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voce: amanita


moscarioAlice e Thor, le prove da superare (158) 58-Nella mitologialingua slavonico | foto funghi | audiolibro | funghi_muchamor_kamchatka1.mp4 | funghi_muchamor_kamchatka2.mp4 | funghi_muchamor_muscaria.mp4 |musica 9-sacredSpirit07.mp3
maitakezuppa di boleti danzanti di Kyoto (225) 28.䷛ lume225 |Eclingua indocina | foto funghi | audiolibro | libro_amanita-cappuccetto_vannoni.pdf |  |  |musica 8-chantPossessionGorya.mp3
ornielloLa goccia esatta (359) 21-lume359-IL MONDlingua italico | foto arboreto | audiolibro | flora_frassino-manna_raccolta.mp4 | flora_frassino-manna.mp4 | frassino-manna_giulio-gelardi.mp4 |musica 15-Vivaldi.mp3

(): 3 quid censiti


158:lume158-Nella mitologia norrena Jörmungandr è figlio di Loki e della gigantessa Angrboda, insieme a Hel e al lupo Fenrir. Gli dèi, temendone la potenza, lo gettano nell'oceano che circonda il mondo; il serpente cresce fino a circondare Midgard e a mordere la propria coda. Anche Alice attraversa un mondo nel quale le proporzioni, le regole e le identità cambiano continuamente. Nella fiaba di Lewis Carroll, Alice esplora stati di coscienza dove vive esperienze oniriche o immaginarie intense, un mondo di elfi, fate e gnomi, realtà autonome che si riflettono nelle fiabe e nei sogni dei bambini, dove spesso compare anche il fungo delle mosche, l'agarico moscario dal cappello rosso e dai puntini bianchi, che appartiene a una lunga storia di usi rituali e immaginari legati alla visione e all'estasi. In Siberia il moscario è usato dagli sciamani golde e tungusi ed è chiamato Muchamor, mentre in Italia, a metà 800, il suo uso contadino venne studiato dal dottor Batista Grassi, che infine lo indicò come aiuto alla digestione, miglioramento dell'umore e surrogato del vino, il cui prezzo, in quel periodo, salì alle stelle a causa della Fillossera, una malattia delle vigne giunta dal nord America. Alice è la mente critica che non smette di stupirsi, dubitare e immaginare. Oracolo del muchamor: la grandezza di ciò che affrontiamo può essere invisibile nella forma in cui ci appare; crescere vuol dire anche, preservare la meraviglia. Barbanera dice: Giornata senza risata è giornata sprecata.| Amanita muscaria, fungo rosso con macchie bianche, ha una lunga storia di utilizzo, come rimedio e sostituto del vino, specie in periodi scarsità. Batista-Grassi medico, lo descrive in 800: il fungo è usato a curare la tristezza e migliorare l'umore, con effetti euforici che si manifestano dopo il consumo. Le sue proprietà psicoattive sono state sperimentate da diverse persone che hanno trovato sollievo da depressione e malinconia attraverso l'assunzione di piccole dosi. Il fungo è legato a tradizioni culturali, specie tra i popoli siberiani dove è detto Mukamor, viene utilizzato in rituali e come alimento. La pratica di bere urina per prolungare gli effetti dell'amanita è comune, e si narra di leggende che coinvolgono la sua assunzione per contattare entità spirituali. Il fungo ha importanza rituale anche tra gli slavi, che lo utilizzano in cerimonie e scambi culturali: storia fiaba e mitologia evidenziano il suo ruolo nella medicina tradizionale e nelle pratiche spirituali, dove Amanita muscaria diviene un simbolo di connessione tra natura, cultura e spiritualità.# |Amanita MUSCARIA, |Batista-Grassi medico, scrive in 800, muscario rimedio, supplisce al vino scarso, a causa fillossera, reca gradi ebbrezza, in epoche di magre: esso cura disistima, e la peste emozionale, Agarico di fiabe, lo chiamano dorata, tignosa mattacchion, bianco ovolo cocca, fratello al Cesarion, terrestre solitario, di selve aghifoglie, ama pure querce, in luoghi pure aperti, vegeta in Estate, fino tardo Autunno, lontano dalle strade, è Cappuccetto rosso. Uomo di selva, caccia e raccoglie, consuma pure funghi, vari ogni volta, ha incontrollata voglia, di ridere spesso, maggior empatia, delizie e tormento: ne bastano due, a dare inebriamento, se son trangugiati, senza masticare, 150 grammi, pesa 1 ordinario, calcola Batista, medico italiano: 1 grammo funghi secchi, egual 22 freschi, lui cura uomo triste, gli dà 200 grammi, pone in zuppa verdure, fritti nel burro, dopo mezzora, ha vertigini e subbuglio, sente su arrivare, sdraia calmo suolo, x un paio di ore, ha immagini di gioco, allegre e pur vaghe, vive fantasie, si alza canta e urla, salta e schiamazza, ride a piacere, quan vuole si contiene. Infine tal paziente, dorme intera notte, a mattin mi dice, ho goduto mia sorte, tutto intero giorno, tristezza era passata, felice mi rivela, fungo è toccasana. Altro giorno mangia, fungo fresco 2 grammi, mastica a lungo, in paese |Rovellasca, seguono altri 2, il giorno ben si sente, infine 3 e ancor 3, benessere si estende: umore calmo gaio, limpido il pensiero, muscoli + forti, lavora e parla allegro, pranza in appetito, ride e fa schiamazzo, poi visita un malato, allor diventa serio, ma uscito lui riprende, a ridere vociare, normale suo respiro, le guance accalorate; alle ore nove a un tratto, ogni sintomo taceva, il giorno dopo ancora, allegro resisteva. Nonna raccontava, che pure sua famiglia, un tempo fu colpita, in profon malinconia, prostrata da + lutti, malarie da curare, ingoiano il muscario, decisero provare: la cura dura giorni, + settimane a fare, 1 grammo secco a testa, vanno continuare, già dopo due ore, arriva buon umore, calore circolante, famiglia nutre amore. Batista poi descrive, test sulle donne, una soffre depressioni, dolori e doglie, gentile signorina, solita ber vino, 28 anni sana, ha corpo gracilino: ingoia lei 2 grammi, agarico seccato, fa colazione a pane, cappuccino caldo, arrivano tremori, di correre ha voglia, lievi capogiri, perde sua vergogna; parla balbetta, vuol piangere sfogarsi, ha guance accalorate, poi va rilassarsi, dopo due ore, prende altri due grammi, con acqua accompagnati, inizia fare salti; crede essere brilla, come se ha bevuto, dice che negli occhi, ciò è riconosciuto, comica scollaccia, e deplora imbarazzo, recita su piazza, grida a tutto campo: sgridata sta suo posto, poi fà osservar, sono un pò ubriaca, gran bene mi puo far, pupille dilatate, normal temperatura, dopo di 2 ore, addormenta quieta pura; sveglia e ritorna, saltare dir scemenze, libera fa scherzi, senza interferenze, cena frugalmente, e i sintomi van via, allegra tien piacere, fino le ore sette, poi mattina dopo, vergogna un poco sente. Emilia robusta, 3 grammi fungo secco, misto a zabaglione, solleva tronco legno, forza con amore, e parla a suo marito, senza alcun pudore: ebbe tentazione, a bere sua pipì, passa fuor la notte, cantando sin mattina, ringrazia del raccolto, presso domo fuoco, allegra tutto giorno, lavora e fa riposo. |MUCHAMOR sacro fungo, Amanita muscaria, Wa paq di Tartaria, fungo parlante amato, in Siberia a Lapponia, sostituisce vino-cibo, e fa veder la storia, quando celebran rito: nato da saliva-pioggia, o sputo di Gesù, pur diavolo lo assaggia, ma resta svenuto, lo usano gli slavi, emigrati in ogni luogo, in Italia viene usato, quando vino è vuoto. Sub-artica usanza, recuperare e bere orina, quando effetti inebrianti, vanno cessando, e offrono pipì, pure ad ospite speciale, urina cervo o renna, invitano a partecipar: inebriato a sua volta, fa stesso gesto, diluita sua pipì, fino al settimo grado, come omeopatia, muscario fungo fù, 1 prezioso commercio, in regioni lontane, scambiato di certo. Narra leggenda, che otto coriachi, per contattare ayami, van presso case ricchi, usciti ad orinare, intercettan lor pipì, la bevono di fiato, e inebriano così. Muscaria nome dice, succo di tal fungo, suo latte fatale, a mosche insetti vari, il lappone viandante, sciamano santa Klaus, lo mastica con latte, nel mito renna volante. Uppsala accademia, spedì Linneo in Lapponia, vestito da Sami, e tamburo local prova, esso apparteneva, a saman Nilsson Pont, in carcere morto, per conversion rifiuto, 8 giorni incatenato, senza acqua e cibo, lui mai rinnega, suo culto curativo. Fungo slavo e tamburo, religione natale, presso slavi di Etruria, in patera rituale, un piatto sagomato, a forma fungo cappello, butterate verruche, con umbone in rilievo: boleto sta x piatto, 1 patera per funghi, vaso pasto rituale, a slavi rossi fieri, con estatico sorriso, ascoltano storie, dei Bersek confine. Buon muchamor fungo, allegro fa cantare, lo usano kamciatki, coriachi e tuvani, umani e animali, lo sentono a naso, in terre siberiane, ha storia millenaria; amico come vino, visionario inebriante, cura ed alimento, che ispira pure Dante, cresce dappertutto, in foreste betulla, usato con tabacco, nella Siberia brulla. Inebriante essiccato, in buche di ritrovo, acido ibotenico, muta in muscimolo, urina lo conserva, ebbrezza si riversa, a dosi molto alte, dorme la coscienza. |AmanitaMuscaria, raccolta in mesi caldi, essiccata si conserva, anche tutto anno, |Tungusi con minestre, usan 1 al giorno, gira tra i corpi, ebbrezza di ritorno: 1 o due ore dopo, comincia eccitamento, allegri e tumultuosi, canta senza freno, suo spazio visionario, a ganja lo avvicina, suo muscolare spasmo, alla coca lo confina: si preparano Tungusi, avanti assunzione, con moduli rituali, x sua |interrogazione, effetto dura giorni, pause con ritorni, al centro della yurta, viaggia sciamano, con spiriti aiutanti, a mezzo fungo fiato. libro_altrove_soma-bersekindra.m4a
lume158-Alice è una bambina curiosa, segue un coniglio bianco e cade nel Paese delle Meraviglie, un mondo assurdo dove nulla rimane uguale a sé stesso. Cresce e rimpicciolisce, incontra creature strane, attraversa dialoghi senza senso e metamorfosi che mettono in crisi la sua identità: il Cappellaio matto, lo Stregatto, Flatlandia e la Regina di Cuori. Alla fine si risveglia, era tutto un sogno, ma il viaggio lascia un segno, nel caos ha imparato a dubitare delle convenzioni e a cercare un senso senza pretendere che il mondo glielo consegni. Altrove, Thor giunge alla dimora di Utgarda-Loki e viene sottoposto a prove apparentemente semplici: mangiare, correre, bere, sollevare un gatto, lottare con una vecchia. Fallisce quasi tutto. Poi scopre che nulla era ciò che sembrava: il rivale nel mangiare era il Fuoco, il corridore era il Pensiero, il corno da cui beveva conteneva il mare, la vecchia era la Vecchiaia contro la quale nessuno può vincere, e il gatto era in realtà Jörmungandr, il serpente di Midgard che avvolge il mondo come un Uroboros. Alice e Thor entrano in un mondo in cui le categorie abituali smettono di funzionare. Questo lume dice: e se non fosse come pensi? Quale altra realtà potrebbe esserci dietro ciò che stai vedendo? non necessariamente hai fallito, forse non avevi ancora capito a che gioco stavi giocando o stai giudicando una situazione secondo le regole sbagliate; non giudicare la tua forza dalla forma apparente della prova, ciò che credi di non riuscire a fare potrebbe essere, in realtà, molto più grande di quanto avevi immaginato.

225:ijing28.䷛ lume225 |Eccedenza (大過dàGuò, ta-kuo), Il lago sommerge gli alberi: il grande superamento. un invito a riconoscere i propri limiti in un momento di eccesso, un carico che rischia di rompere o sopraffare, è una fase delicata, che può portare a grandi successi se si riesce a mantenere la rotta, fiduciosi nel proprio scopo e pronti a superare la crisi. Si parla di agire con consapevolezza, di non procrastinare, di seminare per raccogliere.# Il nobile è intrepido nella solitudine e si ritira dal mondo senza rimpianti. L'acqua sostiene la vita degli alberi, ma può annegarli se è in eccesso. Interazione e comunicazione sono nutrimento, ma possono anche opprimere e assillare lo spirito con un flusso di richieste e aspettative. Sorretto dal proprio proposito, la persona nobile non teme la solitudine e non si perde d'animo quando si lascia la società alle spalle. La trave maestra si piega, è fruttuoso avere una direzione da intraprendere. Grande successo. Superare vuol dire varcare un confine per fare una transizione, ciò è fonte di stress ma al tempo stesso eleva lo spirito e il tuo scopo al di là della condizone contingente. La situazione non regge più e rischi di cedere come la trave maestra quando è gravata da un peso eccessivo. Dunque è necessario agire, scatena l'immaginazione ed esplora possibili vie. (Quale è la causa di questo sovraccarico? Quale limite hai superato? in che modo intendi agire?). |Abitudine alleggerisce la fatica, se volete ben falciare non tardate a seminare| Maitake fungo, di Cina e Giappone, cresce su tronchi marcescenti ed è usato in cucina e medicina. Ha proprietà anti-tumorali, anti-diabete, protegge fegato, riduce obesità, pressione e stanchezza cronica: si consuma fresco, secco o in polvere, anche in zuppe. Le leggende collegano Maitake alla dea del sole Amaterasu e alla danza di Uzume, donna-fungo che riporta gioia agli uomini tristi con canti e movimenti sensuali: la danza di Uzume attirava anime e spettatori, coinvolgendo comunità in riti e cerimonie; i boschi di Kyoto raccontano di viandanti smarriti che incontrano donne danzanti mentre cantano e arrostano i funghi. In inverno, Amaterasu si nasconde nella grotta sotterranea, e come Persefone, si prepara alla gestazione di luce e felicità primaverile. Le storie giapponesi collegano il fungo al benessere fisico e psichico, e a rituali di socialità. Il fungo danzante ha un eco anche Europe, con catarsi e danze popolari in Bohemia, Svizzera e Calabria. Maitake diventa strumento di guarigione, celebrazione e connessione con la natura e il divino: la terapia combinata danza, canto e condivisione del cibo. Il fungo è cibo, medicina e cultura popolare, mentre le sue danze festose diffondono gioia, energia e coesione, unendo corpo, spirito e natura. Il fungo funge da ponte tra mondo naturale, mitico e salute umana.# Fungo Maitake, |Gymnopilus Pholiota, Junionus spectabilis, di Cina e Giappone, da tronchi marcescenti, cucina e medicina, contrasta + tumori, e il corpo normalizza. Maitake |anti-diabete, e cronica |epatite, obesità e |pressione, e sindromi fatiche, efficace se mangiato, fresco pure secco, in polvere mischiato, 1 zuppa di elfo; san nippo varietà, dar sindromi psiloci, mentre in cina |Yunnan, sono |xiao-ren-ren, boleti |bluificanti, mangiati crudi e cotti, benevol manichini, che mangiano nascosti: tra boschi di |Kyoto, si persero viandanti, quan videro uscire, più donne danzanti, cantavano sul monte, ai |Tengu-folletti, i viandanti stupiti, avvicinan sgomenti; adoratrici di Buddha, cercavano fiori, quan persero la via, trovan funghi buoni, arrostiti quei funghi, delizie al palato, iniziaron danzare, e cantare di un fiato: viandanti affamati, seguirono esempio, chiesero avanzi, a donne del tempio, poi ore a danzare, assieme ridendo, ritrovan la strada, tornar loro tempo. Kyoto altra leggenda, ricorda |Uzume danza, zuppa 1 uomo triste, di Maitake assaggia, scompare la tristezza, ride saltellante, ricorda dea del sole, fungo danzante. |Amaterasu Dea Sole, inverno rifugia, in grotte sotterrane, lontana da tutti, a riportarle gioia, ingaggiano Uzume, 1 donna-fungo, regin Giappone pure: tiene corteo, himiko sciamane, su cima collina, fa Uzume spogliarello, tintinna genitali, col ritmo dei piedi, danza sensuale, selvaggio andirivieni; canto che intona, tutti attira a danza, ogni anima seduce, ornata piume e corna, cerimonie di corte, e funebri incisioni, rotea lunghe maniche, x viaggi interiori. Wu danzano pioggia, divina astri dadi, lor mulinelli vento, trasportano su piani, guidan feste e riti, a snodi stagionali, come in Bohemia, danze di catarsi: donne mesmerizzate, contagiano passanti, piangono di gioia, abbracci a ciascuno, procedon mano in mano, dentro i carnevali, in Svizzera e Calabria, danzano san Vito. 
lume225-Maitake fungo danzante, dei boschi di Cina e Giappone, nasce sui tronchi molto vecchi, ed è insieme cibo e medicina; da secoli è apprezzato, perché sostiene il fegato, aiuta il metabolismo, contrasta diabete e stanchezza, e regola pressione alta. Si gusta fresco o essiccato, o nelle zuppe invernali. Una leggenda racconta, che nei boschi di Kyoto, alcuni viandanti smarriti, incontrarono donne che cantavano, mentre arrostivano i Maitake. Condivisero il pasto, poi iniziarono a danzare insieme, e tra risate e musica, ritrovarono la strada, comprendendo che la gioia condivisa, è una forma di guarigione. Un'altra storia narra che Amaterasu, dea del Sole che un inverno, si nascose in una grotta, portando il mondo in oscurità. Allora la danzatrice Uzume, donna-fungo sciamana, cantò e danzò con allegria, da richiamare la luce e restituire speranza, agli dèi e agli umani. Per questo il Maitake fungo, ricorda il destino dei laboratores, che vivono della fatica: come il fungo cresce sul legno consumato, e lo trasforma in nuova vita, così il lavoro umano trasforma, la materia e chi la lavora. Laborare vuol dire, affrontare il peso del mondo, coltivare la terra, costruire e curare: dalla fatica nasce il pane, dall'opera nasce la persona. La zuppa del fungo danzante insegna che il cammino verso la luce, passa pure dal lavoro condiviso, canto e danza e cibo offerto. Maitake fungo diventa il ponte, tra natura e cultura, tra necessità e speranza, ricordando che ogni fatica, può rifiorire in gioia, quando viene condivisa con gli altri.

359:tarot21-lume359-IL MONDO. Trova il punto in cui gli opposti smettono di combattersi e diventano una stessa forma. Il Mondo non è perfezione immobile, ma compimento: il cerchio nel quale ogni direzione trova posto. Quando la vita smette di essere divisa tra ciò che deve essere trattenuto e ciò che deve essere lasciato andare, anche una piccola goccia può diventare dolcezza: se la lama arriva appena all'alburno, compare una goccia limpida, se si insiste la linfa si disperde, se ci si ferma prima, nulla affiora: la manna nasce solo nel punto esatto in cui forza e delicatezza diventano la stessa cosa. L'Orniello della manna (Fraxinus ornus) insegna che esiste una misura precisa tra proteggere e aprire, trattenere e lasciar scorrere: la manna nasce quando la mano riconosce quella soglia e sa fermarsi. Corpo e spirito, materia e respiro, ferita e nutrimento possono allora comunicare. Barbanera dice: spirito e corpo procedono assieme, non cercare lontano ciò che hai vicino.| Orniello della Manna (fraxinus ornus), anche conosciuto come frassino minore, è un albero o arbusto che cresce spontaneamente in Europa meridionale, in terreni secchi e soleggiati, come quelli delle valli piemontesi e delle colline siciliane. Ha una chioma a forma di cupola e da una corteccia grigia liscia, fiorisce a maggio con spighe bianco-gialle: la sua linfa, chiamata manna, è storicamente estratta dalla corteccia incisa e usata come lassativo e purgante, oltre ad essere impiegata per combattere la febbre. La manna solidifica all'aria in cannoli e ha proprietà dolcificanti. Betulla (Betula pendula), originaria delle zone fredde, è un albero che si distingue per la sua corteccia bianca e liscia. Le sue foglie e la resina sono utilizzate in medicina popolare per curare ferite, eczemi e punture d'insetti. La resina, che può essere bollita e applicata su ferite, è anche utilizzata per preparare birra minerale con proprietà diuretiche e drenanti. I rami della betulla vengono usati per la purificazione del corpo e per il trattamento di malanni. Le due piante sono apprezzate per le loro capacità di purificare l'organismo, stimolare la circolazione e migliorare la salute della pelle.# |Orniello-della-MANNA, frassino minore, |Fraxinus-ornus, albero o arbusto, vive sud Europa, chioma cupola schiacciata, corteccia grigia liscia, foglia caduca chiara, fiorisce maggio aromi, spighe bianco gialle, e frutti samare; ama terre secche, sopporta mare e city, cura aridi pendii, Appennino fin Sicilia, spontaneo in Piemonte, in valli soleggiate, a ripar dai venti nord, nei boschi Monferrato, compete con Querce, Cerri e Roverelle. Orinello colonia, già da 30 anni, presso il Castagno, aperto ed arioso, ama arido roccioso, calcareo o argilloso, presente nei Laureti, tra macchie, e colli Faggi. Duosicilia coltivava, x produzione manna, incisi rami-fusti, con la mannaia, linfa zuccherina, estrae incisa corteccia, stalattiti ancora amare, a contatto con aria, solidifica in cannoli, dolcifica e schiarisce. Lassative e purgante, manna sciolta in latte, toccasana zuccherino, detto Mannosio, |Mannitolo in alcool, zuccheri e sali, febbri pure sfiamma. Orniello differenzia, da Frassino maggiore, per portamento bonsai, foglie + tonde chiare, tronco più contorto, o dritto affusolato, a primavera produce, profumate fioriture; con Salice delimita terre, fa sostegno a fili vite, adatto per viali, legno mobili e tannini, sotto esso crescon funghi, sebbene non simbionti, se associato a Querce, Leccio Rovere o Cerro, Porcino e Ovolo buono, Amanita Cesarea, presenti in bosco Orniello, porcini primavera. |BETULLA berjoza russa, a cui legano avi, utili alla vita, Freya Luce ai germani, Brida celta amica soma, fungo simbiosi, tronco bianca luna, corteccia liscia noti; rami a fustigare, corpo nudo nel banja, x sangue circolare, e pelle riparare, sue galle-ferite, fa resina gialla, che cura ferite, e colora viso dama; rami e fuoco pecka, son piccole torce, brucia senza fumo, a polmone drena scorie, illumina il mondo, suo latte cur malanni, tien pulito corpo, cogli incisi tagli: acqua fermentata, diuretica drenante, attinta a cannuccia, birra minerale, resina essuda, pestata e bollita, cura ulcere ferite, pece di betulla; su eczemi e punture, insetti repelle, a Maggio reca fiori, e foglie x tisane, di resina coperte, appiccicosa canforata, sfiamma bocca e derma, foglie a macerare, in vino bianco medicinale. TAROT XXI_|Le-MONDE: Riconosci il tuo percorso e celebra il tuo successo; realizzazione su tutti i piani, quintessenza, altre persone ci offrono aiuto, delegare organizzare, visione delle quattro direzioni o accampamenti, viaggio, soluzione quadratura cerchio, trovare il proprio posto nel mondo: una donna seminuda al centro di una corona, regge due bastoncini nelle mani, circondata da una mandorla di foglie di quercia, mentre ai quattro lati della carta compaiono i simboli degli Evangelisti e dell'apocalisse: Angelo (Matteo) Aquila (Giovanni), Toro (Luca), Leone (Marco). La carta compendia due figure geometriche, cerchio e quadrato, simbolo di Cielo e Terra, e simboleggia la sintesi ultima, la raggiunta quaternità alchemica, il successo, l'azione magnetica del cosmo: solo chi possiede tutte le virtù diviene mondo, cioè puro e universale. Il mondo poichè è completezza e integrazione degli opposti, potenzia i significati di tutte le altre carte a essa collegate, a dritto o rovescio, paradosso del divino (Sè o fonte) nel corpo degli umani, invitando magari a chiuder cicli di vita o aprirne di nuovi, vivere in modo emotivamente costruttivo ciò che gli eventi pongono o sottraggono. |FAUL: una delle città dei Papi, riflesso della città celeste interiore che muove tutti, come nelle storie cinquecentesche di Annio da Viterbo, dove le lettere della parola Faul, scolpite sui quadranti di un globo custodito dal leone alchemico di Nicea, sarebbero l'acronimo dei quattro castelli di slava memoria, Fanum Voltumne, tempio e bosco sacro della confederazione etrusca, Arbano, Vetulonia e Longula, quartieri poi uniti che diedero origine allo stemma/mandala della prima città tirrenica dei papi. BOSCH: se siamo in grado di accettare ogni cosa di noi, nell'ombra come nella luce, allora siamo completi. AFRO: Oduduwa, prese al fratello Obatala il compito di finire la creazione di Olorun, Nigeria. |Oxalá, Gesù Cristo in empireo 
lume359-Seba cercava da anni il modo di ottenere la manna; incideva, provava, insisteva, ma l'albero non gli dava nulla. Un giorno un vecchio siciliano gli disse: forse non devi fare di più, ma devi fare un poco di meno. seba fece un piccolo gesto, preciso, poi si fermò. Attese; dopo poco apparve una goccia limpida, non era grande, ma conteneva tutto ciò che serviva. Da quel giorno imparò che esistono ferite che liberano e ferite che distruggono, aperture che nutrono e aperture che svuotano. L'Orniello insegna: se ferisci troppo l'albero sanguina, se non osi abbastanza non nasce nulla. La manna compare solo in quella soglia sottile dove forza e delicatezza diventano la stessa cosa. La saggezza non consiste nel non toccare mai la soglia, ma nel riconoscere il punto esatto in cui fermarsi. Quando troviamo la misura giusta, ciò che sembrava una ferita diventa nutrimento, il tempo, come l'aria calda dell'estate, compie il resto: la linfa si fa dolcezza, l'arcobaleno riporta il sereno.



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