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Maria Sabina, Skapastora mazateca | audio: quid_skamaria-pastora_emilia.m4a | video: flora_skapastora_selva3.mp4 |  |  | brano: 08_Defumacao.mp3 |
|foto cibospezie Emilia piange e canta, la foglia Sabia è il suo respiro, porta sogni e cura, dai monti del Messico a quelli dell'Appennino. La verde pastorella e strega blu cobalto, guida greggi d'anime e memorie vegetali. Cresce alta, fusto squadrato, foglie d'argento lavanda, cura tosse e cuore, visioni e radici profonde. Non ama il gioco vuoto: punisce chi non ascolta e premia chi cerca con rispetto la soglia del mistero. Nelle sue vene scorre un elfo antico, Tago che ride, Iside turchese, Dea del labirinto. Se insisti col pensiero, ti scioglie in fiaba e canto, specchio dei neuroni, tessitrice di connessioni: è Diana e Menerva, Bastet e Aquila-serpente, narra di vita e sepoltura, guerra e amore intrecciati. Emilia soffia sulle sue foglie e ascolta i discorsi di cura degli avi, a espellere complotti e malattie che rendono redenti. Chi invoca e prega con cuore puro, scopre che ogni pianta è un ponte invisibile tra la nostra carne e il respiro dell'universo.# Emilia piange e canta, Salvia foglia Sabia, dal Messico portata, via Martin curandero, |Divinatora buona, per buio riposante, |SkaMaria Pastora, perenne erbacea appar. Messico centrale, ibrido selezionato, da umani Mazatechi, di tempi remoti, raggiunge pur due metri, fusto squadrato, stelo vuoto succulento, foglie opposte ovali, lun 25 larghe dieci, virtù radicante, specie presso i nodi, sviluppa secondi rami, e lunghe spighe fiori: fiori bianchi-blu, calice color lavanda, riproduci a talea, difficile da seme, tutte salvie messicane, usan curare tosse, tisi diarrea intasi, di vie respiratorie. Emilia va sognare, vede suoi pensieri, che diventano volti, discorsi da rifare, emozioni provate, difficil mascherare. Tu verde pastorella, di greggi da guidare, piante ed animali, riunisci a consociare, in molte epifanie, timide o irruente, savia ti incontro, in oracolo potente: vestita da gigante, immensamente antico, indossi la cintura, teschi umani al dito, quando evocata, Tu vuoi motivazione, curiosità punisci, banale ricreazione. Flora blu cobalto, folletto fata e gnomo, mulino di vento, acqua del rinnovo, sai ridere-scherzare, elfo di |Petrolo, sei Tago ispirazione, nel Terabuti luogo. Tu Iside turchese, stai in umido convito, aroma e labirinto, specchi del giardino, amante venusiana, poeta di Foresta, nel chiarore Luna, tra liane rampicanti, abbracci anima pura, mi penetran canzoni, via etere di notte, fai le tue lezioni: se insisto ragionar, mi lasci fiaba Psiche, chiedi mio silenzio, ad aprire mio confine, scopro relazione, con vari neuroni, Flora tu tessi, più interconnessioni; rifletti chi sono, passato e futuro, ubriaca in te son nuda, di musica struttura, sono te che incontro, Io Siva tu mia Kali, purghi sensazioni. Salvia mi bisbiglia, a volte pure grida, mi dice di cantare, si prende la mia voce, poi mi lascia a piedi, pure senza occhi, gracchia da lontano, concerto di ranocchi. Siam noi che dobbiamo, invocar piogge fine, Siam noi che possiamo, diventar + divine, Sabia de los Sabios, posso usar sue ali, capir vedere il fato, consociazioni vari. Divinorum squadrata, rischiara sua bocca, nell'alba vuol acqua, vado a lei vicino, graduale mi bisbiglia, suo corpo alambicco, da sola si distilla; umani ed animali, son nati sen coscienza, acquistan mangiando, vegetal essenza, se formi alleanza, traversa mari e monti, ovunque va lei crea, invisibili ponti, flora verde-paglia, se dici che mi ami, innamoro a infinito. Ramarro Tu Sei, nonna Rospo e tela, aleggi nelle forre, da mattina a sera, donna di potere, tu che hai visto tutto, la morte conquistato, i regni posseduto, sei Diana e Menerva, strada di selva, emani tua forza, nell'ora della sera. Rossa e bianca luna, Venere la nera, amore e intuizione, in vegetale sfera, apri tue porte, per Spiriti antenati, guardiani del sapere, clan di ritrovati. Madre della vita, Dea di amore e guerra, sei fertilità, molti nomi tieni, Bastet od alfokara, Gauri prima Vacca, Aquila e Serpente, vegliano tuo mantra. Babele porta vita, grembo e sepoltura, cuore fai pulsare, con amore antico, navajo e mazateco: hanna yo we innaio, ahanna yo we innho, Ianna yo we neye, yo we inneiye innho. Emetti parole, dal sotterraneo regno, tieni l'ego umano, in palmo come pegno, afferran tue foglie, i soffi sofferenti, espellono complotti, curano redenti. Tu ami andare oltre, tra interazion sociali, amica Sei tu, dei gruppi marginali, con piante aromate, sei birra di vita, lenisci la morte, oh cibo e medicina!
| quidf gemello 84 lume084-Emilia piange e canta, la Sabia del respiro, Salvia ponte degli antichi, tra Messico e Appennino, tra visione e cura, è la Verde Pastorella, strega blu cobalto, foglia che in sogno insegna. Cresce alta a fusto squadrato, e non ama il gioco vuoto: premia chi cerca, e punisce chi la prende in giro. In lei scorrono presenze: folletto fata e gnomo, epifanie timide o irruenti, è oracolo potente: ora è vestita da gigante, con cintura antica, ora è Iside turchese, che apre i labirinti, poi Venere che ama, poi Diana cacciatrice, che mostra ogni illusione, poi è Menerva e Tago, che ridono nel vento, una stessa intelligenza. Nasce dalla terra, e riflette il chiaro Luna, specchio di coscienza, pensieri ed emozioni, emergono interiori, difficili da nascondere: se insisti nel pensare, Lei penetra di notte, a mezzo di canzoni, chiede il tuo silenzio, insegna senza dogmi, si prende la tua voce, ti lascia senza occhi, nel bisbigliar d'amore. In sua stirpe nasce Moon, da incroci e selezioni, da seme e da talea, memoria variazione, sue foglie larghe e morbide, crescita vigorosa, errante in molte forme. Emilia la coltiva, con alta umidità, specie nell'inizio, con tempo adattamento, graduale all'aria aperta, luce indiretta e ombra, come ogni coscienza fragile, chiede attenzione e cura. In vaso con terriccio, e perlite drenante, tra 15 e 25 gradi; in inverno a 10 gradi, perde le sue foglie, e rinasce in primavera. Lamiaceae del Messico, a rapida crescita, sua foglia cura il respiro, cuore e malinconia, Lei è |santaCaterina, che ama il canto antico, appare neve o brina, nel 29 aprile, e ogni sabato santo, la sua luna si fa tonda. Maria Pastora se evocata, chiede verità e silenzio, dissolve illusioni, e riordina il pensiero, tra umano e natura, visibile e invisibile. Emilia ascolta ancora, che in Sierra Mazateca, lei è Maria Pastora, Madonna della selva, che prima si rivela, poi parla a voce lieve, nei riti della cura: Wasson la descrive, come presenza divinatoria, nei codici è Pipiltzintzintli, spirito verde femminile, che appare quando una comunità, ha bisogno di visione; ogni cultura la reinventa, non nasce una volta sola, la Sabia si manifesta, come coscienza vegetale, e attraversa i mondi del sogno.

| oracolo 84 lume084-Maria Sabina in documentario, curandera e sacerdota mazateca, nata 22 luglio 894, nel paese Huautla de Jiménez, stato di Oaxaca in Messico. In sua pratica sciamana, cura con funghi teonanacatl, e la ska Maria Pastora, della zona in cui viveva, cura malati e pellegrini, e li aiuta a ordinare, e distillare loro pathos. Gordon |Wasson anni 50, fu illustre suo paziente, documenta e scrive articoli, suscitando interesse, di studiosi e turisti, che piombarono al villaggio, stravolgendo la sua vita, in positivo e negativo. Maria Sabina protesse, sacralità sue cerimonie, ma subì quel turismo, senza rispetto culturale, feroci critiche e persecuzioni, culturali e legali, morì in parte riconciliata, 22 novembre 85. La Sabia mazateca, rimane grande figura, nella storia sciamanismo, dei nativi americani, lei cristiana con desheto, stimolò dialogo interculturale, in umiltà senza pari, ci lascia Salvia e i canti innati.

|semine: 2026-07-07 scheda2_moonhof 2002_video
|raccolta: inanna yowe neyo we i ne ne