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voce: antilope


bwitingosèEsinga e Dibenga pirogan fiume Congo (119) 19- ascolta l'arpalingua popè | foto agrobuti | audiolibro | popoli_koma-camerun.mp4 | bwiti_origine_ngombi.mp4 | doc_mallendi-hommes-bois-sacre.mp4 |musica 95_mitsogho09_Ngombi.mp3
fuocoGennaio zappatore se nevoso è generoso (148) 48- |Kino attorno lingua popè | foto agrobuti | audiolibro | fuoco_carbonaia_spagna.mp4 | casaprateria_sigla.mp4 | film_quarto-re-api-presepe.mp4 |musica fang05-minkin-song.mp3
mistermeteCristo e Maria nei misteri Iside e Osiride (178) 78- Dante come Seblingua geeza | foto umanstoria | audiolibro | storia_nuova-cronologia_it_fomenko.mp4 | storiaNC_rusroma-stirpe-giga-jesu-kulilovo.mov | fomenko-e-programmatori2023.mp4 |musica hallelujah_canto_pasqua.mp4
bonoboScimpanzè Gorilla e Gibboni Orang (302) 56.䷷ lume302 |Vilingua popè | foto fauna | audiolibro | fauna_bonobo-love.mp4 |  | filmspot_irma-la-dolce-mp4 |musica 58_Canta_com_Amor.mp3

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119:lume119- ascolta l'arpa vibrazione del fiume: il tuo cammino si riflette nelle radici e nel corso dell’acqua: nei canti dei morti, trova il senso del ritorno e della rinascita: ogni passo porta luce nel buio. La sorella di Nzamè apre vie che tu non vedi: fidati della guida dei saggi e degli avi: ogni urlo, sospiro e visione d'Iboga insegna il rispetto per il corpo, lo spirito e la comunità. Come le donne cantano fertilità e purezza, tu coltiva la tua forza interiore e il dono di creare nuove vie. Come il Banzi discende in cerca di rinnovamento, sii pronto a ricevere, a cambiare e camminare oltre il conosciuto: non temere il dolore, in esso si rivela la saggezza, come la radice che apre mente e cuore. Segui le piroghe dei tuoi avi, cammina oltre il fiume dei morti e vivi ogni esperienza con attenzione. Al mattino, quando Disumba canta, ricorda: il ciclo si rinnova e tu sei parte della continuità sacra di esso. |Ge-bembè-sa-bandzi-Ge-bumu eboga-sa nima-na-kombwe ge-bumu-mogondzi: ai giovani la radice, agli anziani gli spiriti| Al campo dei Babongo, lungo il Congo, gli uomini preparano rituali di caccia e devozione, disegnando animali nella sabbia, sincronizzando il tiro con i raggi del sole. Ogni clan compie riti per stimolare energia vitale, onorare antenati e attrarre spiriti animali. Dibenga, cacciatore Apinzi, scopre la radice Iboga e, tramite visioni, apprende la sapienza della foresta, diventando maestro e trasmettendo agli Tsogo. Il mito narra origine del mondo, diluvio, creazione di terre e lignaggi, filiazione e esogamia per equilibrio sociale. Bwiti organizza rituali di nascita, morte e rinascita, con canti, danze, feticci e arpa, che guidano iniziati nella comprensione di sé e del cosmo. Ogni cerimonia lega viventi e avi, muta paura in forza e insegna gestione della comunità. L'arpista dirige canti e ritmi, come passaggi di vita, filiazione e viaggi; ogni corda corrisponde a clan e tappe della vita. Bwete organizza la protezione dai pericoli, la cura dei membri e la memoria dei miti. Il percorso dell’iniziato include visioni con animali, radici e acqua, ciclicità di nascita, morte e rinascita. Lingua rituale e gesti codificati permettono interpretazioni precise, pedagogia, guarigione e gestione sociale. Ogni rito collega il singolo alla comunità e alla natura. Geliba e mbanza sono spazi sacri di incontro, crescita e scuola, attraverso canti, danze e simboli, vita e morte si intersecano, consolidando identità, lignaggi e memoria collettiva.# Al campo dei BABONGO, lungo fiume Congo, uomini tenevan, lance e archi in pugno, al centro di radura, presso le capanne, nel mattino presto, fuoco accese fiamme. Spazzano le foglie, dal terreno spiazzo, 1 uomo porta ceste, pien di sabbia fiume, la sparge su terra, fa antilope disegno, animale da cacciare, traccia con impegno; ora incocca freccia, ai bordi di radura, tutti fan silenzio, ascolto di natura, guardan tutti alto, a cielo di foresta, attendono che Sole, irraggi la sua festa: raggio del sole, improvviso ora fiocca, medesimo istante, pigmeo freccia scocca, su |Antilope-sabbia, sincronico incanto, centrano entrambe, sia sole che dardo. Il popolo esplode, con grida di gioia, auspicio par buono, a caccia nel bosco, simpatico evento, dei totem del clan, ciascuno tien specie, far moltiplicar. Ognuno nel clan, compie suo rituale, stimola rilascio, di potenzial vitale, così da incrementare, + spiriti animali, con devozione canti, a esseri antenati. |Dibenga cacciatore, del clan |babongo-Apinzi, vide Porcospino, raspare una radice, scaglia sua lancia, su carne animale, estrae l'intestino, cibo e medicina: sul fuoco lo cucina, mangia amara carne, si sente poco strano, stende per dormire, ascolta un suono vago, come lontan eco, alza ed esce fuori, oh luna io ti chiedo! Rivede scena caccia, arbusto di visione, il giorno dopo torna, capire situazione, incontra cacciatori, apinzi tutt'attorno, lo guidano graduale, a capire suo ritorno; gli insegnano pigmei, a capire la Foresta, con la radice Iboga, apprende la sua essenza, con dosi da rituale, apprende tal sapienza, torna a suo paese, e rivela conoscenza. Dibenga poi diventa, maestro di radice, inizia presso Tsogo, 1 Buiti con iboga, Bwiti vien da ebweta, emergere arrivare, Iboga da boghaga, vuol dire traghettare, la coscienza umana. Quan ragazzo BAKA, chiede esser adulto, mangia la radice, attira spiri selva, riceve farmagnosi, sopra e sottoterra, poi da selve Congo, esce e va insegnare, a mezzo di visioni, ai fratelli al mare: In origine era caos, violenza incesto altro, dopo del diluvio, esogamia è la cura, appare in un villaggio, matri-lignaggio, separa padre e frate, entrata di 3 nganga, 3 nuovi clan acclam. Esinga avventure, sono origine umani, Dibobe ragno scese, su foglia e voga i mari, rimonta fino a Nzambe, invia |Kudu_tartaruga, a creare terre asciutte; assiste creazione, Nzambe-kana presso fiume, anima umano, soffio eiaculante, fiume donna penetrato, Disumba cade a terra, raccolta dai pigmei, passa a pindzi-tsogo, masangu poi Mongo, dopo negligenza, altro popolo la coglie. Bembo cede bwete, per ottenere moglie, x amor di donne, bwete si diffonde, da marito a cognato, nipote zio materno, nzea-a-bwete sono strade, da luogo a luogo, le tappe sono nomi, di persone in gioco; storia è geografia, toponimi e utopie, di novizi e saggi, nel tempo del diluvio, un orfano trovato, vivere fà il bwete, poi lo insegna in cambio, di una donna sposa, e nasce altro lignaggio. Se veglia è un invito, lanciato ad antenati, a venire sostenere, travagli iniziati, banzi son per avi, e getsika li chiama, mwago invoca tutti, riunire nella banza: yagagay venite! koko dyano ngongo dyano, avi in alto-e-basso, mwago pianto lutto, appello a filiazione, scegliendo iniziati, che salgono ai parenti, invocano lignaggi. Kombi Esinga e Bulipa, Mongo e nomi clan, narra e lega in fantasia, umani e kukulkan, |Kinda-a-bwete famiglia, colleziona entità, con piante e animali, astri miti a legar; nonni e bimbi affetti, scherzi assonanze, schiarire i mikuku, è veglia meyaya, avi lontani kokogo, benvolenti ideali, partono in selva, fin prossimi rituali. Gallo chiama avi-feti, Faraon morti selva, corda ombelicale, serve scendere in tomba, in Geliba pianto avviene, nascita parto, con soffio nella donna, rinasce bimbo avo: se un avo parte, un altro ritorna, in ventre di donna, dopo ultimo spiro, incessante ragno-spola, 1 filo prende morto, 1 scende a gestazione, spiri sale scende, in ciclo ricorrente. Evoca ogni veglia, nascita e sepoltura, corno getsika, acque rotte annuncia, presto nasce infante, poi sequenza Gima, evoca travaglio, bwekaye saluta vita! cadavere del bwete, a veglia funeraria, ceste son suo corpo, candela accese veglia, disperde cacciamosche, odori ed insetti, mabundi veste lutto, Ebundi ner gonnelli: canti sono pianti, ganga lava in bwenza, cadavere interrato, da danza dei 3 ganga, Bwenza in foresta, è cimitero fuori Banza, cadaver trattamento, ricerca di avi spiri, condotti nella banza, a rigenerare i vivi. Scopo funerali, è mutare morti in avi, tappe di agonia, ultimo spiro vento, esce in moto vorticoso, girando tra viventi, danza vortice disumba, esprime tali eventi; scopo rito lutto, graduale distacco, finale partenza, di spirito emigrato, dopo annuncio decesso, parenti capezzale, vegliano x terra, in astinen sessuale; dopo anno cerimonia, lutto si ritira, bagno di limpeza, nuovo coito fuga via, la donna ritorna, abitar con cognato, rito scambio beni, 2 clan ha suggellato. Prima CORDA ARPA, comanda resto corpo, vien testata prima, assieme la seconda, che trovasi a distanza, di 1 tono circa, dopo 1 ottava, inizia seconda compagnia: comandano 2 ciurme, accordi base arpa, terza corda imprime, cambi rotta ai canti, cadenza sospensiva, piroga vira o sosta, in masimba ma ngombi, si cerca 1 costa, orme da seguire, itinerari da trovare, a volte inesplorati, lezioni lusitane, naviga galoppa, 2 ciurme in armonia. Arpa del Gabon, scala esafona discensiva, manca solo il SI, suoni gravi femminili, diretti alle viscere, suona man sinistra, suoni acuti in alto, suona mano destra, ciurme M ed F, vogano i due suoni, a tutte |8_corde, ogni popolo da nomi. Pinzi-Tsogo hanno, corda RE kenge testa, seconda pasako DO, terza LA mondo 4 Sol mobema, 5 FA mandzinzi 6 MI ayanzimbeya, 7 Re yenge, 8 sisipandi Do. Kenge divien mu-kengwe, nome dei gemelli, capi delle ciurme, Maschili e Femminili, designa campana e-vovi, sonata da Misombo, nel bwete lutto assieme, a canti rimbombo. Campana del caimano, in mano a Povi suona, maestro cerimonia, depositario di parola, lavora con il Beti, colui che da il ritmo, Pasako è mandrillo, fratello a porcospino: quan |Mondo-porcospino, scopre con |Pasako-mandrillo, 2 varietà eboga, la nyoke e la mbasaka, andarono a mangiare, alla selva dei Pinzi, riempiono il cuore, Mobema sacca evinci. GE-bembè-sa-bandzi-Ge-bumu eboga-sa-nima-na-kombwe-ge-bumu mo-gondzi, cuore-stomaco iniziati, pieno di radice, cuore di anziani, pieno di visioni. |Ma-nzizi-la-mosca, viene con morte, cadavere ronzando, sale da orecchi, ayandzi-mbeya aquila, clan degli Ayanzi, fa nido sul motombi: mercanti di schiavi, mbira per Eshira, Stephanogetu coronati. Narra sequenze di arpa, miti migrazione, mentre clan Ayandzi, è simbolo tratta: fuggono Tsogo, dai Vili della costa, aiutati dai pigmei, + vari animali, e da bianca donna Mwei, tutti ricordati, in 8 corde indovinelli. Lontra e rondinella, suggerirono via fuga, su monte Ibunji ai Tsogo, ge-bondje gran montagna, oggi disabitata, massiccio de Chaillu, a sfuggire pirati; terminato terrore, si dividono i clan, |Tsogo-Sango-Eshira, Kele Baka e vari. Yenge RE madre, dei Sira e dei Sango, Sisipandi son visioni, ambigue dei banzi, arpa ispira nome, a beti trasognato, il giorno a cerimonia, lo rende consacrato. Fang adotta arpa, nwombi lingue Myene, stile musicale, dei bardi ritornelli, tutti discendiamo, da qualche antico re, vegliardo barba lunga, con berretto rosso, dona 1 arpa che, vocazione ha posto. |Madri-di-gemelli, son nyma Iya keta, ratifican ingresso, dei nuovi circoncisi, in società di adulti, da mondo indistinto, agitan il kendo, a sugellare invito: se poeta è povi yosto, accende e sottintende, parabole e proverbi, in enigma ricorrente, appare tradizione, 1 discorso singolare, segreto pulcinella, in norme mascherate. pomo Adamo è ago, e desidera parlare, assertiva eloquenza, piuma rossa efficace, Arco sia uomo, Arpa sarà donna, nera pelle è, bianche le ossa. Corpo guardia elefante, nel tempio riposa, accende mabundi, mopitu da itsamanga, rituale seduzione, accende bwete drama, vede torcia itsamanga, vulva aperta a terra, ciascuno possiede, suo doppio in selva, brace interiore, fumo è peli pube, mikuku mya go pindi, mikuku mya go mboka, domestico e selvaggio, gallo e porcospino, gallo vien paese, cedrone resta in selva, rispondi a tali enigmi, a fondo di tua testa: chi beve primo vino? qual è prima cesta? colibrì e sacca ventre, fan nido prima banza, vento prima parola, pelo pube primo pagne, gallo primo nganga, mangia verme oracolare; primo legno mogongo, dorsale di anziano, bonobo mangia foglie, porcospino radice, primo penge è mano, ventre è cuore scroto, duelli con enigmi, testa sapere in gioco. Mopeto è apertura, Disumba è inizio, designa la torcia, quando entra nel tempio, Tsombi è la pianta, davanti corpo guardia, divien feticcio primo, in Misoko branca; mbando feticcio, interrato avan festa, 1 doppio del novizio, assieme al padrino, feticci son composti, e legano assieme, novizio e padrino, antenati e genie; nganga visione, nasce da mutazione, di gallo in 1 genio, enigma iniziazione, questo primo bwete, veglia col canto, muta il bimbo morto, in tsombi risorto, come prima donna, ritorna alla ngombi. Bimbo divino, in eucarestia mangiato, è visto da tutti, risorge al mattino, veglie edika e tsombi, inscenano racconto, come arpa ngombi, sono ausilio doppio; banzi rinnovato, rinasce da suo tsombi, segno di 1 infante, partorito da Banzioku, che portò suo tsombi, fuori grembo tempio. Bwete è pure argento, tutto vien pagato, rito beni e cibi, feticci veglie e dati, commercio e baratto, diverso in ogni branca, Disumba è collettiva, Misoko è sanitaria. Se transazion denaro, predilige città, sapere e potere, scambian polarità, se i miti recitati, vengon memorizzati, ogni ripetizione, nuovi elementi aggiunge, ripeton stessi temi, aiuto alla memoria, oblio sarà quan gnosi, divulga ogni cosa; se nyma anziano mangia, dose a ripianare, idioma dello scambio, previene sperperare, dosa suo potere, in silenzio lo divulga. |POPE-na-popè_motimbo Fang, è linguaggio rituale, Motimbo in gruppo Mèmbè, Ebongwe dei Pigmei, getsogo di antropologi, lingua doppio senso, nuova nella forma, ma vecchia di sostanza, usata in canti bwiti, imparati a memoria, interpreta visioni, e la storia di più etnie, in cui bwete passò, tra lingue pinji e tsogho, simba okandé e altri. Entrare scuola bwiti, chiede che ginocchia, vadano a piegare, durante le veglie, gerarchia ruolo onore, seppur rito sofferto, bianco ottien favore, sponsorizza gruppo, riceve informazione; bwete si-descrive, frattale situazione, nuovi strati aggiunge, ogni angolazione, proteggere segreto, gelosia in azione, sorcelleria punita, miser competizione; tiene affluenti, bwete a nde mivova, sapere è risultato, di etnici confronti, da Libreville a Kango, mbanza contigui, 100 kilome strada, bwete sen confini. Bwete è bricolage, enigma di enunciati, detti da ogni capo, simboli annodati, a tradizion corrente, dove i disaccordi, chiedono pari gara. Maschi aman visioni, le donne possessioni, 2 crisi di coscienza, ottengon riflessioni, oratori assumon dosi, adatte alla eloquenze, o interpretare sogni, indovino ad alta voce, annuisce con basè, ogni nganga vero parla, coraggioso cuore e nzanga, riceve fermezza. Lingua rituale, ermetica appare, povi traveste verbo, come barzellette, banzi decodifica, incoerenze e inversioni, saper interpretare, è retribuzione, critto-notizie, fornita da anziani, ad allievi rinati: canti bwiti fang, lingua pope-na-pope, difficile tradurre, solo con ragione, si imparano a memoria, come parole Emoto, che attivan intenzione; chi arriva prima insegna, nima ha monopoli, come docente a scuola, reca interpretazioni, controlla sua classe, con lingua formalismi, pure massoneria, crea suoi simbolismi, tiene tutti al chiodo, con equivoci vari, collega rituali, ai desideri umani, poter di suggerire, crea gradi e dazi, arte di mentire, crea segreti falsi. Paese e foresta, sofisma o evidenza, ognuno è pigmeo, ha segreta sapienza, interpretano i nima, visioni dei banzi, a ricercar consenso, ai loro scacchi piani. Motimbo lingua rito, ci narra diffusione, di viaggi bwete fatti, tra popoli migranti, lingua fatta a strati, di tappe successive, dal nocciolo di Apinzi, cioè popoli babongo, e misoko terapeuti. Bwete visioni, inconscio audizioni, come una blockchain, parte da blocco zero, interpreta le azioni, e parole rituali, scuola iniziazione, a parlare apprenderai; esegesi continua, di spiriti foresta, mikuku mya go pindi, inspirano parole, nel bwenze improvvisato, inizia relazione, dove poter di anziani, fà interpretazione: se apprendi + cose, un nima divieni, cioè padre iniziatore, che pone enigmi ai banzi, testi lor livello, in socratica umiltà, affermi saggia autorità. |Mabondo-è-rispetto, piegare ginocchia, a ricever conoscenza, e benedizione, nel rapporto anziani, segno sottomissione, bwete vuol pazienza, sofferta trasmissione. |Mito-Nzabi narra, origine del mondo, arco lega mondi, villaggi terra e cielo, collegati da 1 corda, ascesa-discesa liana, su alta montagna, Koto villaggio sta: vivon figli Nzebi, e sua sorella Peha, assieme zio materno, e Nzanga lo stregone, Nzabi fugge in bosco, incontra donna Bisi, sposa e crea villaggio, della terra uman, con 7 figli e figlie, dà origin 7 clan, + ottavo di babongo, bravi nel cacciar; 1 figlio segue fiume, su monte vede Peha, scesa a prender acqua, lui le fa le avance, Peha lo invita a notte, a Koto x amore, di giorno si nasconde, ma Nzanga sente odore; si tinge di caolino, ed entra presso Peha, Peha rasa capelli, di amante con coltello, gli dona pure fuoco, avanti scender terra, tornato a suo villaggio, narra sua scoperta: narra del villaggio, ai sui sette fratelli, la in paese alto, ha fuoco e cibo cotto, allora i figli a Nzebi, formano un armata, risalgono la corda, deruban Koto e Nzanga. Nzanga zio materno, rimedia la viltà, a mezzo delle donne, insegna civiltà. |Povi narra tappe cura, 8 dialoghi salmodiati, descrivono viaggio, Discesa-Ascensione, con tutte peripezie, ogni povi ricama, come il viaggio |Dante, nocciolo universo, a discorso ridondante: banzi sal montagna, ovvero corpo donna, poi vien educato, in vecchia piantagione, gioco doppi sensi, scambi fuoco ed acqua, tra suonatore arco, e suonatore arpa; arco vibra a dare, risposta a 1 enigma, via via la corda apporta, risposte si e no, guidando il cercatore, alle scatole cinesi, sino a soluzione, di enigmi infine appresi: devo cercare in cielo, oppure sulla terra? in selva o a villaggio, tra umani od animali? è cibo oppure sesso? ponte o procreazione? uccelli hanno piume, umani il nome kombo, arpa è figlia di arco, insegnano simposi, gone te go-ma-vigaka, mo-ngongo na mweka, dal basso viene mweka, arco degli apinzi, elefante solitario, e raccoglitori primi. Demba barriera, drappi rafia con piume, pelli e stoffe colori, celano reliquie, arpista avanti dembe, arca di alleanza, tomba adamo seme, ngombi è utero-cuore. |Ngombi suona tappe: 1.Do disumba mokoko, radice creazione, 2.Re principio filiazione, di arco-arpa, 3.La viaggio di Mosuma, a scoprire muse, 4.Sol Mosuma trova piante, in riva Mobogwe, 5.Fa vedi viaggio banzi, viscere proprie, 6.Mi lavori sociali, pescaF e cacciaM, 7.Re sorgente vita sia, mogongo arco, 8.Do mito Nzambe kana, o accompagno, ngombi mbembe! Bwiti riassume, due formule pedagoghe, |ascesa-al-Motombi, |discesa-in-Mobogwe, dopo amar radice, e-ando o mo-boga, bandzi tocca lampo ngadi, enigi pesce-gatto; scivola su tracce, Pitone dentro fiume, pien di liane e pesci, granchi gamberetti, cresciuti tra alghe, mi-sodo e mi-ndube, fibre x ceste, che confondono pure; con Mosuma Lontra, cioè Banzioku stessa, incontri la piroga, condotta da Motembwe, scendi profondità, in acque del fiume, Gesomba tartaruga, mentre odi granchio Kaa: qui trovi strumenti, musicali del bwete, baka soke arco e arpa, e voce del Povi, esorta a non discender, tutto fium Mobogwe, poichè va verso morte, gepundundu mare forte; se rimonti il fiume, conosci sorgente vita, ai piedi del Motombi, secon discorso inizia, descrive ascensione, di albero con tacche, lasciate da Banziogu, che in tale fiume giacqe; fiume risalito, conduce a rivelazio, fiume in corpo umano, seno madre spazio, risali chakra e giungi, alla parola prima, che concepì catena, di storia successiva. Scoperte visionarie, del banzi vi elenco, device musicali, radici cuore e ventre, viaggio in Mobogwe, ronzio dentro orecchio, vibrano fruscii, corron corpo intero; come infante uovo, granchio e tartaruga, su fondo del fiume, uovo-cadavere rottura, chiara poi emerge, filiazione arco-arpa, cosmica gestazione, sonor rottura di acqua: a fedeli bwiti, cosmo è corpo umano, dove avviene rito, Disumba primo iniziato, banzi soggiorna, in multiple visioni, prima di rinascer, sotto albero Motombi, riattua ngozè, mito vita-morte, fino a comparsa, di maschere di avi, rito notturno, solo agli iniziati, mentre al mattino, aperti carnevali. |Sakti sale a Siva, in ebraica merkabah, ascende agli |hekalot, o palazzi celestial, sul carro di Ezechiele, banzi scende-sale, lui banzi lontra, si accosta ad imbarcare; piroga mette al mondo, guidata da pilota, femmina vagina, la guida maschio verbo, se da bocca uomo, esce seme intenzionale, nascita-materia, sta a nascita sprirituale: morte vien poichè, nasci da sen materno, a non morire serve, uscir da fontanello, go ngongo verso cielo, da bocca banzi sale, fa stesso viaggio Dante, nella morte carnale; doppia strada in sole, rivedi vita feto, fin vecchio riposto, in fosse di terreno, nei discorsi Povi, agricoltura allude, a peripezie vita, che viaggio produce: dove arrivan bandzi, al paese del Bwete, dove sempre siede, Kombe Ngonde e Minanga, regno sotterraneo, sovrano del profondo, fiume sorge a est, sfocia a ovest mondo; nel paese buio, sta humus fecondità, ricchezza dei bianchi, color di luna và, in epoca di Tratta, il mito kali-yuga, riflette nel bwete, i viaggi di tortuga. MOTOMBI passaggio, durante processione, notturna con torce, soggiorno nel limbo, salita fiume mito, e rinascita ai piedi, di Albero di vita, 1 tunnel grotta vedi: lucertola rossa, camaleonte ricorda, salta verso cielo, come palla gomma, maschera di foglie, ha Mbidi bonobo, allegra con avance, a lei mi ritrovo; dopo il giro notte, appare sole tondo, Tu sei |OMBA_DISOUMBA, vulva del mondo, strisciando nel buio, tra canne vuote, ogni banzi và, su traccia del Pitone: sente stridul voce, della ragazza morta, danze di torce, rivel nascita prossima, Motombi è talismano, prima fecondità, ventre che Dissumba, vita partorirà: su albero un uccello, salta loquace, Arco avo pare, consigli dispensare, raccoglie le cose, del fiume profondo, tra i denti bisbiglia, suono del mondo: ongongo t-ongongà, tsengenge tsengenge, è mattino è mattino, è finito finito! kumu a mboka a to ti yiee, capo noi usciamo, go ebando ea koto a tsotso teta Nzambe! corda scese dal cielo di nzambi, oh Disumba yee! |Popolo-KOMA, in Camerun si ferma, migra da Rift Valley, a lago Ciad arriva, a seguito invasioni, dei popoli civili, lascian lago Ciad, e varcano i confini; rifugian su Alantika, monti di confine, tra Camerun Nigeria, fanno lor villaggi, riprendono la vita, seguendo con coraggio, il proprio stile vita, di totem lignaggio. Migran pure MEMBE, da nordest verso sudovest, arrivan fiume Ogooue, provincia Ngounie, traversan fiume Ivindo, incontrano i Kota, culti simili byeri, reliquie fang scuola; prendon nomi a repertorio, nome corpo e cuore, morte e procreazione, reca neonato avo, in circolo perenne, battesimo e funerario. Neonato acquista senso, se diviene banzi, banzi acquista senso, quando lega un avo, 3 tappe sequenza, efun mwenge meyaya, nascita morte rinascita, riti ciclo esistenza. Nganga usa mosingi, celebra virilità, banzi penetra banza, x femme ingravidar, migonzi avi donna, nei maschi gonnellini, ricordan procreazione, storia di ogni clan, donne madri custodi, nutrono e proteggono, da popoli ostili, formano offici. Geliba acqua estesa, di inconscio e vagina, lago mai asciutto, in cui naviga piroga, viaggio alla matrice, torcia itsamanga, attira ogni danza, corteggio di mbanza. Ogni chiesa maschile, viene autorizza, da liquido di donne, ampolla confiscata, ritual parola ganga, legata con vulva, capta vir creativa, e nutre cicli storia, lascia uomo dominar, fino a nuovo ciclo, torna donna ragno, che gener altro mito; vulva ambivalente, dà bwete e toglie bwete, carica e scarica, rivoluzion provvede, toccar sesso donna, toccar sorgente bwete, poter cortocircuita, analizza se conviene; donne alla veglia, giocan ruolo coi migonzi, geni orixas vodunsi, cercati con candele, rischiaran nelle danze, ripartono col buio, liber spiriti natura, ravvivano ogni culto; se spettacolo migonzi, è benefica catarsi, didattico racconto, apre menti tristi, sgorgano intuizioni, che reca guarigione, avi presso vivi, sotto maschere in azione; banzi è morto stesso, pianto nel geliba, avanti propria morte, suo cadaver reliquia, scopre esser mikuku, e aiuta nuovi banzi, suo mikuku siede a fianco, in rito sa mutarsi, banzi rientra banza, truccato abbigliato, da proprio mikuku, ritual transfigurato. Nyma danza vorticosa, invoca da ispirato, tutti vedono mokuku, collegato suo animal, anziani baffi e zebre, son mosingi o gufo, cacciatori di cibo, e di procreazione: caccia il maschile, procrea femminile, bwete cerca entrambe, con lacci o frecce, mix uomo-animale, pigmeo guida caccia, tutti ruoli assumiamo, in riti metamorfi. Se mondo è geliba, dove nganga divien mbanza, oltre loro corpi, sta riunione di fedeli, iniziare è trasformare, aver fede grande, Geliba reca identità, gerarchia maganga, muta scettico o paura, in vivente forza mbanza; feticci integrati, fanno profano iniziato, aggredito da sorci, rito muta rapporto, da paura a sacro, feticci in reliquie, e maganga aiutan lui, resettare relazioni, di mondo persone, feticci suoi pensieri, presi nel geliba, trovan nuova relazione; se sorcio usa sofismi, ad alimentar paura, Banzi fà scelta, veder prima persona, uomo è la dentro, in ironia rituale, simboli han senso, se uomo è lor altare, imbevono di lui, sua identità, gioco infinito, analogico rinviar, medium feticci, rinviano altre identità; mai passi fuor geliba, oltre ceste maganga, traversar bwete dice, finir senza fine, ecco paradosso, nessun può traversare, anche con la morte, bwete va continuare. Traversare rende nyma, a mezzo ostensione, di cuore bwete amor, tal rivelazione, vista in giorno morte, tutto appare chiaro, istante final soffio, trapasso di mandaka, fà comprendere tutto, bwete appar contratto: traversata mette in scena, con visioni eboga, tuo mokuku ambivalente, sorgente di ogni cosa, bwete è induismo, buddhismo e sufismo, Yama morte è mozzo, cui ruota il samsara, ogni identità rituale, da dea Kali è mozzata, con ostensione cranio, banzi si comprende, io sono quel cadavere, e mi piango cosciente, identifico ai miei avi, gnosi giunge a blocchi, catena di antenati, come i Koma amici. Rito ostensione, guida comprensione, identità celata, fin rito traversata, in veglia dose amara, banzi vede cranio, truccato da modello, fondo bian caolino, macchie rosse zebre, suo mokuku animale, anziani fan valere: ostensione morte, rende bwete svelato, bwe morto ritrovato, lo vede candidato, posto oltre geliba, capo pronuncia nome, nome suo mokuku, ausiliario superiore; banzi è suo mokuku, e veste sua livrea, bwe dopo veglia resta, posto sul mandaka, fin veglia successiva, nicchia a sua casa, isolata a fondo banza, tiene suo maganga. |Traversata-a-mandaka, veste a parata, orna piume specchi, frecce lupi denti, scorze che rafforza, mesa di mandaka, valore di reliqua, resta mascherato, verbo bwete appreso, in tragitto rituale, fabbrica parole, che aquistano valore, elabora feticci, che adora con amore. Basè vuol dire vero, aayyee urlo finale, soffio espirazione, basè avi benedizione, ultima tappa reca, maganga in reliquie, iniziare nuovi banzi, e i loro feticci: nutrir bwete stagionale, riattiva potere, attirar benevolenza, attiva nulla osta, a ogni capodanno, scaricar anno passato, officiante di mugungu, fà igienica pomata, scorze vegetale, caolin profumo spruzza, sui maganga nelle ceste, estratti 1 ad 1, fino al cranio di avo; frizionano le mani, tutti nganga presenti, sacrifica un gallo, per festa antenati, porta via impurità, con quarzi cristalli, rianima loro mana, riafferma benevolenza, contratto con avi, sposalizio di Ayami, ricordo dei cari. Nganga chiede al gallo, afferrato x le ali, domanda a voce bassa, accettare sacrificio, x bene dei presenti, e unio comunitaria, preleva piume e getta, sopra ceste e in aria. Ecco pasto comune, comunitar polletto, interiora riservate, a spiriti mikuku, accompagnate da banane, o frutti bolliti, corpo guardia fumigato, a incensi divini; padre iniziatore, deve aver suo mbanza, 1 bwete lo protegge, dona lui costanza, deve por suo lato, potere degli avi, interrare feticci, di energie immaginali; 1 dente buddha, conchiglia sufficiente, valor rito chiede, capofamiglia o docente, dottor baba swami, sama ereditario, o scelta di Ayami. Bwete dalla madre, zio materno a nipote, durante veglia lutto, cadavere abbigliato, in mano destra radice, posta anche sul cuore, discente appella nome, del padre docente, duran preghiera mwango, defunto ultimo avo, strappa pizzico iboga, da mani del defunto, con torcia mopitu, lo cerca fuor buio; successor di veglia, erede pelle mosingi, assieme mongonda, e ricordi del maestro, ibo espediente, di perdita parente, consola rituale, famiglia corrente. |Seba-a-Jesi parte, da cesta di Silvan, a legittimar parola, che apre suo cuore, guadagna nostra stima, permette risonanza, autentica energia; se appare menzogna, 1 trappola di caccia, orchestra relazione, tra preda e predatore, caccia e divinazio, trappole e ostensione, condividono bottino, dialogo circolazione. Banzi scruta specchio, e narra visioni, acquiesce assistente, a sue narrazioni, Silvano apre borsa, di medicin maganga, piange poi Seba, vedendo arte gamma: 1 borsa curandero, scuote ogni nganga, verità specchia, in atto che si vede, a diagnosi fatta, iniziazion consegue, basè approva fatto, e fiducia ottiene; bwete sei tu stesso, la pura verità, un tipo relazione, non credulità, donna assume ruolo, lascia intrappolar, imbrogliata a imbrogliar, a turno circolar; ogni nganga misoko, acquista nuovi bwete, e nel suo percorso, riempie sua cesta, assieme col ventre, di forza maganga, indossa a tracolla, suo poter emana. |Mongonda_feticcio, disposto alla cesta, tiene statuetta, o copricapo piume, sovrasta + crani, gorilla e felini, dati dagli avi, mito primi riti. Traversata Bwete, ultima tappa misoko, banzi vede fondo, confeziona mongonda, carriera di + scuole, ostensorio rituale, banzi che la passa, ha banza da iniziare; disumba kono o nzego, ed ordine di evovi, nel rito traversata, riceve specchio e poi, bastone degli anziani, mopango e mongonda, bwete talismano, che sua radice addobba: veder nudo cranio, metamorfosi di avo, cranio cielo appare, relique dei khan, dentro eba-a-maganga, marcan territori, in periodi elettorali; accuse ai candidati, collezion di miliardari, come i cappuccini, conventi sotterrani, recita proverbio, nganga e sorci amici, in sue visioni eboga, banzi vede beyam, sorcio sa la cosa, a mezzo suo vampiro, quando mangi eboga, vedi e sei visto: nganga dura prova, da sorci concorren, tutti vedon specchio, lato debole presen, paranoie complotti, vicendevoli tra templi, pantomima guerra, corpi guardie assedi; nyma dissimula entrata, a beyam guastafeste, eboga aiuta chiaro, a veder travestimenti, e i vortici danze. Mobisa vento danza, misoko anti-sorcio, pur danza Ngonde, corsa frenetica su posto, permettono sfuggire, ogni intrappolamento, mentre feticci-talismani, protezione han reso. Quan tu sei debole, sei preda di altri, dicono in Camerun, i sorci cannibali, Bwete organizza risposta, contro sorcelleria, ogni veglia rituale, fa guerra preventiva: mopitu fà luce, banzi danzan con essa, recando buoni colpi, con lance o lame, scacciamosche e sokè, danza nganga dibadi, vuol dire lotta armè. Misoko contro sorci, ripristina fecondità, ricorre nei canti, viaggi vagina aldilà, mbongo na matina na geliba, piroga su acqua, Geliba di mikuku, specchio acqua fiume, ogni clan di scoperta, bagna in acqua fiume, avi spiriti-bebè, nascon da suo pube. Intero mondo è geliba, spazio di relazioni, tra iniziati e i loro bwete-maganga, riunione dei fedeli in mbanza, con i migonzi in zebrature. Geliba di mikuku, ricorre in molti canti, poichè ogni corso d'acqua, è un clan scoperta, in cui naviga piroga. Adamo torna ogni veglia, novi banzi incarnar, ognuno è la somma, di spiriti antenati, spiro patriline, sangue matriline, reliquie son di zio, bimbo figlio in rime. Qui finisce giro, che bwete ha compiuto, Mallendi e Kinaciau, Africa han voluto, le rime di supporto, ai viaggi di Seba, aiutano a emanare, ritual forza poema. Ngombi ha 2 vie, |zen-Abiale e zen-Awu, suoni intensi Abiale, sono canti danze, nascita e creazione, dalle ore 24h, scopo danze Obango, far anima librare, a poter interagire, con spiriti antenati, tornati nella mbanza, da selve lontane, musica defunti, è nostalgia struggente. Vita in aldilà, seconda parte Awu, fino a prima alba, Morte e distruzione, da 24h inizia. Canti Njimba in nzimba, fatti durante, preparano Mbanza, a cerimon seguente, Mbwiri canti arpa, lamenti narrativi, di leader di casa, culto dei mbwiri. Ngombi zen abiale, zen awu lingua fang, inizia dopo che, fedeli sono entrati, accompagnati dai minkin, inizia ciclo zen, canti Obango stanno, a metà di ogni zen. libro_korekosmou-ermete-stobeo.m4a
Il Popè descrive rituali Bwiti legati all’Iboga, in cui neofiti, anziani e mogonzi partecipano a cerimonie sacre. I canti Mwanga accompagnano funerali e commemorano il bimbo-Dio ucciso, guidando il defunto verso il divino. La sorella di Nzame accompagna il figlio morto, mentre due pigmei aprono la via tra vita e morte. I cadaveri rituali vibrano, simboleggiando il potere divino e la trasmissione della conoscenza ancestrale. I canti Yombo, nella camera delle donne, invocano fertilità e purezza, preparando la nascita dei bambini. La sorella di Nzame benedice il latte e la nascita, con riti di acqua e piscina sacra. Arpa e radici connettono terra a cielo, avi e creazione umana. Il granchio e la tartaruga segnano il percorso dei defunti e la vita ritornata nel Mobogwe, fiume dei morti. La formazione degli avi, dei clan e della colonna vertebrale dell'uomo è illustrata da vibrazioni e simboli rituali. Il Banzi discende, portando il rinnovo della vita e la continuità dei lignaggi. Iboga genera visioni che collegano nascita, morte e rinascita, insegnando ai neofiti i poteri cosmici. Le vibrazioni di arpa e fiume segnano eventi sacri e riti di passaggio: attraverso urla, pianti e sospiri, il neofita percepisce energia ancestrale e potere divino. Al mattino, col canto finale di Disumba, il ciclo rituale si chiude e l’ordine sacro è ristabilito.# |Popè: |gebembe sa bandzi ge bunu eboga, gene sa nyma na kombo-e ge-bunu mogonzi. IT: al neofita iboga, all'anziano i mogonzi. |Mwanga sono canti, cantati ai funerali bwiti, durante cerimonie, di bimbo-Dio ucciso: Nzame a duma, Nganga ma duma, Monganga ma duma, Bokaye wo boka, malula malula ngombi nya we. IT: guaritore fil di Nzame, colpito da lancia, divino colpito, oh eboka, suo cadavere vibra. Popè mwanga alla sorella Nzame e a nto mwanga: Nanga keko, mabiga na membewo, ngako ngakò, Ye kongolongo katina luba, oh kwala mbare ye. |Ezigo-zamo-wondo, ye mwanga ma bo kameye, IT morte ha preso figlio, nel buio rivive suo viaggio a Dio, al morto è mostrata la sua via al divino, defunto arriva in terra morti, oltre mare, 2 pigmee fan loro strada, mwei li riceve. |Popè: Nzame a duma, bong yo oh (tris), nganga ma duma ye, nganga ma duma ye (tris). Monganga ma duma ye, ma duma ye, aah (tris). Bokaye wo boka, oh bokaye wo boka oh (bis). Malula malula ngombi nya we yo malula (fang14-obango-canti.mp3) IT: il figlio di Nzame, colpito da lancia, il divino guaritore colpito, il divino potere è colpito, il segreto potere oh eboka! il suo cadavere vibra sulle sue spalle. Mwanga cantati, a funerali bwiti, durante cerimonie, di bimbo-Dio ucciso |Popè: Nanga keko, mabiga na membewo, ngako ngakò, Ye kongolongo katina luba, oh kwala mbare ye, Mwango a nto mwanga, Ezigo zamo wondo, ye mwanga ma bo kameye, kasa ne neme ye, chiama Ningwan mebeghe, eyame woma eya yobè. Menzogo bige tame manga, Metongo nya mewo. IT: canto Mwanga a sorella Nzame, morte ha preso figlio, nel buio rivive suo viaggio a Dio, al morto è mostrata la sua via al divino, defunto arriva in terra morti, oltre mare, 2 pigmee fan loro strada, mwei li riceve; suo latte dolce vino, sorella a dio arriva in piscina, 1 bimbo nasce per suo potere. |Popè fang16-yombo-women-camera.mp3: me zabe zanbà bongoo bongoo, ma zame zabà bongoo yomboo, oh oh bongò, ma zabe zabà bongoo (tris) ah ye wo bange na ma bokayè aah, me zane bongoo, dzigo nzambewo, Inanga me kwiang, ndangeme mikodia ndangeme eboka, diveyo enganga a sumena diveya IT: bongò è piroga, sorella a dio benedice nascita giusta; nella camera delle donne le yombo proclamano i vari poteri che le rendono fertili; i canti Yombo son cantati nel camerino donne dopo mezzanotte, a propiziare fertili scorte.|Popè: kasa ne neme ye, chiama Ningwan mebeghe, eyame woma eya yobè, suo latte dolce vino, Menzogo bige tame manga, Metongo nya mewo, sorella a dio arriva in piscina, 1 bimbo nasce per suo potere. |Popè: me zane bongoo, proclamo purezza, dzigo nzambewo, pronta a partorir, Inanga me kwiang, ndangeme mikodia ndangeme eboka, diveyo enganga a sumena diveya, IT: canto Yombo, camera donne dopo 24h, donne cantan purezza a esser fertili, sorella a dio benedice nascita giusta. Disumba ande mokoko, Kemit femmina delle origini. |Popè: adengano mapoma na manze na esuba ea ngambo, ivo aango akesoaka vigevige mokubae, ga ndongo etumbu tsanda, va-mabongoku moma, nyone vamabweka ango va ebongo, ye a-ke-bweka va masenso vamatoako, gekondo tsia na digaba, anaka iya ngombi, na gesomba geguwa matembe, gonde kaane, ngombi kungaka! akunge go ndibo. IT: Guarda madre arpa! dalla buca del granchio, arpa vibra, riceve gocce pioggia feconda, si forma zigote, come ago che cuce, un di arriva a imbarco, dove si modella testa, di infante umano, antenato dei Bapinzi, colonna vertebral. |Popè: bakene ende yea Bosua, soke sanga sa bopunda au nzimbe na makaka, na mitoo, mya nzambe a pongo, m ngongo motimbo mweka mokode Mbangwe, Bosenge amabotuku yedi m ngongo, go ndibo go epongo go makungaka ngombi, mosuma mwana ye ake, mobogwe tseny edi te mandome, mosuma ya dzuwaka eboge. IT: tartaruga contro-corrente, raganella sonaglioM di bopunda, in nzimbeF antro, lontra pupa lascia fiume, x paese dei mortali, caduti nel mobogwe, fiume dei ritornati, mosuma mangia eboga. Pà mostraci radici, di riti e danze, se voi partite a imbarco, non attardate, arrivate alle capanne, dove sol scompare. |Popè: ngombi ona bota mokoko, IT: arpa tu sei nata, ai piedi radici, che trattengon la terra, tua madre è la corda, motombodi mongongo, arpa vibri a fondo, ai fianchi del mondo; come morte fa gonfiar, viscere scoppiar, vibri da ovest, dove vengono i bianchi, dove dimorano i primi, i defunti del mondo, vibri a monte fiume, in uovo Mouanga benda, nome di Nzambe-kana, evanga-vanga a terra: vibri giorno cui, infante scal montagna, graduale fino cielo, o giorno di imbarco, m-bongò piroga-vulva, ge-bongò è uovo, gebongo-sa tamburo, banzi nasce a rinnovo. Nzambe kana mangia iboga, vede cose aldilà, si trova in Acheronte, sente vibrazione, brivido di vita, grembo materno fiume; granchio tiene dita, fessurate e sciolte, Ngombi koungaka vibra! dove tartaruga va, scava sabbia al fiume, banzi discendete! bwenze primitive, alle riunioni capirete. Disumba inizia col tronco, in buca formiche, e disegni sul motombi, bovenga barterii fistulosa, albero del sole |Popè fang11-arpa-birth-creation.mp3: banzi e nyma, mye minde okaba,disumba, mye minde okaba bovenga, ma kombe mwana ngondo, na geaka eboge mapanga, ombe ma-ngombi ee! ge tsena ge ngongo ge ma waa! ge gatse o-ma-deaka, o-ngoda mokoko, ma-goga tsenge! maseko oma kongoa getindo na o-ngoda, otonga- ma-ke-kongoaka gebokoko, na mokuya a matsopi na gebokambi kumu ago mbemba, go gnima ea beti go-si-eoteke mutu mokabo, na mogonzi o-daka mambu, mbu, ba-lumbu, gebembe sa bandzi ge bunu eboga, gene sa nyma na kombo-e, ge-bunu mogonzi, o-daka mambu teta nzambe eee! disumba yiee! IT: prima di mangiar eboga, urla pianti e sospiri, agonia fino a nzambe, oh arpa! nel mezzo tu piangi le schegge del tronco defunto, vibrando mediti e dici, al neofita iboga, all'anziano i mogonzi. |Popè fang01-masimba-prelude.mp3: hi ongongò, t'ongongò tsengenge tsengenge! omba disumba. mbidi motombi, kumu a mboka a to ti yiee, go ebando ea koto a tsotso teta Nzambe! oh Disumba yee! IT: è mattino è mattino è finito è finito! disumba yiee.

148:lume148- |Kino attorno al fuoco, narra del suo bwiti: 'Bungua à ma ghenda mi pepe na mi ngandza na mitounga miènguet bo nganga'. ogni mito, parola o gesto rituale, diventa ponte tra mondi. La storia è insegnamento vivo, e il cerchio intorno al fuoco riflette il ciclo eterno e la memoria condivisa. Fuoco arde solo se alimentato: spirito, corpo e volontà in equilibrio, istinto muove tutti gli esseri, e libero arbitrio indica la via. Salire verso il cielo è naturale: amore e desiderio guidano chi cerca la fonte. Scegliere significa elevarsi o cadere, oscillando tra pozzo e lago celeste. La dritta via intreccia opposti: caduta ed ascesa si incontrano al centro del cosmo. Libertà è unire spirito e corpo, mente e materia, recuperare integrità. Desiderio e carità spingono armonia e conoscenza. Chi perde questo fuoco interiore diventa schiavo; chi lo coltiva, ascende. Accendi il tuo fuoco interiore, lascia che desiderio e volontà guidino la tua ascesa: non temere i falsi piaceri, come lampi non spengono la vera scintilla. Come il mito unisce passato e presente, il tuo fuoco interiore unisce sapere e azione.| Con l'inverno le giornate si accorciano, la famiglia si raccoglie presto in casa e la sera tutti vanno a letto. Emilia cucina e racconta storie mentre cuoce l'Acquacotta: cicoria, broccoli, cipolla, aglio, funghi ed erbe locali in brodo caldo, con fette di pane e un uovo fresco a dominare il piatto. Nei secoli, questi pasti hanno nutrito le famiglie nei focolari, integrando ceci, fave e orzo. La sua cucina quotidiana si intreccia con la cura dell’orto e degli animali, la raccolta di funghi e la preparazione di dolci, mandorle, nocciole e pollo al forno. Il fuoco del camino, sempre acceso, riscalda e purifica, accompagna le storie e lega la famiglia. I falò raccolgono comunità: riscaldano cuori, uniscono amici, segnano feste e passaggi, celebrano raccolti e ringraziamenti alla Terra. |Carbonai e pellegrini percorrono boschi e monti, accendendo fuochi di passaggio, nel rispetto di natura. Il fuoco purifica malattie, solleva lo spirito e fa emergere poesia e memoria. Intorno al fuoco, il cibo condiviso trasforma l'individuo in collettiva socialità: polenta, vino, zuppe e frutta secca diventano simbolo di festa, rituale e identità. Fuoco è ambivalente: distrugge ma rinnova, purifica e rafforza, trasforma memoria in esperienza. La cenere ritorna ai campi, completando il ciclo vitale.# |Inverno ritmo cambia, accorciano giornate, alle 5 si rincasa, alle 8 tutti a letto, Emilia narra e cuoce, fagioli con cipolle, rivela sua ricetta, in |Acquacotta bolle: Cicoria o broccoli, cipolla sale e aglio, con funghi varie erbe, locali in caldo brodo, impregna fette pane, 1 uovo fresco sopra, su tutto a dominare. Consumo di famiglia, fu ceci fave e orzo, dieta di emergenza, nei secoli di sforzo, in tutti focolari, presente era 1 pigna, con sedano cipolla, zuppa legumi piglia. La notte piove tanto, Emilia si alza prima, Nonno par provato, intreccia solo ceste, cerca buoni Funghi, io preparo dolci, Mandorle e Nocciole, e pollo alla gitana: prosciugato in vino, cipolle e patate fine, foglie Salvia e sale, pollo assorba tutto, col fuoco regolare. Emilia ogni giorno, sistema letto e orto, nutre sue galline, e coglie loro uova, poi racconta storie, presso stufa a legna, |Camino sempre acceso, le braci giran tanto, zuppa e frutta secca, bimbi ascoltan canto. Seba attizza fuoco, carbone-legna secca, che Peppe nonno suo, inizia senza fretta, ai vicini ne dona, Giuseppe vecchierello, riceve brace buona, riscalda bambinello, il 23 Dicembre, accende focarazza, palo a terra posto, vestito a pagliazza, incendio divampa. Inverno stagion fredda, fuoco va scaldar, partiva la famiglia, a inizi Novembre, in selva fa capanna, Ginestre con terre, erigon carbonaia, su spiazzo contegno, pongon zolle terra, coprire fuoco luce, legna in settimana, in carbone si riduce. Un frate pellegrino, tra boschi e fattorie, si ferma a riposare, e accende 1 focolare, raccoglie poca legna, dal bosco vicinale, riparte copre fuoco, incendio da evitare; pochi giorni dopo, passa a quelle parti, rivede montarozzo, di terra sopra al fuoco, calcia tal mucchietto, sorpreso vide che, legna bruciacchiata, in carbon va da se: da allora i |Carbonai, iniziano fatiche, girando questuando, con gobbe mascherati, danze di Appenino, carbonai emil-toscani. Camino narra calmo, grembo terra madre, fumo odori e cibo, fuoco è medicina, purifica un malato, se tiene ancora vita, Raseno qui ci aiuta, a vivere poesia: qualcuno ammalato, richiede un rituale, Fuoco è promotore, di crescita e raccolti, brucia infezioni, noia e depressioni, fa scender dentro sè, con folle speranza, rubar barlume istante, scintilla divina, ecco il momento, lingua senza tempo, 1 cuore gigante, che ci lega al mondo, indelebile istante, avverti profondo, ciascun trasfigura, secondo suo mito, la vita si mostra, qual luogo a lui amico, nostalgia di storie, cui si vuol tornare, la Luna coi falò, nel moto della vita, sogni a fil di pelle, se sono solo al mondo, necessito un mito, che guidi percorso, ellittico sfondo, che avvicini essenza, colta in istante, da un |CesarePavese. Sole cosa aspetti, infondere incendiare, frutto uman compiuto, fin carbonizzare, fuoco ambivalente, infanzia vento sacro, resiste oltre lutti, sospeso dal tempo, esprime nella festa, nesso fuoco-feste, di gruppo che accomuna, un mito fondatore. Contadin da sempre, accesero i falò, x ardere fantocci, vincer guerre peste, in vari giorni d'anno, cercano conferme, a destino di umano, che soffre cieca mano, a causa sua energia, mortifera violenta, quando non gestita, preme a uscire fuori, in selvaggia guerra. |Boschi che tu vedi, non sono li per caso, ma nati in esistenza, dal canto di un beato, presso il focolare, noi siam luci vive, riflesso di braci, di antiche rime: flauto da suonare, viene dal deserto, riscaldano cuori, assieme vin caldo, nelle notti Inverno, scivolo nel sogno, arriva poi Natale, famiglia ad aggregare, taverna di amici, attorno a focolare, parlar di anno trascorso, e assieme cantare: raccolto andato bene, fu anno generoso, Dea Cerere ringrazio, canto il suo riposo. Attorno ai falò, crudo e cotto assaggio, da incolto a coltivato, rito di passaggio, se mangio Polenta, poi canto e bevo vino, ogni io diventa noi, nel pasto collettivo: con cibo c'è festa, comunitar consumo, donne cucinando, completan l'uomo crudo, cuoce cibi vari, uman socializzare, + forze della Terra, capaci san mediare. |Feste-dei-Falò, nei monti dell'Amiata, marca territorio, per viverlo di nuovo, perlustrano terra, protetta propiziata, isolati da Inverno, scaldata e ricordata. Calor sa collegare, cuori riscaldati, allegria fa circolare, da sempre io Camino, ma mai mi sono mosso, Camino-e-non-cammino, son nero vedo rosso, fuoco nel camino: brucia e danza fiamme, in cenere riduce, conflitti e ostili lagne, se 1 focolar ci nutre, rifugio e identità, rinnova rapporti, commercio e intimità, sediamo accanto al fuoco, bisogna riposar, intuito con ricordi, riescono affiorar, con cibo e compagnia, intimo s'espande, Amore morte fuoco, uniti a stesso istante. |Cenere sottratta, ai campi va tornare, al buco cratere, fornace Dei Fatales, spiega con la vita, il mutare lentamente, spiega col il fuoco, il mutar rapidamente. Vita ha conquistato, Thera senza lotta, attraverso associazioni, reti di ogni sorta, ogni sistem vivente, a volte pur affronta, instabili correnti, che immunità confronta; cervello si organizza, collega nuovi dati, a passate esperienze, per cercare senso, ciò emerge cultura, quan ci si mette assieme, a fare un lavoro, o narrare storie, sostenuti da un fuoco. focolare.m4a
Il Fuoco smette di bruciare se l’aria non lo alimenta, così la terra diventa sterile senza l’acqua e lo spirito. Beatrice guida Dante tra le sfere celesti, spiegando che ogni cosa nell’universo ha ordine e scopo, riflettendo la virtù divina. Ogni creatura riceve inclinazioni naturali: gli animali sono mossi dal fuoco verso l’amore e la riproduzione, gli umani possono elevarsi seguendo arte e intenzione, o cadere nel falso piacere dei beni terreni. L'istinto naturale spinge tutti verso il bene ultimo, ma il libero arbitrio permette deviazioni, come un fulmine che cade invece di salire. Dante comprende che salire verso il cielo è naturale: il fuoco dell’amore e della volontà guida la creatura verso chi lo ha generato. Beatrice sottolinea la libertà di scegliere: elevare lo spirito o lasciarsi attrarre verso il basso, tra pozzo e lago celeste. La dritta via intreccia opposti, dalla caduta alla spirale ascendente, passando dal centro dell’universo dove si annullano le dualità. Libertà significa ricongiungere spirito e corpo, mente e materia, recuperando integrità perduta. I Giganti mancano di moto dello spirito, i Beati di densità del corpo: nessuno raggiunge il totale appagamento, ma desiderio e carità spingono verso armonia interiore. Spirito e carne si alimentano reciprocamente in una dialettica vitale; chi perde questo desiderio diventa schiavo, pietrificato. Solo seguendo la via della libertà e del fuoco interiore si può ascendere, trasformando istinto e passione in forza creativa, equilibrio e conoscenza.# |Fuoco smette di bruciare, se aria-anima non soffia sul fuoco-corpo, così terra-intelligenza, alimentata da acqua-spirito, smette esser feconda. Beatrice avvisa |Dante, che sta volando ai cieli, Tu non sè in terra come credi, ma folgore fuggendo sfera fuoco, sua sede naturale, quan moto rotatorio Cieli, che tu rendi eterno col desio, attirò la mia attenzione, mi sembrò acceso a luce sole, a creare un lago ampio, le dieci sfere in rotazione, stessa imago Malebolge, Beatrice offre spiegazione, di tali simmetrie, luogo della dritta via. Le cose han ordine tra loro, così cosmo a Dio fa simigliante, io liberato dal primo dubbio, grazie a brevi parole sorridenti, dissi mi stupisco io possa salire, oltre questi corpi leggeri, Beatrice allora mi guardò, con aspetto di una madre: uomini e angeli razionali, vedono in quest'ordine, impronta di virtù divina, fine ultimo del cosmo, dico tutte le nature, ricevon loro inclinazione, in modi diversi più o, meno vicine a lor principio creatore, per cui tendono a diversi, obiettivi di Universo, ciascuna spinta da un istinto, dato ad essa per portare, il fuoco verso l'alto; esso muove i cuori irrazionali, stringe e unisce la terra, muove tutte le creature, prive di intelligenza o meno. Provvidenza stabilisce questo, quieta luce di Empireo, nel quale ruota il più veloce, cupola primo mobile, Dio risiede in Empireo, e quieto ci porta lì, come a un sito stabilito, poichè forza istinto naturale, indirizza a buon fine, ogni essere che muove. Si vola con istinto fuoco, verso chi lo ha generato, stesso istinto universale, in cui tutto si muove, per Fuoco Amor senza bisogno, di altre fonti di energia. Fuoco costringe gli animali, ad amarsi e riprodursi, lo stesso fuoco spinge umani, ad elevarsi se in accordo, a fiato e intenzion dell'arte, poichè materia è sorda, così da tal corso si diparte, la creatura in altra parte, falso piacere senza arte, lo tuo salir come un rivo, se d'alto monte scende a imo, maraviglia sarebbe in te se, se giù ti fossi assiso, come a terra quiete in foco vivo; la forma molte volte, non corrisponde a intento artista, perché materia non risponde, talvolta creatura si allontana, avendo libero arbitrio, di piegare in altra direzione, pur così ben indirizzata, come un fulmine che cade, così l'istinto naturale, può far tender verso il basso, attirato da piacer falso, dei beni terreni, quindi non stupirti, se giudico che tu sali, come un fiume da monte a valle, ci sarebbe da stupirsi, se tu privo di impedimenti, fossi rimasto a terra, come un fuoco che restasse quieto, e non salisse verso alto. |Beatrice volse sguardo al cielo. Liberi siamo di scegliere, di esser fuoco o fulmine, in mezzo tra pozzo e lago cielo, tra inabissare od elevare, la dritta via percorre entrambe, e si capovolge da sola, arte è imparare a non soffrire, sul cammino di lanterne, accese da uomini liberi. Tutte e quattro le vie, son sofferta dualità, dalla caduta dentro il pozzo, a spiral salita verso i cieli, tutte e quattro si intersecano, tagliano il punto di origine, il centro di Universo, dove si annullano gli opposti. Libertà vuol dire liberarsi, dalle proprie mutilazioni, ai Giganti manca il moto alato Spirito, ai Beati manca densità del Corpo, pur Paradiso non esiste, il totale appagamento, ma invece scorre il desiderio, di raggiunger propria integrità, aggiungendo a spirito e anima, intelligenza e carne, come si era in terra. Spirito mangia carne, e la carne mangia spirito, interior vitale dialettica, desiderata dai Beati, con ardor di carità, se perdiamo tal disio, siamo schiavi nella pietra.

178:lume178- Dante come Seba, usa poema a fare un viaggio ultraterreno, specchio del cammino interiore dell'anima smarrita. L'Inferno è un abisso nato dalla caduta di Lucifero, dove i dannati sono puniti secondo colpa e intenzione. Le tre fiere mostrano il dramma umano tra vizi e aspirazioni. La selva oscura è lo smarrimento, ma anche la soglia della rinascita. Beatrice chiama Dante al desiderio autentico, Virgilio è la ragione, Bernardo la mistica visione. Il poema è una mappa del viaggio iniziatico dell'anima, via di salvezza per l'uomo: quando tutto sembra perduto, segui chi accende una luce nel buio. Il desiderio vero è la chiave che riapre la strada. Lo Spirito divino appare e rimprovera Dante di aver scelto sofferenza e infelicità (beni terreni), rinunciando alla missione: sceglier solo il dolore è atteggiamento vittimista che usa dannazione come alibi. Dante si volge al Pentimento, cantato dagli angeli come atto liturgico di redenzione, il suo pianto è catarsi, dove il cuor si scioglie sotto calore e compassione di Iside: allora Amor si drizza al vero bene, fonte di felicità duratura. La sofferenza muta in luce, libera dai traumi mutati in giustizia libertà e sapienza, fondendo natura umana e divina in unica armonia. Il cammino culmina nell'incontro con Sophia, eterna e ineffabile sovrana creatrice. quando-Dio-non-vuole-i-santi-non-possono. |Disumba ande mokoko, adengano mapoma na manze na esuba ea ngambo| Davide è un re-sacerdote, combatte la corruzione e scrive inni poetici nel Salterio, libro di Salmi che narrano la sua vita, le sue lotte contro nemici e traditori, e la sua fiducia in Dio per la vittoria: nel Salmo 88, Davide è tradito dai suoi sudditi, ma trova conforto e forza in Dio. Salmi 17 e 101 esprimono la sua fede nel governo giusto e nella protezione divina. Andronico Xristos sfida la corruzione, arresta i nemici, e crea nuove leggi per ristabilire giustizia, tra cui un decreto di portata storica. Il suo impegno lo porta a scontrarsi con i potenti, ma la sua lotta contro le ingiustizie lo fa crescere come leader. I Salmi sono usati a testimoniare la rinascita dei commerci e la giustizia finale, dove Andronico, pur soffrendo per la morte dei suoi familiari coinvolti nella corruzione, lotta per un regno giusto. La sua ascesa al trono è segnata da battaglie e alleanze, e la sua storia è accompagnata da canti che celebrano la sua vittoria. Kolyada è un ciclo di miti che narrano le gesta di Cristo, riflesse in varie leggende di diversi paesi e provincie del grande impero, così egli appare come personaggio chiave in diverse religioni, abitando storie di divinità egizie (Osiride, Iside e Seth), etrusco/tirreniche (Tago e Kolyada), eccetera, divenendo simbolo di rinascita e di speranza. Infine vengono descritti i rituali e le tradizioni religiose più durature, tra cui il culto di Cristo, la sua morte e resurrezione, la connessione tra divinità egizie e cristiane, in un continuo ciclo di morte e rinascita.# Davide è Re Cristo, e combatte corruzione, scrive inni del |SALTERIO, che narrano sua vita, diario libro Salmi, in poetica fattura. Salmo 88 dice: Samuele unge i re, ma i servi del Signore, insultarono il re, Davide è diffamato, da sudditi tradito, lotta col nemico, stanco e scoraggiato, ringrazia suo Dio, aiuto alla lotta, e fede in vittoria. Salmo 17, è governo secolare, in versi e quartine, inni bulgari amati, mentre Salmo 99, incorona re David, grida gioia al mondo, ai figli dell'uomo, ma è salmo più buio, dolore e reclusione, prima di esecuzione, la fame e la morte, separazione pena, di abiti e corte. Salmo 101, Ascolta mia preghiera! a Te viene mio grido, volgi a nuova era, mie ossa e mio cuore, Isacco mi flagella, mi prende vesti e trono, è dura la battaglia, lascio arco di rame, nel cuore mi ritiro. Dice salmo 17, ti amo Signor, forza e rifugio, ci salvi dai nemici, nostro corno suona, annunzia cherubino, ruggito del cielo, colpisci o proteggi, giustizia ora vedo, ho la tua ricompensa, purezza mani cuore, vedo tua clemenza. Narrano i vangeli, miracol pani e pesci, Andronico astiene, da eccessi alimentari, sobrio alle feste, mal stomaco previene, la sera mangia poco, duran convalescenze, digiuna o tazza vino, diluito al tramonto. Quando va al tempio, siede e ascolta genti, è giudice regnante, corte di giustizia, punisce corruzione, mafie e indulgenze, in tempio-tribunale. Detta nuove regole, ai venditor colombe, cambiavalute detti, combatte i complotti, ma ottiene nemici, che lo chiamano gigante, ciclope occhio accecato, avan crocifissione. |Andronico arresta, oppressione di tasse, punisce ministri, che uccidon commerci, contrasta illegal dazi, Libro Salmi testimonia, il Giudizio finale, rinascita commerci, incarichi assegna, con buoni stipendi, a governator locali, ma lotta corruzione, salmo 13 Davide, quan visita provincie, molti ministri sono, insonni e spaventati, se accettano mazzette, acceca disobbedienti, pur nobili coinvolti, parenti suoi di sangue, senza compassione, fà legge anticorrotti, processa pur lo zio, Isakio usurpatore, Macroduca e Dukas, capi suo partito, subiscon legge dura, ma crescono i nemici. Giustizia possente, su affetti personali, soffre loro morte, esempi lui pretende, navi-merci naufragate, fermino saccheggi, governatori ladri, impicca sul molo, aiutare marinai, diviene legge prima, benessere di Stato. Salterio produce, inni musicali, con arpa muta note, arco eco nostalgie, 150 salmi, parlan di vulcani, di tempestoso mare, e battaglie navali, sul Bosforo porto, incrocio di rotte. Salterio su pareti, in papiri geroglifi, libro morti egizi, narra migrazioni, annuale ad Iperborei. Inario ripetuto, al ritmo passi danza, con devozione cuore, due volte canto s'alza, fin secolo 600, slavo greco e pope, Signore mio rapsode. Salterio poi mutato, da riforme di potere, culto indebolito, da Nikon patriarca, parole son distorte, riflesse in mito Orfeo, che perde la sua donna, nel morso di taranta, purga suo dolore, in veglia di visione. Fomenko cerca rima, tra biografie di Cristo, elenca doppioni, Mida scizio egizio, custode grifon d'oro, imperatore giallo, Leon di Yuda egizio, Kolyada Xristo Klau. Alessio Comneno, astrologi aiuta, con templi sapienza, soldi e onor dispensa, nasce Almagesto, catalogo stellare, poi in libro Alessiade, Anna Comnena scrive: nel regno di mio padre, Alessio Comneno, avvenne invenzione, osservazion del cielo, oroscopi precisi, di alessandrini medi, riportan posizioni, di stelle in vari eventi, nasce il calendario, ovvero il Kalavdai. Sui muri del Cremlino, resiste leggenda, di |Kolyada Cristo, i cui canti son vietati, in tutte le città, di ex Tartaria regno, da decreti del 600, di Romanov clan. Libri Kolyadniki, almanacchi e bibbie, scritti da Esdra, a predire raccolti. Kolyada scese a terra, da vergine nacque, presso un torrente, già insegna alla gente, ma dentro Bisanzio, evita entrare, vi regna nero Toro, che vuole suo trono, sua Madre lo ripara, nel tartaro luogo, qui Horus fa riposo. Santa Cruz Klaus, tradotto in Nikolai, porta doni ai bimbi, Kolyada Xristo Klau, uno dei suoi nomi, Nika Nicea leone, Nikola kolia, rievoca suo nome, in Natale canzone, di bulgari e pomaci, che coltivano mele, e canti di Kolyada. Re magi sui cavalli, cercano il re, aiutati da stella, fin grotta Madre, aprono il petto, fan regali al bimbo, vanno a palazzo, del re basilisco, annunciano nascita, del giovane erede, Re nero si arrabbia, e ordina strage. Manuel Comneno, re nero pelle scura, ha capelli biondi, e i venezian beffardi, lo prendon in giro, negro imperatore, recitan nel circo, Manuele doppiato, a Erode e Nerone, erotico riflesso, in Tiberio Enrico III. Andronico Cristo, esilio pellegrino, erede al trono, porfirogenito nato, da Erode braccato, fugge via da Crono, che vuole ingoiarlo, strage innocenti, sua madre lo nasconde, in grotta con 2 ninfe, capaci a far Kefir, con latte di Capra, Amaltea chiamata, ora capra di Natale, Capricorno in cielo, ricorda allattamento, del bimbo regale. Guardato da Koureti, Crono scopre trucco, inizia persecuzio, si maschera Iesù, rifugia in paese orsi, in versione dei Vangeli: Cristo nato in grotta, nutrito da animali, rifugia nella Rus, di Vladimir e Sudzal, con suo piccolo esercito, fedeli koureti. Re vecchio malato, infine si pente, richiama Maria, torna con tuo figlio, incorona dinastia, giovan re ritorna, accolto dalla folla, nei canti di Kolyada. Cristo è incoronato, su rive del mar Nero, detto acqua Giordano, da Yuda-samovily, da angeli esecutivi, di patriarca slavi. Andronico adulto, concilia con Manuele, poi ascende al trono, legittimo erede, invitato a Czar-grad, capo Angelo mandato, ingaggia battaglia, in fortezza di Charax. Angelo sconfitto, ritorna a Czar-grad, banchieri rivoglion, soldi a lui prestati, x spese militari, ma Angelo su nave, passa con Andronico, e comando riceve: prepara mia strada, mio ingresso in citta, Matteo li descrive, come angeli fedeli, che aiutan suo conto, mentre angeli neri, al soldo Isacco Anglo, dopo usurpazione, lo fan morire a Pasqua. |Clemente alessandro, narra canto morte, Cristo Orfeo pastore, capelli lunghe trecce, Leone di Nicea, Bacco dio di Nisa, Adamo primo uomo, Buddha Krisna e Siva. Ucciso dai nemici, in guerra coi Titani, corpo fatto a pezzi, Isis lo raccoglie, ricompone bara, lo piangono le donne, in vela verso il Nilo: Osiride fu ucciso, da Tifone e Isacco, angel cospiratori, Iside ora vaga, cercando suo marito, sul mare lo trova, presso un Tamerice, rami avvolgon ossa, con bende di lino, pregne di olio mirra, la sindone ora voga, fiume in bara legno, verso terra egizia. Moglie piange corpo, del defunto re, giunge sulle rive, di egizio cimiter, Adone dio morente, risorge con sua voce, dall'albero pilastro, Lui le siede accanto. |Maddalena prega, Cristo versa sangue, su albero di Acacia, detto croce slava, avvolto nel panno, imbevuto di spezie, mistura di mirra, e olio di oliva. Vibra ora arpa, salterio di Orfeo, eterno verbo che, mondo va salvare, lamenti funerali, veglia della notte, sarcofago egizio, piombato da Seth, nemico di Cristo. Radice amara narra, Eva amor di Adamo, esce da inferno, al suono guarigione, in russe epopee, umani fuori Eden, violarono divieto, di guardare indietro. NIKA vincitore, è Xristos risorto, è Dioniso che viaggia, dal regno dei morti, scende e riscatta, nuovo cristiano mondo, Cristo rima Osiris, scettro pigna e foglie, siede a destra trono, con calice di vino, pane liuto e uovo. La madre di Andronico, pure detta |Olga, nacque a Galich, in Vladimir-suzdal, poi in Crimea si sposa, con sovrano Comneno, qui nasce suo figlio, vergine sen parto, poichè avrà cesareo, Efesto dottore, sutura suo taglio. Vergine parthenos, detta Atena Pallas, Theotoko partoriente, sta x taglia-e-cuci, colei che taglia e cuce, talmudica Pantera, è Portnoi la sarta, Yeshu fil Panthera. |Maria libera Novgorod, da truppe di Suzdal, la Rus' celebra impresa, dipinta in cattedrale. Maria dentro Yoros, sul Bosforo imperiale, alloggia presso Fener, monastero di Maria, or Moschea di Miriam, da li divise il regno, in più provincie Rus', educa i suoi figli, a riscuotere tributi, a mantenere orda, per ordine e cultura, elite di cavalieri, con etica struttura, anche nella corte, ministri soprannomi, Perun governa lampo, Volos gli armenti, Stribog tempeste clima, con etere energia. Andrea adolescente, fù esule ospitato, con Mari in terra alana, presso Vladi-mir, da un capo variago, re magio viaggiatore, che invia ambasciatori, per Maria devozione, coltiva nel solo cuore, etica religione. Andronico ora re, nella città di Yoros, riunisce le tribù, che viaggiano lontano, confedera province, che portan suo ricordo, Pan mitico sovrano, Cristo figlio umano. Pan dolce signore, con chiome abbondanti, hai dorso coperto, con manto di Lince, governi col lampo, da vette dei monti, sugli aspri sentieri, sassosi errabondi. Tu vaghi qua e là, boscaglie intricate, ora sei attratto, da acque immacolate, e corri attraverso, terre cui aleggi, siedi e contempli, da cima tue greggi: col tuo riso sonoro, risvegli tuo bosco, fai strage di fiere, se inizi una caccia, alla sera ritorni, suonando siringa, Musica serena, melodia che avvinghia. Tu reciti sul palco, da Thera preparato, lombrico e firmamento, sono la tua mano, danzi circolare, sei un re che viaggia, vesti mascherato, incanti chi ti parla; continui a recitare, negli anni e decenni, cuore fuoco arde, consuma estate inverni, sei satiro maschile, e ninfa femminile, apri 7 centri, e deponi tue poesie, con etere energie. Panthera di foreste, senza malvagità, susseguon pace e guerra, ma resta identità, con grazia o pavore, entri alla realtà, governi nostro mondo, in pace a prosperar. |Niceta Choniate, scrive Andronico regno, Festa del Sole, età di oro bizantina, veste di blu, presso i contadini, riflesso in Saturno, taglia le messi. Studia le scienze, teologia di famiglia, economia educazione, poi circonda trono, di onesti giuristi, li onora con doni, e incarichi primi. Crea ruoli a Corte, come nonno Alessio, Troni e Cherubini, Serafini in schiere, rango degli Angeli, guidati da Arcangeli, serafin guardie corpo, fiamma loro nome, portano ascia fascio, eseguono comandi, potere del lampo, armi e cannoni. Cherubini a guardia, con cani di Alani, vincono i leoni, son grandi lottatori, Dante li chiama, cerberi can pazzi, come leoni a trono, ruggiscono quando, qualcuno si avvicina. Leone primo emblema, di Vladimir città, capitale impero, dopo Yorosolima, nel Libro di Maria, amoreggiano i leoni, ai piedi di Gesù, si prostrano a umiltà, leoni di Giuda, ricordo di crociati, scrive De Clari: bocca del leone, maccanico artefatto, nei pressi del palazzo, giocattolo per gare, per dame e cavalieri. Riflesso in vangeli, è Cristo rovesciato, da corrotte guardie, di angel traditore, venne crocifisso, a equinozio autunno, oroscopi a ricordo, trovi in ogni rus, in oasi di Siwa, nel libico deserto, tra sali di ammonio, itifallico Min, dio auto-generato, a fianco di Maat, giudica ogni operato: una volta gli umani, cospiraron contro Ra, che occhio inviò, e leonessa Sekhmet, ma poi cambia idea, vuol salvarne un pò, fà ubriacar Leone, con rossa birra orzo: bella dea di ebbrezza, Iside onnisciente, magistra con parole, addormenta dio Ra, tra umani nasce guerra, Ra giudice morti, con sole e con luna, crea giorni e notti: dio Thot delegato, governa la notte, Ra nel mattino, respinge assalto forte, in alba riemerge, a oriente su barca, assieme a equipaggio, dio Apopis decapita. |ATUM è Khan-Ra, fenice psicopompa, rinasce come serpe, su acque primordiali, autocreata da sè, genera creazione, parte da se stesso, e crea situazione. Atum solo in acqua, in stato di inerzia, prese a masturbarsi, in acqua creativa, Tefnet fu creata, fù dea umidità, Shu nacque suo fiato, fu aria divinità. Atum stanco giacere, chiede 1 capanna, dove riposare, Num-acqua gli dice, bacia tua Tefnet, vivrà così tuo cuore, ella sia con te, e Shu tuo figlio amore; dopo bacio nacque, Iunu la collina, emersa da acque, mare primordiale, Shu ha piuma in testa, nome geroglifo, venerato leone, Tefnet leonessa glifo. Airone detto Bennu, è aspetto di Atum, porta luce e vita, al mondo quaggiù, roccia su cui posa, diven pietra benben, piramide feticcio, obelisco luce inter; grido di Bennu, dà inizio al tempo, prestabilito in cicli, in greco è fenice, Fenice con la mirra, fa e depone uovo, Cicogna che vola, e divien ragno in volo; nata Shu-Tefnet, Geb-terra e Nut-cielo, fanno 5 figli, in 5 giorni aggiunti, a calendario antico, giorni di fin anno, persi da dio Thot, dopo partita a dadi: nei giorni fuori anno, nacquero Osiris, Isis e Harori, Seth e Nefti occhio, Nefti fugge in Nubia, lontano da Atum-Ra, amazzone divenne, leonessa guardian. Ra sente mancanza, và Thot a chiamarla, la portano a inganno, ora in sua casa, occhio-Ra Onuris, significa colui, che ha ricondotto fiera, da lontana Nubia. Onuris ha consorte, Maat-mehit matema, dea-occhio di horo, strappato 1 dì da Set, guarito poi da Hathor, dea vacca dei fiumi, che morti conduce, a nuovi nascituri. Grifone Gips fulvis; avvoltoio di Tebe, protegge suoi piccoli, sotto sue ali, adorna le regine, Khepri tira il sole, amuleto talismano, scarabeo stercoraro, cuore dei defunti, fornisce istruzioni, su come comportarsi, a giudizio dei morti. |SETH è cinghiale, Orice deserto, un tempo Dio scorpione, di oasi protettore, 1 giorno suoi fedeli, entrarono a conflitto, con gli agricoltori, fedeli a Osiris vino. Orice in deserto, antilope aggraziata, associata a Seth, Asherat compagna, cede a culto Horo, a forma di un falcone, Dio rosso dei deserti, Horo subentra al trono, Leon ferito ad occhio, divenne sfinge Giza, e protegge orizzonte, a mezzo di enigma; falchi belle piume, in aria sospesi, si avventano su preda, Horo è pellegrino, con testa adorna a piume, è fanciullo falcone, Ra dei pastori, e Re di agricoltori, possiede gli artigli, e ha vista acuta, khenty-khem accolto, in altri luoghi giunge, miete raccolto; pupilla luminosa, di falco pellegrino, è Nandi toro nero, e dio-coccodrillo, dissipa malocchio, volto di Ra-horo, oracolo specchio, lungi-mirante luogo. |ISIDE madre grano, dea del Delta Nilo, stella cane Sirio, Dea dai molti nomi, Ape e vacca sacra, demetra astarte sakti, adorata a Bisanzio, e presso Yaroslavi; preserva culto marito, andronico-cristo, serbando seme-essenza, a concepire Horo, il figlio erede trono, alla città dei re, cura il suo baule, che contiene veste, di suo marito Osiri, depostovi da Seth, Isacco il concorrente, nei suoi lamenti lutto, narra mito grano, Re del sotterraneo, Osiris primo Adamo. Iside madre fugge, da Manuel Comneno, affronta + vicende, a proteggere Horo, e suo leone trono, Horo adulto poi, portato a tribunale, rivendica diritto, di eredità regale. Seth viene scalzato, piange si lamenta, Iside dispiacque, x suo fratello Seth, usa sua magia, a salvarlo dai verdetti, Horo furibondo, la mette nei conventi.| OSIRIS khentiamentu, anubis e busiris, Apis-dio dei bugni, tien abito attillato, pelle nera suolo, testa mummificata, Pan lo chiaman greci, Fauno i rusitali, Delfino è sua consorte, Busiris fallo eretto, contien spirito grano, per Iside regina; nel geroglifo segno, ha una pastorale, assieme a correggio, e corona di piume, insegne agricoltori, e nomadi pastori, incarna primo avo, dei khan faraoni; insegna agricoltura, e civitas urbana, Osiride viaggia, dal Nilo al mar Nero, assieme alla moglie, e sorella reggente, fondando città, di primo umano impero, in statuine argilla, sparge semi ai campi, per messi da sfalciare, poi primo cereale, avrà lamentazioni, di sacerdoti Adone, o Adonai signore, bambino di Afrodite, amante di Core, toro Apis di Menfi, sacro al dio Ptah, divenne Osiris-Re, nel mondo sotterran; braccia incrociate, corpo avvolto a bende, lui apre le vie, a morti e iniziandi, al mondo sotterraneo, sciacallo Anubis-lupo, animale del deserto: durante alluvioni, avviene processione, guida 1 sacerdote, con maschera sciacallo, colui che apre le strade, con magico suono, 3 giorni e 3 notti, lamentazioni in coro; compiangono Dio, prefiche donne, alla statua-feticcio, di Osiride defunto, Iside e Nefti, che han sepolto Cristo, dopo processo Seth, al tribunale olimpo; dopo finta battaglia, rituale tra fedeli, Osiris riappare, trionfale su barca, compie erezione, del suo pilastro-fallo, per la resurrezione, nel tempio di Alessandria. libro_asclepio_ermete-trismegisto.m4a
Ermete Trismegisto fonda una scuola di sapienza sincretica, che unisce le tradizioni di Mosè e Zoroastro, incentrata sulla ricerca del Sé e sul rapporto tra l'uomo e il Divino. La sua filosofia si sviluppa attraverso una gnosi che eleva la coscienza umana e si manifesta come un incontro mistico con il Nous divino. Ermete è associato all'arte alchemica: dal dolore nasce la sapienza, e dal piombo si ottiene l'oro, simbolo di trasformazione spirituale. Il suo pensiero influenzò filosofi e teologi, dai Padri della Chiesa fino al Rinascimento, dove la sua filosofia venne tradotta in latino da Marsilio Ficino. Hermes è visto come un messaggero alato, portatore del Logos, Verbo Divino che illumina l'intelletto umano. Il Corpus Hermeticum, una raccolta dei suoi scritti, è un testo base per comprendere la visione esoterica della creazione e la relazione tra cielo e terra: nel ri-nascimento, l'interesse per l'ermetismo rinvigorì la pratica della magia, alchimia e astrologia. La Tavola Smeraldina, con il suo celebre motto "Ciò che è in basso è come ciò che è in alto", ne divenne il simbolo. La filosofia di Ermete fa sua la dottrina sufi della trasformazione dell'anima e unione con il divino, mistero che permea pensatori come Giordano Bruno e Pico della Mirandola, e si estese a società segrete e movimenti spirituali.# |ERMETE TRISMEGISTO, fonda la sua scuola, filosofico ermetismo, sincretica sapienza, di Mosè e Zoroastro, dal dolore esce sapienza, libera piombo e ottiene oro, incarna iniziazione, alla ricerca del Sé: lui insegna il rapporto, tra uomo e Nous divina, evento mistico incontro, tra umano e divino, a mezzo di una gnosi, eleva stato di coscienza, un processo sovra-razionale, per grazia trascendente, dal Dio del medio Oriente, e suona lira e arco, a veder la consunstanzia, Ermete si volge, da fisica e matematica, a contemplazione Dei, e in Duomo Siena e Barga, è ritratta la sua scuola, sul mosaico pavimento. Mercurio Trimegisto, contemporaneo di Mosè, anni dopo Cristo, gira Mediterraneo, su orme pellegrini, fenici egizi e ottomani, tra commerci grano e farro, olio oliva e vino, spezie balsami e profumi, nasce raccolta di suoi scritti, detta Corpus Hermeticum, filosofia perenne, sincretica saggezza, come la Tavola Smeraldo, esercizi sacri cristiani, di parola e scrittura. Lui messaggero alato, portatore del Logos, Verità disvelata, da ibis-babbuino, a mezzo radice santa, intermediaria cielo e terra, tra divino e umano mondo, psicopompo dei defunti. Libri influenzano filosofi, e i Padri della Chiesa, da Tertulliano a Lattanzio, Clemente Alessandrino e San Paolo, da Origene a Sant’Agostino, che lodavano ermetismo, contemporaneo di Mosè, nel romano bizantino. Ermete in due persone, vissute prima e dopo il diluvio, a cavallo di tre terre: megistou kai megistou, theou megalou Hermou, il grandissimo sapiente, che fonda scuola ad Herren, un centro sincretismo, |TEMPIO rinasce dalla pietra, che i costruttori hanno scartata, diventa pietra angolare, di alchimia interna dell'anima, lui Thoth nato da Maat, narra questa storia: un giorno Ermete riflette, sugli esseri e su Dio, suo pensiero allora eleva, sue tutte sensazioni, assopite come in sonno, per sazietà lussuria o stanchezza, gli apparve innazi grande psiche, che lo chiama per nome: son Pimandro psiche eterna, leggo cosa vuoi udire, raccogli dunque in tuo pensiero, tutto quel che vuoi sapere, io ti farò scuola, scrivi tutto ai discendenti, parola santa mi mostrava, terra e acqua mescolate, mosse da verbo spirituale, che si udiva tutta intorno. Pimandro mi chiese: capisci la visione? questa luce sono io, il tuo Dio intelligenza, che precede natura umida, uscita dalle tenebre, sono il Verbo luminoso, che emana da Intelligenza, figlio e figlia di Dio, Kore vergine luminosa, vedi e intendi il Verbo, che è parola di Dio, intelligenza unita a vita, la Vergine del Cosmo. |Kore Kosmou fu trascritta, dal discepolo Stobeo, che alla corte bizantina, narra il mito di creazione, e il destino delle anime, che madre Iside trasmise, a Horus figlio suo. Altri discepoli presenti, Thoth Ptah e Imhotep, Egitto felice al centro mondo, è mito giunto fin Firenze, durante il Rinascimento: Leonardo di Pistoia, fu il monaco incaricato, da Cosimo de Medici, di recarsi in Macedonia, a reperire manoscritti, copie di corpus hermeticum, dal bizantino Michele Psello, al fine di intarsiare, da Giovanni di Stefano, un mosaico marmoreo, nel pavimento Duomo Siena: avanti al portale centrale, Trismegisto è l'inizio, di conoscenza terrena, come Dante con Virgilio, con un libro simboleggia, Oriente ed Occidente, parole di creazion del mondo. Marsilio Ficino, della corte medicea, fonda poi l'Accademia, platonica fiorentina, finanziato a tradurre, in latino quelle opere, col nome di Poimandres, il simposio di Ermete, più di ogni altro filosofo. Ficino bene scrisse, che Ermete è primo anello, di una catena sapienziale, attraverso cui il verbo divino, giunse ai filosofi gregoriani, egizi e persiani, orientali in genere, da radici primi cristiani. Ermetismo nascimentale, svegliò interesse alla magia, alchimia e astrologia, influenzando prima e dopo, Pico della Mirandola, Giordano Bruno e Campanella, fin le società segrete, dei Dervisci e Rosacroce, massoneria e copte scuole: Sara moglie di Abramo, uscì dalla sua tenda, e la luce di una pietra, di smeraldo fermò suoi passi, detta Tavola Smeraldina, latina Tabula Smaragdina, ebbe incise le parole: è verissimo che, senza errore e menzogna, ciò che è in basso è come in alto, e ciò che è in alto è come in basso, poichè tutte le cose, son sempre state e venute, per mediazione dell'Uno, Sole è padre e Luna è madre, Eterno istante è una goccia, che concentra ogni universo, da esso emana Beatrice, raggio di luce dentro acqua, fonde e produce un fiume, da cui nasce cielo e terra; 12 tavole fissate insieme, con cerchi di oro, per resistere al tempo, la saggezza degli antichi: Io Thot atlantideo, Signore dei Misteri, detentore degli archivi, Re mago vivente, generazione dopo generazione, passo le Camere di Amenti, ho raccolto ai discendenti, la saggezza degli antichi, e l'ho posta dentro l'arca, portata in Alessandria, dagli arabi fenici, tris-megisto tre volte saggio, tre filosofie in una, in libro segreti di natura, son mistero cattedrali, del maestro Fulcanelli, che cerca dentro Giza, lapis anima alchimia.

302:ijing56.䷷ lume302 |Viandante (旅lu) sopra la Montagna brilla il fuoco. Il nobile impartisce con prudenza e chiarezza le punizioni, ma non indugia in diatribe legali. Il fuoco in cima al monte è fuoco di un accampamento, affinché l a carovana possa riprendere il suo viaggio, le dispute vanno risolte prima che il fuoco estingua. La persona nobile porta ogni cosa a compimento, con fermezza e chiarezza; mancano tempo e risorse per impegnarsi in lunghe ed estenuanti battaglie, con se stessi o con gli altri. Successo dai piccoli passi; in viaggio la perseveranza favorisce la buona sorte. Essere un viandante equivale a non essere mai di casa: sai di non appartenere a questo luogo. Poichè sei solo di passaggio, il tuo intervento creativo è limitato, non puoi sperare di cambiare ciò che ti circonda, né l'ambiente può riuscire a cambiarti: mantieniti fedele ai tuoi scopi nel corso del viaggio. Movimento e scoperta, esplorazione di nuove strade ed esperienze. (Cosa porti con te in ogni nuova situazione? Quali obblighi ti impone la tua posizione attuale? Dove stai andando?). |Ngobwe na gedomba, na minzionzi na tonga, se conosci suo fondo, conosci tale cosa| I Bonobo, scimpanzé che abitano il bacino del fiume Congo, sono strettamente imparentati con gli esseri umani. Come altri primati, come i gorilla del Virunga e gli oranghi del Borneo, anche loro sono noti per il loro comportamento giocoso. I Bonobo usano il sesso come strumento per risolvere conflitti sociali e bilanciare emozioni, un po' come i pigmei che si rifugiavano dalla repressione coloniale del re del Belgio. Inoltre, i Bonobo comunicano tra loro con suoni e gesti, simili a quelli degli esseri umani e dei cetacei. Geneticamente, i Bonobo (Pan paniscus) e gli scimpanzé (Pan troglodytes) condividono una grande parte del patrimonio genetico umano, ma si sono separati milioni di anni fa a causa di un cambiamento ambientale. La divisione geografica del fiume Congo ha isolato due gruppi di Bonobo, che hanno evoluto comportamenti più pacifici rispetto agli scimpanzé, preferendo il gioco e la cooperazione. Inoltre, la storia del Porcospino, che diventa un "nganga" (guaritore) dopo aver mangiato radici sacre, è una leggenda che esplora il potere della trasformazione e della saggezza ottenuta attraverso esperienze uniche.# |Scimpanzè BONOBO, in bacino Fiume Congo, son parenti a umani, primati di fondo, Gorilla del Virunga, Gibboni del Borneo, Orang uman di selva, tutti amano il gioco. Bonobo usano sesso, per sociale ruolo, pacifico anti-stress, bilanciano sfogo, scaricano yang, testosterone eccesso, come fan pigmei, sfuggiti al re del Belgio; come umani e cetacei, anche i primati, parlano tra loro, come orango Tilda, che fischia melodie, schiocca grugniti, a imitar lingua umana, e attirare amici. Bonobo |Pan-paniscus, o nano scimpanzè, homo 23 cromosomi, Pan 24 coppie tien, nos comune amico, condivide quasi tutto, patrimonio umano. Scimpanzè son detti, Pan troglodyte, vivono a est, nordovest dei Bonobo, tra Ghana e Guinea, in 4 subspecie, divisi e ritrovati, da Bonobo cugini: Jefferson Coolidge, battezza i Bonobo, studiando DNA, di paniscus e troglodite, ipotizza storia lunga, 2 specie separate, milioni anni fa, per cambio ambientale. Pan colonizza Africa, centro occidentale, mentre homo diverge, e inizia a navigare, 2 clan di Paniscus, si trovano isolate, a causa deviazione, fiume Congo grande: Pan non sa nuotare, seguon due destini, il gruppo del Congo, apprende a giocare, con sesso polimorfo, al posto di conflitti, liber da pregiudizi, rispetto ai trogloditi. Ngomba baka nganga, è storia del |PORCOSPINO, che diviene nganga, dopo aver mangiato foglie, iniziò a mangiar radici, del legno sacro eboga, così iniziò lavoro, consulti nel villaggio: parla il Porcospino, quando tu lo scuoi, se gli trafiggi bile, lui diventa madre, poichè mangio radice, lui fu un indovino. sessione_incontro-anima-celtica.m4a
Il termine mokodi-nzabi è un gioco di parole che gioca sul doppio significato, riferendosi sia a un tipo di linguaggio simbolico, yosto yosto, che allude al coito e alla crescita spirituale attraverso una “scalata” simbolica. In questa cultura, i vari animali e oggetti sono associati a significati profondi e ruoli simbolici: ad esempio, il gallo rappresenta il "primo ganga", il verme che ingoia diventa il segno di iniziazione, mentre la lucciola è un simbolo di morire e rinascere. La tartaruga e il mandrillo sono figure che rappresentano il movimento verso la terra e il ritorno alle radici spirituali. La danza (mobisa) e il linguaggio degli animali, come il parrocchetto che "parla fuori stanza", riflettono l’interconnessione tra gli esseri viventi. Gli oggetti naturali come la terra, l'acqua, la mela e la banana hanno significati simbolici: la terra è vista come una madre che nutre e accoglie, l’acqua è il primo specchio, la mela il primo nutrimento, e la banana è il rifugio. La coda del cinghiale è simbolo di protezione, come la placenta, che rappresenta la vita e la morte. L’intero racconto, attraverso i suoi simboli e le sue associazioni, esplora un sistema complesso di credenze che uniscono la vita, la morte, la creazione e la spiritualità, dove il corpo, gli oggetti naturali e gli animali si intrecciano in un linguaggio di significati esistenziali. Ogni elemento, come il cane (mbwande) o l'ombelico (rafia), ha un ruolo specifico nella cosmologia di questa cultura.# |mokodi-nzabi, è gioco di parole, |linguaggio-yosto yosto, tra corda e montagna, allude pure al coito, che neofita scala coi ginocchi, e arriva al mondo primo. Gioco indovinelli, i Nzabi testano livello, primo spazzino banza, scopri essere il Gallo, detto primo ganga, verme asticot ingoiando. Lucciola è basè, soffio del morente, tartaruga porta a terra, prima danza mwenge; gallo gira su se stesso, inizia mobisa danza, mentre parrocchetto, parla fuori stanza; mandrillo primo nganga, mangia eboga foglia, mentre porcospino, sua radice ingoia; mosingi mangia edika, primo ganga in bosco, cane lo è a villaggio, cane è detto mbwande, formica ha primo posto; setaria chevalieri, prima foglia piroga, foglia kalo caolin rosa, terra è prima panca, è culla e pure tomba; acqua è primo specchio, flette ogni cosa, Bananeto è bwenze, dove donna accuccia; mela è primo pasto, mare prima cura, primo cesto penge, pare il ventre nganga, che cibo digerisce, come una mano a palma, penge è pure cuore, accoglie pensier parole, testicoli son penge, di forza seminale; coda del cinghiale, primo scaccia-mosche, cielo sulla mbanza, fu primo corpo guardia, primo palo al centro, è ragno su suo filo, che traghetta primo, numi tra cielo e terra; placenta prima veste, primo pagne pelo pube, dietro si nasconde, vulva che tutto nutre, pagne è pure mano, pelur di scimpanzè, foglia di banano, che aiuta tessitura; ombelico prima rafia, cappello foglia a cono, permette ad antenati, parasole ombra riposo; primo arpista è gattopardo, prima tacca su naso, malato fu la fame, primo verbo vento dato. Bisanza sonagli, Dibadi sequenze, cui ganga va e ritorna, Banzioku è disumba, partorisce suoi banzi, getsika corno appelli, Ebando sono i canti; ifulu fumigazione, itsamanga torcia-vulva, iya-kadi sorella mama, katzi suo fratello, mabundi fanno mwenge, mboka è la città, mbomo è pitone, piroga è detta bongo, modanga è chiarore, gallo è koku tsoso, inizia e chiude ngosè; nzambe è primo uomo, nzego è la pantera, ndongo sarà ago, cioè parola giusta, ngando è caimano, ngya è gorilla, nzigo è scimpanzè, e Bonobo del Gabon, nzobo la civetta, nzogo elefante, pasako è il mandrillo, antilope è gesibo, ngomba il porcospino, nongu pitone-volta, ndoti sogni di avi, okume loro torcia.



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