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pruno Il pruno fiorisce nel gelo (144) 44-Lisa coglie pru lingua italico | foto drupociliegio | audiolibro | frutti_prugnolo_benefici.mp4 | frutteto_pruno-susino-drupacee.mp4 | prugnolo_usi_info.mp4 |musica musica_civuole-unfiore.mp4
nespolo La ferita che matura (210) 30-lume210-OPPORRE lingua latingreco | foto mezzeto | audiolibro | flora_forest-food-it.mp4 | nespole_buonissime.mp4 | song_adam-sofia_new-heart.mov |musica song_adam-sofia_new-heart.m4a
cavolonero L'ortaggio che scalda l'inverno (322) 12-lume322-Gioia e lingua italico | foto cavoleto | audiolibro | ortomilpa_cavoli_e_broccoli.mp4 | flora_cavolonero.mp4 | flora_cavolonero_pestofacile.mp4 |musica 50_musica_medievale.mp4
kaki Lasciare ammezzire la dolcezza (337) 27-lume337-Oltre s lingua cinese | foto mezzeto | audiolibro | frutteto_cachi_studio_e_pota.mp4 | cachi_innestocinese.mp4 | |musica
144:lume144-Lisa coglie prugne in un campo di olivi, tra spinosi prugnoli e susine succose. Il suo gesto è pazienza, mentre il vento sussurra parole e ricordi. Il pruno fiorisce nel gelo di fine inverno e diventa simbolo di perseveranza, rinascita e fedeltà a sé stessi: il fiore non aspetta che il mondo diventi facile per sbocciare. Prugne, susine e prugnole appartengono a diverse specie e varietà di Prunus, fioriscono in primavera e fruttificano d'estate, i frutti apportano fibre, polifenoli e vitamina C. Le prugne secche invece, considerate antiossidanti sei volte in più di quelle fresche, sono note per il contenuto di fibre e per il loro impiego in caso di stipsi, mentre il succo di prugne è considerato tonico, in caso di affaticamento, e depurativo, grazie al potassio che contiene, aiutando a regolare pressione e drenaggio. Prunus spinosa, il prugnolo, porta un frutto aspro protetto dalla pruina, che il gelo rende più morbido. Ogni sua spina diventa una soglia: accogliere un dolore grezzo può trasformarlo in comprensione, con il tempo. La guarigione chiede attesa, la pazienza sia la via e la saggezza è già nel cesto, in forma di proverbi. Barbanera dice: Chi cena a buon ora non cena in mal ora; non aspettar dolore estremo per iniziare la tua crescita.| Prugnolo (Prunus spinosa) è un arbusto magico, spinoso e protettivo, che cresce lentamente e produce drupe blu aspre, ricche di vitamina C. Fiorisce prima delle foglie, in marzo-aprile; i frutti maturano tra luglio e ottobre, dolcificati dai geli. Simbolo di soglia e resistenza, protegge case, cura febbri, mal di gola, epistassi, e depura sangue. Cresce lungo scarpate, utile per siepi. Le sue drupe si usano in salamoia, infusi, tisane astringenti, e come blando lassativo. Prugna coltivata (Prunus domestica) si divide in tre gruppi: europei (freddo), americani e giapponesi (climi caldi). Mirabolano (Prunus cerasifera, detto marusticano o brombolo, è un rustico portainnesto e frutto vigoroso, cresce spontaneamente e produce frutti dissetanti e succosi (amole, cagnetti). Nei campi abbandonati, i pruni inselvatichiscono e formano frutteti spontanei simili a miceli. Le Zucchelle (varietà rustica emiliana) venivano usate come tutor per viti e gelsi. Pyracantha (agazzino è arbusto spinoso sempreverde, detto roveto ardente o espino de fuego. Fiorisce in primavera e produce grappoli di bacche rosse, arancioni o gialle in autunno, amate dagli uccelli; ornamentale e difensivo, resiste a gelo, caldo, smog e salsedine; usato per consolidare scarpate; può essere infettato da Erwinia (batterio del fuoco batterico), che ne lacera la corteccia. In Nord America, specie migratorie (pettirossi, merli, tordi) si nutrono delle sue bacche fermentate. Questi uccelli, ubriachi, collidono con finestre e auto, creando scene grottesche e tragiche. I nativi americani chiamano Toyon la pianta con bacche rosse simili al pyracantha. La simbologia generale è quella della soglia tra natura selvatica e sacro, tra difesa e rivelazione. Il frutto spinoso cura e apre visioni: non tutto ciò che punge è ostile, a volte è custode di un sapere antico.# Prugnolo (Prunus spinosa) è un arbusto spinoso, antico e magico, che protegge case e attira fauna. Frutti blu-viola, aspri, ricchi di vitamina C, con pruina protettiva. Le sue drupe usate in salamoia, infusi e tisane. Ha poteri astringenti, diuretici e febbrifughi. La prugna coltivata ha varie specie: europee, americane e asiatiche. Il Mirabolano, rustico portainnesto, è vigoroso e versatile. Pruni selvatici creano frutteti spontanei. Arbusti come Pyracantha completano l’habitat, attirando uccelli e resistendo a climi difficili.# |PRUGNOLO cresce lento, è Prunus spinosa, diffuso ogni dove, da 4 a mezzo metro, chioma irregolare, corteccia lucente, tronco contorto, o cespuglio potente; bian fiori avan foglie, ermafroditi a 3, fiorisce marzo-aprile, matura sette-otto, aspre prugnole, han vitamina C, e velo di pruina, aiuto per diabeti, riduce glicemia, drupe blu bevande, se ingentilite ai geli, sembrano ammezzire: credenza popolare, di magico arbusto, ospita bene-male, nello intrico rami, piantato avanti case, protegge dai lampi, da fuoco e malattie, 70 anni lo guardi; macchie su scarpate, fitte siepi uccelli, prugnole in salamoia, con corniole rosse, fresche o secche, tisane astringenti, blando lassative, purganti e diureti: depurano sangue, al posto di olive, lor liquida cottura, tampona epistassi, mal gola in gargarismi, legni resistenti, fior corteccia foglie, forza febbrifuga, vince raffreddori, febbre e fatica cura. |PRUGNA ha tre gruppi, Prunus coltivato, Euro Siria mirabolani, 2 susi americani, 3 susini giapponesi, cinesi ed indiani, i susini europei, han bisogno di freddo, i cino-giapponesi, a caldo adattamento; Susino Prunus domestica, frutto coltivato, sa inselvatichire, in campagna abbandonato: pianta mai innestata, rustica propaga, macchie di frutteto, concentrico espande, come miceli funghi, la varietà emiliana, ha più polloni aggiunti; pruni Zucchella, crescono sani, facile propaga, da polloni o trapianti, Zucchelle sfruttate, come tutor di vite, consociate a siepi, mariti a gelsi file. Prunus cerasifera, rustico Mirabolano, detto marusticano, brombolo di eurasia, serve portainnesto, a varietà di prugne, resiste gelo e caldo, adatta dovunque. Mirabolani frutti, cagnetti di Romagna, competon infestanti, crescono in fretta, amole detti, come susine dissetante, saporite succose, a solstizi estate. |PIRACANTA Agazzino, è Roveto ardente, Espino de fuego, arbusto sempreverde, folto spinoso, contorta corteccia gialla, bruna da adulta, 3 metri eretta si alza: sottil fusti marroni, fà disordinata, produce densa chioma, con lunghe spine, fiorisce primavera, piccin fiori stella, bianchi profumi, a insetti che inebria; autunno pyracantha, matur frutti tondi, grappoli rossi, pomi eduli polposi, rimangon su pianta, tutto 1 inverno, pappagallo ghiotto, con tordo e merlo. Pyracantha coccinea, siepe ornamental, vistose fioriture, e frutti invernal, vegeta in boschi, e radure sotto sole, cugina a biancospino, e rosace signore; batter fuoco attacca, Erwinia amylovora, infezione appassisce, e lacera corteccia, piante spesso usata, x siepi impenetrabi, con ibridi colori, consolidan scarpate. |Mohave varietà, ha frutti arancio-rossi, Solei bacche gialle, talea legnosa offri, a primavera autunno, dimora sotto ombra, regge freddo e caldo, salsedine e smog. Passeri stormi, mangiarono bacche, congelate e scongelate, quindi fermentate, in Florida o Russia, lungo autostrade, piovono a terra, con grappa nella pancia, sembrano ammalati, depressi e raggruppati, perdono equilibrio, sui Mango e altre piante. |Pettirossi americani, migrazione annuale, mese di febbraio, da nord in California, oltre nutrizione, cercano |inebriare, massiccia dose frutti, è sbornia collettiva, di arbusto Pyracantha, rosa firethorn, e Agrifoglio bacche di Natale, piantate attorno a case, collidono finestre, e fanno clown in aria. I nativi chiaman toyon, frutti rossi di tal piante, che attiran pettirossi, e altre specie uccelli, ingozzano in eccesso, ne mangian sino a trenta, pur tre settimane, baldoria inebriamento, confusi fanno giochi, su macchine e su case, subiscono incidenti, o cattiverie umani. |Agrifoglio corteccia, usano per conciatura, gli indiani California, e i frutti del Toyon, arrostiti e mangiati, per sidro inebriante, visioni oppur deliri, dopo ingurgiti abbondanti. libro_storia-cinese_bertuccioli.m4a
lume144-Lisa narra che il Pruno nacque da un inverno troppo lungo. La neve copriva ogni sentiero e molti credevano perduta la primavera, ma un piccolo albero, di nome Mei, custodiva nel legno una memoria segreta: sapeva che il gelo è soltanto una prova del cuore. Così il Pruno fiorì per primo quando ancora cadeva la neve, e insegnò agli umani che l'amore consiste nel continuare a sbocciare dopo ogni stagione difficile. In noi esiste quel Pruno, talvolta si manifesta come un desiderio che emerge e chiede di essere visto, accolto e condiviso: è la vita che bussa alla porta del corpo e dell'anima. Quando ami, non trattenere ciò che senti, ma non diventarne schiavo. Ascolta le emozioni come il vento tra i rami: alcuni amori restano, altri passano, tutti hanno qualcosa da insegnare. Lasciati attraversare dalla gioia e dal pianto, dall'incontro e dalla distanza, dal desiderio e dalla tenerezza. L'erotismo più prezioso rivela e trasforma, come il Pruno Mei che fiorisce nella neve, ogni amore porta un dono, anche quando non dura. Chi impara a custodire quel dono senza amarezza, scopre che il cuore può perdere un fiore senza perdere la primavera. Oracolo: ama senza paura, perché ogni vero amore ti riporta a te stesso.
210:sogni30-lume210-OPPORRE vuol dire inibire il movimento e la direzione esistenti. Il sognante guarda attraverso le sbarre nel muro. I nostri impedimenti mettono alla prova il nostro impegno nei confronti del viaggio; a causa degli ostacoli noi perseveriamo, come la nespola germanica, lasciata riposare nella paglia, fino a quando la polpa diventa morbida: l'ammezzimento è parte del modo stesso di mangiarla. Le cose che si ottengono troppo facilmente sono subito perdute. Ciò che è acquistato a caro prezzo durà più a lungo. Possiamo diventare vittime di ciò che ci si oppone, lamentandoci e arrabbiandoci, o possiamo mutare prospettiva, cercando scappatoie dove possibile. Tuo compito è smettere di protestare e lamentarti, fai qualcosa di creativo, per quanto difficile sia. Il sognante cerca di aprire la Porta: alcune cose non sono destinate a realizzarsi, tieni duro, o accetti e cedi. Il sognante viene catturato: accettare l'inevitabile lo rende accettabile, rinuncia a resistere dove ti è opposta troppa resistenza. Patibolo attende di stroncare una vita: la sola libertà sta nell'accettare ciò che sta accadendo, dedicati alle possibilità reali e immediate. Il sognante esegue esercizi di flessioni contrari alla gravità: l'opposizione rafforza la consapevolezza, impegnati a una regolare pratica disciplinata. Il sognante lavora ad archiviare le carte: occupandoci di poco ci occupiamo di tanto, elimina i tuoi problemi, mutandoli in obiettivi realizzabili. Segnale di Stop: le leggi giuste son fatte per garantire libertà, non per toglierla, occupati delle resistenze che opponi allo stato delle cose. Amici si battono a braccio di ferro: nei conflitti non cercare di vincere o perdere, ma cerca un equilibrio tra i due. Barbanera dice: 18 Ottobre è san Luca, la nespola si speluca, col tempo e con la paglia maturano le nespole. 28 ottobre è san Simone, ventaglio e nespola si ripone.| Il Nespolo germanico (Mespilus germanica) è una pianta rustica, affine a sorbo, albicocco e melo, con tronco tortuoso e fiori bianchi; matura dopo i primi freddi grazie a un processo di fermentazione naturale. Un tempo diffuso nelle campagne e nei conventi, è stato poi abbandonato dall’agricoltura moderna. I frutti acerbi, ricchi di tannini, sono astringenti e usati contro la diarrea; maturando su paglia o dopo il gelo diventano dolci, diuretici e lassativi, con vitamine B, sali e antiossidanti. Come il kaki, il nespolo va consumato “ammezzito” per evitare l’astringenza e ottenere una polpa morbida e zuccherina. I frutti immaturi si usano per chiarificare vino e sidro, mentre corteccia e tannini servono nella concia delle pelli. La polpa matura, passata e dolce, è ottima per crostate e confetture. Il nespolo giapponese (Eriobotrya japonica), invece, fiorisce in inverno e fruttifica a maggio, con frutti giallo-arancio dal sapore acidulo-zuccherino. Coltivato nel Sud Italia, dà origine al miele di Sicilia e al liquore “Nespolino” di Saronno. Le foglie, in tisana, aiutano a sciogliere piccoli calcoli biliari e a depurare il fegato.# |NESPOLO germanio, diverso dal Giappone, rustico Mespilus, decora fiori bianchi, nespra alberello, a tronco tortuoso, con rami spinosi, rosacea come il sorbo, albicocco e ciliegio, susino e cotogno, melo pero e pesco, matura dopo il freddo, in lento fermentare. Nespolo efficace, resiste inverno, posto a lato nord, protegge interno, rustico alberello, fu pianta popolare, fin quando economia veloce, lo fece spodestare, rimase nei conventi, scomparve da campagne. Mespilu ha tannino, acerbo astringente, usato per diarrea, mentre quan maturo, frutto da ammezzire, enzima muta polpa, da acido tannino, a edule zuccherino, pazienta non soffrire, col tempo e con la paglia, attendi primi freddi, tannini fan zuccheri, fan cadere frutti, serbali in cantina, matur su pianta o paglia, diuretico lassativo, vitam gruppo B, sali minerali, presi dopo sport, caroteni e antiossidanti. Nespolo e Kaki, mangia ammezziti, dopo primi freddi, polpa han saporiti, se manca tale fase, frutto è astringente, ammezzalo e diviene, dolce succulente, aiuta debol stomaci, febbrifugo intestinale, suoi frutti immaturi, puliscon vino e sidro, con tannin corteccia, concian pelli infino. Nespolo germano, fai crescer naturale, come il giapponese, a novembre cogli molli, frantuma poi setaccia, con passino medio, ricavi crema buona, per fare le crostate, acqua calda oppur kefir. |Nespolo-Giappone, Eriobotrya japonica, fiorisce ai primi freddi, matura invece a maggio, assieme alle fragole, colore giallo oro, cresce in conca d'oro, Italia meridione, dà miele di Sicilia, o ne fanno Nespolino, liquore di Saronno, color giallo-arancio, consuma matur frutti, lontano dai pasti, come tutti i frutti, acidulo-zuccherini. Luz Maria rivela, manciata foglie fresche, di Nespolo tritate, in mezzo litro acqua, tisana acqua bollente, filtra e bevi fresco, agisce in scioglimento, di calcolo piccino, nella cistifellea. libro_sogni-interpretazioni.m4a
lume210-Il Nespolo porta sul ramo piccole difese: spine, corteccia, una forma che protegge il frutto. Emilia osserva una spina e vi riconosce una ferita possibile; ma il frutto col tempo si ammezzisce, cambia consistenza e diventa più dolce. La ferita e la maturazione sembrano appartenere allo stesso movimento: qualcosa viene toccato e lentamente cambia forma. Persefone conosce questo movimento: scende nel mondo sotterraneo e ne ritorna trasformata: scende e risale, trattiene e lascia andare, ogni ferita è anche un patto, con ciò che vive sotto pelle, e chiede a volte ascolto. Mespilus si organizza in germanica sopravvivenza, la sua radice stringe Terra, e costruisce forme in compromesso, adattamento a una situazione, apprende il limite e lo muta, come il rovo spinoso, pianta armata delle amazzoni, che abitano margini e confini. Ogni spina è memoria di una disciplina, che intreccia il Ponto e il Rio di Amazzoni, dove l'amazzone resta e combatte, custode di una soglia, offre frutti da ammezzire, come i sogni da chiarire, come una grazia che arriva, improvvisa intuizione, e stabilisce un collegamento, tra il Corpo e l'Io cosciente. Quando spine graffiano la pelle, celano un messaggio: cercar la via di mezzo, tra opposte tue pulsioni; se tieni un diario sogni, per fare associazioni, tra simboli ed emozioni, contesto e mondo interno, e decifrar motivazioni, dell'anima interiore, la tua ferita si rispecchia, nel frutto che ammezzisce, e attraverso quel dolore, fa emergere un bisogno, nascosto in sottosuolo. Osserva il Blu e respira, invisibile ogni soffio, che unisce mito e carne, al frutto che matura, e il Lume ti domanda: Cosa sta maturando in te nel punto in cui sei stato ferito?
322:amore12-lume322-Gioia e Giubilo, carta di Barbier che dice: l'amore non è solo slancio verso qualcuno, ma forza che nutre e custodisce le relazioni. Il cuore si alimenta nello scambio: il seme riceve dalla terra, la terra riceve dal compost, la tavola riceve dalla cura di chi prepara il cibo. La cucina toscana ha elaborato la ricetta della Ribollita, cavolo-nero preparato in abbondanza il venerdì e riscaldato nei giorni successivi: certi cibi, come certe esperienze, non si impoveriscono col tempo, ma acquistano profondità. L'amore e la cura abitano anche l'orto, prima ancora della farmacia: il cavolo nero è una di quelle. Catone ne mangiava spesso e arrivò a ottantacinque anni con una famiglia numerosa. Columella lo consiglia per i lunghi viaggi per mare, quando il corpo ha bisogno di ritrovare forza; gli Egizi lo mangiavano prima e dopo il vino, convinti che aiutasse l'organismo a superare le sbronze. Un invito alla misura e al rispetto per un ortaggio che, sebbene quando troppo cotto diffonde zolfo in casa, cura quasi ogni male: nascere sotto un cavolo è buon auspicio. La foglia che resiste al freddo ricorda che alcune energie maturano proprio nelle stagioni difficili. Quale relazione può diventare più calda attraverso un gesto semplice? Quale amore quotidiano continua a sostenerti senza fare rumore? Barbanera dice: Cavoli, ceci e lodi gonfiano in tanti modi.| Riassunto: il mondo del Cavolo, un alimento ricco di storia, cultura e salute. Pianta versatile e nutriente, reca diverse varietà e i loro benefici. Il cavolo comune, Brassica oleracea, è pianta biennale che produce foglie e radici nel primo anno e fiori nel secondo. Viene coltivato in diverse regioni, con varietà come il cavolo cappuccio, il cavolfiore e il cavolo nero, ognuno con sue proprietà e usi culinari. Il cavolo è ricco di vitamine e minerali, contribuendo alla salute generale, migliorando la digestione e riducendo l'infiammazione. Cavolo rapa, con il suo fusto ingrossato, è una fonte di vitamina C e K, mentre il Cavolo nero è noto per le sue proprietà antiossidanti e il supporto alla salute cardiaca e immunitaria. Il quid esplora poi le tecniche di semina e raccolta, e suggerisce rimedi a base di cavolo per vari disturbi, come mal di schiena e problemi digestivi. Infine menziona ricette tradizionali, come la ribollita toscana e la cucina mediterranea.# Salvar |capra-e-CAVOLI, dilemma del barcaiolo, che deve traghettare, lupo capra e cavolo, tutti sani e salvi; non ti dò un cavolo, se non vale niente. Proverbio popolare, porta Cavolo in mano, e cappone sotto gabbano, il cavolo loda chi mangia arrosto; chi mette cavolo di aprile, tutto anno se ne ride, in quanto spiga a seme. Brassica oleracea, è cavolo comune, bienne anche perenne, sylvestris è ramosa, un cavolo foraggio, Cavolicello dei vigneti, foglie ispide ha, sua foglia nella scarpa, fa piede riposato. Cavoli e broccolo biennale, completan ciclo in due anni, ma ricrescon da radice, durante il primo anno, producon foglie e radici, che accumulan nutrienti, poi in secondo anno, son riserve utilizzate, a sviluppar steli fiorali, fiori e semi vari, come Oleracea gemmifera, Cavolini a ogni ascella, completato il ciclo vitale, radici vivono in terreno, possono emetter nuovi germogli, che recan vita a nuove piante. Ogni varietà selezionata, da orti del Nilo, a Creta Cipro e Gallia, broccolo mediterraneo, di etrussi vendi slavi, e cavolo nero di ottomani, holus dei romani. Cavol cinese è pechinensis, foglie erette a lattuga, Cavolfiore è botrytis, CavoloBroccolo è italico, da broccus germoglio, meno serrato del primo. Cavolo Cappuccio semina a Ottobre, trapianta a Novembre, mangia a Primavera, ma il Cavolfiore bianco, semina Maggio/Giugno, in estate fai ombra, stacca foglie e poni, su chiare infiorescenze, mangia in inverno, cogli a raso lama, lascia 2-3 gemme, incidi base a croce, aiuti nuove teste, e combatte lo stress. Cavolfiore ha bromuro, ansiolita antiossidante, che stimola relax, aiuta cerebrale, fosforo e minerali, rame iodio arsenico, calcio zolfo e fibre, foglie crude carotene, A B C D K U PP, fibra e clorofilla, che aiuta emoglobina, e contrasta anemia. Cavolo ha composti solforati, che durante la cottura, svanisce se aggiungi, cucchiaio aceto o limon buccia, è farmaco-ortaggio. |CAVOLORAPA, è Oleracea Gongyloide, ha fusto ingrossato, edule tenero, verde-violaceo, interno color bianco, mentre la sabauda, è cavol Verza/Riccio, con foglie bollose, avvolta infiorescenza, che sembra una testa, come cavolo Cappuccio, oleracea capitata, consumato crudo/cotto o a far crauti fermentati. CavoloRapa è una fonte, vitamina C K e fibre, antibattere e diuretico, favorisce digestione, riduce infiammazione, e miglior salute ossa, bollito o cotto al vapore, e poi condito con burro sale e pepe, o puoi arrostirlo al forno, tagliandolo a fette, olio sale e spezie a piacere, in zuppe od insalate. |CAVOLONERO è varietà, aceafala senza testa, foglie allungate nel Tirreno, foglia increspata là in Sabina, nutriente e salutare, minerali ferro e calcio, ricco in vitamina A, può migliorar la vista, suo consumo regolare, è salute cardiaca, rafforza immunitario, e salute delle ossa, è ricco antiossidanti, ha vitamine C e K, previene pure il cancro, è anti-infiammatoria, come il Cavolo Rapa, e il Sedano Rapa, ha fibre in comune, tutte e tre verdure, divergono i nutrienti, solo in quantità. Cavolonero porzione, è come tazza di latte, anti-raffreddore, aiuta cicatrizza, previen tumori stomaco-colon, prostata e vescica, grazie a zolfo e potassio, sfiamma i polmoni, gastriti e coliti, ulcere e dermatosi, fatica epatica e intossicazio, glicemia e colesterolo, cotto poco tempo, usa sua acqua su gengiviti, o bevi succo ai raffreddori; frullando 10 foglie, agisce vermifugo, un cucchiaio avanti pasti, 3 giorni max in frigo, protegge da influenze, colite e diabete, vince lo |scorbuto, e digestive turbe. Cavolo succo e olio-oliva, mesci in parti uguali, serba in bottiglia frigo, max 5 giorni, un cucchiaio a massaggiare, 10 minuti dolcemente, mal di schiena o torcicollo, artrosi e dolori; lavi foglia in acqua calda, mattarello ammorbidisce, Impacchi dodici ore, cambia se foglia vira, o emana cattivo odore, se nasce arrossamento, pesticida è presente, allora usa pianta selva, su sciatica mal di schiena, asma e colpo strega, contusioni e slogature, ulcere di gambe, foruncoli e seborrea, attacchi e nevralgie, bronchiti e sinusite, diarree e congiuntivite: pesta le foglie, spalmo intorno ano, rimedio ad emorroidi, piaghe e dermatosi, contrasta reumatismi, e vene varicose, aiuta pelle vecchia, e ferite cicatrizza. Ribollita ricetta, zuppa e pan toscano, fette pane sciapo, bruscate ed agliate, con olio di frantoio, sopra metti la foglia, di Cavolonero lessata. Freddo ammezzisce foglie, gelo morbida fibre, Cavolonero in semenzaio, trapianta dopo 40 giorni, quarta/quinta fogliolina, mezzo metro sulla fila, 4 piante a metro quadro, in aiuola alzata, ama pH 5-7, 30 kili di pollina, e sovesci di legumi. Nero ligure Valbrevenna, coglilo a febbraio, mentre il Borzonasca, tiene foglia larga, cogli in giugno-luglio, infine il Mezzanego, tiene foglia media, coglilo in ottobre, via via foglie esterne, dopo i primi freddi, a marzo ha scapi fiori, teneri broccoletti, risparmia germoglio, darà nuova pianta, per altri tre anni. Cavolonero alto 1 metro, ortaggio principale, nei mesi invernali, di desco contadino, in padella aglio e olio, o cuocerlo al vapore, a preservar nutrienti, o aggiunto alle zuppe, minestre e insalate. cavolonero-benefici.mp3
lume322-Raseno decise un giorno di andare a piantar cavoli; non per fuggire dal mondo, ma per sottrarsi al suo rumore. Scoprì che coltivare un cavoleto in silenzio, lo aiutava a trovare il suo orto interiore: prima di cogliere una foglia, Raseno la sfiorava con il dorso della mano, diceva che ogni pianta va salutata prima di essere raccolta. Ai visitatori del Terabuti sorrideva spesso: Quante cose sembrano non valere un cavolo, e invece sono proprio quelle che ci sostengono! una zuppa, una passeggiata, una telefonata, una foglia raccolta nell'orto. Se qualcuno cercava di far entrare nella propria vita ciò che non gli apparteneva, Raseno scuoteva il capo: Ci sta come i cavoli a merenda! Poi domandava: C'è qualcosa che oggi stai trattenendo solo perché pensi che dovrebbe esserci? Quale peso continui a portare per abitudine? E quando vedeva qualcuno affannarsi per accontentare tutti, concludeva con un sorriso: non puoi sempre salvare capra e cavoli! Raseno sapeva di appartenere a una lunga compagnia. Plinio chiamava il cavolo la pianta anti-dottore. Catone lo teneva vicino alla tavola e ai campi come rimedio semplice e fedele. Columella lo consigliava persino ai muli e ai buoi. Da secoli quella foglia ruvida passava di mano in mano, portando con sé una silenziosa memoria di cura, che Barbanera riassume così: Il cavolo vuole il piede nell'acqua e la testa al sole; nell'estate di San Martino (11 novembre) prepara la ribollita, cucina il venerdì in abbondanza e rimetti sul fuoco ogni mattina. Alcune cose non perdono sapore con il tempo, lo acquistano.
337:amore27-lume337-Oltre spazio e tempo. Diospyros kaki offre un'immagine semplice della maturazione: il frutto può essere raccolto ancora astringente e diventare dolce attraverso un processo che richiede tempo e condizioni adeguate. L'albero attraversa il freddo e conserva nel frutto qualcosa della stagione luminosa, fino all'autunno e all'inverno. Anche il sapere può maturare attraverso il tempo e la trasmissione: a Koshima, in Giappone, furono osservati nei macachi comportamenti appresi e diffusi nel gruppo, fra cui il lavaggio delle patate dolci; l'ipotesi della centesima scimmia trasformò in seguito queste osservazioni in una narrazione più ampia. La Carta dell'Amore invita a riconoscere ciò che continua oltre l'istante dell'incontro: amare non significa trattenere né accelerare, significa accompagnare, attendere e lasciare spazio al processo dell'altro. Forse ciò che oggi appare aspro non è ancora pronto per essere assaporato. Che cosa posso lasciare maturare, sapendo che il suo tempo non è ancora finito? Questo lume invita a sdraiarsi su un prato o ai piedi di un albero, e lasciare che l'amore avvolga il corpo. Barbanera dice: settembre, o porta via i ponti o secca le fonti; primo novembre tutti i santi, inverno è già sui rami; prima e dopo i morti, la burrasca è alle porte.| Kaki Diospyros o shizi, è un albero dell'Asia, cresce lento fino a 10 metri, tollera fino a -10°, frutti astringenti e succulenti, maturano in autunno, un alimento nutriente, di vitamine e beta-carotene. Kaki teme potature, incendi e nematodi, e sull'isola Koshima, è amato dai Macachi, che permisero teoria, della centesima scimmia, che descrive come diffonde, un'idea o un comportamento, tra gruppi di animali, senza contatti diretti, un apprendimento collettivo, in un gioco di entanglement: anche pochi individui, possono influenzare, il comportamento di una specie, come narran molti miti, sul rispetto ruoli sociali, e importanza della scelta, per connessione con natura.# Diospyros |KAKI, vien da Asia orientale, detto pure 柿子 shizi, albero shizishu, Kaki cresce lento, sale fino 10 metri, radice espansa superficie, tollera -10. Alleva ad alberello, frutti su annuale, 6 mesi prende sole, e riposa invernale; semi nella sabbia, interro fine inverno, adatta tutti i suoli, ma teme nematodi, tu spruzza macerato, di aglio e olio neem, rifiuta esser potato, bella chioma a globo; teme pure incendi, ha frutti astringenti, ammezzo a primi freddi, rende succulenti, kaki cioccolatino, ha fior ermafroditi, frutto oro in Cina, ha 7 princìpi: ottimo per dieta, completo alimentare, C B beta-carotene, legnosanto napoletano, su respiro e immunità, humus antitarle, matura cachi squisiti, vulva da leccare. Kaki sta per corvo, soffio yoga manta, nutre con sua bocca, labbra messe avanti, guance contratte, rilascia mentre lingua, spinge contro denti, sputa aria estinta; purifica polmoni, assieme con i nervi, frutto lassativo, che il fegato depura, 2 frutti a colazione, reca sole estivo, scioglie muco naso, calor nel respiro. |MACACO del Giappone, su isola Koshima, 1 gruppo spontaneo, apprese lavar patate, a eliminare sabbia, prima di mangiarle, tecnica appresa, dai primi macachi, presto perduta, fintanto chè, centesima scimmia, accade patrimonio, tecnica resta, in tutti i macachi, pure isole lontane, senza contatti, con gruppo originario. Centesima scimmia, è fenomeno sociale, che spiega saturazio, di un apprendimento, senza maggioranza, o unanimità, basta percentuale, centesima comodità: è libido animali, empatia sensoriale, contatta umani, con lingua naturale, mentre i robòt, sviluppano ragione, umano sta in mezzo, a far mediazione: se due emisferi usa, a cercare soluzione, animali fan missione, scambiano energia, come daino cervo, nel fuoco hikurì, sue carni pelli e ossa, i doni di natura, con fegato e vescica, ispiran storia antica. Un tempo era vietato, rito accoppiamento, donne avevan denti, voluti da uno scempio, pregano pertanto, una soluzion divina, così serpen-piumato, manda forza prima, 1 eroe civilizzante, che fonda convivenza, con dono di famiglia: Nuipashikur distrusse, i denti vaginali, così amor sessuale, a umani può tornare, assieme a libertà, procreare e coltivare, avvisa tuttavia, di rispettar tabù, tener distinti ruoli, moglie con marì, rimanere umani, fuor da transumani, per seme germinare. frutteto_cachi_raccolta.mp3
lume337-Emilia raccolse un kaki ancora duro e lo portò in casa. Era bello, arancione e lucido, ma all'assaggio risultò aspro; non lo gettò via, lo posò in un luogo tranquillo e aspettò. Sapeva che il kaki, 柿子 hizi in cinese, può essere raccolto prima di essere dolce e che il tempo, insieme alle condizioni di conservazione, ne trasforma la polpa. Anche alcune cose della vita sono così: sembrano pronte perché hanno raggiunto la loro forma, ma non ancora la loro maturità. Emilia pensò al sole dell'estate rimasto dentro il frutto fino all'autunno. Forse maturare non significa fare di più, ma permettere a ciò che già esiste di compiere il proprio processo. Le tornò alla mente l'esperienza dei macachi di Koshima, osservati mentre apprendevano e trasmettevano nuovi comportamenti, fra cui il lavaggio delle patate dolci. Un gesto può diventare sapere quando viene osservato, ripetuto e trasmesso. Poi ricordò una storia narrata da Milton Erickson: un contadino con quattro campi, indeciso su quale fosse il più importante, un giorno smise di confrontarli e guardò il cielo: comprese che non erano i campi a chiedere di essere scelti, ma il sole, che secondo le stagioni, li illuminava uno alla volta; nessuno è il campo giusto per sempre, ciascuno ha il proprio momento. Emilia ripose il frutto e sorrise: forse anche nella vita non dobbiamo decidere quale parte di noi debba crescere per prima. Possiamo imparare il ritmo del pastore: ora è tempo di questo pascolo.