|foto funghi VESCE (scoregge di lupo) colte a Maggio, compaiono in radure, hanno carne bianca, difficile scambiare, con specie velenose, Vascelli palle-Puffo, cuocili affettati, oppure mangia crudo, con olio lime e sale. Vescia in campi coltivati dopo piogge, primavera/autunno, commestibile giovane (carne bianca), cotta a fette impanate o cruda in insalata. |Vescia gigante, è LANGERMANNIA GIGANTEA, saprofita in campi coltivati, frutta dopo forti piogge, verso tarda primavera, oppure nelll'autunno, a gruppi di esemplari: quan giovane presenta, carni bianchissime, buon edule raccolta, pur essa taglia a fette, impanata a cotoletta, cotta e poi servita. |Corteggiare la donna ideale è viaggio interiore verso la propria anima e la propria completezza. Il fidanzamento è l'inizio di un processo di trasformazione profonda, mentre le nozze mistiche sono il traguardo spirituale, la perfetta unione tra l'Io e il Sé. |Amore platonico, è un amore ideale e spirituale, trascende il desiderio fisico e si concentra sulla bellezza dell'anima, la crescita interiore e l'ammirazione intellettuale. Platone descrive questo amore angelico che mira alla verità attraverso il legame spirituale e intellettuale tra le persone, un esempio è il suo amore per Beatrice che, come l'amor cortese, può portare alle nozze mistiche di Rosenkreuz. Dante ama e corteggia Beatrice di un amore platonico carico di elementi di amor cortese, in cui la donna amata è venerata come guida spiritual come l'amore sufico per l'arcangelo Micael o Gavriel, che pur nato da un incontro con una persona reale, va oltre l'attrazione fisica, e in Dante viene sublimato nelle sue opere, Vita Nova e Divina Commedia, a rappresentare la sua Anima (grifone) che lo guida verso Dio e la perfezione morale e spirituale. Beatrice diviene simbolo della Grazia divina, della luce della verità e della salvezza, così l'amore di Dante si esprime come un movimento ascendente, un cammino di purificazione e illuminazione, che trova compimento nell'unione mistica con l'amore divino (arcangelo).# Nella letteratura sufi e in quella medievale, l'amor cortese idealizzato enfatizza la devozione, la lealtà e l'adorazione da lontano di una donna spesso inaccessibile o irraggiungibile; si basa su un codice di nobiltà d'animo e cortesia, e un senso di tensione tra desiderio e rispetto, che punta dritto all'ammirazione dell'anima corteggiata, per giungere infine all'unione mistica con il divino. La radice del verbo amāre è ricondotta alla radice indoeuropea e semitica em/am, che significa prendere, afferrare, stringere, sentire affetto, così le nozze mistiche di Rosenkreuz (fondatore leggendario della tradizione rosacrociana) simboleggiano l'unione dell'Anima (arcangelo) con il divino, la fusione degli opposti e il raggiungimento della perfezione spirituale attraverso l’amore mistico. Il parallelo con l’amore di Dante per Beatrice sta nella dimensione trascendente e iniziatica dell'amore, che da sentimento solo umano diviene processo di trasformazione e redenzione. Amore_platonico è disincarnato, come in sogno, intellettuale e spirituale, e si fonda sull'ammirazione delle qualità interiori dell’anima e della mente, più che sul corpo; è religioso o mistico, spesso connesso a un cammino verso la perfezione, la verità, il divino, Esso prevede una idealizzazione della figura del sesso opposto, la persona amata viene vista come incarnazione di ideali e virtù superiori: secondo Jung rappresenta l’incontro con l'Anima o Animus (lato femminile dell’uomo e lato maschile della donna), cioè la propria parte interiore proiettata in un'altra persona; nel caso di un uomo, la donna amata in modo platonico è la manifestazione esterna di un archetipo interiore (spirito o arcangelo), l'anima che l'uomo cerca di riconoscere e integrare (mangiare) oltre desiderio carnale. Carl Gustav Jung scrive: un uomo che corteggia e prega la donna ideale, in pratica corteggia la propria anima, e un giorno, dopo il fidanzamento, potrà aspirare a nozze mistiche sul modello alchemico. La donna ideale, come Beatrice per Dante, è spesso una proiezione esteriore dell'Anima, cioè dell'archetipo femminile dentro l'inconscio maschile; quando un uomo corteggia questo angelo ideale, in realtà sta dialogando con la sua parte interna più profonda, tentando di integrarla e riconoscerla come parte di Sè; questo corteggiamento diventa un processo di individuazione, ovvero di crescita e completamento psicologico e spirituale. Le nozze mistiche sono l'unione alchemica tra opposti: maschile e femminile, conscio e inconscio, umano e divino, e nel cammino iniziatico (sufi, indù, cinese, dantesco o rosacrociano che sia), il fidanzamento con la donna ideale è la fase preliminare di questa unione mistica; solo dopo aver trasceso il solo attaccamento sensoriale e aver integrato l'Anima (o Animus), si può aspirare a questa unione spirituale superiore, simbolizzata dalle nozze mistiche con l'arcangel. Il fidanzamento rituale o simbolico con la propria anima è un tema presente in molte tradizioni spirituali e iniziatiche, ciascuna con modalità diverse ma con un obiettivo comune: l'unione e l'integrazione dell'Io con la sua parte più profonda e divina: nel Sufismo si pratica il corteggiamento con il dhikr, la preghiera di resa totale (fanaa), capace di portare all'incontro richiesto e poi alla fusione con l'Uno, ovvero alla unione Sposa-Sposo e annullamento dell'ego nel Sé. Nello Shaktismo kashmiro e bengalese (una corrente dell'Induismo) la pratica è chiamata Shaktipat, trasmissione della grazia, oppure risveglio della kundalini/shakti, energia che raggiunge la coscienza /shiva, per realizzare una sapienza/sophia suprema.
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quidf gemello 269
lume269-Le nozze della Vescia: quando maggio apre le radure, Shirdi trova una grande Vescia, rotonda come una piccola luna caduta nell'erba dopo la pioggia. La apre e dentro scopre una polvere bianca, raccolta e silenziosa. Così appare l'anima, dice: integra finché il tempo non la disperde nel vento. Raseno giovane gli domanda come si conquisti la donna perfetta. Shirdi sorride: molti cercano una sposa, ma pochi riconoscono ciò che l'immagine amata risveglia dentro di loro. La persona desiderata può diventare uno specchio: ciò che ammiri in lei può indicare una qualità che chiede di essere riconosciuta anche in te. Se la rincorri per possederla, l'immagine si impoverisce; se la contempli con rispetto, può trasformarti. Poi Shirdi taglia la Vescia e la divide con gli altri. Ciò che rimane chiuso non nutre nessuno: l'anima accolta non diventa possesso, diventa relazione. Le nozze più segrete sono quelle tra il cuore e la propria luce. Questo Lume appare quando una persona o un'immagine ti affascina profondamente. Che cosa stai vedendo nell'altro? Che cosa di quella luce appartiene anche al tuo cammino? Puoi lasciarla libera senza perdere ciò che ha risvegliato in te?|
oracolo 269
lume269-Le nozze della Vescia: quando maggio apre le radure, Shirdi trova una grande Vescia, rotonda come una piccola luna caduta nell'erba dopo la pioggia. La apre e dentro scopre una polvere bianca, raccolta e silenziosa. Così appare l'anima, dice: integra finché il tempo non la disperde nel vento. Raseno giovane gli domanda come si conquisti la donna perfetta. Shirdi sorride: molti cercano una sposa, ma pochi riconoscono ciò che l'immagine amata risveglia dentro di loro. La persona desiderata può diventare uno specchio: ciò che ammiri in lei può indicare una qualità che chiede di essere riconosciuta anche in te. Se la rincorri per possederla, l'immagine si impoverisce; se la contempli con rispetto, può trasformarti. Poi Shirdi taglia la Vescia e la divide con gli altri. Ciò che rimane chiuso non nutre nessuno: l'anima accolta non diventa possesso, diventa relazione. Le nozze più segrete sono quelle tra il cuore e la propria luce. Questo Lume appare quando una persona o un'immagine ti affascina profondamente. Che cosa stai vedendo nell'altro? Che cosa di quella luce appartiene anche al tuo cammino? Puoi lasciarla libera senza perdere ciò che ha risvegliato in te?
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