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voce: acquadirosa:profumo


rosaruscaLa rosa della trasformazione (171) 71-Lucio, nell'Asilingua alchemico | foto erbefiori | audiolibro | flora_rose_acqua.mp4 | harpagofito-artiglio.mp4 | harpagofito_namibia.mp4 |musica 260103ayami_apuleio.m4a

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171:lume171-Lucio, nell'Asino d'oro di Apuleio, rappresenta il desiderio umano di conoscere e possedere il mistero. La curiosità, quando diventa appropriazione, lo conduce alla perdita della forma umana; la sua trasformazione in asino rende visibile una condizione di dipendenza, esposizione e umiliazione. La salvezza giunge attraverso Iside, figura materna e cosmica che riunisce aspetti differenti del femminile divino. La rosa, offerta durante il rito isiaco, è il tramite della reintegrazione. Il percorso di Lucio può essere letto come una struttura iniziatica: trasgressione, caduta, prova, invocazione, incontro col sacro, trasformazione e ritorno alla comunità. La stessa dinamica ricompare in Dante: la discesa nell'Inferno e l'ascesa attraverso Purgatorio e Paradiso trasformano progressivamente lo sguardo del pellegrino. La Candida Rosa dell'Empireo rappresenta infine la comunità delle anime unite nella visione divina. Fede, Speranza e Carità diventano le forze che sostengono l'ascesa: la Fede orienta, la Speranza apre al futuro, la Carità unisce. La rosa insegna che la trasformazione autentica consiste nel ritornare alla propria forma più vera. Come il fiore nasce tra le spine, anche la sapienza può nascere dalla prova. La maturazione non elimina ciò che abbiamo vissuto: lo integra in una forma più ampia.| Rosa damascena: fiori e profumi curano corpo e anima; petali astringenti, semi antielmintici, foglie antidiarrea, alleviano dolore e depressione. Roseti e siepi crescono con potatura e compost, mantenendo vigore, forma e colori brillanti. Rosa canina: bacche rosse, diuretiche, lassative e sedative; decotti e tisane calmanti, marmellate nutrienti e curative. Ruscus pungitopo, diuretico e anti-reuma, cura emorroidi e varici; rami e bacche proteggono e purificano. Artiglio del diavolo e Sutherlandia: analgesici, adattogeni, sfiammano articolazioni, antibatterici e antivirali. Rosa nevi e rododendro caucasico: simboli di resistenza e bellezza spirituale. Apuleio e Psiche: l'anima affronta prove, scende nel regno dei morti, ritrova Amore e Grazia, simbolo di rinascita e libertà interiore. Amore divino guida verso libertà e unione col divino, lungo il percorso iniziatico, di catabasi e anabasi. Beatrice e Candida Rosa, conducono il viaggio spirituale, da umano al divino, sotto Sole Luna e stelle, fin nel ventre della Terra. Dante in Paradiso, mostra l'eterno presente, armonia dei cieli e moto, e cicli stagionali a Terra, e accolgono il poeta, tre spirali di Beati, maestri santi e triviali, lo guidan verso la sapienza. San Tommaso e Francesco, Domenico e Bonaventura, incarnano fedeltà, contro a inganno e ipocrisia, mentre Sophia è sentinella, guida e protegge da illusioni, insegna all'anima sapienza, assieme Amore sentimento, che se cresce condiviso, trasforma ogni azioni di ogni sorta, in bontà e bellezza antica, come Amore e Psiche sanno, nei petali dei beati: gloria luce e ardore, da loro ascende fino a Dio, ogni volto in ciò riflette, l'armonia del Dao creatore. libro_asinodoro_vonfranz1.m4a
lume171-Lucio cade nell'eccesso della curiosità erotica: ruba un unguento e, invece di conoscere il mistero, ne diviene prigioniero. Trasformato in asino, attraversa fame, schiavitù, umiliazione, pericolo e privazione, finché la sofferenza lo conduce alla preghiera. Giunto in riva al mare, sogna Iside, che gli appare nelle sue molte forme: Venere, Demetra, Diana e Persefone-Ecate, amore, fecondità, natura, caccia e mondo infero riuniti in una sola Dea. Lucio comprende allora che la forma asinina non era la sua destinazione, ma una fase necessaria del cammino. Durante la processione di Iside riceve la rosa dalle mani di un pastoforo: mangiandola, ritorna uomo e viene accolto nella comunità dei devoti. La rosa diventa così il simbolo di una trasformazione che non cancella la prova, ma la trasfigura. Anche la rosa di Venere nasce dal sangue e dal dolore, mentre la Candida Rosa di Dante raccoglie nell'Empireo le anime illuminate dall'amore. Tra i rovi il fiore insegna che, una ferita può diventare sapienza quando viene attraversata senza negarla. Dante, come Lucio, sale dopo essere passato attraverso la perdita delle proprie sicurezze: la luce non arriva prima del viaggio, ma nasce dal viaggio compiuto. La rosa è allora amore ritrovato, forma restituita, interiorità rifiorita. Il Lume domanda: quale forma di te deve morire perché una forma più vera possa nascere?



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