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kerala La libertà è capacità di risposta (204) 26-lume204-LOTTA: lingua arabindi | foto indionesia | audiolibro | popoli_orissa-dongria.mp4 | shaolin_zen_temple_story.mp4 | film_shaolin38.mp4 |musica 02-ya-devi-sarv-bhuteshu.mp3
204:sogni26-lume204-LOTTA: spezzare i legami per crearne di nuovi; l'opposizione ci rafforza se usata al servizio dell'amore. La coppia lotta con eguale forza. Affronta il nemico, che voi possiate essere validi avversari l'uno dell'altra; è tempo di combattere quando siete troppo presi l'uno dall'altra, non importa chi sia da biasimare, partecipa all'incontro non per vincere, ma per opporre e unire, bilanciando le energie reciproche. Giungi così a una soluzione che porti entrambi a un nuovo livello. Tuo compito è sostenere ciò che senti e credi, lasciando che gli eventi seguano il loro corso e affrontandone le conseguenze. Immagini oniriche simili: Musicisti suonano armonizzando i loro strumenti: le differenze possono essere doni da armonizzare in un tutto unico, trova nuovi modi creativi di porti in relazione con gli altri. Uomo d'affari traccia il bilancio di perdite e guadagni: possiamo aver bisogno di opporci agli altri per trovare il nostro posto; non esitare. Sommergibili nemici si scontrano: essere troppo forti inibisce la lotta; rafforza le tue debolezze e indebolisci le tue forze. Amici arrabbiati si combattono: a volte è meglio dover combattere che essere soli; combatti per te stesso. Maestri marziali si allenano: ciò che rende reale qualcosa è l'attenzione che gli riservi; abituati a essere presente, indipendentemente dalle tue paure. Emicrania: problemi all'esterno rivelano lacerazioni interne; sostituisci alla resistenza passiva l'iniziativa attiva. Arieti cozzano sulle alte vette: cerca situazioni degne dei tuoi valori e abilità. Serpenti in lotta: solo coloro che hanno ceduto possono abbracciare il potere.| L'India è rifugio di popoli antichi, culla di mistici e culture intrecciate. In Kerala, la convivenza di templi, chiese e sinagoghe riflette la sua storia meticcia. Le genti Tamil, Buiya e Gonda abitano foreste vive, resistendo con dignità all’avanzata industriale. Gli Adivasi, minoranze indigene, custodiscono pratiche antiche e lotte contemporanee, come quelle contro le multinazionali che minacciano le loro terre. In tutto il subcontinente, da Nagaland a Gujarat, difendono con coraggio semi, alberi e memoria. Donne come Chekotu Karin Janu guidano proteste non violente per l’autogoverno e la salute comunitaria. Tra le risorse che custodiscono vi è la Gudmar, pianta rampicante usata in Ayurveda per curare diabete, disturbi epatici, respiratori e digestivi. Le sue foglie riducono l'appetito, i suoi fiori calmano l'asma. I popoli della foresta la usano con saggezza ancestrale. Nella selva indiana, la vita resiste, cura e insegna.# |India è casa a molti, popoli scampati, vi sbocciano eremiti, mistici indomati, produce nuovi culti, rinnova religioni, riadatta ogni divino, x tempi posteriori. giunto nel |Kerala, faccio una scoperta, gente offre amicizia, cuore molto aperta, grandi alberi a Kochin, assorbon confusione, di traffici commerci, e piogge del monsone: donne indossan sari, fervente devozione, |Kochin ha radici, nel mix di religione, ha chiese e sinagoghe, templi totem tutti, palestre arti marziali, pescator di frutti. |TAMIL e Adivasi, tra i popoli incontrati, fronte alta corpi scuri, occhi illuminati, riflettono intelletto, persone assai vivaci, in molte zone India, diventano scienziati; genti Buiya e Gonda, ritirano in foreste, quan giunsero civili, ridussero le feste, ma pullula foresta, di + presenze umane, son nascoste intorno, in mezzo al fogliame; arrivo alla radura, faccio una catasta, appena è finita, anzian signora passa, sussurra sottovoce, datura fior vi lascia, si alza e cammina, tempio in lei catasta. |Adivasi आदिवासी chiamate, atavika o vanvasi, subcontinente indiano, etniche minoranze, abitan foreste, come i |MLABRI Indocina, hanno arte-del-sogno, cugini ai Wanniya, molte minoranze, che lottano per Gandhi, a emancipare India, da potenze coloniali, e nascita veder, di Federazione indiana. |DONGRIA-Kondh di Orissa, Nongria in Megalaya, Apatani in Arunachal, lottano ancora, contro multinazionali, che cercano terra: assieme altre etnie, di Madhya Pradesh, Rajasthan Gujarat, Bihar e Andhra Pradesh, Maharashtra west Bengala, fino Jharkhand, Mizoram e Nagaland, presso Myanmar, adivasi pre-ariani, hanno lunga storia, resistenza a malattie, hanno loro scuola: resistono a invasioni, e selva degradata, preservano a mano, seme dopo seme, silvicoltura industria, agro intensiva, minaccia lor cultura, assieme loro vita. Chekotu Karin janu, giovane donna, organizza occupazione, di terre ancestrali, scioperi di fame, e catene di abbracci, ad alberi secolari, Adivasi autogoverno, da prigione a ospedale, divulga suo appello. |GUDMAR sacra, Gymnema sylvestre, Dongria farmacia, donano al mondo, pianta anti-diabete, stimola insulina, arbusto rampicante, ramificato e fitto, cresce in sud India, di agosto fiorito; matura frutti inverno, cura oftalmie, il fegato purga, e artrite reumatica, indigestion costipazioni, aiuta respiro, masticar foglie Gudmar, riduce appetito: lo usano anche, i Bharia ed i Gond, in misto decotto, calma mal pancia, emetico e digestivo, il flegma rimuove, secondo |Ayurveda, cardioton espettorante, e antipireta, tonico uterino, antidoto ai veleni, emorroidi e bronchiti, e congiuntiviti, decotto suo cura, disfunzion urinarie, affezioni oculari; fiori per asma, intermittenti febbri, foglie battericide, sfregate su pelli, contro infezioni, e punture insetti. libro_storia-india_danielou.m4a
lume204-In una valle circondata da montagne e foreste vivono monaci che, a ogni alba, allenano corpo, mente e cuore. Poco lontano abitano uomini e donne della foresta, custodi del linguaggio degli alberi, delle erbe e delle stagioni. Nessuno si ritiene padrone degli altri: sanno che una comunità prospera quando ciascuno si prende cura del bene comune. I giovani non ereditano il potere come privilegio, ma lo conquistano come responsabilità. Prima di guidare imparano ad ascoltare, dominare la rabbia, mantenere la parola data, coltivare la terra, curare i malati e proteggere i più deboli. I monaci insegnano che la disciplina rende liberi quando nasce dall'umiltà; i custodi della foresta ricordano che, chi impoverisce la terra finisce per impoverire anche sé stesso. Quando nascono contrasti, la forza è l'ultima risorsa: prima vengono il dialogo e la collaborazione e, se necessario, il sacrificio personale. Qigong, erboristeria e musica aiutano a ristabilire l'equilibrio più che a vincere un nemico, così ogni villaggio impara ad autogovernarsi. Le regole nascono da patti liberamente riconosciuti, fondati su diritti e doveri reciproci: chi riceve protezione offre il proprio contributo, chi gode della libertà sa di non poterla esercitare danneggiando gli altri. L'autorità è rispettata finché difende la giustizia, senza trasformarsi in dominio. Anche la foresta è una maestra: le piante medicinali insegnano la cura, gli alberi la pazienza, i sentieri la perseveranza, i fiumi la capacità di adattarsi senza perdere la propria direzione. Per questo gli abitanti difendono la loro terra dallo sfruttamento: perdere la foresta significherebbe smarrire memoria, salute e libertà. La vera forza, allora, non consiste nell'avere potere sugli altri, ma nel governare sé stessi. Una comunità giusta nasce quando persone libere scelgono di collaborare, rispettano gli impegni e mettono i propri talenti al servizio del bene comune. La libertà trova il suo equilibrio nella responsabilità condivisa.