione. Donne e fanciulli, pure sono ammessi, nelle cerimonie, due sole condizioni, obbligo al segreto, ed esenti da delitti. Pellegrinaggio al mare, prove di passaggio, migliaia di studenti, ognun con tutore, pur semplici curiosi, salmodiano diretti, Eleusi direzione, invocano Dio, passano sul fiume, sopra stretto ponte, che tra vivi e morti, rappresenta il fronte; pellegrin raccolti, vengono insultati, da osceni imitatori, da Iambè mascherati, giunti a Eleusi a sera, folla salmodiante, si alza e discende, una luce penetrante: cimbali con fiati, timpani con cetra, diffondon melodia, che suscita follia, visione collettiva, di forme venerande, uomini paesaggi, mondo assai + grande; da covo segreto, mugghiano risposta, Taurini imitatori, tuonano da grotta, detta Plutonio, passaggio del Dio Ade, signore di oltretomba, marito di Persefone, concede primavera, a ogni creatura. Rito dei Misteri, si fa nel Telesterion, sala ritoccata, quan crescono fedeli, centro illuminato, a lucerne di candele, come un salon dorato; sorveglia porta a sud, Ercole-Michele, mentre nel salone, accade cerimonia, fedeli esperiranno, mistero della gloria, seduti sui gradoni, bevon kikeone, nel buio completo, inzia la visione: dal regno morti sale, e torna a convito, Persefone phasmata, con suo bimbo figlio, Pindaro ricorda, che questo è gran finale, di colpo appare luce, famiglia sacra appare, nel Natale astrale. |MISTERI di DEMETRA, nati in Egitto, giungono a Bisanzio, seguen case imperiali, in Congo ed Etiopia, Kashmir e Indie, da lì fino in Sicilia, alla piana di Lentini, Crotone e Siracusa, e su isole dei mari, Mar Nero e Mediterraneo, Alicudi e Samotracia, Crimea e e lidi vari, in direzione sud, assieme ai migranti, detti allor Pelagi, che piantan campi orzo, e prendon forma varia, tra popoli che incontra, modello resta Eleusi, santuario rinomato, di imper greco-romano. Platone infatti narra, la storia di |Alcibiade, che ruba il ciceone, bevanda visionaria, ai suoi ospiti la versa, in un party privato, a pagare una multa, Alcibiade è condannato, per aver profanato, bevanda dei misteri, fuor contesto rituale, cui partecipan re, principi e poeti, Adriano e Gran-can. Eleusi riti in sette gradi, 7 morti iniziazione, ogni grado superato, coincide con la mimesi, di una morte e rinascita, morte e resurrezione, per ogni grado un passaggio, per ogni grado una Pasqua. Primo grado piccoli Misteri, secondo grado gran Misteri, incentrati sul mitema, di Persefone e Demetra, terzo grado è la |EPOPTIA, intuizion vision di Dei, Quarto grado è la Corona, Quinto è Sacerdote e Dux, Sesto è regale ierofante, Sette infine e la Suprema. Dante quattro volte muore, assistito da Virgilio, e per quattro volte sorge: caddi come uom che sonno piglia, dopo il passaggio Acheronte, fiume di seconda morte, inflitta dal peccato in sè, qui muore Adam peccato, poi morì al suo mondo, caddi come corpo morto cade, dopo racconto di Francesca, che straziante gli dice, noi tignemmo il mondo sangue, ma pregherei per tuo destino, o animal grazioso e benigno, che vai visitando aere perso, io ti sento disperato, segui tuo passaggio, fino al Purgatorio, con rito celebrato, da un Angelo portiere, che con punta spada incide, sette P su fronte tua, che ti saranno cancellate, alla fine della prova, dopo aver attraversato, 7 cornici di anime purganti, che commiser 7 peccati. A inizio 27mo canto, Dante è messo a prova, a superar muro di fuoco, che lo separa da Beatrice, cancella settima P, e mima nuova discesa, di Anima dal Cielo, torna abitar corpo mortale, 7 gradi scende e risale. |Dante prova cecità, quan muore alle tenebre, che circonfuse luce viva, lasciommi fasciato di tal velo, che nulla mi appariva, per rinascere dopo, di novella vista mi riaccesi, che sopporta qualsiasi luce. Quando muore a mortalità, si è congiunto e assimilato, a infinito samadhi. Aquila lo protegge, in dode canti infernali, Dante muor-rinasce tre volte, secondo Eleusi tappe, mister orfico-pitagorici: muore dopo Acheronte, caddi come uom che sonno piglia; poi muore a sue illusioni, nel canto di Francesca, caddi come corpo morto cade; muore agli occhi corpo, quando si aprono gli occhi, dell'anima intuitiva, che guarda nel Mistero, drizza il nerbo viso, su per quella schiuma antica, poi in decimo canto, incontra Farinata ghibellino, che pronuncia esilio profezia, infine artigli potenti, lo spingono al volo, scrive Dante a Cangrande, signore Scala di Verona, che Spiritual scrittura, non ammette scorciatoie, il traguardo è l'Assoluto, qui da vivi in ogni luogo, la Commedia nel suo insieme, tu la interpreti in più sensi, come tosto fai coi miti, Ana–ago conduce in alto, sovrasenso dice Dante, sul poema letterale, sta scrittur spirituale, superne cose gloria eterna, istruisce l'Alighieri, sua opera pedagogica, conduce a iniziazione, Cammino grande umanità, fino assoluti fulgori, contempli eterni e incorporei, sempre identici a se stessi, qual filosofia perenne, infallibile e stabile. Città di Dite ingresso, è fortezza di Satana, un portone chiuso sbarra, a Dante e suo maestro, Virgilio ansia e terrore, demoni impediscono la strada, con tracotante violenza, e nemmeno sue parole, che già convinsero Caronte, riescon persuaderli, aprir seconda porta inferno; sà che deve arrivare, un aiuto dal cielo, il messo celeste è in ritardo, intanto su Torre di Città, Dante riconosce tre Furie, greche Erinni della rabbia, che coi loro stessi artigli, si feriscono il petto, e lancian grida furore, minacciando porre fine, al viaggio sacro di Dante, urlano invocando la Gòrgone, che con suo sguardo pietrifica, Virgilio in panico per Dante, gli dice di voltarsi, e di coprirsi viso a mani, per evitar Gorgone, lo fa girar di spalle a torre, e aggiunse le sue mani, sopra quelle di Dante: per vedere Invisibile, bisogna avere occhi chiusi, Epopto appare dunque, al nono canto Inferno: volgiti in dietro, e tien lo viso chiuso, ché se Gorgón si mostra e vedi, nulla torna suso, o voi che avete sale, mirate la dottrina, che si asconde sotto il velame, dei versi poema strame, Leggere è un Agire, Agire è Scegliere la strada. Epopte avrà bendati, gli occhi del corpo, apre occhi interiori, intuito si fa desto, e solo in stato Grazia, accede al ver reale, senz'esser pietrificato, poichè nessun mortale, può guardar Medusa, mentre solo stato Grazia, da all'anima intuizione, interior occhio divino. Edipo si cavò gli occhi, a veder meglio le forme, della sua tragedia, Epopto in greco vuol dire, Colui che Vede a Occhi Chiusi, terzo grado iniziazione, ai Misteri Eleusini, suo segno è occhi bendati, da una benda in lino bianco, per dirigere lo sguardo, verso superne cose, dove di norma non si giunge. Alfine arriva il messo, con gran fracasso e bufera, apre la porta inferno, e i demoni rimprovera, Virgil sospir sollievo: li occhi mi sciolse e disse, or drizza il nerbo viso, tuo arbitrio è ora sapiente, temperante dritto e sano, ovvero giusto e forte. Dante incontra le anime, doppiamente morte, nella Città di Dite, chiuse in sepolcri fuoco, che saranno sigillati, dopo il giorno del Giudizio; con discesa nel Dolore, cancella sette P su fronte, e si avvia a risalire, per vestirsi di Virtù, superando morte al Fuoco, in cima al Purgatorio, lui muore a schiavitù, e conquista la morale, cioè corona imperiale, e corona mitriale, di rex e pontifex, tre virtù teologali: Fede Speranza e Carità, poi le 7 cardinali, Giustizia e Fortezza, Sapienza e Temperanza Poi muore alla memoria, bevendo il fiume Lete, mima morte annegamento, nelle acque fiume Oblio, abbracciommi la testa, mi sommerse ove convenne, che io acqua inghiottissi, della buona conoscenza, Dante sua virtù ravviva, come piante novelle, disposto a salire alle stelle, se uomo oltrepassa territori, dei grifoni e le sirene, terrore e inganno di illusioni, trasvola i segni delle stelle, e al centro del suo affanno, trova suo specchio e suo motore. Beatrice dice a Dante, INIZIARE è liberarsi, delle pastoie del mondo, del falso seminato in te, Aquila è con te da sempre, ha visto te bambino crescere, ti ha osservato da giovane, mentre giravi il mondo, ha mai smesso di guardarti, quan ridevi con te rideva, quan piangevi con te piangeva, è la tua anima compagna, custode del volo e tuo destino, Aquila ti dà iboga, e un collirio per vedere, annusar dolor dei Lupi, vuol dire volar con Lei, volatilizzazione, trasparenza e leggerezza, a a incontrar tuo Spirito, principe azzurro delle fiabe. Aquila imagine divina, mi diede soave medicina, a far chiara mia corta vista, con buon cantore e citarista, fa seguitar guizzo di corda, in che piacer lo canto acquista, sì mentre parlò mi ricorda, ch'io vidi due luci benedette, che a batter d'occhi si concorda, con parole mover le fiammette: i due beati pagani, strizzan occhio a Dante, un patto complicità, dentro l'unica realtà, Spirito interno a ognuno, cui ognuno pren coscienza, di chi veramente è, e di illusion che lo circonda, perviene a stato pace, anche se vive ancor la mischia, egli non vi appartiene, come un Nityananda, una parte sua natura, gioca il ruolo assegnato, mentre il suo alto sè, si innalza sui tumulti, ne sorride in serenità, respira e vive eternità. Spirito eterno e quieto, nessun creatura può sedurre, solo Spirito però, puoi sedurre le creature, così predestinazione, è solo un atto seduzione, in cui si è compiaciuti, Lucifero ad esempio, rifiutò Spirito seduzione, e smise di volare, senza più diademi. Dante alleggerito, vola a stelle dei Gemelli, nel Cielo Spiriti Contemplanti, Saturno Yoros Celeste, quarto tratto del percorso, Aquila accoglie Dante in ali, con lui soffre la materia, e al centesimo canto, lo consegna ai Centauri, per materia re-incarnare, precipita tutte orbite, fino allo Inferno, al tempo smarrimento, senza saper essere, in uno stato Grazia, Beatrice ha intercesso, per sua protezione, il suo corpo è rinato, con Spirito congiunzione, con Aquila che lavora, plasmandolo e fortificandolo, pronto al viaggio infernale, inabissamento alla Materia, dove smarrimento è mutilazio, di coscienza del divino. Verità è scorta con sforzo, in quanto reca gran potere, disprezzata dai malvagi, così riti son segreti, poichè Natura ama nascondersi, in quanto Divina per se stessa, visibile è apparenza, invisibile è sostanza, Voi che intendete, il terzo ciel movete, udite il ragionar mio core, nel convivio di Pitagora, specchiatevi al Cielo, con rotor zodiaco, en giro torte sol ciclos, et rotor igne, girano i cerchi e giro anche io, nel solstizio del Battista, in cattedrale fiorentina, meta di Ordine Templare, e corporazione Setaioli, alla fonte battesimale, ottagonale in marmo, dove Dante mette i simoniaci, a testa in giù e piedi in alto, rapaci seguaci a Simon Mago, che vendon cose di Dio, per oro e per argento, battezzati al contrario, nella cecità del soldo, mai toccati da acqua Grazia. Pochi vanno oltre, il secondo/terzo grado, pochissimi al settimo, Virgilio giunse al quinto, Sacerdos et Dux, e là nel nono canto, compie i gesti Epoptìa, per iniziare Dante, dal primo fino al quarto, mentre al quinto e sesto, sarà Beatrice e SanBernardo, poi a esser simile al Settimo, supremo grado come ruota, che ugualmente è mossa, si assimila Assoluto. Dante rivela suo grado, al canto quarto di Inferno, io fui SESTO tra tanti QUINTI, pur se ancor non lo sapevo, Virgilio lascia Dante, al Canto 27 Purgatorio, quan lo incorona e gli dice: da me non aspettarti, altre parole e segni, poichè libero dritto e sano, è or tuo arbitrio scelta, così io ti incorono, con corona Imperatore, e con mitra Pontefice, sarai poeta o mistagogo, medico o capo politico, chi non ha tale corona, mai avrà tal ruolo, professione scegli d'uopo. Dante parabola terrena, ricorda tali fasi, come un ape operaia, poeta e medico speziale, capo politico e mistagogo, e dopo cerimonia iniziazione, è neofita che siede, al desco dei filosofi, del passato e del presente; suo compito sarà, elevarsi a contemplare, ciò che è ver reale, poi tornare sulla Terra, ed essere guida di Cangrande, e future discendenze. Virgilio in canto Inferno, dice che tutti convegnano, da ogni paese e classe, catari alchemi ed ermeti, templar massoni e pitagori, fedel di Amore e cristiani, e di ogni santa religione, tutte briciole Assoluto. Dante in Limbo valletta, degli Spiriti Magni, vede filosofi e poeti, sussurrar conversare, chiese al suo Virgilio, se qualcuno ha già percorso, intero itinerario inferno, a contemplar ciò che è reale, tornando a terra salvo, dal pericoloso viaggio. Virgilio rassicura, conferma lui l'ha fatto, è giunto al quinto grado, così risede in Limbo, poichè sol Sesto grado, entra nel |Santuario, contempla divinità, riflesso illuminante. |DEMETRA mito vive, fino a quando re Alarico, invase malata Bisanzio, santuari son distrutti, Teodosio cambia leggi, tra roghi libri in |Alessandria, i sacerdoti van fuggire, nei deserti e lungo i mari, anacoreti cuori sufi preservano salute, purgano illusione, di ogni dogma e scure. Impero venne scosso, il mondo è sottosopra, perde cieli astrali, inondazioni e terremoti, fango e più vulcani, azzerata è civiltà, ma la Fede sopravvive, nei cristiani convivi, consolatore arriverà, Giovanni ci descrive, Spirito di Verità, un di ritornerà, lo ri-troveremo, nel rito riproposto, deponete le armi, rinfoderate le spade, che usate contro Voi Stessi, contro la Vita e suo Mistero, contro gli Altri come voi, crescete in sapienza, cercate la Verità, pretendete il volo, conquistate la libertà, di respingere il dolore, come narra Alighieri, col suo viaggio estenuante, inestimabile Commedia, riprende libertà, di sognare il bene in stelle, e amatevi gli un gli altri, per quello che siete, come divinità mortali. Conoscenza viva fonda, sulla pace e mangia pace, appare viva e salda, forgiata e temprata, dal CAMMINO e da SCRITTURA, beve dolore e lo trasmuta, nel libero sognare, che è Bene ovvero amore, solo amore e sempre amore. Templari ed alchimisti, pitagorici ermetisti, cristiani ed eleusini, fan percorso di sapienza, sopra i cieli infiniti, in sottosuolo del Poema, Renè Guènon volle vedere, pellegrina iniziazione, dal centro propria umanità, per salire al centro cosmo, orbitando nei tre cieli, dalla Terra di passaggio, tra certezze e smarrimenti, osa il Canto delle Stelle, nella speranza di chi spera, per chi è già disperato, speran BENE dei bambini, che è libero sognare, pur se cadono dal cielo, poi diventano delfini, poichè |SPES è assoluzione, di Beatrice amor passione, uomo ricco di speranza, è Dante Giacomo e Giovanni, che a tal Spera fà suo tempio, ovvero centro gravità, immaterial stella segreta, che cattura in suo Poema, Geometria infinita sfera, STELLA di BARGA vien di sera; sanza AMORE vien distrutto, ogni bene tuo in potenzia, ogni progetto va nel nulla, come tela tenebrosa, che non può mostrar sua arte, che rinnova il senso bello. INNO di DEMETRA, descrive iniziazione, attraverso kikeone, bevanda di orzo fungo, Erme poeta psicopompo, o sciamano detto Ade, Kadmilo nei Veda, o Desheto dei toltechi, tra i cabiri americani. Demetra Core e Ades, tutti celebrati, a Eleusi riva mare, Dea Cerere è Demetra, piede di Natura, albero di vita, alimenta tutte piante, e ritmo danza cura. Core Phersicore, Persefone sua figlia, un di durante anno, stava presso Nisa, fiori raccoglieva, qui nel mondo umano, Ade la rapì, fè sposa di sua mano; poi Cerere scoprì, via libera di Giove, la figlia disperata, cerca in ogni dove, ansima suo petto, getta urlo dolente, Persefone rimanda, eco obbediente: ha fremito la terra, lampo avvia tempesta, su vette e su valli, animali corron tane, nubi batton suolo, scende pianto lungo, Kore amata figlia, universo piange lutto. Dea piange e grida, piante senza frutti, secca ruscello, monti boschi e campi, lei tutti interroga, dove sta sua figlia, nessuno sa risponder, Demetra arriva a Scilla; scende orridi crepacci, sale sul vulcano, passa come tuono, in paesi umani chiusi, dove si leva coro, la madre tien dolore, diviene poi furente, minaccia pur gli Dei, che fingon non vedere, ma lei sospende il tempo: aggrappa a orsa pelo, che disperata graffia, lacera pelliccia, chiede in cuor perdono, animal la regge, muso su sua veste, alfinn tutto comprende. |Persefone intanto, ha lacrime e terrore, nel buio sottosuolo, regno di Ade ombre, demoni ghignanti, mangiano i dolori, Ade brama desta, belva oscura foga, Persefone immortale, impedita dal morire. Demetra presso fuoco, tien sacerdotesse, a terra accovacciate, cantano sue chiome, le annoda nel lutto, straccia vesti gambe, x liberar cammino, occhi ardono fiamme; col sangue di orsa, traccia cerchi a terra, siede e mormora parole, x raggiunger Kore, Ade nella nebbia, fa profferte a Kore, ma lei le respinge, sol la madre vuole: la invoca in cuore suo, Ade sa ogni cosa, Inferi è interdetto, Demetra allora osa, notte senza luna, bagna terra a mestruo, mescola a saliva, e suolo vibra tutto. Dea continua rito, mani sono artigli, tuona cielo e terra, salgon miasmi grotta, brulicante ragni, serpi e pipistrelli. Kore vuol dormire, vaga senza tempo, regno eterna notte, affamata e fredda, tra grotte e cunicoli, e ripidi corridoi, ponti sospesi, trova spazio aperto, dietro un cancello, vede campo alberi, verde pallida erba, dove piede ha refrigerio; un uomo curvo zappa, lei si avvicina, si dice giardiniere, di Ade senza sole, da albero vicino, stacca frutto e apre, a Persefone lo porge, che accetta x fame. Kore ama la terra, ha cuore pien di amore, accetta il Melograno, che in labbra pone, Demetra intanto corre, corridoi di Ade, necessita scaldare; pietosa toglie vesti, dona sen fermarsi, infine dona tutto, pure suoi gioielli, compaiono i cani, a lei danno il passo, Ecate lei è, invasata a ogni passo; demoni attorniati, nessun osa toccarla, Lucia occhi fiamma, giunge da Plutone, Dio sul trono crine, ibrido animale, occhi ciechi vide: rendimi la figlia! o stermino i viventi, ma Ade oscuro ride, mille bocche un eco, sono il re dei morti, vuoi ampliar mio regno? sappi caro Ade, se stermino i mortali, resti senza ombre, sarai Signor del nulla! Ade allor ruggisce, sibila furioso, a 2 condizioni accetto, se Persefone è digiuna, di frutti di Averno, e se mi doni occhi, per vedere sua bellezza; Dea cava suoi occhi, a Dioniso li porge, Ade soddisfatto, guarda Kore in viso, poi scorge Demetra, statua senza occhi, e scopre che la vista, dono caro e crudele, guardando la Dea, gli scendono lacrime, intanto le yombo, battono arie: Dea nuda senza occhi, ha capelli lucenti, onde sul grano, che Persefone abbraccia, ora ama pur Ade, cerca compromesso, risolvere affare, col Dio senza tempo: avrei tolto il cuore, salvarti da inferno, Ade-Dioniso guarda, e Core lo vuole, con occhi di madre, ora appare bello, lei prova pena-amore, Kore lo perdona, odio vien redento, gioia dal dolore, Ade vuole amarla, tiene nuovi occhi. Lei mangiò 7 chicchi, frutto melograno, cuore pur ferito, carezza volto amato, di madre e di Ade, che ama avanti a tutto, chiede a Demetra, rispettar stagione culto. Libera Kore, che prese melograno, frutto di Ade, che dio aggiunge al vino, Ade ora mutato, bel giovane con tirso, lo segue 1 pantera, poter emblema vivo. Madre e figlia vicine, fondono chiome, due si fanno una, donna e ragazza insieme, formano la Luna, che da quel dì rischiara, Ade in fioca luce; nozze celebrate, tra Dioniso e Core, arrivano in Sicilia, su carri del sole, terra germoglia, x loro felicità, presso Lentini, esplodono i confini, tempio del mistero, inonda a tutto tondo, danzan stelle e luna, in vortici di acque, cantano le yombo, canto di Core: Bella come il sole, bianca + di Luna, Stella del mattino, Mater Flora e musa, Virgo veneranda, energia di pentecoste, riveli a Trittolemo, la stagionale sorte; ora gli iniziati, vedranno alternarsi, nascita e morte, crescer rinnovarsi, il mistico messaggio, in gradi di saggezza, Myesis è visione, solo temporanea, seguita da Telete, o distante richiamata, infine è la suprema, detta Epoptia, nata dalle piante, e mitico creativa. |Pan Delfo PANE MATTO, o Segale ubriaca, chiama antichi riti, culti dei misteri, da Egitto al mar Nero, consumo accidentale, farin bevande infette, pane lupi mannare; vento scuote campo, di segal dente lupo, Persefone che corre, in compagnia figliol, lupi cani e scrofe, e cura del malocchio, fuoco san Antonio, ballo di san Rocco: fungo parassita, di segale orzo, Claviceps purpurea, o Claviceps paspali, microfungo detto ERGOT, o segale cornuta, forma viola corno, su hordeum coltivate, o spontane lolium, molinia e phalaris, Poa Secale e Triticum; in Europa ha vari nomi, ble avortè mer de seigle, tolkorn spur rye, mutterkorn sclerozi, micelio compatto, cornetti bruno-viola. Dà freddo sudore, tremor senza sforzo, chi mangia panematto, vive lotte interne, accresce ergotina, in digiuni e carenze, vertigini produce, epidemia visioni, ciclica in Eurasia, Ergotismo suo nome, croni intossicazio, nei cibi derivati, Ergot speron di gallo, ergotismo mania, uso lungo ripetuto, di Thyara pianta frenesia. Iniziano effetti, dopo mesi settimane, 2 forme ergotismo, spasmodica o convulsa, stesse fasi iniziali: disturbi sensoriali, vertigo vista udito, ebetismo e tremori, spasmi e contratture, in forma convulsiva, prurito a estremità, estende tutto corpo, muscoli a contrar, specie muscoli flessori, di mani e piedi, spasmi di epiletti, atroce fuoco muscolare, arti van bruciare, viene da dentro, un freddo glaciale; evolve anestesia, amnesia delir mania, transitoria o definitiva, a volte analgesia, eruzioni e cataratta, cecità transitoria, conclude a volte in coma, morte da asfissia, o gotica necrosi: la forma gangrenosa, dolore a nervi reca, arti con prurito, crampi contratture, gangrena umida secca, a piedi e genitali, indolore come lebbra, su orecchi naso e mani, pelle secca insonnia, parto aborto spontan. Se primaver piovosa, estate calda secca, epidemie intervalli, su paludi o isola Eolie, Alicudi analogica, testimonia evento, memoria e leggende, di visioni parallele, a causa pazzi grani, dove ogni pietra parla, se hai rapporto profondo, con psiche liminale, fantastico e reale, aleggiano sui mari, narra Elio Zagami. |Antonio di Egitto, mangia pane matto, esalta narcosi, nel silenzio deserto, riscopre una cura, a lenire suo bruciore, grasso di maialino, ignis sacer cura: suo inconscio fu dipinto, da Geronimo Bosco, che morte ripropone, grembo di ogni fatto, attorno al Mare Nero, Persefone veleggia, mistero magna mater, Egitto grecoromano, in isole di Egeo, è oracolo africano. |Giuseppe Desa santo, che visse a Copertino, in Salento levitava, attorno al 600m, bambino distratto, derisa sua bontà, canta sua preghiera, di fronte alla Madonna, e da terra si solleva: suoi voli frequenti, curavano i malati, al paese Cupertino, arrivano i regnanti, in cerca dei misteri, persi dai massoni, Giuseppe Copertino, patrono di aviatori. Atanasio di Alessandria, padre gregoriano, scrive la vita, di Antonio egiziano, lo dice fondatore, di ascetismo Xlisti, fonda sua Ekklesia, presso tombe egizi; su sponde Mar Rosso, tradizione copta, siriaca e bizantina, fissano sua morte, a 17 gennaio. Antonio con i frati, in Goti cattedrali, sue reliquie han forza, guarire igni sacer, deposte ad Alessandria, reliquie trafugate, escon da Bisanzio, con monaci antoniani, blu croce a forma T, aprono ospedali, a curare ergotinati. Reliquie infine in Francia, ad opera crociati, ospes antoniani, in colonie e canati, usano Vinsanto, e infuso Orvietano, mandragora e plantago, ranuncolo bulboso, verbena e scrofularia, genziana con alloro, foglie di assenzio, cotte in olio e oppio, cipresso albicocco, mesciate aceto ed orzo, giorno di Ascensione, versan su ossa Antonio. Courhaut erbalista, epidemie di 800, ferma acido ergotico, con Cinchona e ammoniaca, aggiunge grasso Maiali, a piante di unguento, + acqua di reliquie, Antonio e Rocco intento: impiastro leniva, fuoco nelle orecchie, sprigiona vapor denso, curando i malati, vestiti impregnati, anestesia arti colpiti, estinguono dolore, con bagna di Plantago, e radice di mandrago, contro tutte pesti, resa talismano. Acetosa placa fuoco, con corteccia quercia trita, bollita in aceto, posta su ferita, poi Vino bianco e miele, teriaca anti-veleno, aceto e papavero, radice Giglio bianco, parietaria e pulciaia, inula e morella, per canfora unguento; essenza rosa e cera, emetici e salassi, tonici e purganti, per forma convulsiva, sfida del sudore, per gangrena secca, evacua lassativi, diuretici antisetti, e topici esfolianti, che separan pelle, senza amputazione, aiutando a contempo, la suppurazione. Ergotismo epidemie, se ne citano quattro, americana e francese, italiana e slava, inquisitori a Salem, isteria collettiva, pane matto sia. Bergamo 500, guerre tra fantasmi, chiesina SanGiorgio, meta di appestati, a chieder guarigioni, persone testimoni, molti spiri di armi, con aquile e falconi, compaiono scompaiono, sulla neve avanti, 4 volte al giorno, combattono tra fanti: Re guida truppe, in scontro cruento, poi tutto scompare, senza lasciar tracce, vicende son incluse, in epos letterari, di tutta Europa, novelle pazzi grani. |ALICUDI isole Eolie, fondata dai giganti, 12 titani e titanesse, giunti da lontano, Eolo loro padre, a guardia nella grotta, serba otre dei venti, che generan tempesta. Vulcano forma a cono, mulattiere x asini, ospita poche persone, nel tempo carestia, di anno 905: commercio si spegne, per guerra su penisola, vento porta spore, che infettano orzo, la gente sopravvive, pesca capperi e opunzie, poi sbarca in Alicudi, farin contaminata, giunta da Palermo, pan segale cornuta, ingerita a gran dosi, da umani e maiali, causa ergotismi, nei parla Elio Zagami: Alicudi giovan vecchi, donne e bimbi forti, visionari e guaritori, narran di persone, tagliator di trombe, tempeste dal mare, volan cielo con barche, con demoni fan feste, donne volano a Palermo, a fare la spesa, conoscono preghiera, a fermar Eolo venti. Epidemia ergotismo, è segale cornuta, nel pane macinato, ergot contaminato, in periodo di fame, durante assedio, di Messina e Reggio. Graminace diffuse, in tutte le lande, disseminan venti, con Papilion legumi, fiori a forma farfalla, loglio e zizzanie, portan fungi micelio, che mescola ai grani, intossica cervello, stordisce cereali: se pane alloiato, è dieta quotidiana, dà sbornie collettive, frenesie convulse, viaggi fuori luogo, sopra 35 anni, flashback anni dopo, ergotici sogni, come semi datura, maiali sbronzi muta, chicchi con sclerozi, acido lisergi. |Hofmann riscopre, LSD-25 medicina, acido lisergico, aminoacidi e ammine, ammidi e alcaloidi, ergopeptine idrosolubi, divisi in 2 gruppi, ergotossina ergotamina, o ergonovina insolubi, tossica su umani, usata in ostetricia: ergina e metergina, assiem ergonovina, su organi molli, adreno-stimolanti, aiutan contrazione, uterine antiemorragi, trattano emicranie, prurito e ipertiroide, estrema tachicardia, eiaculo precoce, atonia gastro-intestina, mal di mare e auto, usata per aborti, e sonnifero vago. LSD viene usato, anni 50-60, da psicologi e psichiatri, ad accelerar la cura, psicoanalisi seduta, curar pazienti manicomi, o malati terminali, con acido ergotina, che aiuta ossigenare, livelli cellulari, stimola ipotalamo, funzioni emozionali: se crea pazzia, spesso sa curarla, riduce ansie nevrosi, Delysid rilassa, cauto coi pazienti, depressi o nervosi, attenua barriera, tra ego e realtà, aiuta i pazienti, vecchi traumi superar: inizia sessione, ansia nausea estrema, panico talvolta, x morte di ego psiche, fiducia nella guida, facilita transire, esperienza di morire, elimina soffrire. Hofmann vive 103 anni, lascia libro di Eleusi, in cui dice che ognuno, può avere libertà, modificar realtà, capisce cosa esiste, fuor ego individuo, coscienza assoluta, senza alcun confino: suo bimbo LSD, apre porte a trovare, ricordi passati, tremori anestesie, Walter Pahnke 967, a Maryland Research, usa tale cura, su tossici e alcolisti, e malati di cancro, descrive ogni incontro, di umani con la morte, trovando più esperienze: psicotica o estetica, di picco o psichedelica, mistica importante, ai malati terminali, unio trascendenza, spazio-tempo eterni, percezione gioia, pace amore e umiltà, timor venerazione; se memoria esp, regge ai cambiamenti, muta comportamenti, storia e aspettative, umore a inizio cura, sia di apertura, buono set-setting, bisogni umani svela, valori interiori, a psicologo Maslow, spegne paure, accresce autostima, visione aldilà. Stanislav Grof lo usa, a Esalen fino a quando, i servizi di spionaggio, lo testano per armi, oltre al 68, MKultra esperimento, fatto dalla CIA, testa delysid, per controllo mentale, pane contaminato, da consumatori ignari, in paesino di Francia, Point-Sant-Esprit, 9000 abitanti, agosto 951, è follia collettiva, ansia e convulsione, si perde identità, panico incoerenza, 5 persone morte, decine in manicomio, centinaia in delirio. Aldous Huxley scrive, romanzo Mondo nuovo, dove gli abitanti, assumono il Soma, ergot fonte gnosi, che per 3 volte in vita, aiuta loro psiche: lui in punto di morte, chiede un poco LSD, sua moglie legge il libro, del Bardo tibetano, sua valvola si apre, ed entrano visioni, di tempi anteriori: Argo ed ergotismo, son tenebre con luce, appaiono eventi, che Cerere produce, Argonauti in viaggio, cercan vello oro, in gotiche visioni, di cattedrali Fuoco. Goti costruttori, innalzan culto cura, e massoni muratori, doppiano ogni punto, creano loro Europa, su slave fondamenta, riscrivono la storia, su mito razza eletta. Pelle di agnello, serba pure Soma, che bardi rishi indiani, consumano la sera, curano ergotismo, con gioia e tamburo. Argo uomo lupo, alimenta leggende, di esseri giganti, epoca precedente, argonauta sente spasmo, inizia a danzare, invoca Dea lunare, Meri dea del mare, Vergine focolare, porta guarigione, i misteri luminosi, a umana condizione. libro_altrove-vr-lsd_margnelli.m4a
lume163-Demetra perde Core e il mondo si fa sterile. La dea vaga lontano dall'Olimpo finché giunge a Eleusi, al pozzo di Callicoro, velata e silenziosa, ospite delle figlie di re Clio. Iambé, serva della casa regale, interrompe il lutto con la danza, il gesto osceno e il riso, aprendo una piccola fessura nel dolore; a Demetra viene offerto il ciceone, bevanda rituale di orzo, acqua e aromi, che le apre la visione e permette di incontrare Core nel regno di Ade. Ma Demetra non può ancora dimenticare, il suo viaggio continua nel sottosuolo della perdita, dove Persefone è trattenuta da Ade. Il mito non cancella la separazione, la trasforma in ritmo. Persefone torna alla madre, ma una parte dell'anno resta nel regno dei morti: nasce così l'inverno, tempo nascosto in cui il seme lavora sotto terra. A primavera Core ritorna con suo figlio Trittolemo e insegna agli umani l'arte del grano. Eleusi conserva allora una memoria doppia: la visione e la coltivazione, il mistero e il gesto che nutre. Il dolore non chiede di essere negato, ma attraversato: ciò che scompare dalla luce può maturare nel buio, attraverso un lavoro interiore (labor intus) che segna un labirinto di esperienze, capace di restituire interezza. Demetra attraversa il luogo in cui la perdita diventa trasformazione perché ciò che ama è scomparso, e risale riportandolo in forma nuova. Ecco la domanda del lume: che cosa può maturare nel buio prima di tornare alla luce? Come può una perdita diventare una soglia?
169:lume169-Pentecoste è la memoria di un passaggio: dal raccoglimento alla parola, dall'attesa alla condivisione. Il fuoco appartiene a molte tradizioni come immagine di trasformazione, presenza, conoscenza e vita che passa da una persona all'altra. Nel racconto cristiano il fuoco non distrugge chi lo riceve: lo rende capace di uscire dalla propria chiusura. Maria rappresenta il centro silenzioso dell'attesa; la Pentecoste mostra ciò che accade quando il dono diventa relazione. La Commedia offre una memoria parallela: la ragione prepara il cammino, la contemplazione apre una soglia ulteriore. La Candida Rosa dei Beati diventa immagine di un'umanità ricomposta, non nella cancellazione delle differenze, ma nell'armonia. Il fuoco condiviso non appartiene più a una sola persona, poichè, la conoscenza, quando diventa dono, cambia natura, non diminuisce perché viene trasmessa. Il Lume invita a distinguere due gesti: custodire ciò che deve maturare, e condividere ciò che è pronto a nascere. Il silenzio non è il contrario della parola, può essere il luogo nel quale la parola prende forma. Ciò che è stato accolto nel cuore chiede infine una via verso il mondo.| Riassunto: alla festa del concepimento di Maria, nel cenacolo radunato dagli Apostoli con lei, sanguina l’attesa del Consolatore: nel cinquantesimo giorno dopo la Pasqua, lo Spirito Santo discende su 120 persona con lingue di fuoco e colomba su Maria. Gesù aveva annunciato che sarebbe partito affinché potesse venire il Paraclito che convincerà il mondo di giustizia e giudizio. Prima deboli e timidi, gli Apostoli ora vengono ripleni di Spirito, abbandonano la paura e diventano predicatori del Risorto, anche di fronte a imperatori crudeli, dando vita alla Chiesa apostolica che si estende oltre i confini del mondo conosciuto. Pietro, convertito dopo il tradimento, diviene capo della Chiesa e conduce alla conversione migliaia di ebrei. La Pentecoste inaugura l’inizio della missione universale: popoli, lingue e nazioni sono chiamati. Maria guida questo cammino: riconosciuta come Vergine Madre e sposa, figura della Misericordia e della speranza che vede Dio in ogni uomo. Nel Canto XXXI della Divina Commedia, Dante, accompagnato da san Bernardo di Chiaravalle che ama Maria, contempla la «Candida Rosa» e riceve da Bernardo, tramite Maria, la guida finale verso l’empireo. Bernardo, riformatore cistercense, fondatore di decine di monasteri e predicatore della Crociata, medita Maria come intercessione e creatura degna, 'figlia del tuo figlio', tramite la quale l’uomo può ascendere dall’umiltà alla gloria. Dante fa esperienza della visione diretta di Dio, interpretando in forma poetica il viaggio che ogni uomo può compiere verso la pienezza. Il viaggio è un epopea che unisce ragione e poesia, uomo e divino, femminile e maschile, fino alla piena unione dell’anima nella luce della Santissima Trinità.# Alla festa di concepimento, o discesa di Maria, Bernardo in Chiaravalle, guida il poeta Dante, a descrivere il mistero, asceso Gesù al cielo, Apostoli radunarono, nel cenacolo con Maria, a ricevere il |Consolatore, Pentecoste cinquantesimo, giorno dopo Pasqua, festa inizio mietitura, assistono promessa: Vi dico un verità, è meglio che me ne vada, così a voi verrà, il Consolatore che, convincerà il mondo, su giustizia e giudizio, disse Gesù maestro: come a creare uomo, cooperarono in Trinità, così alla redenzione, Padre Figlio e Spirito Santo, Padre prepara e manda Figlio, Cristo passione e morte, Spirito Santo vivifica, anime sostiene e santifica. Alba decimo giorno, forte rumore scosse casa, e tutte 120 persone, in sala attorno a Maria, si inginocchiano tremanti, ecco sopra loro teste, comparve un globo fuoco, dividendosi in fiammelle, che scendono su ognuno, mentre candida colomba, aleggia su Maria: repleti sunt omnes Spiritu Sancto, e inzian loqui variis linguis, discesa di amore, produsse cambiamento, su Apostoli che pensavano, a Messia regno terra, ma da deboli e timidi, acquistan forza e coraggio, grazia Spirito Santo, li rese giusti e fedeli, umili vincitori del mondo. Se prima eran nascosti, abbandonando lor Maestro, ora predicano a tutti, Gesù risorto eterno, e rinfaccian peccati e vizi, pure a crudeli imperatori, e in atroci tormenti, non cessano predicare. Pietro capo della Chiesa, pur vinto da servetta, nel rinnegar Gesù, converte ora tremil Yudei, in zelo sen confini, nuova Chiesa di Gesù, rianima e fortifica, esce dalle mura, comincia a far proseliti, su ogni sponda dei mari, sopporta persecuzioni, calunnie ed eresie, assistita e confortata, dallo Spirito Santo; morirono i persecutori, malvagi ministri di Satana, si estinguono scismi, Chiesa apostolica resiste. Pentecoste invoca i doni, a mezzo di preghiere, irruzione ai cuor fedeli, a mezzo Spiro Santo, bene e consolazione, mutiamo nostro dolore: oh Gesù ti chiediamo, divenirti compagno, insegnaci a rialzarci, dal peso della croce, sulla strada del Calvario, a vedere nel dolore, un disegno di amore, insegnaci ad amare, per bene soffrire, e insegnaci a soffrire, al fin di bene amare. Dammi Amore oh Daime! a fecondar dolore, che alimenti accresca Amore, nutrici di Te, nel tempo eternità, offro sofferenza, alla amara tua fatica, a rendere valida la nostra, così che venga Tuo Regno, Signore Juramidam. Giorno Pentecoste, conclude il tempo sacro, con effusione in memoria, inizio Apostoli missione, fra tutte le tribù, lingue popoli e nazioni. |Madonna guida cose grandi, con ciascuno di noi, vede Dio in ciascuno, lungimiranza di Madonna, Misericordia è cuore ai poveri, magnificenza è cose grandi, Vergine Madre e sposa, a Giuseppe consacrata, uomo del silenzio, Dante saluta ave Iosep, presenza nascosta, accanto ave Maria. Nel in canto trentuno, Dante contempla Candida Rosa, Beatrice torna al seggio, lui gli porge domande, ma invece vide a fianco, |SanBERNARDO CHIARAVALLE, a guidarlo in empireo, ultima tappa mistero. Bernardo ama Maria, nella mistica ed azione, e medita continuo, umile e alta creatura, intercessione a Dio visione, Bernardo oratore vivo, guida ascesi Dante, fin dove era iniziata, superbia intelligenza, che causò lo smarrimento, in razionale selva oscura, ora è redenta, corretto usa ragione, eloquenza in Chiaravalle. Bernardo volge sua preghiera, affida Dante alla Madonna, che è Regina Cielo, per viaggio in empireo: Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e più alta creatura, che nobilitasti uman natura, da farsi sua fattura, quando nel ventre tuo, accese amore caldo, da germinare il fiore, qui sei intermediaria, face di caridade, giuso intra mortali, di speranza sei fontana, Donna a cui ricorre, chi vuol grazia tua benignità, soccorre a chi domanda, in te misericordia, pietate e magnificenza, creatura di bontate. Dante fà esperienza, diretta di Dio, uomo del viaggio, epopea del pellegrino, interpreta suo tempo, viandante alla dimora, di desiderio interno, che cerca una pienezza; dunque sua proposta, valida a ogni uomo, viaggio che pregusta, patria luce cui già tende, seguendo sua speranza, vita di avventura, degna esser narrata, con ragione e poesia. Dante passa da Beatrice, al Cavaliere di Maria, Beatrice è specchio Dio, la vera teologia, mentre San Bernardo, è Dio mistica esperienza, diretta contemplazio, oltre amor riflesso, è mistica Chiaravalle, che edifica la Europa. Divina Commedia, è architettura cattedrale, vi troviamo tutti luoghi, di ragione e di poesia, San Bernardo benedettino, entra giovane in monastero, lui riordina e rinnova, avvia ramo cistercense, comunità in Chiaravalle, poi predica in Italia, avviando monasteri, di monaci-guerrieri, oltre agricoltori, a mezzo rame slavo, è scrittore viaggiatore, muore a 73 anni, in Champagne 153. Bernardo fa esperienza, continua di aldilà, ma forgia pur la storia, fonda 68 monasteri, cistercensi in Inghilterra, Svezia Sicilia e Libia, vi annette scuole agricoltura, e tessile manifattura, bandisce la Crociata, a liberar Santo Sepolcro, ordina monaci-cavalieri, scrive regola ai Templari, pacifica i sovrani, e riordina la orda. Aneddoto racconta, lui si ferma a un edicola, vede immagine Madonna, con Ave Maria! la saluta, allora immagine si anima, rispose Ave Bernardo! nelle notti misteriose, parla a Dio e la Madonna, agisce meditando, Europa edificando. Tommaso Aquino dice, che lo interiore di ognuno, è bene spirituale, che vale più di Universo, comprende cosmo intero, mentre lo Universo, non comprende uno solo. Peccato originale, somiglia ai dolori parto, fuor disegno di Dio, che invece vuole pace, a far germinare il fiore, manifesta volontà, mysterium iniquitatis, vi lascio la pace, vi do la mia pace, che non si perde mai, simbolo è percorso, che uomo può compiere, per uscire dal non-senso, linguaggio per umani, bandiera vittoriosa, Madonna è medium face, luce sol splendente, speranza fontana vivace, di acqua zampillante, che sempre si ravviva, per uomini su terra, sorprese nella vita. Gesù risponde a Cana, in risposta a Maria, cosa c'è tra me e te o donna? ecco tuo figlio, da cui nasce stirpe, che schiaccia testa al serpe, Donna vestita di sole, con luna sotto i piedi, e corona di stelle, simbolo di Ecclesia, Madonna benigna, che soccorre chi domanda, nel mezzogiorno amore, grazia al desiderio, di felicità immortalità, amore e conoscenza, insita in umani, come carta identità, tiene sua radice, e suo compimento in Dio, ma per giungere a Lui, serve mistero femminile, a completare uomo. Dante narra il femminile, durante sua ascensione, cioè cammino vita, siam fatti per il bene, il bello e il vero fiore, alla Rosa dei Beati, ventre Ave Maria, amor caldo reca Fiore, di oro di Laozu, pienezza dei tempi, trasmette grande pace; nel cammino di Dante, viaggio verso Brahman, Beatrice passa il testimone, a Bernardo Chiaravalle, come sanPaolo ai Galati, usa percorso antagonista, a quello di Anticristo, che vuol donna ambigua, sterile prostituta, mentre Bernardo loda, la Madonna figlia del tuo figlio, e madre al Verbo carne, umile ed alta, si fece sua fattura, dimensione femminile, prima di accesso a Dio. Vangelo è paradosso, conferma ragione luce, che Dio ha dato a uomo, a conoscere il Vero, ma aperta al mistero, ciò che svaluta ragione, è cattiva teologia, poichè ricerca umana, giunge al limite ragione, dove sta contemplazione, di ciò che sta oltre, mistero e paradosso, di tutto il Vangelo: gli ultimi saran primi, i primi saranno ultimi, Matteo ci ricorda, chi vuol esser primo serva tutti, Umile humus terra, come è dentro è fuori, paradosso evangelico, per avviare civiltà, riscrive ruolo donna, di Vergine Madre, femminile e maschile, due sentieri necessari, a percorrer strada vita, per arrivare a Dio. Verbo si fa carne, a mezzo di una donna, donna unita al Cristo, in morte e resurrezione, Gesù rivela tutto, parabole maschile e femminile, annodate come perle. Re in guerra e maschile, lievito è femminile, così cuore di Dio, utero misericordia, maschile canto fedeltà, grembo che si scioglie, Dio sorgente di bontà. |8DICEMBRE, Yolanda con Pamela, assieme a Raseno, preparano FESTA, per celebrare Thera, a luce di candela. Kinaciau e Mallendi, suonan arco e arpa, Sesto con Emilia, preparano copàl, desheto e vin Raseno. Taras col tamburo, canta un muchamor, Martin con la Lisa, han proprio repertor, canti medicina, hikuri e desheto, don Romulo si unisce, con icaros Loreto. Amici riuniti, alla festa di Muse, cantano in coro, vedranno ballar Pan, Tago Krisna e Siva, Ganesha con Gesù, cuore vien rapito, mistica ascensione, tamburi con maracas, flauti e campanelle, richiamano potenze, lenire sofferenze, a turno tutti quanti, esprimono qualcosa, 1 sogno una quartina, pianto che si sfoga; se spiriti antenati, discesi son venuti, sulle nostre teste, a celebrar misteri, kundalini interiore, entra nella danza, diventa una cabocla, migonzi oppur gauwasi, danza una realtà, Yolanda chiama Encantos, a danza del Torè, spiriti de Luz, Jurema viene pur: in voi siamo rinati, al cuore del devoto, nel ballo ritrovato, suo Regno arriverà, sol quando umanità, ritornerà in possesso, sua femminilità, che perse x errore, ignoranza o cecità, in estasi comune, si ha mente liminal. Sogni ed emozioni, son fine propaganda, strutturano realtà, gioie e pure ansia, se mi tolgo occhiali, dello spazio-tempo, riesco già vedere, cuor di puro evento; musica speciale, mi aiuta a battagliare, nel mondo di passioni, aiuta bilanciare, Seba canta intanto: mi imbarcai sul fiume, sacro del biedano, quan Raseno e Lisa, mi chiesero una mano, evento fondatore, un secolo anteriore, quando a Shirdi apparve, Tago danzatore, presso la vincella, del drago del biedano, i canti di Jurema, santo han risvegliato; daime cerchio danza, appar Gesù con Shirdi, Laotsu con bimbo Tago, che in Africa ci prende, da li ci espanderemo, nei giorni di declino, a ristabilire rito, del buon tolteco primo, nel canyon del biedano, risuona umbanda invito, Don Bosco salesiano, predisse nuovi culti, emersi da foreste, + chiese innovative, aborigeni a convito, diffondono nel mondo, speranze curative, a nascere di nuovo, se Essere che sono, è altro essere Te, Tu Sei un altro Me, Uno che specchia doppio, dove va la mano, segue il mio sguardo, dove va lo sguardo, segue il pensiero, dove va pensiero, segue sentimento, dove questo arriva, Ananda appar momento. Buitisti con daimisti, e nativi americani, acqua fuoco e stelle, assistono gli umani, Yolanda si trasforma, madrina della festa, con Kino che lenisce, angosce della testa: con piume costumi, tutto il gruppo danza, Kino gira e cura, bollente lagnanza, Raseno offre vino, al cuore primitivo, vino del deserto, e vino di foresta, unione di correnti, per la nostra festa. 1 giorno misterioso, radice ci parlò, origin Tera e drago, e di umano cuor, Gesù 8 dicembre, si unisce alla gente, di + classi e caste, parla dolcemente: sono qui alla danza, tra adulti bambini, bianchi con neri, a cerchio sen confini, conoscono suo nome, lui si meraviglia, fà la fila indiana, giunge da madrina, chiede di chiarire, Mama gli sorride, bene lo capisce, invita ad adorcire. Iesus ritemprato, ora canta sottovoce, Padre Ti ringrazio, hai nascosto cose, ai ricchi ed eruditi, ai sempli le hai date, divido io con loro, pane tuo inebriante. Luna va brillare, Ogun ed orixas, vengono annunciare, caboclo battaglieri, brillano col fuoco, danza come vento, in area del ritrovo, 1 ad uno vedo, potenza assieme grazia, cavalcano la mente, e canto-cuore sazia, traversano tormente, sudore di ogni cielo, ricevono lezioni, a corte cielo impero: uniti a sole luna, ritrovano antenati, misteri ritrovati, Jurema e rosmarino, purifican la via, spazio della danza, riporta luce in vita, san Damiano salvia: Dolce è sentire, come nel mio cuore, ora umilmente, sta nascendo amore, dolce capire, che non son + solo, ma che son parte, di una immensa vita, che generosa splende, etere amica, se Ci hai dato cielo, e luminarie stelle, con fratello sole, e sorella luna, frutti prati e fiori, fuoco vento e aria, acqua pura Fonte, di vita a sue creature, Dono di Lui, del suo immenso amore.
|Sintesi: Dante descrive il fiume Arno come simbolo della decadenza morale: scorrendo, attraversa terre popolate da uomini trasformati in bestie feroci (porci, cani, lupi, volpi), emblema della degenerazione spirituale e sociale. Il poeta denuncia la corruzione di Firenze e Pisa, paragonando la condizione umana al mito di Circe, dove l’uomo, per scelta o per abuso, regredisce alla bestialità. La valle di lacrime rappresenta l’umanità smarrita, lontana da Dio. Il carro, simbolo dell’umanità redenta (l'Ekklesia), è stato profanato da un serpente-drago: il male istituzionalizzato, soprattutto attraverso il potere ecclesiastico corrotto. Bonifacio VIII e Guido da Montefeltro incarnano il tradimento della grazia, per calcolo e frode, condannati da Dante tra i dannati per simonia e inganno. Il Paradiso piange, e anche i pianeti si commuovono, come fonti cosmiche che lavano il dolore del mondo in attesa di una rinascita spirituale. In parallelo, la parabola evangelica del figliol prodigo rivela che Dio perdona chi si pente sinceramente, senza merito ma per pura misericordia. L’amore divino non è meritocratico: va in cerca del peccatore, lo solleva e gioisce per ogni ritorno. La logica del Vangelo è ribaltata: il perdono è totale, la compassione supera la giustizia.# Come biscia fugge un luogo, fiume Arno fugge la virtù, uomo fugge dalla grazia'. Arno divien metafora della decadenza, attraversa una valle i cui abitanti, son come bestie feroci: porci cani lupi e volpi, allegoria di valle corrotta, da umana degenerazione e degrado morale. Fiorentini e Pisani, in discesa più corrotti, li descrive san Bernardino, e col mito di Circe, Dante indica la bestializzazione dell'uomo, malato e degradato, incapace a elevarsi per abuso e per scelta. La valle di lacrime esprime, umanità lontan da Dio, degradata per propria colpa o dramma storia. Il Poema di Dante avverte: Il carro (umanità) è stato violato dal serpente-drago, cioè il male istituzionalizzato. Il carro divino è l'ekklesia, umanità redenta, violato da un drago in un secondo tradimento successivo alla cacciata Eden, causato da clero ipocrisia e dal potere mondano, con calcoli corrotti e tradimenti, inganno contro Grazia ricevuta dal divino: il carro profanato da Bonifacio VIII, papa-traditore, con Guido da Montefeltro, consigliere fraudolento e ingannatore, di se stesso e del popolo, rivela anima traviata, che tenta di salvarsi per calcolo. Dante li pone nell'Inferno, entrambi tra i dannati, per simonia e frode, ipocrisia clero e politica. Se piange il Paradiso, piangono i pianeti (fontana) allo scopo di mondare il dolore cosmico per la degenerazione del mondo e preparare una nuova primavera. |Parabola del figliol prodigo (o padre misericordioso, Lc 15,11): Un figlio abbandona la casa e sperpera tutto, poi torna pentito e il padre lo accoglie con festa, mentre il fratello maggiore si indigna. Insegnamento: Il perdono di Dio è totale e gratuito per chi si pente; la gelosia dei giusti rivela spesso mancanza di compassione. Allah cerca attivamente chi si perde e accoglie con gioia chi ritorna, indipendentemente dai suoi errori passati. La gioia del ritrovamento è più grande della perdita: Dio si compiace più di un peccatore che si converte che di molti che non sentono il bisogno di conversione. Questa parabola rovescia la logica umana: non il merito, ma la misericordia è il cuore del Vangelo. Dio non si limita a perdonare: va in cerca, solleva, riporta a casa e gioisce per ogni ritorno. L'amore divino non è meritocratico, ma attivo, personale e incondizionato. 02_festa-otto-dic.m4a
lume169-Nel cenacolo della città santa, Maria rimane con gli Apostoli nel silenzio dell'attesa. Sono uomini fragili, ancora impauriti, ma custodiscono una promessa: un Consolatore verrà. Nel cinquantesimo giorno dopo Pasqua, un vento improvviso attraversa la casa e il fuoco sembra dividersi sopra ciascuno, come molte fiamme. Lo Spirito non elimina la fragilità: la trasforma in parola, coraggio, relazione e amore. Le porte chiuse si aprono e gli Apostoli parlano lingue diverse. Ciò che era stato custodito da pochi cerca ora il mondo. Pietro, che aveva rinnegato il Re, diventa annunciatore di speranza. Dante incontra questo stesso mistero quando, alla fine del suo viaggio, passa da Beatrice a san Bernardo, che accompagna Dante davanti a Maria, grembo nel quale umano e divino vengono messi in relazione. Il movimento è lo stesso: ciò che è stato accolto non può rimanere per sempre chiuso nel luogo che lo ha custodito. Maria accoglie, la Pentecoste restituisce, i fuoco passa da una persona all'altra senza esaurirsi. Oracolo: quale fuoco dentro di te aspetta ancora di essere acceso? Quale dono ricevuto è pronto a essere condiviso?
249:sogni49-lume249-CAMBIAMENTO: la trapezista si sgancia per afferrare la presa successiva: temiamo il cambiamento perché ci identifichiamo con l'immagine presente di noi stessi e temiamo ciò che potremmo diventare. Opporsi al mutamento spesso lo rende più violento: partecipa invece al processo, accetta i sacrifici necessari e crea nuove combinazioni. Immagini del sogno: la regina delle Amazzoni libera il prigioniero; uno spermatozoo feconda l'uovo mentre gli altri muoiono: dal rimescolamento del vecchio nasce nuova energia. Palla di ferro abbatte il vecchio edificio: quando è tempo di finire, fallo con decisione, sbarazzandoti dei vecchi modelli. Il sognante fugge dal fuoco: allontanati dalle situazioni pericolose. Il ragazzo mangia il suo cibo: interiorizza il problema prima di cercarne la soluzione, non ci sono problemi, solo soluzioni da trovare. Il numero della carta scompare o è stato cancellato: osserva anche ciò che non vedi, li può risiedere il modo in cui stai creando problemi. Cambio d'abito al Guardaroba: segui ciò che sta cambiando dentro di te, segui i tuoi sentimenti quando apportano cambiamenti. Fiume tra scogliere e pianura: trova la via di mezzo, concilia i tuoi opposti estremi. Sole che sorge e tramonta insieme: cambia visuale e cambierai vita, per fare le cose, considera i tuoi motivi reconditi. L'arcobaleno riporta il sereno.| Tacito descrive i Germani come un popolo robusto, temprato dal clima e dalle difficili terre dove vivono, situate ai confini della Tartaria. A differenza dei Romani, il popolo germanico appare disunito, nonostante la sua forza. Dopo cataclismi e disastri, alcuni Germani si rifugiano in grotte. La Sardegna, teatro di diverse invasioni, viene conquistata da Giganti che navigano via mare. Il mito racconta che Shardana fu popolata da Giganti, discendenti di Noè, e che dopo il diluvio, i Tarati giunsero dalla Crimea, fondando nuove terre e culture, su questa isola fertile e ricca di acque, apprezzata per il suo clima salubre. Sassari viene fondata dai Tartari di Crimea, ed emerge come un crogiolo di influenze, con Fenici e Cananei che si insediano nella Nurra, poi invasioni di morish/arabi, turchi e Rasenna, che lasciano il loro segno nel territorio, mentre la cultura si arricchisce di nuove influenze. I legami con la Crimea e le dinastie locali crescono, con la presenza di ebrei e altri gruppi. Le terre vengono coltivate e le risorse sfruttate con successo. Mito e storia si mescolano in un intreccio di eventi che parlano di battaglie, alleanze e tragedie, fino alla resistenza contro Napoleone. I simboli culturali, come i draghi e le sirene, continuano a influenzarne la memoria collettiva.# Tacito narra, i germani robusti, temprati dal clima, in tutte le gallie, razza omogenea, capelli rossi e alti, vivevano ai confini, di terre Tartaria, rispetto ai romani, impero di genti, germani disuniti, fan vana lor forza, dopo cataclisma, alcuni germani, rifugiano in grotte. Giganti di Sardegna, conquistano via mare, |Tirreno mar Tyrene, via flaminia nasce, bruciando foreste, seguendo fiume Nera, oppure via Clodia, verso le miniere; come Moorish e Turuska, arabi e aaraceni, piombano in Sardegna, belve affamate, li guida re Musato, ebano muso di iena, che getta scompiglio. Sassari fondata, dai Tartari Crimea, tartessi di Andalusia, vicini lago Averno. Padre Madao scrive, Sardegna fu fatta, settimo giorno, popolata da giganti, che dopo il diluvio, vide Noè nipoti, giunger da Taranto, in Torres a-sinara. Lungo uso consuma, la lettera erre, Tarati post diluvio, citati da Strabone, scortati da Taras, figlio di Nettuno, amico a Ercole libico, che Taranto fonda. Nettuno è Jafet, Taras è suo figlio, regno di Sardegna, è castello di Tartari, nuraghi a Li Luzani e a sant’Orsola distrutti, al tempo ferrovia, Sassari va sottoterra. Fenici e Cananei, sparsi per la Nurra, lasciano capanne, per vivere a Tartari, allettati dal suolo, arricchito dai giganti, acque abbondanti, e salubre clima. Tatari ingrandiva, verso di levante, dove i santi turritani, reggono edificio, che dura mille anni. Alba di Aprile, due grosse navi, alla rada di Asinara, vedute da Torres, governo manda barca, indaga amici o meno, e molta gente vede; barca di ambasciata, chiede scende a terra, sbarcano a Torres, due celibi fratelli, Arborea Kalos, e Sossoinate Geridon, padroni di 2 navi, che dissero venire, Tartaria precopense, Khanato di |Crimea, invasori e migranti, sbiadita distinzione. Soccorsi sotto loro, 112 famiglie, avendo danari, carichi di gioie, chiedon tratto terra, per vivere abitarla. Anziani di Torres, fecero consiglio, dopo vari giorni, recan loro terra, per fabbricar capanne, al bosco dei ginepri, lontano da Torres, dodici leghe. Arboria fu nome, di nuova contrada, ebrei in fuga Egitto, in penisola italiana. Italici in Crimea, giunti in ottocento, pugliesi giunti a Kerc, diventano fiorenti, in tutti i settori, commercio agricoltura, pesca e artigianato, imprenditori e professioni. Grani presso case, fruttano meglio, terre concimate, con scoli latrine, + semola che fiore, opposto altri suoli: Grano nelle valli, Ulivo sul colle, specie + tardive, aman terre forti, elevate e ventilate, senza ristagni, Germanella rende 7, Carosella pan scuro, Gran grappoli Smirne, coltiva x piacere, Saragolla maccaroni, glutin bruno tiene. Dopo rivoluzione, collettivizzazione, loro beni requisiti, anni Trenta carestie, 938 il terrore, purghe staliniane, processi sommari, e lavori forzati. Etnica pulizia fatta a tavolino, per essere italiani, 2000 rastrellati, deportati nei Gulag, in Kazakhstan, ritorsione per la Armir, italian spazzati via, freddo fame e virus, carcere disumano, 200 sopravvissuti, tornano a Kerc, ricominciano da zero. Sogno oriente vago, riporta memoria, Canato di Crimea, dinastia Giray, di Kazan e Astrakan, sonetti e manufatti, di Krim e |Khazaria: imponente la reggia, deserta dei Ghirei, atrii e logge dei pascià, troni e rifugi amore, multicolore vetrata, con pianta Convolvolo, che invade pareti, in nome di natura. Oggi sala abbandonata, fontana vaso di harem, che lacrime stilla, e grida le memorie: ove sei amore, potenza e gloria? Acqua scorre veloce, voi andaste via, ma restò nostra fontana. Guerra civile 777, Giray chiese aiuto, truppe russe Caterina, 600 tartari uccisi, e Ottomania rottura.|ERCOLE mito, doppia Kukulkan, ovvero Quetzalcoatl, ubriacato col pulque, da fratello che inganna, amare sua sorella, Quetzal-petatl luna, lui pente si dà morte, nel rogo sulla spiaggia, a espiare sua colpa, agli inferi discende, assieme a fido cane, ruba ossa preziose, che dan vita agli umani, dopo 4 distruzioni, diluvi acqua e fango, fuoco ed etere vimana, lui crea quinto tempo. Kundalini calore, cobra a 7 teste, informa umana storia, riporta a memoria, draghi Kukulkan, sovrani Kan-serpente, che navigano i mar: tutti feti umani, in utero son draghi, svegliano il dormiente, dopo ser mutati, creano colonie, in punti di approdo, trasmettono saperi, ai figli nuovo globo; entrano in piante, forza loro mana, insegnano la caccia, alla coscienza umana, insegnano usare, armonia di natura, creano scuole-templi, creano la cultura. |BASILISCO serpente, fu mitico re serpe, pietrifica suo sguardo, lampo corrente, guardiano a Basilea, Milano Terni Fondi, nasce da paludi, biscia dei Visconti. Heracle si chiama, Dio Ercole serpente, unito ad Adrastea, in mar Mediterraneo, immobili intrecciati, in continuo coito, tutto generaron, di ciò che tiene moto; lor copula immensa, diede germe uovo, in forma nebbiolina, verde sottosuolo, sciolto da abbraccio, uovo si spaccò, furon Cielo e Terra, che Phanes liberò. Phanes fango drago, figlio di serpente, Phan ermafrodita, luce risplendente, Proto gonios luce, esce da una grotta, genera le piante, risorge dalla tomba; battagliano i Venti, fanno le stagioni, a ognuno 1 quadrante, poli e meridione, nel cuocere cibo, lo onorano i Pelasgi, con ciotola di acqua, e braci fumiganti. Phane si unisce, a Echidna scura notte, questa fecondata, genera entro grotte, stirpi di giganti, assieme Gaia e Urano, passa lui lo scettro, torna in substrato; nel buio senza tempo, Gaia vuole amore, si accoppia con Urano, genera i Ciclopi, assieme coi Titani, e Ponto dio del mare, Urano mangia tutti, Crono sol rimane. Crono aspetta Urano, venire da levante, falcia i genitali, sopra le nubi alte, seme cade a mare, Afrodite spuma fuori, nuda su conchiglia, a Cipro la ritrovi. Africa suo nome, è Terra fecondata, da |Phan-Urano-Crono, in vita ritrovata, Crono poi divora, di nuovo esistente, gira il ciclo storia, Giove-Zeus emerge. Giove ama sua Thera, diede mille figli, Persefone e Zagreo, Athena la Menerva, vulcani di natura, nasce ordine di Olimpo, ispira nuove storie, ai figli di Corinto: avvolta da vapori, entra Pizia in trance, Phane la possiede, profeta da sua bocca, corpo si sconvolge, spasmi e contorsioni, drizzano capelli, in spiralifor pulsioni. Phanes riproduce, nascosto in ogni cosa, invisibile segreto, rettile sua sposa, riemerge in ogni tempo, luogo e civiltà, a Delfi o Mbanza Kongo, ombelico di città; ricorda che Natura, è ciclico ritorno, è pizia pitonessa, di musico dio Apollo, offre vaticini, drizzando la sua spina, oracola ogni cosa, con forza kundalina. |Heidelburg paese, i draghi sono amici, nativi trovan uova, presso fiume Nessi, come Aladino, le curan nelle case, draghi con respiro, freddo san scaldare; draghi amati molto, dai locali fabbri, acciaio molto fine, aiutano a forgiare, grazie al fiato caldo, rettili volanti, qualcuno li cavalca, sibili fischianti; draghi femminili, vivono di acqua, aiutan pescatori, usando lingua adatta, piano questi amici, vengon spodestati, fuggono da templi, draghi son cacciati, molti nei paesini, attendon loro fiati. Bezau paese, in terra Pannonia, tramanda 1 storia, di simbiosi eterna, 1 prospero fattore, di nome |Jolerbuel, venne visitato, da un mendicante un di. Jolerbue lo caccia, senza dargli nulla, mendico gli dice, che ciel prepara furia, cielo si fa scuro, scroscia la tempesta, fiume di acqua cadde, inonda la sua terra, nel mezzo di uragano, stava mendicante, lui con corda rossa, guida drago grande; impietrito Jolerbue, resta li a guardare, alberi in turbinio, vanno presso lui, tutta sua ricchezza, persa in 2 minuti, il mendicante e drago, volan sui dirupi; anche cattedrali, ricordan tali eventi, Naga son serpenti, eremiti primi tempi, dea-serpente guarda, tesori proibiti, draunare di Sicilia, invitano conviti: vivono in simbiosi, a uomini e animali, primi imperatori, ne ascoltano segnali, il Genio primitivo, ha coda di serpente, là sul monte Zhong, vulcano ricorrente; riposa addormentato, drago nei paesaggi, attende i |Kukulkan, umani risvegliati, alfine di donare, mitici suoi canti.| Yulunggul serpente, su rotte Oceania, vien da Melanesia, arriva in Tasmania, Cielo-Terra uniti, come fonti acque, generan uovo, in cui Pan Gu nacque: esce Pan Gu, esser primordiale, crebbe gigante, separa madre-padre, Pan Gu resta in mezzo, fin che resiste, a pezzi le sue membra, creano le isole; creazione di mondo, prezzo sacrificio, del primo testimone, eterno e immutato, lui scivola oblio, attiva creature, succedono stagioni, mutano strutture. Un drago daoista, Uovo tiene dentro, insieme dei piani, Dao genera Uno, uno genera Pangù, Due genera Tre, questi Aotearoa; vulcano erutta prima, 2 isole in mare, Taroa con la scossa, genera una coppia, draghi in Polinesia, crean progenitori, da utero di Thera, vengono Moriori; da albero di Felce, inizia nazione Ori, polinesiani viaggi, crean federazione, da Hawaii a California, tra boschi e deserti, fiumi e città, emerge Gran Tartaria, mondiale civiltà. Zhong è drago Cina, |Zhu-Long è fuoco sole, Zhu-Yin oscurità, metallo di autunno, fa cadere foglie, frutti dalla terra: quando apre occhi, il giorno compare, quando li chiude, notte riappare, ora fa estate, quando esso inspira, ora fa inverno, quando esso espira, dorme e risveglia, stagione di piogge, se vola troppo alto, tu cogli siccità, se vola troppo basso, porta inondazioni, dentro corpo umano, equilibra 2 poli. Yang conduce Yin, nel corso naturale, Acqua freddo invernale, Long drago sole, si abbassa la notte, emerge nel cielo, solleva pioggia forte; piccolo baco, grande come cielo, vola nello stagno, ha testa di cammello, corna ramificate, collo serpente, occhio volpi alate. Fenghuan la Fenice, sole-fuoco assieme, corpo cigno e gru, e schiena tartaruga, ha lunga coda piume, becco di gallina, collo di serpente, e ciuffo mandarina. |Enea fugge da Troia, raggiunge Kostroma, dà origine ai khan, cristiani sovrani, fonda dinastia, capitale Yaroslavl, fortifica sul Volga, Vladimir Suzdal. Succede ad Enea, bolgar prete Gianni, protetto da fortezze, sovrano di Etiopia, assieme tutte indie, con debbio agricoltura, cavalli e armi fuoco, avvia conquista slava, nel 300 gioco. Riducono foreste, si mutano in terreni, campi agricoltura, a sfamare cavalieri, aratro scassa sassi, nascon nuove caste, slavo con il fuoco, crea ogonshani classe; boiari feudatari, bruciano gran boschi, e futuri servi gleba, legano ai terreni, nasce rotazione, trienne agricoltura, durante il 500, migrazioni ancora, miniere e capitali, trasformano ambiente, orda a cavallo, pax mongola ricorda. da Enea vien Gengis khan, e suo fratello Batu, Cane-alato che, comanda le tribù, con polvere sparo, salnitro carbon zolfo, cannoni e propaganda, di epoca Tartaria. Youri Gengis khan, da Rostov in Suzdal, unifica Orda, e inizia Hegira età, muore in battaglia, sul fiume Sitt. Ivan suo fratello, |Batu-Khan califfo, padre della patria, continua unificare, battezza suo fratello, con nome di Giovanni, Presbitero d'India, titolo ereditar. Giovanni del Carpine, inviato papale, Polonia e Boemia, Teutonia e Campania, va lungo il Volga, risale Yaroslav, Caracorum tsar khorom, residenza Zar. A corte Moscovita, adorano san Giorgio, l'Orda ebbe porti, Arkangelsk a nord, con Tamerlano inizia, la dinastia Turca, tutti imparentati, a imperator romani. Alba storia Russa, inzia in Orde sparse, costruite su rovine, ex impero bizantino, Grande Orda d'oro, piccola Orda blu, Orda bianca e poi, Nogai e pezzata. Novgorod Yaroslavl, Suzdal e Ryazan, Smolensk e Astrakhan capitali indipendenti, combattono tra loro, sebbene discendenti, da Augusto romano. Legami con la corte, attivi e funzionali, Khan che sposan figlie, di imperatori vari. Gengis khan governa, da cento Novgorod, anno 318-232, battezza Latia e Rus, con patriarca tugra, che lo rende santo, leggenda di san Giorgio, cavalier con spada, e autorità indiscussa. Giorgio fonda |Orda, usa cavallo steppa, e nave sopra mare, lancia spedizioni, da Volga discende, divide stato in 2, milizia consente, cosacchi prelevati, addestrati da bimbi, niente agricoltura, famiglia o tributi, ritiran monastero, quando sono vecchi, o lasciano orda, per civil progetti. Lingua imperiale, usa firma tughra, Maometto la manda, a zar Michele pure, tugra era sicura, contro falsi doc, decreti sigillati, su terre sconfinate; al crollo Tartaria, alcuni usan potere, di vicari khan, governator ribelli, angeli fuori Orda, kzar con proprie leggi, si staccano dal centro, separano le genti, con inganno e tormento, qualcuno sconfitto, si pente e và redento; cosacco si slega, impara a coltivare, divene servo gleba, si sposa e cresce figli, origina villaggi, mentre resiste, leggenda di guerrieri, nei rajput canati, indiani e samurai. Marco Polo vide, eredi Orda pezzata, nel khanato di Chitai, poi Ming dinastia, mura fabbricate, con malta di Kemit, ziggurat mattoni, contro var cannoni, testimonia il nome, lor uso della tughra, sigillo che trascrive, la firma imperitura. Dante cita Ugo Capeto, figlio di beccaio, amministra Parigi, è capo macellaio, boss dei mercanti, vende ad ingrosso, banchiere autorità, in inferno tiene posto. Colpo di stato in Orda, spacca struttura, da Sodoma e Gomorra, sommosse di Riforma, partono gridando, rimproveri e vergogna, Stabia ed Ercolano, eruzione di Vesuvio, ricorda tale dato. Putifarre egiziana, vuol sedurre Assiro, guerriero Oloferne, ucciso da Giuditta, intorno esso resta, Daniel chiesa russa, assiro sta per orda, Giuditta è voloshanka, la Elena dei Zakharia, a corte dei khan. Scisma religioni, durante crisi Orda, Islam si separa, dai primi cristiani, islam e salmi, anagramma di islàm, cristiani coranisti, Khazari e Yudei, poi Rom e Mori espulsi, Sefarditi da Spagna, dispute teologiche, tra ebrei e maomettani, cristiani e indiani, crisi geopolitica, in 600 e 700. Nestore pope, bandito da Bisanzio, vescovo a Mosul, chiamato musulmano, Cristo nestoriano, ai daoisti di Laozu, mentre Pitagora, a Creta vieta sacrifici, insegna metempsicosi, mistica cristiana, apostolica visione. Venezia è Fenicia, nord Italia è Caanan, longobardi e yudei, immuni a Peste nera, Manzoni ci ricorda, diretti discendenti, della tribù di Giuda. Furon Khazari sovrapposti, al regno dei Goti, formano impero, multietnico in due caste, khazari bianchi e neri, commerci via mare, Cangrande Dante e Polo, quan Cesare Borgia, trafitto a tradimento, 23 colpi di picca. Ashkenazi discesi, dai capi khazari, guida gruppi tribali, in Federazione russa, |Caraiti son detti, i turchi kazari, convertiti a ebraismo, Nicola I protegge, li decreta non ebrei, saran risparmiati, da nazisti e stalinisti, durante invasione.| Russia meridionale, e Volga della Orda, capitale ad Astrakhan, aveva proprio zar, Razin divenne khan, di entrambi domini, Kazan e Astrakhan, con potenti truppe. Romanov usurpatori, boiardi infiltrati, alla corte di Ivan, con euro mercenari, sconfissero Razin, con corruzione e inganni. Razin ha turbante, stemma sultani egizi, antenati dei Circassi, clan russo mamelucco, che governa Egitto, dal 380 al 517, poi torna in Orda, a metà seicento. Stefan Razin guida, i cristian fanti, come ogni sultano, avuti dai villaggi, visti da ufficiali, ogni 5 anni, nuove leve siano, Giannizzeri ventenni, privi di famiglia, vinsero battaglie, Varna nel Kosovo, assedio a Zargrad, poi furon sterminati, anno 826, declino di Ottomania. Astrachan 667, battaglia Stepan Razin, risuona in Europa, come lotta di potere, Razin figlio a Ra, muore in 671, guerra finisce, con presa di Astrachan. A gennaio '682, brucian libri Ranghi, vecchia gerarchia, detta mestnichestvo, registro mandarini, di alto livello, in tutto impero ordiano, e province lontane. Gran Principi in cima, poi principi locali, in cima i discendenti, khan Vladimir e Suzdal, seguon governanti, di terre conquistate, locali signorotti, in araldiche notai. Ordiana dinastia, spazzata dai Disordini, impero frammentato, a causa di Riforma, diviso in molti Stati, dati a sottoposti, clan Romanov locali, di origine straniera, dopo il colpo stato, vietan orda usanze. Fabbriche di Urali, a |Pugachev alleate, fabbrican cannoni, per Tartaria moscovita, clero e mercanti, gli mostran rispetto, con icone e pani, e benvenuto cori, Alessandro archimandro, menziona zarina, Oustinia Petrovna, di Tartar Moscovita. Pushkin scriveva, i normali cittadini, appoggiano Peter, khan di Tobolsk, si batte pei confini, e riprendere Mosca, con cupole dorate. Pugachev ucciso, da caterina e inglesi, sconfitta l'orda, repression di massa, sui territori annessi, spaventano i locali, che imparano versione, diversa della storia, abitanti di Zlatoust, impiccati pei cannoni; vietate lingue slave, spade e turbanti, sposta capitale, da Mosca a Pietrogrado, cambia geografia, e muta il calendario. Ogni città incendiata, è rinominata, Tobolsk capitale, forte a forma stella, Siberia corsa all'oro, diviene pure gulag, di tutti criminali, sistema'790, statale di esiliati, Tobolsk penitenziari, poi romanov cattura, bandiera drago grifo, muta cultura. Russia Pietroburgo, 781 + piccola, 3 volte di Moscovia, Canato Samarcanda, e Chitai Cinese, capitale a Chinuan. Samarcanda conquistata, da Romanov 868, 4 anni di guerra, scompare da mappe, Giappone e Tartaria, avevano rapporti, ma nel 775, rifiutano stranieri, olandesi e americani, varano la fine, forzarono Ieshu, aprire suoi porti, anno 860, Shogun guerra samurai, Giappone predato, insedia casa Meiji, in 861, cade regno ordiano. |Putin a Damasco, rilascia intel spionaggio, una mafia khazariana, usa terrorismo guerra, Gladio fanatismo, banca e falsa bandiera. Cromwell uccise Carlo, e fondò loro banca, ladri e assassini, banditi di strada, rubar identità, di viaggiatori in rotte, drogano persone, eugenetisti a corte. City Londra nasce, gestita da banchieri, capitale d'impero, britannica espansione, mafia infiltra, dirotta la moneta, arrivano in Germania, cambiano nome, inganna lord inglesi, a investir banca privata, stampa carta moneta, dal sangue infantile, sradicano re, da Francia ed Asburgo, con traffico droga, abbattono Chitai, usura in colonie, sterminio amerindi, Moorish e ottomani. Tratta schiavi e armi. Usa Congresso, FED corrompe 913, approva illegal fisco, finanziano Lenin, a danno degli zar. Contrastano casate, la rossa pandemia, anni 20 I.900, disordinate dittature, Cheka bolscevica, controlla professioni, assieme mass media, miniere e ricchezza, Hitler si ribella, sviluppa sua banca, con falsa bandiera, cade sua farsa. Germania annette terra, presa ai norvegesi, della regina Maud, in Antartide cornice, fonda nuova Svevia, Neuschwabenland, base in nuova Swabia, a condurre eu-genetica, creare superazza, e armi di massa, secondo piani di elitisti, finiti in Usa e Israele, che finanzian propaganda, narrativa sugli alieni, di agenzie spaziali Nasa. Ammiraglio |Byrd ritrova, Iperborea al polo sud, ma il sionismo chiude tutto, Trattato Antartico redige, limitato accesso umano, oltre ottantesi parallelo, per nasconder storia umana, opinion pubblica deviare, altre creature camuffare, con Trump forze spaziali. Robert Sepher documenta, motore di antigravità, da Tesla a Schauberger, fin Germania e Usa, Hanuebu nazi-Vril, Vimana degli hindù, che Bal Tilak leader indiano, dice scritti nei Veda, composti sotto i ghiacci, e ridati a umanità, dopo fine glaciazione, a ristabilire civiltà. Maria Orsic medium, capa di azienda German Vril, ispira Wonder Woman, nei Marvel studio, amazzone che ricorda, Orda d'oro Tartaria, dice che razza Aryana, sopravvisse al cataclisma, diluvio e glaciazione, in caverne sotterranee, sotto i poli ghiacci: creature bibliche capaci, di abomini o gentilezze, mangian carne umana, o regalan free Tartaria, creature miste descritte, tra giganti e semidei, fabbricanti di città, armi e tecnologie, distrutti varie volte, dai lampi del Cielo, pochi superstiti vivi, isolarono la terra, come culla umana specie; pure Bibbia africana, cita etere brillante, nato da notte vuota, crea prima coppia umana, a cui affidar la Terra, da popolar con discendenza. libro_suntzu-arte-guerra.m4a
lume249-Seba, passeggiando con Raseno, medita su Apuleio e Dante, che sembrano leggere gli eventi tra ciò che è e ciò che potrebbe essere. Forse serve un atto di fiducia: mollare la presa sull'immagine che abbiamo di noi stessi e permettere che ogni incontro generi nuove combinazioni. Dante mostra Ciacco tra i Golosi, dilaniato da Cerbero sotto pioggia e grandine, mentre il dannato profetizza le lotte di Firenze tra Bianchi e Neri. Dante prova compassione ma riconosce la giustizia della pena di Ciacco. Più avanti, Stazio racconta la propria conversione e comprende che poesia, sapienza e amore nutrono l'anima. Il Grifone unisce gli opposti e Beatrice ne riflette la natura. La commedia diventa un cammino circolare verso l'Eden, dove verità e armonia si ricompongono. Raseno racconta poi di guerrieri, giganti sardi, draghi e antiche dinastie che attraversano cataclismi e fondano nuove città. Ogni trasformazione chiede sacrificio, ma apre una possibilità. Phanes, il gigante che genera l'universo dal nulla, diventa immagine del passaggio da una forma all'altra. Se ogni mutamento personale appartiene a un ciclo più grande, allora non dobbiamo temere di diventare ciò che ancora non siamo. Raseno conclude: cambiare non significa perdere se stessi, ma permettere a una forma più ampia di noi di nascere.