Agrobuti quid |Libertages | home |

-----------------

Quando una forma finisce | audio: libro_chuangtzu_33parabole.m4a | video: popoli_drokpa.mp4 | popoli_tuva-saman.mp4 | film_ming-persia-cina_wudang.mp4 | brano: canto_nomadi_kalmukya.mp4 |
|foto hmongcina I Drokpa di Tartaria parlano lingua Khamba, sono nomadi di altopiani tibetani, un tempo bellicosi e invasori a cavallo. Naxi sono pastori e nomadi in Cina, parte delle 56 minoranze Mínzu; Pumi, Mosuo e Hani sono società matrilineare che ebbero storici regni indipendenti (Zhao), biblioteca di Lijiang e cultura religiosa nei manoscritti e affreschi. Popolazioni tibetane e Khamba abitano regioni montuose e inospitali, in feudi indipendenti sotto capi clan. Dongba e Lama custodiscono conoscenze religiose, armonia uomo-natura, rituali e monasteri, con affreschi di vita sociale, caccia e cerimonie sciamaniche. Yeshe Tsogyel, co-fondatrice del lamaismo, sfida il maschilismo dei clan, diffonde scuole tantriche, medicina e pratiche Dao, curando territori, animali e vegetali. Tradizioni femminili rituali esistono anche altrove (Babaylan filippine), con medium comunitari e androginia di fede. Memorie cicliche e rituali di possessione rivelano ricordi ancestrali delle popolazioni tartare. Lozen, guerriera e donna-medicina, guida il popolo Apache negli USA, fondando clan e praticando veggenza e sopravvivenza. I Tuvani vivono in villaggi federati nella Siberia meridionale, allevano mandrie e pescano; abitazioni in feltro e corteccia di betulla, celebrano feste con birra arak, latte fermentato, canto gutturale e musica. Religioni comuni sono lo sciamanismo siberiano e lamaismo tibetano; riti funerari di 7 giorni e danza rituale Ru-tanga con strumenti tradizionali. Sciamani Tuvani emergono per vocazione, eredità o malattia; mediano tra mondo celeste e terreno, guidati da spiriti protettori. Arte, la scrittura e i rituali preservano memoria storica, identità e legami con natura e antenati.# |DROKPA di Tartaria, nomade clan tibetano, parla lingua Khamba, nomadi altopiano, parlan lingua Kham, in passato bellicosi, invasori a cavallo, come nomadi Qinghai, tutti matrilineari, Pumi Mosuo Hani, migraron zone miti, lungo Sichuan valli. |Naxi羌 pastori, nomadi in Cina, ideogramma 人 uomo 羊 pecora, tra 56 etno gruppi, Repubblica Cinese, Mínzu 民族 minoranze, su territori interni: avviano Naxi Bai, regni indipendenti, chiamati pure Zhao, dai mongoli guidati, biblioteca di Lijiang, serba manoscritti, cultura religione, memoria nei dipinti, che decenni dopo arriva, in Yunnan nordovest, 5 milioni tibetani, 2 milioni son Khamba. Alti e robusti, temerari come Apache, stessa foggia di capelli, 2 trecce laterali, inospitale regione, altitudine clima, scoraggia stranieri, mappe senza vita: terraspra dimenticata, Kham ospita fiere, orde tatar tibetane, di Re Songtsen Gampo, esercito filo-mongolo, a turcomanni alleato, estese Kham e Amdo, domini Lupo Bianco. Asia centrale, e terre della Cina, Re Ralpachen, converte al buddismo, poi Impero Tibetano, inizia disintegrarsi, come tutta Tartaria, nascono nuovi stati. Tibet e Cina, fan patti coesistenza, sebbene in tutto il Kham, sorsero feudi, fieri indipendenti, eccetto ai capi clan, uniti in regno Ling, dal mitico Re Gesar. Gran Khan stabilì, prefettura a LiJiang, rappresenta suo potere, dentro lo Yunnan, la carica prefetto, resa ereditaria, fino epoca Ming, lingua dongba dei |khamba. |Biblioteca-di-Lijiang, affreschi e manoscritti, pittorici testi, in caverne DongBà, in villaggi montani, YanYuan e Sichuàn, Tibet e Burma, arriva Naxi enciclopedia, che tratta cultura, di Tartaria antica; religioni Bon Dongba, comune mitologia, natura e uomo sono, fratel madri diverse, dottori-saman Dongba, poi Lama sacerdoti, pregano armonia, tra uomini e natura, creano libro riti, e presso Shangshung, avviano monasteri, su montagna Drago, lignaggi tibetani, affreschi di scene, di vita sociale, caccia e difesa, e sigilli sciamani. Yeshe Tsogyel donna, co-fonda lamaismo, sopporta opposizione, di clan maschilismo, Wu-templi distrutti, sui monti si rifugia, grazie a visioni, e potere di cura, in India si lega, a tantriche donne, sfida i bramini, e avvia nuove scuole, con altri sacerdoti, e cinesi erboriste, levatrici e chirurghe, eredi Dao correnti, massaggi e agopuntura, ravvivan territori, animali e vegetali, con spiriti garanti, di identità più grandi, nutrono coscienza, assieme sussistenza, al nomade che viaggia, entro la esistenza. Alcune migran mare, Babaylan filippine, guidan cerimonie, pure emarginate, tra preti missionari, escluse son di fatto, da ruolo e potere, traveston loro fede, medium comunitario, androginia di fede. Memorie di un passato, ciclico represso, esce alla ribalta, in ogni isterismo, terapia è la stessa, adorcismo o esorcismo, nel rito possessione, affiorano ricordi, di avi di tartarie: così Lozen guerriera, donna-medicina, guida sua gente, in fuga sopravvivenza, giunta in terre Usa, tra eserciti gimcane, veggente di confine, fonda clan di Apache, in deserti Rio Bravo, carisma e potere. |TUVANI insediamenti, son clan imparentati, e mandrie collettive, in villaggi federati, Repubblica di Tuva, nel sud della Siberia, confina con |Buriazia, e con la Mongolia: visser |yurte feltro, di nomadi di Asia, esagonale e cono, in |corteccia-di-Betulla, come tepee nativi, dei cacciator di renne, oggi son pastori, che pescan pure pesce, presso fiumi e laghi. Feste dei Tuvani, bevon birra arak, e latte fermentato, simile a Kefir, hanno epica cultura, e canto gutturale, cantan su melodia, e accompagno musicale. Tuva religione, sciamanismo siberiano, presente in campagne, e lamaismo tibetano, penetrato a Tuva, a metà settecento, sculture funerali, rito a giorno settimo: lor anima rimane, a dimora del defunto, per 7 giorni poi, vola al regno morti, 1 candela rituale, accesa da famiglia, dura 6 settimane, illumina sua pista, mentre in lamaismo, sale in scena danza, tandava Ru-tanga, al suono di kanling, femori umani, trombette di appello, per spiriti di avi. Tuvano sciamano, per vocazione o eredità, oppure nasce dopo, una lunga malattia, media tra maestri, di alto e basso mondo, posson essere tali, sia uomini che donne, dopo aver sognato, protettore spirito, o la celeste Ayami, dopo muchamor rito.
| quidf gemello 215 lume215b lume215-Seba sogna un viaggio alla Grande Muraglia, confine dove una continuità si interrompe e una nuova forma politica prende vita; qui visita sette scuole che custodiscono memorie del passato; al centro appare l'Orda Pezzata, i Mingjiao dell'Orda d'Oro, giunti nel Chitai dalla Persia Tartaria. Sebbene riceve il mandato di ristabilire un legame fra mondi separati, scopre che ogni popolo può riconoscere i propri avi comuni senza rinunciare alla propria strada. Più a occidente arriva sull'altopiano tibetano, dove una strada sembra terminare; dietro di lui rimangono una casa, un nome, un tempo conosciuto; davanti c'è un paesaggio diverso. Qui incontra i clan Drokpa, che custodiscono una vita nomade fatta di yurte, migrazioni e ruoli sociali: il lama e lo sciamano ascoltano il rapporto fra cielo, terra, animali e comunità, cercando un equilibrio continuo tra il luogo e la capacità di attraversarlo. Seba comprende allora che, anche le culture nomadi di altri continenti, dagli Apache alle Igorot delle Filippine, mostrano che vivere significa talvolta lasciare una forma perché la vita possa continuare altrove: una tenda può essere smontata e un sentiero può finire senza che finisca il viaggio. Questo Lume appare quando qualcosa nella tua vita sta terminando o deve cambiare forma: forse ti viene chiesto di portarne con te solo l'essenza. Che cosa del passato vuoi portare con te, e che cosa può finalmente essere lasciato andare? Quale nuova strada potrebbe aprirsi proprio perché una precedente si è conclusa? Porta con te ciò che è vivo e lascia che, ciò che è finito torni al paesaggio.

| oracolo 215 lume215-Seba sogna un viaggio alla Grande Muraglia, confine dove una continuità si interrompe e una nuova forma politica prende vita; qui visita sette scuole che custodiscono memorie del passato; al centro appare l'Orda Pezzata, i Mingjiao dell'Orda d'Oro, giunti nel Chitai dalla Persia Tartaria. Sebbene riceve il mandato di ristabilire un legame fra mondi separati, scopre che ogni popolo può riconoscere i propri avi comuni senza rinunciare alla propria strada. Più a occidente arriva sull'altopiano tibetano, dove una strada sembra terminare; dietro di lui rimangono una casa, un nome, un tempo conosciuto; davanti c'è un paesaggio diverso. Qui incontra i clan Drokpa, che custodiscono una vita nomade fatta di yurte, migrazioni e ruoli sociali: il lama e lo sciamano ascoltano il rapporto fra cielo, terra, animali e comunità, cercando un equilibrio continuo tra il luogo e la capacità di attraversarlo. Seba comprende allora che, anche le culture nomadi di altri continenti, dagli Apache alle Igorot delle Filippine, mostrano che vivere significa talvolta lasciare una forma perché la vita possa continuare altrove: una tenda può essere smontata e un sentiero può finire senza che finisca il viaggio. Questo Lume appare quando qualcosa nella tua vita sta terminando o deve cambiare forma: forse ti viene chiesto di portarne con te solo l'essenza. Che cosa del passato vuoi portare con te, e che cosa può finalmente essere lasciato andare? Quale nuova strada potrebbe aprirsi proprio perché una precedente si è conclusa? Porta con te ciò che è vivo e lascia che, ciò che è finito torni al paesaggio.

|semine:
|raccolta: