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eleagno L'arbusto che rende fertile il vento (97) 97-Yolanda sentì lingua lusitano | foto frutteto | audiolibro | frutti_eleagno-ebbingei-edule.mp4 | frutti_eleagno-ebbingei_siepe.mp4 | film_elektra-teaching.mp4 |musica 02_jurema-chegou.mp3
giuggiolo Trasformare spine e durezza (336) 26-lume336-Ricordi lingua cinese | foto frutteto | audiolibro | giuggiole_buone-salutari.mov | arbusti_olivellospinoso.mp4 | frutti_ponciro-aranciotrifoli_usi.mp4 |musica 78_ye_ye_Yemanja.mp3
97:lume097-Yolanda sentì che un giorno il Vento domandò agli alberi: Chi di voi resisterà quando porterò gelo, sale e siccità? Il cedro rispose con l'altezza, la quercia con il tronco, il pino con gli aghi. L'Eleagno non rispose, lasciò passare il vento. Le sue radici continuarono a vivere e il terreno intorno divenne più ricco. Quando tornò la primavera, gli alberi trovarono una terra che qualcuno aveva preparato senza chiedere riconoscimento. Elaeagnus umbellata, o Goumi del Giappone, è un arbusto rustico, resistente e vigoroso, i suoi fiori profumano la primavera e i frutti rossi maturano tra estate e autunno. Come altre specie del genere Elaeagnus, può ospitare nelle radici batteri capaci di fissare l'azoto atmosferico, contribuendo alla fertilità del suolo; è una pianta adatta anche a siepi e frangivento. Oracolo dell'Eleagno: non chiederti quanto spazio occupi; chiediti quanto spazio rendi possibile agli altri.| |ELEAGNO ugual fejoa, Eleagnus Umbellato, |GOUMI del Giappone, arbusto verde umbellato, punteggiato di bianco, fiori bianco-crema, gustose drupe rosse, frutta in autunno, mangiale fresche, ha |vitaminaC: cresce rapida vigorosa, poto in inverno, ha fiori profumati, su siepi frangivento, estate eduli frutti, zuccheri e proteine, in Tuscia teme gelate. Vigor disordinato, ha caduche foglie, regge forti freddi, resiste venti e siccità, usa frangivento, ha fiori profumati, adatto a mari e monti, pota in inverno, cresce rapido vigor, porta piccole spine, su ascelle foglia; ama luce sole, ha radici nodi azoto, viene da Himalaya, raggiunge 5 metri, drup abbondanti, sopra ogni ramo. libro_jurema-vino-do-encanto.m4a
lume097-Nel Barone rampante, Cosimo sale sugli alberi a dodici anni e decide di non tornare più a terra. Dall'alto osserva il mondo, legge, studia, aiuta gli abitanti, combatte i briganti, ama Viola e attraversa la sua epoca senza rinunciare alla propria scelta. Cosimo non si separa dal mondo: lo guarda da una posizione diversa. L'Eleagno insegna qualcosa di simile: non domina il terreno, lo prepara; non chiede di essere il più grande, ma rende più fertile il luogo nel quale cresce. Anche Elektra suggerisce, attraverso un altro linguaggio, che identità e dignità non dipendono dalle etichette assegnate dagli altri. Cosimo, Elektra e l'Eleagno convergono in una stessa immagine: la libertà più feconda è quella che permette anche agli altri di crescere; chi resta fedele alla propria natura diventa una risorsa per la comunità.
336:amore26-lume336-Ricordi e rievocazione. Il Giuggiolo (Ziziphus jujuba), chiamato in Cina zao 枣, o dattero cinese, è un albero antico e resistente, capace di vivere in terre difficili grazie alle sue radici profonde. Sopporta la siccità e protegge con i suoi rami spinosi; i frutti, inizialmente aspri e croccanti, con la maturazione diventano dolci, scuri e rugosi. Questa trasformazione ha fatto del Giuggiolo un'immagine di resistenza, continuità e custodia. I frutti, conservati o essiccati, evocano la memoria dell'estate oltre il trascorrere del tempo. Nelle tradizioni antiche l'albero compare anche presso luoghi sacri ed è associato alla protezione e alla memoria: le spine richiamano il confine che preserva ciò che è fragile; nella tradizione cristiana, il legame simbolico con arbusti spinosi come la marruca (Paliurus spina-christi) ha contribuito alla sua risonanza con la corona di spine: la sofferenza che custodisce una trasformazione. Nelle medicine tradizionali il Giuggiolo è stato impiegato per il nutrimento e la cura, attraverso frutti, semi e infusi, mentre Omero, nella sua Odissea, ricorda il brodo di giuggiole dei Lotofagi: frutti fermentati che offrono un oblio dolce e seducente, capace di sospendere nostalgia e dolore. Anche il ricordo può agire così: conservare qualcosa perché possa tornare a nutrire. Questa carta dell'Amore incontra dunque il Giuggiolo nel punto in cui memoria e maturazione si toccano: l'amore non è solo l'incontro improvviso, ma anche la dolcezza che il tempo permette di riconoscere. La dolcezza nasce da un processo di maturazione.| Giuggiolo (Ziziphus vulgaris), detto dattero cinese 枣 zao, appartiene alle Rhamnacee, cresce lentamente, resiste alla siccità e ha radici profonde. Albero del silenzio, piantato presso templi, ha corteccia rugosa, legno rosso scuro, foglie piccole e lucenti con spine. Fiorisce tra giugno e agosto in due varietà di frutti: crognole oblunghe o rotonde, che maturano in settembre-ottobre. I semi, duri da germogliare, si aprono tagliandone la punta. Omero ricorda giuggiole fermentate, che divenivano vino dei Lotofagi, e lega al giuggiolo e alla marruca (Paliurus spina-christi) la corona di spine di Cristo; i suoi frutti essiccati surrogano il caffè e in infuso sono diuretici, ipoglicemizzanti e antidoti a veleni. Siepi spinose proteggono campi e danno miele. Olivello spinoso (Hippophae rhamnoides), affine arbusto delle Eleagnacee, cresce su fiumi e dune, fissa azoto, resiste al freddo e inquinamento, e nutre uccelli e insetti. Le bacche giallo-arancio di fine estate, sono ricche di proprietà medicinali: succhi astringenti, semi e polpa lenitivi per mucose, bruciature e vie respiratorie, olio che rigenera tessuti e cura ustioni solari, mentre in Tibet cura catarri, tumori e ascessi.# GIUGGIOLO Jujube, Zizyphus vulgaris, arabo zizout, in cinese 枣 zao, contorti rami spini, rhamnace famiglia, diffuso in Libia, Siria Cina e India: albero silenzi, piantato presso templi, dattero cinese, che cresce lentamente, si adatta a molte terre, non disturbate, resiste aridità, ha profon radici nate; ha corteccia rugosa, e scuro legno rosso, può' subire danni, da gelate autunno, sopporta inverno, aiuta rimboschire, foglie piccole lucenti, con spine uscenti; fiori piccoli verdi, appaiono scalari, da giugno-agosto, 2 varietà principali, a frutto tondo detto, giuggiolo a mela, frutto oblungo crognola, simile a pera: matura rosso scuro, a settembre-ottobre, usa pollonare: ha seme duro robusto, restìo a germogliare, tagliando sua punta, con forbici da pota, acqua dentro entra. Omero scrive, Giuggiole selvatiche, dopo fermentato, fan libico vino, che incanta Ulisse, fuor rotta tempesta, a isola Lotofagi, libica Djerba: quel brodo liquoroso, sconfisse nostalgia, blando lassativo, richiama altra storia, quan prima della morte, Gesù ebbe corona, di spine sulla testa, arbusto di |MARRUCA, Paliuru spina-christi, Paliuro di Libia, Mareg in Romagna, pur esso ramnacea, arbusto perenne, ramificato e spinoso, dei climi asciutti, con edule frutto, di mela essiccata, tostato e macinato, surroga il caffè, infuso suoi frutti, diuretico buono, abbassa glicemia, e urico acido. in Libia suoi semi, antidoto ai veleni, di serpi scorpioni, cura calcoli e tosse, siepe antintrusione, foglia sgrassa pelle, fiori per le api, producon buon miele. |OLIVELLO SPINOSO, Hippophae rhamnoides, arbusto cespuglio, di Eleagno famiglia, spontaneo sui fiumi, collina dune coste, ospita simbionte, Frankia fissa azoto; siepe rimbosca, cibo insetti uccelli, bacca medicina, aiuta i malnutriti, polloni fitte macchie, da spine protetto, muore se in ombra, da Hindu-Kush provengo; siepi spinose, sopporta inquinamento, freddo e siccità, e fa tamponamento, in Cina conserva, acqua sub-superficie, propago x seme, e talea germogli radice; distingue da salici, x eduli frutti, bacca giallo-arancio, usata per succhi, colte Ago-ottobre, polpa astringente, sgradevole allora, surgela coerente; semi e polpa sfiamma, occhi e mucose, bruciature + turbe, di respirazione, medico tibetano, sfiamma espettorante, blando lassative, antido intossicante: tratta raffreddori, assiem melograno, tumori ed ascessi, catarro a polmone, olio idrata pelle, e placche senili, rigener tessuti, UV legger ustioni, foglie x cavalli, analgesi antibioti. frutti_giuggiolo_brodo_infuso.mp3
lume336-Sul mare, presso una piccola barca guidata da una donna che custodisce un bambino sulla prua, Seba si avvicina nell'acqua e nasce un'intesa fondata sull'invito reciproco. La donna permette l'accesso alla propria profondità e l'ingresso diventa un atto di conoscenza, un affidarsi al mistero dell'altro. Il buco a spirale, immaginato nel sogno di Seba, diventa una soglia verso l'interiorità. Il desiderio nasce dall'essere accolti e dalla possibilità di incontrare ciò che è più nascosto. Il bambino sulla barca rappresenta ciò che può nascere dall'incontro autentico: una nuova possibilità, una relazione, una parte rinnovata di sé ancora in attesa di essere riconosciuta. Il sogno incontra il Giuggiolo: albero dalle radici profonde, capace di resistere alla siccità, custode di frutti che maturano lentamente, trasformando l'asprezza in dolcezza. L'amore autentico non forza il mistero, ma lo accompagna fino alla maturazione. Quale facoltà genera questo simbolo quando entra in relazione con te? Forse la capacità di amare il mistero senza possederlo: entrare nell'altro con rispetto, essere accolti e generare insieme uno spazio di fiducia. Che cosa nella tua vita ha bisogno di essere custodito abbastanza a lungo da trasformare la durezza in dolcezza?