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rapanello Rape ravanello, senape raponzo e rafan (46) 46-|Raperonzolo, c lingua italico | foto ortoverno | audiolibro | ortoverno_cimerapa-friariello.mp4 | flora_senape-nera_cibo.mp4 | orto_ravanello_benefici.mp4 |musica 251118ayami-sestier.m4a
wirarika Hilario e Yoame a Viricota, festa zucche (75) 75- Martin Wirarik lingua mescahuatl | foto wiramerica | audiolibro | filosofi_don-tonio_wirarika.mp4 | popoli_huicholes.mp4 | storia_watakame_e_nakawe.mp4 |musica 991_Peyo_06.mp3
rosarusca Rusco artiglio di Iside, Lucio Dante Ovidio (171) 71- Amore e Psiche lingua alchemico | foto erbefiori | audiolibro | flora_rose_acqua.mp4 | harpagofito-artiglio.mp4 | harpagofito_namibia.mp4 |musica 260103ayami_apuleio.m4a
corregiola Centocchio stellaria e Corregiola insalata (189) 34.䷡ lume189 |po lingua slavonico | foto erbefiori | audiolibro | flora_piantaggine_centocchio.mp4 | flora_stellaria-centocchio-usi.mp4 | |musica ngonde2019.m4a
ciliegio Giugno ciliegiaio, disseta e allarga pugno (311) 01-lume311 Dama in lingua latingreco | foto drupociliegio | audiolibro | frutteto_ciliegio_potatura.mp4 | | |musica 47_meu_presente_Odemir.mp3
46:lume046-|Raperonzolo, chiusa nella torre, vive un lungo isolamento, finché l'incontro col principe permette uscire e iniziare una nuova fase di vita. La Bella Addormentata nel bosco, racconta una principessa colpita da un incantesimo che la fa cadere in un sonno lungo cent'anni, insieme al suo regno. L'arrivo di un principe, dopo il tempo stabilito, la risveglia con un bacio, riportando la vita al castello: il sonno rappresenta una sospensione necessaria, un periodo di maturazione prima del risveglio alla vita adulta, affettiva e spirituale. Jung e von Franz associano il sonno della principessa all'inconscio che trattiene le energie psichiche fino a che l’Io (il principe) è pronto a confrontarsi con esse: la coscienza deve attraversare un tempo di ombra e inattività per giungere a una nuova integrazione. anche la fiaba di Biancaneve mostra che a volte la vita ci chiede di fermarci per un tempo sospeso, una incubazione sotto cui maturano forze invisibili dell'inconscio. Rapunzel chiusa nella torre, vive lo stesso ciclo: isolamento, regressione, incubazione, metamorfosi e crescita interiore lontano dal mondo, poi risveglio/rinascita con l'amore. |Agosto15, se vuoi buona Rapa per giorno Maria sia nata, raccolte 1 dicembre avvento, ravanello fà il viso bello| Rape e ravanelli, radici simili ma diverse: le rape, grandi e tonde, dal bianco al viola, hanno pelle spessa e sapore dolce-terroso; i ravanelli, piccoli e allungati, dal rosso al bianco, con pelle sottile, hanno gusto piccante-amarognolo. Il daikon asiatico, grosso e verde, è ricco di vitamina C e betacarotene, ottimo crudo, cotto o marinato, con proprietà digestive e depurative. Le rape si consumano crude, cotte o in zuppe, ricche di fibre, vitamina C, antiossidanti, minerali, utili contro anemia e tosse. Il ravanello comune (Raphanus sativus) cresce veloce, si raccoglie più volte l’anno, ama suolo sciolto, ed è digestivo grazie allo zolfo; si associa bene in orto a carote e lattughe. Il ravanello selvatico (R. rapanistrum), detto “amareddu”, è usato cotto o ripassato, con effetti diuretici, depurativi, utili a reumatismi e catarro. Il ramolaccio, più grosso e piccante, ricorda la rapa e si consuma crudo o grattugiato. Il rafano o barbaforte, radice bianco-gialla dal sapore forte, entra in salse e condimenti. Il Raponzolo (Campanula rapunculus), radice croccante e foglie commestibili, legato al mito di *Rapunzel*, si coltiva e si consuma in insalate o minestre. La senape (Brassica nigra o alba), dalle foglie e semi piccanti, è usata come condimento, in bagni e pediluvi curativi contro bronchiti, reumatismi e raffreddori.# RAPE e RAVANELLI, entrambe verdure radicate, con alcune differenze, di aspetto, gusto e uso, Rape son più grandi e tonde, con pelle liscia e spessa, color dal bianco al viola. I ravanelli son più piccoli, di forma più allungata, con pelle sottile, e colore dal bianco al rosso, poi il Ravanello cinese, verde radice grossa, detto daikon in Asia, pur consumato crudo, cotto o marinato, ha C B betacarotene, digestive e depurative. Rape han sapore dolce, e leggermente terroso, mentre i ravanelli, hanno un sapore piccante, leggermente amarognolo; nell'uso in cucina, le rape in insalate, zuppe e contorni cotti, mentre i ravanelli, son consumati crudi, in insalate o a fette snack, o come condimento, per piatti come il sushi. Rape ricche in C, fibre e antiossidanti, mentre i ravanelli, pur fonte di vita C, potassio e fito buoni. |RAPA verde o viola, bianca o nera appare, tubero radice, adatto per l'inverno, cruda oppure cotta, essiccata e conservata, coltivata dai buddhisti, nel tempio di |Shaolin, cugina è Cavolrapa, che se cresce aiuta pure, con minerali e vitamine, radice inverno nutre pure. Rapa bianca sfiamma, cura fatica e tosse stanca, è bianca dolciastra, radice tonda tozza, ha fosforo e calcio, ferro e potassio, aiuta emoglobina, contrasta anemia. Rape bianca rossa e gialla, son ricche di fibre, potassio calcio e C, consuma crude grattugiate, oppur cotte al vapore, lesse o saltate, per zuppe o ravioli. |RAVANELLO coltivato, raphanus sativus, semina da Marzo, e mangi ogni stagione, ama suolo sciolto, è cibo e medicina, ha zolfo digestivo, frutto suo siliqua, strozzata fra 1 seme e l'altro. Carota e Ravanello, consociano radice, una và profonda, altra in superficie, Bietole e insalata, fa seme oppur dorme, lento il prezzemolo, ombrellife conforme. Lattuga e Ravanello, sia stessa aiuola, dopo 3 settimane, picchetto 1 Ravanello, dopo 1 mese Lattuga, infine le carote, il veloce ravanello, ogni 15 raccoglie. Rapanus rapanistrum, è ravanello selvatico, diffuso amareddu, mangia lessate e ripassate, salta in padella agli-olio-persica, delizie assicurate, radice cuoci a strisce, ottimo sapore, utile a chi soffre, reumatismi ritenzione, diuretico eccellente, depuratore sangue, vince inappetenza, e scioglie catarro, buon x nevralgie, decotto in latte caldo. Ramolaccio selva, rapesto rapastrello, radice a forma di ago, simile a 1 Rapa, brassica annuale, ispida ramificata, con gracile radice, piccante a insalata: grattata su patate, fatte a tocchetti, da giovane pianta, si colgon le cime, simile a fratello, RAFANO barbaforte, debole nell'orto, facile soccombe, radici bianco-gialle, usate a fare salse, mentre giovan foglie, usa in insalate, a dar sapore forte. |RAPONZOLO campanula, detto raperonzolo, Campanula rapunculus, rampusoi rapunzel, porcino di piante mangerecce, alla sagra di Borghi in Romagna, ogni 15 aprile: sali ai paesini, portando uova sode, pane vin sui prati, radice olio vuole, rapunzel gustose, lunghe schiacciate, foglie x minestra, o brodo di pollo, fior indaco campana, fittone io colgo. Bienne fusto ramoso, alto meno peloso, radice fusiforme, carnosa e croccante, foglie base amare, buone in insalate, radice ha inulina, dai peli puoi mondare; pannocchia fiori eretti, calice viola azzurro, biancastro talvolta, fiorisce maggio-giugno, capsula giugno, semi come polvere, color marrone spunto. Semina a fin estate, distanzia x radice, su suolo lavorato, oppure in semenzaio, a inizi primavera, cogli radice foglie, gustose in insalate, radice cruda mordi. Raponzolo inverno, ha radice tuberosa, getti primavera, conditi come asparagi, infuso foglie fiori, pare rinfrescante, antisettico vulnerario, collutorio orale. |SENAPE nera Mustarda, Brassica nigra, diffuso condimento, foglie sotto aceto, o semi frantumati, messi in mosto vino, cui nome mosto-ardente, buono digestivo; da evitar se irritato, a vie urinarie, emetica revulsiva, bianca purgativa, Senape Bianca meno piccante, è coltivata, per sua farina, industrial confezionata. Entrambe per bagni, x le |bronchiti, |congestioni |nevralgie, polmon |reumatismi, annua polimorfa, gialli fiorellini, ciuffi e steli fini, porta molte foglie. Maggio fin Settembre, apice infiorato, autunno porta frutti, baccelli di semi, essicco tarda estate, voglio conservar, buoni da mangiare, oppure germinar: foglie cotte mangio, uguali a spinaci, foglie giovan crude, aggiungo insalate, cime avan fiorita, broccoli cucinati, ama sole e muore, a freddi invernali; su piedi freddi, pesto semi in calzini, in casi congestione, a bronchi e polmoni, immergo miei piedi, in suoi caldi decotti, |fomenti-pediluvi, o raffreddori e |spasmi, semi in acqua calda, aiuta piedi e mani. ravanel-fagioln_semine-a-luglio.m4a
|Rape semina in autunno, e raccogli sue radici, Rape son più grandi, dolci e adatte cotte, mentre i ravanelli, più piccoli e piccanti, son consumati crudi. Rape e ravanello verde cinese, sono verdure salutari, versatili in cucina, integrate in ogni dieta, apportan benefici, miglioran digestione, riducon malattie cardiache, e aiutano immunitario. Raperonzolo fiorisce in maggio-giugno, e cogli otto novembre.
75:lume075- Martin Wirarika, sciamano huichol cantore, di nonno fuoco e madre acqua, come San Francesco, dipinge e tesse fili tra cielo e terra in ogni tepee della NAC in cui è invitato a diriger cerimonia. Cammina la via del peyotl dei cinque colori sacri, le sue piante padroneggiate: il piccolo cactus messaggero, eucarestia della NAC, funghi carne degli Dei, da Maria Sabina offerti, poi la Salvia del veggente, offerta a Emilia per sognare, altri modi a conciliare, infine Martin pure spiega, le ambivalenti forze Toloache, Datura inoxia o solanacee, visionarie pericolosa, da lui usate con cautela. Come oracolo ci insegna, a sussurrar nomi preziosi, a guidar sogni e memorie, come fanno i Wirarika: |Tatewari e |Kauyumari, Hikurì e deserto Wirikuta, dove padre è il silenzio, e la madre è la visione, e dal colle di Leunar, vedi il sole che sorge, come Rosa dell'Est, fior di Dante era Beatrice, che il tuo nome già conosce, e dona al Tocco del Silenzio, la verticale del tuo sogno, che pone forza nel tuo rito, come atto estetico o preghiera, e atto etico che avvera. |Sant'Andrea 30 novembre, o neve o bufera, mentre a veste logorata, poca fede vien prestata.| Il popolo Wirarika, discendente dei Maya e degli antichi nomadi, compie ogni anno un lungo pellegrinaggio da Jalisco e Nayarit al deserto sacro di Wirikuta, per cacciare il Daino Azzurro e raccogliere il peyotl (Hikurì), pianta divina che unisce cielo e terra. La guida spirituale, il marakamè, conduce i pellegrini attraverso prove di digiuno, canto e visione, per ristabilire equilibrio con gli dèi e il cosmo. Durante i riti, il fuoco, il mais, il daino e la rosa rappresentano i quattro elementi della creazione e le forze vitali della natura. I canti e le danze evocano Tamatz Kallaumari, dio-daino del vento, e Tatevari, il Nonno Fuoco. Mangiare il peyote significa partecipare alla morte e rinascita del daino, simbolo del sacrificio divino che mantiene il mondo. Al ritorno da Virikota, il fuoco sacro viene ringraziato e spento: i pellegrini portano fiori, canti e visioni per guarire la comunità. Il mito di Watakame e Mais-Azzurro narra l'origine dell'agricoltura e della Milpa, dove mais, fagioli e zucca convivono come fratelli. I riti ripetono il ciclo di morte e rinascita della natura, rinnovando legami familiari e sociali. Le donne custodiscono il fuoco domestico, gli uomini i campi: la Milpa diventa tempio vivente della reciprocità tra uomo e Terra. Le feste del raccolto e dell'Hikurì chiudono il ciclo con canti, offerte e danze di pioggia: ogni essere torna al suo posto nel grande sogno della creazione.# Popolo Wirarika, gente pellegrina, parton da montagne, Jalisco e Nayarit, giunti a Real Catorce, a |Luis-de-Potosì, in deserto |Nirikuta, cacciano Hikurì. Fan collane cacti, sbucciati pur a fette, pelle radici corna, Daino appar divino, muta in imprevisto, tutti ampliati sensi, mondi fuori tempi, sama va in abissi, uniti cuori e intenti, sopporta ogni prova, insegna gestir rischio, pazzia divien sapieza, in immenso rito. Tamaz grazia alcuni, con canzoni parlanti, narra storie e fatti, origine di rose, terza notte ebbrezza, canti del coyote, ubriaco muta sesso, seduce inter creato, dentro me gran gioia, dovete tollerarmi, grida lanci e dico, suonar violino forte. I fedeli veterani, senton cantar Tamaz, bei fiori a Viricota, diventano muvieri, muvier di Tatevarì, canzoni dei sentieri, maracame propizia, i fior del Caliuey, giunti sani e forti, vantaggio x compagni, che rimasti a casa, potran vedere i fiori. Momento di tornare, invertiamo direzioni, si gira Nonno Fuoco, assieme teste tronchi, verso di ponente, Nonno sia con noi, ci guida ci protegge, ultima notte a Viricota, con violini ed arpe, mangiate quan potete, a mattino caricate, canestri con bisacce, ringraziamo daini, rinnoviam promesse, nuovanno ritornar, se possiamo far. Al falò del venerdi, bruciano cappello, di guida maracame, van obblighi togliendo, brucia loro ruoli, fuoco assegna e toglie, cancella personaggi, assegnati da peyote. Tamaz parla a mezzo, del suo maracamè, guarda le scintille, sprizzan dai muvieri, son fiori Tatevari, narran storie sacre, serbatele nel cuore, a fin di ricordarle: quel che avete udito, visto a Viricota, mi vedi oh marakame? gli chiede Tatevarì, Ti vedo e ti capisco, in ogni tua parola, il segreto qui sentito, accade a Viricota. Kallumari avvisa, abbiam parlato tutti, se manchi di rispetto, Dei sapran punirvi, torno alla dimora, congedo in 5 fischi, Tamaz quinto fischio, ecco luce alba, sveglia pellegrini, immersi a luce santa, aspettano concreto, aiuto ai lor bisogni, salute amor lavoro, raccolto e buoni sogni: chi resta metà strada, percorso marakame, difetta nell'audacia, fiducia poco appare, esperienza con nierika, vien da desiderio, sentire la creazione, mutar in fiore vero. Fiori di ghirlande, cingono il Leunar, diventan daini azzurri, nubi da scrosciar, Martin coi fedeli, a chiudere suo viaggio, fa festa Mais tostato, verso metà maggio, zucca e pannocchia, avviano loro anno. In milpas e chacras, festa di pannocchie, zucche in abbondanza, Martin alla festa, narra fiabe ai bimbi, condotti da cantori, al cortile del ririki, davanti altar pannocchie: zucche e candele, fiori e collane, carne daino e Rose, donne in prima fila, con figli in attesa, tamburo ornato a fiori, suona il marakame, e canta il ballo-viaggio, al Cerro di Leunar; su sedia spalliera, gallette a simular, bastoni muvieri, offre doni a Dei, prende volo e canta, davanti ai bambini, li porta a salutar, madre Tatei Matinieri: proteggili da mali, crescan forti e fieri, in futur visiteranno, tua casa fiorita, Tatei li saluta, li abbraccia uno a uno, poi riprende viaggio, candele a Viricota. Ai colloqui rituali, prima di partenza, maracame chiede, volete fare il viaggio? fino a Viricota, a mezzo nonno Fuoco, ricevere più vita, conoscere di nuovo; chiede se son pronto, sistemo mio coamil, dovete fare bagno, vi assegno nome-ruolo, dite a vostre donne, sciogliere ogni nodo, ogni sera avanti, curare nonno fuoco. Anziano capo-corda, annoda mio percorso, pellegrinaggio 1 mese, la rosa x consorti, ciascuno ne porti, a ritorno al paese; allegria veterani, e piangenti novizi, maracame invita tutti, suonar gioiose arie, su strade a Viricota, andiamo nel suo campo, dove daino nasce, sera attorno a Fuoco, Tewari saggio avo, tutto conosce aiuta, niente noi sappiam, lui manda segni vari, grazie maracame, di averci trasportato, ho conosciuto Tamaz, coltivo sua memoria, fino al ritorno, confesso colpe e vado. Real de Catorce, concession minerarie, don Tonio Carillo, sindaco e marakame, chiede aiuto a tutti, per scempio fermare, ha bastoni comando, scettri piume uccelli, che aprono incanto: qui abita |Tamatz-Kallaumari, bisnonno Coda Daino, deserto Potosì, dove cresce jiculì, qui Dei-antenati, fan gesta creazione, al tempo del sogno, rito svela lezione; invita pellegrini, sul colle bruciato, per riti curativi, e adempiute promesse, Madre bada ai bimbi, donaci pioggia, poi ci salutiamo, torniamo 1 altra volta. Preti maracame, interpretan Pa Sole, lo vedon seduto, su astuccio dei muvieri, 1 dialogo cantato, fa viva cerimonia, cacti daino e mais, triade rinnova: coglitor cacciatori, |Masha daini forze, Tamatz Kallaumari, vide bella storia, e pellegrini invita, cacciare cervo-azzurro, con sue canzoni-mappa, Huichol vuol copione, in ordine sequenza, va ribattezzare: daino chiama cacti, mais fanciulla riso, fuoco muta in nube, pioggia cade fina, campi fecondati, da etere correnti: Resisti e cammina, pensa a mangiar vita, chi viaggia x vedere, chi diventa saman, Tewari insegna tutto, digiuno e fatica, mantieni occhi su lui, accanto tiene vita; fratelli con bisacce, seguite passi miei, presto arriveremo, allegri a Viricota, Tatei a sponda stagno, madre regina mia, soffrendo fame sete, ti visitiam x prima; porto miei fratelli, saluti con candele, acqua sulle teste, ai neofiti matewame, guardate a Viricota, ora abbiam la vista, suonate corni e arpe, dite addio a Tatè, andiamo a Leunar; sotto abero pittura, disegni daini e soli, su volto dipingete, x Viricota incontro, arco e frecce avete. |Daino cinese lù 鹿, deer Tamatz o Tabazi, Kallaumari primo, vive a Viricota, con nonno Fuoco e Vento, rinasce come mais, Signore di animali, Pan Siva Pasupati, Mazatl daino azteco, giunto dai toltechi, Serpente piumato, fuoco e siccità, Izpapalot Farfalla, cactus va mangiar: tutto si compie, da sera a mattina, caccia rituale, rende tutti sazi, dea della terra, nutre cuore daini, viaggio del peyote, ridesta nel coamil, di ogni fedele, Daino fuoco e sole, stella che viene. Marakame e nonno Fuoco, Uomo delle Frecce, guida fila pellegini, segna passo e tiene, tabacco e cerini, assegna ruoli temporani, a persone e cose, con rito soprannomi. Matewame neofiti, seguon strada, al mitico Mautiwaki, apprendista marakame, malconcio uomo-lupo, punito a calci corna, da Kallumari, e confessioni sprona: offensor e offeso, via oltraggi ricevuti, nel magico spazio, saman cura tutti, a mezzo di muvieri, coyote Samuravi canta: daino che vieni, su cima di Leunar, montagna bruciata, teatro cosmo fatto, il vento freddo in cima, agita i muvieri, cura stanchezza, peccati mali e lutto, le offerte nel cratere, attiran luci sfere, Viricota luce, pronta a cerimonia, sciamano su stuoia, pone oggetti culto, piume daino e frecce, ciotole acqua flusso; notti nel deserto, clima di gelata, peyoteros son mutati, in rose ghirlande, mentre nonno Fuoco, inizia narrare: dove ansima Tamaz, vai braccar a destra, tu da sinistra, riprendon marcia fissa, maracame scaglia frecce, imitan novizi, guardate bene il posto, Tamaz ho trafitti; maracam disegna a terra, forma del daino, segui zampe direzione, troverai fiori, assieme pannocchie, cogli e offri doni. Trafitto daino a terra, accendi candele, canta maracame: Wawatzari siam venuti, a conoscere tuo campo, bene ti vogliamo, abbiam portato offerte, scambio facciamo. Martin taglia cacti, fette pone in bocca, dice ai pellegrini, allunga vita corta, tutti mangian corpo, Signor perdona colpe, mangiamo la tua carne, vediam comune sorte. Daino vi perdona, tutti alzan felici, su cima di Leunar, lui lascia indizi, a seguire pista, da alto poi li burla; piange maracame, risponde tu hai virtù! rinasci e torni in vita, sempre torni su, Martin compie e disfa, con aiuto Tamaz, mezzanotte brezza, tutti accanto fuoco, Tamaz ci ha trovato, venuto come vento, dice il maracame, lasciate lui offerta; quan compare sole, girate nel deserto, cala poi la sera, cogliendo a Viricota, tornano al fuoco, carichi e ubriachi, Martin li rivista, gli assenti fa cercar, assorti tra le rocce, li trova contemplar. Fedeli a occhi chiusi, masticano piano, si ungono la pancia, saliva impregnata, del cacti sugo, cerimonia chiude alba, disperdono in cerca, di stelle vegetali, fatica ceste a spalla, vagano in deserto, con occhi cacciatore, o coglitori funghi, cercan Kallumari, fra rocce e cespugli, difficile trovarlo, li aiuta cuor tabacco. Cacti in siccità, contrae radice spasmo, vive suo letargo, fin piogge turgore, a notte canterà, ogni Daino Azzurro, le canzon di cura, in estasi insegnando, i monti parleranno, i fiori fioriranno, inizian ronde magi, attorno cime colli, riempion pellegrini, ceste spine e graffi, a sera sono cervi, e pensano alla prova, che attende loro notte, fuoco loro sprona: cercan + salute, di bimbi e raccolti, rivelazion future, e scelte nomi nuovi, per cariche mestieri, cantori o guaritori, leader o ingegneri. Huichole uomo pensa, alimentare il sole, spirito di festa, è scandalo amore, homo ludens gioca, a recuperar tempo sogno, slancio entusiasmo, scherzi e confessione, alludono creato, gioco divien culto, confine sfumato, a fine 8 mesi, del ciclo del peyote. Viricota viaggio, musa suona incanta, la favola di Orfeo, rapiti in eloquenza, sublime vera scienza; recitare i miti, a ricreare riti, drammatica forza, tempo origine porta, metamorfosi accade, che umano rifonda, Dei appaiono animali, umani e urani siti, attori sacerdoti, pianti strappacuori. Dei percorser terra, e nominaron cose, dai Pini nascon note, e nonno Kallumari, fu primo marakame, da stuoia detta itari, dal mare venner Dei, vestiti come fiori, arrivano a placenta, presso culla Madre, placenta reca nube, da nube vien itari, da itari nasce daino, che si muta in mais, mais muta in nube, piove su ogni milpa, dal mare venne Daino, Azzurro come Mari, suo fratel minore, e molti piccin daini, vider freccia e testa, daino sopra itari. Dei capiron messaggio, freccia muta nube, testa muta in pioggia, e andarono al Coamil, lasciarono offerta, nel seno Ma Urianaka, Dei nascosti in bosco, vider nascer canna: le giovani pannocchie, e le rotonde zucche, il fiore giallo tuki, strofinan nelle mani, con polvere di tuki, 3 strisce sulla faccia, dissero gli Dei: Daino muore a caccia. Cala la sera, esce Tatevar Muvieri, abbraccia e ci racconta, Tamaz Kallumari, parole da bocca, escon tricolori, e ci capiamo tutti, fratelli che ritrovi. Tamaz nostro capo, puoi fare e disfare, jikurì tuo corpo, tuoi ordini obbedisce, io sono loro cibo, entro cuor pensiero, corro in loro vene, arrivo cuore impero; quando mi mangiano, ha torpore tutto corpo, si accorgono così, che sono jikurì, concentro su coloro, che mi amano +, offro vita e dico, quel che devono veder: insegno loro cose, da punte dei muvieri, a Viricota incontro, mangiano spicchi, ogni spicchio in sè, pensieri del mio cuore, ebbrezza da veder, canti dai miei fiori, son mie rivelazioni, mostrano + mondi, che portano mie storie, parla Tatevari, anch'io son metamorfe, muto in più figure, di Tamaz vittorie: son vampa selvaggia, brucio ed incendio, alzo miei muvieris, che escono da fiamme, da corna di Tamaz, sboccian fiori gialli, fumo convogliato, verso partecipanti: vidi + focacce, mangiandole fui perso, ora siamo assieme, a notte dal falò, vediam uscire i fiori, rossi azzurri e bianchi, color di Tatevari.| Hilario al pomeriggio, offre medicina, ognun beve tazza, mezzora cresce nausea, malessere e bronchite, veglie con digiuni, cervello tien paura, teme oscuri fiumi. Io denuda e calma, al primo canto dato, su alberi e su rocce, sale-scende abissi, tutto acquista senso, nel rumor di vento, voci e risate udite, a distanza tempo; abbraccio cosmo cura, terrore scompare, son esser luminoso, divinizzato in Pan, con spasmi e sudore, scombino certezze, il sacro è mistero, lezione mi arrende; cane pure abbaia, da origine del mondo, fin alla sua fine, ogni storia ha ritorno, mondo è illusione, metamorfosi continua, ecco altra lezione, entrare in altra rima; mi trovo a contemplare, attore spettatore, foglie secche arazzi, bellezze del creato, tra ebbri del tempio, e musica di piante, sanAndrè e Catarina, due wirarika lande, assieme sanSebastian, fan pellegrinaggi, diversi x ognuno, narrano i viaggi, attorno a ogni fuoco, ospiti invitati, mangiano il daino, e piangon Tatewari. 1 anziano scorsa notte, morso da scorpione, rimesso ci confida, i segreti maracame, quando canta bene, una bella nube esce, se canta male invece, pioggia si disperde. Martin ebbe febbre, deliri presso fuoco, quan frenesia di danza, prese pellegrini, i caduti ed ubriachi, son presi da custodi, posti sotto quercia, protetti nei riposi; nei viaggi e feste, offerte frecce posi, esprimon desideri, profon pensieri posti, di bimbi o di stregoni, o di ricamatrici, che chiedono bambini. Se freccia stegone, è fatta x offesa, Paritzika insegna, caccia e difesa, compito saman, sognar dove nascosta, distruggere fattura, malattia risolta: se uno è moribondo, offre lui 1 freccia, ciotola e candela, fa diagnosi col canto, sacrifica galletto, irrora altare fatto, se torna la salute, dio appar calmato.| Martin ebbe un sogno, presso Viricota, teatro nel deserto, Tamaz Kallumari, mi offre il jikurì, daino Wawatzari, è con Tatevarì; mangian medicina, pellegrini al fuoco, Daino canta loro, canzone con violino, anche se ho peccati, vengo io a cercarti, strada delle rose, a Viricota passa: uscii dal mare azzurro, Daino Marrayueve, dritto su Itari, a quattro punti cardinali, apparver Daini Azzurri, soffian via tensioni, da gruppi e da figli, a curare i bimbi, faremo offerte caccia, ciotola e candela, e freccia per un daino, per vita dei bambini, 1 daino va morire, Tatevari nonno, ci dice questo in rime: Dei non san mangiare, mangio io per loro, ecco i kakullari, che iniziano a parlare, tutto aperto e visto, in mare e nel coamil, seduto presso fuoco, tutto può apparir: oh Viricota! perchè piangono le rose e volano i fiori al Cerro bruciato? quando nasce Daino, Dei fanno scuola, perchè i monti parlano li a Viricota? nessuno sa capirli, solo freccia a terra, freccia serpe azzurra, conosce loro lingua, sopra itari stuoia, scatena nube pioggia, parlan Dei fra loro, ai 4 cardinali, nel luogo dove nacque, Tamaz Kallumari. Daino Azzurro esce, da fuoco appare in aria, incarna Dio del Vento, canta una sol volta, marakame apprende, a memoria sua canzone, la trasmette a noi, attendo la sua voce: oh Pan divin dei monti, di Africa e Oceania, America Ti vive, da Europa fino ad Asia, sui monti e nelle valli, deserti le foreste, Sei fuoco saturnale, sei acqua di tempeste; Son Cervo di oriente, sono Hikuri verde, accanto la montagna, sole già risplende, sotto albero fiorito, mio cuore si comprende, son Cervo oriente, sono Hikuri verde; a tutti dò mio canto, chi lo canta primo? ora mi alzo in alba, per salutare il Sole, pure mi inginocchio, respiro suo calore, tra ghirlande Fiori, e turbini di Vento, Tu non puoi vedermi, dove vado eterno, la dove nascono le Rose, dove Rosa sboccia, son Cervo oriente, fior di Virikota: quando nebbia sale, Azzurro Cervo sale, quando pioggia scende, Kallaumari scende, respirano le Rose, rugiada soffia pura, ai piedi di Lehunar, è wiri Virikuta! Germoglia il Mais, e la Rosa sboccia, così canta la Rosa: Io sono il Cervo, così canta il Cervo: Io sono la Rosa, solo a Wirikota, tale canto è strofa.| Wirarika Huicholes, tra gole e aridi piani, coltivano la terra, hanno 2 stagioni, una secca e una piovosa, adoran gli elementi, riuniti in una Rosa; derivan loro storia, dai nomadi di caccia, Cervo loro emblema, con Mais assieme Rosa, nel canto del mito, ricordano il passaggio, da nomade lor vita, a stanziale villaggio. Produsse loro clan, un antenato errante, Watakame cacciatore, che vive su montagne, incontra fanciulla, chiamata Mais-Azzurro, dopo un avventura, in luogo sconosciuto: Lei si presenta, con Zucca ricolma, di ottima bevanda, fatta con il mais, bevilo sii sazio, io vivo alla Collina, assiem ai genitori, ti aspetto domattina; indomani Watakami, veste e prende arco, con faretra su spalla, cerca quel passo, ai lati del sentiero, che sale a zig-zag, coltivazion di Mais, distese da osservar. Azzurre rosse e bianche, e altre varietà, in cima una casetta, alfine può avvistar, accolto da due anziani, signori del Mais, gli offrono scodella, di succhi fermentati: vorrei comprare un po, di vostro buono cibo, tengo per pagarvi, le micce del mio fuoco, di Pino resinoso, che uso come torcia, in notti molto buie, mi scaldo alla bisogna. Il vecchio gli rispose, disseta alla sorgente, poi agita lo scettro, di penne di un uccello, da casa esce ragazza, e venne lor incontro, Yowime mais-azzurro, Yumi in mandarino, suo nome rende conto: figlia vuoi seguire, il giovan cacciatore, oh Padre se tu vuoi, allor io vorrò, dunque Watakame, inizia nuova vita, diviene campesino, in Yumi compagnia. Lei insegna preparar, Atole bevanda, tortiglie granoturco, gestire magazzino, si sente Watakame, liber da incertezza, la nomade sua vita, diviene una casetta: taglia piante bosco, incendia ramaglie, usa cenere concime, in buche seminate, Yowime fora il suolo, tramite 1 bastone, e 1 Spirito chiama, quan semi vi depone. Watakame invoca piogge, Sole e vento piano, e durante raccolto, usa cesto Mecapal, fatto con le canne, legato alla bandana, dentro case-tempio, pannocchie accatastava. Passano decenni, e Watakame anziano, perse sua compagna, Mais-azzurro muore, resta lui in campagna, lavora ancora duro, a gesti e con parole, intero ciclo Mais, Yumi amor commuove. Rivivono Huicholes, epopea di Watakame, in campicelli sparsi, sassosi calcare, a Giugno prime piogge, semina van fare, assiem fagioli e zucche, Milpa da rituale: un piccolo cratere, al centro campicello, accoglie falò, e offerte sangue agnello, indio Huatakame, insegna a coltivare, e far pellegrinaggi, su terre di antenate; un giorno dea Nakawe, parla a Watakame, fatti una piroga, gran pioggia piano sale, salva tuoi semi, tra un mese tocca terra, fai milpa e focacce, con indigena nera; mais-cenere acqua, Tashiwa lui la chiama, ti piace impastare, e farmi da mangiare, dammi 2 gemelli, nei campi seminati, possiamo innamorare. Uomini nei campi, e donne a macinar, sopra lastra pietra, dolor da sopportar, tecniche complesse, apprende lo sciamano, che aiuta popol suo, ma vive solitario, senza uno stipendio, vive sacerdozio, sua ragione vita, cantore che raggruppa, Daini nel Tepari. Festa di Pannocchie, Zucche di novembre, ritrovan loro casa, stanze a muri fango, dove vita scorre, quotidian paesaggio, un rito quarantena, serve reintegrazio, e mogli al focolare, piangono commosse, recuperan mariti, mutati da quel viaggio, fan meditazioni, di fronte a Nonno fuoco, i muvieri toccan tutti, rito di ritrovo, ci ha permesso tornare, alle nostre case, tutti qui con te, tornati-andati assieme, donne van cantare, siate tutti benvenuti, la medicin portata, nutra nostri frutti, vien fatto un turbante, di penne di corvo, per la moglie del capo, ora Madre del Mais, nella piazza coi canti, passione religiosa, inizia Festa hikurì, e nonno Fuoco riposa, mille occhi luminosi, osservano la vita, il disordine riporta, a quotidiana sfida, tra effetti medicina, milpa gialle stoppie, dipinte guance scosse, attesa delle piogge, ballan tre ragazze, tenendosi a cintura, invocano la pioggia, acqua in buca Terra, la nutrono per prima, sul monte disboscato, coltivano rapporto, da muvier sacralizzato. | Sikoakame e dea Nakame, tra valli e vulcani, economia sussistenza, da sierra Tarahumara, a Chiapas e Oaxaca, fino al Guatemala: Sikokame nel mito, è figlio di Nakawe, un giorno si ammala, la madre lo abbandona, peripezie via da casa, va presso la zia, che si chiama Yurienaka, vive gira attorno, incontri suoi ci narra; colomba gli porta, semi mais in zucca, poi incontra 2 nonni, gli donan zucca zuppa, lui conosce loro figlie, Mais azzurro e nero, Yohime bianca gialla, e sorelle arcobaleno; vede femmine fagiolo, zucca e altri semi, Sikoame vuol comprare, + semi dai vecchi, li porta a Yurienaka, loro invitano figlie, chi vuol accompagnarlo, mais-nero si decide: ma ci sono 2 norme, dea Yoame non lavori, in sua ciotola viva, sopra altare ririki, fino al tempo semina, Sikoakame solo zappa, tutti semi fan visita, a Yoame nuova casa. Traboccano silos, di mais fagioli zucche, Yurianaka prende mais, lo pesta su macina, x fare focacce, e con Sikoakame ne mangia, mentre Yoame, beve il brodo da sua zucca, Sikoame strappa erbacce, e brucia nel falò, fumo sale a nube, e dio del tuono dice, tu bruci nel coamil, mia pioggia benedice. Cener bagna Yoame, è tempo seminar, abbandona ririki, tutti assieme al coamil, al centro di milpa, Yoame 1 dito a terra, in luogo del falò, zia accende candela. Crebbe la Milpa, nord sud est ed ovest, coamil verdeggiava, grazie a Yoame cuore, tornati al ririki, Yoame accresce capelli, e Sikoakame taglia, i pannocchi + belli; a sud taglia bianca, a est gialla rossa, ponente mix colori, di pannocchie sorelle, nord coglie azzurra, a centro sta la nera, + fagioli con zucca, coglie da terra: semi lui buttava, in sottana di Yoame, di ritorno al ririki, Yoame vuole riposo, Sikoakame col muvieri, offre tazza di cacao, rimani su altare, offerte ti portiamo. Mais dentro ai silos, milpa divien secca, Yurianaka esagerava, da Yoame aiuto cerca, lei aiuta a macinare, sanguinan sue mani, pasta rossa come carne, fugge lei domani. Sikoakame accusa zia, viaggia fin Yoame, chiusa in stanza lei, rifuita di tornare, gli vende 5 chicchi, per la semina futura, baston x seminare, la zia si pente e cura. Festa di Pannocchie, zucche di novembre, ritrovan loro casa, stanze a muri fango, dove vita scorre, ma rito quarantena, serve reintegrazio; mogli al focolare, piangono commosse, recuperan mariti, mutati da quel viaggio, fan meditazioni, di fronte a Nonno fuoco, i muvieri toccan tutti, rito di ritrovo: ci ha permesso tornare, alle nostre case, tutti qui con te, tornati-andati assieme, donne van cantare, tutti benvenuti, la medicin portata, nutra nostri frutti; fatto un turbante, di penne di corvo, per moglie del capo, ora Madre al Mais, nella piazza canti, passione religiosa, inizia Festa hikurì, nonno Fuoco riposa, Carrillo porge focacce, pannocchie fumi odori, si nutron mangiatori, poi dormono nei sacchi, ascoltano le storie: mille occhi luminosi, osservano vita, il disordine riporta, a quotidiana sfida, tra effetti medicina, milpa gialle stoppie, dipinte guance scosse, attesa delle piogge: ballan tre ragazze, tenendosi a cintura, invocano la pioggia, acqua in buca Terra. Milpa crea comunità, nucleo indiana società, piccoli campi ritagliati, nella selva un pò, amaranto e chenopodi, fave zucche e pomodori, fagiolini mais e zucca, Milpa è valor. libro_viaggio-a-viricota_martin.m4a
????|Milpa crea comunità, nucleo indiana società, piccoli campi ritagliati, al margine di selva, amaranto e chenopodi, fave zucche e pomodori, fagiolini mais e zucca: mais manca amminoacidi, lisina e triptofano, che corpo richiede, a far proteine e niacina, i fagioli ne hanno, e zucca reca vitamine, Avocado reca grassi, milpa unisce la famiglia, infuso barbe mais, diuretico sfiammante. Dal mare venner Dei, vestiti come fiori, arrivano a placenta, presso culla Madre, placenta reca nube, da nube vien itari, da itari nasce daino, che si muta in mais, mais muta in nube, piove su ogni milpa, dal mare venne Daino, Azzurro come Mari, suo fratel minore, e molti piccin daini, vider freccia e testa, daino sopra itari. Dei capiron messaggio, freccia muta nube, testa muta in pioggia, e andarono al |Coamil, lasciarono offerta, nel seno Ma Urianaka, Dei nascosti in bosco, vider nascer canna: le giovani pannocchie, e le rotonde zucche, il fiore giallo tuki, strofinan nelle mani, con polvere di tuki, 3 strisce sulla faccia, dissero gli Dei: Daino muore a caccia. |Canzoni-mappa de |dainoazzurro, che chiama cacti mais, fanciulla riso e fuoco, che muta nella nube, pioggia cade fina, campi fecondati, da etere correnti: Resisti e cammina, pensa a mangiar vita, chi viaggia x vedere, chi diventa marakamè, Tewari insegna tutto, digiuno e fatica, mantieni occhi su lui, accanto tiene vita; fratelli con bisacce, seguite passi miei, presto arriveremo, allegri a Viricota, Tatei a sponda stagno, madre regina mia, soffrendo fame sete, ti visitiam x prima; porto miei fratelli, saluti con candele, acqua sulle teste, ai neofiti matewame, guardate a Viricota, ora abbiam la vista, suonate corni e arpe, dite addio a Tatè, andiamo a Leunar; sotto abero pittura, disegni daini e soli, su volto dipingete, x Viricota incontro, arco e frecce avete.
171:lume171- Amore e Psiche, nella fiaba di Apuleio, ricerca interiore, connessione tra conscio e inconscio. Psiche vive una relazione magica con Amore, ma la sua curiosità (accensione del lume) portano alla rottura di questa magia. La luce del lume è un tentativo di razionalizzare e controllare qualcosa che è misterioso e ineffabile. Ibn Arabi parla di un amore mistico la cui comprensione richiede un abbandono del razionale fine a se stesso (Virgilio) e una resa all'esperienza mistica nell'abbraccio dell'ignoto. La fiaba di Apuleio illustra la tensione tra il desiderio di conoscenza e la magia dell'amore, tra conscio e inconscio, tra razionale e misterioso. La ricerca della verità va compensata con la fede nell'incanto. Jung sosteneva che ogni persona possiede nella psiche sia aspetti maschili che femminili, e l'integrazione di queste parti è la chiave del processo di individuazione, il percorso verso la realizzazione del Sé. Anima è la parte femminile dell'inconscio di un uomo, Animus è la mente istintiva maschile dell'inconscio di una donna. Corteggiare l'anima è un viaggio personale, secondo la disponibilità di ciascuno a esplorare e accettare le diverse parti nascoste di sé: affrontare l'inconscio può essere doloroso e destabilizzante. Psiche non può vedere Amore poichè la conoscenza diretta distrugge il rapporto; l'anima può entrare in relazione solo in una modalità indiretta. Von Franz scrive: quando una funzione congelata comincia a piangere, non sta guarendo, ma sta ricordando chi è, il pianto indica scongelamento dell'Anima, ritorno della capacità di ricevere, in apertura temporanea. Lucio e la |Rosa-sole tra i rovi di spine, ci insegna che il dolore e ogni ferita, può diventar saggezza; la Candida Rosa di Dante, mostra che dentro ognuno esiste un cielo infinito e inesplorato, dove ogni prova è lezione. La Rosa/hikurì resiste, fiorisce e profuma nel cuore interiore, alimentato da fiducia, pazienza, coraggio e rispetto, di te stesso negli altri. Dante come Lucio, affronta Pietro Giacomo e Giovanni, Fede Speranza e Carità, da cui apprende: Fede guida a costruire la tua vita come un tempio, dove ogni esperienza è un mattone. Speranza è luce che scende dalle stelle, libertà da conquistare tra smarrimento e perdono, perdersi a ritrovarsi. Caritas è Agape, pietà e gentilezza che porta pace e apre strade, condivise con altri, è il Sole della Rosa, che illumina tutti i sentieri.| Rosa damascena: fiori e profumi curano corpo e anima; petali astringenti, semi antielmintici, foglie antidiarrea, alleviano dolore e depressione. Roseti e siepi crescono con potatura e compost, mantenendo vigore, forma e colori brillanti. Rosa canina: bacche rosse, diuretiche, lassative e sedative; decotti e tisane calmanti, marmellate nutrienti e curative. Ruscus pungitopo, diuretico e anti-reuma, cura emorroidi e varici; rami e bacche proteggono e purificano. Artiglio del diavolo e Sutherlandia: analgesici, adattogeni, sfiammano articolazioni, antibatterici e antivirali. Rosa nevi e rododendro caucasico: simboli di resistenza e bellezza spirituale. Apuleio e Psiche: l'anima affronta prove, scende nel regno dei morti, ritrova Amore e Grazia, simbolo di rinascita e libertà interiore. Amore divino guida verso libertà e unione col divino, lungo il percorso iniziatico, di catabasi e anabasi. Beatrice e Candida Rosa, conducono il viaggio spirituale, da umano al divino, sotto Sole Luna e stelle, fin nel ventre della Terra. Dante in Paradiso, mostra l'eterno presente, armonia dei cieli e moto, e cicli stagionali a Terra, e accolgono il poeta, tre spirali di Beati, maestri santi e triviali, lo guidan verso la sapienza. San Tommaso e Francesco, Domenico e Bonaventura, incarnano fedeltà, contro a inganno e ipocrisia, mentre Sophia è sentinella, guida e protegge da illusioni, insegna all'anima sapienza, assieme Amore sentimento, che se cresce condiviso, trasforma ogni azioni di ogni sorta, in bontà e bellezza antica, come Amore e Psiche sanno, nei petali dei beati: gloria luce e ardore, da loro ascende fino a Dio, ogni volto in ciò riflette, l'armonia del Dao creatore. libro_asinodoro_vonfranz1.m4a
lume171-Rose di Iside: Lucio cade nell'eccesso della curiositas libidica, ruba un unguento, diviene asino che attraversa peripezie, subisce umiliazione servitù e privazione, poi tra lacrime e preghiere invoca il divino, giunge in riva al mare dove in sogno gli appare la Dea Iside nelle sue 4 forme: Venere amore, Demetra del grano, Diana della caccia e Persefone/Ecate sul trono degli inferi. Lucio apprende che deve mangiare le rose dalla mano di un pastoforo durante una processione, capisce che come asino subì la schiavitù, umiliazione e privazioni, una fase necessaria, ma transitoria. Iniziato da Iside, torna umano, trasformato e reintegrato nella comunità. come i moderni sub, con le loro femdom, accetta la perdita di autonomia, erotizza la condizione asinina, e infine chiede il riscatto della forma. Nei misteri di Iside e Osiride, Lucio apprende in sogno la ricetta del Rosolio: petali macerati in alcol, poi uniti ad acqua e miele, macerazione e riposo un mese, prima del consumo, è liquore profumato, come l'Acqua di rose, amori interni ritrovati. Rosa nasce dal sangue di Venere, attira Dante in Paradiso, che incantato contempla cosmologia, paesaggi e firmamento: da sua lingua or fatta luce, moto e coro spinge in alto, dall'inferno all'Empireo, mentre l'Aquila osserva tutti i sentieri laterali, specchio dei cieli dentro noi, che sulla Terra appar Leone. Lucio iniziato da Iside, ritorna uomo trasformato, e capisce che lo stato asinino fu una fase transitoria ma necessaria.
189:ijing34.䷡ lume189 |potenza-del-grande (大壯daZhuang, ta-chuang),il Tuono dimora sopra il cielo: La grande Forza e determinazione. Il nobile non percorre cammini senza un rituale, poichè l'azione del tuono poggia sui principi del cielo, anche quando agisce con grande vigore, la persona nobile segue e rispetta le vie e i modelli della creazione, non per mero ossequio alle regole, ma perchè vive in armonia con la natura del Dao. La perseveranza dona frutti. Ti senti pervadere da un solido vigore, una energia resiliente che ti sostiene dal vacillare,. Il tuo forte scopo ti ispira e ti anima, predisponendoti a esercitare in modo eroico questa grande forza. Per giungere a un risultato, dovrai agire con fermezza e coerenza, con uso saggio della potenza, consapevole della tua capacità di influenzare, ma senza confonderla con l'onnipotenza. (Come intendi usare il tuo potere? A che punto sei?). Chi paga il suo |debito, non diminuisce il suo avere| Beccagallina o Centocchio (stellaria media) è pianta annuale spontanea, comune in Italia e diffusa in tutto il mondo. Cresce bassa e forma un tappeto, con piccoli fiori bianchi a forma di stella. Viene molto apprezzata dagli uccelli, che si nutrono di foglie e semi. In cucina, è utilizzata nelle zuppe e minestre, o crude in insalata, particolarmente in Liguria, Lazio e Toscana. Ha proprietà diuretiche, calmanti per le vie respiratorie e toniche. Sebastiano Kneipp la raccomandava cotta per la sua ricchezza di silicio e potassio. È anche vulneraria, utile per emorragie ed emorroidi. Corregiola (polygonum aviculare) o lingua di passera, è pianta strisciante che si adatta a diversi ambienti; usata in infusi e in cucina, ha virtù diuretiche, emostatiche, e vermifughe, ed è utile per trattare la tubercolosi polmonare e la sete nei diabetici. Riduce la pressione sanguigna e aiuta a regolare il battito cardiaco. Le foglie sono ricche di tannini, tiamina e acido ossalico. Polygonum cuspidatum, nato in Oriente, contiene resveratrolo, un composto antiossidante che sfiamma il corpo, prolunga la vita e contrasta l'invecchiamento cellulare.# |BECCAGALLINA-Centocchio, erba oselina, è |Stellaria media, parente anagallis, detta pavarazza, annuale spontanea, diffusa nel mondo, e comune in Italia, infestante tappeto, resta + bassa, fior piccole stelline, sebbene in coltivi, è molto appetita, da tutti volatili, specie semi e foglie, centocchio deriva, dai nodi suoi fusti, molli e raggruppati, in cerca di luci: si drizza si avvolge, ricade su piante, o prostra su suolo, se manca 1 supporto, Stellaria foglie opposte, più picciolate, fiori stelle bianche, a foglie ascellate; su sommità fusto, chiudono la sera, e durante la pioggia, vitalità conserva, partorisce fin 5, generazioni anno, cosi offre succo, fresco tutto anno; in cucina Liguria, Lazio e Toscana, zuppe minestre, crude in insalata, con olio o bollite, da ottobre-febbraio, taglio alla radice; e Sebastiano Kneipp, consuma cotta fresca, stellaria insalata, vanta in Bavaria, silicio e potassio, diuretici sali, calma irritazioni, vie respiratorie, vulneraria a emorragie, e di emorroidi, galattofuga è, antianemica e tonica. Erba |CORREGIOLA, Polygonum aviculare, lingua di passera, 1 pianta arbustiva, strisciante poligona, polimorfa tanta, foglie e lunghezza, internodi guarda: gracili piante, internodi + lunghi, sono + slanciate, delle cespugliose, che hanno internodi, + ravvicinati, pertanto si adatta, clima ambientali; riprende sue forme, se tornan normali, secon pedoclima, in ambienti litorali, ha foglie + grassette, regge disidrazio, aumen diversità, incrocio impollinazio; uccelli e animali, ricercano pianta, mellifera invade, orizzontali orti, suo albume farinoso, usato in infusi, foglie con semi, in cucina si mangia, ha tannini e tiamina, aci ossalico scansa; erba emostatica, usata contro emottisi, tubercolosi polmonare, colta quan fiora, diminuisce sete, nei diabetici poi, restringe vasi sangue, aumenta pressione, regola frequenza, di battito cuore; diuretica emetica, vermifuga vulnerar, espettora bronchi, dona suoi colori, da foglie color blu, giallo da stoloni. |POLIGONO cuspidatum, vien da estremo oriente, pianta che sfiamma, prolunga la vità, col suo resveratrolo, simile al diguno, che toglie ossidazione, dottor Bianchi onore. flora_stellar-beccagallina_pardin.mp3
Oratores sono coloro che pregano/parlano, chi dà forma simbolica, spirituale o narrativa alla realtà: i narratori, i filosofi o custodi del verbo, il clero e gli intellettuali, gli insegnanti, i registi, artisti, scrittori, comunicatori, giornalisti.. nei miti (Vie del Canto) o Songlines aborigene, gli antenati cantano il mondo in esistenza, il paesaggio esiste perché viene cantato, la parola non descrive, ma produce: la voce crea, la parola dà forma, nominando le cose le portano in esistenza. Orāre, parlare solennemente, pregare, oranti collettivamente chiamati clero. L'etimo simbolico/ mitico viene da Horus, divinità egizia che crea narrando, pronuncia parole e discorsi che delimitano un rituale: Horus prescrive, ordina, parla autorevolmente, enuncia definisce e stabilisce, da lui nasce la preghiera, un parlare rituale che mette ordine. Horus è il Dio della regalità, dell'oro che ha luce, valore e purezza, così orare imita l'atto creativo del Dio che crea ordine a mezzo del Logos (verbum), in epoca cristiana è associato al Xristos. MITOS è percezione della natura pura, un modo di sentire il mondo, livello in cui le parole sono forze vive, diventa ETIMOS quando le forze, in atto o potenza, diventano forme linguistiche, infine diventa LOGOS quando le forme diventano concetti astratti (bellum-guerrapolitica, oratio-discorso_convincente, labor-lavoro economico, an-mito_spento). L'impero traspose quattro miti/archè originari (BELL OR LAB AN), in tre ordini sociali: chi combatte (forza), chi prega/guida (parola), chi lavora (materia) e infine chi trasmigra (en-stasi). I bellatores creano confini geopolitici; gli oratores creano confini simbolici, narrazioni e cultura; i laboratores creano architetture e infrastrutture materiali come edifici, ponti, strade; infine gli anscensores, migrano in altro contesto. Aristotele dice che il mito è potenza e atto, e il pensiero razionale può nascere dentro il mito, non contro di esso: capire il mondo serve a liberare l'anima e raggiungere la verità profonda.
311:amore01-lume311 Dama in |Attesa mentre Cupido sussurra al suo orecchio: quando arriverà il mio amato? L'attesa amorosa diventa esercizio di immaginazione, pazienza e consapevolezza. Le carte di Barbier evocando miti e sentimenti, con letture di 1 o 2 o 3 carte, esplorano l'amore come viaggio dell'anima: corpo-mente-spirito, testa-cuore o passato-presente-futuro. Nel viaggio iniziatico di Dante vi sono tre donne: Francesca (Inferno), Santa Lucia (Purgatorio) e Matelda (Paradiso). Santa Lucia come aquila guida Dante alla soglia del Purgatorio. Matelda lo bagna nel fiume Lete per farlo dimenticare delle illusioni del mondo e prepararlo all'incontro con Beatrice. Francesca è il passato, Matelda il presente e la rinascita spirituale. Oracolo: ripeti affermazioni d'amore per attrarlo nella tua vita: Io sono Amore. |Giugno22 san Paolino, ogni ciliegia sia quattrino, c'è il grano e manca il vino.# La pazienza è una virtù, la chiave per essere pronta per l'amore! Immagina tuo cuore pieno di tale amore e consenti all'ardore di riempirlo di bellezza e pazienza. Ripeti: Io sono amore e lo manifesto nella mia vita. Cosa desideri? cerca un taccuino e annota la risposta. LETTURA-carte, alla fin decidi tu, cerca amor tua vita, sconfinato vedi in tutto. 1) Leggi Amor proprio con Carta Singola, meditazione solitaria, libera la mente, mescola il mazzo, pesca Una Carta e medita a cuore aperto, può scatenar pura estasi. 2) Lettura con Due Carte, una relazione gemella, proiezione o testa verso cuore, lascia che ti guidi, Cupido confonde Psiche, lascia queste due carte, dian intuizione sulla doppia, natura del tuo essere. 3) Lettura a Tre Carte o regola amor Tre, corpo mente e spirito, o inizio mezzo e fine, passato, presente e futuro, trova in ogni cosa, tre ricordi o tre amicizie, di tuo corpo mente e anima. Tuo cuor ti guiderà, a esplorare le carte, nessuna regola impone, il gioco libero di amore. Viaggio Cuore e Psiche, trama e ordito sono, razional ed emozioni, ragion e sentimento, nelle carte di Barbier, illustratore di Saffo, poetessa del viaggio, tra sentimenti indefiniti, ogni carta illustra miti, sonetti al fare l'Amore, meditazio e affermazioni, per tuo subconscio-corpo: dichiara Amore proprio, canta o ripeti parole, in silenzio o alta voce, per aver risultati, in tutto il tuo essere, poichè tutto Tu sei Amore, Tat Tvam Asi, amen, bassè| Il ciliegio selvatico (Prunus avium) è albero di bosco, amato da uccelli, erbivori e umani. Il suo legno è pregiato, la resina aromatica, i frutti nutrienti. Le ciliegie, drupe dolci o acide, sono depurative e rivitalizzanti, utili se consumate a stagione. L'amareno (Cerasus) è varietà rustica, resistente e medicinale. Utili foglie, piccioli e semi, usati anche in liquori. Il ciliegio si ibrida facilmente e crea habitat nei boschi. Cura consigliata: una settimana di succo o confettura.# |CILIEGIO selvatico, è pianta di foresta, che assorbe luce luna, albero Prunus avium, come il canino, nutre uccelli e umani, ibrida ecotipi, in gruppi dentro boschi, spontanei o piantati, appetiti a molti, pure da erbivori, caprioli e cinghiali, sensibili a insetti, e malattie vari, corteccia foglie fiori, suo legno resistente, mobili strumenti, resina un aroma, da masticar coi denti. Ciliegia drupa buona, mangiala a stagione, così lavora in te, alla mejo condizione, la Cura di Ciliegie, se fai 1 settimana, suo succo oppure vino, o in marmellata, è sangue della terra, buon ricostituente, depura organismo, e nutre la tua mente. |AMARENO canino, è Cerasus prunus, ha frutti attraenti, aciduli e succosi, buona rustica pianta, resiste a siccità, orna paesaggi, uccelli a rifugiar; fruttifica spesso, abbondante e precoce, se coltivo amareni, senza irrigazione, uso aromatici, medicinali e liquori, Amareno ebbe parte, farmacopea antica: integratore cibi, amarene vitamine, i piccioli dei frutti, usa fitoterapia, foglie e semi macinati, entrano liquori, lungo strade city, suoi frutti pure trovi. Amareno di siepi, sfruttato in topiaria, sa espandersi da solo, mediante polloni, crea macchie dense, e resiste potatura. quid_ciliegie-e-cuccarine.m4a
Le ciliegie nutrono sangue, nervi e pelle. Ricche di vitamina A e C, combattono anemia, artrite e gotta. I piccioli, in infuso, depurano i reni e alleviano cistiti. Il frutto, con proprietà antiossidanti, è associato alla frequenza 528 Hz, che stimola rigenerazione cellulare. Frequenze come 432 Hz e Schumann 7.83 Hz aiutano la crescita della pianta e il benessere umano, favorendo armonia, pace interiore e salute psicofisica.# |Ciliegie tira a coppie, è cibo e medicina, su nervi sangue e pelle, drupa amara e zuccherina, antianemica nutriente, allevia artrite gotta, maturan maggio-luglio, secondo varietà, ricche in vitamina A, che aiuta la vista, sia le dolci che le acide, come visciole amarene, fino alle marasche. Ciliegie acide oppur dolci, tutte han sali e carotene, a protegger pelle sole, fresche aiutan prevenire, arteriosclerosi e renella, rigenera mia testa, ciliegia ha vitamina C, seconda dopo agrumi. I piccioli di ciliegie, hanno forza astringente, in decotti ed infusi, calmano cistiti, e purificano i reni, diuretici antitossici, usati su artrite, digestione e stitichezza, gotta e obesità. Frequenza per i frutti, con proprietà antiossidanti, è 528 Hz, come musica di guarigione, pulse del rosso ciliegio, stimola crescita vigorosa, mentre all'uomo favorisce, riparazione cellulare, e il benessere del cuore. 528 Hz protegge, ciliegio da avversità, è pulse centrale in guarigione, e rigenerazione cellulare, mentre 432 Hz, aiuta semina e radicazione, protezion gelate tardive, aiuta pianta in armonia. Schumann 7.83 Hz , migliora qualità dell'acqua, nelle piante e nell'uomo, favorisce pace interiore, e potenzia i benefici, emotivi e psicologici, nel consumo di ciliegie.