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Trasformare la fatica in festa | audio:  | video: libro_amanita-cappuccetto_vannoni.pdf |  |  | brano: 8-chantPossessionGorya.mp3 |
|foto funghi Maitake fungo, di Cina e Giappone, cresce su tronchi marcescenti ed è usato in cucina e medicina. Ha proprietà anti-tumorali, anti-diabete, protegge fegato, riduce obesità, pressione e stanchezza cronica: si consuma fresco, secco o in polvere, anche in zuppe. Le leggende collegano Maitake alla dea del sole Amaterasu e alla danza di Uzume, donna-fungo che riporta gioia agli uomini tristi con canti e movimenti sensuali: la danza di Uzume attirava anime e spettatori, coinvolgendo comunità in riti e cerimonie; i boschi di Kyoto raccontano di viandanti smarriti che incontrano donne danzanti mentre cantano e arrostano i funghi. In inverno, Amaterasu si nasconde nella grotta sotterranea, e come Persefone, si prepara alla gestazione di luce e felicità primaverile. Le storie giapponesi collegano il fungo al benessere fisico e psichico, e a rituali di socialità. Il fungo danzante ha un eco anche Europe, con catarsi e danze popolari in Bohemia, Svizzera e Calabria. Maitake diventa strumento di guarigione, celebrazione e connessione con la natura e il divino: la terapia combinata danza, canto e condivisione del cibo. Il fungo è cibo, medicina e cultura popolare, mentre le sue danze festose diffondono gioia, energia e coesione, unendo corpo, spirito e natura. Il fungo funge da ponte tra mondo naturale, mitico e salute umana.# Fungo Maitake, |Gymnopilus Pholiota, Junionus spectabilis, di Cina e Giappone, da tronchi marcescenti, cucina e medicina, contrasta + tumori, e il corpo normalizza. Maitake |anti-diabete, e cronica |epatite, obesità e |pressione, e sindromi fatiche, efficace se mangiato, fresco pure secco, in polvere mischiato, 1 zuppa di elfo; san nippo varietà, dar sindromi psiloci, mentre in cina |Yunnan, sono |xiao-ren-ren, boleti |bluificanti, mangiati crudi e cotti, benevol manichini, che mangiano nascosti: tra boschi di |Kyoto, si persero viandanti, quan videro uscire, più donne danzanti, cantavano sul monte, ai |Tengu-folletti, i viandanti stupiti, avvicinan sgomenti; adoratrici di Buddha, cercavano fiori, quan persero la via, trovan funghi buoni, arrostiti quei funghi, delizie al palato, iniziaron danzare, e cantare di un fiato: viandanti affamati, seguirono esempio, chiesero avanzi, a donne del tempio, poi ore a danzare, assieme ridendo, ritrovan la strada, tornar loro tempo. Kyoto altra leggenda, ricorda |Uzume danza, zuppa 1 uomo triste, di Maitake assaggia, scompare la tristezza, ride saltellante, ricorda dea del sole, fungo danzante. |Amaterasu Dea Sole, inverno rifugia, in grotte sotterrane, lontana da tutti, a riportarle gioia, ingaggiano Uzume, 1 donna-fungo, regin Giappone pure: tiene corteo, himiko sciamane, su cima collina, fa Uzume spogliarello, tintinna genitali, col ritmo dei piedi, danza sensuale, selvaggio andirivieni; canto che intona, tutti attira a danza, ogni anima seduce, ornata piume e corna, cerimonie di corte, e funebri incisioni, rotea lunghe maniche, x viaggi interiori. Wu danzano pioggia, divina astri dadi, lor mulinelli vento, trasportano su piani, guidan feste e riti, a snodi stagionali, come in Bohemia, danze di catarsi: donne mesmerizzate, contagiano passanti, piangono di gioia, abbracci a ciascuno, procedon mano in mano, dentro i carnevali, in Svizzera e Calabria, danzano san Vito.
| quidf gemello 225 lume225b lume225-Emilia cammina in un bosco dell'Asia orientale e, sotto un vecchio tronco consumato, incontra il Maitake, il fungo danzante. Cresce dove il legno ha già attraversato gran parte della propria vita, e proprio lì trasforma ciò che rimane in nuova materia. Emilia lo osserva e pensa all'orto, al compost, alla terra che non considera nulla veramente finito: ciò che si consuma può diventare nutrimento per qualcosa d'altro. Più avanti incontra alcune persone che raccolgono il fungo e lo portano in cucina. Il cibo viene condiviso, qualcuno comincia a cantare e, quasi senza accorgersene, la preparazione del pasto diventa festa. Emilia comprende allora che anche il lavoro possiede due volti: può essere peso quando ciascuno porta da solo ciò che deve fare, oppure può diventare ritmo quando la fatica entra in una comunità. Le torna alla mente la storia giapponese di Amaterasu, nascosta nella caverna e richiamata alla luce dalla danza di Uzume. La leggenda racconta l'immagine di una luce che ritorna quando qualcuno osa cantare e danzare nel buio. Il Maitake cresce sul legno consumato e lo trasforma; il lavoro trasforma la materia e trasforma chi lo compie; la festa trasforma la fatica condividendola. Forse non tutto ciò che pesa deve essere eliminato. A volte deve soltanto cambiare forma, entrare in relazione con altri e trovare un ritmo nuovo. Che cosa stai portando da solo che potrebbe diventare più leggero se condiviso? Dove una fatica potrebbe trasformarsi in ritmo? Che cosa potrebbe tornare a danzare nella tua vita?

| oracolo 225 lume225-Emilia cammina in un bosco dell'Asia orientale e, sotto un vecchio tronco consumato, incontra il Maitake, il fungo danzante. Cresce dove il legno ha già attraversato gran parte della propria vita, e proprio lì trasforma ciò che rimane in nuova materia. Emilia lo osserva e pensa all'orto, al compost, alla terra che non considera nulla veramente finito: ciò che si consuma può diventare nutrimento per qualcosa d'altro. Più avanti incontra alcune persone che raccolgono il fungo e lo portano in cucina. Il cibo viene condiviso, qualcuno comincia a cantare e, quasi senza accorgersene, la preparazione del pasto diventa festa. Emilia comprende allora che anche il lavoro possiede due volti: può essere peso quando ciascuno porta da solo ciò che deve fare, oppure può diventare ritmo quando la fatica entra in una comunità. Le torna alla mente la storia giapponese di Amaterasu, nascosta nella caverna e richiamata alla luce dalla danza di Uzume. La leggenda racconta l'immagine di una luce che ritorna quando qualcuno osa cantare e danzare nel buio. Il Maitake cresce sul legno consumato e lo trasforma; il lavoro trasforma la materia e trasforma chi lo compie; la festa trasforma la fatica condividendola. Forse non tutto ciò che pesa deve essere eliminato. A volte deve soltanto cambiare forma, entrare in relazione con altri e trovare un ritmo nuovo. Che cosa stai portando da solo che potrebbe diventare più leggero se condiviso? Dove una fatica potrebbe trasformarsi in ritmo? Che cosa potrebbe tornare a danzare nella tua vita?

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