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voce: antimalaria


margheriteFiori, ciò che cresce senza il tuo controllo (25) 25–Piretro di Dalingua latingreco | foto erbefiori | audiolibro | flora_margherita-tinctoria.mp4 | flora_piretro_pianta-insetticida.mp4 | senecio-tossico-diverge-tarassaco.mov |musica 74_OBrillho_da_natureza.mp3
favetoFava, nutrimento e limite (45) 45-Fave + Patate nlingua italico | foto faveto | audiolibro | ortomilpa_fave_semina.mp4 | ortomilpa_fave_cimatura.mp4 |  |musica 997_ora-aimmo-usci.mp3
artemisiaArtemisia calma febbre e orienta il sogno (138) 38-Artemisia e Paslingua cinese | foto cibospezie | audiolibro | artemisiannua_madagascar-malaria_mezimbaka.mov | artemisiannua_tintura-faidate.mov | artemisia-e-piante-oniriche.mov |musica 94_Iquitos02.mp3
benaresgoaCambiare misura cambia il mondo (153) 53-Seba attraversÃlingua arabindi | foto indionesia | audiolibro | nityananda897-961.mp4 | paesi_india_benares-varanasi.mp4 | filosofi_sadhu_spontaneo.mp4 |musica 98_Om-tat-sat.mp3

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25:lume025–Piretro di Dalmazia (Tanacetum/Chrysanthemum cinerariifolium), è una grande margherita, perenne in zone calcaree, coltivata molto in Kenya, ha foglie lobate e vellutate, fusto solcato e capolini, con petali bianchi e disco arancio. I capolini son raccolti, giugno e luglio in fioritura, si essiccano all'ombra, a ottenere polvere giallo-verde, vermifuga in veterinaria; le sue foglie macerate in vino, erano usate nel passato, contro spasmi intestinali. Insetticida naturale, piretrina agisce sul nervoso, di zanzare mosche e pidocchi, cimici e altri insetti, anche efficace contro larve, della zanzara tigre. Piretro in Italia, usato fino anni Settanta, poi venne sostituito, dai piretroidi sintetici, più tossici e persistenti, per l'ambiente e gli animali: le piretrine naturali, si degradano alla luce, e sono meno persistenti. |Margherita di Parigi (Anthemis tinctoria), detta camomilla dei tintori, cresce su prati secchi e calcarei, resiste fino a -30, fiorisce tra giugno e agosto, con capolini giallo oro; in Europa India e America, tinge lane e tessuti, e in medicina popolare, è calmante e spasmolitica, antinfiammatoria e digestiva, diaforetica ed emostatica: suoi infusi e decotti, alleviano i raffreddori, gastralgie e dermatiti, emorroidi e flatulenze, mentre la sua radice, sembra virile per l'uomo. |Senecio vulgaris è rustica, resiste a -50 gradi, produce migliaia di semi, ma tiene alcaloidi epatotossici, per umani ed animali, l'erborista la usa solo, come foglia vulneraria. |Cineraria marittima, o Senecio cineraria, ha foglie argentee e fiori oro, usata nella tradizione, in infusi e succhi tosse, punture insetti e diarrea, dolor mestruali e del ciclo. |Tussilago farfara fior gialli, che precedono le foglie, contro la tosse e i disturbi, delle vie respiratorie. |Tanaceto vulgare, aromatico e perenne, cresce lungo sentieri e siepi, suo profumo respinge pulci, mosche e altri insetti. |Tanaceto balsamita, ha foglie un poco amare, fu usata contro emicrania, e disturbi digestivi; i suoi fiori essiccati, sono efficace repellente, contro formiche mosche e parassiti, con proprietà simili al piretro.| Margherita di Parigi, Anthemis tinctoria, cresce in prati secchi, tra sabbia e calcare, sopportando freddi estremi fino a -30°C. Fiorisce giugno-agosto, capolini gialli dorati, foglie sottili e frastagliate; biennale o rara in isole. Usata dai tintori in Europa, India e America, per tingere lane, tappeti e stoffe. In medicina popolare ha proprietà calmanti, antinfiammatorie, diaforetiche, digestive e emostatiche; decotti e infusi curano raffreddori, dermatiti, gastralgia, emorroidi, utero sanguinante, flatulenze, spasmolitico e ferite. Radici e polveri aumentano vigore e virilità. Senecio vulgaris, resistente fino a -50°C, produce centomila semi; tossico per uomo e animali, vulneraria, usata in forma controllata. Senecio cineraria o Cineraria marittima, sempreverde, fiorisce luglio-agosto; foglie cenere e fiori dorati; succo e infusi curano tosse, diarrea, dolori mestruali, punture e ristabiliscono ciclo. Tussilago farfara, con rizoma strisciante e fiori gialli simili a margherite, tradizionalmente cura tosse; foglie squamose riducono sintomi respiratori. Tanaceto vulgare, perenne, profumato, cresce su sentieri e siepi; strofinate foglie respingono pulci e insetti, usato anche in cucina. Tanaceto balsamita, foglie amarognole in insalata, calma emicranie; i fiori secchi sono repellente naturale contro formiche, mosche e parassiti, simile al piretro.# MARGHERITA di Parigi, è |Anthemis-tinctoria, camomilla dei tintori, che ama prati secchi, presso case e strade, sopporta duri freddi, fino -30 come anche il Senecio, cresce pur su sabbia, assieme a ginestre, e altre leguminose; apre sue corolle, da giugno verso il sole, a massimo rigoglio, fragile presunta, rustica resiste, capolino dorato, diverge da margherite, suo disco centrale, fiorisce giugno agosto, frutto quadrilate, matura fine estate. Cresce sui calcarei, in isole è rara, spesso biennale, sale 60 centime, ha foglie sottili, frastagliate in segmenti, con peli a forma nastro, e leggero profumo: sboccia a primavera, giallo brillante, qualche specie bianca, luteolina e apigenina, reca tinta gialla, usata in nord America, India e Turchia, a tingere lane, di tappeti fatti a mano, buftalmo di Abruzzo, la usano a Scanno, tintori di Caserta, estraggono pigmento, capolini macerati, per mezza giornata, poi fatti bollire, almeno per un ora, liquido filtrato, viene immersa lana, celebra ricordo, francobolli Francia. In medicina popolare, ha calmanti proprietà, antinfiammatorie, antimalarica e astringente, diuretica antielmintica, diaforetica e coleretica, schiarisce capelli, olio essenziale creme, da cui nome camomilla, kupavka zafferano, occhio di lupo, e occhio di bue. Decotti raffreddori, e varie dermatite, gastralgia e utero sangue, erba secca infusione, in brodo 2 ore, bevine un cucchiaio, 4 volte a dì; esterna insetticida, controllo emorragia, e in oncologia, bevon succo erbe, a piccole dosi, tre volte al giorno. Fiori per pozioni, diaforeti e stimolanti, essiccati e macerati, a infusi digestione, calmano emicrania, rossori e infiammazioni, di occhi e di pelle: se cura ferite, spasmolitico effetto, clisteri da infusione, usano slavi, contro flatulenze, impacchi a dolo denti. Polvere radice, fanno + virile, contrasta epilessia, in Caucaso e Ucraina, Moldavia e tutta Russia, infuso radice secca, dose 1 cucchiaino, trita e in acqua versa, infonde 3 ore, poi filtra e ber 3 volte, durante giornata. SENECIO vulgaris, tossica per tutti, specie se nel fieno, dose letale per uomo, oppure ovini e bovini, cavalli maiali e galline, varia se cronica o acuta, specie nei cavalli, tra i 300 e 500 g, o 3g in 50 giorni. Nancy madre Lincoln ne morì, per sindrome veno occlusiva, e alcaloidi epatotossici. Pianta resiste a escursioni, pure meno 50 gradi, e produce centomila semi, chi ne mangia sono uccelli, erba di tortora o cardellina, detta solliccio invadente, seminata dal vento, come borsapastore o rosolacci, in campi grano o fragole bosco, oppur tra le ginestre, senecione è vulneraria, forma un ciuffo di capelli, da cui il nome senex, testa anziana vedi. |Senecio-CINERARIA, o Cinerar maritima, Jacobea erba-Giacomo, Airone maggiore, erba sempreverde, fiorisce 25 luglio, e 1 metro cresce; foglie color cenere, fiori gial-dorati, capolini in agosto, usa succo foglie, pianta inter fiorita, prima dei capolini, cura tosse spinta, indigestion diarrea, emorroidi nervosismo, dolori mestruali, ristabilisce ciclo, punture mal-montagna, evitando dosi alte, foglie grasse incise, Piretro somigliante. |TUSSILAGO farfara, fior gialle margherite, rizoma strisciante, profondo ma fragile, lungo 2 metri, steli aerei son bianchi, ha foglie squamose, + rade verso apici: se aspetto cespitoso, colore rossiccio, Tussilago deriva, da uso di pianta, di toglier la tosse, farfarum vuol dire, portator di farina, che sembra ricoprire. |TANACETO vulgare, profumato fior estate, su sentieri e siepi, assolati o mezzombra, perenne spontanea, propaga intorno spazi, strofina contro pulci, pelo cani e gatti. Tanaceto Balsamita, anche perenne, foglie tener verde, per tutto inverno, fogliolina in insalata, appena amarognola, contrasta emicrania, e profuma calma. Tanaceto su scaffali, buono repellente, contro le formiche, mosche e pulci stende, cresce dappertutto, odore suo esibisce, ha immortale fiore, da secco non vizzisce. Tanaceto insetticida, cugina del piretro, metti presso ortaggi, sua polvere di fiore, chiamato Crisantemo, amico insetticida. quid_margherite-piretro-capolini.m4a
lume025–Emilia camminava tra i prati, raccogliendo un mazzo di margherite. Lungo il sentiero incontrò un contadino, che osservava il campo appena seminato. Ogni giorno passo di qui, disse sorridendo, e ogni giorno il seme lavora, senza chiedermi come fare. Emilia rimase ad ascoltare, con il vento tra le spighe; capì che alcune cose crescono, quando smettiamo di scavare o di controllarle. Poco oltre un raggio di sole, illuminò un Piretro in prato: alcuni tesori aspettano soltanto, occhi pronti a riconoscerli. Più avanti vide un muratore, tra le fondamenta di una torre: contava lentamente le pietre, poi riprendeva il lavoro. Emilia comprese che ogni costruzione, come ogni cammino dell'anima, nasce da una scelta che si rinnova, passo dopo passo. Quando tornò verso casa, il mazzo di fiori era più bello, e il sentiero più chiaro. Oracolo del fiore: osserva quale seme oggi cresce senza il tuo controllo, quale tesoro stai già calpestando, e quale pietra attende di essere posata: considerare il prezzo che ogni progetto comporta. Barbanera dice: peccato confessato è mezzo perdonato.

45:lume045-Fave + Patate nei solchi sian vicine, poichè le Patate repellono il tonchio delle Fave, e queste aiutano le patate, con l'azoto delle loro radici. Il maturo uomo e la sua compagna raccolgono fave: una parte nutre il presente, un'altra viene conservata per il futuro. Così insegna la natura: consumare e conservare sono due gesti della stessa saggezza. La fava ricorda che ogni dono ha un limite e che la fragilità può custodire una protezione. La guarigione nasce anche da empatia, silenzio e pazienza, come chi sa avvicinarsi a un essere ferito senza costringerlo. Se ti senti perduto, siediti nella quiete. Dividi i semi dal raccolto: una parte per oggi, l'altra per domani. Ciò che coltivi ora potrà rifiorire nel futuro. Amare significa anche saper rinunciare, per custodire ciò che è più grande. Barbanera dice: pancia troppo piena a brutti sogni mena, ma se ceni leggero, il sogno appar più vero.| Le FAVE si raccolgono a maggio: metà si consuma, metà si conserva come seme. Vicia faba ha nomi diversi in molte lingue, segno della sua antica diffusione. Alcuni individui sviluppano favismo, crisi emolitica con rottura dei globuli rossi. La causa è la carenza dell’enzima G6PD, mutazione genetica diffusa in aree malariche, come strategia di adattamento: i globuli rossi fragili ostacolano il plasmodio della malaria; senza G6PD, l'ingestione di fave può scatenare anemia acuta, specie nei bambini, seguiva a volte da trasfusioni di sangue: i nuovi globuli, dotati di enzima, resistono per 120 giorni. Il favismo interessa oltre 400 milioni di persone, in Africa, Mediterraneo e Asia meridionale. Anche farmaci e sostanze come chinino, aspirina, clorochina o mentolo possono provocare crisi simili. Il favismo colpisce più i maschi, mentre le femmine, avendo due cromosomi X, sono spesso portatrici sane, o con crisi meno intense. Favismo, talassemia e anemia falciforme mostrano il legame tra difetti eritrocitari e resistenza alla malaria. La fava rimane pianta preziosa: fonte di cibo, ma anche foraggio e sovescio, simile al lupino. Così, tra nutrimento e rischio, le fave raccontano un equilibrio tra uomo, natura ed evoluzione.# FAVE buone colgo, in ortoverno a Maggio, consumo una metà, il resto vada a seme, in latino è vicia faba, civaie in dialetto, càndòu in cinese, fasulye in ottomano, fuul in arabo, fève fevre in francese. Fave ad alcuni, può dar crisi emolitica, cioè scoppian globi rossi, strategia antimalaria, sviluppata da individui, provenienti da zone, di falciforme endemia, portan carenza enzima, glucofosfo deidrogenasi, detto G6PD, che preserva globi rossi. Favismo è la risposta, data da natura, a vincere plasmodio, che globi rossi mangia, senza |enzima-G6pd, è anemia acuta, specie nei bimbi, serve trasfusioni sangue; globi rossi trasfusi, hanno G6PD, sopravvivono normali, x 120 giorni, poi milza li distrugge, a scopo rinnovi, così anemici pazienti, fan milza rimozioni. Favismo anemia, è G6PD-carenza, enzimi carenti, in 400 milion umani, african mediterranei, asia meridionali, dove è malar endemica, per vincer falciparum, anemia strategica; pur farmaci antibioti, aspirina e clorochina, chinino e mentolo, hennè e altri cibi san scatenare crisi, come fave per i fabici, Illinois penitenziar, a + prigionieri, testano antimalarici, ma chi tiene anemia, soffre identico effetto, perdita di globi, a causa eredità, di favismo anemia. |Malaria ed |Anemia, equilibrio strategia, falciforme talassemia, son globi rossi carenti, distrutti da milza, per ridurre plasmodio, vantaggio evoltivo, in zone endemica malaria, dove favismo serve. Il |favismo colpisce, i maschi più grave, mentre le femmine, son portatrici sane, poichè gene vive, sul cromosoma X, vivon crisi donne, in forma + lieve. |Favino e favette, di tagli apiù piccola, son foraggio ad animali, e pianta da sovescio, simile al lupino. 
lume045-Taras, mentre raccoglie le fave del primo maggio, narra la storia di Pitagora, ricordando l'ambivalenza del phármakon: ciò che in una situazione nutre, in un'altra può diventare pericoloso. La Fava è un pianta di soglia che ad alcuni reca crisi del favismo, mentre ad altri aiuta a ridurre la malaria. Secondo luoghi e climi, il corpo decide la sua verità, la vita si rompe e si trasforma nel dono ambiguo di natura: ciò che cura pur ferisce, in caso di necessità. Le Fave, nelle carte dei sogni, rivelano ciò che nutre o spezza il sangue: ciò che nutre può destabilizzare, come prezzo di equilibrio, diceva Pitagora. Nutrire è scomporre vecchie rime, metà si mangia e metà conserva, come la vita che oscilla tra perdita e guadagno, dove il corpo infine si rinnova attraverso ciò che lascia andare. Oracolo: non tutto ciò che ti sostiene è innocuo; non tutto ciò che ti ferisce è nemico. Ciò che perdi ti sta già trasformando. Il cuore, come la terra, porta cicatrici ma sa rigenerarsi: accetta pause e attese, ciò che coltivi ora fiorirà nel futuro.

138:lume138-Artemisia e Passiflora sono tradizionalmente associate al sonno e alla quiete; l'Artemisia, detta Mugwort in inglese, è l'erba dei sogni e del ciclo femminile; i viandanti la portavano nelle scarpe come protezione durante il cammino. In Cina è usata nella moxibustione, nel massaggio e in decotti contro stress e dolori; il suo principio amaro richiama una forza che respinge ciò che ristagna; bruciata come moxa, allontana insetti e muffe e accompagna il risveglio dei punti del corpo. Artemisia calma spasmi e stanchezza, mentre l'artemisinina, derivata dall'Artemisia annua, è divenuta fondamentale nella cura della malaria. La pianta conserva così una doppia memoria: sogno e febbre, visione e terra, passato e cammino. Barbanera dice: l'erba voglio non cresce neanche nel giardino del re.| Sintesi di Artemisia annua e affini. Artemisia è pianta perenne dai fusti alti, falciata a fine estate; rinasce in autunno, ha foglie eduli, amare e digestive, crude o cotte. La radice è utile contro il diabete, le cime hanno effetto sedativo. Sfregata sulla pelle può dare dermatiti in soggetti sensibili. Esistono diverse varietà, tra cui l’Artemisia annua, detta anche Ai-hao. È usata contro febbre malarica e Covid, specialmente in Madagascar: calma febbri, fitte addominali e ha effetto antiparassitario (ebola, malaria). Contiene Absintin, principio attivo antinfiammatorio e antivirale. Dose consigliata: 1,5g, 4 volte al giorno per 7 giorni, o 1g al dì prevenzione. Infuso utile per psoriasi, leucemia, ipertensione, epatite B e C. Potenzia il sistema immunitario, e può essere usata per moxibustione. Bruciata in coni o palline, stimola i punti energetici (qi) del corpo. Mugwort (nome inglese) è usata anche per l’umore e il ciclo mestruale. Ha effetti anticancro, antisettici, antispasmo, contro stanchezza e gas. Foglie secche e salvia aiutano parto, espulsione placenta e sogni lucidi. Decotto di foglie scoraggia insetti, parassiti e ritarda crescita ortaggi.# |ARTEMISIA vulgare, perenne fusti alti, la falci a tarda estate, e rinasce di novembre, ha eduli foglie, buone cotte o crude, aperitive e digestive, hanno aroma amaro, aiuta a digerire, radice anti-diabete, e cime sedative: sebbene sue foglie, sfregate su pelle, in alcune persone, causa dermatiti, ne esistono varietà, tutte acclimatate, come Artemisia Annua, preziosa contro febbre, di Malaria e sarà-covid, usata in Madagascar, cura malaria sbalzi febbre, e le fitte addominali, come Artemisia maritima, simile alla annua. Artemide dea caccia, cura ogni donna, che han sbalzi di umore, riporta psiche a terra, aggiusta mestruale, Mugwort in inglese, ha principi anticancro, scaccia malpensieri, e promuove percezione. Assenzio sua famiglia, Salvia Dragoncello, sogni lucidi reca, in fumigazione o liquore, Vermouth col tuione, erba secca + salvia, foglie infusione, su cisti uterine, facilita il parto, espelle placenta, antisettica e antispasmo, calma peto e stanchezza, in scarpe viandante. Foglia absintina, decotto o macerato, ritarda piante orto, inibisce finocchi, spruzza sul suolo, o su pelo di animale, scoraggia lumache, pulci gatto e cane. |Assenzio Artemisia, Primula Abrotano, combattono marciume, bocca fino ano, assieme a Sassofrasso, repelle zanzare, e con menta e rosmarino, respinge le tarme. |Artemisia-ANNUA, varietà cinese Ai-hao, reca lo Absintin, prezioso anticovid, combatte i parassiti, di ebola e malaria, presa 1 grammo e mezzo, 4 volte al giorno, per una settimana, o una volta al giorno, come prevenzione: sfiamma in infusione, psoriasi e leucemia, febbre e ipertensione, epatite B e C, potenzia immunità, se viene triturata, serve come moxa, in coni o palline, fatti bruciare, appoggia sulla pelle, sui punti di |HuaTuo, scioglie qi corrente. passiflora_artemisiannua_coppetlisa_drbianchi.m4a
lume138-Raseno beve l'amara pianta di Artemisia annua, per calmare il fuoco interno e rafforzare cuore e sangue. La pianta guida e protegge anche il sogno, mentre scaccia l'ombra della malaria. Artemisia erba lunare femminile, reca magie in molte fiabe; se colta camminando all'indietro, o indossata in collanine, diventa compagna di cura e nostalgia, memoria delle vestigia del passato. Aiuta a imboccare la strada futura con i compagni del tuo viaggio. Chiamata Ai-hao in Cina, è rimedio contro la malaria e le febbri intermittenti delle paludi; in Madagascar è usata contro febbri improvvise e tempi difficili. Emilia ricorda a Raseno le foglie del sogno: Artemisia, Lavanda e Salvia dell'indovino; poi ne pone qualcuna sulla fronte della sua bambina e canta una filastrocca: Cammino scalza ogni mattina, saluto terra, luna e vigna, lì sotto dorme il nonno mio, lì cresce il pane, il grano e Dio; chi tocca la foglia sogna la madre, chi ne mangia diventa seme, la Terra nutre il seme e accoglie i tuoi passi, perché ciò che vive nel cuore può tornare alla terra, che conosce le tue memorie. Oracolo dell'Artemisia: guarda chi sei stato e chi sarai, metti la testa fuori dal sacco e scopri che tutto è cambiato. La riflessione diventa evoluzione quando riconosci gli errori, li attraversi e impari da ciò che è accaduto.

153:lume153-Seba attraversò il Gange fino a Varanasi, dove il sacro convive con la vita quotidiana: pellegrini, mercati, crematori, templi e povertà abitano lo stesso paesaggio. Il fiume è insieme acqua, divinità, memoria e confine tra vita e morte. Attraversando l'India in treno, più a sud incontrò città, villaggi e comunità nelle quali ogni luogo sembrava avere una propria misura del necessario. A Sravanabelagola, davanti ai giganti jainisti scolpiti nella roccia, comprese, ancora una volta, quanto l'uomo possa apparire piccolo davanti a ciò che lo supera. Il viaggio di Seba incontra così quello di Gulliver: mondi diversi non cambiano soltanto il paesaggio, ma la misura con cui lo si guarda. Ciò che sembrava enorme può diventare piccolo, e ciò che sembrava piccolo può contenere un mondo. Ogni incontro è uno specchio: osservando un altro modo di vivere, anche chi guarda viene trasformato. La vera ricchezza consiste allora nel riconoscere il limite e trovare una misura abitabile tra desiderio, comunità e ambiente.| Seba dal Nepal viaggia fino in India, lento treno lungo la valle del Gange, verso il cuore di Varanasi. Le strade squallide accolgono pellegrini, dormitori su stuoie e immondizia, tra canti e fontane. Gli abitanti si lavano nelle acque del Gange, igiene e rituale si fondono; i colori di vesti e acqua dipingono la città. Varanasi, culla degli Indù, offre cibo semplice e salutare: zuppa di verdure, sale e alghe per Seba. Il fiume purifica, i pellegrini cercano guarigione e pace per il fine della vita. Tra templi, mercati e burattini, Maya e illusioni si mostrano, rivelando l'illusorietà del mondo materiale. Bambini manipolano sterco di mucca per cucinare, costruire, fertilizzare: la tradizione trasforma rifiuti in risorsa. La città squallida contrasta con i villaggi; traffico, baracche e monsoni riflettono governi e imprenditori. Il denaro e il potere creano dipendenza, violano l'equilibrio naturale, generando malattia e disarmonia. Nimrod agogna controllo, ma l'uomo mostra fragilità e limiti: i bisogni naturali guidano verso eudemonia quotidiana. In treno verso Pune, scorci di vita: madre culla il bambino, calma, nutrendo sicurezza e affetto. Ahmedabad, Surat, Mumbai: periferie, fumi, baracche, paludi bonificate da eucalipto e nuove foreste. Goa e Karnataka: ex colonie, qui i locali e i rifugiati convivono tra religioni e culture, in amicizia e collaborazione. Sravanabelagola e Gomatesvara: colline, statue, bacini e templi jainisti, testimonianze di storia e saggezza: il vento antico sui colli trasmette intuizioni, romitaggi e storie di santi ed eremiti, memoria di un passato vivo. Il viaggio di Seba rivela l'India profonda, tra sacro, profano, sopravvivenza e incontri umani che trasformano.# Seba poi da Nepal, viaggia fino India, gira valle Gange, in treno senza fretta, al cuore Varanasi, lo porta suo destino: squallide le strade, accolgon pellegrino, a mattina presto, alla stazione treno, su stuoie immondizia, grande dormitorio, i canti del muezzin, risuonano intorno, città Varanasi, ombelico indiano mondo; persone fanno doccia, in fila alle fontane, igiene è gran dovere, oltre che piacere, son scoli marciapiede, pieni dei colori, per vesti gambe braccia, diventan lavatoi. |Varanasi/Benares, culla degli Indù, in valle del Gange, clima caldo afoso pur, zuppa di verdure, ogni giorno Seba mangia, assieme Sale e Alghe, aiuta sua pancia. |Gange eman da fiumi, rivoli e fontane, prendere sue acque, purifica ogni male, i pellegrin malati, sue rive van cercare, al fin di ben morire, a Benares riposare. Benares da sempre, accoglie pellegrini, tra templi e confusione, mercati con bazar, mi ritrovai seduto, in un negozio seta, con mercante astuto, amico della sunna. se Maya crea cosmo, con giochi prestigio, Vishnu emana Brahma, in sogno artificio, illusione del mondo, venduta li a Benares, abbatte preconcetti, per uomo denudare: mercato e marionette, animan presente, ovunque da vedere, una fiera permanente, poter di Maya dea, accoglie pellegrini, adagia sul serpente, eventi e burattini; ecco una bambina, coglie |Mucca-sterco, su strade attorno, non ancor calpesto, lo impasta come pizza, a farne blocco cubo, lo porta via con se, ritorna segue fiuto; maneggia quel prodotto, serena disinvolta, seguendo tradizioni, biogas x la cucina, cibo per il fuoco, impasto per capanne, cibo x la terra, e cibo ai funghi-carne. se squallide città, contrastan coi villaggi, city son termitai, cloaca a carne umana, convogliano le genti, discese dai villaggi, in cerca di fortuna, si ammassano miraggi: psiche delle genti, costrette a convivenza, in clima si rispecchia, local sopravvivenza, improvvisati scrosci, pioggia dei monsoni, riflettono i governi, e furbi imprenditori. Legge di entropia, riflette la paura, artificial mercato, lontano da natura, se principali banche, emettono moneta, son organi privati, che creano dipendenza, ai singoli e agli stati, siamo noi venduti, a pezzi oppur interi, come risorse o scarti, prive di sussistenza, deviano esistenza, tal grado violazione, assieme a disistima, traduce in malattia, il livel disarmonia. |Nimrod artificio, agogna controllo, vuole dominare, sopra ogni rifiuto, ma uomo a Varanasi, di mosche fu coperto, mostra incrinatura, del Nimrod perfetto, morte si rivela, senza alcun tabù, come i sadhu Aghori, vedono sui fium: se soldi e fama, sono artificiali, sfrenati insoddisfatti, tu prova disseccare, i bisogni naturali, dipendon da stagione, fanno innamorare, buon demone accettare, serena eudemonia, in vita quotidiana, per viver + felice, bisogni a tua portata; cercar felicità, amicizia solidale, non serve barattare, amicizia con affari, eremita và contento, vive lui appartato, frugale ed essenziale, informazion vitale, in versi poi tramanda, le stelle visitate. In treno sino a Pune, vedo più paesaggi, tra alberi una donna, culla suo bambino, con dondolo di stoffa, corde appese ai rami, ecco altalena, tra ritmi orditi e trami: la mamma dà 2 spinte, leggere alla culla, oscilla x inerzia, bimbo ora non piange, contento si abbandona, sicuro alla mamma, calor materno cuore, nutre ninna nanna. |Ahmedabad express, va treno x Mumbai, tra fabbriche petrolio, giù fino a |Surat, dal finestrin treno, squallida è la via, molti pozzi e fiamme, immensa periferia; consunti copertoni, fogne a cielo aperto, quartieri di baracche, fin sopra i binari, di notte più abitanti, vi perdono la vita, mentre fan bisogni, i bimbi in prima fila; paludi |Rann-of-Kutch, appaion dopo Surat, bonifica di stagni, a mezzo di Eucalipto, strappare alla malaria, endemico habitàt, con alberi assetati, e foreste da piantar. Paludi prosciugate, fan nuove foreste, salutano mio treno, alla volta di Mumbai, sette isol pescatori, devoti a Mumbadevi, accrebbero città, con scambi commerciali. Ancora in treno fino a |GOA, ex colonia portoghese, rispolvero una storia, Francesco ai gesuiti, sento lor presenza, in !Caterina-chiesetta, Shirdi con Francesco, vento a loro presta: capanne e antichi borghi, su colline Goa, e dentro una locanda, incontro Nimal Sesto, lavora a far capanne, a 1 gruppo rifugiati, i profughi del mare, da Africa arrivati; con lui sta Kinaciau, amabile Zutwasi, che in futuro arriva, in Italia al terabuti, noi amici divenimmo, alle feste dei locali, indù con musulmani, animisti e cristiani; autobus da vecchia Goa, giunge Karnataka, tra strade solitarie, su terra + assolata, silenzio India del sud, antica sensazione, trovo in villaggio, Dravida carnagione. |Sravanabelagola, villaggio di jainisti, |Gomatesvara statua, gigante su collina, bacini per le piogge, cisterne e terme, vado su quemado colle, dove |Chandragupta parla, sussurra sua storia, di khan e poi eremita, sul colle del tempio, vento antico soffia, misteri degli avi, cascata di intuizioni, tra templi solitari, di Jaina religioni. krishna-insegna-arjuna3.mp3
lume153-Gulliver viaggia tra mondi che deformano la misura dell'umano: a Lilliput è un gigante tra uomini minuscoli, prigioniero di guerre e rivalità che, viste dall'alto, sembrano assurde. A Brobdingnag accade l'opposto: è lui a diventare minuscolo, mentre il re dei giganti ascolta le sue storie sulle guerre europee e giudica l'umanità violenta e infantile. Gulliver scopre così che la grandezza non è assoluta: dipende dal punto di vista. A Laputa incontra sapienti sospesi nelle loro teorie, scollegati dalla realtà concreta: la ragione senza esperienza diventa astrazione sterile. Nel paese degli Houyhnhnm, invece, i cavalli razionali governano con armonia, mentre gli umani, gli Yahoo, appaiono dominati da istinti caotici e violenti. Gulliver è costretto a interrogarsi su ciò che chiamiamo civiltà, ragione e progresso, e su quanto possano nascondere ipocrisia, violenza e autoinganno. Ogni mondo diventa uno specchio: cambiando scala cambiano il giudizio, il potere e perfino ciò che chiamiamo normalità. Seba, come Gulliver, attraversa luoghi nei quali sacro e quotidiano, ricchezza e povertà, ordine e caos assumono proporzioni diverse. Il viaggio gli insegna che la realtà non ha una sola misura: chi si crede gigante può essere lillipuziano agli occhi di un altro, e chi si sente piccolo può essere immenso in un contesto diverso. Crescere è anche questo: imparare a cambiare punto di vista senza perdere il proprio centro.



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