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biaccoIl Consiglio dei serpenti di Angizia (87) 87-Un serpente di lingua latingreco | foto rettili | audiolibro | fauna_biacco-copula240512.mp4 | fauna_colubridi_bisce_innocue.mp4 | fauna_serpenti_cocullo-sandomenico_rai.mp4 |musica 91_icaro_kestenbetsa.mp4

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87:lume087-Un serpente di fumo si alza, mentre dona Maria soffia lentamente sulla brace. Nei sogni, le fiere rappresentano spesso le forze istintive che la coscienza fatica ad accogliere: paura, desiderio, rabbia, sessualità, aggressività, passioni che sembrano incompatibili con le regole della vita civile; ma la fiera deve essere conosciuta. Il lupo appare a Odino e Ares, l'orso ad Artemide, tigre e toro a Devi e Shiva, il serpente a Vishnu, Angizia e altre figure di tutti i popoli. In tutti questi racconti e sogni ritorna la domanda: come abitare la propria forza senza esserne dominati? È la fatica di Eracle davanti al leone di Nemea: entrare nella tana, incontrare la creatura e sostenerne lo sguardo. Solo dopo averla conosciuta la passione può essere integrata, invece di essere repressa fino a trasformarsi in ombra. Le fiere possono prestare il loro volto alle paure e agli istinti che Dante collega ai vizi capitali. Anche l'accidia può essere letta come paura di esporsi, di vivere pienamente, di entrare nella relazione. Il sognatore che incontra una fiera sente spesso che qualcosa sta cambiando: una parte della vita non è più completamente controllabile, e la coscienza deve imparare a contenerla senza soffocarla. Il lume dice: guarda le tue passioni negli occhi e imparerai a governarle, bellezza e follia vanno spesso in compagnia.| In Italia e in Europa i serpenti locali mostrano varietà, abitudini e miti popolari. Il Biacco di campagna (Coluber viridifla) è colubride innocuo, lungo e snello, pupille rotonde, maschi fino a 1 metro; diurno, caccia arvicole, lucertole, uccelli e insetti, fugge beffardo se disturbato e si rifugia tra radici in inverno. Il Cervone (Elaphe quatorlineata), giallo-bruno con quattro barre scure, lungo 80–240 cm, nuota e arrampica con agilità; predatore di roditori, conigli e uova, depone uova in buche o fessure, proteggendole tra le spire. A Cocullo ricopre la statua nella festa dei Marsi, collegato al culto della dea Angizia e alla fertilità del latte. Il Saettone di Esculapio (Zamenis longissimum), verde-oliva, lungo 120–150 cm, elegante e veloce, vive in boschi e radure, arrampica e uccide per costrizione; se minacciato morde e secerne sostanza maleodorante dalle ghiandole cloacali. Coronella austriaca, grigia o marrone rossiccia con punti chiari e stria nera sugli occhi, lunga 70 cm, predilige topi, lucertole e orbettini; timida, può mordere difendendosi, ma veleno poco pericoloso per l'uomo. La Natrice dal collare (Natrix natrix), biscia di acqua e terra, testa tonda con collarino giallo bordato di nero, corpo oliva o grigio macchiato; ottima nuotatrice, predatrice di rospi, usa difese come finta morte, soffio e lingua penzolante. Tutti questi colubridi sono spesso fraintesi, ma svolgono ruolo ecologico importante, controllando roditori e insetti, e riflettono leggende, rituali e conoscenze di natura e salute del territorio.# |BIACCO di campagna, coluber viridifla, morde ripetuto, se provi a catturarlo, sibila or sembrando, grande pericoloso, fugge poi beffardo, ha morso doloroso; vipere non teme, se occorre sa predarle, arvicole ed anfibi, lucertole e ramarre, uccelli ed insetti, è colubride innocuo, ritira fine autunno, tra radici ristoro: anfratti di suolo, esce a primavera mite, di notte si rifugia, in tane roditori, testa piccola ovoide, e pupilla rotonda, ner squame brillanti, maschi 1 metro conta; se corpo lungo-snello, e coda lunga vedi, ecco Serpe innocua,colubridi famiglia, poche scaglie tiene, ordinate e definite, pupille e occhi tondi, capo e corpo unite. |CERVONE colubride, Elaphe quatorlineata, 80-240 centime, giallo-bruno barre scure, 4 barre longitudi, da cui viene il nome, serpe diurna poco veloce, buon nuotatore: ama ambienti caldi, 30 gradi pure umidi, vive in cattività, oltre ventanni, mangia arvicol-topi, lucertole a volte, soffoca in spire, conigli e scoiattoli, nidiacei di uccelli, donnole toporagni; ingoia uova intere, in 4 ore si accoppia, specie in declino, x Convenzione Berna, muta 1 volta mese, in estate 2 volte, 4 anno in poi, 2 volte anno sveste, Italia centro-sud, sassi sole prende; agile arrampica, fa forza sulla coda, prensile raggiunge, 1 ramo 1 metro o +, inverno trascorre, gallerie di roditori, solo o nei gruppi, compagno a saettoni: in Aprile-Giugno, dopo 40 giorni, depon uova buche, fenditure roccia, arbusti radici, uova guscio bianco, molle dapprima, indur aria contatto; femmina protegge, uova tra le spire, 3-5 giorni, altre volte le insaliva, dopo 50 giorni, escono i serpentini, 30 centime lunghi, 3 anni velocini. Cervone a Cocullo, è protagonista primo, a feste sanDomenico, assieme altre serpi, ricopre la statua, portata in processione, al culto dei Marsi, dea Angizia guarigione: se serpe ha escrescenze, piccine sul capo, credenza popolare, vuol che attiri latte, di vacche e capre cui, ricerca mammelle, lecca dalle labbra, dei lattanti in erbe. |SAETTONE di Esculapio, Zameni longissimum, comune bel serpente, con livrea verde-oliva, inferiore giallastro, lungo 120-150 centime, slanciato affusolato, veloci agili amiche: capo oval squame lisce, e pupille tonde, elegante di boschi, radure spazi al sole, su muretti a secco, pascoli prati rurali, rapido e scattante, può arrampicare; uccide a costrizione, saettone fiero è, se minacciato morde, soffia e secerne, sostanza maleodore, ghiandole cloacali, biscia di Cocullo, e dei Romei granai. |CORONELLA austriaca, Colubro liscio grigio, marrone rossiccio, + punti chiari al dorso, su occhi 1 stria nera, pigmenti + scuri, sopra la testa, fem grigio e maschi bruni; lungo 70 centime, presente tutta Europa, schivo ama topi, lucertole e orbettini, spesso fa siesta, ma in caso minaccia, vuol mordere ogni cosa, sua cloaca spara: ghiandola veleno, sopra la sua bocca, veleno come cobra, che respiro paralizza, di coniglio o cavia, 1 passero o 1 rana, dopo alcune ore, in uomo nulla causa; in mano si dimena, assume attacco a eSSe, appiattisce la testa, qualcuno lo alleva, inoffensiva diffusa. Coronella girondeo, timido ama acqua, e ispira il Caduceo. |NATRICE dal collare, un serpente biscia, vive a rive fossi, stagni prati boschi, attorno rural case, paga con sua vita, ignoranza e paure, di umani senza spina. Natrix testa tonda, collar 2 lune gialle, bordate di nero, pupil tonda corpo oliva, o grigio macchiato, inferiore + chiara, nuota bene e caccia, rospi terra e acqua; se tento afferrarla, si arrotola e soffia, denti corti e pieni, incapaci a inoculare, difesa finge morta, con cani gatti e umane, mette ventre in aria, e lingua penzolante. 
lume087-Ai piedi delle montagne d'Abruzzo, Seba si smarrì nel bosco quando era ancora dodicenne, e credeva che ogni animale incontrato nascondesse un segreto. Davanti a lui comparve un lungo serpente nero e lucente, dalla testa ovale e dalle pupille rotonde. Non aver paura, disse il Biacco, se sibilo è perché desidero esser lasciato in pace. Sono innocuo per l'uomo, anche se posso mordere quando mi difendo, caccio topi che divorano i raccolti e tengo lontane le vipere; d'inverno riposo tra radici, anfratti e vecchie tane di roditori. Seba esitò, poi lo seguì. Poco più avanti incontrò il serpente Cervone, che custodiva il suo rifugio: tutti mi credono feroce, ma proteggo solo ciò che mi è affidato, le mie uova; sono il più grande colubride italiano, giallo-bruno, attraversato da strisce scure, nuoto, mi arrampico e libero campi e granai da roditori e altri piccoli animali. Dal sottobosco apparve la Coronella austriaca, timida e discreta, capace di catturare piccoli roditori, lucertole e orbettini. Poco distante, presso l'acqua, una Natrice dal collare osservava in silenzio: si nutriva di anfibi e, quando veniva minacciata, fingeva di esser morta. Su un ramo comparve poi il Saettone di Esculapio, verde-oliva e slanciato: gli antichi videro nella mia muta un'immagine di guarigione, per questo divenni compagno di Asclepio e mi avvolsi al caduceo, simbolo della medicina. Vivo nei boschi, nelle radure e presso i muretti a secco; mi arrampico con facilità e catturo le prede per costrizione. Se non sono disturbato, non cerco lo scontro. Infine, dal bosco uscì una donna avvolta in un mantello verde, con un serpente sulle spalle: sono Angizia, dea dei Marsi, legata alle erbe medicinali e alla protezione dai morsi. Ogni creatura ha un compito, disse la dama, il coraggio non consiste nell'uccidere ciò che temi, ma nel conoscere ciò che non conosci: la paura nasce dall'ignoranza; il rispetto dalla conoscenza. Con un gesto mostrò a Seba campi invasi dai topi, raccolti distrutti e boschi impoveriti: se i serpenti scomparissero, anche ciò che gli umani chiamano equilibrio comincerebbe a spezzarsi. Da quel giorno, Seba imparò a guardare i serpenti con altri occhi, senza bisogno di desiderare di distruggerli, e nel giorno di San Domenico visitò la Festa dei Serpari di Cocullo, dove biacchi, cervoni e saettoni accompagnano la statua del santo e l'invisibile presenza di Angizia, che così oracola: non uccidere ciò che non comprendi, guarda la tua paura negli occhi, forse custodisce una funzione che ancora non conosci.



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